sabato 11 luglio 2026

PRIGIONIERO IN UNA BOLLA DI ILLEGALITA'

 


Oggi parliamo della domanda di reiscrizione del 16 giugno inoltrata dall’ avvocato Edoardo Longo alla banda ordinistica di  Pordenone.  Per il vero, non è la prima istanza che Edoardo inoltra e in sostanza questo è lo specchietto delle istanze : cinque, e ancora nessuna decisa  e  tanto meno decisa come dovrebbe esserlo : con accoglimento. Per non accogliere, tengono tutto fermo. Allucinante, illegale, inaccettabile. A Berlino forse ci sarà un giudice , ma a Pordenone e in I-ta-lya sicuramente no.  Molto istruttivo leggere questo sunto  :

1)      Prima istanza del marzo 2024 giace ferma da anni avanti alla Corte di Cassazione dopo che gli ordinistici la avevano rigettata violando ogni legge. Ricorderete che in zona Cesarini è stata sventata una manovra togata per archiviarla di nascosto ( cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/05/i-ta-lya-dove-il-tempo-e-la-giustizia.html    - NDR) , ma al momento è ancora ferma in attesa di fissazione udienza.

2)      Nel marzo 2025 Edoardo svolse un’ altra istanza, basata sui forti sconti di pena avuti, ma su pressione indecente degli ordinistici sull’ Ufficio Penale di Udine, Edoardo preferì abbandonarla : un po’ ebbe paura ( lui non oserà mai ammetterlo, ma è così : era appena accaduta una vicenda simile a Gianni Alemanno e si può capire Edoardo, se ha temuto per la propria libertà   ) delle minacce di essere ributtato in carcere, un po’ la abbandonò perché la sorte di quella istanza era evidentemente segnata.

3)      Nell’ ottobre 2025, cambiato il Giudice di Sorveglianza a seguito pensionamento della vecchia magistrata che andava a braccetto con gli ordinistici , Edoardo ripropose l’ istanza : questa istanza è letteralmente sparita : non è stata mai decisa, mai presa in carico, niente di niente : inghiottita dal triangolo delle Bermude in riva al Noncello ( cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/il-fiume-noncello-e-il-triangolo-delle.html   - NDR) . Sarebbe ora che Edoardo si decidesse a chiedere al procuratore della Repubblica di andare a cercarla tramite Carabinieri, con una bella perquisizione. Mah…

4)      14 gennaio 2026 : Edoardo, forte del fatto di avere finito la pena da libero nel dicembre 2025 , di avere avuto un altro ampissimo sconto di pena finale  dal nuovo Giudice ( il solo che glieli concedeva, essendo estraneo  alla cordata  giudiziaria che lo aggrediva, in unum con gli ordinistici)  e di avere svolto un ottimo curriculum di volontariato certificato, propone una nuova istanza. Questa istanza è stata tenuta in un cassetto, si è tentato di respingerla con un comico pretesto illegale (  https://monitore1980.blogspot.com/2026/03/il-fiume-noncello-e-il-gioco-delle-tre.html   - NDR)  ,poi vi è stato il confronto fra Edoardo e gli ordinistici e poi, invece di essere decisa, è stata di nuovo rinfilata nel cassetto, dove forse solo un procuratore della repubblica potrebbe estrarla, dopo 180 giorni di un insabbiamento che perduta ancora oggi. Gli ordinistici avevano  dato a intendere che avrebbero accolto l' istanza a " fine pena ", ma in tutta evidenza mentivano per guadagnare altro tempo. 

5)      Pur aspettando notizie della istanza del gennaio che per legge dopo il confronto deve essere decisa, Edoardo in data 16 giugno scorso ha inoltrato, come suo diritto, una nuova istanza, soprattutto al fine di chiedere un nuovo confronto avendo verificato l’utilità di questo strumento, congiuntamente alla presenza di un forte presidio di sostenitori fuori dal tribunale, come è accaduto il 20 aprile scorso .

