Link consigliato per l’ acquisto :
lunedì 14 aprile 2025
VENTUN GIORNI ALLA GIUDECCA
QUANDO LO STATO UCCIDE
Un documento unico sulla
malagiustizia in Italia : il memoriale dell’ avvocato Edoardo Longo che ricorda
una impressionante excalation di violazioni giudiziarie da lui patite in
pochi giorni nella primavera del 2010 ad opera di inquirenti privi di senso
della legalità, della misura e della decenza. “ Guantanamo” non è solo
una parola in codice che rappresenta la efferatezza della giustizia americana,
ma trova fertile terreno anche fra le pieghe delle toghe italiche. Come scrive
l’ autore, questo libro ripercorre l’ attacco finale nei suoi confronti per
dargli una “ spallata devastante “ per distruggerlo professionalmente ed
umanamente, dopo un assalto durato 15 anni. Quando lo Stato vuole uccidere il
cittadino che non riesce a trasformare in suddito. Impressionante. Vero fino
all’ ultima virgola.
Nuova edizione - raddoppiata e aumentata di una seconda parte - nuova introduzione di pugno dell' Autore ( " Coincidenze ad orologeria").
IL LIBRO SI
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INDIPENDENTISTA E RIBELLE ? TI MURIAMO VIVO
I -TA -LYA, colonia di
servi di US-RAEL e terra dei miracoli
dove i reati impossibili si ritengono veri, dove le persone subiscono anni di carcere ed
internamento perchè in possesso di una bombola del gas vuota ed inoffensiva che
un tribunale si ostina a ritenere " micidiale arma esplodente" contro
le evidenze, le perizie e la ragione. E senza celebrare, in 4 anni, il
processo, perchè avrebbe portato
all’evidente assoluzione dell' imputato : “ meglio in carcere innocente che assolto” . Soprattutto se sei
indipendentista. Un testo che svela le tecniche di una raffinata quanto
violenta strategia totalitaria per distruggere il dissenso politico radicale.
Nel libro la documentazione dell’ istanza di scarcerazione per decorrenza
termini misteriosamente sparita in tribunale e
la perizia che acclarava la inoffensività della bombola. Il lungo
calvario di Michele Medini per 215
giorni in carcere da innocente, attraverso il suo inedito “ diario dall’ inferno”, da cui uscì con la
salute irrimediabilmente compromessa. Il
libro contiene anche una lunga intervista al prigioniero e un suo memoriale , consegnato al difensore
poco prima di evadere dalla clinica in cui era sequestrato. Una vicenda
raggelante sulla deriva totalitaria del
" nuovo tiranno " : il potere giudiziario .
In
vendita riservata da questo link :
giovedì 10 aprile 2025
SENTENZA VENETA DI CONDANNA DELLO STATO ITALIANO
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mercoledì 9 aprile 2025
PROFESSIONISTI A SOSTEGNO DELL' AVVOCATO LONGO
Nella foto, ancora il volantinaggio di Autorità Dogale presso il tribunale di Pordenone nel gennaio scorso. Qui vediamo il gruppo assieme a uno dei tanti avvocati che hanno manifestato apprezzamento all’ iniziativa e trasmesso la loro solidarietà all’ avvocato Edoardo Longo, vittima di un blocco illegale all’ esercizio della professione posto in atto aggressivamente dal consiglio dell’ ordine di Pordenone , con un inquietante revirement illegale dopo aver disposto la reiscrizione del professionista fin dal 1 marzo 2023, data in cui lo stesso è stato rimesso in libertà. Moltissimi sono gli avvocati che hanno solidarizzato con l’ iniziativa di sostegno promossa da Autorità Dogale. Li ringraziamo tutti e comprendiamo quindi che la reazione scomposta e terrorizzata dell’ “ ente ordinistico” a questa iniziativa nasca anche dal comprendere di rappresentare solo una minoranza di professionisti ed esattamente solo quelli che sono gli yes – men dell’ autorità giudiziaria locale e che non hanno alcuna percezione del carattere di indipendenza della professione forense : a questi ultimi vada il nostro sincero compatimento.
