giovedì 30 luglio 2026

SOLIDARIETA' ATTIVA DA TRIESTE

 


Fra i tanti finora ricevuti ( circa 300 a tutt’ oggi, ma la petizione prosegue ad oltranza ) , abbiamo pensato di pubblicare il seguente Atto formale di Reclamo , perché  elaborato con molta efficacia, ringraziando  ancora la dott.ssa Gabriella Cadel di Trieste per aver aderito alla iniziativa. Ringraziamo tutti i sottoscrittori, invitandoli a coinvolgere tutte le  persone che possono : il popolo, unito, ha la forza di abbattere ogni sopruso. Grazie ancora e forza e avanti, senza barriere ideologiche. Da Trieste, inoltre, abbiamo avuto, fra le altre, anche l' adesione di Sandro Gombac  e oggi anche di Vito Potenza, entrambi fondatori storici del moderno indipendentismo tergestino ai tempi del Movimento Trieste Libera,  con cui Edoardo ha combattuto tante battaglie nel tribunale di Trieste per i diritti all' indipendenza della gente di Trieste che non ne più  più del rapace ed oppressivo  Stato Italiano ! Potete dar loro torto ?  ( Monitore  Veneto)

 

 La sottoscritta Gabriella Cadel, nata   a Trieste, Il 23 settembre 1960, residente a Trieste

ESPONE FORMALE RECLAMO

e invoca il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pordenone  di dare forza alla Legge e al Diritto e cessi immediatamente l'ingiusta esclusione dell’avvocato Edoardo Longo dal suo lavoro, riscrivendolo all'albo professionale di Pordenone.

Ci si appella alla legge (art. 17 comma 15, L 247-2012 ) e pure  al Decreto del 29.12.2022, emanato  da questo stesso Consiglio ed esecutivo dal 1 marzo 2023.

Si sottolinea il diritto dell'avvocato Edoardo Longo  ad essere reiscritto all'Albo Professionale e questo ritardo, di oltre tre anni e mezzo, appare  come un atto discriminatorio che potrebbe sembrare  perpetuato dalle Istituzioni. Infatti l'avvocato Longo, é divenuto agli occhi di tutti, un perseguitato político a tutti gli effetti.

La Repubblica Italiana é nata dall'onestà dei Padri Costituenti consci di fondare una  nuova nazione  basata innanzitutto sulla dignità della persona e  sul lavoro. Per questo, trovo inaccettabile che il Longo (con oltre 40 anni di professione alle spalle e che afferma di aver  dedicato la sua vita alla professione, in tutela dei cittadini più umili e perseguitati, in maniera corretta, onesta e li ha difesi con professionalità, abnegazione e mai lasciandoli da soli o in balia degli eventi processuali) venga messo alla gogna impedendogli di professare e lasciando la sua famiglia al lastrico e succube alla diffamazione ed alla discriminazione pubblica: forse a causa delle sue idee politiche?

Avendo conosciuto l'avvocato Edoardo Longo quale professionista colto e di ampio respiro, ritengo  che sia un grave danno la sua esclusione d'esercizio dai tribunali, sia per chi potrebbe essere difeso, sia per l'immagine stessa delle  Istituzioni che appaiono - in questo caso per chi odia  le ingiustizie - autoritarie ed anticostituzionali.

Concludo invocando, come già scritto, il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pordenone  di dare forza alla Legge e al Diritto e cessare immediatamente l' ingiusta esclusione dell’ avvocato Edoardo Longo dal suo lavoro, riscrivendolo all'albo professionale di Pordenone. Questo scritto é per denunciare questo assurdo ritardo, sicuramente burocratico nel caso non fosse di natura ideologica.

In fede.

Gabriella Cadel

 

dott.ssa Gabriella Cadel - antropologa-

progetti - ricerche etnografiche e storiche


LINK PER ACCEDERE ALLA PETIZIONE :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html


 

martedì 28 luglio 2026

UNO STATO SENZA ONORE

 


Un ringraziamento diretto da parte mia a tutti coloro i quali stanno sottoscrivendo la petizione in mio favore, affinchè la legge venga rispettata e il consiglio degli “ ordinistici di Pordenone mi reiscriva, come già aveva pure decretato nel lontano 29 dicembre 2022. Gli anni passano e le loro illegalità continuano a sussistere, senza che lo Stato si degni di rimuoverle.  Un grazie anche al tutto lo staff di Monitore Veneto e a tutte le realtà indipendentiste  venete militanti che con il loro impegno e con la loro presenza avanti al tribunale di Pordenone, hanno impedito che la mia vicenda venisse buttata nel cestino con due timbri, e un NO , come avevano programmato gli ordinistici anni fa. Pensavano mi rassegnassi e di spuntarla così , facile, facile.  Invece la “ questione Longo “ per loro rimane sempre aperta e non sanno più come venirne a capo, visto che né io rinuncio ai miei diritti garantiti da legge e decreti  - il diritto a riprendere il mio lavoro - , né i miei amici smettono di sostenermi, anzi : il passare del tempo li aumenta e qui ringrazio proprio in particolare Monitore Veneto con la sua campagna di continua contro-informazione, ininterrotta dal giugno di ben tre anni fa.  

Continuate a firmare la petizione attraverso gli “ atti formali di reclamo” anche durante il mese di agosto in cui questo blog, come ogni anno, resterà inattivo. La petizione è molto importante perché documenta come la illegalità che sto patendo è deprecata da un numero sempre crescente di persone. A settembre, la petizione , che non cesserà ancora, diventerà  operativa su molti fronti legali e giudiziari. Il modulo per scaricare, compilare ( anche modificandola ) , stampare e firmare la petizione , lo trovate qui  :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Ringrazio i vari firmatari dei Reclami che mi arrivano ogni giorno, in particolare dai Lettori della Lanterna , che spesso accompagnano le mail con bellissimi messaggi di vicinanza.  C'è chi mi scrive, come fa uno studioso dell' Emilia , dicendomi : " Ci mancherebbe, dovere. Grazie a Lei per i bellissimi libri che pubblica". Un dirigente di Cancelleria , che qui lascio anonimo, che non ha avuto timore a firmare il Reclamo, dal Veneto mi scrive :" Egregio avvocato, le invio la dichiarazione di supporto alla sua reiscrizione. Goccia dopo goccia speriamo che si ottenga il risultato già auspicato dai Latini : < Gutta cavat lapidem>. Un caro saluto. "

Ancora alcune riflessioni. In pratica , io sto subendo la illegalità  di sistema da parte di  uno Stato senza onore e dignità, che rinnega anche le proprie leggi e i propri decreti. Io lo avevo capito subito , fin dall’ inizio di questo calvario, nell’ estate di fuoco di quattro anni fa. Solo alcuni episodi che saranno approfonditi in vari post, un po’ alla volta .