6)      La proposizione di una istanza dà diritto al confronto che però la direzione ordinistica osteggia, anche per la presenza, fuori dal Palazzo, diventato per l’ occasione una Plaza de Majo , di sostenitori, dei quali gli ordinistici hanno una paura fottuta. Non esiste unanimità all’ interno degli ordinistici sulla decisione di estromettere Edoardo dal suo lavoro, per sempre e violando il suo diritto e anche la legge, che come, vedete , è sistematicamente irrisa e derisa da codeste nobili e garantiste toghe. I confronti,  rafforzati dai " presidi",  possono sgretolare prima o poi la labile maggioranza ostile di cui dispone il presidente. 

7)      Passa il tempo nel nulla più assoluto ed arriviamo ad oggi, quando una ricevuta postale ci informa che la Istanza di giugno è stata ritirata in posta solo il 6 luglio , ben venti giorni dopo, a ridosso del termine di 30 giorni dopo il quale viene restituita al mittente :

 


8)      Questa ricevuta ci dice più di quello che sembra. Ci dice che è stata tenuta apposta ferma prima di essere ritirata ( sapendo il mittente) , ci dice che continua la immorale  tattica di far perdere tempo all’ anziano Edoardo ( lui non vuole sentirselo dire, ma ha 68 anni, in fondo..) per farlo desistere , magari nella speranza che nel frattempo muoia, ci dice anche che, chiudendo l’ ente ordinistico i battenti per ferie fra pochi giorni, se anche questa istanza non viene imboscata , ben difficilmente sarà fissato prima di settembre inoltrato il confronto con l’ avvocato Longo e col tribunale presidiato dai militanti indipendentisti ( e non solo da loro) : Gli ordinistici potranno guadagnare altri mesi di tempo, complice il Generale Agosto… Perché temono tanto il confronto che vorrebbero evitare ?  Semplice : Edoardo ha ragione da vendere e gli argomenti che espone sono molto imbarazzanti, soprattutto per il presidente ordinistico : ricordiamo che il 20 aprile Edoardo gli ha contestato la violazione della riservatezza dei dati della propria posizione  che costui ha trasmesso di testa sua all’ ufficio penale per far sì che a Edoardo venisse revocata la misura di libertà e finisse così di nuovo in galera ( più o meno quello che è successo a Gianni Alemanno , per fare un esempio finito sui giornali) e tutto perché amici suoi, credendo di vivere in democrazia, volantinavano fuori dal tribunale di Pordenone. Un abuso "ordinistico" gravissimo, di cui è giusto responsabilizzare fino in fondo chi lo ha posto in essere con superficialità ed arroganza e con tanta,  tanta,  efferata crudeltà. Durante la contestazione, nell' aula è calato un profondo e imbarazzato silenzio e nessuno degli ordinistici ha osato fiatare o replicare e tanto meno contestare l ' accusa mossa nei  loro  confronti. Non pensavano che la loro vittima sarebbe un giorno entrata nella loro tana per porli in stato d' accusa. E fuori ci fosse un folto manipolo di militanti politici a sostenerlo.  Come si dice : a volte,  il karma.... Dico sempre a Edoardo : “ Ma come puoi pensare che  gente che voleva buttarti in galera  poi ti iscriva ?”  Edoardo mi risponde dicendo che la legge e il diritto che la stessa legge  gli conferisce alla reiscrizione sono più forti della arroganza e della illegalità e alla fine lui avrà ragione. Non so che dire : comunque questo è il criminale  che lo stato italiano ha gettato in carcere come fosse un maranza

9)      Vedremo come andrà a finire. Ma una ultima osservazione debbo aggiungerla : il ritardo di quasi un mese nel ritirare l’ ultima istanza è assolutamente doloso : non si può pensare che sia un caso : la banda ordinistica ha due impiegate fisse e riceve ogni giorno maree di documentazioni e non lascia ferma la posta per più di un paio di giorni al massimo. Impossibile per loro non ritirare la posta per venti giorni !

