mercoledì 1 luglio 2026

PETIZIONE QUOTA 144

 


Petizione quota 144

 

Continua l’ onda, lunga , rossa , nera e "Veneta" , dei Reclami di protesta trasmessi per la nostra petizione ! Ringraziamo tutti qui, non avendo la possibilità di farlo personalmente . se non con quelli che vengono a portare a Edoardo la loro adesione personalmente,  per sottolineare la propria vicinanza. Grazie a tutti, amici, continuate !  Ringraziamo anche il Comitato di Liberazione Nazionale Veneto che ha invitato i propri iscritti e simpatizzanti a sottoscrivere la petizione. A breve anche altri movimenti segneranno la loro presenza in questa iniziativa, ne siamo certi e fiduciosi. Edoardo ha sempre difeso tutti i perseguitati politici  e siamo convinti che in questo frangente la solidarietà dei ribelli non mancherà . 


L’ iniziativa però avrà molte ricadute positive ulteriori : come dice il proverbio “ Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto “ , se non si possono mobilitare ogni giorno 500 persone sotto il Palazzo dell’ Indecenza o sotto altri luoghi di potere togato, ma spedire 500 reclami di Popolo, ben sì che si può fare. E si farà. In primis agli enti politici da cui dipendono molti della banda ordinistica , bramosi e arrembanti politicanti . Il voto è un argomento più forte del diritto, purtroppo e, va quindi portata anche in quel settore questa battaglia per il diritto, il lavoro, e  la legalità nei vergognosi processi penali italic-style.

E poi, a settembre, se Edoardo non sarà reiscritto e continuerà invece  questa situazione allucinante ( 40 mesi di illecita cancellazione, 170 giorni senza evadere istanza di reiscrizione ) l’ avvocato Edoardo Longo farà richiesta formale al Ministro della Giustizia di COMMISSARIAMENTO del Consiglio dell’ Ordine degli avvocati di Pordenone, più o meno la stessa procedura che porta al commissariamento dei Comuni infiltrati dalla mafia. Non ci credete ? Edoardo è già ricorso a questa procedura negli anni 90, quella volta appoggiato dal Senatore Antonio Serena di Treviso, questa volta appoggiato dal Popolo, stufo di decenni di abusi togati. Trovate a sinistra un articolo de Il Messaggero Veneto ( estate dell' anno  2000) dedicato a questa clamorosa iniziativa, che sta per ripetersi, questa volta anche in modo più imponente e più pubblico, dato che ora esistono i social forum , in grado di bucare la cortina del silenzio dei giornalai territoriali, che vivono del becchime lanciato loro dai tribunali e ottundono in genere queste notizie.  Leggendo l' articolo vedrete che, ieri come oggi,  il problema dell' agire illegale delle bande ordinistiche è sempre lo stesso. Se nei tribunali nessuno lo contiene, vuol dire semplicemente che i tribunali ne sono collusi. 

Certi Signori farebbero meglio a prendere sul serio l' indignazione della gente normale, ma l' arroganza del potere rende ciechi e non imparano dal passato : Nihil novi sub solem.

Continuate a firmare Amici ! Grazie ! Grazie alla vostre firme  ,ne vedrete delle belle. Per scaricare e stampare il Reclamo, seguite questo link :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Monitore Veneto

VENDETTA DI STATO

 


 Mario Tuti ha già trascorso quarantasei anni in carcere (ha ottenuto la semilibertà nel 2004, dopo trent'anni). Impegnato nel sociale, sempre a fianco degli ultimi, é stato a lungo volontario in una comunità per persone tossicodipendenti.

Dopo quarantasei anni di carcere, a Mario Tuti é stata revocata la licenza e rischia di perdere anche la semilibertà per aver assistito a un incontro di giovani studenti di un'organizzazione collegata a CasaPound. Non ha commesso nessun reato, l'associazione é legale e l'incontro si é svolto nel luogo in cui Tuti ha il permesso di lavorare in semilibertà.

Perché dunque questa punizione?

Semplicemente, perché Mario Tuti non ha mai rinnegato le sue convinzioni politiche.

In uno Stato laico, democratico, garantista e liberale il condannato si considera recuperato se rispetta le leggi e smette di commettere reati. In uno Stato laico, democratico, garantista e liberale non sono previsti il lavaggio del cervello e l'abiura, non si pretende che il condannato rinneghi le sue opinioni e i suoi sentimenti.

Io credo che dovremmo riflettere seriamente se vogliamo vivere in uno Stato laico, democratico, garantista e liberale. Credo che questa battaglia per la laicità dello Stato ci riguardi tutti.

Delfina Unno Pastalunghi

https://www.facebook.com/delfina.unnopastalunghi.5?locale=it_IT

CONDANNATO A MORTE DALLO STATO ITALIANO

 


 Dallo scorso 19 giugno, a Gilberto Cavallini - detenuto a Rebibbia in regime di isolamento - è stata inflitta a sorpresa una sorveglianza ancora più stringente. La misura sembra motivata da ragioni di tutela dell’incolumità del detenuto. Ragioni ancora ignote agli avvocati. Cavallini, 73 anni, è in isolamento dallo scorso novembre, in virtù di una sanzione penale accessoria inflittagli nel 2025, insieme all’ergastolo, con la condanna definitiva per la strage di Bologna. Un inedito assoluto per una persona già considerata rieducata e dunque non più punibile secondo Costituzione per un fatto criminoso di 45 anni prima.

Con l’ultimo provvedimento che ne inasprisce la già soffocante restrizione, Cavallini non può più partecipare alla Messa né andare in chiesa a pregare o seguire corsi di formazione. Non può più fare l’ora d’aria nel passeggio grande ma è costretto al chiuso in un cubicolo lungo pochi metri dove fa un caldo insopportabile. Riceve il vitto non dal carrello ma direttamente dall'assistente penitenziario che glielo porta insieme alle medicine. Manco fosse un lebbroso. Cavallini, che finirà di espiare l’isolamento nel 2028, è sorvegliato con telecamere H24 anche al cesso, può parlare di persona solo con i difensori e al telefono con i familiari. Questa ulteriore deprivazione delle già menomate libertà fondamentali origina da una nota riservata del DAP alla Direzione di Rebibbia, con uno specifico ordine di servizio che impone stringenti misure “a tutela” del detenuto. La nota del DAP non è ostensibile all'interessato e, allo stato, neanche ai difensori, salvo autorizzazioni non ancora pervenute.