1)      Venni deportato in carcere il 16 luglio 2022 e gia' solo dopo venti giorni avrei avuto il diritto di uscirne se avessi avuto un lavoro ( cd “ messa alla prova”)  e con l' obbligo di svolgere attività di volontariato. Quei venti giorni in più non sono stati uno scherzo beffardo del destino, ma furono calcolati apposta per gettarmi in galera. Pochi giorni dopo la mia incarcerazione, quando ero ancora in isolamento, mi pervenne dalla procura generale della Repubblica di Trieste,  la richiesta di cancellazione amministrativa dall’ albo degli avvocati per essere in stato di detenzione. Tempismo eccezionale. Alla domanda per essere rimesso in libertà ( che avevo predisposto in anticipo ) allegai anche questa comunicazione, aggiungendo che , essendo stata attivata la procedura di cancellazione amministrativa, ciò era un motivo espressamente previsto dalla  legge ( tutela costituzionale del diritto al lavoro ) per concedere d’ urgenza la messa alla prova  , prima che il diritto venisse pregiudicato . Il giudice di Sorveglianza , il giudice Cunial andata in pensione due anni fa, rigettò la mia istanza con un ragionamento invertito , rigettò la mia richiesta dicendo : “ poiché sta per perdere il lavoro, non si vedono motivi di urgenza”. Allucinante : io il lavoro lo avevo,  e avevo il diritto ad una scarcerazione urgente per poterlo conservare , è stata la voluta lentezza che me lo fece perdere. Il giudice fissò udienza per il marzo 2023 ( !), quando io nel frattempo ero già stato scarcerato a Padova. Udienza lontanissima, ben nove mesi dopo,  calcolata apposta per avere la certezza che nel frattempo l’ iter di cancellazione fosse stato completato.


2)      Nell’ ottobre 2022, mentre ero ancora nel carcerefogna di Udine , appresi che davanti al tribunale di Sorveglianza di Bologna era stata fissata udienza per concedermi la messa alla prova. Ne venni informato da un colloquio in carcere con una funzionaria dell’ Ufficio Penale di Udine , incaricata da Bologna di redigere il programma di volontariato e le modalità di espletamento del mio lavoro di avvocato. La funzionaria era felice nel darmi la notizia e ancora più felice nel constatare che io ero avvocato di associazioni politiche e quindi non avrei avuto contatto con elementi criminali. Detto, fatto: preparammo il programma in cui si stabiliva che, in caso di mie trasferte lavorative lontane , avrei eventualmente delegato mia moglie, anche lei avvocato. Non ero cancellato, perchè il presidente dell’ ordine dell’ epoca, a differenza di quello attuale, era un galantuomo che conosceva la mia posizione di perseguitato politico.  Pochi giorni dopo questa visita provvidenziale, il carcere di Udine mi trasferì al carcere di massima sicurezza di Padova, per “ ragioni di sicurezza”. Se non fosse una cosa tragica, verrebbe da ridere…

3)      Il 24 novembre , mentre ero da pochi giorni al Due Palazzi di Padova , si tenne l’ udienza al tribunale di Sorveglianza di Bologna, ritenuto il più garantista e aperto del Nord- Italia.  Ero stato infilato in una udienza  in cui si trattava della posizione di affiliati alla Ndrangheta e di altre associazioni criminali, tutte piuttosto sanguinarie, come del resto erano pesantucce le posizioni di quelli di cui si discuteva  quel giorno : rapine, omicidi, sequestri, estorsioni, sparatorie, regolamenti  di conti  a mano  armata: mancava solo lo scioglimento di persone nell’acido, forse messo in calendario per altra udienza . Robetta , in confronto alla lesa maestà giudiziaria per cui ero stato condannato io a 4 anni e 1 mese. Per il vero , il procuratore generale della Repubblica di Bologna chiese l’ accoglimento del mio ricorso. L’ unico accoglimento che chiese quel giorno fu il mio . Il primo ricorso ad essere respinto invece  fu proprio  il mio , uno dei pochi respinti . Anche uno dei pochi casi in cui le richieste del Procuratore Generale non vengono accolte. Il trasferimento improvviso  di carcere aveva sortito il suo effetto, che era quello di impedirmi di uscire e riprendere il mio lavoro. Come era possibile rilasciarmi, quando pochi giorni prima ero stato trasferito d' urgenza per " motivi di sicurezza " ? Inutile fu l' intervento a mio favore del procuratore generale, evidentemente un magistrato onesto che conosceva bene i retroscena e la manovra in atto, o l' aveva intuita.   Il Tribunale di Bologna scrisse che era “ inquietante” vedermi in libertà.  Non era invece inquietante rimettere in libertà qualche pluriomicida della Ndrangheta.

