“LO STATO CHE PREDICA RIEDUCAZIONE E PRATICA ACCANIMENTO....RIEDUCATO, RECUPERATO… MA DA PUNIRE PER SEMPRE....LA FUNZIONE RIEDUCATIVA? UNA MENZOGNA DI STATO.”
MONITORE VENETO
Osservatorio sui crimini giudiziari del sistema giudiziario italiano
venerdì 15 maggio 2026
QUANDO LO STATO E' CRIMINALE
giovedì 14 maggio 2026
LA GIUSTIZIA PUO' ATTENDERE
APPELLO ALLA LEGALITA’
Ch.mo Presidente del Tribunale di Pordenone,
Ch.mo Procuratore della Repubblica di Pordenone,
Mi permetto di inviarVi questa mia riflessione personale con considerazioni pertinenti alla mia situazione. Non posso accettare che l’ ingiustizia e la illegalità che patisco possa protrarsi a tempo infinito , come pare accadere e quindi rinnovo il mio accorato appello alle Vostre autorità. La legge impone la reiscrizione del’ avvocato cancellato per difetto provvisorio dello status libertatis quando abbia recuperato la sua libertà personale e abbia gli altri requisiti : nel suo elenco non contempla requisiti diversi da quelli meticolosamente indicati : la norma questo dice e questo chiede venga rispettato. Ed ha un senso : chi non abbia subito una cancellazione disciplinare – e io non la ho subita - non deve essere sottoposto alle condizioni valutative derivanti da essa. Ma non solo la legge : conforme alla legge sono a mio favore anche il decreto del COA di Pordenone del 29.12.2022, definitivo e passato in giudicato dal 21.3.2024 che stabilisce come il sottoscritto abbia diritto alla reiscrizione dal momento della riacquistata libertà ( cioè dal 2.3.2023, giusto tre anni orsono) , lo stesso decreto 1.3.2023 della magistratura di sorveglianza di Venezia/Padova, che nel restituirmi alla libertà mi autorizza allo svolgimento del mio lavoro, le stesse condanne penali che io ho portato a termine con la massima buona condotta possibile e svolgendo attività di volontariato per attività di “ sostegno alla legalità”, non hanno mai applicato condanne accessorie di tipo interdittivo dello svolgimento della mia professione. ( NDR : qui l’ elenco delle ragioni legali dell’ avvocato Edoardo Longo : https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html )
Vorrei richiamare la
Vostra attenzione anche su un altro punto, molto serio. Io ho affrontato e subìto una condanna - benché ingiusta - senza fiatare, con la massima correttezza possibile, come
ben aveva intuito lo stesso giudice di sorveglianza di Padova che nella sua
ordinanza così scriveva : . Considerate
la sua personalità e la sua lunga esperienza professionale , si ritiene
che Edoardo Longo rispetterà le prescrizioni imposte con il dovuto scrupolo “.
Così è stato. Ma se lo
Stato che condanna deve avere anche una funzione rieducativa , come può
pretendere di svolgere detta funzione se quando il condannato esce dal carcere nei suoi confronti lo Stato viola spudoratamente una legge come quella
che è stata violata dal COA di Pordenone, rimangiandosi uno stesso proprio
decreto correttissimo di pochi mesi prima ?
Che insegnamento viene dato a un poveraccio che esce dal carcere
autorizzato a svolgere il suo lavoro , con stretto in mano il decreto COA del 29.12.2022 che gli
ribadisce, come impone la legge dello Stato, il suo diritto al lavoro , e pure rispetta le
leggi fino alla virgola, con ottima condotta, addirittura svolge
volontariato a “ sostegno della legalità” ( !!) , e pochi
mesi dopo il medesimo ente COA, con
disprezzo gli strappa in faccia ridendo detto decreto e butta pure sulla strada il malcapitato ? Che effetto rieducativo sarebbe
questo ? Che insegnamento ne deve trarre il poveraccio ( io) ? Che il rispetto
della legge è solo ipocrisia e che lo Stato e le sue istituzioni possono
violare impunemente le leggi perché sono più forti di un ex detenuto , sia pure avvocato con 41 di
avvocatura alle spalle , e delle leggi
possono fregarsene bellamente ? Che
chi è più forte può fare quello che vuole, anche beffarsi della legge quando
non gli comoda ? Che la sola legge che vale in Italia – addirittura nel mondo
dei tribunali ! – è la legge del più forte ? Quale autorità morale può avere in
questo contesto uno Stato del genere ? Si può chiamare ancora Stato di legalità ? Quale
ammaestramento dovrei trarne io, da tutta questa immorale vicenda ?