Il Monitore
PS - Quello che vedete in fondo, sorridente, e che ci tiene a comparire nella foto, è l' agente della Digos mobilitato su accorata richiesta del tribunale per presidiare il " pericoloso ed eversivo volantinaggio" e che , invece, ha solidarizzato con l' iniziativa pro Longo e con il nostro Doge, sostenendolo in certi momenti difficili, per esempio, offrendogli qualche caffè caldo, quando volantinava da solo in certe gelide mattine invernali...
martedì 8 aprile 2025
SALUTI " ORDINISTICI"
Un altro documento che prova
i termini della illegalità del rifiuto di reiscrivere l’ avvocato Longo dopo 41
anni di esercizio della professione. Quella che leggete è una lettera riservata
– che tale non è rimasta in quanto prodotta agli atti processuali - intercorrente fra il presidente dell’ ordine degli
avvocati di Treviso e una nostra vecchia conoscenza, il presidente dell’analoga
cricca “ ordinistica” di Pordenone. L’ avvocato Longo aveva fatto l’ anno
scorso anche un tentativo di reiscrizione presso tale città veneta, nell’
ottica di ricerca di un “ ente ordinistico” che fosse estraneo
alla camarilla della sua città .Tentativo fallito, per quanto riguarda Treviso ,
che ha seguito con zelo degno di miglior
causa le direttive e i desiderata di Pordenone.
Leggiamo la lettera che ci dichiara, con la sfrontatezza disarmante tipica di chi è aduso non aver riguardo alcuno delle leggi e dei diritti altrui , che gli “ ordinistici “ di Treviso avevano respinto la richiesta dell’ avvocato Longo senza nemmeno leggere gli atti a suo riguardo ! Così scrive il fraterno amico del Visentin : “ abbiamo già anticipato all’ avvocato Longo il provvedimento di rigetto del nostro ordine”. Il trevigiano scrive al portogruarese per informarlo di avere eseguito a scatola chiusa quello che lui riteneva essere il suo desiderio bramoso. E non ci è andato lontano, in effetti...Che si fossero anche parlati ? Io lo darei per certo. Perché? Perché il devoto trevigiano trasmette al ben noto Igor copia della istanza di iscrizione svolta a Treviso. Questo è un atto riservato che non deve essere trasmesso e quindi è chiaro che l ' invio ( illecito) è avvenuto su richiesta di Igor, non nuovo a cercare di metter mano su questi documenti e non certo a fin di bene, ma in tutta evidenza per sapere se in essi si faceva cenno all' illecito diniego di Pordenone. Ci ha provato a chiederli a diversi enti, inutilmente, prima di avere l ' ardire di chiederli addirittura all' avvocato Longo che manco gli ha risposto. Con Treviso ha trovato una evidente sponda devota, devota fino all' illecito...
Giusto per salvare la faccia ( dato che l’ avvocato Longo avrebbe potuto chiedere l’ accesso agli atti e scoprire l’ imbroglio ) l' " ordinista " trevigiano furbescamente chiede che “ comunque” gli si mandino gli atti inerenti. Comunque : cioè nella perfetta irrilevanza di leggerli prima e dello studio della pratica : tanto il rigetto era già stato deciso e comunicato " a prescindere", come avrebbe detto Totò.
Torti fra galantuomini non si fanno : Tu lo hai cancellato, io certo non ti faccio il torto di reiscriverlo. Una mano lava l’ altra. E se il messaggio di fraterna devozione non fosse abbastanza chiaro e ossequioso , condiamo pure la lettera con un bel “caro presidente” e con un deferente e ossequioso saluto, tipo “ … ti ringrazio e ti invio i PIU’ CORDIALI saluti”.
Semplici e cordiali
non bastavano evidentemente : ci voleva qualcosa “ di più”: di più profondo, di più fraterno , di più affettuoso, di più intimo …. E un saluto un tantinello più composto, dignitoso ed elegante , no? Lo diciamo per voi, " ordinistici ": poiché, come dice il Vangelo, " nulla di ciò che è segreto rimarrà nascosto ", avreste evitato che tutti leggessero questa lettera unticcia che ora vi accusa.
