Egregio Avvocato, mi auguro che la Sua battaglia contro gli acefali di qualsiasi ordine e grado, figli della vedova o di mammasantissima, prosegua fino alla vittoria finale
Lettera firmata
dal Tribunale di Padova
Egregio Avvocato, mi auguro che la Sua battaglia contro gli acefali di qualsiasi ordine e grado, figli della vedova o di mammasantissima, prosegua fino alla vittoria finale
Lettera firmata
dal Tribunale di Padova
Buona serata a tutti.
Edoardo
Numerose le opere programmate nel 2026 dalle Edizioni della Lanterna che interessano le tematiche di questo blog. Cominciamo con la quarta antologia degli scritti del Monitore Veneto. Poi l’ antologia di Edoardo Longo, “Minacce a toga armata” che raccoglierà gli scritti numerati di questo blog e che trattano della aggressione giudiziaria patita dall’ avvocato Longo mentre era in carcere e dopo, fino all’ imminente “ fine pena” : minacce, ricatti, illegalità giudiziarie e tutto il putridume che stiamo scoperchiando in queste settimane. Poi, ben due sentenze della Corte di Giustizia Veneta, che opera come una risorta Santa Vehme : la prima sentenza, già in elaborazione, condannerà l’ ordine giudiziario italiano per l’ illegale deportazione di Edoardo, evidenziando come i mandati di arresto fossero stati emessi in modo assolutamente illegale. La seconda, sarà emessa dopo il processo che sarà svolto a gennaio con la procedura del Vehme- Gericht ( Diritto Vemico, tratto dalla prassi dei tribunali Vemici della Westfalia) nei confronti dell’ ordine forense di Pordenone e avrà per imputazione nei loro confronti la loro illegale estromissione dal lavoro di avvocato di Edoardo Longo. Per concludere, veramente esplosivo sarà il testo dedicato al Protocollo Veneto , cioè al meccanismo processuale in grado di bloccare in modo risolutivo ogni processo secondo il rito penale italiano nei confronti di associazioni politiche o loro aderenti. Ideato per il movimento indipendentista veneto, è però adattabile ad ogni realtà politica antagonista, di qualunque segno. Questa tecnica, elaborata nella primavera del 2022 su richiesta del Comitato di Liberazione Nazionale Veneto, frutto della quarantennale esperienza processuale dell’ avvocato dei ribelli , è il compimento della sua tecnica difensiva libertaria e garantista. Doveva essere applicato nel 2023 nei tribunali veneti, ma ciò è stato reso impossibile prima dalla deportazione carceraria del professionista e poi dall’ impedimento all’ esercizio della professione svolto dai camerieri dell' ente ordinistico , venuti in soccorso prezzolato di una autorità giudiziaria claudicante e delegittimata. Non è escluso che la causa della deportazione blitz patita dal professionista sia avvenuta proprio per evitare il collaudo giudiziario di questo innovativo Protocollo difensivo . L’ avvocato Longo ha tenuto finora segreta la "ricetta" di questo meccanismo per comprensibile gelosia professionale, ma – vista la difficoltà estrema di poter riprendere la professione – ha deciso di esporne nel dettaglio i meccanismi e gli effetti, nella speranza che altri colleghi la riprendano e la applichino, per il bene superiore della fine dei processi politici intentati dalla autorità giudiziaria italiana. Per quanto incredibile possa sembrare, questo meccanismo è realmente in grado di bloccare in modo tombale un processo penale. Notevole sarebbe vederlo eseguito a puntino. Speriamo che l’ avvocato Longo rientri nei ranghi della avvocatura e possa portare in esecuzione questo Protocollo . Ma il Sistema glielo permetterà ? Se la partita in gioco è questa, la vediamo molto dura per lui...
MV
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I tribunali potranno anche dimenticarsi ( ?), poverini, di pagare i debiti, ma non hanno la stessa lentezza nel vendicarsi nei confronti di chi chiede rispettino il dovere di pagare debiti…
Proprio oggi mi è stata notificata
una intimazione di pagamento da parte di Agenzia delle Entrate
avente per oggetto delle irregolarità nella dichiarazione dei pagamenti ricevuti dai tribunali. Nulla di esiziale per carità, ma per chi non lavora
da quasi due anni pur avendone diritto e questo per accanimento dello stesso
mondo giudiziario che ti pugnala alla schiena se chiedi di essere pagato, è una
somma pesante. In sostanza, vanifica l’ importo pagato con fatica dall’
autorità togata nell’ anno di riferimento : in pratica, ti fottono
un anno di lavoro per un errore di dichiarazione. Con una mano lo Stato ti dà, con l' altra ti toglie quello che ti ha dato.
La mia fregatura è dipesa dal fatto che sono incappato nell’uomo che sussurra ai vampiri , cioè agli esattori fiscali. So per certo, infatti, avendo letto certi atti – che non mi volevano far leggere - che l’ input ai grassatori di Stato è partito da un pubblico ministero insediato nel FVG e che non aveva gradito che io nel 2024 chiedessi uno sconto di pena per buona condotta di 135 giorni….Per dimostrare il suo apprezzamento verso la mia richiesta, oltre ad aver scritto di me che “ non manifesta rivisitazione critica verso i crimini compiuti”, ha chiesto agli esattori fiscali di farmi le pulci – udite udite ! – per l’ anno 2022, perché riteneva impossibile la bassa dichiarazione dei redditi di quel periodo. L’ esattore si è messo sull’ attenti e, con massimo godimento, mi ha rivisitato l' anno 2022 ed ora mi è arrivata la mega sanzione. Con minaccia di peggio fare se non pago subito il malloppo in forma ridotta, ma sempre molto pesante per le mie tasche vuote : calcolate che le toghe non mi lasciano lavorare da quasi due anni...
Ma la bastardata togata ha dei risvolti ignobili che vanno evidenziati : anno 2022 , vi dice qualcosa ?