4)      Uscii dal carcere il  2 marzo 2023, giorno fausto del capodanno veneto , con l’ autorizzazione del tribunale di Venezia/Padova a svolgere il mio lavoro. Dopo pochi giorni ebbi il mio primo colloquio con il funzionario dell’ Ufficio Penale di Udine cui ero stato assegnato. Era la dirigente dell’ ufficio, ben diversa da quella che venne da me nel carcere di Udine. La dirigente , senza tanti giri di parole , mi chiese a bruciapelo di rinunciare a svolgere il mio lavoro , quando si fosse trattato di udienze avanti al tribunale di Pordenone. L’ odor  di ricatto ancora non si percepiva. Ovviamente rifiutai , anche sgomento : come si fa a chiedere a un poveraccio che esce dalla galera ( peraltro ingiustamente affibbiata ) di rinunciare al proprio lavoro, quando la legge considera essenziale , per tenere un detenuto in libertà, che lavori e sia in grado di mantenere sé e la propria famiglia ? Un lavoro che era già stato autorizzato senza limiti da un magistrato di Sorveglianza ? Di che cosa avrei dovuto vivere? E la mia famiglia? Inoltre, un detenuto che rinuncia a lavorare ritorna spedito in galera. A questa gente, non importava ributtarmi in carcere nonostante la mia buona condotta. Lo appresi dopo. A loro interessava solo “ togliermi dai coglioni” , come ho sentito personalmente dire , con questo elegante eloquio, da un magistrato e da un cancelliere del tribunale penale di Pordenone.

5)      Nel frattempo, ricevetti pure una diffida tramite Carabinieri con relativa minaccia, neanche tanto implicita, di rigettarmi in carcere, da parte del giudice di Sorveglianza di Udine dott.ssa Cunial. Ero uscito da pochi giorni. Motivo della diffida minatoria : mi permettevo di inviare istanze al giudice scritte a mano ! Non sto scherzando, è tutto vero. Assurdo , ma vero  ! In carcere tutti  i detenuti scrivono le istanze a mano, nessun giudice si lamenta, nè mai si era lamentata la dott.ssa Cunial, ed io ero uscito dal carcere da pochi giorni e già mi ci volevano ributtare dentro.   Tenete presente che in dette istanze chiedevo di essere autorizzato di recarmi presso il mio studio legale in Pordenone ( io non abito a Pordenone), proprio per poter accedere, tra l' altro, anche al computer che ho lì, il solo che ha una tastiera sufficientemente grande che io possa usare agevolmente a causa dei miei problemi di vista. 

§

Questo per sottolineare come io non abbia alcuna fiducia nelle istituzioni di questo Stato, ordinistici compresi, perché ne sono semplicemente una componente ancillare : uno Stato infame, senza onore, che tradisce le sue proprie leggi,  bara al gioco anche coi disgraziati in carcere e non merita rispetto da nessuno e a nessuno ha alcunchè  da insegnare . E io lo ho sperimentato fin nelle viscere del sistema penitenziario, dove le persone sono considerate solo sacchi della spazzatura di una discarica sociale.   Uno stato delinquente , a tutti i livelli.  La repubblica italiana è un errore della Storia che si spera la Storia si affretti a cancellare.

Grazie, Amici, per il vostro sostegno che, capite, per me è cosa preziosa e la sola arma di cui dispongo. A saperla usare è un ‘arma potentissima. Noi non siamo spazzatura. 

Avv. Edoardo Longo

LINK PER ACCEDEREALLA PETIZIONE :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html


lunedì 27 luglio 2026

LA TORRE

 


È passato un mese dalla ultima istanza dell’ avvocato Longo ed è scaduto il termine per decidere o quanto meno per  fissare un dovuto  confronto. ( cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/07/prigioniero-in-una-bolla-di-illegalita.html   ).  Da indiscrezioni ricevute,  pare che gli “ ordinistici” abbiano molta agitazione emozionale e preoccupazione  per un secondo confronto unito a un presidio,  davanti al tribunale: non si sono ancora ripresi dal primo , dell’ aprile scorso, poverini, che brutta sorpresa gli ha combinato quel cattivone delinquente dell' avvocato Longo  …  Eh già, è bello fare le carognate illegali alle spalle di un poveraccio neanche uscito di galera  , è molto divertente, forse anche proficuo,  ma   è tanto, tanto  brutto che si sappia in giro, non è da persone perbene farlo sapere, che diamine : “ Perché mai quella carogna dell’ avvocato Longo non si vergogna di essere un delinquente e non tiene tutto nascosto, standosene buono buono in un angolino a mangiare croste di pane,   senza rendere noti così anche i nostri piccoli, piccoli , gioiosi maneggi  ? Ma che scorretto che è  ! Che brutta persona ! Che incivile !”  Non è da escludere neppure che  lo stesso tribunale se la sia  presa con gli “ ordinistici perché li espongono ai " presìdi " che neanche ai giudici piacciono tanto davanti a casa loro  e sono per loro  imbarazzanti. Con quelle Bandiere di San Marco a garrire al vento , poi !  Orrore !

Ma se anche gli “ordinistici” tengono tutto imboscato all’ infinito , non risolvono  il loro problema: fuori ci sarà sempre la gente che li aspetta, ma nel frattempo  l’ orologio corre e sono ben  2OO i  giorni dalla istanza di gennaio, oltre 40 da quella di giugno! Non é che sono un po’ allergici ai diritti degli altri e alla democrazia,  proprio ? Anche se tengono tutto imboscato, per un po’ evitano confronti e presìdi, ma  Il reato di " omissione di atti dovuti d ufficio "( non abrogato) è indiscutibile : loro non sono un organismo privato, ma un ente di interesse pubblico o addirittura un ente pubblico, visto che amano declamarsi come “ ente ordinistico”. Sono tenuti  pertanto  per legge a rispondere alle istanze a pena di compiere il reato suddetto. Non possono considerare le istanze di reiscrizione per lavorare, come " cosa loro". Messe in mora ne hanno avute. Adesso è il tempo giusto per querelarli. Speriamo che Edoardo si decida a farlo . A questo punto,  penso cadrà  per forza ogni loro  copertura giudiziaria : nessun magistrato può avallare una condotta smaccatamente   illegale e addirittura un reato, pena esserne correo. E già l’ immagine pubblica del tribunale di Pordenone non è che sia da anni delle  più brillanti del pur folle pianeta - giustizia.....

Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi....

Voglia Iddio che cada la torre del loro orgoglio, là, nel  Palazzo dell' Indecenza, sulle placide  rive del fiume Noncello. 