Il Monitore
LA STRAGE DEGLI INNOCENTI
Caro Avvocato Longo, ho
letto sul Monitore quello che scrive Albert Gardin : “ La tua assenza
sul campo giudiziario pesa..” ( https://monitore1980.blogspot.com/2025/02/autorita-dogale-presente.html ) .
Per quello che posso dire io, da quando Lei non c’è più, noto che : presso il Tribunale di Padova un autodeterminato veneto , fondatore del CLNV, è stato condannato a sei mesi di carcere per “ resistenza a pubblico ufficiale”, quando durante l’ istruttoria, è stato provato che non aveva opposto alcuna resistenza e cercava solo di non essere infilzato nello stomaco dalla punta di un ombrello con cui un poliziotto lo picchiava mentre altri due lo tenevano fermo.
A Pordenone, nota fucina di ogni illegalità giudiziaria, anche peggio : pacifici autodeterminati veneti che attendevano fuori dall’ agenzia delle entrate notizie di un accertamento in corso sono stati tutti condannati a mesi di carcere (!) per “ interruzione di pubblico servizio”, senza neanche essere entrati nel palazzo fiscale e senza neanche avere la vista sugli uffici interni dove i ratti fiscali lavoravano (?) alle loro sudice scrivanie….Li hanno interrotti col pensiero ?
Il rappresentante della organizzazione della Tutela delle Genti Venete, per aver accompagnato lecitamente un contribuente macellato ad un dialogo con il direttore di questa gente , per questo suo “ ardire”, è stato macellato con un anno di carcere (!) e, per aver osato sostenere le ragioni della legge 881 – 77 sulla autodeterminazione chiedendone l’ applicazione , è stato pure denunciato ulteriormente da un giudice spudoratamente anti-veneto che il presidente del tribunale di Pordenone ha messo al posto dell’ equilibrato magistrato che c’ era prima . E' stato come mettere un gatto a fare da giudice dei topi : questo giudice ha pure inflitto condanne molto più pesanti di quelle richieste dallo stesso pubblico ministero! Ci rendiamo conto?
E’ una strage degli innocenti ! Non so se il
movimento veneto autodeterminato ne uscirà da questo attacco concentrico e
violento delle toghe. Si capisce fin troppo bene chi sono i mandanti di chi le
impedisce di lavorare pur avendone pieno diritto ! Dubito che lei possa ritornare
in campo prima che questa mattanza sia finita, vedrà che non
glielo permetteranno, forse mai…mi scusi la franchezza. Ma quello che deve
assolutamente fare il Movimento Veneto è abbandonare le beghe intestine,
serrare i ranghi e scendere in campo per protestare contro la violenza delle toghe
che sta massacrando il popolo veneto in
autodeterminazione. Non c’è alternativa, prima che sia troppo tardi.
Un cittadino veneto autodeterminato
( Padova )
PER SAPERNE DI PIU' :
https://lanterna88.blogspot.com/2023/09/e-la-cchiamano-repubblica-democratica.html
venerdì 4 aprile 2025
I CALENDARI " ORDINISTICI"
Dopo una lunga pausa dedicata
alla elaborazione di un nuovo libro ( “ Massoneria e Islam, Edizioni della
Lanterna : https://lanterna88.blogspot.com/2025/03/i-burattinai-dietro-la-mezzaluna.html ) Il vostro Maurizio
Rossetti, alias “ Il Monitore”, ritorna ad aggiornare questo blog. Molte
cose sono accadute nel frattempo, anche se la pertinacia diabolica di certi
soggetti in riva al Noncello rende sempre bloccata in un limbo di illegalità “
istituzionale” la situazione dell’ avvocato Longo, ma va detto che la
coraggiosa e determinata iniziativa del volantinaggio dell’ Autorità Dogale ha
creato non poco panico nel mondo irreale e autoreferenziale delle toghe
noncellesi : Il Palazzo è sembrato andare in fibrillazione totale per le quattro giornate di volantinaggio programmate a gennaio. Le divise
dietro le quali le toghe si sono vilmente nascoste non sono bastate a frenare
il terrore che tutti fossero informati dei loro ben scoperti intrallazzi. Vi
documenteremo di tutto, con un po’ di pazienza. Per intanto gustatevi il
passaggio che dedichiamo in apertura all’ estratto farneticante di un ente “
ordinistico” non di Pordenone. Nel respingere con ridicoli pretesti una domanda
di iscrizione dell’ avvocato Longo, questi garanti della legalità e dei diritti
sono sbroccati fuori dalla patina di ipocrisia in cui si ammantano, come dietro
le loro sudice toghe. Non si tratta, stavolta, dell’ “ ente ordinistico” del Noncello,
ma di altra città. Costoro non sono riusciti a trattenere nella penna il loro
vero obiettivo che è quello di “ escludere la possibilità di iscrizione a questo
Foro ( …) dell’ avvocato Longo”.
