“
Io sono la Volpe e lui è il Gatto
Stiamo
in società
Di
noi ti puoi fidar… “
CORTE
SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONI
UNITE CIVILI
COMUNICAZIONE
FINALE
E APPELLO ALLA LEGALITA’
Procedimento
:
AVV.
EDOARDO LONGO
VS
CONSIGLIO
DELL’ ORDINE AVVOCATI PORDENONE
Ch.mo Presidente,
Illustri Consiglieri,
1) Mi
permetto di inviarVi questa mia comunicazione personale conclusiva.
2)
Già sono state sviluppate dal mio
difensore – e anche in tutta umiltà – anche dal sottoscritto, le argomentazioni,
molto serie, che invocano il Vostro intervento perchè la legge venga rispettata
da un organismo forense periferico molto riottoso a farlo, forte della
supponenza e arroganza del suo ( abusato) ruolo. Non ritorno quindi sul punto.
La legge impone la reiscrizione dell’ avvocato cancellato per difetto provvisorio
dello status libertatis quando abbia recuperato la sua libertà
personale e abbia gli altri requisiti : nel suo elenco non contempla altri
requisiti oltre a quelli dell’ elenco dettagliato. la norma
questo dice e questo chiede venga rispettato. Ed ha un senso : chi non abbia
subito una cancellazione disciplinare – e io non la ho subita - non deve essere sottoposto alle condizioni
derivanti da essa. Ma non solo la legge : conforme alla legge sono a mio
favore anche il decreto del COA di Pordenone del 29.12.2022, definitivo
e passato in giudicato dal 21.3.2024 che
stabilisce come il sottoscritto abbia diritto alla reiscrizione dal momento
della riacquistata libertà ( cioè dal 2.3.2023, giusto tre anni orsono) , lo
stesso decreto 1.3.2023 della magistratura di sorveglianza
di Venezia/Padova, che nel restituirmi alla libertà mi autorizza allo svolgimento del mio lavoro,
le stesse condanne penali che io ho espiato con la massima buona condotta
possibile e svolgendo attività di volontariato per attività di “ sostegno alla
legalità”, non hanno mai applicato condanne accessorie di tipo interdittivo
dello svolgimento della mia professione.
3)
Vorrei richiamare la Vostra attenzione
anche su un altro punto, molto serio. Io ho affrontato, subìto, espiato, una
condanna senza fiatare, con la massima correttezza possibile, come ben aveva
intuito lo stesso giudice di sorveglianza di Padova che nella sua ordinanza
così scriveva : "...Considerate la sua
personalità e la sua lunga esperienza professionale , si ritiene che Edoardo
Longo rispetterà le prescrizioni imposte con il dovuto scrupolo “. Avrei
avuto molto da ridire sulla condanna, ingiusta sotto tutti i profili e comunque
la si valuti, ma come Socrate ho bevuto la mia cicuta senza fiatare.
4)
Così è stato. Ma se lo Stato che condanna
deve avere anche una funzione rieducativa che si esplica in primis
nel richiedere il rispetto delle leggi ai cittadini, come può pretendere di
svolgere detta funzione se quando il condannato esce dal carcere nei suoi confronti viene violata spudoratamente una legge come quella che è
stata violata dal COA di Pordenone, che si è rimangiato uno stesso proprio
decreto – corretto - di pochi mesi prima
? Che insegnamento viene dato a un
poveraccio che esce dal carcere, autorizzato a svolgere il suo lavoro , con
stretto in mano il decreto COA del
29.12.2022 che gli ribadisce il suo diritto al lavoro , e lo sfortunato pure rispetta le leggi fino alla virgola,
con ottima condotta, addirittura svolge volontariato a “ sostegno della
legalità” ( !!) , e pochi mesi dopo il medesimo ente COA, con disprezzo, gli strappa in
faccia detto decreto e lo butta sulla strada ?
Che effetto rieducativo sarebbe questo ? Che insegnamento ne deve
trarre il poveraccio ( io) ? Che il rispetto della legge è solo ipocrisia
e che lo Stato e le sue istituzioni possono violare impunemente le leggi perché
sono più forti e di un ex detenuto , sia
pure con 41anni di avvocatura alle spalle , se ne fregano bellamente ? Che
chi è più forte può fare quello che vuole, anche beffarsi della legge quando
non gli comoda ? Che la sola legge che vale in Italia – addirittura nel mondo
dei tribunali ! – è la legge del più forte ? Quale autorità morale può avere in
questo contesto uno Stato del genere ? Si può chiamare ancora Stato di legalità ? Quale
ammaestramento dovrei trarne io, da tutta questa immorale vicenda ?
5)
Sono stato io un cretino a fidarmi
delle istituzioni dello Stato ? Comincio seriamente a chiedermelo. E le mie due
figlie in età scolare che insegnamento trarranno per la vita dalla vicenda
capitata al padre ? Lo Stato ha delle responsabilità nei confronti dei suoi
cittadini.
6)
Voi capite benissimo che quanto sto
subendo io è inaccettabile, immorale ed illegale e sancisce il totale
fallimento di ogni autorità morale e legittima delle istituzioni in ambito
giudiziario. Quale rieducazione possono imporre ? Condannare una persona
e riservarsi l’ arbitrio di violare le leggi quando sono a vantaggio del condannato , è immorale e criminale.
7) Chi altri ha il dovere di tutelare la applicazione della legge , eguale per tutti e che non conosce persone più eguali degli altri , se non Voi, Giudici della Suprema Corte di Cassazione ? Io chiedo giustizia e che la legge sia rispettata e non violata con i latinorum o opinazioni di manzoniana memoria , e chiedo di non vedere che in Italia il rispetto rigoroso della legge viene imposto solo ai poveracci e non a chi ha nelle mani un potere di cui abusa contando nella sua posizione sociale privilegiata . O vale sempre il triste motto popolare per cui fatta la legge, trovato l’ inganno ?
Si insiste pertanto nell’ accoglimento del presente ricorso per il rispetto della legge violata dal COA di Pordenone.
Rispettosamente.
Pordenone, 27 febbraio, 2026 .
Avv. Edoardo Longo
