Cavallini è detenuto ininterrottamente da oltre 40 anni e non ha mai avuto alcun problema con nessuno all'interno del circuito carcerario, né ha mai avuto, in quest’ultimo girone di inferno penitenziario, avvisaglie di minacce alla propria incolumità. Questo improvviso pericolo paventato dal DAP non si spiega con gli elementi al momento in nostro possesso.

Intanto si attende risposta all’interrogazione presentata lo scorso 3 giugno dall’onorevole Giachetti di Italia Viva, proprio sulla base di quanto denunciato al Riformista dall’avvocato Gabriele Bordoni in merito alle tante stranezze di questo isolamento inflitto a un detenuto già rieducato e semilibero dal 2017. Gli interrogativi posti al ministro Nordio interpellano direttamente l’Amministrazione Penitenziaria, dal momento che proprio il DAP avrebbe dovuto registrare i periodi di isolamento già espiati dal pluri-ergastolano e riconosciuti dai magistrati sin dal 1995, con la concessione del primo permesso premio. Ma il DAP non ha fornito riscontro e così Cavallini è condannato a scontare per intero questi ulteriori tre anni nel regime di massima afflizione, adesso ulteriormente inasprito.

Da semilibero Cavallini non era minacciato da nessuno. Se lo è ora in galera, andrebbe liberato subito, non murato vivo “a sua tutela” in attesa che si spenga di morte naturale, magari in un carcere di massima sicurezza, in condizioni inumane, deprivato di tutto e totalmente solo.

Simona Bonfanti

( da “ Il Riformista”)

sabato 27 giugno 2026

PETIZIONE QUOTA 99

 


Petizione quota 99 


Nel giro di pochi giorni, neanche una settimana,  siamo arrivati all’ invio di ben 99 atti di reclamo al consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, la bandaordinistica” che tiene sotto sequestro l’ avvocato Edoardo Longo , impedendogli illegalmente di tornare alla sua professione , dopo 41 anni di difensore dei fragili e degli aggrediti dal Sistema, di qualunque  segno politico ! Amici, continuate ed insistete, questa petizione è una Plaza de Majo virtuale , senza abbandonare quella reale, avanti al Palazzo dell’ Indecenza , il tribunale di Pordenone ove trova ricetto e protezione la bandaordinistica”.

E rispondo così anche agli amici che mi chiedono entro quale termine inviare l’ atto di reclamo : SEMPRE !  

Questa petizione durerà finchè la banda si arrenderà e restituirà il lavoro sottratto con destrezza zingaresca. E durerà finchè intercetteremo il consenso di fasce sempre più ampie di cittadini disponibili a firmare la petizione, grazie all’ aiuto di associazioni e gruppi politici che cercheremo di coinvolgere nell’ iniziativa.

Un primo deposito di reclamo è programmato in occasione del prossimo confronto fra Edoardo e gli “ ordinistici”. Come sapete ( cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/il-fiume-noncello-e-il-triangolo-delle.html   - NDR) Edoardo ha presentato una ulteriore domanda di reiscrizione in funzione di ottenere un nuovo confronto nel tribunale di Pordenone. La vecchia istanza, mai respinta, né accettata, langue nascosta in un cassetto della Banda da oltre 170 GIORNI. Scandaloso, illegale, inaccettabile ! Il nuovo confronto è prevedibile sia fissato alla fine di luglio ( salvo stratagemmi per non farlo, cosa verosimile, conoscendo i soggetti, molto recidivi in questi giochetti) . In quella occasione Edoardo vorrebbe depositare i primi 500 reclami della petizione popolare. Con l’ aiuto di tutti, sarà una passeggiata raggiungere quella cifra. Il popolo può essere una valanga fatale per i poteri arroganti.  Vi informeremo della data, anche per invitarvi TUTTI a presenziare in Plaza de Majo, pardon : avanti al Palazzo dell’ Indecenza.

Il modulo per scaricare, completare e  spedire il reclamo  lo trovate a questo link :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Grazie e avanti tutta !

Monitore Veneto

venerdì 26 giugno 2026

COMUNICATO DI “NESSUNO TOCCHI CAINO”



Grazie alla sensibilità politica di Roberto Giachetti, Nessuno tocchi Caino ha potuto fare in modo che fosse depositata un’interrogazione al Ministro della Giustizia sulla vicenda di *Gilberto Cavallini*, ex appartenente ai NAR, oggi ultrasettantenne e detenuto da 43 anni. Il 15 gennaio 2025, in seguito alla condanna definitiva per la Strage di Bologna, pronunciata a 45 anni dai fatti, gli sono stati revocati i benefici della semilibertà ed è stata disposta nei suoi confronti l’esecuzione di tre anni di isolamento diurno. Cavallini, dissociatosi dalla lotta armata, si è laureato con 110 e lode all’Università Cattolica di Milano e, dopo un lungo periodo di condotta esemplare, *aveva ottenuto nel 2017 il beneficio della semilibertà. Alla fine del 2025, tuttavia, il Tribunale di Sorveglianza ne ha disposto la revoca, sostenendo che doveva ancora espiare la sanzione dell’isolamento diurno, collegata a una condanna all’ergastolo inflittagli nel 1991*. “Il sistema Bologna”, impossibilitato a giustificare diversamente il suo rientro in carcere, ha sostenuto che tale sanzione non fosse mai stata eseguita, nonostante ripetute circolari del DAP abbiano chiarito che l’isolamento diurno deve essere scontato nella fase iniziale della pena, proprio per non compromettere il successivo percorso rieducativo. Inoltre, Cavallini era già stato ammesso in passato a benefici penitenziari ai quali non si può accedere senza aver prima espiato tale sanzione. Gli istituti penitenziari, tuttavia, non sono oggi in grado di documentare con certezza se l’isolamento diurno sia stato effettivamente scontato o meno. Resta il fatto che Cavallini è stato ricondotto in carcere e sottoposto a un regime di isolamento continuativo e completo, senza possibilità di parlare con nessuno se non con gli agenti penitenziari e i suoi avvocati: una regressione trattamentale senza precedenti. A Terni, durante il periodo di semilibertà, ospitava generosamente nella propria abitazione una persona straniera senza dimora, che ora si trova in una condizione di ancora maggiore difficoltà.

