lunedì 28 settembre 2026

UNA STRANA IDEA DI GIUSTIZIA

 


Oggi vi propongo un libro un po' particolare e un po' esplosivo: in fondo tutti i libri  della Lanterna  sono un po' come  ordigni deflagranti per via dell ' anticonformismo che li anima. 

Toghe & forchette ":  il libro per il quale l’ avvocato Edoardo Longo è  stato sbattuto in carcere: assolto dalla Corte di Appello per averlo pubblicato,  condannato in un secondo processo  su querela del giudice di primo grado ( Rino Chiaradia,  magistrato solo " onorario ", cioè senza abilitazione alla professione giudiziaria ) drl primo processo,  che si sentiva " oltraggiato " dall’ imputato  in udienze in cui quest'ultimo manco  presenziava, avendo scelto di restare contumace non riconoscendo la legittimità dell’ autorità giudiziaria che lo processava per motivi di opinione. 

Curiosità : la condanna finale per aver leso la "maestà " del giudice Rino , oltre due anni, una misura folle e scomposta,  cui l’ autore era   sfuggito per il libro assolto in appello ,  era esattamente uguale e folle alla condanna richiesta dal pubblico ministero di Pordenone al processo per il libro stesso. Come dire : "non siamo riusciti a mandarti in galera per il sarcasmo e le critiche che ci hai rivolto nel libro, ma lo facciamo comunque, e nella stessa misura, perchè hai irriso il  nostro Rino, che ti stava processando". Diritto, logica, proporzione, innocenza, equilibro, non hanno rilievo alcuno di fronte alla VENDETTA. 

Il cerchio così veniva comunque chiuso e il carcere per il reo assicurato, come da ordini ricevuti da superiori incogniti  : infatti,  la condanna superava il tetto - limite  dei due anni. Sarebbe bastata solo una piccola spinta ulteriore e lo sfortunato oltraggiatore sarebbe precipitato nella voragine del sistema carcerario italiano. La " piccola spinta" poi non è mancata, avevate dei dubbi ? Ed è stata calibrata bene, un po' abbondantina,  da rimanerci, ma giusto giusto un 20 giorni in più oltre al tetto massimo oltre al quale finisci garantito in galera... Un lavoro fatto a puntino,  proprio da bravi magistrati precisini  precisini, quando si tratta della pelle degli altri. 

 Coincidenze ? Neanche per idea : il diavolo si annida sempre nei particolari e le toghe dei magistrati andrebbero portate dall' esorcista...

Se  leggete “ Toghe e forchette”  capirete perché la cricca forense odia  così profondamente il nostro amico :

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SECONDO COMUNICATO DEL MONITORE

 



Il tempo della pazienza è ampiamente scaduto e l' avvocato Edoardo Longo ha trasmesso in data odierna agli ordinistici del tribunale di Pordenone una seconda diffida, questa volta avente per oggetto la seconda istanza di reiscrizione  del 2026, quella del giugno scorso, anch' essa colpevolmente ingoiata dal Triangolo delle Bermude dell' ente ordinistico. Qualcuno lì evidentemente pensa che " ordinistico " faccia rima con " svincolato dal rispetto della legge" e dei diritti altrui. Riportiamo il perno di questa seconda diffida : " Non dovrebbe sfuggirvi l’ esistenza di strumenti di tutela giudiziaria, civili e penali, previsti dall’ ordinamento, nei casi in cui enti di interesse pubblico ( o addirittura pubblici, seguendo la vostra auto-referenziale definizione di “ ente ordinistico” )  omettano deliberatamente di adempiere ad atti dovuti del loro ufficio, fra i quali indubitabilmente rientra la decisione in ordine ad una istanza di reiscrizione amministrativa all’ albo forense, come quella in oggetto. Un tanto a prescindere, al momento e in questo contesto, dalla  circostanza che siate tenuti per legge ( art. 17 comma 15, L.147-2012, riconfermato anche nella nuova LP)  e per vostro stesso decreto 29.12.2022 alla reiscrizione , che avrebbe dovuto avvenire fin dal 1.3.2023, data in cui sono stato rimesso in libertà dopo una ingiusta detenzione carceraria". 

Non c'è molto altro da aggiungere e restiamo in attesa degli eventi. Intanto, il nostro invito è quello di continuare a trasmetterci le vostre sottoscrizioni agli Atti di Reclamo. Le istruzioni per compilarli sono qui : https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html   Sempre avanti.

Il Monitore

giovedì 24 settembre 2026

ASPETTANDO GIUSTIZIA

 


" Aspettando giustizia " : un nuovo libro sulle vicissitudini dell’ avvocato Edoardo Longo[1], ma questa volta scandagliate  guardando ad  una angolazione particolare : quella della faccia nascosta della vicenda  : la faccia palese è quella dei dinieghi, imbrogli, sotterfugi del consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone con cui siffatto ente nega la legge e il diritto indiscutibile  alla reiscrizione. [2]

La faccia nascosta è quella che si cerca di illuminare per far luce sul  ruolo dell’ autorità giudiziaria in tutta questa triste vicenda, intrecciata da abusi, sopraffazioni, sotterfugi e manovre sotterranee, mai limpide.

