martedì 30 settembre 2025

DEPORTAZIONE

 


L’ impressionante calvario detentivo dell’ avvocato Edoardo longo, innocente, ma reo agli occhi delle toghe italiche di “ lesa maestà giudiziaria” e per questo deportato in carcere, per annichilirlo e impedirgli di proseguire la sua difesa nei tribunali a favore di imputati di processi politici e primi fra questi gli indipendentisti del Veneto. Fra una malasanità carceraria assassina, sbirri  sadici  e tutti gli altri orrori dei carceri italiani, l’ odissea di un pugnace detenuto politico e la persistente testimonianza  dei suoi sostenitori che per ben  otto lunghi mesi ne hanno reclamato ininterrottamente la liberazione avanti ai carceri e ai tribunali. Grande documentazione del sostegno  del popolo veneto all’ “ avvocato dei ribelli” e un focus qualificato  sull’ universo concentrazionario della “ democratura” italica : questo è “ Deportazione”, un libro che è un atto d’accusa implacabile alla bieca malagiustizia delle toghe italiche. Con documentazione inedita, resa pubblica per la prima volta. Impressionante :  da leggere e far leggere.



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mercoledì 24 settembre 2025

LE CATENE NON SONO EGUALI PER TUTTI

 


Questa signora si è costruita  una carriera accusando l' Ungheria di essere uno " stato fascista e torturatore " per via di questa catena e tutti a darle retta.  Ma sapete che queste catene sono usate NORMALMENTE in Italia? .. E in Italia, nella democratica, antifascista, resistenziale Italia, non si usano neanche quelle manettine ungheresi delicate,  che sembrano braccialettini da signora, ma manette grosse, pesanti, racchiuse in una lastra di acciaio che non riesci a tenere le mani alzate,  e si chiamano in gergo SCHIAVETTONI, il cui nome ha un senso chiarissimo.  

A me la democratica Italia quelle catene le ha strette ai polsi, grandi il doppio di quelle ungheresi e  senza rivestimento in plastica -  e belle tintinnanti pure..-  per portarmi dal carcere all' ospedale di Padova,  per una visita oculistica dato che stavo perdendo la retina...ho attraversato tutto l' ospedale di Padova trascinato con questa catena... Dove sono quei pagliacci di garantisti italiani a senso unico?..

Era la mattina del 16 gennaio, 2023 ,  quando alla mia cella presso il Due Palazzi di Padova  arrivò un poliziotto per farmi uscire e portarmi alla visita oculistica da me più volte richiesta presso l’ ospedale . Due mesi prima, il medico del carcere di Udine, nel redigere la relazione medica in occasione del mio trasferimento,  aveva attestato che avevo un principio  di distacco della retina . Evidentemente quel botolo grasso di medico che da almeno trent’ anni nessuno identificava più come “ donna” - salvo forse qualche recluso africano della sezione  definita  La Giungla , come la chiamavamo noi detenuti bianchi della terza sezione – aveva avuto un sussulto di coscienza, dal momento che a Udine mi aveva sempre negato in 4 mesi  la somministrazione delle mie medicine per gli occhi e aveva certificato alla fine l' avvenuto  degrado pesante del mio occhio destro. Forse in tutto ciò centrava anche la malnutrizione presso il carcere -fogna friulano , che mi aveva fatto perdere 20 kg di peso in un paio di mesi, chissà.. Fatto sta che quella mattina di un gelido inverno della campagna padovana , venni chiamato per la visita oculistica. Portato al reparto matricola per la traduzione ( il trasporto in cellulare fino all’ ospedale e ritorno) , conobbi la scorta che mi doveva portare : quattro poliziotti  capitanati dal caposcorta , un omone alto e grasso che in divisa assomigliava in modo pazzesco al tenente Garcia, del telefilm di Zorro, che vedevo da piccolo. Il tenente Garcia italic style era un meridionale con due occhietti piccoli e cattivi  annegati nel grasso della sua faccia da luna piena vagamente rancida.




