[ Medioevo : quando si processavano i cadaveri. ]
Pordenone, 30.1.2026
AL
CONSIGLIO
NAZIONALE FORENSE
AL
PRESIDENTE DEL CNF
AL
MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
PROCEDIMENTO
DISCIPLINARE IN FASE DI APPELLO
NR.
+++++++RG –
RICORRENTE
AVVOCATO EDOARDO LONGO VS COA DI PORDENONE
UDIENZA
+++++++2026 SENZA PRESENZA DELLE PARTI
MEMORIA
DIFENSIVA
ECCEZIONE
DI IMPROCEDIBILITA’
E DI INTERVENUTA PRESCRIZIONE
1)
“ Tu uccidi un uomo
morto”. Con questa famosa frase Maramaldo venne
apostrofato da un combattente ormai ferito a morte in combattimento. Ritengo
questo il “ precedente “ più opportuno
da ricordare in questo caso , dove si vuole processare uno sfortunato avvocato
perseguitato a 23 anni di distanza dai fatti in contesto , quando ormai la prescrizione è maturata non una ma tre
volte , la condanna penale cui si riferisce annullata dalla corte di cassazione e nel frattempo il poveraccio di turno pure cancellato dall’ albo degli avvocati dal
21.3.2024, data dell’ equinozio di primavera di due anni fa.
Siamo tornati al Medioevo, quando si processavano i morti in nome di un
accanimento che sconfina abbondantemente nel delirio di onnipotenza ? Direi proprio di sì.
2)
Pertanto il sottoscritto,
che ha tutto il diritto di informarne chi lo processa da morto ed oltre ogni limite di decenza cronologica,
comunica :
I.
LA IMPROCEDIBILITA’ della
presente azione disciplinare in fase di appello perché il sottoscritto è
cancellato dall’ albo degli avvocati di Pordenone con decreto del 29.12.2022
qui allegato e passato in giudicato il 21.3.2024. Il sottoscritto si trova in
stato di “ cancellazione per il periodo di detenzione con diritto alla
immediata reiscrizione”. Benchè ritornato in libertà da tre anni , ancora
attendo che il COA di Pordenone mi reiscriva cessando una condotta illegale e scandalosa.
Riporto il dispositivo del decreto :
Ma mentre mi si blocca da tre anni il
diritto di riprendere il mio lavoro, non ci si fa scrupolo di processarmi anche
se non iscritto e quindi del tutto estraneo alla vostra giurisdizione
disciplinare. Il vostro concetto di diritto e legalità fa acqua da tutte le
parti.
Pertanto, la Vostra pretesa di esercitare
la giurisdizione disciplinare su una persona che non è attualmente iscritta ai
Vostri albi, deve cessare immediatamente come è cessata la mia iscrizione ,
pena la commissione da parete vostra di
un raccapricciante abuso ed accanimento.
Con l’ occasione sottolineo anche che ,
essendo in stato di libertà personale dal 1.3.2023( e anche la pena finale
eseguita in stato di libertà personale è finita in data 15.12.2025 ) ho diritto alla reiscrizione all' albo da quella
data o quanto meno dal 21.3.2024 quando la cancellazione è passata in
giudicato.
Ciò nonostante, del tutto illegalmente, il
COA di Pordenone, con speciosi pretesti continua a negarmela e addirittura
preme pure perché venga discusso il presente procedimento.
Tutto ciò fa schifo e grida vendetta al cospetto Dio.
[ Maramaldo che pugnala un morente ]
II.
LA PRESCRIZIONE DELLE ACCUSE
DISCIPLINARI. La vicenda dedotta nel presente giudizio
risale alla primavera del 2003 ed è in tutta evidenza
prescritta : non una volta sola, ma
prescritta tre volte. La sentenza disciplinare
di primo grado [ due mesi di sospensione dalla
professione – NDR] andrà
dichiarata nulla per questa evidente ragione che, al pari della pregressa
eccezione di improcedibilità, deve essere rilevata anche d’ ufficio dall’
organo giudicante.
3)
Debbo anche sottolineare
alcune cosette, per dimostrarvi che questo vostro accanimento sconfina in
dimensioni allucinanti, superiori anche all’ accanimento giudiziario dello
Stato.