10)  Questa gente infatti gestisce una marea di commissioni e " sportelli  informativi ", tutti  finalizzati a accaparrarsi clientela e  assegnare lavoro ai propri famigli e compari di merende, suggerendo alla utenza gli avvocati loro graditi  : commissione pari opportunità, gratuito patrocinio, difese d' ufficio, tutele e  amministrazioni di sostegno, accoglienza migranti e stranieri, mediazioni – conciliazioni – arbitrati, procedura per sdebitamenti fallimentari,  e tante altre fiorite come funghi negli anni e che ora non ho  neanche presenti. Eh sì, gli ordinistici con gli anni hanno fiutato la miniera d’ oro : con queste commissioni arraffano clientela a raffica per sé stessi e i loro famigli  e il tribunale fa loro l’ occhiolino, perché, in cambio , ottiene di far lavorare in tribunale solo avvocati a loro graditi e selezionati dagli ordinistici. A costoro viene concesso di violare ogni divieto di monopolio , di far carta da cesso di ogni principio di libera concorrenza in libera professione, purchè gli avvocati che loro selezionano e a cui offrono fette di mercato, sempre più consistenti , siano graditi al potere giudiziario e siano , cioè , docili yes men nelle aule di giustizia. Praticamente siamo alla realizzazione del famoso Protocollo dei savi di Sion che programmava : “ ridurremo gli avvocati a meri impiegati a favore della giustizia e non potranno più accordarsi con i clienti per le difese”. Direi che ci siamo, no, ragazzi ? E a chi è fuori da questo recinto per sciacalli  togati e crede ancora nella nobiltà e nella indipendenza della professione dell’ avvocato, come difensore dei cittadini e dei diritti, e magari questo sistema gli fa pure un po' schifo,  cosa è riservato ? La vicenda dell’ avvocato Edoardo Longo vi dà la risposta…

11)  Un invito amici : volete fare qualcosa  contro questa situazione ? Firmate la nostra petizione : Aiuterete Edoardo a uscire da questa bolla di illegalità  e combatterete questo schifo che è ormai  tanto sfacciato da non nascondersi più. Ecco il link per firmare la petizione. Avanti, chi si ferma è perduto. Già 203 persone in pochi giorni hanno aderito :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Monitore Veneto


[ Shlomo ordinistico,
gongolante per i suoi profitti di regime ] 

DEPORTAZIONE



Oggi 16 luglio, ricorre il terzo anniversario della mia deportazione illegale in carcere. Poiché io ero innocente e tale operazione a regia era l’ ultimo tassello di una aggressione illegale che una certa magistratura corrotta  portava avanti contro di me da anni, non ho motivo di nascondere questa inaudita violenza di Stato come invece vorrebbe l’ Ufficio Penale di Udine che copre i responsabili di tutto ciò. Per questa ragione voglio ricordare con un piccolo episodio, emblematico però, tale giornata e ho chiesto al Monitore che, eccezionalmente, lasci a me la parola. 

Un solo piccolo episodio di quel 16 luglio di tre anni fa, neanche tutta quella giornata di orrori in nome della  democrazia e della giustizia  . La mia vicenda richiederebbe un libro e lo scriverò, con l’ amico professore indipendentista conosciuto nel carcere di Udine, a quattro mani, come avevamo progettato nei nostri passeggi nel lercio cortile della galera, tre anni fa, per l' ora d' aria . Finora ce lo ha impedito il Giudice di Sorveglianza :  ma la verità non può rimanere nascosta per sempre, anche se è un ' onta per lo Stato e per l' autorità giudiziaria che sovrasta tutto nell' indifferenza più sovrana per i crimini che compie e che compiono i suoi sodali delle istituzioni giudiziarie e penitenziarie. 

 

16 luglio 2022. Venni arrestato dai Carabinieri di Codroipo, fortemente imbarazzati nel farlo, alle ore 10.00, presso il mio Studio Legale di Pordenone, dove lavoravo, come ogni giorno. In quella torrida mattinata di luglio mi portarono poi alla Caserma dei Carabinieri di Pordenone per i controlli pre-detenzione : verifica della identità, impronte digitali, foto segnaletiche, assegnazione al carcere. Su questi passaggi ritornerò su più avanti. Venni assegnato al carcere di Udine. Così, alle ore 14.00 ( !!), quattro ore dopo, iniziò il mio viaggio verso la galera di via Spalato. Arrivai che erano le 15.00 circa. Data la mia età, lo stress della situazione, l’ assoluto digiuno senza neppure bere un bicchier d’ acqua con la temperatura esterna che arrivava di sicuro ai 35 gradi,  dopo 5 ore così, in larga misura trascorse in piedi o si una sedia al caldo torrido, avevo la febbre. Prima di andare  in infermeria, perquisizione finale. Chiuso in una specie di loculo, con 30 gradi esterni e la febbre che mi bruciava  – lo appresi dopo- chiesi allo sbirro penitenziario un bicchier d’ acqua. Erano ormai quasi le 16. Risposta sferzante : “ berrai dal rubinetto , quando ti chiuderemo in cella”. Fuori erano quasi 35 gradi di calore. Me la ricordo ancora, quella faccia da culo . A Cristo in croce le guardie diedero acqua e fiele. A me neanche quello.

