" Aspettando giustizia " : un
nuovo libro sulle vicissitudini dell’ avvocato Edoardo Longo, ma questa volta
scandagliate guardando ad una angolazione particolare : quella della faccia
nascosta della vicenda : la faccia
palese è quella dei dinieghi, imbrogli, sotterfugi del consiglio dell’
ordine degli avvocati di Pordenone con cui siffatto ente nega la legge e il
diritto indiscutibile alla reiscrizione.
La
faccia nascosta è quella che si cerca di illuminare per far luce
sul ruolo dell’ autorità giudiziaria in
tutta questa triste vicenda, intrecciata da abusi, sopraffazioni, sotterfugi e manovre
sotterranee, mai limpide.
Fin
dall’ inizio, fin dalla sua illegale deportazione carceraria , Edoardo ha notato delle
situazioni che non rientravano nella normalità delle vicende carcerarie, che lui ha
esplorato come avvocato penalista per oltre 40 anni. Che ci fosse la volontà
giudiziaria di fargli più male possibile , di impedirgli di ritornare
in libertà ( lui ne aveva diritto legale dopo soli 40 giorni di detenzione,
essendo incensurato e di buona condotta, nonché in possesso di attività
lavorativa, la sua, quella che dà tanto fastidio alle toghe...) lo aveva capito fin da subito. Ed è questa percezione –
purtroppo corretta – che traspare dalle pagine del suo scritto dal titolo “ Uno stato
senza onore” ( NDR : https://monitore1980.blogspot.com/2026/07/un-ringraziamento-diretto-da-parte-mia.html ), che pubblichiamo proprio ad illustrazione del
senso di questo libro. Dalle pagine di quello scritto si capisce che molto
presto il nostro amico ha colto con raccapriccio che tutta la operazione a regia che lo aveva
colpito era finalizzata proprio a togliergli la possibilità
di esercitare la professione di avvocato penalista . Difensore di imputati in
processi politici, doveva apparire agli occhi della magistratura più forcaiola,
illiberale e retriva proprio un “ avversario micidiale”, da cui
liberarsi una volta per tutte , come gli
ha confessato un magistrato onesto a Trieste, un paio di anni fa .
Ma
chi voleva eliminarlo dalla scena professionale ?
Non
pareva essere volontà del consiglio forense, che ancora nel 2022, quando era in carcere , aveva
emesso una ordinanza che ribadiva il diritto legale dell’ avvocato Longo a
riprendere la sua professione una volta uscito dal carcere. Ma qualcosa doveva essere
successo, dopo il cambio del Presidente avvenuto nel gennaio 2023, dal momento
che il nuovo presidente è risultato essere il perno attorno cui, con un
voltafaccia illegale, il consiglio ordinistico ( !) gli ebbe poi a
negare oltre ogni decenza il rientro al lavoro. Se poi si considera che la
composizione dell’ organismo del 2022 e quello del 2023 era la stessa con la sola variante del presidente , è la stessa logica
elementare a dirci che vi erano state delle forti pressioni esterne sugli ordinistici
per imporre loro un autentico golpe contro la legalità.
Ma
chi era stato a svolgere pressioni così forti e convincenti su quei nove labili
soggetti drappeggiati in toghe secentesche, come in una grottesca farsa
pirandelliana , “ personaggi in cerca d’ autore
“ ?
Qui
gli interrogativi possono essere molti, tanto è sfaccettata la personalità
dell’ avvocato Longo.
Potrebbe
essere una pressione politica, in
considerazione dei numerosi libri scomodi che egli pubblica , in
particolare critici verso la lobby ebraica , che già in passato aveva fatto
inquietanti dichiarazioni pubbliche per eliminarlo dalla scena professionale ?