Fin dall’ inizio, fin dalla sua illegale deportazione carceraria [3], Edoardo ha notato delle situazioni che non rientravano nella normalità delle vicende carcerarie, che lui ha esplorato come avvocato penalista per oltre 40 anni. Che ci fosse la volontà giudiziaria di fargli più male  possibile , di impedirgli di ritornare in libertà ( lui ne aveva diritto legale dopo soli 40 giorni di detenzione, essendo incensurato e di buona condotta, nonché in possesso di attività lavorativa, la sua,  quella che dà tanto fastidio alle toghe...) lo aveva capito fin da subito. Ed è questa percezione – purtroppo corretta – che traspare dalle  pagine del suo scritto dal titolo “ Uno stato senza onore” ( NDR : https://monitore1980.blogspot.com/2026/07/un-ringraziamento-diretto-da-parte-mia.html   ),  che pubblichiamo proprio ad illustrazione del senso di questo libro. Dalle pagine di quello scritto si capisce che molto presto il nostro amico ha colto con raccapriccio  che tutta la operazione a regia che lo aveva colpito era finalizzata proprio a togliergli la possibilità di esercitare la professione di avvocato penalista . Difensore di imputati in processi politici, doveva apparire agli occhi della magistratura più forcaiola, illiberale e retriva proprio un “ avversario micidiale”, da cui liberarsi una volta per tutte ,  come gli ha confessato un magistrato onesto a Trieste, un paio di anni fa [4].

Ma chi voleva eliminarlo dalla scena professionale  ?

Non pareva essere volontà del consiglio forense, che ancora  nel 2022, quando era in carcere , aveva emesso una ordinanza che ribadiva il diritto legale dell’ avvocato Longo a riprendere la sua professione una volta uscito dal carcere. [5] Ma qualcosa doveva essere successo, dopo il cambio del Presidente avvenuto nel gennaio 2023, dal momento che il nuovo presidente è risultato essere il perno attorno cui, con un voltafaccia illegale, il consiglio ordinistico ( !) gli ebbe poi a negare oltre ogni decenza il rientro al lavoro. Se poi si considera che la composizione dell’ organismo del 2022 e quello del 2023 era la stessa  con la sola variante del presidente [6], è la stessa logica elementare a dirci che vi erano state delle forti pressioni esterne sugli ordinistici per imporre loro un autentico golpe contro la legalità.

Ma chi era stato a svolgere pressioni così forti e convincenti su quei nove labili soggetti drappeggiati in toghe secentesche, come in una grottesca farsa pirandelliana , “ personaggi in cerca d’ autore “ ? [7]

Qui gli interrogativi possono essere molti, tanto è sfaccettata la personalità dell’ avvocato Longo.

            


Potrebbe essere una pressione politica, in  considerazione dei numerosi libri scomodi che egli pubblica , in particolare critici verso la lobby ebraica , che già in passato aveva fatto inquietanti dichiarazioni pubbliche per eliminarlo dalla scena professionale ? L’ attuale presidente, in effetti, è un esponente territoriale di quel partito, Forza Italia , che è da sempre in prima fila nel combattere i critici verso l’ establishment sionista nazionale ed internazionale . Magari una pressione politica anche per il ruolo di difensore degli indipendentisti del Nord – Est, da Trieste al Veneto, ruolo che nelle aule di giustizia penale Edoardo ha svolto per quindi anni, anche svolgendo istanze che contestavano la legittimità della giurisdizione italiana? [8]

E questo ci porterebbe ad ipotizzare la manina di qualche barbafinta del Ministero degli interni, più ancora che la semplice politica partitocratica.

Ma forse, più di tutte le ipotesi, quella giudiziaria appare essere la più credibile : infatti, chi altri se non potenti magistrati possono muovere colleghi in quel losco balletto sulla pelle di un detenuto che traspare dallo scritto “ Uno stato senza onore” ? Chi altri potrebbe farsi interprete delle barbefinte della Digos che intrecciano da anni una losca guerra nascosta contro l’ indipendentismo veneto ? Chi altri potrebbe accontentare settori della nasal-democrazia  nella loro foja  di voler togliere di mezzo  un loro critico giudicato " antisemita" ?  Chi altri potrebbe garantire l’ impunità giudiziaria agli ordinistici per le violazioni  che essi compiono quasi ogni giorno per impedire la reiscrizione agli albi professionali dell’ avvocato Edoardo Longo ?

Chi altri potrebbe indurre un funzionario dell’ ufficio penale a cercare di imporre ad un povero ex detenuto di rinunciare spontaneamente ( !!!)  al proprio lavoro di avvocato, autorizzato dalla stessa magistratura veneta e in particolare di non farsi più vedere presso il tribunale di Pordenone ? [9]

E tutto ciò senza ricordare sia la confessione riservata del giudice triestino già riportata e le ripetute dichiarazioni in pubblico di un magistrato pordenonese sul fatto che “… non riusciamo a toglierci dai coglioni l’ avvocato Longo..” quando questi era ritornato in libertà,   [10] e analoghe dichiarazioni sputate in faccia ad Edoardo da personale della cancelleria penale, cui Edoardo non ribattè perché, trovandosi ancora sotto sorveglianza all’ epoca ( anno 2023) , poteva rischiare di trovarsi in una trappola e rigettato in galera. Una preoccupazione che poi  si è rivelata sensata.