Monitore  Veneto


mercoledì 22 luglio 2026

PETIZIONE QUOTA 268

 


Petizione quota 268

In data odierna la petizione solidale con l’ avvocato Edoardo Longo, reo solo di essere un professionista integerrimo che non si è mai risparmiato in 41 anni di difese di imputati aggrediti dal sistema per motivi politici , è giunta alla sottoscrizione di ben 268 ( !) atti di reclamo nei confronti dell’ “ ente ordinistico “ degli avvocati della città in riva al fiume Noncello, cioè  Pordenone, per chi non la conoscesse, perché in effetti non la conosce quasi nessuno ! Un vero successo in un solo mese di petizione e senza grandi mezzi di comunicazione, dacchè sor Facciabuco da Nasonia  ci ha pure bloccato la possibilità di inoltrare  i comunicati della petizione nei gruppi interessati.

Questa volta vogliamo ringraziare gli amici di “ Ufficio Dogale” e “ Canton Dolomitico “ che in occasione di un incontro conviviale hanno raccolto un numero consistente di sottoscrizioni. Iniziativa molto semplice, ma efficace, che suggeriamo a tutti gli altri gruppi solidali con Edoardo, di cui  magari Edoardo ne ha pure difeso ad oltranza iscritti e simpatizzanti. Un grazie sempre ai Lettori della Lanterna che ogni giorno ci spediscono “ atti di reclamo”. Gli ultimi sono pervenuti oggi  dalla Emilia – Romagna, dal Lazio  e dalla Calabria .

Grazie, Amici, insistete. Presto passeremo a contattare anche gli ex assistiti di Edoardo, cominciando da quelli degli anni più lontani : la gente non dimentica chi ti ha difeso dalla violenza delle toghe di questo sistema criminale ed impazzito.  Firmate la nostra petizione : Aiuterete Edoardo a uscire da questa bolla  illegale in cui la banda ordinistica lo ha rinchiuso e combatterete questo schifo che è ormai  tanto sfacciato da non nascondersi più. A settembre le vostre firme diventeranno munizioni

Ecco il link per firmare la petizione:

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

 

Monitore Veneto

martedì 21 luglio 2026

GILBERTO CAVALLINI, SEQUESTRATO A MORTE DALLO STATO " DEMOCRATICO"

 


Io sono convinta che la natura originaria di Gilberto Cavallini e di tutti coloro che negli anni di piombo abbracciarono la lotta armata, fosse proprio la rivendicazione dello stato sociale, dell' ostracismo all' abuso che all' epoca i cosiddetti potenti esercitavano sulla società. Quindi il servizio prestato in carcere e fuori in favore dei deboli, non è altro che la corrispondenza alla loro natura. Sono persone che hanno dato sfogo alla loro rabbia nei confronti dell' ingiustizia sociale politica e quotidiana. Non sono criminali. Hanno sbagliato nel metodo non nello spirito. Ed hanno offerto la loro vita anche se ne hanno brutalmente carpita un' altra, con la speranza che dai loro gesti potesse derivare una resipiscenza popolare. Ma, purtroppo, il popolo non è maturo per ragionare, per pensare e raccogliere il senso dei diritti umani, riconosciuti e traditi, da tutti. Perché per consentirne l'esercizio, il primo passo è l' esercizio dell' abnegazione. E nessuno vuole rinunciare ai falsi idoli del benessere a cui la gran parte si è abituata.

Elisabetta Rampelli

Fonte :

 https://chat.whatsapp.com/GMwzQBJIO7e8XYQzLRw2P3?mode=gi_t

giovedì 16 luglio 2026

DEPORTAZIONE



Oggi 16 luglio 2026, ricorre il  quarto anno dalla mia deportazione illegale in carcere. Poiché io ero innocente e tale operazione a regia era l’ ultimo tassello di una aggressione illegale che una certa magistratura corrotta  portava avanti contro di me da anni, non ho motivo di nascondere questa inaudita violenza di Stato come invece vorrebbe l’ Ufficio Penale di Udine che copre i responsabili di tutto ciò. Per questa ragione voglio ricordare con un piccolo episodio, emblematico però, tale giornata e ho chiesto al Monitore che, eccezionalmente, lasci a me la parola. 

Un solo piccolo episodio di quel 16 luglio di quattro anni fa, neanche tutta quella giornata di orrori in nome della  democrazia e della giustizia  . La mia vicenda richiederebbe un libro e lo scriverò, con l’ amico professore indipendentista conosciuto nel carcere di Udine, a quattro mani, come avevamo progettato nei nostri passeggi nel lercio cortile della galera, tre anni fa, per l' ora d' aria . Finora ce lo ha impedito il Giudice di Sorveglianza :  ma la verità non può rimanere nascosta per sempre, anche se è un ' onta per lo Stato e per l' autorità giudiziaria che sovrasta tutto nell' indifferenza più sovrana per i crimini che compie e che compiono i suoi sodali delle istituzioni giudiziarie e penitenziarie. 

 

16 luglio 2022. Venni arrestato dai Carabinieri di Codroipo, fortemente imbarazzati nel farlo, alle ore 10.00, presso il mio Studio Legale di Pordenone, dove lavoravo, come ogni giorno. In quella torrida mattinata di luglio mi portarono poi alla Caserma dei Carabinieri di Pordenone per i controlli pre-detenzione : verifica della identità, impronte digitali, foto segnaletiche, assegnazione al carcere. Su questi passaggi ritornerò su più avanti. Venni assegnato al carcere di Udine. Così, alle ore 14.00 ( !!), quattro ore dopo, iniziò il mio viaggio verso la galera di via Spalato. Arrivai che erano le 15.00 circa. Data la mia età, lo stress della situazione, l’ assoluto digiuno senza neppure bere un bicchier d’ acqua con la temperatura esterna che arrivava di sicuro ai 35 gradi,  dopo 5 ore così, in larga misura trascorse in piedi o si una sedia al caldo torrido, avevo la febbre. Prima di andare  in infermeria, perquisizione finale. Chiuso in una specie di loculo, con 30 gradi esterni e la febbre che mi bruciava  – lo appresi dopo- chiesi allo sbirro penitenziario un bicchier d’ acqua. Erano ormai quasi le 16. Risposta sferzante : “ berrai dal rubinetto , quando ti chiuderemo in cella”. Fuori erano quasi 35 gradi di calore. Me la ricordo ancora, quella faccia da culo . A Cristo in croce le guardie diedero acqua e fiele. A me neanche quello.