Mi prese in consegna infilandomi i polsi negli schiavettoni e legandoli alla lunga e pesante catena d’ ordinanza . Dopo di che, per assicurarsi di aver fatto un bel lavoro, si premurò di effettuare alcuni strattoni alla catena, facendomi barcollare . Praticamente, come si fa coi cani al guinzaglio. Io ho 67 anni.  I miei occhi brillavano di odio. L’ odio per me in quel periodo fu un tonico potenziato che mi permetteva di andare avanti. Grazie all’ odio, non mi sentii mai umiliato in queste circostanze : “ molti nemici, molto onore”.

Trascinato al cellulare col guinzaglio canino ben assicurato, incominciò il mio viaggio all’ ospedale di Padova. Era gennaio inoltrato e faceva il fetentissimo e insinuante  freddo umido tipico della campagna padovana, dove è affogato il carcere di massima sicurezza dei Due Palazzi. Io ero vestito solo con una felpa scura. Non chiedetemi se c’ era il riscaldamento nel cellulare. Sì, c’ era : ma solo nella cabina di guida delle  guardie. Potevi crepare congelato tranquillamente. Come ho detto, ricordo benissimo  che era il giorno 16 gennaio 2023,perchè la radio aveva comunicato che quel giorno era stato catturato il pericoloso latitante  Matteo Messina Denaro. La cosa aveva reso euforiche le guardie che pensarono bene di esprimere la loro gioia attraverso un surplus di cattiveria coi detenuti che lo Stato aveva messo, come cani di paglia per sacrifici pagani agli dèi, nelle loro mani.

Giunto all’ ospedale, attesi nel cellulare il mio turno per essere visitato. Benchè io e un altro disgraziato fossimo stati portati in ospedale per ragioni ovvie di malattia, non venimmo portati in una stanza, anche sorvegliati , in ospedale, ma dovemmo attendere nel cellulare, al freddo. Passai così un’ oretta al gelo,  e nel frattempo ascoltavo i discorsi delle guardie del posto di guida. Discorsi molto educativi… Il poliziotto più vecchio istruiva i giovani su come funzionano le traduzioni dei detenuti. Li informava che se avessero superato un tot di ore fuori dal carcere prima di riportare i detenuti, avrebbero avuto una diaria maggiorata : ben due euro in più all’ ora . “ Tanti soldi !” Rispose uno di loro . Decisero così unanimemente e di comune accordo che avrebbero tirato alle lunghe prima di riportarmi in carcere. Infatti al rientro ero solo, perché l' altro detenuto era stato evidentemente ricoverato.

Arrivò il tenente Garcia, aprì il portellone del cellulare e con uno strattone di catena che mi fece barcollare, mi fece uscire dal veicolo e subito fui circondato da alcuni poliziotti.  Vi ho detto che quel giorno erano gasati per l’ arresto del boss e volevano far bella figura in ospedale. Circondato dagli sbirri , strattonato periodicamente da Garcia , quando gli sembrava rallentassi, percorsi così tutti i corridoi dell’ ospedale. Quando passavamo, infermieri e persone varie si ritraevano inorriditi al nostro passaggio. Ma mica per il trattamento da animale che stavo subendo ! No ! perché pensavano che le guardie stessero trascinando con la catena chissà quale pericoloso criminale: magari un serial killer , o un mafioso con le mani grondanti sangue o chissà cosa.

