venerdì 27 marzo 2026

IL FIUME NONCELLO E IL GIOCO DELLE TRE CARTE

 


Che fine ha fatto il confronto fra l’ avvocato Edoardo Longo e gli “ ordinistici” fuori controllo della città  del Noncello che gli negano la ripresa della professione con stratagemmi penosi e  illegali ( cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html  )  che sono una vergogna per l’ avvocatura stessa ? Ne parlavamo  in un post ( https://monitore1980.blogspot.com/2026/02/verso-lo-scontro-finale.html ) e molti lettori ci hanno chiesto notizie. A molti piacerebbe assistere a questo duello, benchè truccato .

Notizie non ce ne sono… benché la richiesta di confronto sia stata inoltrata già da un po’ di tempo e benchè il confronto sia obbligatorio una volta richiesto dall’ interessato, se ne sono perse le tracce e non è stato ancora mai fissato…. E ne è passato di tempo !

Del resto queste persone perseguono la tattica non proprio onorevole dell’ “ avvelenamento dei pozzi”, praticata dagli eserciti in fuga che consiste in questo : ben sapendo che l’ avvocato Longo ha diritto pacifico ad essere reiscritto, e che ciò prima o poi accadrà, che piaccia loro o no, intanto cercano di rubargli più tempo possibile prima che avvenga questo fatale evento che aborrono, rallentando il più possibile il suo accadere : non si sa mai : può essere che Edoardo, che non è proprio giovanissimo,  nel frattempo si sfibri, desista, rinunci  e – ancor meglio – muoia….ed in ogni caso, così facendo,  gli rubano tempo  che potrebbe invece dedicare al suo lavoro, e scavano, apposta,  ancora di più, nella voragine  dell’ enorme danno economico che gli stanno producendo, incuranti se un giorno dovranno essere chiamati a renderne conto.

In realtà, oltre alla fissazione dell’ atteso confronto, hanno imbucato negli oscuri recessi dei loro uffici anche la connessa istanza di reiscrizione , cercando di bloccarla a tempo indeterminato.  

Con quale imbroglio, stavolta ? Eccolo spiegato efficacemente nelle righe di una segnalazione che l’ avvocato Longo ha nel frattempo già inoltrato ad autorità sovraordinate agli “ ordinistici” :




“Come già in procedenza a Voi comunicato, io ho svolto una istanza di reiscrizione ( che mi compete , come più volte illustratovi ) al locale ordine degli avvocati in data 14 gennaio 2026.

La mia istanza langue per motivi di ostruzionismo e defatigatori, già di per sé illegittimi oltre che odiosi e indegni di un organismo di pubblica utilità che dovrebbe essere assolutamente rigoroso nella applicazione della legge , pertanto già da due mesi.

Sennonchè, in data 13 febbraio mi veniva notificata, a ridosso della scadenza del termine per la decisione sul punto, l’ allegata ordinanza di prerigetto della istanza, asserendo che la stessa sarebbe stata inammissibile in quanto precedente istanza del 2024  non sarebbe stata ancora definita, in quanto al momento trovavasi ancora sub judice.

Replicavo con mia nota del 9.3.2026  chiedendo audizione ed evidenziando che in data 10 marzo us si teneva l’ udienza decisoria della Corte di Cassazione. A tutt’ oggi non esiste più la pendenza giudiziaria in oggetto e attendo la fissazione della relativa audizione richiesta, che non può protrarsi all’ infinito.

Ma non è questo il punto. Il punto di diritto è un altro. La legge professionale non vieta la proposizione di più istanza di reiscrizione, ma vieta solamente all’ art. 17 nr. 5 la plurima iscrizione a più albi professionali. Nulla dice in materia di pluralità di istanze.

Il CNF ha elaborato, in difetto di una espressa previsione normativa in ordine alla pluralità di istanze di iscrizione, un orientamento che vieta la proposizione di pluralità di istanze a DIVERSI ordini, in quanto, sostiene, la pluralità di istanze punterebbe alla pluralità di iscrizioni.

 Personalmente, trovo peregrina tale interpretazione, perché una istanza non è certo una iscrizione e già è immediatamente verificabile una doppia iscrizione con l’ esito ex lege della nullità della seconda iscrizione in termini cronologici. A parte però l’ opinabilità di detto orientamento suppletivo, non v’è chi non veda come esso vieti la  pluralità di istanze a DIVERSI ENTI FORENSI, proprio perché la ratio è inibire la doppia  iscrizione a enti diversi  . Ma assolutamente non vieta la proposizione di più istanze al MEDESIMO ENTE, perché non porterebbe certo a una “ doppia iscrizione “ a enti diversi, ma semmai a una sola iscrizione e non c’è bisogno di sforzare la logica per coglierlo.