Questo libro raccoglie proprio una serie di istanze trasmesse ad autorità giudiziarie pordenonesi. Il fine è stato quello di voler informare delle illegalità che l’ Autore aveva patito e stava patendo. Chi doveva informare, se non i “ tutori della legalità” della sua città ?  Da escludere la speranza di un intervento attivo a suo favore ,  perchè non c’ era da sperarlo .  Di certo l’ obiettivo di rendere edotti di queste illegalità i vertici delle autorità giudiziarie di Pordenone era un obiettivo raggiungibile ed è stato raggiunto. L’ avvocato Longo vuole assolutamente ritenere che i destinatari delle sue comunicazioni fossero e siano estranei a maneggi a suo danno , altrimenti non avrebbe scritto loro, e ha sperato e spera che, costoro, informati di quanto leggerete, possano rafforzare  un giudizio positivo nei suoi riguardi che certamente non può che avere riverberi positivi per la sua posizione di vittima delle  sopraffazioni ordinistiche e di chi le ha in tutta evidenza spronate e che rimane ancora celato. Nessuno ormai in quel palazzo può dire di “ non aver saputo”. Se la situazione resta così incancrenita, anche i vertici di quel Palazzo se ne devono assumere inevitabilmente  le responsabilità .

Risposte a queste istanze ? Nessuna. Neanche alla civile e garbata richiesta dell’ anziano leader indipendentista Albert Gardin di un colloquio di mediazione.

In mano a Edoardo non resta altro che il silenzio più assoluto. Un silenzio imbarazzante, ma non per lui , evidentemente. Un silenzio sui cui riflettere , attendendo giustizia.

E le stelle stanno a guardare.

Maurizio Rossetti

 

Questa è la presentazione al libro “ Aspettando giustizia”. Il volume è acquistabile al seguente link : https://www.lulu.com/it/shop/maurizio-rossetti-and-edoardo-longo/aspettando-giustizia/paperback/product-95vjk6y.html?page=1&pageSize=4



[1] La bibliografia sul punto comincia ad essere piuttosto cospicua, fra opere dello stesso Longo, antologie documentarie di  atti processuali, libri di Monitore Veneto ( alias Maurizio Rossetti ), e di Corte di Giustizia Veneta. In appendice abbiamo pubblicato una nota che le riporta .

 

[2]  A questo tormentoso braccio di ferro fra l’ avvocato Longo, armato solo del suo diritto e della legge che glielo conferisce e la cricca ordinistica che, con tutta la sua forza palese ed occulta, glielo nega, sono consacrate le pagine del Diario , pubblicato in vari volumi dalle Edizioni della Lanterna. E’ da poco stato pubblicato il sesto volume della raccolta. ( NDE).

 

[3] A cui è dedicato, appunto, il volume “ Deportazione”. ( NDE) : https://www.lulu.com/it/shop/edoardo-longo/deportazione/paperback/product-gjde48q.html?page=1&pageSize=4

 

[5] Questo decreto è più volte richiamato e pubblicato nel corso di questo libro. ( NDA).

 

[6] Quello onesto del 2022 non si era più ricandidato nell’ organismo in oggetto.

 

[7] E alla evidente ricerca di “ argomenti” così accattivanti da convincerli a gettare alle ortiche con determinazione e noncuranza il proprio onore.

 

[8] Alcune di queste istanze sono pubblicate in suoi libri, quali “ Rotte di libertà”, “ Non sei il mio giudice”, “ La giustizia negata”. ( NDE).

 

[9] Vedasi la relazione pubblicata in appendice e il capitolo “ accanimento inaudito”.

 

[10] Questo magistrato non ci risulta più in organico presso il tribunale di Pordenone da un paio d’ anni. ( NDA).

COMUNICATO DEL MONITORE

 


In data odierna 24.09.2026  l’ avvocato Edoardo Longo ha trasmesso agli ordinistici del tribunale di Pordenone l’ ennesimo sollecito a pronunciarsi sulle istanze di reiscrizione del gennaio e del giugno scorsi, di fatto inghiottite dal Triangolo delle Bermude di quell’ ufficio. La novità, questa volta, è data dal deposito assieme al sollecito delle prime oltre 300 dichiarazioni di Reclamo. Vediamo come la prendono, a sapere che c’è in atto una Petizione Nazionale contro i loro abusi… Ormai non credo possano nascondersi dietro le toghe giudiziarie che li spalleggiano. Riportiamo il passaggio centrale del sollecito dell’ avvocato Edoardo Longo : “In allegato alla presente nr. 321 copie di Atti di Reclamo trasmessi allo scrivente da altrettanti cittadini che intendono manifestare così la loro legittima protesta nei confronti dell’ intestato ordine degli avvocati di Pordenone per l’ illegale ostruzionismo che detto ente frappone al diritto del sottoscritto alla reiscrizione all’ albo professionale , diritto sancito e garantito dalla legge e dal medesimo decreto di questo ente del 29.12.2022 che attende ancora la dovuta applicazione. Comunico che la petizione popolare in oggetto, appena iniziata e alla quale faranno seguito collegate iniziative giuridiche e politiche , continuerà fino alla reiscrizione del sottoscritto. Ritengo che, alla luce del comportamento tenuto nei miei confronti dal 2023 ad oggi, questo Consiglio dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni , a cominciare dal suo Presidente attualmente in carica.  “

La nota trasmessa è molto asciutta perché ad essa non seguiranno altri solleciti, ma solo azioni legali. E’ previsto, infatti, da parte dell’ avvocato Edoardo Longo , il deposito di una prima querela nei confronti dei Pregiati Ordinistici la prossima settimana. 