https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4-08078&ramo=C&leg=19

Pierluigi Scarano

amministratore gruppo what's up
di sostegno a Gilberto Cavallini :

https://chat.whatsapp.com/GMwzQBJIO7e8XYQzLRw2P3?mode=gi_t

ACCANIMENTO DI SISTEMA


 Un saluto ed un abbraccio a tutti voi.

Scrivo per aggiornarvi ulteriormente sulla situazione di Gilberto che, purtroppo, sta diventando sempre più difficile.

Ho appena parlato con l’avvocato di Roma che lo visita regolarmente il quale mi ha confermato che il rischio di un suo trasferimento in un altro carcere (Gilberto, per chi non lo sapesse, è detenuto a Roma nel carcere di Rebibbia) si fa sempre più concreto. Se questo avverrà l’impatto sulla sua condizione psicologica sarà devastante perché verranno meno quelle poche certezze che, fino ad ora, gli hanno permesso di affrontare la durezza dell’isolamento, prima fra tutte la regolarità delle visite dell’avvocato che lo segue a Roma.

Stiamo, ovviamente, pensando ad altre iniziative che possano coinvolgere la stampa ed arrivare all’opinione pubblica ma non è per nulla facile considerata anche la stagione delle vacanze estive alle porte se non già iniziata.

SENTO IL DOVERE DI FARE UN APPELLO A TUTTI VOI DI “SERRARE I RANGHI”, DI NON MOLLARE QUESTA BATTAGLIA E DI CONTINUARE A CONDIVIDERLA. 

SIAMO, DOBBIAMO, SENTIRCI TUTTI IN TRINCEA PER DIFENDERE NON SOLO IL DIRITTO DI GILBERTO A RICONQUISTARE LA LIBERTÀ MA, A QUESTO PUNTO, LA SUA INTEGRITÀ PSICO-FISICA !

IN ALTO I CUORI!

Pierluigi Scarano

amministratore gruppo what's up
di sostegno a Gilberto Cavallini :

giovedì 25 giugno 2026

C'E' UN GIUDICE A TRIESTE

 


WOW!! Poco fa la corte di appello di Trieste su conforme parere anche del procuratore generale ha ASSOLTO TUTTI GLI IMPUTATI INDIPENDENTISTI CONDANNATI DALL' OSCENO TRIBUNALE DI PORDENONE E DI CUI A QUESTO LINK :  https://monitore1980.blogspot.com/2026/05/strane-manovre-in-corso.html?m=0    Le toghe giudiziarie di Pordenone con le loro losche manovre registrano una sconfitta dolorosa ! ! Giubili ogni persona libera e onesta!

§

Questo il breve commento che gira sui telefoni poco dopo  che oggi 25.06.2026, ad ore 17.00, la Corte di Appello di Trieste ha pronunciato con tono solenne la assoluzione di tutti gli imputati indipendentisti, circa una ventina, il nocciolo duro dei militanti ,  denunciati anni fa da Agenzia delle Entrate di Pordenone e condannati  da innocenti da quella gioiosa macchina da guerra liberticida che è il tribunale di Pordenone . Poiché  questo sanguinario tribunale aveva comminato condanne fino a un anno di carcere chiedendo pure alla Procura di svolgere ulteriori capi di imputazione, qualche riga di riflessione a caldo si impone. Abbiamo parlato a lungo della udienza con l’ avvocato Sandra Cisilino, subentrata come difensore della stra-grande maggioranza di imputati dopo che l’ iniziale difensore " storico ", l’ avvocato Edoardo Longo, era stato fatto fuori da una losca operazione eseguita proprio da elementi di quel tribunale con la entusiastica partecipazione, di certo ben  premiata, della locale bandaordinistica” che ha illegalmente cancellato il professionista. Di questo processo abbiamo parlato anche in : https://lanterna88.blogspot.com/2023/09/e-la-cchiamano-repubblica-democratica.html

Il processo si è aperto con la richiesta di assoluzione da parte della stessa Procura Generale della Repubblica di Trieste, che si è così chiamata fuori dal meccanismo di repressione del dissenso mediante processi farsa che costituisce la caratteristica principale del tribunale del Noncello.




La parola è poi passata all’ avvocato Cisilino che ha rintuzzato con eleganza e fermezza l’ invito della Corte ad abbandonare la eccezione di giurisdizione ampiamente articolata nell’ atto di appello ( la potete  leggere qui : https://www.lulu.com/it/shop/edoardo-longo/non-sei-il-mio-giudice/paperback/product-576gjgz.html?page=1&pageSize=4 - NDR ) . E’ passata poi ad evidenziare la condotta provocatoria e ostruzionistica tenuta in quella occasione dal Direttore dell’ Agenzia delle Entrate, evidente frutto di un losco protocollo operativo elaborato prima con il fine di non evadere le richieste di chiarimenti dell’ utenza vittima della esosa agenzia fiscale italica. Successivamente sono stati esposti tutti i motivi dell’ articolatissimo atto di appello . Poi la lettura della sentenza che ha assolto TUTTI gli imputati perché il fatto ( presidio e presenza ) non costituiva reato.