Pertanto , l’ ordinanza che qui segnalo è assolutamente illegale perché l’ istanza andava presa in esame  e decisa e  non  respinta  per le ragioni assurde  addotte da costoro  che sono solo il paravento di una ostilità radicata. “

Avete capito l’ imbroglio ?

Ancora tutto tace nel Palazzo dell’ Indecenza…. 

Ma Edoardo non è ancora morto e combattere gli fa bene alla salute. Si scordino tutti che desista o si arrenda. Sono concetti che non conosce.

Monitore Veneto

 

 

giovedì 26 marzo 2026

IL MONITORE INVITA

 


Rispondendo a vari quesiti posti da Lettori del precedente post informativo del Monitore ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/il-monitore-precisa.html   ), considerato il degrado dell' ordine forense che impedisce il lavoro all' avv. Longo,  INVITIAMO  i Lettori di queste pagine a sostenere l’ avvocato Edoardo Longo in questo difficile frangente, attraverso l’ aiuto più semplice e pratico, cioè l’ acquisto dei volumi della Sua casa editrice Edizioni della Lanterna , in attesa del momento in cui  riprenderà  la sua professione di avvocato penalista. Ricordiamo che l’ acquisto dei libri può avvenire :

1)      o direttamente tramite Catalogo : https://catalogolanterna.blogspot.com/

2)      Oppure direttamente dall’ Editore seguendo le indicazioni del seguente link : https://catalogolanterna.blogspot.com/2018/01/acquisto-diretto-dall-editore.html  

Grazie a tutti.

Il Monitore

mercoledì 25 marzo 2026

L' ATTIVITA' LEGALE ININTERROTTA DELL' AVVOCATO EDOARDO LONGO

 


Tramite il Monitore Veneto, l’ avvocato Edoardo Longo comunica di continuare a svolgere  quella parte di  attività di assistenza legale che non gli è preclusa dalla legge pur in assenza di iscrizione all’ albo degli avvocati. Tale attività consiste, esemplificando in : “ redazione di lettere, diffide, messe in mora, atti interruttivi di prescrizione, redazione di contratti , di scritture private varie, atti di quietanza, consulenze legali scritte e verbali, assistenza in arbitrati irrituali, atti di denuncia e altre attività consimili” .Tutto ciò conformemente a quanto previsto dalla legge e ribadito e disposto dalla sentenza della Corte di Cassazione , sezione sesta, nr. 32952 del 25.3.2017. Un tanto in attesa della inevitabile reiscrizione all' albo degli avvocati e della conseguenziale ripresa dell'  attività giudiziaria penale che l' avvocato ha esercitato per 41 anni ed ora gli è preclusa a seguito di una illegale  " operazione a regia" giudiziario/forense.

Per contattarlo :  mail : longolegal@libero.it , - tel 3381637425 ,  o anche recarsi presso lo Studio in Pordenone, viale della Libertà, 27. L’ avvocato Longo è disponibile a spostamenti pressi domicilii o recapiti degli assistiti per agevolarli nella richiesta di prestazioni legali , previo appuntamento.

Il Monitore

HA UN SENSO

 



Ha un senso. 

Da 15 anni almeno, nel Lombardo – Veneto , la magistratura ha fatto più processi politici ai dissidenti che altrove. Un vero diluvio. Hanno cercato di distruggere con le manette ogni realtà di opposizione radicale. Visto che altrove in Italia ciò non si capisce, avrebbe un senso anche puntare all’ indipendenza dalle “ italiche genti”. Mia provocazione, ma non troppo.


Monitore Veneto

IL " GOYM" NON HA CAPITO

 


Essere potenziali TARGET di processi penali per “ antisemitismo” e votare NO al referendum per la riforma della giustizia consegnandosi così come agnelli sacrificali nelle mani di una magistratura politicizzata, sionizzata ed ora anche POTENZIATA , è da perfetti imbecilli. Da “goym”, appunto.

Edoardo Longo 

giovedì 5 marzo 2026

NUOVA CONFERENZA A PADOVA

 


Continua a destare interesse la odissea giudiziaria – attraverso tutti gli orrori dell’ universo concentrazionario italiano - dell’ avvocato Edoardo Longo ,combattente nei tribunali per i diritti civili e politici dell' indipendentismo e dei movimenti antagonisti,  organizzata dalla Associazione Culturale Marciana. Qui sopra, la locandina del prossimo intervento nella zona di Padova, nel cuore di quel Veneto che aspira alla sua libertà dalla putrescente repubblica di  Toghe & Mazzette & Manette.

