martedì 3 febbraio 2026

SCANDALO AL TRIBUNALE DI PORDENONE

 

SCANDALOSO !

 



Da oltre 35 mesi nel  tribunale di Pordenone  viene commessa una gravissima illegalità che pare non destare la preoccupazione di nessuna autorità giudiziaria . Essa vede come parte lesa  l’ avvocato Edoardo Longo , 67 anni d’ età, con  41 anni di professione forense  in ambito penale, da sempre difensore di imputati legati all' antagonismo politico di ogni segno  e difensore storico dell' indipendentismo triestino e veneto, professionista serio, coraggioso, rispettato, ricercatore culturale, autore di svariati libri sulla malagiustizia penale  italiana,  editore controcorrente,  già magistrato onorario di questo tribunale.

Dopo aver patito malagiustizia  con  condanna penale ingiusta ed essere stato deportato fuori da ogni legalità  in carcere per 8 mesi, dal 1 marzo 2023, data della sua scarcerazione , l’ avvocato Edoardo Longo ha diritto a riprendere la sua professione, ma ciò gli è negato  dal consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone che , sfidando la legge e relativi decreti, lo mantiene illegalmente in stato di cancellazione negandogli la reiscrizione che gli compete per legge  all’ albo professionale.

1)      La legge gli dà diritto alla reiscrizione :

“ Lo stato di cancellazione ammnistrativa derivante dal misura detentiva viene meno quando la misura detentiva è cessata e il professionista ha diritto alla immediata reiscrizione all’ albo” ( legge 141-2012, art. 17 comma 15 ),

 

2)      Lo stesso consiglio dell’ ordine ha disposto  la reiscrizione :

Con decreto del 29.12.2022 , il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, retto da altro presidente rispettoso della legge dello Stato e dei diritti altrui, così stabiliva : “ Lo stato di detenzione è impedimento all’ esercizio della professione di avvocato. Con il venir meno della detenzione, a norma dell’ art 17 , comma 15, legge 147-2012 , l’ avvocato Edoardo Longo avrà diritto ad essere di nuovo iscritto”. Ecco qui il dispositivo passato in giudicato : 

 


3)      Lo stesso tribunale di Sorveglianza di Venezia :

 Nello scarcerare il professionista scomodo con decreto 1.3.2022 gli consentiva lo svolgimento  della professione di avvocato riconoscendo che non vi era nesso  alcuno fra i titoli di condanna penale e l’ esercizio della professione forense.

 


( Sede della cricca "ordinistica" incistata
nel tribunale di Pordenone  )

Nonostante ciò, l’ ordine forense di Pordenone, mantiene  l’ avvocato Edoardo Longo in stato illegittimo di “cancellazione amministrativa in attesa di uscita dal carcere ” e gli impedisce con la forza dell’ abuso   di lavorare,  pur avendone il professionista pieno diritto.

Questa situazione si protrae dal marzo 2023 e sono ormai  ben TRENTACINQUE  MESI DI ILLEGALITAMANIFESTA  ! Con violazione intollerabile al diritto al lavoro, diritto primario e costituzionalmente garantito.

Può tollerare l’ autorità giudiziaria di questa città  una violazione alla legge così grave, perpetrata proprio  sotto i suoi occhi  ? Chi ne risarcisce i danni ?

Possono tollerare gli avvocati qui iscritti una così sfacciata e spudorata violazione ai diritti di un proprio collega, violazione che è   espressione di regimi autocratici incompatibili con un sistema di legalità democratica ?

·         Si chiede l’ immediato ripristino della legalità in questo palazzo  di giustizia e la reiscrizione senza indugio dell’ avvocato Edoardo Longo nel suo ordine professionale.

·         Si chiede che il presidente del tribunale di Pordenone e il Procuratore della Repubblica svolgano istanza al Ministro della Giustizia per il commissariamento del consiglio dell’ ordine forense di questa città.

·         Si chiedono le dimissioni del presidente dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, il portogruarese Visentin Igor,  e del suo direttivo , reso illegittimo da questo comportamento.

BASTA ILLEGALITA’

BASTA ABUSI DI POTERE

SU CHI E’ SOCIALMENTE PIU’ FRAGILE

Comitato Vittime di malagiustizia

4 febbraio, 2026 

alfatrac88@proton.me

lunedì 2 febbraio 2026

RITORNO A ITACA

 


In data di ieri, 1 febbraio, nella sala delle conferenze dell’ Hotel Tuan alle porte di Pordenone, si è tenuta la conferenza dell’ avvocato Edoardo Longo, organizzata dalla associazione culturale Marciana , in cui è stato anche presentato il libro “ Deportazione”, che narra alcune fasi della  odissea dello scomodo avvocato negli ultimi anni, partendo dalla sua illegale deportazione in carcere. Affollatissima la partecipazione di pubblico, venuto anche dalla più lontane località del Veneto. Al tavolo dei relatori, oltre all’ autore, vediamo i rappresentanti della associazione Marciana, organizzatrice dell’ incontro e i rappresentanti delle altre organizzazioni per l’ indipendenza del Veneto : il Comitato di Liberazione Nazionale Veneto, l’ Ufficio Dogale ( che i nostri lettori conoscono  per gli arditi volantinaggi ) , il Maggior Consiglio.

