lunedì 30 settembre 2024

EUPOL COPPS : TOGHE A MANO ARMATA

 


Vorremmo rispondere al Lettore che ci ha scritto “La vicenda giudiziaria dello stimato Avvocato Longo purtroppo ricorda quella vissuta alcuni decenni fa dai reggenti del Fronte Nazionale di Franco Freda, perché la ingiusta magistratura giudaico-massonica è sempre la stessa di allora.”

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Ringraziamo per l’ efficace messaggio che ci ha mandato, perché esso in poche parole rende efficacemente i termini della vicenda dell’ avvocato Longo. Poiché questo è la seconda lettera che svolge un parallelo fra la vicenda di Franco Giorgio Freda e quella dell’ avv. Edoardo Longo, ci vuole un breve accenno al fatto che l’ avvocato Longo conosce il dott. Freda dal 1980, e nel periodo della aggressione giudiziaria al Fronte Nazionale ( 1991-1993) , pur non essendo iscritto al FN, era collaboratore delle Edizioni del dott. Freda, di tal che fu oggetto, come disse  ironicamente Freda in una celebre testimonianza a favore dell’ avvocato  avanti al tribunale di Pordenone nel 2005, di una “ ‘moderata’ attenzione “ da parte degli organi repressivi dl Stato. Il parallelo non è quindi del tutto astratto. 

Divenuta da “ moderata” a “ smodata” detta attenzione dopo il 2001, va ricordato che il Lettore ha ragione a sottolineare il problema della ColoniaItalya  che nelle sue istituzioni giudiziarie è infiltrata e diretta da esponenti giudiziari di dubbia imparzialità e legalità. Entriamo nel merito della nostra risposta : esiste la ingiusta magistratura giudaico-massonica in Italia , come scrive il nostro Lettore ? Giudicate un po' voi.

Nel caso dell’ avvocato Longo di cui ci occupiamo in questo blog, abbiamo già segnalato la  violenta schedatura subita ad opera di centrali sioniste che lo hanno tacciato poco poco di essere un terrorista antisemita per le sue ricerche culturali  . Cfr il post “ Le toghe di Giuda e la cancel cultur  “ :

https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/le-toghe-di-giuda-e-la-cancel-cultur.html

Fra i vari magistrati riconducibili a questa connection vogliamo qui segnalare il pubblico ministero che diede la svolta finale alla operazione a regia che ha condotto l’ avvocato Longo al carcere e alla morte civile professionale, in quanto se ne parla a lungo nel libretto “ Io accuso” , scritto nel 2010 e che oggi appare profetico. Ecco il link del libro :

https://www.lulu.com/shop/edoardo-longo/io-accuso/paperback/product-w9nvgy.html?page=1&pageSize=4

[ Il pubblico  ministero "italiano" è la donna in piedi in prima fila, vicino alla negra con la divisa militare USA ]

Io credo che pochi persecutori giudiziari abbiano nel loro curriculum professionale dati più espliciti della loro funzione al servizio della lobby sionista americana : già dipendente da magistrato italiano dal ministero della difesa degli Stati Uniti d’ America in quanto comandante onorario della base USAF- NATO di Aviano ( provincia di Pordenone), assicuratasi nel 2015 la duplice condanna penale che portò l’ avvocato Longo in carcere , entrò in una neonata struttura ispettiva del Ministero della Giustizia, mutuata dagli USA,  per poi approdare in una struttura di polizia giudiziaria  internazionale denominata EUPOL COPPS , sotto controllo USA e UE e stanziata dallo zio Sam a svolgere i suoi servizi di intelligenza  a favore dell’ entità sionista israeliana e a danno del popolo palestinese e precisamente a Tel  Aviv, come risulta dal suo stesso profilo professionale dove si qualifica "giurista esperta"  (  già, perchè "spia" pareva brutto) :

https://il.linkedin.com/in/annita-sorti-122454245  

Attualmente i suoi serviGi sono richiesti in altra colonia e precisamente in Ucraina dove, sempre come elemento del EUPOL COPPS  sarà destinata prossimamente , come risulta dalla pagina del Consiglio Superiore della Magistratura e del Ministero della Giustizia Coloniale Italiana  ( “Annita Sorti, attualmente fuori ruolo quale resident twinning advisor Palestina: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo quale senior adviser on prosecution presso al missione EUAM Ukraine “)  :

https://www.csm.it/web/csm-internet/dettaglio/-/asset_publisher/kPfLeBsi9DD1/content/brevi-dal-pl-260?inheritRedirect=false

Suo braccio destro presso la procura di Pordenone un ispettore di polizia con diplomi della Base Usaf – Nato di Aviano e con una benemerenza conferitagli dal presidente della repubblica italiota per l’ eroica impresa di aver tratto giù dal Campanile di San Marco i famosi Serenissimi – disarmati ! - nella altrettanto loro famosa impresa…

Sono queste toghe che hanno deciso del destino dell’ avvocato Longo. Assolutamente attendibili, imparziali e indipendenti. Sì, indipendenti. Indipendenti dalla legalità e dalla giustizia. COPPS, sbirri , appunto…

Il Monitore



sabato 28 settembre 2024

SI PROCEDE CON L' APPELLO CONTRO L' ORDINE DI PORDENONE

 