Sono stato io un cretino
a fidarmi delle istituzioni dello Stato ? Comincio seriamente a chiedermelo. Lo Stato ha delle responsabilità nei confronti dei
suoi cittadini, che non sono sudditi, o, come diceva lo scrittore Drieu la
Rochelle, “ cani di paglia per sacrifici agli
dei “ cioè, nel contesto che mi riguarda , da sacrificare alle logge
massoniche o corporative o a qualche servizio deviato dello Stato.
Voi capite benissimo che
quanto sto subendo io è inaccettabile, immorale ed illegale e sancisce il
totale fallimento di ogni autorità morale e legittima delle istituzioni in
ambito giudiziario. Condannare una persona e riservarsi l’ arbitrio di violare
le leggi quando sono a suo vantaggio, con
la riserva mentale di farlo al momento opportuno, è immorale e criminale.
Chi altri ha il dovere di
tutelare la applicazione della legge , eguale per tutti e che non conosce
persone più eguali degli altri , se non Voi, Autorità
Giudiziaria del palazzo di giustizia al cui interno, da oltre 2 anni , una
struttura corporativa che si ammanta di essere “ente pubblico ordinistico”
( ? ) fa strame delle leggi dello Stato e delle sue sentenze per nuocermi pesantemente
? Faccio sommessamente notare che a uscire con le ossa rotte da questa gravissima
situazione non è solo il mio diritto al lavoro e la mia dignità umana, ma è
anche la rispettabilità e la dignità della struttura giudiziaria di cui Voi
siete i riferimenti apicali. Come è possibile a Pordenone, in questo contesto
pronunciare sentenze “ in nome della legge dello Stato”, se essa viene
scientemente violata da strutture interne a queste Istituzioni ? Molti cittadini
sono ormai a conoscenza di questa situazione, chiarissima nella sua gravità, e
non c’è persona onesta e civile che la possa approvare. Lo sconcerto è il sentimento
più diffuso oltre alla convinzione che
in Italia ormai ci si possa attendere di tutto e che la legge e la giustizia
sono ormai morte da un pezzo, quando si scontrano con quale settore di potere.
Io chiedo giustizia e che
la legge sia rispettata e non violata con i latinorum o opinazioni
ridicole di manzoniana memoria , che ormai hanno perso ogni credibilità e non
abbindolano più neanche i gonzi e i citrulli, e chiedo di non vedere che in Italia il
rispetto rigoroso della legge viene imposto solo ai poveracci e non a chi ha nelle mani un potere di cui abusa contando sulla sua posizione sociale privilegiata . Chiedo di essere re-iscritto e riammesso
a lavorare e ciò semplicemente perché ne ho pieno, sacrosanto e certificato diritto e sto
patendo una violazione che grida vendetta al cospetto di Dio.
O vale sempre il triste motto popolare per cui fatta la
legge, trovato l’ inganno ?
Come nel romanzo “ Il deserto
dei Tartari” di Dino Buzzati io scruto l’ orizzonte in attesa di una giustizia
che non arriva.
Rispettosamente.
Pordenone, 12.05.2026
Avv. Edoardo Longo
sabato 9 maggio 2026
I-TA-LYA : DOVE IL TEMPO E LA GIUSTIZIA SONO SOSPESI
Quella di cui svolgiamo le cronache e la contro- informazione su questo blog non è una vicenda serena, ma ogni tanto arriva qualche bella notizia. Eccola.
AGGIORNAMENTO :
Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione , accogliendo una conforme istanza dell’ avvocato Edoardo Longo e del suo difensore, preso atto che l’ “ ente ordinistico” di Pordenone, nel negare la reiscrizione del professionista ha tenuto una condotta che non trova uguali , né precedenti, né supporto giuridico alcuno nella legge, considerata la dimensione del danno inferto al richiedente ed indicato orientativamente dallo stesso per il mancato lavoro di due anni e per l’ azzeramento totale dell’ avviamento professionale del suo studio, attivo per oltre 40 anni, in circa 500.000 euro, ha disposto che la decisione della vertenza avvenga con pubblica discussione, con la presenza del difensore e a Sezioni Unite. In corso di fissazione detta udienza. STOP quindi alla decisione in camera di consiglio , senza discussione e difensore, un una forma processuale destinata alla facile archiviazione della vertenza per più che probabili pressioni ambientali, dirottata scientemente su un binario morto dove stazionava stancamente da oltre un anno.