Invitiamo tutti a sostenere la petizione firmando ed inviando gli Atti di Reclamo. Le istruzioni per farlo le trovate qui :   https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Il Monitore

 

mercoledì 23 settembre 2026

E LE STELLE STANNO A GUARDARE

 


Un nuovo libro sulla battaglia dell’ avvocato Edoardo Longo per riprendere la propria professione sottrattagli con destrezza zingaresca dalla cricca della banda ordinistica di Pordenone. Raccolte in volume e rese pubbliche per la prima volta tutte le istanze che in questi mesi l’ avvocato Longo ha inoltrato all’ autorità giudiziaria per ottenere giustizia. Una ampia selezione di documenti in appendice rende unico questo volume. Presentazione di Maurizio Rossetti, alias il Monitore.  Nessuno ormai in quel palazzo può dire di “ non aver saputo”. Risposte a queste istanze ? Nessuna. Neanche alla civile e garbata richiesta dell’ anziano leader indipendentista Albert Gardin di un colloquio di mediazione, che  pure una risposta , anche di diniego , se la meritava. In mano a Edoardo non resta altro che il silenzio più assoluto. Un silenzio imbarazzante, ma non per lui , evidentemente. Un silenzio sui cui riflettere , attendendo giustizia. E sono passati già quaranta mesi di attesa. E le stelle stanno a guardare. Questo volume diventerà un atto di accusa nei confronti del sistema su cui indagherà  la Corte di Giustizia Veneta ? E nei confronti di chi ?  

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lunedì 21 settembre 2026

IL VOLTO DELLE ISTITUZIONI




Caro Avvocato, Le auguro che la Sua traversata nel deserto giudiziario possa giungere al giusto traguardo, lasciandosi alle spalle aspidi insidiose, farisei erranti e dèmoni ingannatori.

Un caro saluto da Verona.

sabato 12 settembre 2026

E' SOLO QUESTIONE DI TEMPO

 


A chi volete che interessi la sorte di un avvocato, prima sbattuto in carcere , poi tolto di mezzo illegalmente dal lavoro nei tribunali ? A nessuno, certamente. Così deve aver pensato il consesso ordinistico appena insediato nel gennaio 2023 che, con autentico golpe , ha deciso di impedire per sempre all’ avvocato Edoardo Longo di ritornare al suo lavoro, pur avendone diritto ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html   ) . E’ così hanno dato la stura ad una illegalità clamorosa, un autentico caso unico in Italia ( cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/02/un-caso-unico-in-italia.html  ) che ancora la magistratura ( Corte di Cassazione ) stenta a spazzare via. Certi di poter contare, per la loro impunità, per prima cosa sul totale disinteresse generale. In fondo , un ex detenuto è per tutti poco più ( o poco meno) di una immondizia. E conta ben poco che sia finito in carcere da innocente, aggredito da insensate condanne frutto solo di ritorsione giudiziaria per il suo coraggio dimostrato nei tribunali come difensore di imputati politici. Conta poco, soprattutto  nel magico mondo degli avvocati, dove vige solo il principio mors tua vita mea , come molti hanno ben visto con orrore. Ma le cose non sono andate così. Prima Edoardo è stato sostenuto , dal carcere in poi, dai suoi ex assistiti indipendentisti , memori del coraggio da gladiatore con cui affrontava le belve giudiziarie nei tribunali italici, poi , con la petizione in atto, anche da tutti coloro che lo hanno conosciuto o di persona o attraverso le pagine di questo blog : ex clienti dei territori veneti in cui ha lavorato per decenni, della sua città, Pordenone, di Trieste,  sua città  di " adozione", amici vecchi e nuovi, i tantissimi lettori dei libri controcorrente che pubblica : nessuno si è tirato indietro dall’ inviarci il suo atto di Reclamo contro gli ordinistici fuori controllo di Pordenone. Grazie, Amici, insistete.

Abbiamo bisogno di ulteriori atti di Reclamo oltre i circa 300 ( !) finora pervenutici. 

Li trasmetteremo come segno di protesta popolare agli ordinistici che capiscono solo il linguaggio della forza e della impopolarità. Li allegheremo ad istanze e denunce che andremo a depositare nelle prossime settimane : capiscano le autorità giudiziarie che il sistema del “branco di sciacalli impuniti che aggrediscono una preda solitaria” qui non funziona e che la preda non è sola , è sostenuta da tutti gli abitanti del Bosco ( termine da interpretarsi anche nella accezione di Ernst Junger, come sinonimo di “ ribelli” ) e che gli sciacalli, a insistere, prima o poi possono anche farsi male. Intervenga l’ autorità giudiziaria a farli smettere, prima che ci pensi il Bosco, che deve diventare sempre più fitto di Reclami – ogni Reclamo è metaforicamente ( solo metaforicamente, per carità !) una quercia da cui può pendere il collo uno sciacallo troppo ostinato.