In data  25 settembre  2024 è stato depositato atto di impugnazione nei confronti della delirante decisione di non iscrizione all’ albo pronunciata dalla cricca forense accampata sulle rive del fiume Noncello ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/sulle-rive-del-noncello.html )  . La scombicchierata pseudo-motivazione viola la norma che impone la reiscrizione automatica del professionista uscito dal carcere , del resto richiamata dallo stesso decreto che disponeva la cancellazione temporanea ( vedi immagine qui sopra) che ribadiva a chiare lettere  che all’ uscita dal carcere l’ avvocato Edoardo Longo aveva diritto alla reiscrizione automatica . Riportiamo la parte conclusiva del ricorso dell' avvocato Longo :

 “….dopo un decreto di cancellazione amministrativa che espressamente dichiara il diritto del professionista alla reiscrizione una volta tornato in libertà, per un colpo di testa del COA di  Pordenone, gli si nega l’ esercizio di un diritto al lavoro che ha svolto per QUARANTUNO ANNI E PER QUASI VENTI DAI FATTI DI CUI AL CONTESTO. Incredibile , allucinante, illegale. In ambito amministrativo si parla di “ diritti quesiti” a tutela dei colpi di testa cui un lavoratore potrebbe essere esposto a causa di poteri impazziti. Qualcosa del genere va invocato anche nel caso di specie. Non è ammissibile che un lavoratore, dopo 41 anni e 20 dai fatti in oggetto sia esposto a simili arbitri, contro ogni normativa che lo tutela. Non è concepibile in uno stato di diritto e di legalità.  (…)  Dopo quasi  venti anni dai fatti delle condanne , condanne avvenute in una fase di assoluta persecuzione come conferma la citata sentenza del CNF del 2010, l’ avvocato Longo ha ampiamente diritto a conservare la sua professione. Venti anni non sono un giorno, venti anni sono quasi una vita. Di certo una vita professionale,  che non può essere gettata nel cestino per un colpo di testa di un organismo territoriale che smentisce se stesso, nega la legge, nega il diritto, nega l’ evidenza e nega anche la propria dignità,  sconfessandosi indecorosamente.  Quella che si impugna è una decisione scandalosa che butta alle ortiche tutto il sistema repubblicano di legalità, di diritto, di dignità, di civiltà.”

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Purtroppo, la decisione d’ appello a Roma non sarà certo presa prima di un anno, perché non ci saranno toghe che ne supplicheranno una rapida decisione, anzi… Anche le toghe del Noncello  sanno di aver partorito una cagata , ma il loro obiettivo non è far rispettare una legge ( che dice il contrario di loro) o mantenere la parola d’ onore da loro presa un anno prima ( questa gente sa cos’è il portafoglio, ma non l ‘ Onore) , a loro, da bravi camerieri in toga , interessava servire la  testa del professionista su un vassoio d’ argento alla magistratura del FVG. Obiettivo raggiunto, assieme alla dispersione della clientela dell’ Avvocato, tolto di mezzo per i processi politici che seguiva. Muoia di fame lui e la famiglia e magari se ne torni in galera. Nella speranza, che sarà frustrata, che – magari fra un anno o due – logorato dal sadico  trattamento inflittogli nel frattempo dalla solita magistratura furlana ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/come-ti-stronco-il-ribelle.html ) - decida di ritirarsi a vita privata…

Potranno tanto affannate toghe dormire tranquille per almeno un anno o due, essendosi “ tolti dai coglioni” ( si esprimono così, con rara e togata finezza,  presso il tribunale di Pordenone) l’ inviso legale ? Si illudono. Per adesso facciano pure il ruttino soddisfatti , ma il loro godimento durerà per poco. Al netto da altre iniziative e della presenza quotidiana di questo fastidioso  Monitore, convitato di pietra che ricorderà ogni giorno i loro crimini, l’ avvocato Edoardo Longo la prossima istanza di reiscrizione la presenterà fra 20 giorni. A Pordenone.

Il Monitore

giovedì 26 settembre 2024

COME TI STRONCO IL RIBELLE

 


Vorremmo rispondere al Lettore che ci ha scritto : ... “Ma come si fa a liberare dal carcere un uomo   per poi togliergli  il lavoro, confinarlo a casa e impedirgli pure di trovarsi un’ altra occupazione ! Ma scherziamo ? E’ onestà morale questa ? Ma siamo in un paese civile o mussulmano ?  Mi ricorda una parabola taoista in cui si libera una persona dalla prigione per portarla in un infinito deserto e gli si dice : “ Ora sei libero”. Ma è libertà questa ? Come si può vivere in un deserto? A chi si può chiedere un aiuto se non c'è nessuno e non si hanno né viveri,  né acqua ? 