A me sì, perché è l’ anno in
cui sono stato deportato in galera. Quella toga lo sapeva benissimo. Un po’
difficile pensare che quell' anno avessi raggranellato qualche soldo, stando murato dentro la fogna del carcere di Udine. Impossibile
anche adempiere a tutte le comunicazioni fiscali stando dietro le sbarre, direi… qualcosa mi
era sfuggito, Vostra Grazia. Ma va sottolineato che l’ usanza di aggredire fiscalmente chi è in galera, è una tattica giudiziaria consolidata e molto
praticata , non è un mio caso sfortunato : la toga che sussurra ai
vampiri è una figura infame che agisce
molto spesso, per aggiungere dolore a dolore a chi non si può neanche difendere,
chiuso fra le sbarre.
Ricordo, quando mi trovavo
nel super carcere di
Padova , un mio compagno di sezione che per oltre un mese riceveva cartelle esattoriali
un giorno si e uno no, provenienti tutte
dallo stesso ufficio. Il poveretto, quando il poliziotto postino
lo chiamava per consegnargli la posta , ogni volta sperava che fossero notizie
da casa o dal suo avvocato, ma erano sempre e solo cartelle esattoriali, verdi
come il vomito. Avrebbero potuto inviargliele tutte in una volta, ma inviate una al giorno facevano piu' male. Lo stesso poliziotto postino era a disagio nel
consegnargliele. Va ricordato che quel mio
povero compagno di detenzione era
malato di cancro in fase terminale ( non doveva neanche trovarsi in carcere per
questo ) e gli avevano diagnosticato al massimo un paio di anni di vita. Doveva
scontare ancora sette anni di pena. Fu in quel periodo che decise di smettere di
curarsi e ai medici carcerari spiegava che, se non lo facevano uscire , si
sarebbe curato solo per morire in carcere, quindi , tanto valeva non curarsi, perché così sarebbe
uscito dal carcere prima…ineccepibile.
Ricevo quindi il regalo
di una sanzione fiscale comminatami con efferata perfidia senza che mi siano
arrivati invece, con pari tempestività e con gli interessi di anni, i numerosi pagamenti cui ho diritto. Grazie. Sono
questi i momenti in cui rimpiango di non essere un delinquente, perché dopo il lungo stage
che lo Stato mi ha graziosamente donato
nelle migliori università del crimine fra Udine e Padova,
potrei benissimo far avere il meritato “giorno del ringraziamento”
alla toga che sussurrava ai vampiri e procurarmi così il graditissimo
trofeo di un suo dente canino , che conserverei con cura in una teca , con la
scritta esplicativa : ““Canino con cui un essere umano evoluto azzannava i suoi simili”. Uno strumento
adatto alla meditazione sull’ “omnia vanitas” dell’ Ecclesiaste anche migliore
del famoso teschio dell’ Amleto. Ma accantono saggiamente questo umano sfogo
nel reparto impossibile dei “Sogni di
mezz’ estate.” Di quell’ estate in cui mi sono putrefatto in una fogna
immerso nelle blatte e - chiuso fra le sbarre - non ho potuto fare una comunicazione
fiscale che l’ uomo che sussurrava ai vampiri mi ha freddamente ricordato
quando chiedevo lo sconto di pena cui avevo diritto.
Verrà giustizia anche per
noi, reietti della terra.
Avv. Edoardo Longo
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“ Quanto ai fatti di cui
ai titoli di condanna , di gravità non
particolare e che risalgono addirittura al 2007 e al 2010, Edoardo Longo protesta fermamente ( come
ricordato anche oggi in udienza dal suo Difensore) la propria innocenza
rispetto ai reati che gli sono stati ascritti , non riconoscendo di avere alcuna responsabilità , rappresentando
al riguardo una ben diversa versione dei
fatti. Peraltro giova al riguardo la decisione della Corte di Cassazione ( sez
1 , Sentenza 2295 del 28.3.2020 CC) secondo cui “ ai fini della concessione
di benefici penitenziari ( nella specie affidamento in prova al servizio sociale
), la mancanza di senso critico verso le condanne subite non può essere
valutata negativamente quando sia frutto di una protesta di innocenza, che è
diritto incontestabile di ciascuno, non soltanto in pendenza di un processo, ma
anche dopo il passaggio in giudicato di una sentenza di condanna , considerata
la possibilità di una revisione di essa “. ( ..) D’ altro canto ( cfr. Sez 1- sentenza nr 10586 del 8.2.2019
CC) : “ Ai fini dell’ affidamento in
prova al servizio sociale ( Cioè : scarcerazione in corso di pena detentiva
– NDR ) non configura una ragione ostativa la mancata ammissione degli addebiti
, occorre solo valutare se il condannato abbia accettato la sentenza e la
sanzione inflittagli”. Considerate la
sua personalità e la sua lunga esperienza professionale , si ritiene che
Edoardo Longo rispetterà le prescrizioni imposte con il dovuto scrupolo “.
( Estratto della
decisione motivazionale del Tribunale di
Sorveglianza di Venezia , che ha rimesso in libertà l’ avvocato Edoardo Longo
in data 1.3.2023 – Presidente dott.ssa Linda Arata, Magistrato Estensore
dott.ssa Lara Fortuna).
Abbiamo riprodotto questo
estratto perché è interessante ancora oggi per sottolineare la illegalità con
cui Magistratura del FVG e Ente ordinistico hanno
accolto digrignando questa decisione, affannandosi o a “gentilmente invitare” Edoardo a
rinunciare al suo lavoro, facente parte assoluta delle prescrizioni, o elaborando addirittura stratagemmi illegali per
sfilarglielo di tasca con callidità zingaresca..