Lo si era capito benissimo
, ma sentirselo dire così sfacciatamente , senza alcun rispetto per la legalità
e per la decenza, è abbastanza sconcertante. Il tasso di odio in costoro,
che manco conoscono l’ avvocato Longo, è assolutamente inusuale e cela, dietro
le quinte e in modo smaccato, la
collusione con le toghe noncellesi .
Complottismo ? Neanche per idea, sentite un po’.
Questa delibera spudorata e indecente è stata
notificata all’ avvocato Longo il giorno 21 marzo 2025. Nel medesimo giorno,
circa alla stessa ora , è stata notificata analoga delibera di rigetto
emanata dall’ “ ente ordinistico” di Pordenone, dopo sei mesi che se la
ponzavano. Casualità ? : Non direi.. .. Il
21 marzo è esattamente l’ anniversario della cancellazione illegale inferta
all’ avvocato da Roma l’ anno scorso , per compiacere quegli angioletti di
giudici che tanto stavano soffrendo perché non riuscivano a “ togliersi dai coglioni “ (parole testuali che usano sfacciatamente a Pordenone, pure in presenza dell’
interessato ) l’ odiato professionista. Non si può credere ad una, anzi TRE, coincidenze….Tre delibere di rigetto, tutte
nello stesso giorno. Non è un caso.
E’ chiaro che il doppio
rigetto calibrato il giorno “ rituale” della cancellazione del 2024 è stato
concordato fra i due COA per fare più male possibile.
Se poi volessimo anche sottolineare che
il 21 marzo è anche una
data rituale molto importante per i “ lavori massonici”, potremmo anche
pensare che ci sia una mano massonica
dietro questo accanimento, una mano che abbia voluto lasciare la firma . Può capitare anche questo . Non abbiamo però
dati sufficienti per affermarlo – benchè questa sia la convinzione di molti
lettori di questo blog – e ci limitiamo comunque a registrare un efferato accanimento degli “ enti
ordinistici” in toga non potendo affermare ( ma neanche escludere) che ci sia dietro anche lo zampino degli “ enti
ordinistici” in cappuccio e compasso …. Di certo è che adesso il " 21 marzo ", data dell' equinozio di primavera, è diventata festa grande al tribunale in riva al Noncello, la " festa della liberazione " da un odiato avvocato che faceva solo il suo dovere: difendere i diritti civili dei " macellati " dall' iniquità delle toghe e quelli degli oppositori politici alla corruzione di sistema della repubblica italiana. Ne possono proprio essere orgogliosi.
Il Monitore
L' " ENTE ORDINISTICO "
tramano inganni con la loro lingua,
veleno di serpenti è sotto le loro labbra,
per tanta iniquità non abbiano scampo.
Perciò Dio li demolirà per sempre,
li spezzerà e li strapperà dalla tenda
e li sradicherà dalla terra dei viventi.
Salmi
RIFLESSIONI DEL DOGE
Caro Edoardo, si capisce benissimo il senso di quello che ti è accaduto ! Avevi esperienza per dosare l’azione giudiziaria verso risultati proficui. Non operavi nell’interesse dei “giudici”. Una determinazione professionale che dava fastidio ai manovratori delle cause. Una "colpa" che continua ad esserti attribuita e che cercano di farti pagare attraverso l’intervento improprio del COA, per coprire i veri mandanti , che operano in sfere più alte.