§

Precisiamo : questa situazione allucinante che è  esattamente l’ opposto di quanto prescrive l’ ordinamento in materia di misure alternative al carcere, è il frutto del sovrapporsi dell’ intervento di DUE magistrature  con obiettivi contrapposti : quella legalitaria di Padova che ha scarcerato l’ avvocato Longo autorizzandolo alla sua professione di avvocato penalista  e quella ostile del FVG che ha sempre avuto l’ obiettivo opposto : quello di impedirgli il lavoro di penalista . Per uscire dal carcere , l’ avvocato Longo doveva avere un lavoro ( e lo aveva ) ed essere autorizzato a svolgerlo. Così è stato. Per scrupolo, l’ avvocato Longo, che delle toghe non si fida,  ha anche chiesto l’ autorizzazione a svolgere in subordine anche   l’ attività di editore e ricercatore culturale. Autorizzato anche a questa. Una volta fuori dal carcere , non c’è alcun bisogno di autorizzazioni  a svolgere qualsiasi attività , proprio perché ciò rientra nei diritti di ogni persona libera. Ma se la magistratura veneta ( dello Stato italiano) liberava e autorizzava , la magistratura del FVG osteggiava silenziosamente , perché non voleva svolgesse l’ attività di avvocato penalista. Infatti, in carcere da innocente ce lo avevano deportato  per questo motivo.  Si ricordi, come documenteremo nei prossimi giorni , che l’ avvocato Longo non fu liberato dal carcere di Udine per QUATTRO MESI semplicemente perché la magistratura del FVG non lo autorizzava a fare l’ avvocato. La situazione si sbloccò passando alla giurisdizione veneta nel novembre 2022.   Scarcerato nel marzo 2023,  riprese il suo lavoro e anche la magistratura del FVG riprese i suoi magheggi , trovando nel nuovo presidente della cricca forense di Pordenone un soggetto molto duttile, sensibile alle richieste e maneggevole, molto comprensivo con i desideri di quelle mammolette dei magistrati.  Siamo giunti quindi al colpaccio del 21 marzo scorso  ( giorno rituale dell’ equinozio di primavera, chi ha orecchi per intendere intenda…) con cui all’ avvocato Longo con un colpo di mano forense-giudiziario  è stato impedito il suo lavoro.


[ Il famigerato carcere di Udine :

una via di mezzo fra una fogna e una sorta di Spielberg asburgico ]

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Ora però potrebbe , almeno, in attesa di tornare al suo lavoro,  fare il ricercatore culturale, essendone stato autorizzato ma – stranamente – non vengono  concesse le relative autorizzazioni agli spostamenti, assolutamente necessarie, anche per la presentazione di libri e tenere  conferenze , cosa che li terrorizza letteralmente...( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/liberta-e-lavoro-possono-aspettare.html   ). Di fatto, all’ avvocato Longo viene impedita anche la seconda attività culturale  . Perché ? Ovviamente per comprimere al massimo  i suoi ambiti di libertà, per impedirgli attività culturale sospettando che abbia risvolti politici ( Come no ! Ma non siamo in democrazia ?)  , per rendergli più difficile anche la reiscrizione all’ albo degli avvocati, magari presso sede diversa da quella di Pordenone : se non si può spostare, non può neanche iscriversi all’ ordine forense di altre città.

 Siamo maliziosi ? Il tempo , purtroppo, ci sta dando ragione. Intanto, l’ avvocato Longo attende ancora la concessione dei 135 giorni di sconto di pena a tutt’ oggi maturati (https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/il-lavoro-redne-liberi.html  )  , che gli sarebbero molto utili per la ripresa del lavoro sfuggendo a queste elaborate tenaglie che lo stringono. Di fatto tutte le autorizzazioni del 2023 gli sono state tolte silenziosamente, senza ufficialmente revocarle perchè non sarebbe stato legalmente possibile . L' avvocato Longo è l' unico ex detenuto in Italia che , due anni dopo esser stato scarcerato, gode di meno diritti e libertà di quando era recluso. Forse, forse  perchè è un   prigioniero politico ?   L’ avvocato Longo è stato così ridotto di fatto allo stato di detenzione domiciliare... di fatto gli è concesso solo recarsi presso le proprie abitazioni, proprio come negli arresti domiciliari. "Detenzione domiciliare" un po’ allargata, ma senza possibilità di fare alcunchè di produttivo. E di fastidioso per le delicate toghe del FVG.  Bel colpo, vero ? E la chiamano “ democrazia”…

E le stelle stanno a guardare questo cupo cielo italiota che è, come direbbe il Poeta, un atomo opaco del male.

Il Monitore

alfatrac88@proton.me

mercoledì 25 settembre 2024

AL COSPETTO DEL CIELO


Voi chiamate questi giudici  la magistratura del FVG , ma dovreste chiamarla magistratura del c…@kvK !

 ... Ma come si fa a liberare dal carcere un uomo   per poi togliergli  il lavoro, confinarlo a casa e impedirgli pure di trovarsi un’ altra occupazione ! Ma scherziamo ? E’ onestà morale questa ? Ma siamo in un paese civile o mussulmano ?  Mi ricorda una parabola taoista in cui si libera una persona dalla prigione per portarla in un infinito deserto e gli si dice : “ Ora sei libero”. Ma è libertà questa ? Come si può vivere in un deserto? A chi si può chiedere un aiuto se non c'è nessuno e non si hanno né viveri,  né acqua ?  L’ avvocato Longo di cui leggo  è sicuramente una persona onesta e non ha certo l’ indole di ricorrere alla malavita per vivere, dato che giudici e avvocati  gli hanno rubato il suo legittimo  lavoro ! E gli hanno dato pure due anni e quattro mesi di carcere per avere offeso un giudice , neanche un vero e proprio giudice . Due anni e 4 mesi, ci rendiamo conto della follia ? E poi noi qui ad Aviano conosciamo benissimo quel giudice che non ha mai fatto  l' esame di magistratura e che si chiama Rino Chiaradia e vi assicuro che per la strada tutti lo evitano e nessuno vuole salutarlo, ora che è in pensione e  non è più giudice da qualche anno. E chiedetevi il perché ! Io spero che l’ avvocato Longo, un giorno abbia  giustizia e anche qualche cosa di più, una soddisfazione maggiore, perché ha subito torti che gridano vendetta al cospetto del Cielo ! Forza Avvocato, non si arrenda. Attenda sulla riva del  fiume che qualche cosa prima o poi passerà

Un Lettore da  Aviano,

provincia di Pordenone

TOGHE DI GIUDA


 

La vicenda giudiziaria dello stimato Avvocato Longo purtroppo ricorda quella vissuta alcuni decenni fa dai reggenti del Fronte Nazionale di Franco Freda, perché la ingiusta magistratura giudaico-massonica è sempre la stessa di allora.

