giovedì 30 ottobre 2025

DOVE SI PARLA DI PESCI, TESTE E CANCELLIERI

 


Quello che vedete sopra è un estratto di un decreto di liquidazione di competenze legali da parte del Giudice dell’ udienza Preliminare di Trieste che mi è stato notificato alcuni giorni fa . Vi ha provveduto un Giudice appena designato a quell’ incarico e proveniente da altra sede giudiziaria. Liquidazione anche molto corretta ed equilibrata, giunta anche a fagiolo , dal momento che la riconversione coatta da avvocato ad editore, a cui sono stato costretto dallo scippo con destrezza zingaresca del mio lavoro effettuato dagli ordinistici pazzi di Pordenone , non ha certo giovato al bilancio  della mia famiglia, in tempi per di più  in cui la gente, piuttosto che leggere un libro – e  pure controcorrente ! – preferirebbe recidersi i testicoli….

Ma non è su questo che intendo richiamare la vostra attenzione, ma su un inciso, apparentemente irrilevante, dell’ onesto Giudice. Leggiamo : “L’ istanza di liquidazione degli onorari è stata presentata dall’ avv. Edoardo Longo in data 15.2.2022 è stata trasmessa dalla cancelleria a questo Giudice il 19.09.2025”.

Capito l’ arcano ?

I solerti cancellieri del tribunale di Trieste  hanno imbucato in un cassetto la mia istanza di liquidazione per circa tre anni e sette mesi senza passarla al giudice per la liquidazione. Quasi 4 anni in cui io dovevo essere pagato e si sono ben guardati dal farlo ! I cancellieri ? Sì, a meno che non si pensi che il Giudice precedente, assegnato ad altre funzioni questa estate, non sia stato lui ad imboscarla, in odio al sottoscritto. Entrambe le ipotesi hanno la medesima possibilità di essersi realizzate, io non ho la sfera di cristallo per sapere cosa sia successo in questi quasi quattro anni in cui non ho avuto neanche modo di sollecitare gli ignoti farabutti . Ma comunque sia andata, il risultato non cambia  ed in ogni caso , come dice il proverbio , il pesce puzza sempre dalla testa… Ho dovuto aspettare l’ arrivo di un nuovo pesce, - pardon ! – magistrato,  evidentemente estraneo alla cricca che fa di tutto per distruggermi, per avere il mio modesto compenso. Che Dio gli renda merito. 

E mi è andata anche bene , ragazzi : pensate che il ben noto tribunale di Pordenone, da me soprannominato Il Palazzo dell' Indecenza,  persevera ancora nella più assoluta noncuranza nel non pagarmi,  dopo oltre quattro anni dall’ ultima parcella inviata e nonostante plurimi solleciti, anche  recenti e quasi con il cappello in mano, come si usa dire e come è d’uopo faccia un lurido condannato  come me, per poter sperare nella  grazia sovrana  ! Ma a Pordenone  non mi basta aspettare il cambio del pesce : quando l’ immondizia puzza troppo, è inutile spostarla, bisogna  bruciarla.

Avv. Edoardo Longo




Nessun commento:

Posta un commento