Dopo una rapida visita medica. Per accertare se avevo patologie o dipendenze di vario genere . Dissi che avevo bisogno mi fornissero le mie medicine per gli occhi, per prevenire la caduta della retina. Il botolo sferico che costituiva il “dottore “ mi sogghignò in faccia dicendomi che col cavolo che me le avrebbero date. Fu allora che , con un forte e autoritario tono di voce che sorprese me per primo, gli dissi che poteva essere certo che lo avrei querelato e gli avrei fatto passare guai con il ministro.. Fui sorpreso che sia il medico che lo sbirro che mi accompagnava – io ero in manette , non ricordo anche se legato con una catena ai polsi – benchè imperturbabili, ebbero però un sussulto di disagio. Poi capii il perché : in quel carcere  non viene rispettata alcuna legge o regolamento in tutela dei detenuti, per cui il rischio di avere qualche rogna con un prigioniero – avvocato , lo temevano….

Sempre senza bere nonostante avessero accertato che avevo 38 di febbre – ma tanto non avevo il covid ed erano tranquilli : gli interessava solo quello, potevo anche morire di polmonite o di sete, non gliene poteva fregare nulla, ma covid assolutamente no , eh -  venni condotto in catene alla cella di isolamento per la quarantena anti covid . Come ho già scritto ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/11/profili-di-dittatura-giudiziaria.html   ) , in quella cella d’ isolamento probabilmente non avrei preso il covid , ma sicuramente qualche altra disgustosa  malattia senz’ altro, perché aveva strati di sporco sul pavimento, sugli arredi, sul letto e sulle pareti. Inoltre, dappertutto scarafaggi e blatte lunghe anche 10 centimetri. Avevano fatto il nido proprio nel fetido lavandino, dove avrei dovuto bere, secondo lo sbirro. Bere lì voleva dire suicidarsi con qualche immonda malattia. In cella ero solo . Erano ormai  6 ore, in una delle giornate più calde dell’ estate 2022, che non bevevo. 

Dall’ altro lato del corridoio del braccio , di fronte alla mia , c’era una cella dove erano 3 o 4 detenuti di colore . Avevano appoggiato vicino alle sbarre alcune confezioni di plastica di acqua minerale . “ Frà, ti diamo da bere”- disse uno di loro, che aveva visto le mie condizioni. Spinse fra le sbarre una bottiglia per farla rotolare fino da me, ma , data l’ ampiezza del corridoio, la bottiglia si fermò a pochi centimetri dalle sbarre della mia cella. Pochi, ma sufficienti per non permettermi di agguantarla . Dovetti aspettare ancora, fino al passaggio di un detenuto autorizzato a muoversi fuori dalla cella per motivi di servizio , che me la raccolse e me la porse. Era passata anche una guardia  : guardò la bottiglia nel corridoio, capì benissimo tutto, ma andò oltre : era contro il regolamento passare mezzi di sostentamento non autorizzati ad un detenuto. Morissi pure di sete. Già tanto che non mi avesse allontanato per sadismo la bottiglia con un calcio. Più o meno lo stesso comportamento del rabbino per bene della parabola del buon samaritano, quello  che  non soccorse il malcapitato mezzo morto perché sarebbe stato " contro  la legge "... Sarò sempre grato a quei detenuti sconosciuti che hanno avuto un moto di pietà nei miei confronti.