Arrivati all’ ambulatorio oculistico, aprì la porta un dottore di mezza età, piuttosto basso, con un camice bianco di routine e con occhiali dalla montatura nera. Aveva una voce chioccia, e quasi effeminata. Entrai nell’ ambulatorio, trascinato da Garcia e attorniato dai suoi sbirri. “ Adesso te la faccio vedere”, pensai tra me.. A quel punto, a voce alta gli ricordai che il regolamento della Unione Europea stabilisce che il detenuto in visita medica ha diritto a non rimanere incatenato e ammanettato e ha diritto all’ allontanamento dei poliziotti per rispetto della privacy. Garcia si girò furioso dalla mia parte e diede uno strattone alla catena.  Mi rise in faccia. Io allora gli dissi che se non rispettavano il regolamento europeo, compivano il reato di tortura e io di sicuro li avrei denunciati. “ E qui c’è anche il dottore presente che può testimoniare”. Aggiunsi. Il dottore, sia pur tremando come una foglia, ebbe un sussulto di dignità medica e disse con voce stridula  : “ Sì, in effetti, dovete lasciarlo che lo visiti ed allontanarvi, così dice la legge”. Credo che in quel momento a Garcia stesse per scoppiare la giugulare, tanto era paonazzo… ma dovette cedere : “ liberatelo”, disse ai suoi sbirri  non prima di avermi dato un ultimo strattone. “ Ma noi entriamo dentro !” – aggiunse. La visita oculistica, infatti, si svolgeva non nell’ ambulatorio, ma in un attiguo gabinetto, molto piccolo, non più grande di uno sgabuzzino , senza finestre , dove c’ erano i macchinari per l’ esame profondo degli occhi. Non potevano starci nessuno oltre al medico e al paziente. “ Non potete entrate, è vietato. Io vi denuncio. Dottore , lo scriva nel suo referto”. Dissi io. Il medico , impaurito : “ Ma  se volete entrare..” Stava per cedere. “ Una visita oculistica farebbe proprio bene anche a loro, ma se entrano , io li denuncio e segnalo il tutto anche al primario “. “ Beh, potete restare sulla porta a guardare..” disse il medico. E alla fine andò così. Io entrai nel gabinetto, da solo e senza manette e catene, col piccolo medico , mentre  Garcia rimase  all’ esterno dell’ uscio del piccolo gabinetto oculistico. Ero senza occhiali e non potevo distinguere il suo volto , ma immagino fosse paonazzo e i suoi occhi lanciassero dardi di odio…. Finita la visita, nell’ ambulatorio, mi rimisero manette e catena e venni di nuovo trascinato lungo l’ ospedale con strattoni e tintinnio di catene, quasi in un lugubre corteo di fantasmi, fra ali di persone inorridite e coi poliziotti fieri, impettiti  e a testa alta nel trascinarmi.. Anche loro avevano arrestato il loro Matteo Messina Denaro...



[ Una sezione del carcere 
Due Palazzi di Padova ]

Il viaggio di ritorno al carcere durò un tempo infinito.  Ero stanco e congelato.  Eh già… i poliziotti dovevano far passare almeno un' altra ora per avere la diaria aggiuntiva. Due euro all’ ora valeva la mia salute.  In fondo il prezzo era giusto : Il mio Maestro, Gesù Cristo, venne venduto ai suoi carcerieri per trenta denari.. Non posso lamentarmi del mio  valore commerciale. 

 Forse vi interesserà sapere come è andata la visita oculistica : Quando l’ oculista del carcere lesse il referto mi disse : “ Deve rifare l’ esame, perché il medico dell' ospedale si è dimenticato di inserire alcuni dati, e questo referto non vale niente". Il povero dottore padovano ! Spaventato dalla situazione, intimidito fino al midollo dal tenente Garcia che ci guatava dall’ uscio del gabinetto oculistico , aveva pasticciato tutto…

Quando mi chiamarono per rifare la visita il mese dopo  mi rifiutai.

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it

venerdì 19 settembre 2025

QUANDO LO STATO E' LADRO

 