Diciamo francamente, in conclusione,
che il Tribunale di Venezia - Padova era convinto
della innocenza del nostro amico, per le
ragioni formali e sostanziali che abbiamo richiamato nel libro “ Quando il
leone ruggirà” ( https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-459eg72.html?page=1&pageSize=4
) e sintetizzate qui :
https://lanterna88.blogspot.com/2022/10/appunti-per-la-corte-di-giustizia-veneta.html
Il Tribunale di Venezia non poteva certo smentire due condanne definitive, ma il senso sostanziale del riconoscimento di innocenza è intuitivo. Ricordiamo che , mentre giudici corrotti condannavano Edoardo alla pena folle di 4 anni e un mese di carcere ( il mese sopra ai 4 anni serviva a mandarlo in carcere concretamente .. ) per quelli che lo stesso Tribunale di Venezia definisce " fatti di non particolare gravità ", l' organismo disciplinare degli avvocati con sede a Trieste nel 2018 , non potendo assolverlo per via delle due solite condanne definitive, gli infliggeva solo 3 mesi di sospensione dal lavoro ( mica la cancellazione o peggio) , dichiarandoli anche non eseguibili : una cripto-assoluzione di fatto, che ha fatto impazzire di rabbia toghe sporche e nasi..
Debiti disciplinari Edoardo quindi non ne aveva proprio , e quelli che la cricca ordinistica di Pordenone gli ha caricato sulla schiena cancellandolo, sono solo frutto di abuso ed espressione di una volontà criminale ed illegale di farlo fuori a tutti i costi.
Due morali a confronto : quella serena e lineare di un innocente e di giudici onesti e quella contorta e malefica di chi invece serve oscuri padroni.
MV
Rispondo in questo post ai vari Lettori che mi sottolineano come a sabotare il mio diritto al lavoro sia stato un organismo di varie persone , quello che si autocelebra come ente ordinistico, e non il solo Gran Maestro dello stesso, quel Visentin da Portogruaro , esponente veneziano in carriera di Forza Italia. Giusta osservazione se non fosse che… seguite quanto vi espongo.
Ho guardato nei giorni scorsi due ordinanze : quella del 29 dicembre del 2022 che sanciva il mio diritto al lavoro e che ormai tutti conoscono e ho guardato poi l’ ultima delibera di quei simpaticoni, del luglio scorso, con cui sono arrivati addirittura al punto di deliberare che non avrebbero più risposto a mie istanze. Si sentono “ attinti” dal sottoscritto e soffrono tanto , poverini.
Attenzione ora : Ho vouto verificare da chi erano composti i due successivi organismi : la composizione dei membri di questo organismo è esattamente la stessa nel 2022 e nel 2025. Non è cambiato nessun membro ordinistico con una sola eccezione : l’ eccellente e correttissimo avvocato Rumiel , presidente dell’ organismo nel 22, scaduto il suo mandato nel gennaio 2023, non si è ripresentato e al suo posto vi è stata l’ elezione di altro membro ( uno su dodici) proveniente da un paesino della bassa caorlotta e privo di qualsiasi rilevanza decisoria, se non numerica. Altra sorpresa: pure nell’ ente del 2022 era presente Visentin, con le leccorniose mansioni di Tesoriere , il che equivale a dire il ruolo di : Topo nel Formaggio. Nel gennaio 2023, esce l’ avv. Rumiel ed assurge al Trono Presidenziale l’ ex tesoriere Visentin. Invariata la numerosa pletora di membri e Yes-men d’ ordinanza.
Attenzione ancora : Nel 2022 tutti i membri ( Visentin compreso ! ) votano per il mio diritto alla reiscrizione, all’ unanimità, Visentin compreso. Nel 2024 , uscito Rumiel e insediato Visentin, votano tutti , ancora una volta all’ unanimità, contro il mio diritto al lavoro. Mi sfugge la logica e la coerenza di come si possa votare una volta a favore e poco dopo esattamente al contrario e di sicuro non ha niente a che fare con il concetto di Onore , ma quello che balza all’ occhio sono due cose : primo la assoluta passività dei membri alle decisioni dei Presidenti , secondo, che è stato proprio Visentin il motore della mia aggressione , una volta insediatosi nel ruolo direttivo. E nonostante avesse votato pure a mio favore un anno prima. E’ chiaro che è proprio costui il problema . Nulla è cambiato in un anno , se non la variazione del presidente. Ergo…
Cosa è successo nel frattempo ? Alcuni colleghi di Pordenone mi hanno parlato di forti pressioni sull’ ente ordinistico per liquidarmi. Non metto in dubbio, questo è evidente, delibere e dati alla mano. Ma io ritengo in realtà che dette pressioni ci fossero state anche all’ epoca della Presidenza Rumiel con l’ unica differenza che quest’ ultimo ha saputo opporre un valido argine alle ingerenze indebite e ha fatto rispettare ai suoi sottoposti la legge e il mio diritto garantito dalla stessa, nella ordinanza del dicembre 2022, poco prima della scadenza del suo mandato. Sicuramente pressioni e ingerenze erano molto più forti quando ero in galera che quando ero uscito con l’ autorizzazione giudiziaria che mi consentiva di fare l’ avvocato. Ma a quel punto non c’era più Rumiel a fermare le pressioni, ma l’ ex Tesoriere di Portogruaro, che mi pare fuori di ogni dubbio non abbia opposto alcuna resistenza. Anzi ! Ci ha messo molto di suo nello zelo per "togliermi di mezzo"...
Come volevasi dimostrare. Il futuro ci dirà se ci sarà un ritorno alla legalità o l’ ente ordinistico vorrà affrontare uno scontro molto duro. Intanto lorsignori rispondano alla mia diffida di cui si parla qui :
https://monitore1980.blogspot.com/2025/11/riflessioni-di-fine-stagione.html
Il primo dicembre arriva presto.
Avvocato Edoardo Longo
“Caro collega, quello che
scrivi sul tuo blog ( https://monitore1980.blogspot.com/2025/11/uno-sguardo-dietro-le-quinte.html ) mi lascia
basito.
Io svolgo la professione
a Terni da 30 anni e seguo in particolare il diritto penitenziario, ma è la
prima volta che vedo uno sconcio come questo . Mi riferisco al fatto che appena
uscito dal carcere UEPE ti abbia chiesto , gentilmente ( ma in quel contesto la
gentilezza è solo apparente , sa da avvertimento…) di rinunciare al tuo lavoro,
per il quale la Sorveglianza di Padova ti aveva autorizzato e fatto uscire. Una
richiesta del genere è immorale da far spezzare il cuore. Ma nel tuo blog dovresti
anche dire che è ILLEGALE. Come sai e
come devono sapere i tuoi lettori, è il Giudice di Sorveglianza che, quando fa
uscire un detenuto non per fine pena, ma prima, “ in prova” , come è capitato a
te, lo fa solo se ha un lavoro “ fuori" e se quel lavoro lui lo autorizza.