Dopo quasi sette ore ( !) in quel torrido luglio potei bere finalmente un sorso d’ acqua. Non sapevo quanto fossi febbricitante. Probabilmente la febbre era salita ancora. Ma non me ne importava. Avevo già capito che era inutile chiedere aiuti medici al carcere. Valeva la legge della sopravvivenza e i peggiori nemici erano le guardie e lo Stato. Appresi subito la lezione.  E la misi in atto, senza alcuna difficoltà interiore. In fondo, lo sapevo già : è una vita che la " democrazia" mi perseguita.. Il mio disprezzo verso chi ha voluto tutto questo e cammina impettito pavoneggiandosi nelle aule di qualche tribunale, crebbe ulteriormente ed adesso è  totale ed inattenuato. 

 E come sempre, sentimenti come questi avranno pace solo il giorno in cui avranno SODDISFAZIONE.

Avv. Edoardo Longo



martedì 7 luglio 2026

PETIZIONE QUOTA 189

 


Petizione quota 189

 

La petizione pro Edoardo è giunta oggi a quota 189 adesioni e veleggia agevolmente verso le oltre 200 adesioni fra pochi giorni : in due settimane circa,   dacchè l’ abbiamo aperta il 23 giugno scorso.    Questa volta è doveroso ringraziare i Lettori delle Edizioni della Lanterna ( qui il Catalogo : https://catalogolanterna.blogspot.com/ -  NDR ) che stanno aderendo numerosissimi. Grazie a tutti voi. 

I  lettori della Lanterna hanno agevolmente capito una cosa : è molto probabile che da remoto qualche centro politico, magari dei partiti più sionisti come per esempio non casuale Forza Italia ,  o da settori del Ministero degli Interni ( Digos ) ,abbia diretto l’ operazione di deportazione illegale e successiva estromissione illegale di Edoardo dalla sua professione di avvocato. Infatti, se Edoardo non lavora , anche le Edizioni saranno compromesse, poiché non sono una iniziativa commerciale , ma ideale e la pubblicazione dei libri ( quasi 300 in Catalogo) , tutti vigorosamente contro-corrente , si regge sul sostegno economico che Edoardo conferisce loro, oltre a quello altrettanto vitale ma non sufficiente dei Lettori che ne acquistano i testi .

La puzza di nasi è molto forte in questa vicenda, anche se si nasconde molto  bene dietro la puzza delle toghe di Pordenone. Attacco anche alle Edizioni della Lanterna ? Ma certo : Ne fanno fede i due tentativi di azzerare la produzione della Lanterna,  due volte in tempi recenti : la prima volta quando Edoardo era deportato in carcere e proprio a cavallo del suo trasferimento al carcere di massima sicurezza di Padova, fra ottobre e novembre 2022,  la seconda volta proprio in coincidenza (?) con il primo anniversario della sua scarcerazione, il 2 marzo 2024. Il successivo 21 marzo, data rituale per le  sette,  Edoardo è stato estromesso illegalmente dall' avvocatura. Senza parlare di altro, che trovate esposto nel Catalogo librario generale indicato più sopra. 

Ringraziamo vivamente chi sottoscrive questa petizione che, una volta raggiunto un consistente numero di adesioni, diventerà un vigoroso strumento politico per il ritorno nei tribunali dell’ avvocato dei ribelli

Tutto tace dal Palazzo dell' Indecenza e le toghe ordinistiche  si sono arroccate in un silenzio sprezzante ed arrogante , sfidando ogni legalità e omettendo ogni decisione ad una istanza che risale ormai a 180 giorni fa. "Usque tandem Catilina, abuteris patientia nostra ? "( ordinistici, ve lo diciamo in latino, se lo conoscete, così non potete fare la scena di sentirvi minacciati...) 

Intanto, amici,  continuate a firmare. Avranno quello che gli spetta. Fate girare la petizione fra i vostri amici e conoscenti.  La sottoscrizione non richiede formalità particolari.  Non fermatevi :  la forza del popolo , cumulata in un punto di tensione ( la petizione ),  sarà enorme. L' ira degli onesti non va mai sottovalutata. 

Continuate a firmare Amici ! Grazie ! Grazie alla vostre firme. Da adesso in poi, varata la iniziativa, gli aggiornamenti sulla petizione proseguiranno solo settimanalmente il venerdì. 

Per scaricare e stampare il Reclamo, seguite questo link con le relative istruzioni . E' facilissimo  :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

SCANDALO AL TRIBUNALE DI PORDENONE

 

SCANDALOSO !