La più importante iniziativa cui puntiamo e che richiede un massiccio e costante invio di Reclami è una istanza di Commissariamento dell’ ordine degli avvocati di Pordenone da inoltrare al Ministro della Giustizia in carica e sostenuta da un numero che sia elevato di Reclami : sarebbe già sufficiente quello raggiunto di oltre 300 , ma noi puntiamo  a quota 500, non è impossibile, potrebbero essere anche di più con un po’ di buona volontà, coinvolgendo parenti, amici , iscritti del proprio circolo o associazione. Edoardo è disponibile anche ad incontri per presentare la Petizione : Basta invitarlo, non chiede compensi, solo firme. ( scrivere a : longolegal@libero.it ). 

Come funziona il Commissariamento  ? E’ esattamente la stessa procedura che si applica verso i comuni o gli enti sospettati di “ infiltrazioni mafiose”. Cioè in sospetto conclamato di attività illegali. Nel caso in oggetto, la attività illegale è la mancata reiscrizione di Edoardo. Con il Commissariamento, il Ministro, preso atto delle illegalità denunciate, scioglie l’ ente e nomina un suo fiduciario con il compito di riportare la legalità  vilipesa dalla  sopraffazione . Vi sembra un traguardo impossibile ? Non direi : leggete l’articolo del Messaggero Veneto del’ estate del 2000 che sotto riportiamo : Edoardo lo ha già fatto, venti anni fa ! E quella volta Edoardo era solo, ora invece siamo in tanti al suo fianco. Si comincia a ballare, ragazzi! La preda diventa cacciatore. Firmate, firmate la petizione , diamo spazio e forza a una protesta per la legalità che viene dal popolo contro i palazzi del potere. Abbatterne uno, vuol dire aprire la strada per abbatterli tutti. 

Il link per firmare è questo :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Il Monitore



lunedì 7 settembre 2026

UNA IMPORTANTE NOVITA' LEGISLATIVA

 


Una nuova legge che regola l’ avvocatura è entrata in vigore in agosto: si tratta della legge 28.07.2026 nr. 137. E’ opportuno esaminarla per quanto riguarda la posizione dell’ avvocato Edoardo Longo, illegalmente cancellato dall’ albo, e di cui tratta sostanzialmente questo blog.

 Innanzi tutto, diciamo subito che la nuova legge  non intacca minimamente il diritto di Edoardo ad essere reiscritto. Come prima, essendo stato cancellato non per ragioni disciplinari ma solo amministrative per la perdita provvisoria dello status libertatis, dal momento del ritorno in libertà aveva ed ha il diritto ad essere riammesso a lavorare nei processi nei tribunali. Quindi dal 1 marzo 2023 aveva diritto alla reiscrizione. Non c’è dubbio che dopo il varo di questa legge , l’ avvocato Longo vede rafforzata anche la sua volontà di denunciare penalmente il mare di abusi che sta patendo ad opera della banda ordinistica della sua città .

Ma c’è dell’ altro in questa nuova legge? Sì, c’è ed è tutto a favore di Edoardo. Questa legge nasce anche con l’ obiettivo di far finire gli abusi dei vari enti ordinistici nei confronti di avvocati cancellati disciplinarmente che avrebbero comunque il diritto di essere reiscritti. E’ ben vero che non è il caso che ci riguarda, perché Edoardo non è stato cancellato disciplinarmente, ma solo per motivi amministrativi, ma abbiamo visto che, caso unico in Italia (   cfr https://monitore1980.blogspot.com/2026/02/un-caso-unico-in-italia.html   ) , viene trattato in modo diverso, come se avesse avuto la sanzione della cancellazione, mentre ha avuto solo la sanzione della sospensione dal lavoro per mesi tre , sanzione che non implica cancellazione, tanto è vero che Edoardo , da quando ha avuto detta sanzione ( che gli è stata poi anche cancellata per prescrizione) nel 2017, ha sempre lavorato, fino al settembre 2024 quando, con un vero e proprio golpe,  il nuovo organismo forense ha deciso di non reiscriverlo mai più, in smaccata violazione di legge . Che la mera cancellazione amministrativa, provvisoria e legata al temporaneo stato di detenzione, sia ben diversa da quella disciplinare lo ribadisce lo stesso Consiglio Nazionale Forense , proprio con riferimento alla vicenda dell' avvocato Longo, laddove sottolinea che " lo stato di detenzione è incompatibile con l' esercizio della professione forense per assenza di una struttura adeguata per lo svolgimento in libertà e riservatezza della professione forense, in quanto nel carcere è garantita la riservatezza solo dei colloqui fra detenuto e difensore " ( sentenza CNF 53-24) , fermo restando, come ribadisce la stessa sentenza in conformità alla legge, "il diritto alla reiscrizione una volta cessato l' impedimento " murario". 

Ma se la nuova legge permette agli avvocati duramente sanzionati ( l’ avvocato Longo è stato invece solo blandamente sanzionato dall’ organismo distrettuale disciplinate che di fatto lo aveva ritenuto penalmente innocente, ma in presenza di condanne penali definitive benchè ingiuste non poteva assolverlo, ma solo ridurre al minimo la sanzione, rendendola per di più inoffensiva con la prescrizione) , di ritornare al lavoro, è evidente che finirà con l’ essere di giovamento anche in questo caso , in realtà molto diverso e ben più lieve.

