In data di ieri, 1 febbraio, nella
sala delle conferenze dell’ Hotel Tuan alle porte di Pordenone, si è tenuta la
conferenza dell’ avvocato Edoardo Longo, organizzata dalla associazione
culturale Marciana , in cui è stato anche presentato il libro “ Deportazione”, che narra alcune fasi della odissea dello scomodo avvocato negli ultimi anni,
partendo dalla sua illegale deportazione in carcere. Affollatissima la partecipazione
di pubblico, venuto anche dalla più lontane località del Veneto. Al tavolo dei
relatori, oltre all’ autore, vediamo i rappresentanti della associazione Marciana,
organizzatrice dell’ incontro e i rappresentanti delle altre organizzazioni per
l’ indipendenza del Veneto : il Comitato di Liberazione Nazionale Veneto, l’
Ufficio Dogale ( che i nostri lettori conoscono per gli arditi volantinaggi ) , il Maggior
Consiglio.
Il tema della Odissea
è stato lo spunto per la conferenza, in cui l’ autore ha rimarcato che anche
lui ha affrontato la sua moderna odissea affrontando mostri giudiziari e la
vendetta feroce degli dèi togati nemici
( “ …oggi però , parafrasando il titolo di un film famoso, il diavolo non veste Prada, ma veste la toga”).
Al rientro a casa, dopo la deportazione carceraria, ha però subito l’ attacco più vile, alle
spalle , incontrando anche lui una banda di proci , cioè la cricca “ordinistica
“ degli avvocati della sua città, che, con l’ arroganza, l’ imbroglio e la
illegalità, gli impediscono da tre anni di svolgere la sua professione.
Conclusione finale del nostro amico : “ Da
tutta questa vicenda durata oltre tre anni , si può concludere che l’ unico,
vero, autentico criminale che oggi alligna in Italia è lo stato italiano, nelle sue varie articolazioni, che non ha neanche il pudore di rispettare le
proprie leggi ,pur di imporre la sua prepotenza”. Onore ai combattenti del Veneto
Libero che hanno accompagnato il loro difensore e sostenitore fin dal primo giorno
di aggressione dei maligni dèi togati , fino ad oggi, al suo ritorno ad
una Itaca infestata dai proci. Anche le Terre Venete di San Marco, come Itaca, sono infestate da proci , dalle bande occupanti di quella Repubblica Italiana che il rappresentante dell' Ufficio Dogale ha definito quasi un errore della Storia , imposta come fu con la violenza dalle armate americane nel 1945 ad un popolo sconfitto. WSM.
MV
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