 



Da oltre 40 mesi nel  tribunale di Pordenone  viene commessa una gravissima illegalità che pare non destare la preoccupazione di nessuna autorità giudiziaria . Essa vede come parte lesa  l’ avvocato Edoardo Longo , 68 anni d’ età, con  41 anni di professione forense  in ambito penale, da sempre difensore di imputati legati all' antagonismo politico di ogni segno  e difensore storico dell' indipendentismo triestino e veneto, professionista serio, coraggioso, rispettato, ricercatore culturale, autore di svariati libri sulla malagiustizia penale  italiana,  editore controcorrente,  già magistrato onorario di questo tribunale.

Dopo aver patito malagiustizia  con  condanna penale ingiusta ed essere stato deportato fuori da ogni legalità  in carcere per 8 mesi, dal 1 marzo 2023, data della sua scarcerazione , l’ avvocato Edoardo Longo ha diritto a riprendere la sua professione, ma ciò gli è negato  dal consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone che , sfidando la legge e relativi decreti, lo mantiene illegalmente in stato di cancellazione negandogli la reiscrizione che gli compete per legge  all’ albo professionale.

1)      La legge gli dà diritto alla reiscrizione :

“ Lo stato di cancellazione ammnistrativa derivante dal misura detentiva viene meno quando la misura detentiva è cessata e il professionista ha diritto alla immediata reiscrizione all’ albo” ( legge 141-2012, art. 17 comma 15 ),

 

2)      Lo stesso consiglio dell’ ordine ha disposto  la reiscrizione :

Con decreto del 29.12.2022 , il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, retto da altro presidente rispettoso della legge dello Stato e dei diritti altrui, così stabiliva : “ Lo stato di detenzione è impedimento all’ esercizio della professione di avvocato. Con il venir meno della detenzione, a norma dell’ art 17 , comma 15, legge 147-2012 , l’ avvocato Edoardo Longo avrà diritto ad essere di nuovo iscritto”. Ecco qui il dispositivo passato in giudicato : 

 


3)      Lo stesso tribunale di Sorveglianza di Venezia :

 Nello scarcerare il professionista scomodo con decreto 1.3.2022 gli consentiva lo svolgimento  della professione di avvocato riconoscendo che non vi era nesso  alcuno fra i titoli di condanna penale e l’ esercizio della professione forense.

 


( Sede della cricca "ordinistica" incistata
nel tribunale di Pordenone  )

Nonostante ciò, l’ ordine forense di Pordenone, mantiene  l’ avvocato Edoardo Longo in stato illegittimo di “cancellazione amministrativa in attesa di uscita dal carcere ” e gli impedisce con la forza dell’ abuso   di lavorare,  pur avendone il professionista pieno diritto.

Questa situazione si protrae dal marzo 2023 e sono ormai  ben QUARANTA MESI DI ILLEGALITAMANIFESTA  ! Con violazione intollerabile al diritto al lavoro, diritto primario e costituzionalmente garantito.

Può tollerare l’ autorità giudiziaria di questa città  una violazione alla legge così grave, perpetrata proprio  sotto i suoi occhi  ? Chi ne risarcisce i danni ?

Possono tollerare gli avvocati qui iscritti una così sfacciata e spudorata violazione ai diritti di un proprio collega, violazione che è   espressione di regimi autocratici incompatibili con un sistema di legalità democratica ?

·         Si chiede l’ immediato ripristino della legalità in questo palazzo  di giustizia e la reiscrizione senza indugio dell’ avvocato Edoardo Longo nel suo ordine professionale.

·         Si chiede che il presidente del tribunale di Pordenone e il Procuratore della Repubblica svolgano istanza al Ministro della Giustizia per il commissariamento del consiglio dell’ ordine forense di questa città.

·         Si chiedono le dimissioni del presidente dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, il portogruarese Visentin Igor,  e del suo direttivo , reso illegittimo da questo comportamento.