Albert Gardin
autorità dogale
martedì 1 aprile 2025
STILE " ORDINISTICO "
Pordenone, 22.02.2025
AL
CONSIGLIO
DISTRETTUALE DI DISCIPLINA
34133
TRIESTE
AL
CONSIGLIO
NAZIONALE FORENSE
Roma
ESPOSTO
DISCIPLINARE VS
AVV.
IGOR VISENTIN
PRESIDENTE
PRO TEMPORE DEL COA DI PORDENONE
Spettabile Consiglio distrettuale di disciplina,
Spettabile Consiglio nazionale forense,
il sottoscritto avv. Edoardo Longo, già iscritto per
41 anni all’ albo degli avvocati di Pordenone,
ESPONE
1)
Il sottoscritto ha patito malagiustizia,
secondo un copione aggressivo ed illegale non inusuale presso la magistratura
italiana ed ha subito una condanna, in parte patita in regime murario , benchè
innocente e , anche sotto un profilo meramente accusatorio a voler dar credito
a condanne ingiuste, anche sanzionato in modo abnorme ed illegale,
2)
Già cancellato dall’ albo forense a causa
del periodo trascorso in carcere e conclusosi ancora l’ 1.3.2023 , ha diritto
per legge e per il medesimo decreto che ebbe il 29.12.2022 a disporre la
cancellazione amministrativa, alla reiscrizione all’ albo a far data dalla
cessazione della detenzione già da due anni. Allego il dispositivo passato in
giudicato dal 21.3.2024 in tal senso :
3)
Fatta questa sintetica premessa espositiva, vengo al punto di questo
esposto disciplinare vs avv. Igor Visentin , presidente pro – tempore del COA
di Pordenone.
4)
Il sottoscritto ebbe a svolgere nel marzo
2024 istanza di reiscrizione ut supra. Detta istanza, respinta, pende
attualmente in impugnazione. In considerazione di un passaggio della delibera (
illegittima) di reiezione della istanza da parte del COA di Pordenone ed in
considerazione di analogo passaggio della sentenza d’ appello del CNF , il
sottoscritto chiedeva un chiarimento al COA di Pordenone in data 14.1.2025 (
allegata richiesta di chiarimento).
5)
In sostanza, il sottoscritto chiedeva al
COA di esprimersi sul riferimento fatto alla “ fine dello stato di esecuzione
penale del sottoscritto in stato di
misura di affidamento in prova da libero” che per il CNF ( nella sentenza d’
appello) era stato inteso come condicione sine qua non per l’ accoglimento
della mia istanza di reiscrizione.
6)
Il punto non è banale, in quanto io sono
da circa un anno privo della possibilità di lavorare a causa dei vessatori
rallentamenti della mia reiscrizione posti in essere dal COA di Pordenone con
un atteggiamento di ostilità personale nei miei riguardi che ha già dato la
stura ad un pregresso esposto disciplinare verso il Visentin Igor e presto sarà
di interesse della magistratura penale. La mia richiesta di chiarimento è
legittima, è un atto interlocutorio estremamente corretto in quanto rivolto ad
un chiarimento dovuto a causa di locuzioni espressive ambigue su un punto di
vitale importanza, a prescindere dalla circostanza che io ho diritto fin da ora
alla reiscrizione. In fondo, è anche un atto conciliativo volto a tentare un
componimento amichevole .
7)
Non ricevendo risposta, in data 25.1.2025
trasmettevo anche via raccomandata l’ allegato sollecito. A tutt’ oggi non ho
ancora ricevuto risposta alcuna.
8)
Il COA di Pordenone, presieduto dal
medesimo Visentin che non perde occasione di rivestirsi dei panni di una istituzionalità
del suo ente che nelle sue delibere chiama
a più riprese “ ente ordinistico” ( ? ) con una
espressione che mi appare francamente come un brutto neologismo non nobilitato
dal vocabolario della lingua di Dante ,
non ha inteso rispondermi. Che il Visentin non mi consideri - non dico un collega in virtù dei 41 anni di
iscrizione all’ albo dedicati integralmente all’ esercizio della professione,
perché in proposito, dopo avermi con grande compiacimento cancellato , non mi
considera certo tale – ma neanche una persona con i diritti
civili che non si negano a nessuno , lo avevo già capito da tempo e già ho
inoltrato un esposto disciplinare in tal senso.