Il tema della Odissea è stato lo spunto per la conferenza, in cui l’ autore ha rimarcato che anche lui ha affrontato la sua moderna odissea affrontando mostri giudiziari e la vendetta feroce  degli dèi togati nemici ( “ …oggi però , parafrasando il titolo di un film famoso,  il diavolo non veste Prada, ma veste la toga”). Al rientro a casa, dopo la deportazione carceraria,  ha però subito l’ attacco più vile, alle spalle , incontrando anche lui una banda di proci , cioè la cricca “ordinistica “ degli avvocati della sua città, che, con l’ arroganza, l’ imbroglio e la illegalità, gli impediscono da tre anni di svolgere la sua professione.

 Conclusione finale del nostro amico : “ Da tutta questa vicenda durata oltre tre anni , si può concludere che l’ unico, vero, autentico criminale che oggi  alligna in Italia è lo stato italiano, nelle  sue varie articolazioni,  che non ha neanche il pudore di rispettare le proprie leggi ,pur di imporre la sua prepotenza”. Onore ai combattenti del Veneto Libero che hanno accompagnato il loro difensore e sostenitore fin dal primo giorno di aggressione dei maligni dèi togati , fino ad oggi, al suo ritorno ad una Itaca infestata dai proci. Anche le Terre Venete di  San Marco, come Itaca, sono infestate da proci , dalle bande occupanti  di quella  Repubblica Italiana che il rappresentante dell' Ufficio Dogale ha definito quasi un errore della Storia , imposta come fu con la  violenza  dalle armate americane nel 1945 ad un popolo sconfitto. WSM.

MV

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venerdì 30 gennaio 2026

APPUNTAMENTO AL 1 FEBBRAIO 2026

 


LA CRICCA FORENSE PROCESSA ANCHE I MORTI : 23 ANNI DOPO

 


[ Medioevo : quando si processavano i cadaveri. ] 

Pordenone, 30.1.2026

AL

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

AL PRESIDENTE DEL CNF

AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

 

PROCEDIMENTO DISCIPLINARE IN FASE DI APPELLO

NR. +++++++RG –

RICORRENTE AVVOCATO EDOARDO LONGO VS COA DI PORDENONE

UDIENZA +++++++2026 SENZA PRESENZA DELLE PARTI

MEMORIA DIFENSIVA

ECCEZIONE DI IMPROCEDIBILITA’

E  DI INTERVENUTA PRESCRIZIONE

 

1)      “ Tu uccidi un uomo morto”. Con questa famosa frase Maramaldo venne apostrofato da un combattente ormai ferito a morte in combattimento. Ritengo questo  il “ precedente “ più opportuno da ricordare in questo caso , dove si vuole processare uno sfortunato avvocato perseguitato a 23 anni di distanza dai fatti in contesto , quando ormai la prescrizione è maturata non una ma tre volte , la condanna penale cui si riferisce annullata dalla corte di cassazione e nel frattempo il poveraccio di turno pure cancellato dall’ albo degli avvocati dal 21.3.2024, data dell’ equinozio di primavera di due anni fa. Siamo tornati al Medioevo, quando si processavano i morti in nome di un accanimento che sconfina abbondantemente nel delirio di onnipotenza  ? Direi proprio di sì.

2)      Pertanto il sottoscritto, che ha tutto il diritto di informarne chi lo processa da morto  ed oltre ogni limite di decenza cronologica, comunica :

I.                    LA IMPROCEDIBILITA’ della presente azione disciplinare in fase di appello perché il sottoscritto è cancellato dall’ albo degli avvocati di Pordenone con decreto del 29.12.2022 qui allegato e passato in giudicato il 21.3.2024. Il sottoscritto si trova in stato di “ cancellazione per il periodo di detenzione con diritto alla immediata reiscrizione”. Benchè ritornato in libertà da tre anni , ancora attendo che il COA di Pordenone mi reiscriva cessando una condotta illegale e scandalosa. Riporto il dispositivo del decreto :



Ma mentre mi si blocca da tre anni il diritto di riprendere il mio lavoro, non ci si fa scrupolo di processarmi anche se non iscritto e quindi del tutto estraneo alla vostra giurisdizione disciplinare. Il vostro concetto di diritto e legalità fa acqua da tutte le parti.