BASTA ILLEGALITA’

BASTA ABUSI DI POTERE

SU CHI E’ SOCIALMENTE PIU’ FRAGILE

Comitato Vittime di malagiustizia

1 luglio  , 2026 

alfatrac88@proton.me

mercoledì 1 luglio 2026

PETIZIONE QUOTA 144

 


Petizione quota 144

 

Continua l’ onda, lunga , rossa , nera e "Veneta" , dei Reclami di protesta trasmessi per la nostra petizione ! Ringraziamo tutti qui, non avendo la possibilità di farlo personalmente . se non con quelli che vengono a portare a Edoardo la loro adesione personalmente,  per sottolineare la propria vicinanza. Grazie a tutti, amici, continuate !  Ringraziamo anche il Comitato di Liberazione Nazionale Veneto che ha invitato i propri iscritti e simpatizzanti a sottoscrivere la petizione. A breve anche altri movimenti segneranno la loro presenza in questa iniziativa, ne siamo certi e fiduciosi. Edoardo ha sempre difeso tutti i perseguitati politici  e siamo convinti che in questo frangente la solidarietà dei ribelli non mancherà . 


L’ iniziativa però avrà molte ricadute positive ulteriori : come dice il proverbio “ Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto “ , se non si possono mobilitare ogni giorno 500 persone sotto il Palazzo dell’ Indecenza o sotto altri luoghi di potere togato, ma spedire 500 reclami di Popolo, ben sì che si può fare. E si farà. In primis agli enti politici da cui dipendono molti della banda ordinistica , bramosi e arrembanti politicanti . Il voto è un argomento più forte del diritto, purtroppo e, va quindi portata anche in quel settore questa battaglia per il diritto, il lavoro, e  la legalità nei vergognosi processi penali italic-style , chiedendo la rimozione da ruoli politici degli " ordinistici " responsabili di questo linciaggio illegale che certamente non porterà frutti ai partiti cui costoro appartengono: di voti ne perderanno a bizzeffe. La gente non si fa più prendere in giro da quattro parrucconi impomatati che fingono di essere avvocati, mentre sono solo  camerieri del potere giudiziario. 

E poi, a settembre, se Edoardo non sarà reiscritto e continuerà invece  questa situazione allucinante ( 40 mesi di illecita cancellazione, 170 giorni senza evadere istanza di reiscrizione ) l’ avvocato Edoardo Longo farà richiesta formale al Ministro della Giustizia di COMMISSARIAMENTO del Consiglio dell’ Ordine degli avvocati di Pordenone, più o meno la stessa procedura che porta al commissariamento dei Comuni infiltrati dalla mafia. Non ci credete ? Edoardo è già ricorso a questa procedura negli anni 90, quella volta appoggiato dal Senatore Antonio Serena di Treviso, questa volta appoggiato dal Popolo, stufo di decenni di abusi togati. Trovate a sinistra un articolo de Il Messaggero Veneto ( estate dell' anno  2000) dedicato a questa clamorosa iniziativa, che sta per ripetersi, questa volta anche in modo più imponente e più pubblico, dato che ora esistono i social forum , in grado di bucare la cortina del silenzio dei giornalai territoriali, che vivono del becchime lanciato loro dai tribunali e ottundono in genere queste notizie.  Leggendo l' articolo vedrete che, ieri come oggi,  il problema dell' agire illegale delle bande ordinistiche è sempre lo stesso. Se nei tribunali nessuno lo contiene, vuol dire semplicemente che i tribunali ne sono collusi. 

Certi Signori farebbero meglio a prendere sul serio l' indignazione della gente normale, ma l' arroganza del potere rende ciechi e non imparano dal passato : Nihil novi sub solem.

Continuate a firmare Amici ! Grazie ! Grazie alla vostre firme  ,ne vedrete delle belle. Per scaricare e stampare il Reclamo, seguite questo link :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Monitore Veneto

VENDETTA DI STATO

 


 Mario Tuti ha già trascorso quarantasei anni in carcere (ha ottenuto la semilibertà nel 2004, dopo trent'anni). Impegnato nel sociale, sempre a fianco degli ultimi, é stato a lungo volontario in una comunità per persone tossicodipendenti.

Dopo quarantasei anni di carcere, a Mario Tuti é stata revocata la licenza e rischia di perdere anche la semilibertà per aver assistito a un incontro di giovani studenti di un'organizzazione collegata a CasaPound. Non ha commesso nessun reato, l'associazione é legale e l'incontro si é svolto nel luogo in cui Tuti ha il permesso di lavorare in semilibertà.