Un Lettore 

SI CONSIGLIA LA LETTURA DI " LE TOGHE DI GIUDA" : 

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LE TOGHE DI GIUDA E LA " CANCEL CULTUR"


Un libretto poco noto , ma molto significativo, opera dell’ instancabile avvocato Edoardo Longo e ora ripubblicato. Se  oltre 15 anni fa, era già noto lo scandalo della " giustizia ad orologeria" e dei processi politici eseguiti su commissione di potenti lobbies occulte, non è mai stata abbastanza investigata l’ azione  della occhiuta " lobby che non esiste", ma che controlla il cd " Libero Occidente". Questi appunti , attingendo a esperienze patite sulla propria pelle dall’ autore  , inizia a dare qualche risposta su questo argomento proibito e di cui esistono poche fonti cui attingere. Qui troviamo documenti sconcertanti quali la schedatura dell’ autore di questo libro  effettuata nel 2001   con rara ferocia da una centrale veneziana della lobby sionista che additò l’ autore come “ pericoloso terrorista antisemita” (!) solo per le sue ricerche culturali sui “ protocolli di Sion”! Un segno evidente da quali centrali nasca la attuale imperversante e totalitaria “ cancel cultur “. Una pseudo cultura che per ora si ferma a cancellare libri, statue, dipinti , ma punta in realtà  a cancellare le persone : umanamente, socialmente, professionalmente e prima o poi FISICAMENTE

 Facciamoci anche qualche domanda : se l' avv. Longo, anzichè essere bianco e cattolico, fosse stato arabo e mussulmano, avete dei dubbi che sarebbe stato descritto come " terrorista di Hamas "e non sarebbe partita al volo una campagna per " sterminarlo", magari solo per mandarlo in galera , solo perchè intellettuale sgradito ?...Naturalmente, ci sarà ancora chi - dato che anni dopo l' avvocato Longo in galera ci  è stato mandato veramente  con una sporca " operazione a regia" giudiziaria - crederà che la carcerazione del legale avvenuta nel 2022 sia solo una coincidenza..... Come no, proprio una coincidenza... Che forse qualche " toga di Giuda" si sia , PER CASO, attivata nel frattempo ? Ovviamente, sono solo coincidenze....

In questo libretto, oltre ai citati documenti , leggiamo anche i commenti della mailing list del 2003-2005 dell’ autore  con  il lungo elenco delle espressioni di disgusto della gente comune di fronte al vero volto della magistratura italiana, non dissimile da quello tratteggiato dal Collodi oltre 100 anni...Un quaderno scottante da leggere e meditare  assolutamente.

Link ESCLUSIVO  per l’ acquisto :

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( Alcuni degli scottanti documenti riguardanti le matrici dell' aggressione giudiziaria " democratica" patita dall' avvocato Edoardo Longo,  pubblicati in questo libretto )

venerdì 20 settembre 2024

SOLIDARIETA' DALLA COMUNITA' MARCIANA DI VICENZA

 


COME SUPER CIUK


Come Super-Ciuk, la magistratura italiana ruba ai poveri per dare ai ricchi ( cioè a se stessa):


Una amara denuncia della corruzione del "sistema giustizia" italiano, in quest'opera dell'avvocato Edoardo Longo. In questo libretto caustico ed amaro viene svelato un nervo scoperto accuratamente celato dietro le quinte: come funziona il sistema di truffe giudiziarie per impedire il pagamento degli avvocati dei poveracci, i cui modesti onorari sono a carico dei tribunali. Il libro, fondato su documenti e casi assolutamente autentici, non è di quelli che si dimenticano tanto presto: come dimenticare, del resto, figure come il “ contabile dottor Paguro “ ( ispirato a una figura di bradipo disonesto realmente esistente ),  e i suoi strani e non euclidei conteggi ? 

E il losco tribunale di Piddìnia, con i suoi giudici Super-ciuk che rubano ai poveri per dare ai ricchi ? E il trucco giudiziario delle “ tre fatture” per non pagare i poveracci, variante malandrina in toga del “ gioco delle tre carte “? 

Una impietosa disamina del sistema con cui, negando il compenso agli ultimi, lo Stato italiano si ingrassa. Se chi ti giudica è anche quello che ti frega la retribuzione del  lavoro, come si può pensare che l'ordine giudiziario in Italia sia rispettabile ? Ai Lettori l'ardua sentenza.

Terza edizione. In vendita  esclusiva    da questo  link  :

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giovedì 19 settembre 2024

UN' ALTRA EROICA IMPRESA DELLA BANDA BASSOTTI GIUDIZIARIA

 


UN ' ALTRA IMPRESA DELLA BANDA BASSOTTI GIUDIZIARIA: non pagano 80.000 euro di parcelle pregresse all' avvocato Longo perché " cancellato ".. quando il crimine rende, cioè quando è compiuto dall' ordine giudiziario ..... Come è possibile ? Ora lo spieghiamo....