Una decisione che fa sperare
nell’ ottenimento della Giustizia a favore del professionista, vittima di tre anni di
mobbing ed illegalità da parte dell’ auto-celebrantesi “ ente ordinistico “ in riva al Noncello, che gli nega
da altrettanto tempo la reiscrizione cui ha diritto per legge sulla base dei ben noti motivi che qui riassumiamo : https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html
Ua breve scansione
cronologica delle tappe che hanno portato a questo ritorno alla regolarità
processuale farà capire intuitivamente molte cose sul sistema – giustizia
di questo sfortunato Paese.
Il Consiglio Nazionale
Forense a Roma, nel settembre 2024, respinge
il ricorso del professionista contro la aberrazione naonense, con una argomentazione farlocca in cui si dimentica dell’ esistenza della legge dello Stato che
impone la re-iscrizione.
L’ avvocato Longo
interpone due ricorsi avanti alla Cassazione : uno principale ( quello di
cui parliamo) e uno ancillare , cioè secondario, di supporto al primo .
Una sorta di “ gregario”, per usare un termine ciclistico. Passano molti
mesi , più di quelli imposti dalla legge, ed entrambi i ricorsi nel marzo 2025 vengono chiamati avanti al Collegio che
deve dare una valutazione preventiva circa la loro fondatezza. Il Collegio decide
riservatamente, senza difensori, né discussione. Di uno dei due ricorsi ( quello
ancillare ) viene dichiarata la
infondatezza e viene respinto. Di quello
principale, non respinto, si perdono le tracce. La legge stabilisce che deve
essere inoltrato alle Sezioni Unite per la pubblica decisione entro novanta
giorni dalla udienza “ preliminare”. Dovrebbe essere quindi deciso entro il giugno 2025,
ma nulla accade. Passano mesi e mesi, finchè nel dicembre scorso, riemerge dagli abissi del " porto delle nebbie "con una fissazione avanti ad altro Collegio
non tanto dissimile da quello preliminare e
la cui sopravvivenza di ricorsi in quell’ ambiente tossico (
senza difesa e discussione ) è pari allo zero assoluto. Eppure il vaglio era già
stato fatto, il ricorso era stato trovato “ in buona salute ” ( cioè fondatissimo)
e quindi doveva essere deciso entro 90 giorni dalle Sezioni Unite in pubblica
udienza. Questa è la seconda anomalia, dopo la prima , quella della lunga attesa, quasi un anno, ben oltre il termine perentorio di 90 giorni.
Ma ce ne è pure una terza di
anomalia : non era stato acquisito il fascicolo del secondo grado tenutosi con
processo farsa avanti al Consiglio Nazionale Forense, sempre a Roma.
Senza l’ acquisizione del fascicolo ogni decisione era resa impossibile e il
tutto si sarebbe avvitato illegalmente su una decisione di improcedibilità. Per
colpa di chi ? Non certo della difesa , dato che l’ acquisizione era onere per
legge della autorità giudiziaria. Mica un privato può acquisire un fascicolo
d’ ufficio. Chi era manchevole ? Il CNF di non averlo trasmesso, o la Cassazione si era dimenticata
( ? ) di chiederlo ?
Un rapido giro di telefonate
del Difensore dell’ avvocato Longo permise di appurare che la responsabilità
era della Cassazione, poiché il CNF non aveva mai ricevuto la richiesta di
trasmissione degli atti. “ La abbiamo ricevuta solo questa mattina” , fu la risposta
che CNF diede al Difensore che li interpellava dopo aver protestato con la cancelleria
della Cassazione .
Arrivato all’ ultimo
momento il fascicolo mancante, era necessario togliere il Ricorso da quel cul
de sac di Collegio castra-ricorsi in cui una strana
manina lo aveva dirottato, per respingerlo quatti, quatti, di nascosto. Di certo la stessa manina – dobbiamo dire guantata
, perché non possiamo dire togata , poiché la toga non copre anche
le zampette furbette – che aveva inibito la richiesta degli atti processuali.