Quello che vedete sopra è il grafico che ho disegnato su un foglio di carta quando fui deportato nel carcere-fogna di Udine, nel luglio 2022. Rappresenta la lunghezza della mia condanna : i 4 rettangoli neri rappresentano gli anni di carcere sparatimi alla nuca da uno Stato criminale, il rettangolino piccolo il mese oltre i 4 anni, calibrato apposta, come scrisse poi anche il Giudice di Sorveglianza di Padova, per mandarmi in galera. Un po’ alla volta ho colorato di “ nero” i tempi che si snodavano e passavano : ora resta solo una fessurina bianca, pari agli ultimi due mesi circa di  condanna inflittami. Condanna ingiusta, sia per la folle misura per un reato di lesa maestà giudiziaria, sia perché ero anche innocente come già  scrissi alla Corte di Giustizia Veneta dalla mia lugubre cella nel’ ottobre del 22( https://lanterna88.blogspot.com/2022/10/appunti-per-la-corte-di-giustizia-veneta.html   ) e come riporta la sentenza della CGV (  cfr “  Quando il leone ruggirà” :   https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-459eg72.html?page=1&pageSize=4  ) , condanna feroce che avrebbe atterrato chiunque che venisse vomitato in galera a 64 anni e incensurato. In fondo , nel carcere di Udine era pure una delle pene più alte, se si escludono due ergastolani per omicidio e uno spacciatore di droga con sette anni di condanna : rapinatori, ladri matricolati, truffatori, aggressori, accoltellatori, scassinatori, spacciatori di droga : tutti con condanne ben minori della mia : ma loro non avevano compiuto il crimine dei crimini, non avevano  offeso una sacra toga,   uno  scalcinato giudice della repubblica italiana. La magistratura  è anche questo , cioè l’ ultimo livello della criminalità. Non era facile avere la forza di scrivere su un foglietto la visualizzazione grafica della condanna nella mia situazione, anche se un po’ tutti i detenuti lo fanno : ricordo, in una delle celle di isolamento in cui fui gettato a Udine, nella famigerata prima sezione – quella infestata dalle blatte , per intenderci  ( https://lanterna88.blogspot.com/2022/12/guantanamo-udine-italia.html )  - di aver visto un grafico di questo tipo scritto con grafia incerta su una parete, con le classiche sbarrette per il tempo già passato e accompagnato da strani disegni psichedelici, segno evidente che l’ autore del grafico era un tossicodipendente. Ma per sopravvivere al carcere io avevo la forza che mi derivava  da molti fattori personali : ero avvocato e avevo una idea del decorso della situazione e i termini giuridici per riconquistare la libertà rubatami ed ero abbastanza spregiudicato da usarli tutti, senza riguardo alcuno per toghe o secondini ;  conoscevo in anticipo gli orrori delle galere, avendo pubblicato come editore molte memorie carcerarie , anche di miei assistiti ( Qui l’ elenco :  https://lanterna88.blogspot.com/search/label/Arcipelago%20Gulag  ) perchè ho sempre avuto rispetto ed empatia verso le persone carcerate ;  inoltre la mia militanza politica giovanile, quando chi militava a destra sapeva benissimo che il regime poteva gettarti innocente in carcere da un giorno all’ altro,  mi forniva una corazza e una capacità di adattarmi alla situazione che mi tornò molto utile in quella circostanza, tanto più che il sesto senso fin da ragazzo mi aveva fatto intuire che prima o poi lo stato democratico - che ho sempre odiato,  ricambiato  - lì mi avrebbe gettato. 

Le mie radici culturali sono nutrite  dalla  figura esemplare  di Corneliu Zelea Codreanu e nella fascinazione esercitata dal pallido delinquente di Federico Nietsche, contrapposta a quella  loffia  del grasso e vile borghese , che nella mia vita  mi sorprendo di aver visto spesso incarnata  nei miei avversari più accaniti. Cosicchè , se  chi mi ha deportato in carcere pensava così di spezzarmi, ha fatto uno sbaglio grossolano :   vittima di una aggressione politica  togata a mano armata, non avevo e non ho  proprio nulla di cui vergognarmi e non ho mai abbassato la testa e lo sguardo davanti a nessuno. Neanche davanti ai giudici che in qualche modo hanno spinto per gettarmi in carcere e che poi ho rivisto una volta uscitone:  pavoni drogati, inebriati dei propri drappeggi di potere. 