Dopo una rapida visita medica. Per accertare se avevo patologie o dipendenze di vario genere . Dissi che avevo bisogno mi fornissero le mie medicine per gli occhi, per prevenire la caduta della retina. Il botolo sferico che costituiva il “dottore “ mi sogghignò in faccia dicendomi che col cavolo che me le avrebbero date. Fu allora che , con un forte e autoritario tono di voce che sorprese me per primo, gli dissi che poteva essere certo che lo avrei querelato e gli avrei fatto passare guai con il ministro.. Fui sorpreso che sia il medico che lo sbirro che mi accompagnava – io ero in manette , non ricordo anche se legato con una catena ai polsi – benchè imperturbabili, ebbero però un sussulto di disagio. Poi capii il perché : in quel carcere  non viene rispettata alcuna legge o regolamento in tutela dei detenuti, per cui il rischio di avere qualche rogna con un prigioniero – avvocato , lo temevano….

Sempre senza bere nonostante avessero accertato che avevo 38 di febbre – ma tanto non avevo il covid ed erano tranquilli : gli interessava solo quello, potevo anche morire di polmonite o di sete, non gliene poteva fregare nulla, ma covid assolutamente no , eh -  venni condotto in catene alla cella di isolamento per la quarantena anti covid . Come ho già scritto ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/11/profili-di-dittatura-giudiziaria.html   ) , in quella cella d’ isolamento probabilmente non avrei preso il covid , ma sicuramente qualche altra disgustosa  malattia senz’ altro, perché aveva strati di sporco sul pavimento, sugli arredi, sul letto e sulle pareti. Inoltre, dappertutto scarafaggi e blatte lunghe anche 10 centimetri. Avevano fatto il nido proprio nel fetido lavandino, dove avrei dovuto bere, secondo lo sbirro. Bere lì voleva dire suicidarsi con qualche immonda malattia. In cella ero solo . Erano ormai  6 ore, in una delle giornate più calde dell’ estate 2022, che non bevevo. 

Dall’ altro lato del corridoio del braccio , di fronte alla mia , c’era una cella dove erano 3 o 4 detenuti di colore . Avevano appoggiato vicino alle sbarre alcune confezioni di plastica di acqua minerale . “ Frà, ti diamo da bere”- disse uno di loro, che aveva visto le mie condizioni. Spinse fra le sbarre una bottiglia per farla rotolare fino da me, ma , data l’ ampiezza del corridoio, la bottiglia si fermò a pochi centimetri dalle sbarre della mia cella. Pochi, ma sufficienti per non permettermi di agguantarla . Dovetti aspettare ancora, fino al passaggio di un detenuto autorizzato a muoversi fuori dalla cella per motivi di servizio , che me la raccolse e me la porse. Era passata anche una guardia  : guardò la bottiglia nel corridoio, capì benissimo tutto, ma andò oltre : era contro il regolamento passare mezzi di sostentamento non autorizzati ad un detenuto. Morissi pure di sete. Già tanto che non mi avesse allontanato per sadismo la bottiglia con un calcio. Più o meno lo stesso comportamento del rabbino per bene della parabola del buon samaritano, quello  che  non soccorse il malcapitato mezzo morto perché sarebbe stato " contro  la legge "... Sarò sempre grato a quei detenuti sconosciuti che hanno avuto un moto di pietà nei miei confronti.

Dopo quasi sette ore ( !) in quel torrido luglio potei bere finalmente un sorso d’ acqua. Non sapevo quanto fossi febbricitante. Probabilmente la febbre era salita ancora. Ma non me ne importava. Avevo già capito che era inutile chiedere aiuti medici al carcere. Valeva la legge della sopravvivenza e i peggiori nemici erano le guardie e lo Stato. Appresi subito la lezione.  E la misi in atto, senza alcuna difficoltà interiore. In fondo, lo sapevo già : è una vita che la " democrazia" mi perseguita.. Il mio disprezzo verso chi ha voluto tutto questo e cammina impettito pavoneggiandosi nelle aule di qualche tribunale, crebbe ulteriormente ed adesso è  totale ed inattenuato. 

 E come sempre, sentimenti come questi avranno pace solo il giorno in cui avranno SODDISFAZIONE.

Avv. Edoardo Longo



ITALIA, STATO ASSASSINO

 


Quando persino Adriano Sofri – un uomo che incarna la sponda ideologica e culturale diametralmente opposta, quella sinistra militante che con il mondo della destra radicale ha storicamente incrociato le lame – si alza per esprimere un netto e indignato disappunto, ( sul caso Cavallini ) capiamo che abbiamo superato il confine della normale dialettica politica. Non si tratta di un’improvvisa simpatia ideologica, né di una debolezza senile. Sofri riconosce ciò che la magistratura si rifiuta di vedere: applicare oggi una sanzione simile significa distruggere l’unico briciolo di senso che una pena può conservare, ovvero la ricostruzione dell’individuo. Chi ha vissuto quegli anni e le dinamiche del carcere sa bene che c’è una differenza sostanziale tra la fermezza dello Stato e il sadismo burocratico.

Che senso ha, per una comunità nazionale che voglia dirsi civile, prendere un uomo ultrasettantenne che stava rendendo un servizio ai più fragili e chiuderlo in un acquario di cemento in nome di un cavillo? Questo non è rigore, non è la “fermezza dello Stato” contro il terrorismo: è una giustizia che, per rubare il titolo a l’Unità, “fa rima con vendetta“. È l’essenza dello Stato in cui viviamo: una macchina gigantesca, totalmente incapace di garantire la sicurezza reale e la legalità nelle nostre strade, ma implacabile e ferocissima quando si tratta di distruggere la dignità e il percorso di chi ha già saldato, con la moneta del tempo e della reclusione, i propri conti con il passato.