In che modo , direte voi ? Presto detto. Nel caso di avvocati cancellati per pena disciplinare , l’ ente ordinistico ha il diritto discrezionale di decidere se iscriverli o no. Tale diritto spesso scivola nel’ arbitrio e nell’ abuso : ma tale diritto discrezionale ha un limite , in quanto è legato alla pregressa condanna disciplinare di cancellazione. Senza  la condanna  non è possibile alcuna discrezionalità. La legge 2026 introduce l’ istituto – esistente nel  diritto penale – della cd riabilitazione : passato del tempo, qualche anno  , gli effetti della condanna disciplinare vengono meno e non può più essere sfruttata per negare il diritto al lavoro. Niente condanna perché tolta di mezzo dalla riabilitazione, niente discrezionalità, obbligo di reiscrizione. Se la legge ora stabilisce questo a favore degli avvocati che hanno avuto praticamente il massimo delle condanne disciplinari ( cancellazione  effettuata per i reati più gravi quali : omicidio, spaccio di droga, incendio , rapina, associazione mafiosa, e così via…) , come sarà possibile negare la reiscrizione una volta che Edoardo abbia avuto la riabilitazione per una banale sanzione di tre mesi di sanzione disciplinare per fatti di lesa maestà giudiziaria che risalgono al 2008 ( quasi venti anni fa , vi rendete conto ?) ? Se si riabilitano per decorso del tempo  le cancellazioni disciplinari , come si fa a non riabilitare mere sanzioni di tre mesi di sospensione dal lavoro, che di per sè non sono neanche ostative alla professione ? 

Abbiamo già capito che in I-ta-lya ferire il "prestigio" di uno scalcagnato magistrato onorario ( cioè che non ha superato l’ esame di idoneità ed è tale solo per dubbi meriti..) , è considerato  più grave di omicidi , rapine ed estorsioni a mano armata, ma direi che sarebbe ora che questa assurda ed illegale vendetta del sistema , abbia un termine , perché è già andata ben oltre la decenza e l’ accettabilità,  direi…

In conclusione ?

In conclusione, nuova legge alla mano, ci sta che, oltre ad avvocati mafiosi, rapinatori, spacciatori di droga ed assassini riabilitati,  venga riammesso a lavorare anche un avvocato che ha pagato a durissimo e vergognoso prezzo la sua onestà e la sua determinazione nel difendere senza imbrogli o paure i perseguitati politici del Sistema. Un combattente, quasi un eroe in tempi di azzeccarbugli pavidi e maneggioni, di certo uno  sconsiderato idealista : esattamente quello che odiano le toghe e i loro camerieri ordinistici.....La nuova legge toglie ogni pretesto immorale ed illegale agli ordinistici, ma è opportuna molta prudenza, perché non sappiamo quali trame ci siano dietro l’ accanimento nei confronti di un avvocato onesto e coraggioso che il Sistema ha deciso di distruggere. 

Di sicuro, se Edoardo otterrà giustizia come ogni persona onesta e per bene si augura, non sarà tanto presto, perché l’ istituto della riabilitazione disciplinare è stato solo fissato, ma i dettagli di come questo principio verrà applicato sono stati demandati ad una legge delega che dovrà essere pronunciata fra sei mesi…. E come tutti sanno, Il diavolo si annida nei particolari e nei particolari di una legge si annida sempre la perfidia diabolica di un sistema giudiziario corrotto come quello italiano. E dei suoi camerieri. Lo sapremo fra sei mesi. 

Per adesso, la battaglia continua e continua con il vostro aiuto e le vostre sottoscrizioni alla petizione i cui dati trovate qui : https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Sempre avanti fino alla vittoria. I conti li faremo alla fine.

Il Monitore 



UNA VERGOGNA ANTIFASCISTA

 


Da oltre quarant’anni l’area neofascista viene utilizzata come capro espiatorio permanente della Repubblica italiana.

Bologna è diventata un dogma intoccabile, fondato su ricostruzioni giudiziarie controverse, testimonianze contraddittorie, prove indirette e depistaggi mai chiariti fino in fondo.

Gilberto Cavallini, 73 anni, dopo averne trascorsi 43 in carcere, si trova ancora in regime d’isolamento. Nonostante una vita già consumata dietro le sbarre, continua a pagare il prezzo di una verità ufficiale che non ammette dubbi né revisioni.

È arrivato il momento di chiedere verità e una giustizia che si fondi su prove solide, non sulla necessità politica di individuare sempre lo stesso colpevole.

Fonte :

Il Primato Nazionale

 

domenica 6 settembre 2026

SCANDALO AL TRIBUNALE DI PORDENONE

 

SCANDALOSO !

 



Da oltre 42 mesi nel  tribunale di Pordenone  viene commessa una gravissima illegalità che pare non destare la preoccupazione di nessuna autorità giudiziaria . Essa vede come parte lesa  l’ avvocato Edoardo Longo , 68 anni d’ età, con  41 anni di professione forense  in ambito penale, da sempre difensore di imputati legati all' antagonismo politico di ogni segno  e difensore storico dell' indipendentismo triestino e veneto, professionista serio, coraggioso, rispettato, ricercatore culturale, autore di svariati libri sulla malagiustizia penale  italiana,  editore controcorrente,  già magistrato onorario di questo tribunale.

