
Un ringraziamento diretto
da parte mia a tutti coloro i quali stanno sottoscrivendo la petizione in mio
favore, affinchè la legge venga rispettata e il consiglio degli “ ordinistici”
di Pordenone mi reiscriva, come già
aveva pure decretato nel lontano 29 dicembre 2022. Gli anni passano e le loro
illegalità continuano a sussistere, senza che lo Stato si degni di rimuoverle. Un grazie anche al tutto lo staff di Monitore
Veneto e a tutte le realtà indipendentiste venete militanti che con il loro impegno e con
la loro presenza avanti al tribunale di Pordenone, hanno impedito che la mia
vicenda venisse buttata nel cestino con due timbri, e un NO , come avevano
programmato gli ordinistici anni fa. Pensavano mi rassegnassi e di spuntarla così , facile, facile. Invece la “ questione Longo
“ per loro rimane sempre aperta e non sanno più come venirne a capo, visto che né
io rinuncio ai miei diritti garantiti da legge e decreti - il diritto a riprendere il mio lavoro - , né
i miei amici smettono di sostenermi, anzi : il passare del tempo li aumenta e
qui ringrazio proprio in particolare Monitore Veneto con la sua
campagna di continua contro-informazione, ininterrotta dal giugno di ben tre
anni fa.
Continuate a firmare la
petizione attraverso gli “ atti formali di reclamo” anche durante il mese di
agosto in cui questo blog, come ogni anno, resterà inattivo. La petizione è
molto importante perché documenta come la illegalità che sto patendo è
deprecata da un numero sempre crescente di persone. A settembre, la petizione ,
che non cesserà ancora, diventerà operativa su molti fronti legali e giudiziari.
Il modulo per scaricare, compilare ( anche modificandola ) , stampare e firmare
la petizione , lo trovate qui :
https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html
Ringrazio i vari firmatari dei Reclami che mi arrivano ogni giorno, in particolare dai Lettori della Lanterna , che spesso accompagnano le mail con bellissimi messaggi di vicinanza. C'è chi mi scrive, come fa uno studioso dell' Emilia , dicendomi : " Ci mancherebbe, dovere. Grazie a Lei per i bellissimi libri che pubblica". Un dirigente di Cancelleria , che qui lascio anonimo, che non ha avuto timore a firmare il Reclamo, dal Veneto mi scrive :" Egregio avvocato, le invio la dichiarazione di supporto alla sua reiscrizione. Goccia dopo goccia speriamo che si ottenga il risultato già auspicato dai Latini : < Gutta cavat lapidem>. Un caro saluto. "
Ancora alcune riflessioni. In pratica , io sto subendo
la illegalità di sistema da parte di uno Stato senza
onore e dignità, che rinnega anche le proprie leggi e i propri decreti. Io lo
avevo capito subito , fin dall’ inizio di questo calvario, nell’ estate di fuoco
di quattro anni fa. Solo alcuni episodi che saranno approfonditi in vari post,
un po’ alla volta .
1)
Venni deportato in carcere il 16 luglio
2022 e gia' solo dopo venti giorni avrei avuto il diritto di uscirne se avessi avuto un lavoro ( cd “ messa alla prova”) e con l' obbligo di svolgere attività di volontariato. Quei
venti giorni in più non sono stati uno scherzo beffardo del destino, ma furono
calcolati apposta per gettarmi in galera. Pochi giorni dopo la mia incarcerazione,
quando ero ancora in isolamento, mi pervenne dalla procura generale della
Repubblica di Trieste, la richiesta di
cancellazione amministrativa dall’ albo degli avvocati per essere in stato di
detenzione. Tempismo eccezionale. Alla domanda per essere rimesso in libertà (
che avevo predisposto in anticipo ) allegai anche questa comunicazione, aggiungendo
che , essendo stata attivata la procedura di cancellazione amministrativa, ciò era un motivo espressamente previsto dalla legge ( tutela costituzionale del diritto al
lavoro ) per concedere d’ urgenza la messa alla prova , prima che il diritto venisse pregiudicato .
Il giudice di Sorveglianza , il giudice Cunial andata in pensione due anni fa,
rigettò la mia istanza con un ragionamento invertito , rigettò la mia
richiesta dicendo : “ poiché sta per perdere il lavoro, non si vedono motivi di
urgenza”. Allucinante : io il lavoro lo avevo, e avevo il diritto ad una scarcerazione
urgente per poterlo conservare , è stata la voluta lentezza che me lo fece perdere. Il giudice fissò
udienza per il marzo 2023 ( !), quando io nel frattempo ero già stato
scarcerato a Padova. Udienza lontanissima, ben nove mesi dopo, calcolata apposta per avere la certezza
che nel frattempo l’ iter di cancellazione fosse stato completato.

2)
Nell’ ottobre 2022, mentre ero ancora nel carcere
– fogna di Udine , appresi che davanti al tribunale di Sorveglianza di
Bologna era stata fissata udienza per concedermi la messa alla prova.