 


Lo stato mi ha rubato 4 anni di vita,   ma quello che non gli concedo è l’ altro furto , avvenuto callidamente  un anno fa e senza che fosse previsto da alcuna legge : il furto  del mio lavoro. Uno stato ladro, che ha usato mezzi criminali e corruzione , ben oltre i termini delle già illecite condanne, per eliminarmi dalla scena professionale : la partita quindi non sarà  chiusa quando fra un paio di mesi le grinfie della repubblica italiana dovranno allontanarsi da me dopo avermi dilaniato per oltre tre anni . Non sarà chiusa finchè lo Stato non mi avrà restituito tutto quello che mi ha rubato : la libertà e il lavoro. Dopo oltre tre anni, tutto deve ritornare come era esattamene fino al giorno 15 luglio 2022, prima della mia deportazione illegale.  I loro compari dell’ ente ordinistico vogliono ancora  la guerra ? La avranno. Io non ho niente da perdere, perché il lavoro me lo hanno già rubato, con abilità truffaldina e  zingaresca.

Ricordate il post ( https://monitore1980.blogspot.com/2025/07/parola-d-onore.html   ) dove si parlava della lettera con cui chiedevo chiarimenti all’ ente ordinistico sul fatto che lo stesso sarebbe stato  intenzionato a re-iscrivermi alla fine della sanzione penale  ? La richiesta di chiarimento era resa necessaria dalla circostanza per la quale l’ ente ordinistico aveva sempre mentito sulle proprie intenzioni , per cercare di non far trapelare – come se non lo avessi ben capito .. - che non ha  intenzione di reiscrivermi MAI , perché queste erano le direttive ricevute. Ovviamente, andavano nascoste, perché  avevo ed ho il  diritto consacrato di  poter riprendere la mia  professione, come chi legge il Monitore sa benissimo.  La volontà di violare la legge andava ben nascosta, ed era per le toghe essenziale ingaggiare un lungo braccio di ferro con me al fine di logorarmi e farmi  desistere . Questa la tattica, frutto  della direzione dell’ ente ordinistico di questi due anni.  Andavano esposti nel loro agire  sotterraneo, e andavano messi in mora e costretti a pronunciarsi chiaramente. Orbene, dopo una lunga pausa di profonda riflessione, dopo aver ben ponzato la risposta da dare, gli Illustri si sono riuniti in seduta plenaria ( ogni seduta, un pingue gettone. Lo pagano gli sponsors di questa illustre accolita, e sono tanto, tanto generosi. Vogliamo forse farci mancare le sedute ? ) . 

Ecco la togata,  illuminata ed ordinistica   risposta : “ Il consiglio dell’ ordine degli avvocati, nella seduta plenaria del 15 luglio, 2025, sulla istanza di chiarimenti avanzata dall’ avvocato Edoardo Longo , delibera di non rispondere”. Nascosti dietro le toghe, i miei complimenti. Ancora una volta decidono di non decidere...  non deludono mai i loro detrattori.   Come diceva il Manzoni : “ Il coraggio chi non ce l’ ha non se lo può dare". La parola adesso passa alla  Corte di Cassazione, ma è anche scoccato il momento della  giustizia veneta.

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it




giovedì 18 settembre 2025

TOGHE SOVRANE



Pordenone, 17.09.2025 

Giudice di Pace dirigente

Via Riviera del Pordenone   - PORDENONE

Presidente del tribunale

Piazza Giustiniano – PORDENONE

SOLLECITO E MESSA IN MORA

Il sottoscritto avv. Edoardo Longo di Pordenone,

PREMESSO :

1)      Che il sottoscritto è creditore nei confronti degli uffici del Giudice di pace e del Tribunale di Pordenone per crediti maturati ( NB . circa 80mila euro - Nota del Monitore ) come difensore di persone ammesse al beneficio del gratuito patrocinio per non abbienti, nonché come difensore d’ ufficio di imputati impossidenti e/o irreperibili,

2)      Che da vari anni il sottoscritto  ha svolto istanza a questi uffici per essere pagato, ma per una parte significativa di questi crediti a distanza di anni non è stato ancora pagato,

3)      Di aver trasmesso più volte agli intestati uffici elenco dettagliato dei crediti ancora in sofferenza , elenco che potrebbe anche non essere aggiornato , ragion per cui, nel trasmetterlo nella scorsa primavera ( mica pochi giorni fa) chiedevo riscontro per poter incrociare i dati in mio possesso con le risultanze dei vostri uffici,

4)      Che, nonostante, ripetuti solleciti, trasmessi tutti nelle vie formali e documentati, non vi è stato riscontro alcuno da parte vostra,

5)      Che anche altri uffici giudiziari sia in Regione che nel vicino Veneto, si trovano nella medesima posizione di miei creditori, ma questi uffici, in un modo o nell’ altro, in maniera esaustiva e collaborativa o in maniera incompleta, hanno tutti dato riscontro , come è corretto che sia , trattandosi di richieste di pagamento di un lavoratore che chiede solo di essere pagato per il lavoro svolto, e lo chiede pure dopo molto tempo ( anni) da quando ha maturato il credito.