La prima riflessione da fare è che le eccezioni di giurisdizione con cui il movimento indipendentista accusa la magistratura italiana di peccare di illegittimità giurisdizionale desta sempre molto disagio fra le toghe, che non vorrebbero neanche sentirla risuonare nelle aule : manco fosse una formula magica, un mantra,  che gli fa sparire gli stipendi.... Difatti, nessun  avvocato ha il fegato di svolgerle e di farlo anche con la doverosa profondità e serietà. Lo faceva solo Edoardo ( ideatore della più recente versione di questa impugnazione, svolta in questo processo e che potete leggere nel suo libretto “ Non sei il mio giudice”) ed ora questa gravosa eredità è passata sulle spalle dell’ avvocato Cisilino che la ha vigorosamente illustrata, senza sconti ai magistrati. Queste eccezioni sono la causa principale della eliminazione illegale di Edoardo dalla professione : troppo scomodo, come ha dichiarato un giudice proprio di Trieste ( “ Lei è un avversario micidiale…” : potete leggere queste confessioni qui :  https://www.lulu.com/it/shop/edoardo-longo/ritorno-ad-itaca/paperback/product-45d9evm.html?page=1&pageSize=4  - NDR) e come ha anche un ammesso un onesto membro degli “ ordinistici” che nel colloquio con Edoardo del 21 aprile scorso ha vigorosamente ammesso che l’ ostilità verso il nostro amico nasce dal fatto che lui ha sempre svolto difese in ambito di processi politici ( questa persona , che non conosciamo , NON E’ evidentemente il Presidente ordinistico  – NDR) . Il testo integrale dell’ efficace atto di appello, sarà uno dei  prossimi  libri  che l’ avvocato Edoardo Longo pubblicherà : sarà  dedicato  a questa vicenda giudiziaria che ha seguito fin dal suo inizio . 

La seconda riflessione  riguarda il fatto che la Corte di Appello ha inteso rigettare il metodo di aggressione stalinista del dissenso politico praticato con rara efferatezza da sempre dal tribunale di Pordenone. Il fatto, poi, che la assoluzione sia stata richiesta addirittura dal Procuratore Generale rende impossibile una impugnazione della sentenza assolutoria da parte della procura di Pordenone e si può ragionevolmente ritenere finita qui l’ aggressione a toga armata patita dai militanti del Comitato di Liberazione Nazionale Veneto nella città del Noncello. Fossi in loro, organizzerei subito un bel presidio per festeggiare l’ esito del processo avanti al Tribunale di Pordenone , dal momento che l’ esperienza – come nella vicenda di Edoardo – ci ha insegnato che queste toghe soffrono molto le contestazioni al loro agire fatte sulla porta di casa : tutto ciò ha a che fare prima ancora che con la politica, con la etologia. ( La etologia è la scienza che studia il comportamento animale. E’ stata ideata da Konrad Lorenz : lui osservava  le oche, noi osserviamo le toghe – NDR)  . Spero sinceramente che lo facciano.




Terza riflessione : la assoluzione ha anche, in modo che verificheremo nelle prossime settimane, delegittimato potentemente anche la operazione a regia che ha portato alla illegittima esclusione dal suo lavoro l’ antico difensore di CLNV, L’ avvocato Longo. Infatti, entrambe le due aggressioni ( a Edoardo e a CLNV )sono nate nelle stesse giornate, nello stesso contesto e precisamente quando è andato in pensione l’ anziano e validissimo Presidente del tribunale di Pordenone ed è subentrato un facente funzioni  , una toga noncellese. In quel periodo venne cancellato Edoardo, bloccata la sua reiscrizione e sostituito il giudice del processo agli indipendentisti che li avrebbe sicuramente assolti, come ha fatto la Corte di Appello. Alla fine del 2023 il processo a Pordenone era pronto per la discussione , ma il Giudice  dovette modificare più volte la data della discussione, data fissata “ per errore”. L' imbarazzo delle variazioni era palese, anche nel Giudice . Era un caso che questi spostamenti di data coincidessero sempre con la pendenza in Roma che ha cancellato Edoardo ? A rinvio romano, seguiva rinvio anomalo a Pordenone, finchè l’ ultimo rinvio della  discussione a Pordenone  avvenne, finalmente, quando Edoardo era stato faticosamente liquidato e non poteva presenziare alla discussione finale . Liquidato Edoardo, è stato poi sostituito all’ ultima udienza il Giudice per non correre rischi assolutori  ed è stata insediata al suo posto dal presidente della sezione penale del tribunale una giudichessa che si è accanita con condanne fuori luogo, pesantissime, anche ad un anno di carcere per una attività pacifica e gandhiana di riunione , pure usando nella sentenza  un linguaggio smodato  che trasudava disprezzo e ostilità non contenuta .   Se questa è democrazia.....

Quarta riflessione.  Il presidente della Corte di Appello di Trieste ha ricevuto un mese fa la comunicazione di cui si parla qui : https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/il-fiume-noncello-e-il-triangolo-delle.html Può avere influito anche questa nella decisione di assolvere tutti e tirarsi fuori dalla macelleria messicana praticata nel tribunale di Pordenone ? Lo vedremo presto. Noi del Monitore cominciamo, poco alla volta, a vedere chiaro dietro le nebbie della operazione a regia, e intravvediamo volti noti e meno noti dietro le quinte….

Concludiamo con le nostre felicitazioni agli amici di CLNV che hanno finito il loro ingiusto calvario . Quello di Edoardo continua ancora , ma siamo certi ora sarà meno gravoso perchè avrà ancora più persone vicine che lo sosterranno : nessuno dei suoi amici lo lascerà indietro : a differenza di altri saccenti avvocati, ha sempre creduto nella loro innocenza invitandoli a non arrendersi mai ed è felice che siano stati tutti assolti,  dopo anni di trincea. 

E adesso mi accomiato, una volta tanto contento anch' io,   con la mia abituale frase : Questa è l’ Italia, ragazzi. Se fa schifo non è colpa del vostro Monitore Veneto.



mercoledì 24 giugno 2026

UNO STATO STRANGOLATORE

 


Un saluto  a tutti,

e’ notizia di oggi che, purtroppo, le condizioni dell’isolamento di Gilberto Cavallini  sono state ulteriormente aggravate su disposizione del DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria): gli avvocati stanno cercando di capire che cosa c’è dietro questa decisione.

