[ Albert Gardin, non un “ Doge regnante”,
ma
“ resistente”, figura di una Repubblica Veneta
sotto
il tallone della occupazione della Repubblica Italiana ]
REPUBBLICA VENETA – UFFICIO
DOGALE
ufficiodogale@gmail.com – cell. 338 81 67 955
Ch.mo Sig.
Presidente del tribunale di Pordenone
RCHIESTA DI INCONTRO
Ch.mo Sig. Presidente,
Le chiedo di
fissarmi cortesemente un incontro con Ella.
La ragioni di questa richiesta sono molto serie e
motivate e gliele esporrò :
Presso l’ albo degli
avvocati di Pordenone è stato iscritto
per oltre 40 anni, fino al marzo 2024, l’ avvocato Edoardo Longo, cassazionista
e già Vice Pretore in questa sede giudiziaria. L’ organismo da me diretto e
rappresentato conosce l’ avvocato Longo, lo ha visto al lavoro, ne ha
apprezzato la preparazione professionale, la lunga esperienza e la integerrima
correttezza nei riguardi dei propri assistiti e verso il sistema di legalità
processuale,
Ci ha molto sorpreso che
recentemente sia stato ferocemente condannato e i nostri organismi giuridici,
dopo aver esaminato gli atti processuali che hanno condotto alla condanna ,
hanno concluso che avrebbe dovuto essere mandato assolto o, a tutto concedere, anche in una ottica
colpevolista, non avere una condanna complessiva superiore a qualche
migliaio di euro di sanzione pecuniaria derivante da commutazione da condanna
detentiva non superiore a 3 o 4 mesi di carcere, con pena sospesa. Di tal
che una condanna a 4 anni - più un beffardo
mese aggiuntivo di carcere - ci appare feroce e ingiusta. Riteniamo pertanto che
essa sia frutto di ostilità ambientale e ritorsione indicibile per il suo
costante impegno a tutela dei diritti civili degli imputati e in particolare
degli imputati politici, in primis gli appartenenti ai movimenti
indipendentisti delle Venezie che l’ avvocato Longo ha tutelato dal 2012, anche
quando era in carcere e fino alla sua illegale estromissione dall’avvocatura.
Non vogliamo entrare nel
merito della passata odissea giudiziaria penale dell’ avvocato Longo ( che ha
conferito ai nostri organismi della Repubblica Veneta incarico di tutelarlo ) , perché essa è conclusa e
l’ avvocato Longo la ha affrontata con la massima correttezza , fruendo di tutti gli sconti di
pena possibile dimostrando che aveva ragione il tribunale italiano di
Sorveglianza di Venezia che , nello scarcerarlo ormai 3 anni fa , aveva scritto :
"...Considerate la sua personalità e la sua lunga esperienza
professionale , si ritiene che Edoardo Longo rispetterà le prescrizioni imposte
con il dovuto scrupolo “. Il cittadino veneto Edoardo Longo ha bevuto la
sua cicuta offertagli dallo
Stato, come Socrate, e la vicenda appare chiusa.
Ma non è del tutto chiusa
e , svolta questa lunga ma necessaria premessa, affronto il perno centrale che
riguarda la mia richiesta di incontro con Ella.
Ella è il Presidente del
tribunale di Pordenone e ha il dovere di sorvegliare che entro questa struttura
che Ella dirige, enti od organismi istituzionali ( dal punto di vista dello
Stato Italiano , ovviamente ) non compiano atti illeciti e violazioni di legge.
[ Il presidente del Tribunale di Pordenone,
dove non sempre la “ legge è eguale per tutti”
]
Purtroppo ciò sta
avvenendo e proprio in danno dell’avvocato Longo e ad opera del locale consiglio dell’
ordine degli avvocati.
Come ritengo Ella già
sappia, l’ avvocato Longo è stato cancellato dall’ albo degli avvocati due anni
fa, ma ha diritto ad esservi reiscritto. diritto maturato dal 1 marzo 2023,
quando venne scarcerato . Non lo diciamo noi, ma come ad Ella è ben noto, lo
dice la legge italiana ( art. 17 comma 15 della legge professionale forense nr.
147-2012 ), ma non solo la legge :
conforme alla legge sono anche il decreto del COA di Pordenone del 29.12.2022,
definitivo e passato in giudicato dal
21.3.2024 che stabilisce come l’ avvocato Longo abbia diritto alla reiscrizione dal momento
della riacquistata libertà ( cioè dal 2.3.2023, giusto tre anni orsono) , lo
stesso decreto 1.3.2023 della magistratura di sorveglianza di Venezia/Padova,
che nel restituirgli la libertà lo autorizzava allo svolgimento della sua professione , le
stesse condanne penali brutalmente infertegli non hanno mai applicato condanne
accessorie di tipo interdittivo allo svolgimento della mia professione.
Ciononostante, in un quadro
normativo estremamente chiaro e lineare, il consiglio forense di questa città
gli nega la dovuta reiscrizione con pretesti speciosi ed offensivi della legge
dello stesso Stato di cui si affermano servitori. Il danno che stanno
cagionando all’ avvocato Edoardo è enorme, perchè da due anni non lo lasciano
lavorare pur avendone lui pieno diritto.