Dopo aver patito malagiustizia  con  condanna penale ingiusta ed essere stato deportato fuori da ogni legalità  in carcere per 8 mesi, dal 1 marzo 2023, data della sua scarcerazione , l’ avvocato Edoardo Longo ha diritto a riprendere la sua professione, ma ciò gli è negato  dal consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone che , sfidando la legge e relativi decreti, lo mantiene illegalmente in stato di cancellazione negandogli la reiscrizione che gli compete per legge  all’ albo professionale.

1)      La legge gli dà diritto alla reiscrizione :

“ Lo stato di cancellazione ammnistrativa derivante dal misura detentiva viene meno quando la misura detentiva è cessata e il professionista ha diritto alla immediata reiscrizione all’ albo” ( legge 141-2012, art. 17 comma 15 ),

 

2)      Lo stesso consiglio dell’ ordine ha disposto  la reiscrizione :

Con decreto del 29.12.2022 , il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, retto da altro presidente rispettoso della legge dello Stato e dei diritti altrui, così stabiliva : “ Lo stato di detenzione è impedimento all’ esercizio della professione di avvocato. Con il venir meno della detenzione, a norma dell’ art 17 , comma 15, legge 147-2012 , l’ avvocato Edoardo Longo avrà diritto ad essere di nuovo iscritto”. Ecco qui il dispositivo passato in giudicato : 

 


3)      Lo stesso tribunale di Sorveglianza di Venezia :

 Nello scarcerare il professionista scomodo con decreto 1.3.2022 gli consentiva lo svolgimento  della professione di avvocato riconoscendo che non vi era nesso  alcuno fra i titoli di condanna penale e l’ esercizio della professione forense.

 


( Sede della cricca "ordinistica" incistata
nel tribunale di Pordenone  )

Nonostante ciò, l’ ordine forense di Pordenone, mantiene  l’ avvocato Edoardo Longo in stato illegittimo di “cancellazione amministrativa in attesa di uscita dal carcere ” e gli impedisce con la forza dell’ abuso   di lavorare,  pur avendone il professionista pieno diritto.

Questa situazione si protrae dal marzo 2023 e sono ormai  ben QUARANTADUE MESI DI ILLEGALITA’ MANIFESTA  ! Con violazione intollerabile al diritto al lavoro, diritto primario e costituzionalmente garantito.

Può tollerare l’ autorità giudiziaria di questa città  una violazione alla legge così grave, perpetrata proprio  sotto i suoi occhi  ? Chi ne risarcisce i danni ?

Possono tollerare gli avvocati qui iscritti una così sfacciata e spudorata violazione ai diritti di un proprio collega, violazione che è   espressione di regimi autocratici incompatibili con un sistema di legalità democratica ?

·         Si chiede l’ immediato ripristino della legalità in questo palazzo  di giustizia e la reiscrizione senza indugio dell’ avvocato Edoardo Longo nel suo ordine professionale.

·         Si chiede che il presidente del tribunale di Pordenone e il Procuratore della Repubblica svolgano istanza al Ministro della Giustizia per il commissariamento del consiglio dell’ ordine forense di questa città.

·         Si chiedono le dimissioni del presidente dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, il portogruarese Visentin Igor,  e del suo direttivo , reso illegittimo da questo comportamento.

BASTA ILLEGALITA’

BASTA ABUSI DI POTERE

SU CHI E’ SOCIALMENTE PIU’ FRAGILE

Comitato Vittime di malagiustizia

1 settembre , 2026 

alfatrac88@proton.me

martedì 1 settembre 2026

SI APRE UNA NUOVA FASE

 


Una nuova fase si apre ora nella battaglia di cui questo blog è testimone . Sono passati ormai due anni da quando è stato  bloccato illegalmente all’ avvocato Edoardo Longo l’ accesso alla sua professione ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html  ). Fino adesso la battaglia è stata portata avanti attraverso la proposizione di istanze di reiscrizione ( ben quattro : una langue ferma avanti alla corte di Cassazione – cfr   - , altre tre sono state risucchiate dal triangolo delle Bermude sulle rive del fiume Noncello : cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/il-fiume-noncello-e-il-triangolo-delle.html  ) , supportate dal sostegno politico di diversi gruppi dell’ area indipendentista e dalla diuturna contro-informazione di questo blog ( oltre 155.000 visite, senza pubblicità o casse di risonanza) che ha cercato – francamente con successo – di controbilanciare la azione diffamatoria portata avanti dalla banda ordinistica di Pordenone con i suoi spudorati ed illegali dinieghi di reiscrizione.