“ Sto leggendo il suo libro, avvocato, e scopro cose che neanche sospettavo accadessero. Comincio ad avere paura della magistratura”. Così ci scrive oggi  un Lettore , risvegliato dalla narrazione in prima persona di questi orrori della italica repubblica di Forcolandia. 

Invitiamo tutti a presenziare massicciamente alla prossima conferenza, come in quella tenutasi alle porte di Pordenone e della quale qui sotto riproduciamo una fotografia in cui si riconoscono , da sinistra a destra : Alessandro Nadin, in rappresentanza del Comitato di Liberazione Nazionale Veneto, la sig.ra Raffaella Picco della Associazione Culturale Marciana organizzatrice di questi  incontri, l’ avvocato Edoardo Longo mentre risponde alle  domande dell’ attento pubblico, Luigino Tieppo in rappresentanza dell’ Ufficio Dogale di Venezia. Coperto dal pubblico, a destra vi è anche Paolo Pin, in rappresentanza di Repubblica Veneta. Nelle conferenze è anche attivo un servizio di vendita diretta  del libro Deportazione e di altre opere edite dalle Edizioni della Lanterna. 

( Servizio fotografico a cura di Associazione Culturale Marciana ) .

MV

 


SEPOLTO VIVO

 


 È morto Nitto Santapaola, il boss della mafia, arrestato nel 1993 ha trascorso 33 anni al 41 bis, morendo a 87 anni. Nella vita pare abbia fatto un sacco di puttanate, ma sarebbe più giusto dire nella sua precedente vita, dal momento che la sua esistenza si può tranquillamente dividere in due parti. Quella vissuta da criminale prima e quella di circa 12.000 giorni passati in isolamento poi, senza giornali, TV e con pochissime visite. Io trovo che questo trattamento inflitto ai mafiosi, ma a volte anche ai detenuti politici sia quasi un rimasuglio medievale, quando i condannati venivano appesi ai ferri nelle segrete del castello.

Com'è risaputo la condanna si compone di due parti, retributiva (o afflittiva) e rieducativa. Nessun dubbio sull'applicazione della prima parte, ma la seconda? E l'umanità dove la mettiamo? So che nella colonia penale di Porto Azzurro, dove scontravano la condanna gli ergastolani, sull'ingresso del cimitero c'era la scritta "Qui finisce la giustizia degli uomini e comincia quella di Dio". Ma la giustizia degli uomini dava la possibilità anche ai peggiori criminali di potere vivere i decenni di prigionia allevando le pecore, curando l'orto o svolgendo delle attività, magari all'aria aperta. Ma nel 2026, dove vengono riconosciuti i diritti anche agli animali, si lascia marcire in un cubicolo un uomo per ben 33 anni.

Io sospetto che questi mafiosi, gente povera e ignorante, siano i capri espiatori di delitti eccellenti compiuti da altri, come quelli di Falcone e Borsellino. Per questo motivo li fanno vivere in isolamento, perché non parlino e finché non muoiano, com'è avvenuto qualche anno fa con Totò Riina.

Luca Andrea Marinelli

https://www.facebook.com/luca.a.marinelli?locale=it_IT

mercoledì 4 marzo 2026

REPUBBLICA VS REPUBBLICA



[ Albert Gardin, non un “ Doge regnante”,

ma “ resistente”, figura di una Repubblica Veneta

sotto il tallone della occupazione della Repubblica Italiana ]

 

REPUBBLICA VENETA – UFFICIO DOGALE

ufficiodogale@gmail.com  – cell. 338 81 67 955

 

Ch.mo Sig.

Presidente del tribunale di Pordenone 

RCHIESTA DI INCONTRO

Ch.mo Sig. Presidente,

 Le chiedo di fissarmi cortesemente un incontro con Ella.

La ragioni di questa richiesta sono molto serie e motivate e gliele esporrò :

Presso l’ albo degli avvocati  di Pordenone è stato iscritto per oltre 40 anni, fino al marzo 2024, l’ avvocato Edoardo Longo, cassazionista e già Vice Pretore in questa sede giudiziaria. L’ organismo da me diretto e rappresentato conosce l’ avvocato Longo, lo ha visto al lavoro, ne ha apprezzato la preparazione professionale, la lunga esperienza e la integerrima correttezza nei riguardi dei propri assistiti e verso il sistema di legalità processuale,

