mercoledì 4 marzo 2026

REPUBBLICA VS REPUBBLICA



[ Albert Gardin, non un “ Doge regnante”,

ma “ resistente”, figura di una Repubblica Veneta

sotto il tallone della occupazione della Repubblica Italiana ]

 

REPUBBLICA VENETA – UFFICIO DOGALE

ufficiodogale@gmail.com  – cell. 338 81 67 955

 

Ch.mo Sig.

Presidente del tribunale di Pordenone 

RCHIESTA DI INCONTRO

Ch.mo Sig. Presidente,

 Le chiedo di fissarmi cortesemente un incontro con Ella.

La ragioni di questa richiesta sono molto serie e motivate e gliele esporrò :

Presso l’ albo degli avvocati  di Pordenone è stato iscritto per oltre 40 anni, fino al marzo 2024, l’ avvocato Edoardo Longo, cassazionista e già Vice Pretore in questa sede giudiziaria. L’ organismo da me diretto e rappresentato conosce l’ avvocato Longo, lo ha visto al lavoro, ne ha apprezzato la preparazione professionale, la lunga esperienza e la integerrima correttezza nei riguardi dei propri assistiti e verso il sistema di legalità processuale,

Ci ha molto sorpreso che recentemente sia stato ferocemente condannato e i nostri organismi giuridici, dopo aver esaminato gli atti processuali che hanno condotto alla condanna , hanno concluso che avrebbe dovuto essere mandato assolto  o, a tutto concedere, anche in una ottica colpevolista, non avere una condanna complessiva  superiore a qualche migliaio di euro di sanzione pecuniaria derivante da commutazione da condanna detentiva non superiore a 3 o 4 mesi di carcere, con pena sospesa. Di tal che  una condanna a 4 anni - più  un beffardo mese aggiuntivo di carcere -  ci appare feroce e ingiusta. Riteniamo pertanto che essa sia frutto di ostilità ambientale e ritorsione indicibile per il suo costante impegno a tutela dei diritti civili degli imputati e in particolare degli imputati politici, in primis gli appartenenti ai movimenti indipendentisti delle Venezie che l’ avvocato Longo ha tutelato dal 2012, anche quando era in carcere e fino alla sua illegale estromissione dall’avvocatura.

Non vogliamo entrare nel merito della passata odissea giudiziaria penale dell’ avvocato Longo ( che ha conferito ai nostri organismi della Repubblica Veneta incarico di tutelarlo ) , perché essa è conclusa e l’ avvocato Longo la ha affrontata con la massima  correttezza , fruendo di tutti gli sconti di pena possibile dimostrando che aveva ragione il tribunale italiano di Sorveglianza di Venezia che , nello scarcerarlo ormai 3 anni fa , aveva scritto :  "...Considerate  la sua personalità e la sua lunga esperienza professionale , si ritiene che Edoardo Longo rispetterà le prescrizioni imposte con il dovuto scrupolo “. Il cittadino veneto Edoardo Longo ha bevuto la sua cicuta  offertagli dallo Stato, come Socrate,  e la vicenda appare chiusa.

Ma non è del tutto chiusa e , svolta questa lunga ma necessaria premessa, affronto il perno centrale che riguarda la mia richiesta di incontro con Ella.

Ella è il Presidente del tribunale di Pordenone e ha il dovere di sorvegliare che entro questa struttura che Ella dirige, enti od organismi istituzionali ( dal punto di vista dello Stato Italiano , ovviamente ) non compiano atti illeciti e violazioni di legge.

 

[ Il presidente del Tribunale di Pordenone,

 dove non sempre la “ legge è eguale per tutti” ]


Purtroppo ciò sta avvenendo e proprio in danno dell’avvocato Longo e ad opera del locale consiglio dell’ ordine degli avvocati.

Come ritengo Ella già sappia, l’ avvocato Longo è stato cancellato dall’ albo degli avvocati due anni fa, ma ha diritto ad esservi reiscritto.  diritto maturato dal 1 marzo 2023, quando venne scarcerato . Non lo diciamo noi, ma come ad Ella è ben noto, lo dice la legge italiana ( art. 17 comma 15 della legge professionale forense nr. 147-2012 ),  ma non solo la legge : conforme alla legge sono anche il decreto del COA di Pordenone del 29.12.2022, definitivo e passato in giudicato  dal 21.3.2024 che stabilisce come l’ avvocato Longo  abbia diritto alla reiscrizione dal momento della riacquistata libertà ( cioè dal 2.3.2023, giusto tre anni orsono) , lo stesso decreto 1.3.2023 della magistratura di sorveglianza di Venezia/Padova, che nel restituirgli  la libertà  lo  autorizzava  allo svolgimento della sua professione , le stesse condanne penali brutalmente infertegli non hanno mai applicato condanne accessorie di tipo interdittivo allo svolgimento della mia professione.

Ciononostante, in un quadro normativo estremamente chiaro e lineare, il consiglio forense di questa città gli nega la dovuta reiscrizione con pretesti speciosi ed offensivi della legge dello stesso Stato di cui si affermano servitori. Il danno che stanno cagionando all’ avvocato Edoardo è enorme, perchè da due anni non lo lasciano lavorare pur avendone lui pieno diritto.

