Quello che vedete sopra è un estratto
di un decreto di liquidazione di competenze legali da parte del Giudice dell’
udienza Preliminare di Trieste che mi è stato notificato alcuni giorni fa . Vi ha provveduto un Giudice appena designato a
quell’ incarico e proveniente da altra sede giudiziaria. Liquidazione anche molto
corretta ed equilibrata, giunta anche a fagiolo , dal momento che la riconversione
coatta da avvocato ad editore, a cui sono stato costretto dallo scippo con
destrezza zingaresca del mio lavoro effettuato dagli ordinistici pazzi di
Pordenone , non ha certo giovato al bilancio della mia famiglia, in tempi per di più in cui la gente, piuttosto che leggere un
libro – e pure controcorrente ! –
preferirebbe recidersi i testicoli….
Ma non è su questo che
intendo richiamare la vostra attenzione, ma su un inciso, apparentemente
irrilevante, dell’ onesto Giudice. Leggiamo : “L’
istanza di liquidazione degli onorari è stata presentata dall’ avv. Edoardo Longo
in data 15.2.2022 è stata trasmessa dalla cancelleria a questo Giudice il
19.09.2025”.
Capito l’ arcano ?
I solerti cancellieri del
tribunale di Trieste hanno imbucato in un cassetto la mia istanza di liquidazione per
circa tre anni e sette mesi senza
passarla al giudice per la liquidazione. Quasi 4 anni in cui io dovevo essere
pagato e si sono ben guardati dal farlo ! I cancellieri ? Sì, a meno che non si
pensi che il Giudice precedente, assegnato ad altre funzioni questa estate, non
sia stato lui ad imboscarla, in odio al sottoscritto. Entrambe le
ipotesi hanno la medesima possibilità di essersi realizzate, io non ho la sfera
di cristallo per sapere cosa sia successo in questi quasi quattro anni in cui
non ho avuto neanche modo di sollecitare gli ignoti farabutti . Ma comunque sia
andata, il risultato non cambia ed in
ogni caso , come dice il proverbio , il pesce puzza sempre dalla testa… Ho
dovuto aspettare l’ arrivo di un nuovo pesce, - pardon ! – magistrato, evidentemente estraneo alla cricca che fa di
tutto per distruggermi, per avere il mio modesto compenso. Che Dio gli renda merito.
E mi è andata anche bene ,
ragazzi : pensate che il ben noto tribunale di Pordenone, da me soprannominato Il Palazzo dell' Indecenza, persevera ancora nella più
assoluta noncuranza nel non pagarmi, dopo oltre quattro anni dall’ ultima
parcella inviata e nonostante plurimi solleciti, anche recenti e quasi con il cappello
in mano, come si usa dire e come è d’uopo faccia un lurido condannato
come me, per poter sperare nella grazia sovrana ! Ma a Pordenone non mi basta aspettare il cambio del pesce
: quando l’ immondizia puzza troppo, è inutile spostarla, bisogna bruciarla.
Avv. Edoardo Longo


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