venerdì 27 febbraio 2026

DI NOI TI PUOI FIDAR...



“ Io sono la Volpe e lui è il Gatto

Stiamo in società

Di noi ti puoi fidar… “

 

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

COMUNICAZIONE FINALE

E APPELLO ALLA LEGALITA’

Procedimento :

AVV. EDOARDO LONGO

VS

CONSIGLIO DELL’ ORDINE AVVOCATI PORDENONE

 

Ch.mo Presidente,

Illustri Consiglieri,

 

1)      Mi permetto di inviarVi questa mia comunicazione personale  conclusiva.

2)      Già sono state sviluppate dal mio difensore – e anche in tutta umiltà – anche dal sottoscritto, le argomentazioni, molto serie, che invocano il Vostro intervento perchè la legge venga rispettata da un organismo forense periferico molto riottoso a farlo, forte della supponenza e arroganza del suo ( abusato) ruolo. Non ritorno quindi sul punto. La legge impone la reiscrizione dell’ avvocato cancellato per difetto provvisorio dello status libertatis quando abbia recuperato la sua libertà personale e abbia gli altri requisiti : nel suo elenco non contempla altri requisiti oltre a quelli dell’ elenco dettagliato. la norma questo dice e questo chiede venga rispettato. Ed ha un senso : chi non abbia subito una cancellazione disciplinare – e io non la ho subita -  non deve essere sottoposto alle condizioni derivanti da essa. Ma non solo la legge . conforme alla legge sono a mio favore anche il decreto del COA di Pordenone del 29.12.2022, definitivo e passato in giudicato  dal 21.3.2024 che stabilisce come il sottoscritto abbia diritto alla reiscrizione dal momento della riacquistata libertà ( cioè dal 2.3.2023, giusto tre anni orsono) , lo stesso decreto 1.3.2023 della magistratura di sorveglianza di Venezia/Padova, che nel restituirmi alla libertà  mi autorizza allo svolgimento del mio lavoro, le stesse condanne penali che io ho espiato con la massima buona condotta possibile e svolgendo attività di volontariato per attività di “ sostegno alla legalità”, non hanno mai applicato condanne accessorie di tipo interdittivo dello svolgimento della mia professione.

3)      Vorrei richiamare la Vostra attenzione anche su un altro punto, molto serio. Io ho affrontato, subìto, espiato, una condanna senza fiatare, con la massima correttezza possibile, come ben aveva intuito lo stesso giudice di sorveglianza di Padova che nella sua ordinanza così scriveva : "...Considerate  la sua personalità e la sua lunga esperienza professionale , si ritiene che Edoardo Longo rispetterà le prescrizioni imposte con il dovuto scrupolo “. Avrei avuto molto da ridire sulla condanna, ingiusta sotto tutti i profili e comunque la si valuti, ma come Socrate ho bevuto la mia cicuta senza fiatare.

4)      Così è stato. Ma se lo Stato che condanna deve avere anche una funzione rieducativa che si esplica in primis nel richiedere il rispetto delle leggi ai cittadini, come può pretendere di svolgere detta funzione se quando il condannato esce dal carcere   nei suoi confronti viene violata  spudoratamente una legge come quella che è stata violata dal COA di Pordenone, che si è rimangiato uno stesso proprio decreto – corretto -  di pochi mesi prima ?  Che insegnamento viene dato a un poveraccio che esce dal carcere, autorizzato a svolgere il suo lavoro , con stretto in mano  il decreto COA del 29.12.2022 che gli ribadisce il suo diritto al lavoro , e lo sfortunato  pure rispetta le leggi fino alla virgola, con ottima condotta, addirittura svolge volontariato a “ sostegno della legalità” ( !!) , e pochi mesi dopo il medesimo  ente COA, con disprezzo, gli strappa in faccia detto decreto e lo butta sulla strada ?  Che effetto rieducativo sarebbe questo ? Che insegnamento ne deve trarre il poveraccio ( io) ? Che il rispetto della legge è solo ipocrisia e che lo Stato e le sue istituzioni possono violare impunemente le leggi perché sono più forti e  di un ex detenuto , sia pure con 41 di avvocatura alle spalle , se ne fregano bellamente ? Che chi è più forte può fare quello che vuole, anche beffarsi della legge quando non gli comoda ? Che la sola legge che vale in Italia – addirittura nel mondo dei tribunali ! – è la legge del più forte ? Quale autorità morale può avere in questo contesto uno Stato del genere ? Si può chiamare ancora  Stato di legalità ? Quale ammaestramento dovrei trarne io, da tutta questa immorale vicenda ?

5)      Sono stato io un cretino a fidarmi delle istituzioni dello Stato ? Comincio seriamente a chiedermelo. E le mie due figlie in età scolare che insegnamento trarranno per la vita dalla vicenda capitata al padre ? Lo Stato ha delle responsabilità nei confronti dei suoi cittadini.

6)      Voi capite benissimo che quanto sto subendo io è inaccettabile, immorale ed illegale e sancisce il totale fallimento di ogni autorità morale e legittima delle istituzioni in ambito giudiziario. Quale rieducazione possono imporre ? Condannare una persona e riservarsi l’ arbitrio di violare le leggi quando sono  a  vantaggio del condannato , è immorale  e criminale.

7)      Chi altri ha il dovere di tutelare la applicazione della legge , eguale per tutti e che non conosce persone più eguali degli altri , se non Voi, Giudici della Suprema Corte di Cassazione ? Io chiedo giustizia e che la legge sia rispettata e non violata con i latinorum o opinazioni di manzoniana memoria , e chiedo di non vedere che in Italia il rispetto rigoroso della legge viene imposto solo ai poveracci e non a chi  ha nelle mani un potere di cui abusa contando nella sua posizione sociale privilegiata . O vale sempre  il triste motto popolare per cui fatta la legge, trovato l’ inganno ? 

Si insiste pertanto nell’ accoglimento del presente ricorso per il rispetto della legge violata dal COA di Pordenone.

Rispettosamente.

Pordenone, 27 febbraio, 2026 . 

Avv. Edoardo Longo



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