9)
Ma il Visentin , in quanto presidente
dell’ “ ente ordinistico “ in riva al fiume Noncello è tenuto, e
tenuto disciplinarmente, a darmi una risposta, qualunque essa sia . Non può
invocare che non è tenuto a rispondere ( come prescritto dal regolamento
disciplinare ) al sottoscritto “ in quanto non collega non essendo iscritto
all’ ente ordinistico”, ma è tenuto a farlo non solo in base alle norme di buona educazione fra persone civili, ma
proprio in virtù dell’altra norma disciplinare che impone la correttezza all’
avvocato anche nei rapporti con terzi.
10) Mi va bene da questo punto di vista anche essere considerato “ un terzo” , un quisque de populo bypassando che quando io già esercitato la professione il Visentin ancora doveva laurearsi, perché non mi formalizzo certo alla mia età , ma il Visentin a questo “ terzo” di 67 anni che gli chiede umilmente di esprimersi se intende reiscrivermi quando avrò finito la esecuzione penale ( che peraltro svolgo con estrema correttezza e buona condotta avendo già fruito di 135 giorni di liberazione anticipata, con certificazioni di buona condotta espressi dal Giudice di Sorveglianza., dall’ ufficio UEPE, dall’ Arma dei Carabinieri, dal procuratore Generale della Repubblica, tutti documentati al COA) , una risposta la deve dare. Non lo impone solo la legge della buona educazione, lo impone anche il regolamento disciplinare forense. E’ gravissimo che non lo faccia. Ed è reso ancora più grave dal fatto che il Visentin rivesta la carica di presidente degli avvocati di Pordenone, atteso che il ruolo istituzionale di cui è molto orgoglioso gli impone un livello anche maggiore di correttezza rispetto ad un altro avvocato : gli impone quella cioè che si chiama correttezza istituzionale , perché lui nel suo agire rappresenta circa 500 avvocati di Pordenone che, peraltro, non condividono in larga misura il suo atteggiamento arrogante e scorretto nei miei confronti. La sua condotta offende il prestigio dell’ intiero ordine professionale che lui presiede. Un atteggiamento del genere nei confronti di un anziano professionista, duramente ed ingiustamente provato dalla sorte e che chiede solo di sapere QUANDO potrà riprendere a lavorare per mantenere sé e la sua famiglia è inaccettabile in un paese civile. Ripeto quanto ho scritto nel pregresso esposto disciplinare verso costui , riprendendo una frase famosa tratta dalla storia d’ Italia : “ Maramaldo, tu uccidi un uomo morto”…
Ciò premesso , esposto ed allegato, chiedo si proceda disciplinarmente nei confronti di Igor Visentin per i fatti in oggetto, gravati da responsabilità disciplinare palese . Chiedo venga punti severamente sia per la efferatezza della sua condotta nei riguardi del sottoscritto, sia perché è una condotta che un presidente di ordine forense non può permettersi senza danneggiare pesantemente l’ immagine stessa dell’ Ordine che lui presiede, sporcando così l’ immagine di circa 500 professionisti , di cui molti mi hanno manifestato solidarietà dissociandosi dal comportamento del loro presidente. Poiché l’ “ ente ordinistico “ non può apprezzare questa condotta, umilmente chiedo ai destinatari di questo esposto di svolgere una moral suasion nei confronti di Visentin Igor affinchè si dimetta da presidente del consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone.
Chiedo di essere informato dell’ iter e dell’ esito del radicando procedimento disciplinare.
Un’ ultima precisazione : poiché il quesito senza risposta di cui si parla nel presente esposto riguarda anche un passaggio e una relativa valutazione espressa in una sentenza del CNF, ritengo doveroso trasmettere per doverosa conoscenza il presente esposto con relativi allegati a detto organo.
Chiedo il rispetto che mi è negato da chi attualmente presiede l’ “ ente ordinistico” di Pordenone.
Confido prima o
poi di avere giustizia e rispetto.
Con osservanza.
Pordenone, 22.02.2025.
Avv. Edoardo Longo