Una – due – tre coincidenze ( ?) nefaste ed illegali : troppe perché siano opera di un cancelliere : queste cosucce possono farle solo personaggi
più in alto nella gerarchia giudiziaria. Magari su suggerimento e strizzatina
di occhi di qualche altro personaggio togato , magari naonense, o di qualche barba-finta
del Ministero degli Interni. Non dimentichiamoci infatti che l’ avvocato
Edoardo Longo è da sempre difensore di vittime di processi politici orditi da oscuri
meandri dello Stato, quindi niente di più probabile che dietro si muova una
oscura regia di regime per impedirgli il
suo lavoro. Senza poi entrare nel merito di coloro che lo osteggiano per la sua
attività di intellettuale e di ricercatore culturale.
Ritornato, dopo oltre un anno e mezzo , il procedimento
nei suoi corretti binari processuali , si può sperare nella Giustizia , ma senza
però cantare vittoria, perché toghe, manine guantate,
barbe-finte e nasi non resteranno inerti nel frattempo, c’è da
giurarlo. Non basta loro aver già rubato tre anni di lavoro al professionista, vogliono seppellirlo per
sempre, lo abbiamo capito fin da quando questa macelleria messicana nei
confronti dell’ avvocato Longo è iniziata, fin da quel torrido luglio del 2022.
Questa è una storia di carcere, processi politici e
ingiusti, operazioni a regia, persecuzioni, furti orchestrati del diritto al
lavoro. E’ una storia di sofferenze. Una storia di attacchi alla libertà di
pensiero aggredita da centrali nasute e giudiziarie. E’ una
storia di attacchi giudiziari e al diritto alla difesa dei movimenti
antagonisti di vario segno : è, in sostanza, una vera e propria guerra. Una guerra sporca, senza
esclusione di colpi, dove la legge, oltre alla pietà, è morta da un pezzo.
Certo è che ora, dopo l’ intervento della Cassazione, l’ imbarazzo e il disagio sulle rive del fiume Noncello sono grandi.
Monitore Veneto
mercoledì 6 maggio 2026
QUANDO LE RONDINI HANNO FAME
OSSERVATORIO MAGISTRATURA
Dopo un periodo di ferie, il vostro Monitore ritorna ad aggiornarvi sulla storia infinita del nostro amico Edoardo, cui l' entità " ordinistica" degli avvocati del Noncello ha scippato il lavoro e ancora non si arrende all' evidenza della illegalità del loro comportamento e della opportunità, prima di tutto per loro e per le loro immacolate fedine penali, di restituirglielo quanto prima. In fondo, come documenteremo nei prossimi giorni, la stessa Corte di Cassazione ha dichiarato " senza precedenti legali" la loro violazione e ha disposto fissarsi udienza a sezioni riunite sul caso, accogliendo una richiesta di Edoardo in tal senso e fugando così il rischio quasi certo di una archiviazione del ricorso in udienza chiusa , blindata, volta al rigetto, senza difensori, senza discussione, con il rischio palpabile di favoritismi ambientali. Ma di questo vi aggiorneremo nel giro di un paio di giorni, oggi il punto è dedicato alla richiesta del Gruppo Dogale, sostenitore di Edoardo fin dall' inizio di questo calvario, di un incontro col Presidente del Tribunale di Pordenone. Sul tavolo : discutere sia del protrarsi di questa scandalosa situazione di illegalità ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html ) , sia del comportamento altrettanto illegittimo, oltre che odioso, incivile e antidemocratico della " entità ordinistica" che, per fare smettere i volantinaggi pro Longo avevano chiesto, di fatto, che il buon Edoardo, dopo essere stato vittima del loro mobbing per due anni, venisse magari anche ributtato in galera. Se pensiamo che il Presidente di questa bella compagnia è pure un esponente veneziano di Forza Italia, probabile candidato alle prossime elezioni politiche con questo partito che Berlusconi aveva fondato come partito garantista dei diritti civili , c'è di che raggelare.
Ma torniamo alla richiesta, garbata e civile, inoltrata da Albert Gardin al Presidente del Tribunale. Eccola : https://monitore1980.blogspot.com/2026/03/repubblica-vs-repubblica_4.html
Risposta ? ZERO. Il nulla più assoluto. Neanche un bel NIET in stile neo-sovietico. Edoardo ha dato la sua liberatoria all' incontro, comunicandola al Presidente del tribunale, poichè l' incontro avrebbe riguardato dati riservati della propria posizione giuridica, si è pure dichiarato favorevole all' incontro, in una ottica di dialogo e apertura di credito, chiedendo solo di poter presenziare . Risposta ? Il nulla più assoluto. L' incontro evidentemente non ci sarà. Peccato : sarebbe stata una occasione per le Istituzioni di mostrare un volto civile, democratico, dialogante con i cittadini che pure pagano loro il lauto stipendio e sono parte di quel popolo che dovrebbe essere il vero sovrano in democrazia. Niente da fare. Silenzio assoluto, silenzio sprezzante.