Da parte nostra è ancor di più necessario il massimo impegno per far cessare questa crudeltà nei suoi confronti; Gilberto ha reagito alla notizia con ancora più determinazione a non lasciarsi andare e la sua determinazione deve essere per noi lo sprone per continuare questa battaglia con sempre maggior vigore.

E’ in corso una riflessione su come rispondere a questa ennesima ingiustizia gratuita.

SEMPRE DALLA PARTE DI GILBERTO.

Pierluigi Scarano,

amministratore gruppo what's up
di sostegno a Gilberto Cavallini :

martedì 23 giugno 2026

PETIZIONE QUOTA 26

 


Con oggi sono 26 in due giorni  le prime dichiarazioni che ci sono pervenute. Grazie a tutti! Continuate: Edoardo conta di depositarne varie centinaia: una sorta di petizione che avrà il suo effetto. Invitiamo  i coordinatori di gruppi e associazioni politiche che hanno sostenuto Edoardo a farsi promotori di questa iniziativa verso i loro iscritti e simpatizzanti.

 Edoardo è sicuro di raggiungere cifre elevate di dichiarazioni, alcune centinaia,  man mano che ci rivolgeremo   alle centinaia di suoi ex clienti e ai lettori delle Edizioni della Lanterna : ma il " motore " di chi ha sostenuto sempre Edoardo  darà la marcia vincente  in più.

Al momento altre notizie non ne abbiamo :  grassi pagliacci ronfano tranquilli ( purtroppo) ,avvolti nelle loro toghe da dottor Balanzone  , sognando  non il tintinnio delle manette  che dovrebbe avvolgere i loro delicati polsi di Azzeccagarbugli , ma il tintinnio del denaro che ingurgitano, magari intascato   vendendo un loro collega sfortunato… ma anche questa, dopo Giuda Iscariota, non è una novità…

Monitore Veneto 

PER ADERIRE ALLA PETIZIONE :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

venerdì 19 giugno 2026

ORA BASTA ! LA PAROLA PASSI AL POPOLO



ORA BASTA !  I Lettori di questo blog che seguono  la tormentosa vicenda dell’ avvocato Edoardo Longo, sanno che Edoardo ha diritto a riprendere la professione di avvocato : https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html

Sanno anche che è stato impedito di farlo  per 40 mesi ( !) attraverso mestature e sotterfugi posti in essere dalla attuale dirigenza del consiglio dell’ ordine degli avvocati che ha invece l’ obbligo  giuridico di reiscriverlo, ma anche recentemente , attua un ostruzionismo  che non ha legittimità alcuna. Sono passati già 160 GIORNI dalla sua istanza più recente nella inerzia  più totale : https://monitore1980.blogspot.com/2026/05/una-farsa-indecente-fuori-tempo-massimo.html 

In attesa di valutare se invitare i sostenitori di Edoardo a riprendere vigorose  iniziative politiche a suo sostegno, penso sia  opportuno che il popolo faccia sentire la sua voce nei palazzi del potere giudiziario. Il popolo ha una forza che neppure si immagina. Per questa ragione invitiamo TUTTI a sottoscrivere un reclamo che denunci questa situazione e richieda a gran voce la  IMMEDIATA REISCRIZIONE AGLI ALBI dell' avvocato Edoardo Longo, per consentirgli di riprendere il proprio lavoro. Ne ha pieno  diritto. Non chiede nulla di più del suo diritto, negatogli callidamente da 40 MESI, da quel lontano 1.3.2023 quando il Tribunale di Venezia lo ha restituito alla libertà, dopo una illegale  deportazione carceraria, riconoscendogli anche il diritto a riprendere il suo lavoro di avvocato. Da oltre tre anni il Consiglio dell’ Ordine degli avvocati di Pordenone ha anche irriso a questa autorizzazione giudiziaria, vanificandola nei fatti ! Tutto ciò è gravissimo ed è venuto il momento di dire basta. Di seguito pubblichiamo una bozza di questa Dichiarazione di Sostegno, che ciascuno può stampare e rivedere e/o modificare come preferisce. E’ necessario che arrivino centinaia di dichiarazioni , affinchè la voce del popolo si faccia sentire e dispieghi il suo potente effetto ! L’ obiettivo è raggiungibile agevolmente, dal momento che questo blog ha totalizzato finora 146.000  visualizzazioni.  E’ sufficiente un po’ di impegno da parte tutti gli amici di Edoardo, che non lo hanno mai abbandonato, fin da quel lontano 16 luglio 2022, che tutti ricordiamo con orrore :  https://monitore1980.blogspot.com/2025/07/deportazione.html  

La dichiarazione è assolutamente informale. Diffondete l' iniziativa fra i vostri amici e parenti. 

E’ necessario però che essa venga trasmessa a noi, in modo che poi Edoardo possa depositarla a chi gli impedisce di lavorare . Non va  spedita direttamente agli “ ordinistici” di Pordenone , perché potrebbero agevolmente far sparire queste dichiarazioni come nulla fosse. Indirizzatela quindi direttamente all’ avvocato Edoardo Longo o via mail a : longolegal@libero.it , o inviategliela per posta a : avv. Edoardo Longo, viale della Libertà, 27, 33170 PORDENONE, oppure consegnategliela personalmente . Il suo numero telefonico è : 3381637425 .  

Grazie fin d’ora ! Vi terremo aggiornati dell’ iniziativa. Forza, facciamo sentire la voce del popolo, degli onesti, dei vessati dalla malagiustizia dei tribunali, dei combattenti politici di ogni segno, di coloro che non vivono di privilegi, di prebende  e sulle spalle degli altri. Una potente spallata può ottenere di tutto. La vittoria di Edoardo sarà anche la vittoria di tutti noi.