Pertanto, la Vostra pretesa di esercitare la giurisdizione disciplinare su una persona che non è attualmente iscritta ai Vostri albi, deve cessare immediatamente come è cessata la mia iscrizione , pena la commissione da parete vostra  di un raccapricciante abuso ed accanimento.

Con l’ occasione sottolineo anche che , essendo in stato di libertà personale dal 1.3.2023( e anche la pena finale eseguita in stato di libertà personale è finita in data 15.12.2025 )  ho diritto alla reiscrizione all' albo da quella data o quanto meno dal 21.3.2024 quando la cancellazione è passata in giudicato.

Ciò nonostante, del tutto illegalmente, il COA di Pordenone, con speciosi pretesti continua a negarmela e addirittura preme pure perché venga discusso il presente procedimento.

Tutto ciò fa schifo e grida  vendetta al cospetto  Dio.

 


 [ Maramaldo che pugnala un morente ]

II.                 LA PRESCRIZIONE DELLE ACCUSE DISCIPLINARI. La vicenda dedotta nel presente giudizio risale alla primavera del 2003 ed è in tutta evidenza prescritta : non una volta  sola, ma prescritta tre volte.  La sentenza disciplinare di primo grado [ due mesi di sospensione dalla professioneNDR]  andrà dichiarata nulla per questa evidente ragione che, al pari della pregressa eccezione di improcedibilità, deve essere rilevata anche d’ ufficio dall’ organo giudicante.

3)      Debbo anche sottolineare alcune cosette, per dimostrarvi che questo vostro accanimento sconfina in dimensioni allucinanti, superiori anche all’ accanimento giudiziario dello Stato.

Non solo sono passati 23 anni dai fatti oggetto dall’ esposto, ma lo stesso pubblico ministero della procura della repubblica di Pordenone , contestualmente all’ esposto ebbe a denunciarmi per una fantasiosa accusa penale.

4)      Dopo due gradi di processo in cui ha goduto di sentenze di favore che gli hanno permesso di lucrare oltre 20.000 euro di danni inesistenti  ma compiacentemente concessigli a mie spese dai suoi colleghi magistrati, la Corte di Cassazione mise nel 2017  la parola fine a questa mattanza indecente , annullando finalmente tutto il procedimento in cui , per compiacere il collega,  il giudice di primo grado mi aveva negato la presenza del mio difensore fiduciario, convocando da Pordenone a Bologna in fretta e furia e a mia insaputa il mio ex difensore che avevo revocato in quanto in palese odore di infedele patrocinio nei miei confronti e che compiaceva spudoratamente il mio avversario togato .

5)       Il giudice di primo grado aveva ritenuto che il mio difensore subentrante  non avesse diritto a un rinvio dell’ udienza pur essendo alle soglie del parto e avrebbe dovuto, secondo quel novello Erode, presentarsi in udienza da Udine a Bologna, il giorno del parto, per celebrare la gloria del pubblico ministero pordenonese in udienza e a tal fine  rischiare così la vita della piccola che portava in grembo.  Quel difensore ovviamente non presenziò per non pregiudicare la vita sua e della bimba, che nacque sanissima  il giorno dopo quello schifo di udienza . Quel difensore era mia moglie  e la bimba che nacque era la mia prima  figlia che ora ha diciannove  anni.

6)      La Corte di Cassazione  non ebbe esitazioni a dichiarare legittima l ' assenza del vero difensore e nulla la condanna a due anni che il giudice – Erode pronunciò quel giorno, senza il mio difensore e assistito da un avvocato infedele. Lo stesso pubblico ministero dovette prendere atto e restituirmi i 20.000 euro ( con gli interessi) che Erode, tramortendomi, mi aveva sfilato di tasca per riempire le tasche del suo collega. Un bello schifo, vero ?

7)      Ora , dopo 23 anni , io debbo essere processato ancora in sede disciplinare ?

8)      Mia figlia, nata il giorno dopo quell’ orrendo processo annullato da giudici sani di mente , sta per andare all’ università e voi ancora andate discettando di farmi pagare una sanzione disciplinare, per un processo penale nel quale sono pure stato assolto ?

9)      Non credo ci sia persona normale e di sentimenti civili che non possa non vedere l’ abiezione di questa pretesa.E debbo essere condannato disciplinarmente ?Tutto questo ha solo un nome : ACCANIMENTO INCIVILE . Neanche lo Stato è così accanito, ma lo sono invece  i miei ex colleghi. Più orribili di Torquemada e Beria.