Poiché questo fatto
gravemente illecito avviene negli uffici del tribunale di Pordenone, noi
riteniamo che Ella debba intervenire per farlo cessare una volta per tutte.
Ella , con la sua
autorità e con il suo ruolo apicale, deve intervenire. E noi, uffici della Repubblica Veneta che da anni
sosteniamo diuturnamente i diritti dell’ avvocato Longo, vorremmo avere un
incontro con Ella per esporLe nel dettaglio la situazione e conoscere dalla Sua
persona come riterrà di intervenire perché questo scandalo venga prontamente a
cessare. Grazie.
Ma c’è anche dell’ altro.
Nel febbraio dello scorso anno, è intervenuto, sempre ad opera del consiglio
forense alloggiato presso il tribunale da Ella diretto, un fatto che noi a buon
diritto riteniamo gravissimo ed inaccettabile. Ora glielo espongo.
All’ epoca l’ Ufficio Dogale della Repubblica Veneta da me diretto, stava svolgendo attività di sensibilizzazione politica nel “ caso Longo” con dei volantinaggi avanti al tribunale di Pordenone . Come Ella sa sicuramente, tali manifestazioni erano pacifiche e non hanno destato alcun problema di ordine pubblico, come ben sa la Polizia di Pordenone che è sempre stata presente. Erano manifestazioni di libera e democratica attività politica non coercibile in ogni paese autenticamente democratico.
Ciononostante, sempre il
consiglio dell’ ordine, oggetto delle nostre democratiche critiche , a ritenuto
di segnalare i nostri pacifici volantinaggi all’ Ufficio delle Esecuzioni
Penali Esterne di Udine che aveva in carico la posizione dell’ avvocato Edoardo
Longo all’ epoca, chiedendo che venissero fatte pressioni sull’ avvocato Longo
affinchè, sotto comminatoria di
provvedimenti restrittivi della sua libertà, facesse cessare i
volantinaggi in suo favore.
Questo fatto è
gravissimo, perché volto a far sospendere il libero esercizio dei diritti
politici di un organismo – quello che mi
onori di presiedere – premendo addirittura su una persona fragile, in stato precario di libertà, perché
questo abuso totalitario contro i diritti democratici venisse compiuto.
Trattasi di un vero e proprio attentato contro l’ esercizio dei diritti
politici, fatto gravissimo che in uno stato democratico non deve assolutamente
verificarsi .
Cosa Ella intende fare
perché questo orrore accaduto sotto le Sue finestre, venga punito e non si
ripeta più ? Dobbiamo soggiungere che l’ avvocato Longo non ha ceduto alle
pressioni, che non potevano neanche riguardarlo, perché ai volantinaggi non era
neanche presente, come possono attestarle gli stessi funzionari Digos che hanno
sorvegliato le nostre iniziative. L’ avvocato Logo ha poi vissuto fino allo
scadere della sorveglianza di
UEPE con il timore che, per la nostra lecita, pacifica , gandiana, democratica
iniziativa a suo sostegno, potesse essere risbattuto in galera. Contestualmente
quanto accadeva all’ ex Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, aggravava questi
timori.
Aggiungo anche che ,
quand’ anche l’ avvocato Longo fosse stato presente ai nostri volantinaggi, non
avrebbe compiuto alcun illecito perché la magistratura che lo aveva rimesso in
libertà non gli aveva proibito di partecipare alla vita politica , né avrebbe
mai potuto farlo in uno stato democratico in cui ai cittadini non può essere
inibita la partecipazione all’ attività politica, addirittura a semplici
volantinaggi.
Anche per questo noi
vorremmo conferire con Lei , per conoscere cosa intende fare affinchè questo
attentato ai diritti politici e relative indebite segnalazioni/pressioni
effettuate dal consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone vengano
adeguatamente sanzionate. Ne va del buon nome della democrazia nella città di
Pordenone ne va anche, mi consenta sottolinearlo. Anche del buon nome della
giustizia in questa città, dal momento che anche questo secondo orrore è stato
compiuto all’ interno della struttura da lei presieduta.
§
Ch.mo Sig. presidente,
sarò stato un po’ lungo e me ne scuso, ma questo espostole – che penso fosse
già a Sua conoscenza – era necessario per motivare questa mia richiesta di
incontro/colloquio per sapere come Ella riterrà di agire affinchè l’ avvocato Longo
ottenga dopo due anni la reiscrizione all’ albo degli avvocati da cui è
illegittimamente escluso e per sapere la sua posizione in ordine anche agli
scandalosi fatti accaduti per impedirci l’ esercizio dei nostri liberi,
pacifici , democratici diritti di manifestazione politica avanti al tribunale
di Pordenone.
Le chiedo, cortesemente ,
di comunicarci la data in cui riterrà di riceverci per un incontro che si può
ben ritenere un atto dovuto. All’ incontro che la Sua squisita abnegazione
verso la legalità vorrà concederci, dovrà essere presente una delegazione della
Repubblica Veneta composta dal sottoscritto, dall’ avvocato Edoardo Longo parte
assolutamente interessata al colloquio e che concorda con le argomentazioni che
Le ho esposto, ed un mio segretario di supporto al sottoscritto.
Resto in fiduciosa attesa
e Le porgo i migliori saluti,
Albert Gardin

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