Per capirsi : uno zingaro non lo
manderebbero mai a lavorare come
commesso in una gioielleria, o un rapinatore a fare l’ usciere in una banca….
Tu sei stato autorizzato a fare l’ avvocato, perché hai superato ogni vaglio di professionalità e UEPE ( L’ Ufficio Penale – NDR ) non si deve permettere
di contestare una decisione giudiziaria di Sorveglianza ! Di più : tu non hai
solo diritto a fare l’ avvocato, ma hai un dovere di farlo. Il Lavoro è considerato
dal codice penale e penitenziario il miglior strumento per il reinserimento sociale di una persona che è stata in carcere e
per chi è un delinquente – non è il tuo caso, ma così si esprime la legge – è il
metodo rieducativo per eccellenza ai
valori morali e di legalità : il lavoro rende liberi, no ? E non un lavoro
qualsiasi, ma solo quello indicato dal giudice nel decreto di scarcerazione “
in prova”. Tentare di fartelo abbandonare approfittando della tua fragilità di persona appena uscita
dal carcere e in libertà, ma “ in prova”
, è stato un crimine, anche dal punto di vista legale, perché è un abuso . Saresti stato
un pazzo a rinnegare in tuo danno il giudice che ti aveva
liberato, col rischio pure, rifiutandoti
di svolgere il lavoro che ti aveva
indicato, di ritornare in galera per “ violazione delle prescrizioni “. Che
messaggio viene dato con questo ? Che lo Stato che con una mano ti dà il tuo
lavoro, con l’ altra poi te lo toglie ? Ma uno Stato che si comporta così è uno
stato immorale, che non può dare lezioni
di legalità a nessuno , è uno Stato infame, che bara al gioco e non ha alcun diritto
di rieducare nessuno ! Rieducare a cosa , a fregare i più deboli in barba alla stessa legge ? Se le cose stanno come le hai
scritte e non ho motivo di dubitare, quel funzionario andrebbe rimosso .
Considera l’ ipotesi di denunciarlo. Se vuoi, io sono a tua disposizione per darti
una mano. E’ scandaloso poi che il tuo ordine territoriale non abbia preso le tue
difese chiedendo al Ministro la rimozione di un siffatto funzionario e abbia,
addirittura, agito da sponda per eseguire l’ obiettivo di toglierti il lavoro non avendo tu, per dignità e diritto, rinunciato
ad esso. Un caro saluto. Forza e avanti.
Un collega da Terni
( mail firmata) “
Non ho molto da aggiungere
alla lettera inviatami da questo Collega, se non una considerazioni che conferma la gravità di quanto ho patito in quella circostanza. Nel novembre, 2022 , venne in carcere a
conferire con me altro funzionario UEPE del medesimo ufficio, ma su incarico
della magistratura bolognese, non friulana. Pendeva infatti in quella città una
vecchia istanza di “ affidamento” e il tribunale di Bologna voleva calibrare
come potessi svolgere il mio lavoro di avvocato. Nessun divieto : per gli
spostamento fuori regione si ipotizzavano autorizzazioni di volta in volta e il
problema del divieto di contatto con “ pregiudicati”, tipica
prescrizione in questi casi difficile da osservare per un avvocato penalista,
venne risolta per il fatto che il contatto era dovuto per ragioni
professionali e non criminali : sarebbe stato come impedire a un medico di
curare i malati con la fedina penale sporca. Ricordo che sottolineai alla funzionaria
come io fossi difensore penale di associazioni politiche per cui i lori iscritti erano “..per lo più persone oneste e incensurate, imputate solo per ragioni politiche e non criminali”. La
funzionaria si tranquillizzò moltissimo a quella mia precisazione: non si trattava di spacciatori di droga, rapinatori,
violentatori e cosi via. Ma solo di onesti idealisti che sognavano un Veneto Libero. Stesso ufficio
penale, diversi funzionari, ma soprattutto diversi mandanti ,cioè
diversi tribunali che avevano conferito l’ incarico di relazionare sul mio
lavoro. Ciò che per Bologna era un
motivo positivo ( avvocato onesto e difensore
di imputati politici) , per il
Friuli era un motivo negativissimo , tale da tenermi dentro e togliermi il lavoro.
Come andò a finire con il tribunale di Bologna, uno dei più
liberali d’ Italia ? Male, perché nel
frattempo intervenne la solita magistratura friulana e forse qualche barbafinta : fecero pressioni a Bologna , e all’
udienza del novembre 22, la mia istanza venne rigettata. Udienza con
trenta imputati che chiedevano misure alternative al carcere. Tutti con curriculum
penali da far paura: rapine, omicidi, sparatorie, aggressioni, estorsioni, usure, gambizzazioni, spaccio di droga, conflitti a fuoco, sequestri di persona... Molti erano affiliati a qualche cosca. L’ unica istanza cui il procuratore Generale
diede parere favorevole per l’ accoglimento fu la mia . Molte furono accolte,
nonostante il parere negativo. Non la mia . Ero l’ unico che non aveva
precedenti penali o curriculum penali inquietanti. Puoi sciogliere i bambini nell’ acido e troverai
clemenza presso i magistrati italiani. Però non se le toghe ti considerano
reo di lesa maestà giudiziaria. Per te non ci sarà mai
scampo.
Ma ci torneremo su…
Avv. Edoardo Longo
Ripercorrere la lunga
serie di ricatti, minacce , estorsioni e tentate estorsioni, patite per colpa della famigerata magistratura del FVG in questi tre anni,
non è cosa facile : e’ un dedalo verminoso e vomitoso in cui è difficile mettere
ordine e soprattutto renderlo chiaro ai “ non addetti ai lavori”, ma ci proverò. Come ho già scritto, tempo
libero ne ho parecchio, dopo che mi è stato sottratto con furbizia zingaresca il
mio lavoro da una cricca togata adusa a turlupinare il prossimo abusando
del latinorum manzoniano e , soprattutto, godendo di ampie coperture
giudiziarie di pochi scrupoli che li proteggono dall’ essere “ attinti” nello
svolgimento dei loro intrallazzi.