Una occasione che le Istituzioni hanno perso. Hanno voluto perdere.
E il fascista sarebbe Edoardo ?
Monitore Veneto
SCANDALO AL TRIBUNALE DI PORDENONE
SCANDALOSO !
Da oltre 38 mesi
nel tribunale di Pordenone viene commessa una gravissima illegalità che
pare non destare la preoccupazione di nessuna autorità giudiziaria . Essa vede
come parte lesa l’ avvocato Edoardo Longo , 67 anni d’ età, con 41 anni di professione forense in ambito penale, da sempre difensore di imputati legati all' antagonismo politico di ogni segno e difensore storico dell' indipendentismo triestino e veneto, professionista serio,
coraggioso, rispettato, ricercatore culturale, autore di svariati libri sulla malagiustizia penale italiana, editore controcorrente, già magistrato onorario di questo tribunale.
Dopo aver patito
malagiustizia con condanna penale ingiusta ed essere stato deportato fuori da
ogni legalità in carcere per 8 mesi, dal
1 marzo 2023, data della sua scarcerazione , l’ avvocato
Edoardo Longo ha diritto a riprendere la sua professione, ma ciò gli è
negato dal consiglio dell’ ordine degli
avvocati di Pordenone che , sfidando la legge e relativi decreti, lo mantiene
illegalmente in stato di cancellazione negandogli la reiscrizione che gli
compete per legge all’ albo
professionale.
1) La legge gli dà diritto alla reiscrizione :
“
Lo stato di cancellazione ammnistrativa derivante dal misura detentiva viene
meno quando la misura detentiva è cessata e il professionista ha diritto alla
immediata reiscrizione all’ albo” ( legge 141-2012, art. 17 comma 15 ),
2) Lo stesso consiglio dell’ ordine ha disposto la reiscrizione :
Con
decreto del 29.12.2022 , il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone,
retto da altro presidente rispettoso della legge dello Stato e dei diritti
altrui, così stabiliva : “ Lo stato di detenzione è impedimento all’ esercizio
della professione di avvocato. Con il venir meno della detenzione, a norma
dell’ art 17 , comma 15, legge 147-2012 , l’ avvocato Edoardo Longo avrà
diritto ad essere di nuovo iscritto”. Ecco qui il dispositivo passato in giudicato :
3) Lo stesso tribunale di Sorveglianza di Venezia :
Nello scarcerare il professionista scomodo con
decreto 1.3.2022 gli consentiva lo svolgimento
della professione di avvocato riconoscendo che non vi era nesso alcuno fra i titoli di condanna penale e l’
esercizio della professione forense.
Nonostante ciò, l’ ordine forense di Pordenone, mantiene l’ avvocato Edoardo Longo in stato illegittimo di “cancellazione amministrativa in attesa di uscita dal carcere ” e gli impedisce con la forza dell’ abuso di lavorare, pur avendone il professionista pieno diritto.
Questa situazione si protrae dal marzo 2023 e sono ormai ben TRENTOTTO MESI DI ILLEGALITA’ MANIFESTA ! Con violazione intollerabile al diritto al lavoro, diritto primario e costituzionalmente garantito.
Può tollerare l’ autorità giudiziaria di questa città una violazione alla legge così grave, perpetrata proprio sotto i suoi occhi ? Chi ne risarcisce i danni ?
Possono tollerare gli avvocati qui iscritti una così sfacciata e spudorata violazione ai diritti di un proprio collega, violazione che è espressione di regimi autocratici incompatibili con un sistema di legalità democratica ?
· Si chiede l’ immediato ripristino della legalità in questo palazzo di giustizia e la reiscrizione senza indugio dell’ avvocato Edoardo Longo nel suo ordine professionale.
· Si chiede che il presidente del tribunale di Pordenone e il Procuratore della Repubblica svolgano istanza al Ministro della Giustizia per il commissariamento del consiglio dell’ ordine forense di questa città.
· Si chiedono le dimissioni del presidente dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, il portogruarese Visentin Igor, e del suo direttivo , reso illegittimo da questo comportamento.