Fonte :

 gruppo what's up

di sostegno a Gilberto Cavallini :

https://chat.whatsapp.com/GMwzQBJIO7e8XYQzLRw2P3?mode=gi_t

 

sabato 11 luglio 2026

PRIGIONIERO IN UNA BOLLA DI ILLEGALITA'

 


Oggi parliamo della domanda di reiscrizione del 16 giugno inoltrata dall’ avvocato Edoardo Longo alla banda ordinistica di  Pordenone.  Per il vero, non è la prima istanza che Edoardo inoltra e in sostanza questo è lo specchietto delle istanze : cinque, e ancora nessuna decisa  e  tanto meno decisa come dovrebbe esserlo : con accoglimento. Per non accogliere, tengono tutto fermo. Allucinante, illegale, inaccettabile. A Berlino forse ci sarà un giudice , ma a Pordenone e in I-ta-lya sicuramente no.  Molto istruttivo leggere questo sunto  :

1)      Prima istanza del marzo 2024 giace ferma da anni avanti alla Corte di Cassazione dopo che gli ordinistici la avevano rigettata violando ogni legge. Ricorderete che in zona Cesarini è stata sventata una manovra togata per archiviarla di nascosto ( cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/05/i-ta-lya-dove-il-tempo-e-la-giustizia.html    - NDR) , ma al momento è ancora ferma in attesa di fissazione udienza.

2)      Nel marzo 2025 Edoardo svolse un’ altra istanza, basata sui forti sconti di pena avuti, ma su pressione indecente degli ordinistici sull’ Ufficio Penale di Udine, Edoardo preferì abbandonarla : un po’ ebbe paura ( lui non oserà mai ammetterlo, ma è così : era appena accaduta una vicenda simile a Gianni Alemanno e si può capire Edoardo, se ha temuto per la propria libertà   ) delle minacce di essere ributtato in carcere, un po’ la abbandonò perché la sorte di quella istanza era evidentemente segnata.

3)      Nell’ ottobre 2025, cambiato il Giudice di Sorveglianza a seguito pensionamento della vecchia magistrata che andava a braccetto con gli ordinistici , Edoardo ripropose l’ istanza : questa istanza è letteralmente sparita : non è stata mai decisa, mai presa in carico, niente di niente : inghiottita dal triangolo delle Bermude in riva al Noncello ( cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/il-fiume-noncello-e-il-triangolo-delle.html   - NDR) . Sarebbe ora che Edoardo si decidesse a chiedere al procuratore della Repubblica di andare a cercarla tramite Carabinieri, con una bella perquisizione. Mah…

4)      14 gennaio 2026 : Edoardo, forte del fatto di avere finito la pena da libero nel dicembre 2025 , di avere avuto un altro ampissimo sconto di pena finale  dal nuovo Giudice ( il solo che glieli concedeva, essendo estraneo  alla cordata  giudiziaria che lo aggrediva, in unum con gli ordinistici)  e di avere svolto un ottimo curriculum di volontariato certificato, propone una nuova istanza. Questa istanza è stata tenuta in un cassetto, si è tentato di respingerla con un comico pretesto illegale (  https://monitore1980.blogspot.com/2026/03/il-fiume-noncello-e-il-gioco-delle-tre.html   - NDR)  ,poi vi è stato il confronto fra Edoardo e gli ordinistici e poi, invece di essere decisa, è stata di nuovo rinfilata nel cassetto, dove forse solo un procuratore della repubblica potrebbe estrarla, dopo 180 giorni di un insabbiamento che perduta ancora oggi. Gli ordinistici avevano  dato a intendere che avrebbero accolto l' istanza a " fine pena ", ma in tutta evidenza mentivano per guadagnare altro tempo. 

5)      Pur aspettando notizie della istanza del gennaio che per legge dopo il confronto deve essere decisa, Edoardo in data 16 giugno scorso ha inoltrato, come suo diritto, una nuova istanza, soprattutto al fine di chiedere un nuovo confronto avendo verificato l’utilità di questo strumento, congiuntamente alla presenza di un forte presidio di sostenitori fuori dal tribunale, come è accaduto il 20 aprile scorso .

6)      La proposizione di una istanza dà diritto al confronto che però la direzione ordinistica osteggia, anche per la presenza, fuori dal Palazzo, diventato per l’ occasione una Plaza de Majo , di sostenitori, dei quali gli ordinistici hanno una paura fottuta. Non esiste unanimità all’ interno degli ordinistici sulla decisione di estromettere Edoardo dal suo lavoro, per sempre e violando il suo diritto e anche la legge, che come, vedete , è sistematicamente irrisa e derisa da codeste nobili e garantiste toghe. I confronti,  rafforzati dai " presidi",  possono sgretolare prima o poi la labile maggioranza ostile di cui dispone il presidente. 

7)      Passa il tempo nel nulla più assoluto ed arriviamo ad oggi, quando una ricevuta postale ci informa che la Istanza di giugno è stata ritirata in posta solo il 6 luglio , ben venti giorni dopo, a ridosso del termine di 30 giorni dopo il quale viene restituita al mittente :

 