Partirò in questa lunga
carrellata di orrori giudiziari da
quanto ho già documentato e quindi dal mio interfacciarsi con Ufficio Penale
in questi quasi tre anni di libertà in regime di sorveglianza . Ufficio Penale
è stata la longa manus della famigerata magistratura del FVG non
tanto con il fine di misurare il livello della mia onestà ( già di gran lunga
più elevato di quello dei miei sorveglianti, censori, giudici e ladri di
lavoro..) , quanto di eseguire i loro desiderata occulti, cioè quelli
ben noti di “ farmi fuori” dal mio lavoro e dai tribunali di questa lercia
repubblica. Partendo da qui , possiamo agevolmente capire tutte le manovre
accadute da quel luglio 2022 ad oggi.
La prima caratteristica della
pena che ho subito , che si coglie
agevolmente dagli scritti del Monitore , è che la stessa non è stata una pena normale. Uno pensa che, una volta condannato
e sbattuto in galera, innocente o colpevole che uno sia, l’ attacco giudiziario sia finito. Si subisce
la condanna, si sconta la pena cercando di alleggerirla nel miglior modo
possibile, fino alla sua fine. Nel mio caso non è stato così : Dietro le quinte,
fin dal primo giorno che sono stato in galera e ancor più da quando sono stato
liberato , alle mie spalle c’è stato tutto un formicolare di toghe velenose
che giorno dopo giorno le hanno studiate tutte per combattere ogni mio passo
verso la libertà e verso il mio lavoro. Non hanno avuto pace neanche un giorno.
Un accanimento verso una persona in galera, condannata ingiustamente e pure più onesta di
loro, che fa schifo. Un odio e una violenza
di sistema da far vomitare . In certi momenti, quando temevano uscissi di galera
e potessi riprendere il mio lavoro, hanno preso delle posizioni alla luce del
sole con imbrogli illegali smaccati che mi hanno aperto gli occhi sull’
accanimento che covava indefesso alle mie spalle. E non è ancora finito. Un po’
alla volta questi intrighi emergeranno tutti. Non gli bastava gettarmi in galera e buttare via la chiave. Volevano
proprio finirmi.
Torniamo ora al momento in
cui, con loro grande scorno, un magistrato che non controllavano , sfuggendo ai
loro desiderata , mi ha scarcerato autorizzandomi a riprendere la mia
attività di avvocato. Già questo ha creato loro gravi scompensi . Si
sono sentiti tutti “ attinti” da questo magistrato che così facendo ha
messo in luce quello che era già evidente e che le toghe del FVG
cercavano di nascondere : non vi era collegamento alcuno fra le condanne (
ingiuste e illegittime . Vedasi i libri “
Quando ruggirà il leone” e “ Io accuso”) e l’ esercizio della professione forense.
Mai, né nelle condanne , né nel decreto di scarcerazione , nessuno ha mai fatto
un simile collegamento. Mai ho avuto alcuna condanna penale che contemplasse
anche il divieto di esercitare la
professione forense, neanche un divieto provvisorio.
Nel marzo 2023 sono letteralmente
impazziti, pensavano di aver buttato via la chiave
della mia cella : uscivo dal carcere e
potevo riprendere a difendere nei processi politici ? Gli indipendentisti ? Altri nemici del
sistema ? I poveracci vittime di malagiustizia ? L’ avvocato dei ribelli
ritornava nei tribunali ? Quell' anima nera di Longo ? Un ORRORE ! E non potevano farci niente, i meschini togati,
perché un loro collega – e pure con un ambito di giurisdizione più elevato ed
ampio del loro in Furlania – mi aveva autorizzato ! Che fare ? Hanno
perso il sonno per questo. Ed hanno fatto la loro prima mossa. Arrogante, come
era da prevedere.
12 marzo, 2023.
Udine, Ufficio Penale.
Primo colloquio del
sottoscritto con la dott.ssa XY , incaricata dalla magistratura del FVG , di
sorvegliare sul sottoscritto, sulla sua condotta , sulle attività di
volontariato che dovevo espletare. In quella circostanza, dopo i salamelecchi
di rito , rimuginando sul decreto che mi rimetteva in libertà proprio perché avevo
un lavoro, quello di avvocato, la dott.ssa XY, con aria fintamente affabile ,
mi chiese a bruciapelo di rinunciare volontariamente
al mio lavoro, quanto meno di non svolgerlo avanti al tribunale di Pordenone. Una
cosa inaccettabile, francamente illegale, perché andava contro la disposizione
di un magistrato, quello che mi aveva liberato. Inoltre, ben sapeva l Ufficio
Penale che senza lavorare un detenuto
rientra immediatamente in carcere , perché la libertà è condizionata proprio
all’ esercizio del lavoro : niente lavoro, niente libertà.
Rimasi allibito che mi si
potesse chiedere una cosa del genere ( leggasi la mia segnalazione in proposito
: https://monitore1980.blogspot.com/2025/10/fare-luce-su-strani-retroscena.html
) e con molto garbo e diplomazia rifiutai
il gentile invito , che poi tanto gentile non era, trattandosi di
un invito a far la fame… la cosa finì lì, ma poco dopo si mise in moto
la macchina dell’ ente ordinistico che, facendosi beffe del contrario
decreto del medesimo ente - con diverso presidente - del dicembre 22 –
mi impedì di continuare il mio lavoro autorizzato in via giudiziaria. L' operazione giungeva a compimento il giorno rituale del 21 marzo, 2024, giorno dell' equinozio di primavera ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/come-ti-stronco-il-ribelle.html ). Le toghe sentitamene ringraziano del fraterno aiuto ricevuto.