La situazione è attualmente questa : delle tre istanze non si sa più niente : una è letteralmente sparita nell’ ottobre scorso, un’ altra, di gennaio 2026 , dopo il confronto avvocato Longo Vs ordinistici dell’ aprile scorso, anziché essere decisa in un pugno di giorni come previsto dalla legge ( trenta giorni) è sempre ferma, imboscata in qualche cassetto. Una terza, del giugno scorso, è del pari sparita nel nulla : né respinta, né accolta, né fissato alcun doveroso colloquio. Il silenzio più totale, benchè la legge imponga tempi rigorosi per ogni decisione di questo tipo ( i ben noti 30 giorni) . Una situazione di assoluta illegalità  che peraltro sconcerta, perché nessun ente di interesse pubblico ( come si autocelebrano, peraltro, con grande pompa, gli ordinistici  che ci tengono a far sapere del loro legame strutturale con le “ istituzioni” ) si azzarderebbe a infilarsi in un cul-de-sac di una così sistematica, sfacciata, arrogante omissione di atti dovuti d’ ufficio. Come interpretarla ? Innanzi tutto è evidente che non se la sentono più di sostenere con decisioni folli una posizione, la loro, di assoluta illegalità, come le pagine di questo blog hanno reso ben noto. Al loro interno c’è evidentemente una frattura, che però non giunge al punto di riconoscere il pacifico diritto dell’ avvocato Longo, ma si avvita in una situazione di boicottaggio illegale alla reiscrizione mediante omissione totale e studiata di ogni decisione sul punto. Evidentemente volantinaggi e presìdi avanti al tribunale hanno colpito nel segno e  questa gente ansima, è alle corde. Probabilmente sperano anche in un soccorso da parte della Corte di Cassazione con una decisione che compiaccia le loro illegalità.


[ Volantinaggio avanti al tribunale di Pordenone ]


Nel frattempo è evidente, in modo macroscopico, che la loro condotta presta il fianco a numerose censure anche di ordine clamorosamente penale. Non puoi, se sei un ente di interesse pubblico, omettere sistematicamente per due anni ogni decisione su istanze che ti vengano inoltrate e che la legge stessa ti dice che devi decidere entro 30 giorni. Di fronte a una condotta del genere si resta a bocca aperta. Vabbè, se non sono 30 giorni, possiamo anche allungare un pochino, siamo in Italia, si sa che l’ amministrazione è sempre un po’ lentina, puoi arrivare a un termine di un paio di mesi, forse anche tre facendo finta di non vedere, ma un anno o due è francamente inaccettabile. Non credo che nessuna procura della repubblica, neanche a Pordenone, possa avvallare una simile condotta. Decidere sulle istanze, che riguardano poi l’ esercizio di un lavoro o professione ,  valore tutelato a livello costituzionale , essendo la repubblica italiana fondata sul lavoro, è assolutamente un atto dovuto. Non te la senti più di respingere, perché la illegalità dei tuoi dinieghi  è stata sgamata, anche pubblicamente ? E magari neanche tutti nel “ tuo” tribunale la condividono ?  E allora rassegnati ad accogliere le istanze, ci fai anche bella figura ! Il rispetto della legge, anche quando non ti comoda per losche ragioni, è sempre un valore condiviso fra le persone oneste, anche in un tribunale. Accontentati dei danni che hai già prodotto in questi due anni di illeciti divieti, che sono già abbastanza grandini e misurabili in circa 500mila euro di danni vari. In fondo Edoardo è generoso : se lo reiscrivi una buona volta come ha diritto  , si dimentica di farti causa per danni. Si accontenta così , di tirarsi su le maniche e riprendere a lavorare : non ha fatto altro in vita sua.

Eppure non è così. Ed è quindi necessario passare ad una fase ulteriore, quella delle denunce penali, Ormai il tempo decorso è così abnorme che nessuna procura della repubblica può più giustificarlo. Passi un mese, due, o tre, ma qua si ragiona ormai in termini di anni. Solleciti e diffide ne sono state inviate parecchie e quindi le messe in mora previste dal codice penale sono state tutte abbondantemente esaurite. Anche la pazienza è ormai finita da tempo. Ci sono persone che scambiano la pazienza per debolezza e forse siamo di fronte ad un caso del genere. Probabilmente qualcuno pensa che una persona che è stata in carcere non abbia più “diritto ad avere diritti” e che gli si possa sputare in faccia impunemente. E’ una tesi molto in voga nel mondo degli avvocati, ancor più che nel mondo dei magistrati o delle procure. Incredibile, ma è così. E non importa se in galera ci sei finito perchè sei un avvocato “ dei ribelli” cioè che tutela senza sconti per le toghe gli imputati nei processi politici, se “ rompi i coglioni” , insomma. In un mondo romantico che non esiste, l’ avvocato coraggioso dei deboli non viene schiacciato e irriso dai suoi colleghi, ma sostenuto ed indicato come esempio. Ma nell’ italico mondo alla rovescia , vediamo benissimo come vanno le cose, invece.


[ Presidio avanti al tribunale di Pordenone ]


Ed è per questa ragione che ora si passerà alle denunce penali : l’ art 328 del codice penale non è stato abrogato. Edoardo ha atteso tanto tempo proprio perché non vi fossero scappatoie per chi aveva scelto la via della illegalità e dell’ abuso corportativo come bussola del proprio agire. Non ci sono più giustificazioni accampabili .

 Se è ritenuto normale condannare un innocente come è capitato all’ avvocato Longo , perché non dovrebbe essere possibile incriminare dei responsabili   ? O forse in Italia la legge non è uguale per tutti e, come nella Fattoria degli Animali, c’è sempre chi è  più uguale degli altri ? 

Il Monitore