§

L’ avvocato Edoardo Longo, oltre ad essere legale di diverse associazioni venete indipendentiste, non si  è mai rifiutato di difendere persone povere o indigenti. In tal caso, l’ onere del pagamento delle relative parcelle per assistenza legale ricade sui tribunali. In anni e anni , l’ avvocato Longo ha trasmesso  queste parcelle, in gran parte a carico dei tribunali del FVG, in particolare di Pordenone e di Trieste, nonché alla Corte di Appello di quest’ ultima città. Il totale – a causa dei pagamenti molto lenti ed effettuati malvolentieri – è giunto nel 2022 alla bella cifra  di circa 80.000 euro, accumulati in anni e anni di lavoro, nella fiducia che, sia pur lentamente, lo Stato avrebbe onorato i suoi debiti. Ma lo Stato, e in particolare l’ amministrazione giudiziaria, ha la faccia come altra parte anatomica impronunciabile e … cosa è successo ? Dal luglio 2022 al marzo 2023, quando l’ avvocato Longo era stato deportato in galera dall’ autorità giudiziaria, non hanno pagato un centesimo. Proprio nel momento in cui l’ avvocato Longo ne aveva più bisogno, per mantenere la famiglia. Poi, scarcerato, hanno effettuato alcuni pagamenti fino al novembre 2023. Poi chiusi i cordoni della borsa. Cosa è successo nel novembre 2023 ? Si è tenuta l’ udienza a Roma – sollecitata fino al pianto da quelle animelle candide dei magistrati e dal presidente delle cricca forense del Noncello – che ha disposto la cancellazione del professionista non perché fosse in carcere, ma perché “ lo era stato” un anno prima . Una sentenza pronunciata con raro sprezzo del ridicolo e della legge che venne depositata  e resa esecutiva il successivo marzo 2024. Le toghe marce sapevano dell’ esito della udienza fin dal novembre 2023 e ciò bastò loro per sospendere i pagamenti . La scusa ? “ L’ avvocato Longo “ non esiste” più nei nostri registri, perché “ è stato cancellato”…Meglio della Banda Bassotti, complimenti ! Con destrezza e imbroglio, approfittando della loro impunità statale, si sono intascati 80.000 euro di retribuzione di lavoro altrui ! Prima gli tolgono il lavoro e poi manco gli pagano la retribuzione del lavoro svolto da anni e anni, per lasciarlo morire di fame e impedirgli di mantenere la famiglia, magari per ributtarlo pure in carcere perchè disoccupato.....a 66 anni di età, cosa può fare se non il proprio lavoro ?  Gran bell' esempio morale , l' autorità giudiziaria italica.....Congratulazioni vivissime. Difficile fare peggio di voi : rubare ai poveri per dare ai ricchi ( cioè a voi stessi : ricordiamo che lo stipendio di un magistrato si aggira sui 10 mila euro mensili, oltre a varie indennità prebende, molteplici tredicesime , gratifiche e così conteggiando.... ). 



Ovviamente  questo debituccio di 80.000 euro, che l’ avvocato Longo  da perfetto incivile e maleducato si ostina a voler vedere onorato , lo dovranno pagare, con le buone o con le cattive , perchè sono somme dovute per lavoro svolto da anni. Terremo informati i Lettori ( e le autorità internazionali informate tramite il Monitore ). Ma una riflessione conclusiva è d’ obbligo : Le toghe, così brave a farla pagare all’ avvocato Longo per la sua indipendenza, come  è che non sono altrettanto brave a pagar LORO i loro debiti nei confronti dell’ odiato professionista ? Come pretendono di dare LORO una lezione morale a chicchessia ? E tenere in galera o sotto sorveglianza una persona mille volte più onesta di loro per rieducarla  ? Togliendogli, oltre al lavoro , anche i frutti del lavoro maturato in anni e mai retribuito ? Di quale rieducazione cianciano questi delinquenti ? Rieducare per rendere gli onesti disonesti come LORO ?  In base a quale autorità morale pretendono di essere un esempio per i cittadini   

Vi terreno informati ....

Il Monitore

martedì 17 settembre 2024

BENTORNATO A PORDENONE

 Salve Avv.

da quando ho saputo della tua condanna quasi tutti i giorni Ti ricordo anche perché Ti ho in WhatsApp. Sono contento che tu abbia ripreso ( vedi : https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/riprende-l-attivita-legale-dell.html ) ,  sia pur in modo estremamente ridotto, ad esercitare il tuo lavoro che da sempre sai svolgere molto bene e con onestà, che di questi tempi è un valore da pochi praticato. Con quest'anno ne ho fatti 84 e mi muovo poco da casa, ma per un caffè bevuto con Te sono sempre disponibile. Ogni volta che passavo in viale Libertà guardavo il tuo studio e vedere le serrande abbassate mi ha fatto provare sempre un senso di tristezza. Voglio essere fra i primi a darti il benvenuto. Un caloroso abbraccio. 

NINO. A. Marcon

venerdì 13 settembre 2024

INVOCAZIONE AL DIO DEGLI ESERCITI



 “Vadano in rovina le loro macchinazioni. 


Sorgi, Signore, nel tuo sdegno,

levati contro il furore dei nemici,

alzati per il giudizio che hai stabilito.

Poni fine al male degli empi.


Dio che fai giustizia: mostrati!


Alzati, giudice della terra,

rendi la ricompensa ai superbi,

riversa su di loro il tuo sdegno,

li raggiunga la tua ira ardente.