Poiché questo fatto gravemente illecito avviene negli uffici del tribunale di Pordenone, noi riteniamo che Ella debba intervenire per farlo cessare una volta per tutte.

Ella , con la sua autorità e con il suo ruolo apicale, deve intervenire. E noi,  uffici della Repubblica Veneta che da anni sosteniamo diuturnamente i diritti dell’ avvocato Longo, vorremmo avere un incontro con Ella per esporLe nel dettaglio la situazione e conoscere dalla Sua persona come riterrà di intervenire perché questo scandalo venga prontamente a cessare. Grazie.

Ma c’è anche dell’ altro. Nel febbraio dello scorso anno, è intervenuto, sempre ad opera del consiglio forense alloggiato presso il tribunale da Ella diretto, un fatto che noi a buon diritto riteniamo gravissimo ed inaccettabile. Ora glielo espongo.

All’ epoca l’ Ufficio Dogale della Repubblica Veneta da me diretto, stava svolgendo attività di sensibilizzazione politica nel “ caso Longo” con dei volantinaggi avanti al tribunale di Pordenone . Come Ella sa sicuramente, tali manifestazioni erano pacifiche e non hanno destato alcun problema di ordine pubblico, come ben sa la Polizia di Pordenone che è sempre stata presente. Erano manifestazioni di libera e democratica attività politica non coercibile in ogni paese autenticamente democratico.

Ciononostante, sempre il consiglio dell’ ordine, oggetto delle nostre democratiche critiche , a ritenuto di segnalare i nostri pacifici volantinaggi all’ Ufficio delle Esecuzioni Penali Esterne di Udine che aveva in carico la posizione dell’ avvocato Edoardo Longo all’ epoca, chiedendo che venissero fatte pressioni sull’ avvocato Longo affinchè, sotto comminatoria di  provvedimenti restrittivi della sua libertà, facesse cessare i volantinaggi in suo favore.

Questo fatto è gravissimo, perché volto a far sospendere il libero esercizio dei diritti politici di un organismo – quello  che mi onori di presiedere – premendo addirittura su una persona  fragile, in stato precario di libertà, perché questo abuso totalitario contro i diritti democratici venisse compiuto. Trattasi di un vero e proprio attentato contro l’ esercizio dei diritti politici, fatto gravissimo che in uno stato democratico non deve assolutamente verificarsi .

Cosa Ella intende fare perché questo orrore accaduto sotto le Sue finestre, venga punito e non si ripeta più ? Dobbiamo soggiungere che l’ avvocato Longo non ha ceduto alle pressioni, che non potevano neanche riguardarlo, perché ai volantinaggi non era neanche presente, come possono attestarle gli stessi funzionari Digos che hanno sorvegliato le nostre iniziative. L’ avvocato Logo ha poi vissuto fino allo scadere della sorveglianza   di UEPE con il timore che, per la nostra lecita, pacifica , gandiana, democratica iniziativa a suo sostegno, potesse essere risbattuto in galera. Contestualmente quanto accadeva all’ ex Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, aggravava questi timori.

Aggiungo anche che , quand’ anche l’ avvocato Longo fosse stato presente ai nostri volantinaggi, non avrebbe compiuto alcun illecito perché la magistratura che lo aveva rimesso in libertà non gli aveva proibito di partecipare alla vita politica , né avrebbe mai potuto farlo in uno stato democratico in cui ai cittadini non può essere inibita la partecipazione all’ attività politica, addirittura a semplici volantinaggi.

Anche per questo noi vorremmo conferire con Lei , per conoscere cosa intende fare affinchè questo attentato ai diritti politici e relative indebite segnalazioni/pressioni effettuate dal consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone vengano adeguatamente sanzionate. Ne va del buon nome della democrazia nella città di Pordenone ne va anche, mi consenta sottolinearlo. Anche del buon nome della giustizia in questa città, dal momento che anche questo secondo orrore è stato compiuto all’ interno della struttura da lei presieduta.

§

 

Ch.mo Sig. presidente, sarò stato un po’ lungo e me ne scuso, ma questo espostole – che penso fosse già a Sua conoscenza – era necessario per motivare questa mia richiesta di incontro/colloquio per sapere come Ella riterrà di agire affinchè l’ avvocato Longo ottenga dopo due anni la reiscrizione all’ albo degli avvocati da cui è illegittimamente escluso e per sapere la sua posizione in ordine anche agli scandalosi fatti accaduti per impedirci l’ esercizio dei nostri liberi, pacifici , democratici diritti di manifestazione politica avanti al tribunale di Pordenone.

Le chiedo, cortesemente , di comunicarci la data in cui riterrà di riceverci per un incontro che si può ben ritenere un atto dovuto. All’ incontro che la Sua squisita abnegazione verso la legalità vorrà concederci, dovrà essere presente una delegazione della Repubblica Veneta composta dal sottoscritto, dall’ avvocato Edoardo Longo parte assolutamente interessata al colloquio e che concorda con le argomentazioni che Le ho esposto, ed un mio segretario di supporto al sottoscritto.

Resto in fiduciosa attesa e Le porgo i migliori saluti,

Albert Gardin

 


[ Il Palazzo di giustizia di Pordenone,

che custodisce indicibili segreti ed abusi ]

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