10)  L’ orrore che desta tutto questo accanimento a 23 anni di distanza e nei confronti di chi non è più neanche soggetto alla Vostra claudicante giurisdizione mi impone di segnalare il tutto anche al Ministro della Giustizia per i provvedimenti che riterrà di voler prendere. Credo che anche in questo schifo di Italia sia immorale e indecente processare un cittadino dopo 23 anni dai fatti.

11)  Non solo : segnalerò questa vergognosa vicenda anche all’ opinione pubblica che segue il mio caso, nonché lo segnalerò alle organizzazioni politiche che già manifestano a mio favore avanti al tribunale di Pordenone per protestate perché, pur avendo io diritto a esercitare la mia professione  da quando sono stato scarcerato TRE ANNI FA, ancora i vostri amici e colleghi  me lo  negano con una arroganza e uno spregio della legge che desta scandalo. Enorme scandalo .

12)  Ciò esposto, il sottoscritto ritiene che per uno straccio di giustizia così raro in questa Italia, il CNF abbia  il dovere giuridico e morale di dichiarare la improcedibilità della azione disciplinare in oggetto e dichiarare nulla la relativa sanzione disciplinare per intervenuta prescrizione. Direi che dopo 23 anni non chiedo troppo. O no ?

13)  Mi riservo anche  il successivo ricorso avanti alla Corte di Cassazione.

Avv. Edoardo Longo

 

mercoledì 28 gennaio 2026

UN BEL PAESE DI MERDA

 


Cari Amici del Monitore, Avvocato Longo, ho letto il post sulle “ scimmie urlatrici” e sono rimasto schifato. Quanta protervia e maleducazione. Ma non c’è da meravigliarsi se si è letto Konrad Lorenz e i suoi studi sul comportamento animale : quella  gente, urlando, marca il territorio  : ritengono il palazzo di giustizia (?) come fosse cosa loro e non riescono a capire che si tratta, invece, di una struttura pubblica , di cui il titolare è il popolo italiano che paga tutto questo Barnum, profumatamente, con le tasse più care al mondo. E’ già tanto, amici, che marchino il territorio con le urla e non orinando… Sono evidentemente impazziti per un semplice volantinaggio.  Ho letto che in quel Palazzo non sono nuovi a questo comportamento autocratico : non la hanno fatta minacciare che, se lei non avesse fatto smettere i volantinaggi dei suoi amici, la avrebbero per ritorsione rimandata in galera ? Dovrebbe intervenire la magistratura a sedare questi esaltati, perché sono pericolosi, ma non credo ci sia speranza che lo faccia.

 Caro avvocato, abbia pazienza e sopporti anche questo, il conto verrà pagato alla fine  : nulla di ciò che è al mondo è eterno, neanche la repubblica italiana, che è opera di uomini ( anche se satana ci ha messo molto del suo..)  e prima o poi cadrà nel disonore,  con tutta la sua arroganza e protervia.

Luigi S.

Forlì

FRA SICOFANTI E INQUISITORI

 


I Sicofanti erano nell’ antica Grecia gli accusatori pubblici che  muovevano le accuse, spesso a comando , nei confronti dei cittadini che, processati, venivano poi condannati sulla base delle sole accuse dei Sicofanti. Celebre vittima di costoro fu Socrate, condannato a morte tramite veleno. La radice greca di sicofante è la medesima di sicario.

 Questo studio propone l’ esame della rinascita del sicofanti nella giustizia (?)  dell’ Italia moderna. Gli attuali Sicofanti sono i cd “ pentiti”, sempre  a comando, sovente “ pentiti” dei fatti di altri e non dei propri il cui prezzo della collaborazione a danno di altri è in genere l’ impunità per i crimini propri. Coi Sicofanti rinasce il sistema inquisitorio penale, il pagamento per le accuse penali richieste e svolte, un sistema inquisitorio non brutale,  dove alla tortura si sostituisce un premio e spesso la sostituzione di persona nella sanzione carceraria, dove l’ accusato va in galera al posto del sicofante.  Negli anni ‘ 70 , con l’ alibi della lotta al terrorismo, nasce   uno stato “ democratico “onnipotente che utilizza la paura e la viltà delle persone per ottenere pentimenti e genuflessioni alla sua potenza. Il giudice diviene inquisitore di Stato. Lo studio ci presenta l’ analisi precisa di queste perversioni giudiziarie al suo sorgere e una ampia casistica documentata di casi recenti, tratta dalla esperienza professionale e personale dell’ Autore, vittima anche egli di prezzolati sicofanti giudiziari e in toga. Un volume tecnico, ma insostituibile.