Non solo sono passati 23
anni dai fatti oggetto dall’ esposto, ma lo stesso pubblico ministero della procura della repubblica di Pordenone ,
contestualmente all’ esposto ebbe a denunciarmi per una fantasiosa accusa
penale.
4)
Dopo due gradi di
processo in cui ha goduto di sentenze di favore che gli hanno permesso di
lucrare oltre 20.000 euro di danni inesistenti ma compiacentemente
concessigli a mie spese dai suoi colleghi magistrati, la Corte di
Cassazione mise nel 2017 la parola fine a questa mattanza indecente , annullando
finalmente tutto il procedimento in cui , per compiacere il collega, il giudice di primo grado mi aveva negato la
presenza del mio difensore fiduciario, convocando da Pordenone a Bologna in
fretta e furia e a mia insaputa il mio ex difensore che avevo revocato in
quanto in palese odore di infedele patrocinio nei miei confronti
e che compiaceva spudoratamente il mio avversario togato .
5)
Il giudice di primo grado aveva ritenuto che
il mio difensore subentrante non avesse diritto a un rinvio dell’ udienza pur essendo alle soglie del parto e avrebbe
dovuto, secondo quel novello Erode, presentarsi in udienza da Udine a Bologna,
il giorno del parto, per celebrare la gloria del pubblico ministero pordenonese in
udienza e a tal fine rischiare così la
vita della piccola che portava in grembo.
Quel difensore ovviamente non presenziò per non pregiudicare la vita sua
e della bimba, che nacque sanissima il
giorno dopo quello schifo di udienza . Quel difensore era mia moglie e la bimba che nacque era la mia prima figlia che ora ha diciannove anni.
6)
La Corte di
Cassazione non ebbe esitazioni a
dichiarare legittima l ' assenza del vero difensore e nulla la condanna a due anni che il giudice – Erode pronunciò quel
giorno, senza il mio difensore e assistito da un avvocato infedele. Lo
stesso pubblico ministero dovette prendere atto e restituirmi i 20.000 euro (
con gli interessi) che Erode, tramortendomi, mi aveva sfilato di tasca per
riempire le tasche del suo collega. Un bello schifo, vero ?
7)
Ora , dopo 23 anni
, io debbo essere processato ancora in sede disciplinare ?
8)
Mia figlia, nata il
giorno dopo quell’ orrendo processo annullato da giudici sani di mente , sta
per andare all’ università e voi ancora andate discettando di farmi pagare
una sanzione disciplinare, per un processo penale nel quale sono pure stato assolto ?
9)
Non credo ci sia persona
normale e di sentimenti civili che non possa non vedere l’ abiezione di questa
pretesa.E debbo essere condannato disciplinarmente ?Tutto questo ha solo un
nome : ACCANIMENTO INCIVILE . Neanche lo Stato è così accanito,
ma lo sono invece i miei ex colleghi.
Più orribili di Torquemada e Beria.
10)
L’ orrore che desta tutto
questo accanimento a 23 anni di distanza e nei confronti di chi
non è più neanche soggetto alla Vostra claudicante giurisdizione mi impone di
segnalare il tutto anche al Ministro della Giustizia per i provvedimenti che
riterrà di voler prendere. Credo che anche in questo schifo di Italia sia immorale e
indecente processare un cittadino dopo 23 anni dai fatti.
11)
Non solo : segnalerò
questa vergognosa vicenda anche all’ opinione pubblica che segue il mio caso, nonché lo segnalerò alle organizzazioni politiche che già manifestano a mio
favore avanti al tribunale di Pordenone per protestate perché, pur avendo io diritto
a esercitare la mia professione da
quando sono stato scarcerato TRE ANNI FA, ancora i vostri
amici e colleghi me lo negano con una arroganza e uno spregio della
legge che desta scandalo. Enorme scandalo .
12) Ciò
esposto, il sottoscritto ritiene che per uno straccio di giustizia così raro in
questa Italia, il CNF abbia il dovere
giuridico e morale di dichiarare la improcedibilità della azione disciplinare in
oggetto e dichiarare nulla la relativa sanzione disciplinare per intervenuta
prescrizione. Direi che dopo 23 anni non chiedo troppo. O no ?
13)
Mi riservo anche il successivo ricorso avanti alla Corte di
Cassazione.
Avv.
Edoardo Longo