Lo staff del Monitore Veneto

BOZZA :

 



BOZZA SCARICABILE CON " COPIA - INCOLLA "
 ANCHE DA QUI : 

DICHIARAZIONE

 

Il sottoscritto

 Nato   a

 Il

 residente a

ESPONE FORMALE RECLAMO

affinchè  il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone provveda senza più indugi o tergiversazioni a reiscrivere ai propri albi l’ avvocato Edoardo Longo di Pordenone. L’ avvocato Longo ne ha pieno diritto, riconosciutogli dalla legge ( art.  17 comma 15, L 247-2012 ) e consacratogli anche da questo stesso consiglio con il decreto del 29.12.2022 . Dal 1 marzo 2023,  ha diritto ad essere reiscritto. Già da oltre tre anni e mezzo. L’ avvocato Longo , con oltre 40 anni di professione alle spalle , ha dedicato la sua vita alla professione di avvocato in tutela dei cittadini più umili e perseguitati, ha una esperienza professionale che raramente si trova in altri suoi colleghi ed è sempre stato corretto con i propri assistiti e li ha difesi con altissima professionalità, abnegazione  ed onestà, mai lasciandoli da soli o in balia degli eventi processuali. Ritengo, per averlo conosciuto personalmente e ben sapendo che si è sempre dedicato solo alla professione e alla cultura, disdegnando comode carriere e intrallazzi  vari, che sia un grave danno per la cittadinanza impedire di poter accedere alla sua competenza e professionalità difensiva. Sia data forza alla legge e al diritto e cessi immediatamente la ingiusta esclusione dell’ avvocato Edoardo Longo dal suo lavoro.

In fede. 

Data,  26 giugno.2026

 




martedì 16 giugno 2026

IL FIUME NONCELLO E IL TRIANGOLO DELLE BERMUDE

 


( Il gorgo maledetto. Ce n'è uno anche
 sulle rive del fiume Noncello, in quel di Pordenone )

Molti ci scrivono e ci chiedono : “ Ma che fine ha fatto la istanza di reiscrizione dell’ avvocato Longo inoltrate alla cricca “ordinistica” di Pordenone ?” Domanda giusta e legittima, considerando anche che questo blog ha proprio il fine di seguire questa battaglia al diritto al lavoro dell’ amico Edoardo.

Cominciamo col dire che si parla di tre domande, non una ! La prima risale all’ ottobre 2025, la seconda è del 14 gennaio scorso, la terza è stata inoltrata da pochi giorni. Non se ne sa assolutamente niente. Scomparse. Sparite , come in una sorta di triangolo delle Bermude con il suo epicentro  nel  tribunale di Pordenone e incistato sulle rive del ridente fiume Noncello.

Quella dell’ ottobre è stata inglobata senza neanche un ruttino e non se ne sa nulla. Inutili vari solleciti. Quella di gennaio, dopo il confronto avv. Longo vs ordinistici del 21  aprile, è scomparsa totalmente. Dopo 160 giorni di attesa,  se ne sono perse le tracce. La legge ne impone la decisione entro trenta giorni. La terza , è stata appena depositata ( e ci torneremo su) ed è presto dire, ma si accettano scommesse che verrà anch’ essa ingoiata senza lasciare traccia.

Per quanto riguarda la istanza dove c’è stato in confronto e il cui prerigetto era talmente illegale da apparire stralunato e surreale ( cfr. https://monitore1980.blogspot.com/2026/03/il-fiume-noncello-e-il-gioco-delle-tre.html  ) , avrebbe dovuto essere decisa da un pezzo, ma niente. Sparita. La sensazione è che, non avendo più argomenti, neanche speciosi, per respingere, e non avendo alcuna volontà di rispettare la legge – come doveroso – e accogliere, abbiano ripreso una tattica a loro congeniale fin dall’  inizio : quella di imboscare le domande sgradite e far finta di niente. Contano evidentemente  su coperture  giudiziarie, perché nessuno sano di mente si azzarderebbe a fare una cosa del genere : omettere una decisione che è comunque un atto dovuto a prescindere dal contenuto , perché si tratta di una condotta illecita, gravemente illecita, come capirebbe anche un bambino, pur non avendo la toga, ma basterebbe la normale percezione di ciò che è lecito e ciò che non lo è, per capirlo. Ma gli ordinistici se ne fregano . Se ne possono fregare, finchè chi è incaricato dallo Stato di far rispettare le leggi non riterrà di intervenire. E pensare che tutto ciò non avviene all’ insaputa dell’ autorità giudiziaria, ma proprio all’ interno di un tribunale : in un ufficio, quello degli ordinistici, che è nello stesso corridoio in cui c’è la Procura della repubblica.  

Edoardo non cade nel tranello di gesti inconsulti, ma non accetta comunque di essere preso in giro da chi lo considera un avanzo di galera, un rompiscatole ( giudiziarie), uno schifoso intellettuale antisemita e ha ritenuto di inviare una diffida all’ adempimento nei giorni scorsi, indirizzata per conoscenza : Al Procuratore della Repubblica, al Presidente del Tribunale di Pordenone, al Presidente della Corte di Appello di Trieste, Al Consiglio  Distrettuale di disciplina degli avvocati in Trieste, al Ministro della Giustizia, al capo del governo italiano, Al Consiglio Superiore della Magistratura, alla Corte di Giustizia Europea e alla Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo, nonché ad Amnesty International, che in anni recenti si è spesa per la tutela degli avvocati turchi, repressi  e gettati in galera  dal governo di Erdogan perché tutelavano nei tribunali i suoi oppositori. Se hanno difeso gli avvocati turchi, non si vede perché non debbano sostenere anche un avvocato italiano, per le medesime nobilissime ragioni. O Edoardo, difensore storico dei movimenti indipendentisti del Nord-Est, vale  meno di un turco ?