BASTA
ILLEGALITA’
BASTA
ABUSI DI POTERE
SU CHI E’ SOCIALMENTE PIU’ FRAGILE
Comitato
Vittime di malagiustizia
6 maggio , 2026
lunedì 27 aprile 2026
CONTRO LA " CANCEL CULTUR "
Ho ordinato il libro " L' isola dei Monopanti". I miei complimenti all’Avv. Longo per il coraggioso catalogo che fa onore alla vera Libertà della cultura in senso Alto e Tradizionale. DB, notaio in Firenze.
LINK DEL LIBRO :
UN RINGRAZIAMENTO
Salve, Avvocato,
scrivo solo per ringraziarla per il suo ottimo lavoro come editore, e per la qualità dei testi offerti. Alla luce degli ultimi fatti di cronaca riguardanti i file Epstein il tutto assume una luce diversa, più chiara e rifulgente. I suoi testi non sono più semplici teorie radicali, ma vere e proprie bussole utili per orientarsi nell'oceano della verità taciute e snaturate da una coltre liquida di catrame di falsità e ipocrisia. Grazie mille ancora, purtroppo non la vedo più su facebook. ( bannato a vita - NDR). Spero possa nuovamente tornare tra noi. Saluti, AC
giovedì 23 aprile 2026
VIVA SAN MARCO
Ringrazio tutti gli amici che generosamente erano presenti, in tanti e da tutte le città delle Venezie, avanti al tribunale di Pordenone con CLNV a sostenermi nel mio confronto con la " cricca ordinistica " il giorno 21 aprile scorso.
Non so come andrà a finire, ma potremo dire in ogni caso un giorno che un pugno di persone avrà fatto tremare le colonne di un tribunale. Ed hanno tremato, fino alla fondamenta, perché erano convinti di avermi liquidato e " chiuso la pratica " in un et.
WSM
Edoardo
mercoledì 22 aprile 2026
UN PACIFICO " ASSEDIO" IN NOME DI SAN MARCO
“Con l’ aiuto e la
benedizione di Dio onnipotente, della nostra guida spirituale San Marco Evangelista
e dell’ Arcangelo Michele, chiediamo e decretiamo che tutte le benedizioni di
giustizia divina scendano ora su tutti gli autodeterminati e soprattutto sui
nostri fratelli che in questo momento subiscono le ingiustizie dell’ occupante straniero.
Scenda la luce su tribunali, carceri, Agenzia delle Entrate e su tutte le istituzioni
in malafede della repubblica italiana”.
Questa è la preghiera
intonata dagli auto-determinati e dagli altri cittadini solidali che sono accorsi all’ appello del Comitato di
Liberazione Nazionale Veneto per presidiare il Palazzo di Giustizia ( ?)
di Pordenone il 21 aprile scorso in concomitanza con l’ “ incontro- scontro”
dell’ avvocato Edoardo Longo con l’ “ ente
ordinistico” ( così si auto-celebra..) degli avvocati del Noncello che da
due anni gli hanno scippato il suo sacrosanto diritto al lavoro.
Un civile e pacifico " assedio " : numerose le persone e i
gruppi che hanno risposto all’ appello del CLNV a non lasciare solo l’ avvocato
Longo che ha difeso per 40 anni i diritti civili e politici di chiunque fosse
aggredito dalla italica malagiustizia, con rischi ben intuibili . Oltre al CLNV,
l’ Associazione Culturale Marciana , il Canton Dolomitico,
e gli indomiti combattenti dell’ Ufficio
Dogale, oltre allo stesso Presidente del CLNV Amedeo Casasola. Numerose anche le persone vicine alle Edizioni della Lanterna che
hanno accolto l’ invito di CLNV, perché non hanno avuto difficoltà a
riconoscere nella clamorosa persecuzione dell’ avvocato – editore anche l’
impronta malcelata di un certo mondo genocida : quello della "lobby che non
esiste", ma che tiene avvinta la classe giudiziaria i-ta-lyana .
In tutto “ svariate decine di persone” , come ha scritto il Gazzettino di Venezia in un trafiletto sulla iniziativa. Si, una presenza di popolo molto significativa e importante, come riconoscono i media locali, strutturalmente avversi al movimento indipendentista. Bontà loro, i gazzettieri avranno forse anche conteggiato i numerosi poliziotti – Digos in borghese , polizia e carabinieri in divisa – in tutto oltre la decina. La lettura del trafiletto e la massiccia – francamente esagerata – presenza di forze dell’ ordine, permette di capire che si è verosimilmente ripetuto il canovaccio già accaduto ai tempi del primo e clamoroso volantinaggio di Autorità Dogale, l’ anno scorso : Gazzettino viene a conoscenza dell’ iniziativa, chiama il palazzo per avere il becchime da scrivere e costoro fanno mobilitare anche l’ Interpol piangendo di sentirsi attinti e minacciati e le divise accorrono in massa. Del resto, fanno bene : oltre a far numero e da cassa di risonanza dell’ evento, si guadagnano con poca fatica le indennità per missione pericolosa… Siamo in Italia, paesà !