8)      Questa ricevuta ci dice più di quello che sembra. Ci dice che è stata tenuta apposta ferma prima di essere ritirata ( sapendo il mittente) , ci dice che continua la immorale  tattica di far perdere tempo all’ anziano Edoardo ( lui non vuole sentirselo dire, ma ha 68 anni, in fondo..) per farlo desistere , magari nella speranza che nel frattempo muoia, ci dice anche che, chiudendo l’ ente ordinistico i battenti per ferie fra pochi giorni, se anche questa istanza non viene imboscata , ben difficilmente sarà fissato prima di settembre inoltrato il confronto con l’ avvocato Longo e col tribunale presidiato dai militanti indipendentisti ( e non solo da loro) : Gli ordinistici potranno guadagnare altri mesi di tempo, complice il Generale Agosto… Perché temono tanto il confronto che vorrebbero evitare ?  Semplice : Edoardo ha ragione da vendere e gli argomenti che espone sono molto imbarazzanti, soprattutto per il presidente ordinistico : ricordiamo che il 20 aprile Edoardo gli ha contestato la violazione della riservatezza dei dati della propria posizione  che costui ha trasmesso di testa sua all’ ufficio penale per far sì che a Edoardo venisse revocata la misura di libertà e finisse così di nuovo in galera ( più o meno quello che è successo a Gianni Alemanno , per fare un esempio finito sui giornali) e tutto perché amici suoi, credendo di vivere in democrazia, volantinavano fuori dal tribunale di Pordenone. Un abuso "ordinistico" gravissimo, di cui è giusto responsabilizzare fino in fondo chi lo ha posto in essere con superficialità ed arroganza e con tanta,  tanta,  efferata crudeltà. Durante la contestazione, nell' aula è calato un profondo e imbarazzato silenzio e nessuno degli ordinistici ha osato fiatare o replicare e tanto meno contestare l ' accusa mossa nei  loro  confronti. Non pensavano che la loro vittima sarebbe un giorno entrata nella loro tana per porli in stato d' accusa. E fuori ci fosse un folto manipolo di militanti politici a sostenerlo.  Come si dice : a volte,  il karma.... Dico sempre a Edoardo : “ Ma come puoi pensare che  gente che voleva buttarti in galera  poi ti iscriva ?”  Edoardo mi risponde dicendo che la legge e il diritto che la stessa legge  gli conferisce alla reiscrizione sono più forti della arroganza e della illegalità e alla fine lui avrà ragione. Non so che dire : comunque questo è il criminale  che lo stato italiano ha gettato in carcere come fosse un maranza

9)      Vedremo come andrà a finire. Ma una ultima osservazione debbo aggiungerla : il ritardo di quasi un mese nel ritirare l’ ultima istanza è assolutamente doloso : non si può pensare che sia un caso : la banda ordinistica ha due impiegate fisse e riceve ogni giorno maree di documentazioni e non lascia ferma la posta per più di un paio di giorni al massimo. Impossibile per loro non ritirare la posta per venti giorni !

10)  Questa gente infatti gestisce una marea di commissioni e " sportelli  informativi ", tutti  finalizzati a accaparrarsi clientela e  assegnare lavoro ai propri famigli e compari di merende, suggerendo alla utenza gli avvocati loro graditi  : commissione pari opportunità, gratuito patrocinio, difese d' ufficio, tutele e  amministrazioni di sostegno, accoglienza migranti e stranieri, mediazioni – conciliazioni – arbitrati, procedura per sdebitamenti fallimentari,  e tante altre fiorite come funghi negli anni e che ora non ho  neanche presenti. Eh sì, gli ordinistici con gli anni hanno fiutato la miniera d’ oro : con queste commissioni arraffano clientela a raffica per sé stessi e i loro famigli  e il tribunale fa loro l’ occhiolino, perché, in cambio , ottiene di far lavorare in tribunale solo avvocati a loro graditi e selezionati dagli ordinistici. A costoro viene concesso di violare ogni divieto di monopolio , di far carta da cesso di ogni principio di libera concorrenza in libera professione, purchè gli avvocati che loro selezionano e a cui offrono fette di mercato, sempre più consistenti , siano graditi al potere giudiziario e siano , cioè , docili yes men nelle aule di giustizia. Praticamente siamo alla realizzazione del famoso Protocollo dei savi di Sion che programmava : “ ridurremo gli avvocati a meri impiegati a favore della giustizia e non potranno più accordarsi con i clienti per le difese”. Direi che ci siamo, no, ragazzi ? E a chi è fuori da questo recinto per sciacalli  togati e crede ancora nella nobiltà e nella indipendenza della professione dell’ avvocato, come difensore dei cittadini e dei diritti, e magari questo sistema gli fa pure un po' schifo,  cosa è riservato ? La vicenda dell’ avvocato Edoardo Longo vi dà la risposta…

11)  Un invito amici : volete fare qualcosa  contro questa situazione ? Firmate la nostra petizione : Aiuterete Edoardo a uscire da questa bolla di illegalità  e combatterete questo schifo che è ormai  tanto sfacciato da non nascondersi più. Ecco il link per firmare la petizione. Avanti, chi si ferma è perduto. Già 203 persone in pochi giorni hanno aderito :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Monitore Veneto


[ Shlomo ordinistico,
gongolante per i suoi profitti di regime ] 

martedì 7 luglio 2026

PETIZIONE QUOTA 189

 


Petizione quota 189

 

La petizione pro Edoardo è giunta oggi a quota 189 adesioni e veleggia agevolmente verso le oltre 200 adesioni fra pochi giorni : in due settimane circa,   dacchè l’ abbiamo aperta il 23 giugno scorso.    Questa volta è doveroso ringraziare i Lettori delle Edizioni della Lanterna ( qui il Catalogo : https://catalogolanterna.blogspot.com/ -  NDR ) che stanno aderendo numerosissimi. Grazie a tutti voi. 

I  lettori della Lanterna hanno agevolmente capito una cosa : è molto probabile che da remoto qualche centro politico, magari dei partiti più sionisti come per esempio non casuale Forza Italia ,  o da settori del Ministero degli Interni ( Digos ) ,abbia diretto l’ operazione di deportazione illegale e successiva estromissione illegale di Edoardo dalla sua professione di avvocato. Infatti, se Edoardo non lavora , anche le Edizioni saranno compromesse, poiché non sono una iniziativa commerciale , ma ideale e la pubblicazione dei libri ( quasi 300 in Catalogo) , tutti vigorosamente contro-corrente , si regge sul sostegno economico che Edoardo conferisce loro, oltre a quello altrettanto vitale ma non sufficiente dei Lettori che ne acquistano i testi .