Davanti a Te cammina il fuoco

e brucia tutt’intorno i tuoi nemici.

Tu detesti chi fa il male,

fai perire i bugiardi.

Il Signore detesta sanguinari e ingannatori,

Egli ritorcerà contro di essi la loro malizia,

per la loro perfidia li farà perire,

li farà perire il Signore nostro Dio.


 Chi non temerà, o Signore, e non glorificherà il Tuo nome?


Ecco, sono caduti i malfattori,

abbattuti, non possono rialzarsi.

Siano confusi e coperti di ignominia,

retrocedano e siano umiliati.

Condannali, o Dio, soccombano alle loro trame, per tanti loro delitti disperdili,

perché a Te si sono ribellati.

Per essi non c’è conversione e non temono Dio.

Siano come pula al vento

e l’angelo del Signore li incalzi;

li colga la bufera improvvisa,

li catturi la rete che hanno tesa,

siano travolti dalla tempesta.

Poiché essi non parlano di pace,

contro gli umili della terra tramano inganni.

Retrocedano coperti d’infamia,

siano presi da tremore e da vergogna.


 E’ caduta, è caduta Babilonia la grande!


Gli empi sfoderano la spada

per uccidere chi cammina sulla retta via.

La loro spada raggiungerà il loro cuore

e i loro archi si spezzeranno.

Ma il Signore ride dell’empio,

perché vede arrivare il suo giorno.

Il Signore non torna forse ad affilare la spada, a tendere e puntare il suo arco?

Si prepara strumenti di morte,

arroventa le sue frecce.

I piedi degli empi corrono a versare il sangue, strage e rovina è sul loro cammino.

La loro gola è un sepolcro spalancato,

tramano inganni con la loro lingua,

veleno di serpenti è sotto le loro labbra,

per tanta iniquità non abbiano scampo.


 Tu, o Signore, ci custodirai, ci guarderai da questa gente per sempre !


Perché ti vanti del male

o prepotente nella tua iniquità?

Ordisci insidie ogni giorno,

preferisci il male al bene,

la menzogna al parlare sincero.

Perciò Dio ti demolirà per sempre,

ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda

e ti sradicherà dalla terra dei viventi.


Ma io, Signore, in Te confido!


Fa piovere su di loro carboni ardenti,

gettali nel baratro e più non si rialzino.

Gli empi cadano insieme nelle loro reti,

le tue folgori disperdano i nemici,

lancia frecce, sconvolgili.

Tu, o Dio, li sprofonderai nella tomba

gli uomini sanguinari e fraudolenti :

essi non giungeranno alla metà dei loro giorni perché il male è nelle loro case e nel loro cuore. "


Un collaboratore delle Edizioni della Lanterna ci trasmette da Latina questa bellissima  preghiera al Dio degli Eserciti, a sostegno dell' avvocato Edoardo Longo, della sua famiglia, di chi gli è vicino e di chi combatte al suo fianco.  Persona integerrima e professionista coscienzioso , ricercatore culturale senza paraocchi,  L' avvocato Longo è  impegnato da trent'anni  in una impari battaglia per sopravvivere, attaccato a comando  dalle corrotte toghe giudiziarie e forensi italiche, che da sempre mostrano il loro grugno violento, aggressivo, illegale contro chi non accetta il loro sordido potere di iniquità. 

Il Monitore

alfatrac88@proton.me




giovedì 12 settembre 2024

SULLE RIVE DEL NONCELLO

 


[ giurisprudenza sulla rive del Noncello : 

da Pordenone allo Zambia andata e ritorno,

passando per Busto Arsizio ]

Come ampiamente previsto e segnalato sul Monitore, in data 9.9.2024 la cricca forense accampata sulle rive del fiume Noncello  di Pordenone, capitanata dalla eroica toga venuta dalle paludi della bassa padana, compatta come un sol uomo, con enorme sprezzo del pericolo dovendo  impedire a un pericolosissimo criminale di accedere al suo lavoro svolto per 41 anni, ha respinto la richiesta dell' avvocato Edoardo Longo  di reiscrizione all’ albo degli avvocati. Giubilino tutti i magistrati, giudici, pubblici ministeri che avevano invocato pure Satana per " toglierselo dalle scatole" ! Festa grande al palazzo di giustizia (?) di Pordenone ! Uccideranno il vitello grasso per la gioia !

Doti di taumaturgo del Monitore ? Neanche per idea. Il presidente della lieta brigata in toga, lo aveva urlato con la bava alla bocca, a tutti, in incontri privati  e per iscritto, che non avrebbe mai permesso all’ avvocato Longo di riprendere il suo lavoro. Un uomo d' onore, decisamente. Un eroe della toga. Non ci voleva molto a prevedere l' esito, quindi . Sbagliano però  le toghe, forensi e giudiziarie, a ritenere che ora la partita con l’ odiato avvocato dei ribelli sia chiusa. L’ impugnazione a siffatto delirio togato è  in elaborazione   e si protrarrà fini ai massimi gradi dell’ ordinamento. A breve sarà anche composto un dossier tratto dalle pagine del Monitore, intitolato “ quando la canaglia impera” e che sarà trasmesso anche alle autorità internazionali, già allertate della situazione di illegalità qui descritta e che grida vendetta al cospetto del Cielo.