Ci ha molto sorpreso che recentemente sia stato ferocemente condannato e i nostri organismi giuridici, dopo aver esaminato gli atti processuali che hanno condotto alla condanna , hanno concluso che avrebbe dovuto essere mandato assolto  o, a tutto concedere, anche in una ottica colpevolista, non avere una condanna complessiva  superiore a qualche migliaio di euro di sanzione pecuniaria derivante da commutazione da condanna detentiva non superiore a 3 o 4 mesi di carcere, con pena sospesa. Di tal che  una condanna a 4 anni - più  un beffardo mese aggiuntivo di carcere -  ci appare feroce e ingiusta. Riteniamo pertanto che essa sia frutto di ostilità ambientale e ritorsione indicibile per il suo costante impegno a tutela dei diritti civili degli imputati e in particolare degli imputati politici, in primis gli appartenenti ai movimenti indipendentisti delle Venezie che l’ avvocato Longo ha tutelato dal 2012, anche quando era in carcere e fino alla sua illegale estromissione dall’avvocatura.

Non vogliamo entrare nel merito della passata odissea giudiziaria penale dell’ avvocato Longo ( che ha conferito ai nostri organismi della Repubblica Veneta incarico di tutelarlo ) , perché essa è conclusa e l’ avvocato Longo la ha affrontata con la massima  correttezza , fruendo di tutti gli sconti di pena possibile dimostrando che aveva ragione il tribunale italiano di Sorveglianza di Venezia che , nello scarcerarlo ormai 3 anni fa , aveva scritto :  "...Considerate  la sua personalità e la sua lunga esperienza professionale , si ritiene che Edoardo Longo rispetterà le prescrizioni imposte con il dovuto scrupolo “. Il cittadino veneto Edoardo Longo ha bevuto la sua cicuta  offertagli dallo Stato, come Socrate,  e la vicenda appare chiusa.

Ma non è del tutto chiusa e , svolta questa lunga ma necessaria premessa, affronto il perno centrale che riguarda la mia richiesta di incontro con Ella.

Ella è il Presidente del tribunale di Pordenone e ha il dovere di sorvegliare che entro questa struttura che Ella dirige, enti od organismi istituzionali ( dal punto di vista dello Stato Italiano , ovviamente ) non compiano atti illeciti e violazioni di legge.

 

[ Il presidente del Tribunale di Pordenone,

 dove non sempre la “ legge è eguale per tutti” ]


Purtroppo ciò sta avvenendo e proprio in danno dell’avvocato Longo e ad opera del locale consiglio dell’ ordine degli avvocati.

Come ritengo Ella già sappia, l’ avvocato Longo è stato cancellato dall’ albo degli avvocati due anni fa, ma ha diritto ad esservi reiscritto.  diritto maturato dal 1 marzo 2023, quando venne scarcerato . Non lo diciamo noi, ma come ad Ella è ben noto, lo dice la legge italiana ( art. 17 comma 15 della legge professionale forense nr. 147-2012 ),  ma non solo la legge : conforme alla legge sono anche il decreto del COA di Pordenone del 29.12.2022, definitivo e passato in giudicato  dal 21.3.2024 che stabilisce come l’ avvocato Longo  abbia diritto alla reiscrizione dal momento della riacquistata libertà ( cioè dal 2.3.2023, giusto tre anni orsono) , lo stesso decreto 1.3.2023 della magistratura di sorveglianza di Venezia/Padova, che nel restituirgli  la libertà  lo  autorizzava  allo svolgimento della sua professione , le stesse condanne penali brutalmente infertegli non hanno mai applicato condanne accessorie di tipo interdittivo allo svolgimento della mia professione.

Ciononostante, in un quadro normativo estremamente chiaro e lineare, il consiglio forense di questa città gli nega la dovuta reiscrizione con pretesti speciosi ed offensivi della legge dello stesso Stato di cui si affermano servitori. Il danno che stanno cagionando all’ avvocato Edoardo è enorme, perchè da due anni non lo lasciano lavorare pur avendone lui pieno diritto.

Poiché questo fatto gravemente illecito avviene negli uffici del tribunale di Pordenone, noi riteniamo che Ella debba intervenire per farlo cessare una volta per tutte.

Ella , con la sua autorità e con il suo ruolo apicale, deve intervenire. E noi,  uffici della Repubblica Veneta che da anni sosteniamo diuturnamente i diritti dell’ avvocato Longo, vorremmo avere un incontro con Ella per esporLe nel dettaglio la situazione e conoscere dalla Sua persona come riterrà di intervenire perché questo scandalo venga prontamente a cessare. Grazie.