 

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lunedì 26 gennaio 2026

LE SCIMMIE URLATRICI

 

Dieci giorni dall' inoltro della nuova domanda di reiscrizione dell' avvocato Edoardo Longo. Diamo per scontato che gli “ ordinistici”, la manderanno sul " binario morto "... Albert Gardin , dell’ Ufficio Dogale di Venezia, ha visto giorni fa , durante il suo ultimo volantinaggio ( cfr : https://monitore1980.blogspot.com/2026/01/volantinaggio-avanti-al-palazzo-dell.html   ) ,  il grado di " ostilità urlata " di certo  mondo para-giudiziario e “ ordinistico” di Pordenone. Scene da giungla del Madagascar, altro che di  un   “ tribunale”, pure tanto pretenzioso,  al massimo di un  tribù-nale”. Fossi in loro, mi vergognerei del clima che hanno instaurato…..E di certo molti lì dentro  già se ne vergognano…. Al prossimo volantinaggio suggerirei di invitare le scolaresche ad assistere e fare pagare loro un biglietto, come quando vai allo zoo per vedere le scimmie urlatrici...

Per il vero questi atteggiamenti da pescivendoli sono tipici delle toghe  più scadenti e dei ranghi inferiori, quelli dei portaborse e degli azzeccarbugli del nobile parterre giudiziario, ma costoro  urlano quello che gli alti gradi invece si sussurrano all' orecchio...

Questi atteggiamenti sopra le righe sono comunque  segno di un grave disagio  ( anche di natura neuropsichiatrica, per il vero )  del Palazzo dell' Indecenza  e quindi: INSISTERE.

Non subito, ma crollano. Non reggono il pressing incrociato. Danno segni evidenti di prolasso nervoso.  Chi urla copre in genere il suo torto evidente e non può continuare a urlare per settimane, mesi, anni.. Non intimidisce  nessuno, fa solo ridere !  E prima o poi arriva  una autoambulanza per il ricovero coatto…  

Grazie, amici dell’ Ufficio Dogale !

MV

BISOGNA DIFENDERSI

 

Amici del Monitore Veneto, Avvocato Longo, la cosa migliore da fare è sporgere denuncia penale per diffamazione , perché di sicuro quel soggetto non si è limitato a urlare e probabilmente ha detto cose cattive  e offensive verso l’ avvocato e verso il buon Gardin che è tanto coraggioso, pacifico e non violento da sempre, fin da quando era vice segretario del Partito Radicale ed è stato anche perseguitato perchè obiettore di coscienza e pacifista . Che tristezza.  Chissà quante persone  hanno sentito quello che urlava . Non lasciategliela passare liscia, perché sennò lo rifa’ la volta dopo. Siamo in mano a questa gente, mi viene da piangere. Povera Italia, ormai è andata , se la giustizia è in mano a gente così. Chi potrà difenderci dagli abusi del potere ? 

Maria R.

Bagnarola di Treviso

 

NEL PIANETA DELLE SCIMMIE

 


Caro Avvocato, ho letto del volantinaggio dei suoi amici al Palazzo…. Non ho capito molto cosa sia successo, ma immagino che qualche abitante del Pianeta delle Scimmie non abbia gradito il volantinaggio e abbia perso il controllo prorompendo in grida belluine e,  probabilmente , anche in insulti rivolti a lei e ai suoi amici che volantinavano . Ma che gente incivile ! - e fanno tanto i grandi ! Fare chiassate poi nei riguardi di una persona non proprio giovanissima  – come è il vostro temerario  Doge, ho visto la foto  -  che stava volantinando, civilmente come sempre, è veramente  da incivili e da gradassi. Chi è stato si vergogni, non trovo altre parole riferibili. Se lo avessero fatto a me, che da giovane ho praticato il pugilato, non so come avrei reagito…

E’ probabile che quelle persone incivili cercassero  la provocazione per trovare il modo di bloccare i volantinaggi, ma quello che è certo è che si tratta di incivili, toghe o non toghe.

Con questa gente non si può ragionare  e manifestare democraticamente, capiscono solo il linguaggio della forza. Bravo Doge, bravi Veneti ! Non mollate e tenete duro. Forse se quel provocatore , anziché trovarsi davanti a due persone sole si fosse trovato davanti a dieci, non si permetteva di urlare e sarebbe sgattaiolato  via di corsa in silenzio e alla chetichella.  Minchia, che Eroe !  Magari si sente una specie di Borsellino o Falcone ! Complimenti ! Ma andasse a nascondersi !

Molti dovrebbero imparare dai suoi amici che non temono di uscire dalle tastiere e come si dice, mettono gli scarponi a terra. Le auguro di poter riprendere al più presto la sua attività a dispetto di avversari palesi e occulti, nascosti e protetti  nel Pianeta delle Scimmie.