( " ordinistico " che ingoia istanze sgradite per farle sparire ) 

Interessanti le conclusioni di questo sollecito che qui riportiamo, in cui il nostro amico auspicava : “Che le Autorità giudiziarie, regionali, nazionali ed europee, destinatarie della presente comunicazione , intervengano rapidamente  a por fine a questo stato di reiterata ed ostentata condotta illegittima, perché non è  assolutamente neanche concepibile che esse possano tollerare e permettere , all’ interno della stessa struttura di un palazzo di giustizia, di una condotta come questa che si protrae da oltre 39 mesi (!) data dalla quale è maturato il mio diritto alla reiscrizione ut supra all’ albo professionale. Si consideri il danno che sto patendo ingiustamente. Si consideri che il sottoscritto ha ben 41 anni di esercizio della professione forense alle spalle . Si consideri anche l’ altrettanto grave danno che la condotta qui segnalata produce anche alla attendibilità e credibilità della stessa giustizia italiana , poiché l’ ente responsabile di un tanto, il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, è ente di rilievo pubblico e non mero organismo autocratico corporativo privato. In particolare auspico che la Procura della repubblica di Pordenone prenda in considerazione i profili oggettivamente e soggettivamente illegittimi della segnalata condotta di omissione di atti dovuti d’ ufficio ( decisione su domanda inoltrata oltre 150 giorni fa ) ai fini della propria competenza penale. La comunicazione è inviata anche al Consiglio distrettuale di Disciplina degli avvocati in Trieste perché prenda in seria considerazione l’ apertura di procedimenti disciplinari a carico sia del Presidente del COA di Pordenone Visentin Igor che degli altri consiglieri dal momento che i fatti qui segnalati sono indice e prova evidente di gravi responsabilità, anche deontologiche, di chi scientemente omette per 150 giorni l’ emissione di un atto dovuto come la decisione ( che dovrebbe per legge e diritto essere pure di accoglimento) su una istanza di re-iscrizione all’ albo.             Auspico  che le autorità politiche  apicali dello Stato Italiano  prendano in seria considerazione il mio appello a procedere al commissariamento del Consiglio dell’ Ordine degli avvocati di Pordenone per la gravissima  condotta qui succintamente descritta e prendano provvedimenti coercitivi volti a  dare realizzazione al mio diritto ad essere reiscritto fin dal 1.3.2023, quasi quattro anni fa. “

Concludeva  Edoardo con un appello e un accorato ringraziamento :  “Trasmetto questa comunicazione anche ad organismi politici a sostegno dei diritti civili in quanto l’ accanimento nei miei confronti è motivato sotterraneamente per il mio impegno professionale per ben  40 anni a tutela degli imputati di processi politici, processi indegni di una democrazia e di uno stato civile e nei quali io ho profuso impegno difensivo senza ambiguità e con profonda dedizione , chiedendo pertanto a questi organismi sostegno ed aiuto in questa mia gravosa situazione. Fra questi, ringrazio i destinatari “Comitato di Liberazione Nazionale Veneto” ed “Ufficio Dogale” che mi hanno sempre sostenuto in questa battaglia per il mio diritto al lavoro e per il diritto ad una giusta tutela nei processi politici , scandalo della repubblica italiana. Ringrazio quella parte non irrilevante di popolo veneto che, stretto sotto le insegne delle sue organizzazioni rappresentative  e politiche, non ha mai cessato di manifestarmi la propria vicinanza in quanto  da anni e in particolare dalla data del 16.7.2022 , quando venni illegalmente deportato in carcere, dopo una vita dedicata solo al lavoro, alla famiglia e alla cultura, vittima sacrificale della protervia di settori fuori controllo  della amministrazione italiana”.

Intanto, sulle rive del fiume Noncello, gli ordinistici continuano ad ingoiare istanze e a farle sparire… Questa è l’ Italia, ragazzi ! Se fa vomitare non è colpa del vostro Monitore Veneto.

 

martedì 2 giugno 2026

SCANDALO AL TRIBUNALE DI PORDENONE

 

SCANDALOSO !

 



Da oltre 39 mesi nel  tribunale di Pordenone  viene commessa una gravissima illegalità che pare non destare la preoccupazione di nessuna autorità giudiziaria . Essa vede come parte lesa  l’ avvocato Edoardo Longo , 68 anni d’ età, con  41 anni di professione forense  in ambito penale, da sempre difensore di imputati legati all' antagonismo politico di ogni segno  e difensore storico dell' indipendentismo triestino e veneto, professionista serio, coraggioso, rispettato, ricercatore culturale, autore di svariati libri sulla malagiustizia penale  italiana,  editore controcorrente,  già magistrato onorario di questo tribunale.

Dopo aver patito malagiustizia  con  condanna penale ingiusta ed essere stato deportato fuori da ogni legalità  in carcere per 8 mesi, dal 1 marzo 2023, data della sua scarcerazione , l’ avvocato Edoardo Longo ha diritto a riprendere la sua professione, ma ciò gli è negato  dal consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone che , sfidando la legge e relativi decreti, lo mantiene illegalmente in stato di cancellazione negandogli la reiscrizione che gli compete per legge  all’ albo professionale.

1)      La legge gli dà diritto alla reiscrizione :

“ Lo stato di cancellazione ammnistrativa derivante dal misura detentiva viene meno quando la misura detentiva è cessata e il professionista ha diritto alla immediata reiscrizione all’ albo” ( legge 141-2012, art. 17 comma 15 ),

 

2)      Lo stesso consiglio dell’ ordine ha disposto  la reiscrizione :

Con decreto del 29.12.2022 , il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, retto da altro presidente rispettoso della legge dello Stato e dei diritti altrui, così stabiliva : “ Lo stato di detenzione è impedimento all’ esercizio della professione di avvocato. Con il venir meno della detenzione, a norma dell’ art 17 , comma 15, legge 147-2012 , l’ avvocato Edoardo Longo avrà diritto ad essere di nuovo iscritto”. Ecco qui il dispositivo passato in giudicato : 

 


3)      Lo stesso tribunale di Sorveglianza di Venezia :

 Nello scarcerare il professionista scomodo con decreto 1.3.2022 gli consentiva lo svolgimento  della professione di avvocato riconoscendo che non vi era nesso  alcuno fra i titoli di condanna penale e l’ esercizio della professione forense.

