Quella di cui svolgiamo le cronache e la contro- informazione su questo blog non è una vicenda serena, ma ogni tanto arriva qualche bella notizia. Eccola.
AGGIORNAMENTO :
Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione , accogliendo una conforme istanza dell’ avvocato Edoardo Longo e del suo difensore, preso atto che l’ “ ente ordinistico” di Pordenone, nel negare la reiscrizione del professionista ha tenuto una condotta che non trova uguali , né precedenti, né supporto giuridico alcuno nella legge, considerata la dimensione del danno inferto al richiedente ed indicato orientativamente dallo stesso per il mancato lavoro di due anni e per l’ azzeramento totale dell’ avviamento professionale del suo studio, attivo per oltre 40 anni, in circa 500.000 euro, ha disposto che la decisione della vertenza avvenga con pubblica discussione, con la presenza del difensore e a Sezioni Unite. In corso di fissazione detta udienza. STOP quindi alla decisione in camera di consiglio , senza discussione e difensore, un una forma processuale destinata alla facile archiviazione della vertenza per più che probabili pressioni ambientali, dirottata scientemente su un binario morto dove stazionava stancamente da oltre un anno.
Una decisione che fa sperare
nell’ ottenimento della Giustizia a favore del professionista, vittima di tre anni di
mobbing ed illegalità da parte dell’ auto-celebrantesi “ ente ordinistico “ in riva al Noncello, che gli nega
da altrettanto tempo la reiscrizione cui ha diritto per legge sulla base dei ben noti motivi che qui riassumiamo : https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html
Ua breve scansione
cronologica delle tappe che hanno portato a questo ritorno alla regolarità
processuale farà capire intuitivamente molte cose sul sistema – giustizia
di questo sfortunato Paese.
Il Consiglio Nazionale
Forense a Roma, nel settembre 2024, respinge
il ricorso del professionista contro la aberrazione naonense, con una argomentazione farlocca in cui si dimentica dell’ esistenza della legge dello Stato che
impone la re-iscrizione.
L’ avvocato Longo
interpone due ricorsi avanti alla Cassazione : uno principale ( quello di
cui parliamo) e uno ancillare , cioè secondario, di supporto al primo .
Una sorta di “ gregario”, per usare un termine ciclistico. Passano molti
mesi , più di quelli imposti dalla legge, ed entrambi i ricorsi nel marzo 2025 vengono chiamati avanti al Collegio che
deve dare una valutazione preventiva circa la loro fondatezza. Il Collegio decide
riservatamente, senza difensori, né discussione. Di uno dei due ricorsi ( quello
ancillare ) viene dichiarata la
infondatezza e viene respinto. Di quello
principale, non respinto, si perdono le tracce. La legge stabilisce che deve
essere inoltrato alle Sezioni Unite per la pubblica decisione entro novanta
giorni dalla udienza “ preliminare”. Dovrebbe essere quindi deciso entro il giugno 2025,
ma nulla accade. Passano mesi e mesi, finchè nel dicembre scorso, riemerge dagli abissi del " porto delle nebbie "con una fissazione avanti ad altro Collegio
non tanto dissimile da quello preliminare e
la cui sopravvivenza di ricorsi in quell’ ambiente tossico (
senza difesa e discussione ) è pari allo zero assoluto. Eppure il vaglio era già
stato fatto, il ricorso era stato trovato “ in buona salute ” ( cioè fondatissimo)
e quindi doveva essere deciso entro 90 giorni dalle Sezioni Unite in pubblica
udienza. Questa è la seconda anomalia, dopo la prima , quella della lunga attesa, quasi un anno, ben oltre il termine perentorio di 90 giorni.
Ma ce ne è pure una terza di
anomalia : non era stato acquisito il fascicolo del secondo grado tenutosi con
processo farsa avanti al Consiglio Nazionale Forense, sempre a Roma.
Senza l’ acquisizione del fascicolo ogni decisione era resa impossibile e il
tutto si sarebbe avvitato illegalmente su una decisione di improcedibilità. Per
colpa di chi ? Non certo della difesa , dato che l’ acquisizione era onere per
legge della autorità giudiziaria. Mica un privato può acquisire un fascicolo
d’ ufficio. Chi era manchevole ? Il CNF di non averlo trasmesso, o la Cassazione si era dimenticata
( ? ) di chiederlo ?
Un rapido giro di telefonate
del Difensore dell’ avvocato Longo permise di appurare che la responsabilità
era della Cassazione, poiché il CNF non aveva mai ricevuto la richiesta di
trasmissione degli atti. “ La abbiamo ricevuta solo questa mattina” , fu la risposta
che CNF diede al Difensore che li interpellava dopo aver protestato con la cancelleria
della Cassazione .
Arrivato all’ ultimo
momento il fascicolo mancante, era necessario togliere il Ricorso da quel cul
de sac di Collegio castra-ricorsi in cui una strana
manina lo aveva dirottato, per respingerlo quatti, quatti, di nascosto. Di certo la stessa manina – dobbiamo dire guantata
, perché non possiamo dire togata , poiché la toga non copre anche
le zampette furbette – che aveva inibito la richiesta degli atti processuali.
Una – due – tre coincidenze ( ?) nefaste ed illegali : troppe perché siano opera di un cancelliere : queste cosucce possono farle solo personaggi
più in alto nella gerarchia giudiziaria. Magari su suggerimento e strizzatina
di occhi di qualche altro personaggio togato o di qualche barba-finta
del Ministero degli Interni. Non dimentichiamoci infatti che l’ avvocato
Edoardo Longo è da sempre difensore di vittime di processi politici orditi da oscuri
meandri dello Stato, quindi niente di più probabile che dietro si muova una
oscura regia di regime per impedirgli il
suo lavoro. Senza poi entrare nel merito di coloro che lo osteggiano per la sua
attività di intellettuale e di ricercatore culturale.
Ritornato, dopo oltre un anno e mezzo , il procedimento
nei suoi corretti binari processuali , si può sperare nella Giustizia , ma senza
però cantare vittoria, perché toghe, manine guantate,
barbe-finte e nasi non resteranno inerti nel frattempo, c’è da
giurarlo. Non basta loro aver già rubato tre anni di lavoro al professionista, vogliono seppellirlo per
sempre, lo abbiamo capito fin da quando questa macelleria messicana nei
confronti dell’ avvocato Longo è iniziata, fin da quel torrido luglio del 2022.
Questa è una storia di carcere, processi politici e
ingiusti, operazioni a regia, persecuzioni, furti orchestrati del diritto al
lavoro. E’ una storia di sofferenze. Una storia di attacchi alla libertà di
pensiero aggredita da centrali nasute e giudiziarie. E’ una
storia di attacchi giudiziari e al diritto alla difesa dei movimenti
antagonisti di vario segno : è, in sostanza, una vera e propria guerra. Una guerra sporca, senza
esclusione di colpi, dove la legge, oltre alla pietà, è morta da un pezzo.
Certo è che ora, dopo l’ intervento della Cassazione, l’ imbarazzo e il disagio sulle rive del fiume Noncello sono grandi.
Monitore Veneto



Nessun commento:
Posta un commento