Perché dunque questa punizione?

Semplicemente, perché Mario Tuti non ha mai rinnegato le sue convinzioni politiche.

In uno Stato laico, democratico, garantista e liberale il condannato si considera recuperato se rispetta le leggi e smette di commettere reati. In uno Stato laico, democratico, garantista e liberale non sono previsti il lavaggio del cervello e l'abiura, non si pretende che il condannato rinneghi le sue opinioni e i suoi sentimenti.

Io credo che dovremmo riflettere seriamente se vogliamo vivere in uno Stato laico, democratico, garantista e liberale. Credo che questa battaglia per la laicità dello Stato ci riguardi tutti.

Delfina Unno Pastalunghi

https://www.facebook.com/delfina.unnopastalunghi.5?locale=it_IT

CONDANNATO A MORTE DALLO STATO ITALIANO

 


 Dallo scorso 19 giugno, a Gilberto Cavallini - detenuto a Rebibbia in regime di isolamento - è stata inflitta a sorpresa una sorveglianza ancora più stringente. La misura sembra motivata da ragioni di tutela dell’incolumità del detenuto. Ragioni ancora ignote agli avvocati. Cavallini, 73 anni, è in isolamento dallo scorso novembre, in virtù di una sanzione penale accessoria inflittagli nel 2025, insieme all’ergastolo, con la condanna definitiva per la strage di Bologna. Un inedito assoluto per una persona già considerata rieducata e dunque non più punibile secondo Costituzione per un fatto criminoso di 45 anni prima.

Con l’ultimo provvedimento che ne inasprisce la già soffocante restrizione, Cavallini non può più partecipare alla Messa né andare in chiesa a pregare o seguire corsi di formazione. Non può più fare l’ora d’aria nel passeggio grande ma è costretto al chiuso in un cubicolo lungo pochi metri dove fa un caldo insopportabile. Riceve il vitto non dal carrello ma direttamente dall'assistente penitenziario che glielo porta insieme alle medicine. Manco fosse un lebbroso. Cavallini, che finirà di espiare l’isolamento nel 2028, è sorvegliato con telecamere H24 anche al cesso, può parlare di persona solo con i difensori e al telefono con i familiari. Questa ulteriore deprivazione delle già menomate libertà fondamentali origina da una nota riservata del DAP alla Direzione di Rebibbia, con uno specifico ordine di servizio che impone stringenti misure “a tutela” del detenuto. La nota del DAP non è ostensibile all'interessato e, allo stato, neanche ai difensori, salvo autorizzazioni non ancora pervenute.

Cavallini è detenuto ininterrottamente da oltre 40 anni e non ha mai avuto alcun problema con nessuno all'interno del circuito carcerario, né ha mai avuto, in quest’ultimo girone di inferno penitenziario, avvisaglie di minacce alla propria incolumità. Questo improvviso pericolo paventato dal DAP non si spiega con gli elementi al momento in nostro possesso.

Intanto si attende risposta all’interrogazione presentata lo scorso 3 giugno dall’onorevole Giachetti di Italia Viva, proprio sulla base di quanto denunciato al Riformista dall’avvocato Gabriele Bordoni in merito alle tante stranezze di questo isolamento inflitto a un detenuto già rieducato e semilibero dal 2017. Gli interrogativi posti al ministro Nordio interpellano direttamente l’Amministrazione Penitenziaria, dal momento che proprio il DAP avrebbe dovuto registrare i periodi di isolamento già espiati dal pluri-ergastolano e riconosciuti dai magistrati sin dal 1995, con la concessione del primo permesso premio. Ma il DAP non ha fornito riscontro e così Cavallini è condannato a scontare per intero questi ulteriori tre anni nel regime di massima afflizione, adesso ulteriormente inasprito.

Da semilibero Cavallini non era minacciato da nessuno. Se lo è ora in galera, andrebbe liberato subito, non murato vivo “a sua tutela” in attesa che si spenga di morte naturale, magari in un carcere di massima sicurezza, in condizioni inumane, deprivato di tutto e totalmente solo.

Simona Bonfanti

( da “ Il Riformista”)