Un Lettore,

Treviso

venerdì 23 gennaio 2026

VOLANTINAGGIO AVANTI AL " PALAZZO DELL' INDECENZA"

 


In data odierna, dalle ore 9.00 alle ore 11.00, avanti al “ Palazzo dell’ Indecenza”, cioè al Tribunale di Pordenone, dove è stata ordita la macchinazione illegale che ha estromesso dalla sua professione l’ avvocato Edoardo Longo, penalista con oltre 41 anni di rispettata attività di difensore , l’ Ufficio Dogale ha svolto un volantinaggio ( vedi foto) per protestare contro questa indecente illegalità, che si protrae da 34 mesi, senza che l’ autorità giudiziaria , più volte evocata, intervenga perché cessi e il professionista reintegrato come  suo diritto.

Riportiamo il testo del volantino diffuso in data odierna : “In questa giornata l’Ufficio Dogale ricorda e rende onore all’avvocato Edoardo Longo di Pordenone, vittima di un complotto giudiziario messo in atto da apparati eversivi per impedirgli di esercitare la sua professione in difesa dei diritti civili. L’ avvocato Edoardo Longo è stato fin qui osteggiato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pordenone a reiscriversi all’albo professionale per riprendere la sua attività forense come ne ha pieno diritto. La Repubblica Veneta, impegnata a far valere internazionalmente il rispetto della sua indipendenza e della sua sovranità, contrasta e combatte ogni  apparato mafioso che opera all’interno delle istituzioni occupanti per impedire l’evoluzione democratica della società. E proprio in questa logica prendiamo le difese dell’avvocato Edoardo Longo. Venezia, 21 gennaio 2026 - Albert Gardin – CXXI Doge”.

Fino a quando l’ autorità giudiziaria pordenonese darà copertura al comportamento illegale del consiglio dell’ ordine degli avvocati di questa sfortunata città ?

MV

LA GRANDE TRIADE, OVVERO LA "MAFIA DELLE TRE G"

 


Quella che vedete nella illustrazione è la rappresentazione visiva della connection che regge il potere nella società attuale : La grande triade :  LA MAFIA DELLE  TRE G: Giudici,  Giudei,  Gnosi ( massoneria ). Colpiscine uno e sei azzoppato.  Colpiscine tre e sei morto. Io ne ho colpite due, quelle che conoscevo bene : la G di  giudici e quella di giudei. Non conoscendo niente della terza G, l’ ho scampata : non mi hanno ammazzato, ma solo privato della libertà, condannato ingiustamente,  spedito da galantuomo in galera,  pure in carcere di massima  sicurezza e poi sadicamente privato del lavoro, grazie a una cricca di avvocati corrotti, servi delle tre G. la Grande Triade mafiosa è stata veramente molto corretta perché mi ha inferto col bilancino la “giusta” punizione prevista per chi non si appecorona a loro : né solo azzoppato per essersi ribellato a una G , ma neanche ammazzato come sarebbe stato “ giusto” se le avessi offese tutte e Tre  , come chi si appalesa ostile agli occhi di tutta la triade : solo “lievemente” rovinato e gettato su una strada avendone urtate  solo due, di potenze divine  … Eddai, la morte civile è sempre meglio della morte fisica, non sono forse magnanimi costoro ? Ed io sono veramente molto ingrato, egoista, presuntuoso,  a non ringraziare del generoso trattamento….Sono il solito villano, buzzurro,  gojm e profano.

Magari una bastonatina alla schiena me la ha data anche la terza G , visto che i decreti con cui mi hanno rigettato le varie istanze per riprendere il lavoro ( come ho diritto per legge) portano tutte la data rituale del 21 marzo, equinozio di primavera , ed è noto che la terza G, pur nascondendo la mano dietro i cappucci, è solita comunque fornire un “ indizio” della sua firma…. Questo non lo saprò mai…

A dir il vero i tre poteri assoluti della società occidentale esistono non da oggi, ma solo negli ultimi anni si sono conglobati in un potere unico, interconnesso, creando un sistema sociale totalitario di ferro . Non era così prima  fino a qualche decennio fa : all’ epoca i tre poteri erano distinti e spesso in contrasto fra di loro.  Fino a Tangentopoli la magistratura non avrebbe preso ordini dalle altre due G per uccidere una loro vittima : all’ epoca la magistratura non era a libro paga della massoneria o della lobby che non esiste : fra essi molti magistrati si erano formati durante il Fascismo al culto dello Stato al di  sopra  delle lobbies e all’ estraneità con squadre e compassi, come pure la stessa Legge Anselmi degli anni 80 aveva ribadito, anche in epoca democratica , sancendo  il  divieto di appartenenza massonica  dei magistrati. Inoltre, l’ impostazione culturale fra i magistrati fino agli anni 90 era prevalentemente cattolica, quindi anti massonica e molto diffidente anche verso il mondo ebraico – ma era  molto spesso anche comunista e all’ epoca la sinistra di derivazione comunista , ancora non pidiota , era fieramente ostile  alle logge  e  vigorosamente antisionista. Anche un pochino “antisemita”… Certo, le toghe all’ epoca linciavano senza problemi chi fosse un loro diretto “nemico”, ma per un elementare senso di dignità e di indipendenza , mai avrebbero linciato chi gli venisse additato ai loro capestri,  ma era solo avversato dalle altre due G perché  avversato dalle logge e per di più “antisemita” riconosciuto. Cappucci, giudei e sabbath-gojm non avevano udienza con le toghe di quel tempo lontano, distante  anni luce dal nostro oggi di sudditi.