[ Un pericoloso terrorista veneto presente,
tenuto d' occhio da una dozzina di agenti della Digos italiana]
Per capire che è andata
così, basta leggere il trafiletto citato, che riporta le solite fregnacce con
cui le toghe ordinistiche coprono le proprie vergogne, il che fa
anche capire che l’ incontro era truccato e che l’ esito sarà di rigetto
dell’ istanza, come hanno già anticipato da gran tempo. Chi ci sarà vedrà, ma è bene che le
toghe noncellesi , in tal caso, si abituino a incontri di questo tipo a
cadenza fissa…Finche il diritto, la legge e il buon senso prevarranno.
L’ audizione , avvenuta a
porte chiuse, è stata registrata e sarà pubblicata dalle Edizioni
della Lanterna. Possiamo anticipare che l’ avvocato Longo, nel corso di una
esposizione durata oltre un ‘ora , ha sottolineato la pretestuosità del
programmato rigetto per pendenza di altra istanza ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2026/03/il-fiume-noncello-e-il-gioco-delle-tre.html
) e ha sottolineato come l’ ente
ordinistico abbia bypassato completamente nel caso che lo riguarda ogni
norma di legge, ogni decisione giudiziaria, ogni sentenza, financo la loro stessa primigenia decisione : tutte leggi e atti " normanti " che convergono nell’ obbligo di reiscrizione del professionista, caso unico
in Italia di avvocato sottoposto a cancellazione amministrativa cui non sia
conseguito in breve tempo la reiscrizione (cfr https://monitore1980.blogspot.com/2026/02/un-caso-unico-in-italia.html
)
, una volta venuto meno il limite
legale, nel caso di specie il ritorno alla libertà, avvenuto ancora il
1.3.2023, oltre tre anni fa…. Ecco l’ impressionante elenco delle norme violate
e disattese : https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html
. La legalità : questa sconosciuta sulle rive del fiume Noncello.
Le decisione sarà
pronunciata fra alcuni giorni.
Una curiosa nota finale : abbiamo avuto la conferma che il palazzo di giustizia di Pordenone teme come la morte le bandiere della repubblica veneta. Infatti, un tirapiedi è uscito dal palazzo per informarsi di quante fossero le bandiere : informato che erano ben OTTO è corso all’ interno a riferire alle Supreme Autorità . Anche durante i processi agli indipendentisti veneti in quella città abbiamo assistito alla scena in cui i magistrati chiedevano gli riferissero quante fossero le bandiere all' esterno : se una o due , tiravano un sospiro di sollievo, ma se il numero era superiore, era il panico. Curioso modo di vedere le cose : temono che il Leone di San Marco possa uscire dalle bandiere e sbranarli ?
MV
venerdì 17 aprile 2026
UN RINGRAZIAMENTO E UNA SPERANZA
Voglio ringraziare
personalmente gli amici del Comitato di Liberazione Nazionale
Veneto che hanno indetto una loro presenza avanti al tribunale di Pordenone
il giorno 21 aprile ore 15.00, quando mi incontrerò con la consorteria che ha
sequestrato il mio lavoro e - pertinacemente e del tutto illegalmente - ancora non
me lo restituisce , dopo due anni dal loro golpe contro la legalità.
Gli amici di CLNV, come
del resto quelli degli altri gruppi auto-determinati del Veneto
come il Gruppo Dogale, il Canton Dolomitico e Repubblica
Veneta , fin da quel lontano giorno della canicolare estate del 2022, quando fui deportato
illegalmente in carcere, non mi hanno mai abbandonato un giorno solo.
Un caso a mio avviso unico in Italia per un avvocato che non è neanche lontanamente né un leader politico, né una personalità pubblica.
