“Con l’ aiuto e la
benedizione di Dio onnipotente, della nostra guida spirituale San Marco Evangelista
e dell’ Arcangelo Michele, chiediamo e decretiamo che tutte le benedizioni di
giustizia divina scendano ora su tutti gli autodeterminati e soprattutto sui
nostri fratelli che in questo momento subiscono le ingiustizie dell’ occupante straniero.
Scenda la luce su tribunali, carceri, Agenzia delle Entrate e su tutte le istituzioni
in malafede della repubblica italiana”.
Questa è la preghiera
intonata dagli auto-determinati e dagli altri cittadini solidali che sono accorsi all’ appello del Comitato di
Liberazione Nazionale Veneto per presidiare il Palazzo di Giustizia ( ?)
di Pordenone il 21 aprile scorso in concomitanza con l’ “ incontro- scontro”
dell’ avvocato Edoardo Longo con l’ “ ente
ordinistico” ( così si auto-celebra..) degli avvocati del Noncello che da
due anni gli hanno scippato il suo sacrosanto diritto al lavoro.
Un civile e pacifico " assedio " : numerose le persone e i
gruppi che hanno risposto all’ appello del CLNV a non lasciare solo l’ avvocato
Longo che ha difeso per 40 anni i diritti civili e politici di chiunque fosse
aggredito dalla italica malagiustizia, con rischi ben intuibili . Oltre al CLNV,
l’ Associazione Culturale Marciana , il Canton Dolomitico,
e gli indomiti combattenti dell’ Ufficio
Dogale, oltre allo stesso Presidente del CLNV Amedeo Casasola. Numerose anche le persone vicine alle Edizioni della Lanterna che
hanno accolto l’ invito di CLNV, perché non hanno avuto difficoltà a
riconoscere nella clamorosa persecuzione dell’ avvocato – editore anche l’
impronta malcelata di un certo mondo genocida : quello della "lobby che non
esiste", ma che tiene avvinta la classe giudiziaria i-ta-lyana .
In tutto “ svariate decine di persone” , come ha scritto il Gazzettino di Venezia in un trafiletto sulla iniziativa. Si, una presenza di popolo molto significativa e importante, come riconoscono i media locali, strutturalmente avversi al movimento indipendentista. Bontà loro, i gazzettieri avranno forse anche conteggiato i numerosi poliziotti – Digos in borghese , polizia e carabinieri in divisa – in tutto oltre la decina. La lettura del trafiletto e la massiccia – francamente esagerata – presenza di forze dell’ ordine, permette di capire che si è verosimilmente ripetuto il canovaccio già accaduto ai tempi del primo e clamoroso volantinaggio di Autorità Dogale, l’ anno scorso : Gazzettino viene a conoscenza dell’ iniziativa, chiama il palazzo per avere il becchime da scrivere e costoro fanno mobilitare anche l’ Interpol piangendo di sentirsi attinti e minacciati e le divise accorrono in massa. Del resto, fanno bene : oltre a far numero e da cassa di risonanza dell’ evento, si guadagnano con poca fatica le indennità per missione pericolosa… Siamo in Italia, paesà !
[ Un pericoloso terrorista veneto presente,
tenuto d' occhio da una dozzina di agenti della Digos italiana]
Per capire che è andata
così, basta leggere il trafiletto citato, che riporta le solite fregnacce con
cui le toghe ordinistiche coprono le proprie vergogne, il che fa
anche capire che l’ incontro era truccato e che l’ esito sarà di rigetto
dell’ istanza, come hanno già anticipato da gran tempo. Chi ci sarà vedrà, ma è bene che le
toghe noncellesi , in tal caso, si abituino a incontri di questo tipo a
cadenza fissa…Finche il diritto, la legge e il buon senso prevarranno.
L’ audizione , avvenuta a
porte chiuse, è stata registrata e sarà pubblicata dalle Edizioni
della Lanterna. Possiamo anticipare che l’ avvocato Longo, nel corso di una
esposizione durata oltre un ‘ora , ha sottolineato la pretestuosità del
programmato rigetto per pendenza di altra istanza ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2026/03/il-fiume-noncello-e-il-gioco-delle-tre.html
) e ha sottolineato come l’ ente
ordinistico abbia bypassato completamente nel caso che lo riguarda ogni
norma di legge, ogni decisione giudiziaria, ogni sentenza, financo la loro stessa primigenia decisione : tutte leggi e atti " normanti " che convergono nell’ obbligo di reiscrizione del professionista, caso unico
in Italia di avvocato sottoposto a cancellazione amministrativa cui non sia
conseguito in breve tempo la reiscrizione (cfr https://monitore1980.blogspot.com/2026/02/un-caso-unico-in-italia.html
)
, una volta venuto meno il limite
legale, nel caso di specie il ritorno alla libertà, avvenuto ancora il
1.3.2023, oltre tre anni fa…. Ecco l’ impressionante elenco delle norme violate
e disattese : https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html
. La legalità : questa sconosciuta sulle rive del fiume Noncello.
Le decisione sarà
pronunciata fra alcuni giorni.
Una curiosa nota finale : abbiamo avuto la conferma che il palazzo di giustizia di Pordenone teme come la morte le bandiere della repubblica veneta. Infatti, un tirapiedi è uscito dal palazzo per informarsi di quante fossero le bandiere : informato che erano ben OTTO è corso all’ interno a riferire alle Supreme Autorità . Anche durante i processi agli indipendentisti veneti in quella città abbiamo assistito alla scena in cui i magistrati chiedevano gli riferissero quante fossero le bandiere all' esterno : se una o due , tiravano un sospiro di sollievo, ma se il numero era superiore, era il panico. Curioso modo di vedere le cose : temono che il Leone di San Marco possa uscire dalle bandiere e sbranarli ?
MV




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