Motivazioni del rigetto ? Insostenibili , deliranti e infondate. Per il vero, tecnicamente manca pure una motivazione. Più sotto abbiamo riprodotto il decreto dell’ ordine forense che il 29.12.2022 cancellava sì l’ avvocato Longo perché era in galera ( per lesa maestà giudiziaria, non per crimini reali ) . Il diritto alla reiscrizione è chiaro e definitivo : essa è un ATTO DOVUTO fin dal 1.3.2023 , quando l’ avvocato Longo è stato rimesso in libertà. Ed è conforme alla legge forense,  a una sentenza del Consiglio Nazionale Forense che stabilisce, dall’ ottobre 2022, che l’ avvocato, sia pur sottoposto a condanna penale, ha diritto all’ esercizio della professione e non può essere cancellato, se non in stato detentivo. Ma la cricca forense di Pordenone , andando contro la legge, il decreto dello stesso ordine ( diverso presidente, più corretto e limpido del suo paludato successore campestre ), del Consiglio Nazionale Forense , ha rigettato la domanda perché “ il richiedente trovasi in stato di esecuzione penale sia pur non detentiva”. Aggiungendo anche la comica finale come nei filmati di Ridolini di una volta : “ non sappiamo neanche se ha studio legale in Pordenone, essendo residente in Codroipo”. Il mio studio legale a Pordenone è attivo fin dal 1991, come ben sanno : https://controinformazione2.myblog.it/media/02/00/3408249997.pdf.  Farebbero ridere, se con simili deliri non rovinassero la vita a un professionista con 41 anni di esercizio della professione ( giusto  il DOPPIO di loro) e alla sua famiglia, danneggiando, giusto per passare il tempo, anche i suoi clienti e le associazioni politiche che l’ avvocato Longo difendeva.


La  motivazione del rigetto  dimostra però chiaramente di essere  di ispirazione giudiziaria, se non addirittura dettata da qualche magistrato del FVG, perché il livore e il disprezzo per una persona che è finita in carcere  che ne trasuda , non è che tipico delle perversioni mentali di qualche magistrato, in particolare pubblico ministero o detentore di manette… Sta molto male in bocca a un avvocato  forzaitaliota che si professa garantista in ciò che resta del partito garantista di Berlusconi, che uno così lo avrebbe allontanato  a pedate dal suo partito…

 Immagino sia chiaro perché all’ avvocato Longo la magistratura del FVG non ha voluto concedere neanche un giorno di sconto di pena  : farlo, avrebbe significato certificarne la sua  assoluta buona condotta  e dare quel segnale verde alla reiscrizione che in questa “ operazione a regia” è aborrito come la morte. I conti tornano, ma non si possono fare i conti senza l’ oste, l’ avvocato Longo, il quale il suo conticino – per i danni che sta subendo – lo presenterà a chi dovere …

Qualcuno potrebbe dire : ma su quali riferimenti giuridici si fonda , siffatta pseudo/decisione, contraria alla legge, al Consiglio Nazionale Forense, al medesimo decreto del 29.12.2022 che impone la rapida reiscrizione, al principio costituzionale del diritto al lavoro ( art. 1 ), al principio per cui  la pena - sia pur ingiusta - dovrebbe essere rieducativa, attraverso il lavoro e che rischia pure di rimandare in carcere l' avvocato Longo che , grazie al lavoro,  dal carcere era uscito   ? 

Certo, riferimenti legali autorevolissimi non mancano all' ordine del Noncello , come no,  mica si tratta di un delirio , fatto per compiacere qualche toga giudiziaria, assolutamente no ! Che diamine ! C’è un profondo substrato giuridico che si fonda su un precedente illustre, una decisione , pensate un po’ , nientepopodimeno che … dell’ ordine forense di Busto Arsizio ! Mica poco, ragazzi ! Fonti autorevolissime , apicali ,  che fanno legge e dottrina, davanti alle quali è doveroso inchinarsi e omaggiare  ! Riuscite a non ridere ? Io no, e qui  smetto di scrivere, perché non vorrei mai che qualcuno pensasse che il Monitore sia l’ avvocato Longo e, sull’onda dello spirito di onestà morale  che trasuda da questa  bella cricca di toghe del Noncello , lo risbattano in galera, poveraccio, a scontare la sua indipendenza morale dalle cricche verminose del sistema – Italia. In fondo, non sono mica cattivi : gli basta solo farlo morire di fame.

Il Monitore

alfatrac88@proton.me

martedì 10 settembre 2024

QUARTA DIFFIDA ALL' ORDINE FORENSE DI PORDENONE : VISENTIN IGOR : DIMETTITI !!

 


Pordenone, 10.09.2024

Al

CONSIGLIO DELL’ ORDINE DEGLI AVVOCATI

Al

PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PORDENONE

Ch.mo Sig.

DOTT. PIETRO MONTRONE

Procuratore della Repubblica di Pordenone

AL

CONSIGLIO DISTRETTUALE DI DISCIPLINA DI TRIESTE

Ecc.mo Sig.

DOTT. CARLO NORDIO

Ministro della Giustizia

DIFFIDA AL CONSIGLIO DELL’ ORDINE FORENSE

DI PORDENONE

Il sottoscritto AVV. EDOARDO LONGO di Pordenone sporge la presente diffida nei confronti del Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati della città di Pordenone e per tale effetto preliminarmente

ESPONE :

1)      In data 29.06.2024  trasmettevo alle intestate Autorità ( qualche giorno prima all’ Ecc.mo Sig. Ministro della giustizia) copia per conoscenza della allegata “ diffida al consiglio dell’ ordine forense di Pordenone”), copia che riallego ex novo alla presente per praticità di consultazione, e alla quale faccio integrale richiamo,

2)      Tale diffida rimaneva assolutamente lettera morta, in quanto il destinatario COA disponeva un burlesco rinvio per la decisione, ammantato di pretesti speciosi e francamente ridicoli,  un goffo tentativo di auto-giustificazione per un comportamento che ha intuibili  profili penali di omissione degli atti dovuti d’ ufficio, aggravati da un  comportamento mobbizzante nei confronti del ricorrente.