L’ attuale presidente, in effetti, è un esponente territoriale di quel partito,
Forza Italia , che è da sempre in prima fila nel combattere i
critici verso l’ establishment sionista nazionale ed internazionale . Magari
una pressione politica anche per il ruolo di difensore degli indipendentisti
del Nord – Est, da Trieste al Veneto, ruolo che nelle aule di giustizia penale
Edoardo ha svolto per quindi anni, anche svolgendo istanze che contestavano la
legittimità della giurisdizione italiana?
E
questo ci porterebbe ad ipotizzare la manina di qualche barbafinta
del Ministero degli interni, più ancora che la semplice politica partitocratica.
Ma
forse, più di tutte le ipotesi, quella giudiziaria appare essere la più
credibile : infatti, chi altri se non potenti magistrati possono muovere
colleghi in quel losco balletto sulla pelle di un detenuto che traspare dallo
scritto “ Uno stato senza onore” ? Chi altri potrebbe farsi interprete delle barbefinte
della Digos che intrecciano da anni una losca guerra nascosta contro l’
indipendentismo veneto ? Chi altri potrebbe accontentare settori della nasal-democrazia nella loro foja di voler togliere di mezzo un loro critico giudicato " antisemita" ? Chi altri potrebbe garantire l’
impunità giudiziaria agli ordinistici per le violazioni che essi compiono quasi ogni giorno per
impedire la reiscrizione agli albi professionali dell’ avvocato Edoardo Longo ?
Chi
altri potrebbe indurre un funzionario dell’ ufficio penale a cercare di imporre
ad un povero ex detenuto di rinunciare spontaneamente ( !!!) al proprio lavoro di avvocato, autorizzato
dalla stessa magistratura veneta e in particolare di non farsi più vedere
presso il tribunale di Pordenone ?
E
tutto ciò senza ricordare sia la confessione riservata del
giudice triestino già riportata e le ripetute dichiarazioni in pubblico di un
magistrato pordenonese sul fatto che “… non riusciamo a toglierci dai
coglioni l’ avvocato Longo..” quando questi era ritornato in libertà, e analoghe dichiarazioni
sputate in faccia ad Edoardo da personale della cancelleria penale, cui Edoardo
non ribattè perché, trovandosi ancora sotto sorveglianza all’ epoca ( anno
2023) , poteva rischiare di trovarsi in una trappola e rigettato in galera. Una
preoccupazione che poi si è rivelata
sensata.
Questo
libro raccoglie proprio una serie di istanze trasmesse ad autorità giudiziarie
pordenonesi. Il fine è stato quello di voler informare delle illegalità che l’
Autore aveva patito e stava patendo. Chi doveva informare, se non i “ tutori
della legalità” della sua città ? Da
escludere la speranza di un intervento attivo a suo favore , perchè non c’ era da sperarlo . Di certo l’ obiettivo di rendere edotti di
queste illegalità i vertici delle autorità giudiziarie di Pordenone era un obiettivo
raggiungibile ed è stato raggiunto. L’ avvocato Longo vuole assolutamente ritenere
che i destinatari delle sue comunicazioni fossero e siano estranei a maneggi a
suo danno , altrimenti non avrebbe scritto loro, e ha sperato e spera che,
costoro, informati di quanto leggerete, possano rafforzare un giudizio positivo nei suoi riguardi che
certamente non può che avere riverberi positivi per la sua posizione di vittima
delle sopraffazioni ordinistiche
e di chi le ha in tutta evidenza spronate e che rimane ancora celato. Nessuno
ormai in quel palazzo può dire di “ non aver saputo”. Se
la situazione resta così incancrenita, anche i vertici di quel Palazzo se ne
devono assumere inevitabilmente le
responsabilità .
Risposte
a queste istanze ? Nessuna. Neanche alla civile e garbata richiesta dell’
anziano leader indipendentista Albert Gardin di un colloquio di mediazione.
In
mano a Edoardo non resta altro che il silenzio più assoluto. Un silenzio
imbarazzante, ma non per lui , evidentemente. Un silenzio sui cui riflettere , attendendo
giustizia.
E
le stelle stanno a guardare.
Maurizio
Rossetti
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