6)      Desta quindi francamente sconcerto il comportamento degli uffici destinatari di questa mia, unici nel Friuli e in Veneto a non aver degnato di una risposta un lavoratore che ha operato per QUARANTUNO  ANNI nelle aule giudiziarie da voi presiedute,

7)      Desta ancora più amarezza  se si considera che il sottoscritto è stato illegalmente estromesso dalla possibilità di lavorare a fronte di un blitz illegale dell’ attuale direzione dell’ ordine forense che nega dal marzo 2024 la reiscrizione all’ albo degli  avvocati del  sottoscritto , in spudorata violazione sia della legge , che del decreto del 29.12.2022 dove , altro Consiglio, ben più rispettoso della legge e dei diritti altrui, sanciva in ossequio alla legge dello  Stato , il mio diritto alla reiscrizione fin dal momento in cui il sottoscritto usciva da uno stato di deportazione carceraria ( del resto, illegittimo  anch’ esso e figlio di un accanimento  che fa a pugni con la legge e la giustizia) e quindi fin dal 1.3.2023 , data in cui il tribunale di Sorveglianza di Venezia scarcerava  il sottoscritto riconoscendogli anche il diritto immediato allo svolgimento della professione,

8)      Che detta circostanza è a voi ben nota, avendo il sottoscritto a voi notificato proprio il decreto del 29.12.2022 che sancisce il mio diritto al lavoro, passato in giudicato il 21.3.2024,  e di cui qui vi ricordo il dispositivo :


9)      Sono quindi ben 18 mesi che io non posso lavorare a cagione dell’ atto di illegalità corporativa che mi nega il diritto a riprendere la mia professione, un abuso che grida vendetta al cospetto di Dio,  sono 18 mesi che sono impossibilitato a mantenere la mia famiglia e voi lo sapete benissimo : io non pretendo che voi  esercitiate la vostra indiscutibile  moral suasion nei confronti dell’ attuale presidente forense, ma penso che sarebbe corretto e dovuto che , in considerazione di quanto sopra esposto, diate disposizione ai vostri sottoposti affinchè provvedano ad onorare i debiti che il tribunale e il giudice di pace di Pordenone hanno da anni nei miei confronti.

10Posso sperare in un riscontro positivo rapido  o sarò costretto  a organizzare dei pacifici sit in di protesta avanti al tribunale ?

Rispettosamente.

Avv. Edoardo Longo

sabato 13 settembre 2025

UN VIAGGIO A VENEZIA

 


Ieri, 12 settembre, dopo fugace  tappa d' obbligo  alla biblioteca Marciana di Venezia, visita a Venezia ad Albert Gardin, il grande combattente che ha affrontato l’ “ ente ordinistico” degli squilibrati in toga di Pordenone pur di aiutarmi. ( Il Doge è quello a destra, l’ altro sono io). Presto il Doge scenderà in campo di nuovo, assieme alla sua organizzazione. Ecco la prima manifestazione in programma il 16 dicembre prossimo e questa volta ci sarò anch' io davanti al fetido Palazzo dell' Indecenza  :