La puzza di nasi è molto forte in questa vicenda, anche se si nasconde molto  bene dietro la puzza delle toghe di Pordenone. Attacco anche alle Edizioni della Lanterna ? Ma certo : Ne fanno fede i due tentativi di azzerare la produzione della Lanterna,  due volte in tempi recenti : la prima volta quando Edoardo era deportato in carcere e proprio a cavallo del suo trasferimento al carcere di massima sicurezza di Padova, fra ottobre e novembre 2022,  la seconda volta proprio in coincidenza (?) con il primo anniversario della sua scarcerazione, il 2 marzo 2024. Il successivo 21 marzo, data rituale per le  sette,  Edoardo è stato estromesso illegalmente dall' avvocatura. Senza parlare di altro, che trovate esposto nel Catalogo librario generale indicato più sopra. 

Ringraziamo vivamente chi sottoscrive questa petizione che, una volta raggiunto un consistente numero di adesioni, diventerà un vigoroso strumento politico per il ritorno nei tribunali dell’ avvocato dei ribelli

Tutto tace dal Palazzo dell' Indecenza e le toghe ordinistiche  si sono arroccate in un silenzio sprezzante ed arrogante , sfidando ogni legalità e omettendo ogni decisione ad una istanza che risale ormai a 180 giorni fa. "Usque tandem Catilina, abuteris patientia nostra ? "( ordinistici, ve lo diciamo in latino, se lo conoscete, così non potete fare la scena di sentirvi minacciati...) 

Intanto, amici,  continuate a firmare. Avranno quello che gli spetta. Fate girare la petizione fra i vostri amici e conoscenti.  La sottoscrizione non richiede formalità particolari.  Non fermatevi :  la forza del popolo , cumulata in un punto di tensione ( la petizione ),  sarà enorme. L' ira degli onesti non va mai sottovalutata. 

Continuate a firmare Amici ! Grazie ! Grazie alla vostre firme. Da adesso in poi, varata la iniziativa, gli aggiornamenti sulla petizione proseguiranno solo settimanalmente il venerdì. 

Per scaricare e stampare il Reclamo, seguite questo link con le relative istruzioni . E' facilissimo  :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

SCANDALO AL TRIBUNALE DI PORDENONE

 

SCANDALOSO !

 



Da oltre 40 mesi nel  tribunale di Pordenone  viene commessa una gravissima illegalità che pare non destare la preoccupazione di nessuna autorità giudiziaria . Essa vede come parte lesa  l’ avvocato Edoardo Longo , 68 anni d’ età, con  41 anni di professione forense  in ambito penale, da sempre difensore di imputati legati all' antagonismo politico di ogni segno  e difensore storico dell' indipendentismo triestino e veneto, professionista serio, coraggioso, rispettato, ricercatore culturale, autore di svariati libri sulla malagiustizia penale  italiana,  editore controcorrente,  già magistrato onorario di questo tribunale.

Dopo aver patito malagiustizia  con  condanna penale ingiusta ed essere stato deportato fuori da ogni legalità  in carcere per 8 mesi, dal 1 marzo 2023, data della sua scarcerazione , l’ avvocato Edoardo Longo ha diritto a riprendere la sua professione, ma ciò gli è negato  dal consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone che , sfidando la legge e relativi decreti, lo mantiene illegalmente in stato di cancellazione negandogli la reiscrizione che gli compete per legge  all’ albo professionale.

1)      La legge gli dà diritto alla reiscrizione :

“ Lo stato di cancellazione ammnistrativa derivante dal misura detentiva viene meno quando la misura detentiva è cessata e il professionista ha diritto alla immediata reiscrizione all’ albo” ( legge 141-2012, art. 17 comma 15 ),

 

2)      Lo stesso consiglio dell’ ordine ha disposto  la reiscrizione :

Con decreto del 29.12.2022 , il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, retto da altro presidente rispettoso della legge dello Stato e dei diritti altrui, così stabiliva : “ Lo stato di detenzione è impedimento all’ esercizio della professione di avvocato. Con il venir meno della detenzione, a norma dell’ art 17 , comma 15, legge 147-2012 , l’ avvocato Edoardo Longo avrà diritto ad essere di nuovo iscritto”. Ecco qui il dispositivo passato in giudicato : 

 


3)      Lo stesso tribunale di Sorveglianza di Venezia :

 Nello scarcerare il professionista scomodo con decreto 1.3.2022 gli consentiva lo svolgimento  della professione di avvocato riconoscendo che non vi era nesso  alcuno fra i titoli di condanna penale e l’ esercizio della professione forense.

 


( Sede della cricca "ordinistica" incistata
nel tribunale di Pordenone  )

Nonostante ciò, l’ ordine forense di Pordenone, mantiene  l’ avvocato Edoardo Longo in stato illegittimo di “cancellazione amministrativa in attesa di uscita dal carcere ” e gli impedisce con la forza dell’ abuso   di lavorare,  pur avendone il professionista pieno diritto.

Questa situazione si protrae dal marzo 2023 e sono ormai  ben QUARANTA MESI DI ILLEGALITAMANIFESTA  ! Con violazione intollerabile al diritto al lavoro, diritto primario e costituzionalmente garantito.

Può tollerare l’ autorità giudiziaria di questa città  una violazione alla legge così grave, perpetrata proprio  sotto i suoi occhi  ? Chi ne risarcisce i danni ?

Possono tollerare gli avvocati qui iscritti una così sfacciata e spudorata violazione ai diritti di un proprio collega, violazione che è   espressione di regimi autocratici incompatibili con un sistema di legalità democratica ?

·         Si chiede l’ immediato ripristino della legalità in questo palazzo  di giustizia e la reiscrizione senza indugio dell’ avvocato Edoardo Longo nel suo ordine professionale.

·         Si chiede che il presidente del tribunale di Pordenone e il Procuratore della Repubblica svolgano istanza al Ministro della Giustizia per il commissariamento del consiglio dell’ ordine forense di questa città.

·         Si chiedono le dimissioni del presidente dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, il portogruarese Visentin Igor,  e del suo direttivo , reso illegittimo da questo comportamento.

BASTA ILLEGALITA’

BASTA ABUSI DI POTERE

SU CHI E’ SOCIALMENTE PIU’ FRAGILE

Comitato Vittime di malagiustizia

1 luglio  , 2026 

alfatrac88@proton.me