E, infatti, io, che non ero all’ epoca  sulla lista nera giudiziaria, ma solo su quella della massoneria affaristica del mondo forense e dei loro  amici politici sabbath-Goym, non venni mai attaccato dalla magistratura. Neanche avendo contro certi settori polizieschi delle barbe finte.

La tregua finì, quando nella mia città vennero arruolati nei gangli giudiziari due pubblici ministeri figli delle altre due G… nel frattempo, la saldatura dei tre poteri dominanti si era  andata perfezionando  a livello nazionale  e la magistratura aveva  acceso l’ acceleratore dei processi politici su commissione , e io mi sono trovato così  stritolato, questa volta anche avversato dalla G togata  perché avvocato difensore dei ribelli, e la magistratura era   diventata ormai il braccio esecutivo  dell’ intollerante  Potere Unico transnazionale. Segnale verde per la caccia alla mia testa… Settanta processi penali e trenta disciplinari  piovvero sulla mia testa da un giorno all’ altro. Un bombardamento alla yankee, ma, in fondo, cosa potevo aspettarmi  dai due pubblici ministeri che lo orchestravano, che erano anche Vice Comandanti Onorari della Base USA - NATO di Aviano, arruolati dallo Zio Sam, in barba ad ogni divieto previsto dall' ordinamento giudiziario che vieta ai magistrati di essere legati a stati stranieri, per di più dei relativi ministeri militari? Nessuno li ha rimossi, sapete ? Hanno fatto carriera e uno è ancora lì, a Pordenone.... Potenza della Grande Triade....  Ma tutte queste bombe non bastavano a lorsignori per vincermi. La Bestia ululava, aveva fame della mia testa che non arrivava. Venivo sempre assolto perché innocente di tutte le accuse farlocche con cui cercavano di inchiodarmi. 

E per me, dopo anni di resistenza a questo impari assalto, alla fine , grazie a una losca operazione a regia giudiziario-forense  ,  è stata deportazione, linciaggio, vendetta. E perdita del lavoro : firmata e targata  21 marzo, 2024, data rituale dell’ equinozio di primavera, giorno rituale della G massonica,  quando mi è stato vietato illegalmente il ritorno alla mia professione da parte della cricca ordinistica degli avvocati,  decretando la mia morte civile, che molti agognavano da anni.

Così la Grande Triade ha deciso, eseguito, firmato. 

Fatto il fiero pasto, ora possono ruttare liberamente : crepa , sporco  profano, sporco gojm. Lasciaci dominare in santa pace : è la nostra ora.

È , infatti,  l' ora delle tenebre. 

Ma io non mi arrendo. Confido sempre nella mia proverbiale tenacia, nel sostegno dei miei amici, nelle mie giuste ragioni e nell’ aiuto dell’ Onnipotente, che può sbaragliare ogni trama perversa  con il solo battito delle sue ciglia. E’ l’ ultima speranza, ma è quella che può ribaltare il tavolo di gioco, dove la carte sono truccate.

avvocato Edoardo Longo 



lunedì 19 gennaio 2026

ITALIA, DITTATURA GIUDIZIARIA

 


Evento culturale controcorrente  : un incontro con l’ avvocato Edoardo Longo che parlerà sulla repressione giudiziaria  del sistemaItalia nei confronti del dissenso  politico radicale e in particolare del movimento indipendentista  e del popolo veneto , ma non solo. L’ avvocato Longo parlerà senza filtri di sorta anche della sua persecuzione giudiziaria che lo ha portato ad essere deportato illegalmente in carcere di massima sicurezza  in quanto difensore scomodo delle realtà indipendentiste ed antagoniste,  nonché in quanto attivo  intellettuale non allineato al Pensiero Unico dominante. Con l’ occasione verrà anche presentato il suo ultimo libro “ Deportazione” ,che tratta appunto della sua odissea di dissidente .