Un invito del genere era
profondamente ingiusto, immorale e anche illegale , perché pretendeva di
rendere inapplicabile il decreto
giudiziario veneto del 2.3.2023, conforme per di più al decreto dell’ ordine
forense del 29.12.2022, che veniva reso inapplicato anch’ esso.
Il fatto che tale larvato ricatto/minaccia – perché tale era, provenendo da autorità
di sorveglianza - sia stato con tanta spudoratezza
formulato, dice molte cose.
Intanto , provenendo da un dipendente del
ministero della giustizia che collabora con il tribunale di Sorveglianza –
friulano, in questo caso – fa capire che , non essendo certo farina del sacco
del funzionario , era un desiderata di qualche esponente giudiziario. E' probabile che sia stato il suo superiore gerarchico, quel giudice di Sorveglianza di Udine, che già mi aveva manifestato
enorme ostilità fin da quando venni incarcerato
( e vedremo come ) , con il quale peraltro non avevo mai avuto contatti
professionali di sorta, quindi anche lui era un portavoce , ovviamente di altri
magistrati, i soli che potrebbero imporre simili violazioni a disposizioni
giudiziarie definitive.
Quali magistrati ? Io direi che l’ accento sul tribunale di
Pordenone, ci indirizzi a trovare la toga illegale proprio lì . E solo una toga,
e di alto vertice pure , potrebbe avere l’ ardire di vanificare una sentenza di
altro suo collega. E, se si aggiunge
quanto è a mia diretta conoscenza e cioè che nel tribunale di Pordenone c’erano
all’ epoca giudici penali e funzionari delle
medesime cancellerie che pubblicamente dichiaravano con soddisfatta ostentazione che volevano “ togliersi dai coglioni Longo “, credo che ci stiamo avvicinando all’ epicentro sismico di questa
operazione a regia.
Agiva in proprio, o per
ragioni ambientali, o era portavoce di altri ambienti, magari politici o nasuti
o legati ai Servizi , il magistrato che ha suggerito questo bel ricatto da fare
a un poveraccio di 67 anni che usciva in quel momento dal carcere ?
Al momento non sono in
grado di poter rispondere con certezza, devo consultare il mio amico poliziotto
Talpa, ma il fatto che ci siano
tracce di sinergia di intenti fra
questo Burattinaio sconosciuto ed altri suoi colleghi e funzionari, fa propendere
per questa seconda ipotesi, calcolando che
io di nemici ne ho parecchi, sia come difensore penale degli indipendentisti,
sia per la mia attività culturale assolutamente controcorrente.
Al momento, però, per
connessione logica , dobbiamo passare ad evidenziare una curiosa circostanza ,
contemporanea a quel marzo 2023, che riguarda l’ ente ordinistico di Pordenone.
Al prossimo post, quindi.
Avv. Edoardo Longo
La stagione di cui si
parla nel titolo è l’ annus horribilis iniziato con la mia illegale
deportazione in carcere del 19 luglio 2022, proseguito con la successiva liberazione del 2.3.2023
autorizzato dal tribunale di Padova a svolgere il mio lavoro , successivo
affidamento a Ufficio Penale sorvegliante dove il 12 marzo 2023 venni “ caldamente
“ invitato dalla ormai nota funzionaria
dott.ssa XY a “ rinunciare spontaneamente “ al mio lavoro per il quale
ero stato autorizzato, invito gentilmente rifiutato , successivo rapido intervento dell’ ente ordinistico
del Noncello che il 21.03,.2024 , giorno rituale dell’ equinozio di primavera, mi impedisce illegalmente di lavorare.
Poi , altri motivi di rieducazione , oltre alla sottrazione ladresca del lavoro per il quale ero
autorizzato , me ne sono stati offerti altri, tutti molto elevati, quali : il
rifiuto per due anni di concedermi sconti di pena per buona condotta ( “ decideremo
alla fine” – per fregarmi meglio..) , , il rifiuto di concedermi altri sconti dopo
che il nuovo giudice mi aveva concesso gli arretrati , le minacce su perorazione
della cricca ordinistica se
non avessi impedito – IO ! - le
manifestazioni politiche in mio favore , il rifiuto di rilasciarmi gli atti processuali
per difendermi dai deliri della nota cricca , il rifiuto financo di conteggiare
i miei crediti insoluti per oltre due anni da parte del tribunale di Pordenone
e… ho dimenticato qualcosa ? - Sì certo,
i numerosi imbrogli della magistratura del FVG nel periodo 2022-2023,
per tenermi in carcere il più a lungo possibile e farmi cancellare dalla professione, ma di queste nobili manovre “ a toga armata” ne parleremo in seguito da qui a dicembre. Il tempo libero
non mi manca , grazie a lorsignori…
Alla fine, l' annus horribilis verrà a conclusione il 15 dicembre
e le ingerenze giudiziarie finiranno
di martoriare la mia vita e come saldi di fine stagione mi sono già arrivati : tutti gli sconti di
pena residui dopo mia aspra battaglia; si è chiusa anche la fase della sorveglianza con la sparizione dell’ Ufficio Penale dopo mia vigorosa
reazione. Poi : finito anche il relativo
contenzioso con il Tribunale di
Sorveglianza con l’ insabbiamento del
mio ricorso. Poi : finito anche il contrasto con il tribunale di Pordenone, mio debitore, che si è
rassegnato ad ammettere i debiti . Quanta grazia. E speriamo che pure li paghi…
Resta sempre aperto il
conto con la cricca ordinistica
che vorrebbero loro sì –
illusi – considerare anche loro chiusa la partita con me dopo avermi cancellato e dopo aver deliberato a luglio , con una mitica adunanza surreale – tipo quelle del Coniglio Bisestile
del libro “ Alice nel paese delle Meraviglie” – di “ non rispondere più alle
istanze dell’ avvocato Longo” , dopo essersi pure lamentati che “ L’ avvocato Longo continua
ad attingere l’ ex ordine di appartenenza “,che, in parole meno scombicchierate, non significa che hanno aperto una Cantina Sociale con damigiane di vin bon , ma che l’
avvocato Longo continua a rivolgersi a loro con istanze e richieste di cui loro
proprio non vogliono saperne. Del resto, il vezzo del Visentin di non
rispondere alle mail, pare essersi
trasmesso come un virus anche a un suo vice
, che nega risposta da settimane al sottoscritto che chiede un incontro
chiarificatore.