 


( Sede della cricca "ordinistica" incistata
nel tribunale di Pordenone  )

Nonostante ciò, l’ ordine forense di Pordenone, mantiene  l’ avvocato Edoardo Longo in stato illegittimo di “cancellazione amministrativa in attesa di uscita dal carcere ” e gli impedisce con la forza dell’ abuso   di lavorare,  pur avendone il professionista pieno diritto.

Questa situazione si protrae dal marzo 2023 e sono ormai  ben TRENTANOVE   MESI DI ILLEGALITAMANIFESTA  ! Con violazione intollerabile al diritto al lavoro, diritto primario e costituzionalmente garantito.

Può tollerare l’ autorità giudiziaria di questa città  una violazione alla legge così grave, perpetrata proprio  sotto i suoi occhi  ? Chi ne risarcisce i danni ?

Possono tollerare gli avvocati qui iscritti una così sfacciata e spudorata violazione ai diritti di un proprio collega, violazione che è   espressione di regimi autocratici incompatibili con un sistema di legalità democratica ?

·         Si chiede l’ immediato ripristino della legalità in questo palazzo  di giustizia e la reiscrizione senza indugio dell’ avvocato Edoardo Longo nel suo ordine professionale.

·         Si chiede che il presidente del tribunale di Pordenone e il Procuratore della Repubblica svolgano istanza al Ministro della Giustizia per il commissariamento del consiglio dell’ ordine forense di questa città.

·         Si chiedono le dimissioni del presidente dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, il portogruarese Visentin Igor,  e del suo direttivo , reso illegittimo da questo comportamento.

BASTA ILLEGALITA’

BASTA ABUSI DI POTERE

SU CHI E’ SOCIALMENTE PIU’ FRAGILE

Comitato Vittime di malagiustizia

1 giugno  , 2026 

alfatrac88@proton.me

mercoledì 27 maggio 2026

UNA FARSA INDECENTE PURE FUORI TEMPO MASSIMO

 


(  Per l' avvocato Edoardo Longo
altri 135 giorni buttati nella spazzatura ...)


AL CONSIGLIO DELL’ ORDINE DEGLI AVVOCATI

AL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PORDENONE

AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI PORDENONE 


SEGNALAZIONE E SOLLECITO

 

Dunque :

 

Il sottoscritto ha pacifico e indiscutibile  diritto alla reiscrizione all’ albo degli avvocati, giusta legge professionale,  così come ricordata e richiamata dalla delibera COA ancora del 29.12.2022, ( cfr   https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html   -  NDR )

Tale diritto è maturato ex lege e come sopra fin da 1.3.2023 , data in cui il sottoscritto è stato rimesso in stato di libertà, dopo ingiuste condanne e detenzione.

Ciò nonostante, l’ attuale COA (sigla che significa " Consiglio dell' ordine degli avvocati", cioè l' organismo ormai para-statale che governa l' avvocatura italiana e risale ai tempi del Fascismo e che i suoi componenti auto-celebrano come " ente ordinistico", ben noto per i suoi abusi - NDR )  , con sotterfugi e stratagemmi degni di miglior  causa , in tutti i modi ostacola il mio diritto, ancora oggi dopo TRENTOTTO MESI dacchè ho diritto alla reiscrizione, in perfetta noncuranza di violare la legge citata e financo  e la sua stessa delibera del 29.12.2022.

Tutto ciò è ben noto ai destinatari di questa comunicazione e non c’è bisogno che mi dilunghi sul punto, la cui gravità ed illegittimità  è palese , basta avere il coraggio di vederla, senza infingimenti.

Quello che qui io intendo evidenziare e segnalare è quanto segue :

I.                    In data 14 gennaio 2026 svolgevo nuova istanza di reiscrizione ex lege,

II.                 In data successiva, quasi un mese dopo, a ridosso del termine di trenta giorni per  decidere,   mi veniva comunicato un prerigetto motivato sulla assurda circostanza della pendenza avanti alla Corte di Cassazione che avrebbe reso non ammissibile una nuova istanza. Anche di questo grottesco stratagemma i destinatari sono informati. A differenza del mio diritto alla reiscrizione, la ben strana pensata del divieto di doppia istanza a medesimo ente  non trova conforto in nessuna legge dello Stato. ( cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/03/il-fiume-noncello-e-il-gioco-delle-tre.html    NDR )

III.              Chiedevo a questo punto un incontro diretto con il suddetto COA ( obbligatorio  ex lege in questi casi ) che avveniva in data 21 aprile us.

IV.              Ciò premesso, benchè sia passato oltre un mese da allora , nulla mi è stato comunicato, preferendo detto ente, in tutta evidenza, continuare  a praticare una condotta di tipo mobbistico che a  nulla giova se non a inasprire i rapporti e a procrastinare una mia reiscrizione che mi è dovuta per legge e alla quale non rinuncerò mai. Lo ribadisco perché sia ben chiaro a tutti i destinatari della presente.

V.                Sottolineo ancora una volta come la LP ( sigla per " legge  professionale"  che  regola la professione forense. Legge  dello  Stato, approvata dal Parlamento e che risale al 2012 - NDR) imponga a detto COA la decisione sulla domanda di reiscrizione entro e non oltre 30 giorni dall’ inoltro della domanda stessa e da tale dies a quo  sono decorsi ormai 135 giorni , non  30…. Anche a voler ritenere che una interruzione del termine perentorio si possa esser resa necessaria in virtù dell’ esperito colloquio, non v’è chi non veda che da esso è ormai  passato più di un mese e il termine legale ormai  spirato.

Non ritiene il sottoscritto che si possano bellamente ignorare tutte le leggi regolatrici della materia e qui evocate , ben note a tutti i destinatari di questa comunicazione,   pertanto

SOLLECITO

Il COA a pronunciarsi sulla  mia istanza, informando comunque le  Autorità Giudiziarie del Palazzo di giustizia di Pordenone di questa situazione, come ritengo sia doveroso  e quasi un atto dovuto.

Distinti saluti.

Pordenone, 25 maggio, 2026

Avv. Edoardo Longo