L’ incontro/conferenza si terrà il giorno 1 FEBBRAIO 2026 ( domenica ) presso la sala dell’ hotel “ Da Tuan”, alle ore 15.00 , in Zoppola ( Provincia di Pordenone), via Nazionale, 3. L’ iniziativa è organizzata dalla Associazione Culturale Marciana. Si invita a partecipare numerosi come segno di dissenso verso l “ Signori delle Manette” che hanno ridotto l’ Italia a una invivibile satrapia giudiziaria prostrata al servizio dei cartelli finanziari internazionali.

MV

mercoledì 31 dicembre 2025

ALLA RESA DEI CONTI

Siamo alla resa dei conti! 

Caro Edoardo,  le accuse contro di te non hanno fatto strada e evidentemente non potevano fare strada: la puzza di menzogna che portavano con sé era troppo forte. 

 Finché riescono a tenerti fuori dal sistema giudiziario possono fare credere che sei “bandito” dal sistema della giustizia, ma quando non avranno più cartucce da usare contro di te, si troveranno a pagare il conto del loro complotto. 

Noi dell' Ufficio Dogale restiamo attori di questa partita! Non sei solo contro di loro. Devono contrastare anche noi, se ne avranno la forza. Loro sono sotto il nostro tiro, noi non siamo sotto il loro. Noi portiamo la questione nel campo politico, alla luce del sole.

Albert Gardin

Ufficio Dogale, Venezia 

martedì 23 dicembre 2025

CORTE DI GIUSTIZIA VENETA

 


Accogliendo la richiesta di numerosi Lettori del blog Monitore Veneto , è stata resa operativa la Corte di Giustizia Veneta della quale è stato aperta anche una pagina per meglio segnalare la sua attività. La sua attività, i processi che prenderà in carico e porterà a sentenza, saranno comunicati al Popolo Veneto e a chiunque ne vorrà essere informato. La procedura giudiziaria rimarrà invece segreta, come vuole la normativa internazionale dell’ esercizio di una giurisdizione in stato di occupazione militare straniera.

Ricordiamo brevemente come opera la CGV   che ha avuto il suo battesimo sul sagrato della Basilica di Sant’ Antonio in Padova ( come tribunale Enzo Tortora) nel famoso processo contro i crimini giudiziari patiti dall’ avvocato Edoardo Longo, cittadino veneto per diritto di sangue  , 67 anni d’ età,   41 anni di professione forense  in ambito penale, da sempre difensore di imputati legati all' antagonismo politico di ogni segno  e difensore storico dell' indipendentismo triestino e veneto, professionista serio, coraggioso, rispettato, ricercatore culturale, autore di svariati libri sulla malagiustizia penale  italiana,  editore controcorrente,  già magistrato onorario del tribunale di Pordenone,   deportato ingiustamente in carcere il 16 luglio 2022 per essere scomodo e sgradito all’ establishment politico – giudiziario dominante. In quella circostanza i Liberi Giudici Veneti  vennero dispersi manu militari dalla Polizia Politica italiana e da  allora la CGV ha adottato il rito processuale segreto della millenaria Santa Vheme carolingia.

La CGV giudica sulla base di questi princìpi di diritto :

Ogni  procedimento  si svolge con il rito segreto derivante dallo stato di occupazione militare della Repubblica Veneta , rito previsto in questi casi dal diritto internazionale . Le udienze  quindi non saranno pubbliche  e potranno presenziarvi solo le parti che saranno convocate dalla CGV riservatamente. Il procedimento sarà anche regolato dal millenario rito  della Santa Vehme carolingia, il tribunale segreto più longevo in Europa e  giuridicamente mai abrogato e previsto per i crimini più gravi, in questo caso perpetrati nei territori della giurisdizione millenaria della Serenissima Repubblica di Venezia. ( …) . Come norme di riferimento, in assenza di un codice penale veneto repubblicano attuale, saranno applicati i principi del codice penale italiano vigente ( che gli imputati non potranno affermare di non conoscere) e i principi generali del diritto naturale e della morale cristiana cara alla repubblica di San Marco. ( …)  La sentenza, in considerazione dello stato di occupazione dei territori veneti da parte ora della repubblica italiana, non avrà valore esecutivo , ma solo morale, parificabile ad una consulenza giurata. Non è possibile a tutt’ oggi che la CGV possa pronunciare sentenze aventi valore esecutivo, perché la forza coercitiva di Stato è attualmente usurpata dallo Stato Italiano occupante. La sentenza sarà inappellabile,  come tutte le sentenze pronunciate secondo rito  vehmico”.




PER SAN MARCO

PER L' IMMORTALE REPUBBLICA VENETA

PER LA NOSTRA LIBERTA’

PER LA GIUSTIZIA DEI POPOLI

 E DEGLI UOMINI LIBERI

 

CGV