Ma io continuo maleducatamente
ad “attingere “ anche se so che troverò aceto e non verduzzo
, e in data 13 ottobre ho svolto una messa in mora ultimativa agli ordinistici, dove intimavo la reiscrizione
d’ ufficio del sottoscritto all’ albo degli avvocati, indicando il termine dei 1 dicembre 2025 ad un tanto :
“Tutto ciò premesso, il
sottoscritto pone termine a questo ente acchè proceda alla reiscrizione d’
ufficio entro il giorno 1.12.2025, informando che, in difetto, procederà alla tutela giudiziaria del proprio diritto e alla
azione risarcitoria relativa in tutte le sedi civili e penali , ulteriori a
quella già attivata avanti alla Corte di Cassazione “.
Non senza aver prima sottolineato
:
“…come la legge espressamente stabilisca
che detto diritto alla reiscrizione debba essere posto in essere con la massima celerità, mentre l’ intestato COA protrae l’ attesa da quasi venti
mesi , cagionando con ciò un gravissimo danno al sottoscritto.”
E’ chiaro che io voglio sì attingere , ma non alle
loro auliche persone, ma ai loro conti correnti, poiché so per certo che non
sono assicurati per i danni che infliggono a terze persone quando agiscono non come avvocati , ma come deontologhi
e ordinistici ,che è funzione ben diversa che non ha niente a che vedere
con la professione forense ( e si vede..).
La partita con loro resta
aperta. E come faranno adesso che non c’è più Ufficio Penale a venirgli in
aiuto quando “soffrono “, quando si sentono " attinti" ? Scommettiamo che il popolo fa paura anche a loro ?
Avv. Edoardo Longo
Nei giorni scorsi ho
pubblicato una marea impressionante di atti e documenti inerenti il bruttissimo
episodio in cui sono stato vittima di minacce e pressioni affinchè facessi
smettere la campagna di volantinaggio in mio favore avanti al Palazzo dell’
Indecenza ( il tribunale di Pordenone ) per protesta della mia illegale
estromissione dal lavoro di avvocato. Un po’ alla volta passerò a commentare in
modo chiaro e per tutti gli aspetti illegali delle pressioni che ho avuto.
Ricordo che, quando le minacce di ritorsione sulla mia libertà personale mi vennero
profferite dal funzionario, a Udine, negli uffici dell’ Ufficio Penale Esterno di Viale Trento
67, dopo una intimidatoria convocazione , risposi : “ Voi volete farmi il servizio che avete fatto all’
Onorevole Alemanno, ma fate un grosso errore : primo perché io della galera non
ho paura ( risposta del funzionario : “ lo so “) e poi perché, se mi ributtate in galera, vi create con le vostre stesse mani un grosso problema da risolvere. Fatelo, e vediamo”. Ma ci torneremo in dettaglio su tutta la vicenda, perché essa ci porta
lontano, molto lontano, fino ai mandanti che hanno operato per “ togliermi di torno” dal
Tribunale di Pordenone e, per ricaduta, da tutti gli altri tribunali.
Esaminiamo ora gli esiti di un profilo della vicenda in oggetto, quello della mia impugnazione al rifiuto di concedermi gli sconti per buona condotta che mi competevano nel gennaio 25, rifiuto maturato subito dopo quell’ atroce colloquio di fine gennaio. Come sapete, io ho impugnato quel diniego. Ne parlai in questo post : https://monitore1980.blogspot.com/2025/05/nella-tana-di-shelob.html
Ora ho pubblicato il
testo stesso della impugnazione che anticipavo :
https://monitore1980.blogspot.com/2025/10/giustizia-assente-non-giutificata.html
E’ tecnica, ma è molto
chiara e scorrevole da leggere. Se ne capisce al volo il contenuto.
Attenzione a quello che
ne è seguito dopo, anzi , a quello che non ne è seguito e precisamente
la discussione e decisione del ricorso.
Riflettiamo : si trattava di un ricorso per concessione
di uno sconto di pena, allora non concesso. E’ ovvio anche senza essere
giuristi che detto ricorso doveva essere discusso PRIMA della fine della pena, perché se fosse stato
deciso dopo, sarebbe stato una autentica presa per i fondelli : che sconto vuoi
darmi, quando ho già finito di scontare la pena ? Ebbene, nonostante
questo ricorso andasse discusso entro poco tempo, e non oltre l’ estate decorsa
, non è stato neanche messo in calendario. Nel frattempo io, però, il mio
risultato lo ho ottenuto, in quanto il correttissimo giudice attuale della
sorveglianza di Udine ( il Giudice non è il Funzionario che mi ha minacciato,
occhio) , in 24 ore mi ha concesso tutti gli sconti alla fine di luglio, sia quelli
maturati prima e negati, sia quelli maturati dopo gennaio 2025.
Secondo voi cosa è successo
? Alla luce della mia esperienza azzardo
questa ipotesi.
Non scommettete perché perdereste
: è andata così al 98 %.
Dunque : la decisione sul mio ricorso deve essere
presa avanti alla sede distrettuale del tribunale di Sorveglianza e quindi a
Trieste. A decidere deve essere una pletora di soggetti : giudici, funzionari
di vario tipo e così via. Anche colleghi del funzionario che mi ebbe a minacciare
in un eccesso di feeling verso l’ ente ordinistico del
Menga che già conosciamo. Sarebbe uscito alla luce tutto il verminaio sotto traccia. La condotta che la funzionaria XY aveva tenuto era gravissima,
perchè mi aveva minacciato ingiustamente e si era rifiutata di rilasciarmi
copia di atti che avevo diritto di avere, cioè la comunicazione degli ordinistici
che ringhiavano contro i volantinaggi : per decidere il Tribunale di Trieste avrebbe
dovuto fare profondi accertamenti sul fatto , avrebbe dovuto acquisire i documenti
che la funzionaria occultava, avrebbe dovuto esporla davanti al Gotha
regionale della Sorveglianza e dell’ Ufficio Penale.