Ne venni informato da un colloquio in carcere con una funzionaria dell’ Ufficio
Penale di Udine , incaricata da Bologna di redigere il programma di
volontariato e le modalità di espletamento del mio lavoro di avvocato. La funzionaria
era felice nel darmi la notizia e ancora più felice nel constatare che io ero
avvocato di associazioni politiche e quindi non avrei avuto contatto con elementi
criminali. Detto, fatto: preparammo il programma in cui si stabiliva che, in caso di mie trasferte
lavorative lontane , avrei eventualmente delegato mia moglie, anche lei avvocato. Non ero cancellato,
perchè il presidente dell’ ordine dell’ epoca, a differenza di quello attuale, era un galantuomo che conosceva la mia posizione di perseguitato politico. Pochi giorni dopo questa visita provvidenziale,
il carcere di Udine mi trasferì al carcere di massima sicurezza di Padova, per “
ragioni di sicurezza”. Se non fosse una cosa tragica,
verrebbe da ridere…
3)
Il 24 novembre , mentre ero da pochi giorni
al Due Palazzi di Padova , si tenne l’ udienza al tribunale di
Sorveglianza di Bologna, ritenuto il più garantista e aperto del Nord- Italia. Ero stato infilato in una udienza in cui si trattava della posizione di
affiliati alla Ndrangheta e di altre associazioni criminali, tutte piuttosto
sanguinarie, come del resto erano pesantucce le posizioni di quelli di
cui si discuteva quel giorno : rapine,
omicidi, sequestri, estorsioni, sparatorie, regolamenti di conti a mano armata: mancava solo lo scioglimento di persone nell’acido,
forse messo in calendario per altra udienza . Robetta , in confronto alla
lesa maestà giudiziaria per cui ero stato condannato io a
4 anni e 1 mese. Per il vero , il procuratore generale della Repubblica di Bologna
chiese l’ accoglimento del mio ricorso. L’ unico accoglimento che chiese quel
giorno fu il mio . Il primo ricorso ad essere respinto invece fu proprio il mio , uno dei pochi respinti . Anche uno dei pochi casi in cui le richieste del Procuratore Generale non vengono accolte. Il trasferimento improvviso di carcere aveva sortito il suo effetto, che era quello di impedirmi di uscire e riprendere il mio lavoro. Come era possibile rilasciarmi, quando pochi giorni prima ero stato trasferito d' urgenza per " motivi di sicurezza " ? Inutile fu l' intervento a mio favore del procuratore generale, evidentemente un magistrato onesto che conosceva bene i retroscena e la manovra in atto, o l' aveva intuita. Il Tribunale di Bologna scrisse che era “ inquietante” vedermi in libertà. Non era invece inquietante rimettere in libertà
qualche pluriomicida della Ndrangheta.
4)
Uscii dal carcere il 2 marzo 2023, giorno fausto del capodanno veneto , con l’ autorizzazione del
tribunale di Venezia/Padova a svolgere il mio lavoro. Dopo pochi giorni ebbi il
mio primo colloquio con il funzionario dell’ Ufficio Penale di Udine cui ero
stato assegnato. Era la dirigente dell’ ufficio, ben diversa da quella che venne da me nel carcere di Udine. La dirigente , senza tanti giri di
parole , mi chiese a bruciapelo di rinunciare a svolgere il mio lavoro , quando
si fosse trattato di udienze avanti al tribunale di Pordenone. L’ odor di ricatto ancora non si percepiva.
Ovviamente rifiutai , anche sgomento : come si fa a chiedere a un poveraccio
che esce dalla galera ( peraltro ingiustamente affibbiata ) di rinunciare al
proprio lavoro, quando la legge considera essenziale , per tenere un detenuto
in libertà, che lavori e sia in grado di mantenere sé e la propria famiglia ?
Un lavoro che era già stato autorizzato senza limiti da un magistrato di Sorveglianza ? Di che cosa avrei dovuto vivere? E la mia famiglia? Inoltre, un detenuto che rinuncia a lavorare ritorna spedito in galera. A questa gente,
non importava ributtarmi in carcere nonostante la mia buona condotta. Lo appresi
dopo. A loro interessava solo “ togliermi dai coglioni” ,
come ho sentito personalmente dire , con questo elegante eloquio, da un
magistrato e da un cancelliere del tribunale penale di Pordenone.
5)
Nel frattempo, ricevetti pure una diffida
tramite Carabinieri con relativa minaccia, neanche tanto implicita, di rigettarmi in carcere,
da parte del giudice di Sorveglianza di Udine dott.ssa Cunial. Ero uscito
da pochi giorni. Motivo della diffida minatoria : mi permettevo di inviare istanze
al giudice scritte a mano ! Non sto scherzando, è tutto vero. Assurdo , ma vero ! In carcere tutti i detenuti scrivono le istanze a mano, nessun giudice si lamenta, nè mai si era lamentata la dott.ssa Cunial, ed io ero uscito dal carcere da pochi giorni e già mi ci volevano ributtare dentro. Tenete presente che in dette istanze chiedevo
di essere autorizzato di recarmi presso il mio studio legale in Pordenone ( io
non abito a Pordenone), proprio per poter accedere, tra l' altro, anche al computer che ho lì,
il solo che ha una tastiera sufficientemente grande che io possa usare agevolmente a causa dei miei problemi di vista.
§
Questo
per sottolineare come io non abbia alcuna fiducia nelle istituzioni di questo
Stato, ordinistici compresi, perché ne sono semplicemente una componente ancillare : uno Stato infame, senza
onore, che tradisce le sue proprie leggi, bara al gioco anche coi disgraziati in carcere e non merita rispetto da nessuno e
a nessuno ha alcunchè da insegnare . E
io lo ho sperimentato fin nelle viscere del sistema penitenziario, dove le persone
sono considerate solo sacchi della spazzatura di una discarica sociale. Uno
stato delinquente , a tutti i livelli. La repubblica italiana è un errore della
Storia che si spera la Storia si affretti a cancellare.
Grazie,
Amici, per il vostro sostegno che, capite, per me è cosa preziosa e la sola
arma di cui dispongo. A saperla usare è un ‘arma potentissima. Noi non siamo
spazzatura.
Avv. Edoardo Longo
LINK PER ACCEDEREALLA PETIZIONE :
https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html