https://monitore1980.blogspot.com/2025/09/scendere-in-campo.html

Sono giunto a Venezia con un viaggio in treno dopo quasi due anni di blocco in Friuli e solo mediante autorizzazione e  sotto possibile sorveglianza delle forze dell’ ordine, come se fossi un boss mafioso . Viaggiare dopo due anni e in queste condizioni  mi dà la sensazione  di essere all’ estero in luoghi dove un pericolo può affacciarsi da un momento all’ altro… Sono tutto stordito… effetto della mancanza di libertà e della possibile sorveglianza . Affanculo lo Stato ! .. E pensare che sto viaggiando attraverso Spresiano e Susegana, ridenti e ospitali paesini della campagna trevigiana,  mica sul Rio delle   Amazzoni … il mio odio verso la magistratura, già molto elevato,   sta raggiungendo picchi STELLARI. Sento acre in bocca il bisogno di rivalsa,  il desiderio di far pagare cara alle toghe la loro ingiustizia e la loro arroganza  ... So già che questo disagio vertiginoso  nel viaggiare attraverso le terre in cui sono nato e che ho frequentato per sessant’ anni , mi passerà in pochi giorni di libertà autentica ed assoluta,  e lontano dalla spada di Damocle di una Sorveglianza di Stato che incombe sul mio capo se sgarro alle prescrizioni , ma soprattutto mi passerà COMBATTENDO  contro l’ arroganza e la violenza delle toghe e della loro intrinseca viltà che li  rende forti coi deboli e deboli coi forti… Per questa ragione, Amici miei, vi invito a essere presenti in tanti alla manifestazione del 16 dicembre, avanti al tribunale di Pordenone. Care toghe, la partita non è ancora chiusa. La mia salute è la guerra. 

Edoardo


" Forti coi deboli
e deboli coi forti"


mercoledì 10 settembre 2025

DIES IRAE

 


QUANDO chi deve applicare la legge la viola scientemente,  la vittoria del diritto è data solo dalla forza del popolo e non dalla legge stessa :  quando il leone ruggisce,  il Cielo si scuote . Per questa ragione presenzierò personalmente al sit-in indetto da Ufficio Dogale per il giorno 16 dicembre, 2025, ad ore 11, avanti al tribunale di Pordenone ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2025/09/scendere-in-campo.html   ) e per questa ragione invito i miei Amici e Sostenitori a presenziare numerosi ed anche organizzati. La battaglia continua e la maggior festa sarà sconfiggere gli avversari. Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini  in questi tre lunghi anni di aggressione togata del Sistema nei miei confronti. 

Le toghe non possono impedire la libera e democratica attività di critica politica come hanno già tentato di fare , in modo ignobile e bieco, per impedire i volantinaggi  di Autorità Dogale,  nè tentare allo stesso fine,  di ricattare me  con la minaccia di ributtarmi in galera : così facendo pochi mesi fa hanno anche implicitamente ammesso che pure le loro condanne penali ingiustamente infertemi  erano espressione dello  stesso tipo di ricatto : non si butta  in galera un innocente per liberarsi della sua scomoda presenza.  Diamo una risposta di popolo all' arroganza tirannica delle toghe.  Forza e avanti, uomini liberi e coraggiosi.

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it 



giovedì 4 settembre 2025

I SEGNI DEL FUTURO

 



Salve Avvocato, è sempre un piacere risentirla. Le carogne con cui ha a che fare mi sembra di capire che hanno le corna sempre più lunghe. Tutta la classe dirigente è ormai un cancro in ogni settore.

Io vado avanti, con fatica. Solo grazie all' aiuto di Dio, direi. La situazione va sempre peggio, ed è difficile preparare i figli ad affrontarla. Si fa il possibile.... l' impossibile lo lasciamo a Lui.

Un caro saluto.


Un collaboratore delle Edizioni della Lanterna,

Viterbo

mercoledì 3 settembre 2025

TENERE DURO

 


Complimenti a tutto lo staff di Monitore Veneto e buona fortuna !  Abbi fede…. Soprattutto in te stesso ! Ogni Golgota termina in Gloria !

Pubblicista e saggista indipendente,

Napoli

lunedì 1 settembre 2025

CARE TOGHE, COMINCIAMO A FARE I CONTI


In programmazione a settembre: "DEPORTAZIONE", libro che parla della scandalosa detenzione inferta al sottoscritto, frutto di una losca operazione a regia ordita da ben noti settori liberticidi del mondo giudiziario. Un abuso giudiziario criminale che attende ancora giustizia e al quale non intendo concedere sconti di sorta. Con documentazione della solidarietà delle realtà indipendentiste e con le più significative lettere che ho ricevuto in carcere. Un libro che vuole essere un atto d' accusa verso la repubblica italiana. Care toghe, cominciamo a fare i conti.... 