Soluzione ? Semplice : teniamo fermo il processo all’
infinito, non facciamo nessuna istruttoria, nel frattempo riconosciamo a quell’
anima nera di Longo tutti gli sconti cui ha diritto e festa
finita e vada affanculo . Nel frattempo il funzionario eviterà di contattare
quel malfattore di Longo perché ciò sarebbe molto rischioso , dal
momento che questi ha minacciato a sua volta di presentarsi a futuri colloqui alla presenza di un Osservatore Internazionale per
segnalare tutta la vicenda ad enti internazionali contro la repressione dei
diritti politici ed individuali, quali Amnesty International, Corte Europea e
chissà quanti altri. Non possiamo permettercelo .Quel malfattore di
Longo è capace di farlo di sicuro e di sicuro
le organizzazioni politiche che lo sostengono hanno i contatti giusti per farlo
e non si tirano indietro. Lo hanno dimostrato, fin da quando abbiamo sbattuto al
gabbio Longo.
Io ci scommetto che è
andata così. Gli sconti li ho avuti tutti ( li meritavo : lo hanno certificato
anche i Carabinieri ) e il funzionario è sparito dalla mia visuale
da quella volta. Né la mia impugnazione è stata mai chiamata in decisione. E’ ferma in un cassetto, a Trieste.
Ma io non ho ancora archiviato la vicenda : fra un mese sarò totalmente libero , ma libertà senza giustizia vale ben poco. E io voglio giustizia. Ad ogni costo. Ne ho una sete divorante, insaziabile . Queste cose non se le devono permettere con un uomo di 67 anni che ha dedicato tutta la vita al lavoro, alla cultura e alla famiglia. Sono aggressioni vili che gridano vendetta al cospetto di Dio. Devono pagare. E pagare tutto e senza scampo.
Qualcosa succederà.
Avvocato Edoardo Longo
Tanto tuonò che piovve -
Oddio, non piovvero i soldi di cui sono creditore del tribunale di Pordenone ( https://monitore1980.blogspot.com/2025/05/i-debiti-vanno-pagati-anche-da-parte.html
), ma almeno piovve la risposta circa i
miei accorati solleciti di riepilogo della situazione , il cui ultimo è quello
qui pubblicato : https://monitore1980.blogspot.com/2025/09/toghe-sovrane.html
Dopo circa
un anno e mezzo il tribunale di Pordenone si è degnato di
rispondere che “ Sì, sono dovuti dei pagamenti all’ avvocato Edoardo Longo “ .
Risposta che ricomprende anche i miei crediti verso la dependance di
codesto tribunale, cioè il locale Giudice di pace con sede sulle rive del fiume
Noncello. – In attesa di esaminare la relazione del Presidente nel dettaglio,
credito per credito, mi chiedo : “Ma Non esiste un organo disciplinare per l'
autorità giudiziaria che sanzioni i tribunali che si comportano in questo modo,
cioè omettono i pagamenti dei debiti (
ma solo verso i creditori che vogliono loro..) e omettono pure di dare
riscontro per quasi due anni a chi, come il falegname del Marchese Del
Grillo , chiede umilmente di essere pagato ?" Forse esiste e forse anche prende
delle decisioni oneste ( sarebbe il Ministro..), ma non sottilizziamo troppo questa omissione di atti dovuti, inutile perdere tempo :
meglio andare al sodo e pensare a farsi pagare. Perchè sì,
hanno fatto l’ elenco dei ( loro) debiti , ma moneta sonante ancora da questi
gentiluomini non si è vista…
Cosa avrà smosso la
risposta ? Sicuramente la loro alta coscienza morale che si è fatta sentire, ma io ho
come una ideuzza che detta togata e alata coscienza si sia data una mossa dopo l’ ultima mia richiesta , dove educatamente, chiudevo il sollecito scrivendo : “ Posso sperare in un riscontro positivo rapido o sarò costretto a organizzare dei pacifici sit in di protesta
avanti al tribunale ?
Sanno benissimo che Autorità
Dogale è in grado di farlo, lo ha già fatto e lo farà ancora e , abbiamo visto, vedono queste iniziative come la
peste… Ancora una volta si è dimostrato come la presenza del popolo sul territorio
indirizza sulla retta via anche le toghe…..
A buon rendere, a tutti.
Avvocato Edoardo Longo
Mercoledì 12 novembre
2025, davanti al Tribunale di Padova, saremo processati per aver messo allo
scoperto un intrigo giudiziario contro un avvocato di Pordenone, Edoardo Longo,
impegnato sul fronte dei diritti civili.
Le forze eversive, che
operano occultamente all’interno delle istituzioni italiane, hanno cercato di
soffocare la nostra denuncia ricorrendo a provvedimenti di polizia impropri e
illegittimi e con denunce pretestuose che hanno portato al processo di mercoledì.
Il 12 novembre, davanti
al Tribunale di Padova , ci comporteremo come sempre, con la sola
preoccupazione di far emergere la verità dei fatti, mettendo in luce le manovre
eversive di forze criminali che operano occultamente all’interno delle
istituzioni italiane.
Dunque il processo contro
di noi sarà un processo contro le trame eversive che si oppongono con l’uso
improprio delle istituzioni al progresso, alla dinamica democratica, al
rispetto delle leggi.
Ricordiamo di aver subito
un “foglio di via” dal Comune di Padova per 2 anni, nel silenzio assoluto della
“libera” stampa italiana. La nostra colpa? Aver attivato un “Tribunale contro i
crimini giudiziari ‘Enzo Tortora’” sugli intrighi del caso Edoardo Longo.
Siamo patrioti della
Repubblica Veneta, operiamo per un ritorno alla libertà, all’indipendenza e
alla sovranità della Repubblica Veneta per contribuire alla costituzione di
un’Europa unita, solidale, e contraria alle logiche e alle politiche di guerra.
Ufficio Dogale
Venezia