sabato 9 maggio 2026

I-TA-LYA : DOVE IL TEMPO E LA GIUSTIZIA SONO SOSPESI

 


Quella di cui svolgiamo le cronache e la contro- informazione su questo blog non è una vicenda serena, ma ogni tanto arriva qualche bella notizia. Eccola. 

AGGIORNAMENTO : 

Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione , accogliendo  una conforme istanza dell’ avvocato Edoardo Longo e del suo difensore, preso atto che l’ “ ente ordinistico” di Pordenone, nel negare la reiscrizione del professionista ha tenuto una condotta che non trova uguali  , né precedenti, né supporto giuridico alcuno nella legge,  considerata la dimensione del danno inferto al richiedente ed indicato orientativamente dallo stesso  per il mancato lavoro  di due anni e per l’ azzeramento totale dell’ avviamento professionale del suo studio, attivo per oltre 40 anni, in circa 500.000 euro, ha disposto che la decisione della vertenza avvenga con pubblica discussione, con  la presenza del difensore e a Sezioni Unite. In corso di fissazione detta udienza. STOP quindi alla decisione in camera di consiglio , senza discussione e difensore, un una forma processuale destinata alla facile archiviazione della vertenza per più che probabili pressioni ambientali, dirottata scientemente su un binario morto dove stazionava stancamente da oltre un anno.

Una decisione che fa sperare nell’ ottenimento della Giustizia a favore del professionista, vittima di tre anni di mobbing ed illegalità da parte dell’ auto-celebrantesi  “ ente ordinistico “ in riva al Noncello, che gli nega da altrettanto tempo la reiscrizione cui ha diritto per legge sulla base dei ben noti motivi che qui riassumiamo : https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html

Ua breve scansione cronologica delle tappe che hanno portato a questo ritorno alla regolarità processuale farà capire intuitivamente molte cose sul sistemagiustizia di questo sfortunato Paese.




Il Consiglio Nazionale Forense a Roma, nel settembre 2024,  respinge il ricorso del professionista contro la aberrazione naonense, con una argomentazione farlocca in cui si dimentica dell’ esistenza della legge dello Stato che impone la re-iscrizione.

L’ avvocato Longo interpone due ricorsi avanti alla Cassazione : uno principale ( quello di cui parliamo) e uno ancillare , cioè secondario, di supporto al primo . Una sorta di “ gregario”, per usare un termine ciclistico. Passano molti mesi , più di quelli imposti dalla legge, ed entrambi i ricorsi nel marzo 2025  vengono chiamati avanti al Collegio che deve dare una valutazione preventiva circa la loro fondatezza. Il Collegio decide riservatamente, senza difensori, né discussione. Di uno dei due ricorsi ( quello  ancillare ) viene dichiarata la infondatezza e viene respinto.  Di quello principale, non respinto, si perdono le tracce. La legge stabilisce che deve essere inoltrato alle Sezioni Unite per la pubblica decisione entro novanta giorni dalla udienza “ preliminare”. Dovrebbe essere quindi deciso entro il giugno 2025, ma nulla accade. Passano mesi e mesi, finchè nel dicembre scorso, riemerge dagli abissi del " porto delle nebbie "con una fissazione avanti ad altro Collegio non tanto dissimile da quello preliminare e  la cui sopravvivenza di ricorsi in quell’ ambiente tossico ( senza difesa e discussione ) è pari allo zero assoluto. Eppure il vaglio era già stato fatto, il ricorso era stato trovato “ in buona salute ” ( cioè fondatissimo) e quindi doveva essere deciso entro 90 giorni dalle Sezioni Unite in pubblica udienza. Questa è la seconda anomalia, dopo la prima , quella della lunga attesa, quasi un anno, ben oltre il termine perentorio di 90 giorni.

Ma ce ne è pure una terza di anomalia : non era stato acquisito il fascicolo del secondo grado tenutosi con processo farsa avanti al Consiglio Nazionale Forense, sempre a Roma. Senza l’ acquisizione del fascicolo ogni decisione era resa impossibile e il tutto si sarebbe avvitato illegalmente su una decisione di improcedibilità. Per colpa di chi ? Non certo della difesa , dato che l’ acquisizione era onere per legge della autorità giudiziaria. Mica un privato può acquisire un fascicolo d’ ufficio. Chi era manchevole ? Il CNF di non  averlo trasmesso, o la Cassazione si era dimenticata ( ? ) di chiederlo ?

Un rapido giro di telefonate del Difensore dell’ avvocato Longo permise di appurare che la responsabilità era della Cassazione, poiché il CNF non aveva mai ricevuto la richiesta di trasmissione degli atti. “ La abbiamo ricevuta solo questa mattina” , fu la risposta che CNF diede al Difensore che li interpellava dopo aver protestato con la cancelleria della Cassazione .

Arrivato all’ ultimo momento il fascicolo mancante, era necessario togliere il Ricorso da quel cul de sac di Collegio castra-ricorsi in cui una strana manina lo aveva dirottato, per respingerlo quatti, quatti, di nascosto.  Di certo la stessa manina – dobbiamo dire guantata , perché non possiamo dire togata , poiché la toga non copre anche le zampette furbette – che aveva inibito la richiesta degli atti processuali. Una – due – tre coincidenze ( ?) nefaste ed illegali : troppe perché siano opera di un cancelliere : queste cosucce possono farle solo personaggi più in alto nella gerarchia giudiziaria. Magari su suggerimento e strizzatina di occhi di qualche altro personaggio togato o di qualche barba-finta del Ministero degli Interni. Non dimentichiamoci infatti che l’ avvocato Edoardo Longo è da sempre difensore di vittime di processi politici orditi da oscuri meandri dello Stato, quindi niente di più probabile che dietro si muova una oscura regia di regime per impedirgli  il suo lavoro. Senza poi entrare nel merito di coloro che lo osteggiano per la sua attività di intellettuale e di ricercatore culturale.

Ritornatodopo oltre un anno e mezzo , il procedimento nei suoi corretti binari processuali , si può sperare nella Giustizia , ma senza però cantare vittoria, perché toghe, manine guantate, barbe-finte e nasi non resteranno inerti nel frattempo, c’è da giurarlo. Non basta loro aver già rubato tre anni di lavoro  al professionista, vogliono seppellirlo per sempre, lo abbiamo capito fin da quando questa macelleria messicana nei confronti dell’ avvocato Longo è iniziata, fin da quel torrido luglio del 2022.

Questa è  una storia di carcere, processi politici e ingiusti, operazioni a regia, persecuzioni, furti orchestrati del diritto al lavoro. E’ una storia di sofferenze. Una storia di attacchi alla libertà di pensiero aggredita da centrali nasute e giudiziarie. E’ una storia di attacchi giudiziari e al diritto alla difesa dei movimenti antagonisti di vario segno : è, in sostanza, una vera e propria guerra. Una guerra sporca, senza esclusione di colpi, dove la legge, oltre alla pietà, è morta da un pezzo.

Certo è che ora, dopo l’ intervento della Cassazione,  l’ imbarazzo e il disagio sulle rive del fiume  Noncello sono grandi. 

Monitore Veneto



[ Auto-determinati Veneti a sostegno del loro difensore
davanti al Tribunale di Pordenone.
Il Veneto non dimentica chi ha sostenuto nelle aule di giustizia 
 il suo diritto alla autodeterminazione e alla indipendenza ]

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