Nell' autunno, pubblicato il libro, vorrei programmare un giro di presentazioni nelle Venezie, da Trieste a Rovigo. Chi fosse disponibile a darmi una mano, mi contatti. DELENDA CARTHAGO.

avv. Edoardo Longo


TOGHE E FORCHETTE





Ci scrivono molti Lettori che vogliono notizie sulle figure giudiziarie coinvolte nella vicenda dell' avvocato Longo e in primis sul giudice che ha denunciato Edoardo per “ lesa maestà giudiziaria” e ne ha ottenuto per questo una condanna a due anni e quattro mesi di carcere ( !!!) , robe mai viste in un tribunale. Dobbiamo chiedere all' avvocato Longo  se ci autorizza a parlarne , perché non vorremmo che ciò involontariamente gli nuocesse perché, come sapete, è ancora sotto ricatto giudiziario. Faremo quello che ci sarà possibile. Abbiate pazienza.  Una cosa però, possiamo senz’ altro dirvela perché non è una notizia riservata : questo giudice  si chiama Rino Chiaradia, dovrebbe essere in pensione da qualche anno, a godersi serenamente i succulenti frutti del suo lavoro ;  abita ad Aviano, in provincia di Pordenone, alla via Pedemontana , 10, come anche ci indica senza problemi  Pagine Bianche :  https://www.paginebianche.it/aviano/rino-dr-chiaradia.aedegfcbcc  

Questo signore non ha  sostenuto l’ esame di magistratura ed è stato immesso lo stesso nelle funzioni giudiziarie presso il tribunale di Pordenone come Onorario ( parola inappropriata perché deriva da Onore..), ha lucrato oltre 20 mila euro ,  per presunti danni patiti, ciucciandoli dal sangue dell’ avvocato Longo e non ha mai   neppure voluto rilasciargli alcuna ricevuta del pingue  ingrasso ricevuto. Chissà perchè...Per fortuna l' avvocato Longo lo ha pagato con assegni nominativi e il giochetto del " doppio ingrasso" non poteva neanche essere tentato. Ma sicuramente un galantuomo come una toga non lo avrebbe neppure pensato e si è trattato di una mera dimenticanza. In fondo, a una toga capita tutti i giorni di incassare 20.000 euro, mica come a noi, pezzenti.... Rino è  stato anche il giudice che ha condannato l’ avvocato Longo come autore del libro Toghe e forchette ed è nel corso di questo processo che si è sentito dolorosamente  oltraggiato e preso in causa e quindi,  con nobile gesto togato,  ha denunciato l' imputato che stava processando. E che ci vuole.  Naturalmente, senza astenersi dal processarlo e giudicarlo. La legge : questo inutile orpello ingombrante...

Concludendo questo post, così scrivevamo il 12 maggio 2024 :  "Per il resto, attendiamo l’ autorizzazione a scriverne. Di più al momento non possiamo aggiungere, al di là di questi brevi fatti di cronaca dell' anno 2007 . Siate comprensivi.....". Oggi l' autorizzazione di Edoardo è arrivata ! La cronistoria del ruolo infame di questo galantuomo nella macellazione dell' avvocato Longo sarà resa pubblica. Non so solo se a scriverla sarò io o direttamente Edoardo che sicuramente non dimenticherà alcun dettaglio, come capita ogni tanto a me... che volete farci, faccio quello che posso, ma Edoardo sostiene  che " nel dettaglio si cela il diavolo", cioè la prova della operazione a regia perpetrata nei suoi confronti. E ha ragione, francamente...I responsabili di questa operazione a regia sono " toghe" e un po' furbette lo sono nel cercar di non lasciar traccia dei loro crimini..... .Preparatevi a vomitare, gente. 

Il Monitore

alfatrac88@proton.me