Averli vicino anche adesso, nel giorno in cui potrò guardare negli occhi quei nove soggetti , quei nove “ ordinistici” che - come sempre, forti coi deboli e deboli coi forti - hanno fatto un putiferio per impedire il civile volantinaggio dell’ anno scorso, fatto da sole tre persone e a volte anche dal solo indomito “ Doge”, e quasi mi hanno fatto ributtare in galera per impedire che fosse resa pubblica la illegalità del loro agire ( cfr : https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html ) su cui ancora si barricano , è una grande soddisfazione.
Una soddisfazione non solo morale : la presenza
di popolo sotto gli antri dell’ ingiustizia è un segnale potente che svilupperà
i suoi effetti. Guai a chi lo volesse trascurare : ne scontera' gli effetti in modo addirittura potenziato.
Un’ ultima osservazione.
Dalla lettura del volantino del CLNV e dalla istanza che hanno inviato agli “ ordinistici”
( cfr :https://monitore1980.blogspot.com/2026/04/quattro-passi-nel-delirio-italico.html ) si intuisce che la mia assistenza
legale abbia lasciato un segno positivo e venga ancora rimpianta. Non credo che
molti avvocati abbiano avuto un simile profondo e sincero riconoscimento popolare. Di certo non coloro che pretendono di essere i miei giudici ( pure loro ! Come se non ne avessi già avuti abbastanza ) e di sbarrarmi ad ogni costo la strada al mio lavoro.
Grazie, amici . Grazie a
tutti di cuore. La battaglia continua e la vittoria alla fine arride agli audaci che non si arrendono mai. Ci
vediamo martedì prossimo e Viva la Vittoria
sempre e sempre Viva San Marco !
Edoardo
martedì 14 aprile 2026
UN CONFRONTO A LUNGO ATTESO
Poco fa abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale dal Comitato di Liberazione Nazionale Veneto ( C.L.N.V.), il coordinamento istituzionale delle realtà venete indipendentiste, dal seguente contenuto :
“Con la presente siamo a comunicarle la partecipazione di una delegazione
del CLNV, il giorno 21 del corrente mese alle ore15.00, presso il tribunale di Pordenone a
sostegno delle sua riammissione all’ordine degli avvocati”.
L’ amico Edoardo e tutti
noi del Monitore Veneto ringraziamo con tutto il cuore gli amici di CLNV per il
loro sostegno, molto importante, gradito
e opportuno. Come sapete, l’ incontro tra l’ avvocato Edoardo Longo, il legale
dei diritti civili degli oppositori politici, con la accolita “ ordinistica”
dell’ avvocatura che gli nega illegalmente il ritorno alla professione, è un
incontro truccato, perché la accolita ha già fatto sapere che intende
respingere la nuova istanza di reiscrizione perché ancora pendente una
precedente istanza sotto giudizio della Corte di Cassazione. E' un misero pretesto per negare un diritto conclamato. Non esiste da
nessuna parte che non si possa riproporre una istanza come abbiamo già
evidenziato in :
https://monitore1980.blogspot.com/2026/03/il-fiume-noncello-e-il-gioco-delle-tre.html
Ciò nonostante, questa gente sì sente sicura di poter violare la legge e il diritto come meglio aggrada a loro e a chi li ha incaricati di questo orrore giuridico. E' un atteggiamento cui andrebbero tagliate le unghie.
Ricordiamo qui, per i pochi che ancora non ne fossero informati, i punti fondamentali che sanciscono il diritto alla reiscrizione dell' avvocato Longo : https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html e che rendono uno scandalo la sua estromissione da un lavoro che ha svolto per 41 anni.
Per questa ragione, la
presenza avanti al tribunale di Pordenone di una delegazione di CLNV a presidio
della legalità è molto importante : la presenza dei LEONI fa tremare
quelli che sono adusi aggredire in
gruppo le persone sole, forti dell’essere in branco , contro una persona inerme e sola.
Grazie agli amici di CLNV e un invito a chi è vicino a Edoardo a unirsi a loro nel presenziare avanti al tribunale di Pordenone confidando che, una volta tanto, lì si compia giustizia e non la solita macelleria giudiziaria dei più deboli cui questo Palazzo ci ha tristemente abituati.
Non lasciamo solo l' avvocato che da quarant' anni ha sempre difeso le libertà civili e politiche di tutti, mettendo se stesso a rischio. Per chi ama la giustizia e per chi sostiene Edoardo, appuntamento solidale quindi, assieme a CLNV , il giorno :
21 APRILE 2026, ORE 15.00 E SEGUENTI
AVANTI AL TRIBUNALE DI PORDENONE
Vi terremo informati di tutto.
Monitore Veneto








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