Ma c’è anche dell’ altro. Nel febbraio dello scorso anno, è intervenuto, sempre ad opera del consiglio forense alloggiato presso il tribunale da Ella diretto, un fatto che noi a buon diritto riteniamo gravissimo ed inaccettabile. Ora glielo espongo.

All’ epoca l’ Ufficio Dogale della Repubblica Veneta da me diretto, stava svolgendo attività di sensibilizzazione politica nel “ caso Longo” con dei volantinaggi avanti al tribunale di Pordenone . Come Ella sa sicuramente, tali manifestazioni erano pacifiche e non hanno destato alcun problema di ordine pubblico, come ben sa la Polizia di Pordenone che è sempre stata presente. Erano manifestazioni di libera e democratica attività politica non coercibile in ogni paese autenticamente democratico.

Ciononostante, sempre il consiglio dell’ ordine, oggetto delle nostre democratiche critiche , a ritenuto di segnalare i nostri pacifici volantinaggi all’ Ufficio delle Esecuzioni Penali Esterne di Udine che aveva in carico la posizione dell’ avvocato Edoardo Longo all’ epoca, chiedendo che venissero fatte pressioni sull’ avvocato Longo affinchè, sotto comminatoria di  provvedimenti restrittivi della sua libertà, facesse cessare i volantinaggi in suo favore.

Questo fatto è gravissimo, perché volto a far sospendere il libero esercizio dei diritti politici di un organismo – quello  che mi onori di presiedere – premendo addirittura su una persona  fragile, in stato precario di libertà, perché questo abuso totalitario contro i diritti democratici venisse compiuto. Trattasi di un vero e proprio attentato contro l’ esercizio dei diritti politici, fatto gravissimo che in uno stato democratico non deve assolutamente verificarsi .

Cosa Ella intende fare perché questo orrore accaduto sotto le Sue finestre, venga punito e non si ripeta più ? Dobbiamo soggiungere che l’ avvocato Longo non ha ceduto alle pressioni, che non potevano neanche riguardarlo, perché ai volantinaggi non era neanche presente, come possono attestarle gli stessi funzionari Digos che hanno sorvegliato le nostre iniziative. L’ avvocato Logo ha poi vissuto fino allo scadere della sorveglianza   di UEPE con il timore che, per la nostra lecita, pacifica , gandiana, democratica iniziativa a suo sostegno, potesse essere risbattuto in galera. Contestualmente quanto accadeva all’ ex Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, aggravava questi timori.

Aggiungo anche che , quand’ anche l’ avvocato Longo fosse stato presente ai nostri volantinaggi, non avrebbe compiuto alcun illecito perché la magistratura che lo aveva rimesso in libertà non gli aveva proibito di partecipare alla vita politica , né avrebbe mai potuto farlo in uno stato democratico in cui ai cittadini non può essere inibita la partecipazione all’ attività politica, addirittura a semplici volantinaggi.

Anche per questo noi vorremmo conferire con Lei , per conoscere cosa intende fare affinchè questo attentato ai diritti politici e relative indebite segnalazioni/pressioni effettuate dal consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone vengano adeguatamente sanzionate. Ne va del buon nome della democrazia nella città di Pordenone ne va anche, mi consenta sottolinearlo. Anche del buon nome della giustizia in questa città, dal momento che anche questo secondo orrore è stato compiuto all’ interno della struttura da lei presieduta.

§

 

Ch.mo Sig. presidente, sarò stato un po’ lungo e me ne scuso, ma questo espostole – che penso fosse già a Sua conoscenza – era necessario per motivare questa mia richiesta di incontro/colloquio per sapere come Ella riterrà di agire affinchè l’ avvocato Longo ottenga dopo due anni la reiscrizione all’ albo degli avvocati da cui è illegittimamente escluso e per sapere la sua posizione in ordine anche agli scandalosi fatti accaduti per impedirci l’ esercizio dei nostri liberi, pacifici , democratici diritti di manifestazione politica avanti al tribunale di Pordenone.

Le chiedo, cortesemente , di comunicarci la data in cui riterrà di riceverci per un incontro che si può ben ritenere un atto dovuto. All’ incontro che la Sua squisita abnegazione verso la legalità vorrà concederci, dovrà essere presente una delegazione della Repubblica Veneta composta dal sottoscritto, dall’ avvocato Edoardo Longo parte assolutamente interessata al colloquio e che concorda con le argomentazioni che Le ho esposto, ed un mio segretario di supporto al sottoscritto.

Resto in fiduciosa attesa e Le porgo i migliori saluti,

Albert Gardin

 


[ Il Palazzo di giustizia di Pordenone,

che custodisce indicibili segreti ed abusi ]