3)      Nonostante siano passati quasi  SEI  mesi dalla istanza di reiscrizione e quasi 20 mesi dalla cessazione della detenzione, il COA di Pordenone, avendo anche sforato BEN SEI VOLTE  il termine di 30 giorni entro cui ha obbligo giuridico di decidere sulla istanza del 27 marzo us, ancora non si è pronunciato.

4)      Sono peraltro passati anche due mesi e mezzo dalla mia diffida stessa e dal mio appello alle autorità istituzionali in oggetto, come extrema ratio. 

5)      Che tale ritardo è doloso, illegale ed inaccettabile ed è solo un atto emulativo volto a procrastinare la decisione al fine di danneggiare il più possibile il sottoscritto rallentando il più possibile il ritorno al proprio lavoro del sottoscritto richiedente, rallentando anche l’ iter di impugnazione , poiché il sottoscritto è convinto che il citato COA di Pordenone non rispetterà la legge e respingerà illegalmente ed illegittimamente la istanza di reiscrizione del sottoscritto.

§

Tutto  ciò premesso, il sottoscritto, avendo già pazientato anche troppo nell’ attesa di una deliberazione che tarda per motivazioni illegali ,

DIFFIDA ULTERIORMENTE

Il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone e il suo attuale presidente Visentin Igor , dal persistere nel presente comportamento omissivo della decisione , che non merita alcun apprezzamento giuridico ed è inqualificabile, a 6 mesi dalla proposizione della istanza e a 20 mesi dalla fine dell’ impedimento de quo.

SI RISERVA

Ogni tutela legale nei confronti del COA di Pordenone e del suo attuale presidente, nessuna esclusa, e in particolare tutela risarcitoria per il danno professionale derivante da 6 mesi di illecito mantenimento in stato di cancellazione amministrativa,  con la conseguente perdita del lavoro e dell’ integrale avviamento del mio studio professionale, ormai chiuso da sei mesi .  Mi riservo , chiaramente,  la impugnazione della futura decisione del citato COA, con amarezza non confidando il sottoscritto che il citato ente rispetterà la legge che garantisce il diritto del sottoscritto alla reiscrizione all’ albo e non darà corso alla sua stessa delibera del dicembre 2022, passata in giudicato dal marzo 2024.

RICORDA

Al suddetto COA che già nell’ anno 2001 , di fronte ad comportamenti illegali anche meno gravi  dello stesso ente,  ebbe già a richiedere il commissariamento dell’ ente al Ministro della Giustizia e non si esclude di procedere ex novo in tal senso anche ora.

COMUNICA

-          Copia della presente diffida ( la terza spiccata) al Ch.mo Sig. procuratore della repubblica dott. Pietro Montrone e al Ch.mo Sig. presidente del tribunale di Pordenone per doverosa conoscenza, in quanto figure istituzionali con incarico di garanzia che la legge venga rispettata dagli uffici ospitati nel palazzo di giustizia, fra cui anche il locale COA.

-           Copia viene anche trasmessa al Consiglio Distrettuale di Disciplina presso l’ ordine degli avvocati di Trieste come prima segnalazione di condotte scorrette anche sotto il profilo deontologico poste in essere dal locale COA e - in primis -  dal suo legale rappresentante pro tempore Visentin Igor,  il quale dovrebbe sentire l’ obbligo morale e giuridico di dimettersi immediatamente dalla ambita carica di presidente del consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone , in quanto con questa vicenda ha dimostrato di non essere minimamente all’ altezza dell’ incarico di presiedere un ordine forense di una  città . Lo sottolineo in quanto oltre 40 anni di iscrizione all’ albo professionale di Pordenone  e di esercizio dell’ Avvocatura in questa città , mi danno ampiamente il diritto di affermarlo.

-          Ribadisco la mia pregressa istanza di ispezione ministeriale rivolta all’ Ecc.mo Sig. Ministro  nei confronti del COA di Pordenone.

§

 Rimango sorpreso di come l’ ente COA ritenga di poter   violare la legge in modo così spudorato, invitando ulteriormente le figure istituzionali del Presidente del Tribunale e del Procuratore Capo a vigilare perché questa condotta abbia a cessare immediatamente e senza sotterfugi ulteriori  .

Ci si riserva ogni ulteriore istanza e azione legale.

Con osservanza e con fiducia verso le istituzioni destinatarie  del presente atto.

Si allega copia della pregressa diffida.

Avv. Edoardo Longo  

PER SAPERNE DI PIU', LEGGI ANCHE : 

https://monitore1980.blogspot.com/2024/07/la-legge-e-uguale-per-tutti.html

lunedì 9 settembre 2024

FACCIAMO DUE CONTI, IGOR ?

 


[ Notare la comica scritta alle spalle

 del caporione  forense e della sua nuova adepta:

" la legge è uguale per tutti"...

Siamo nel tribunale di Pordenone, non in Uganda

e a Pordenone - non in Uganda - la legge non è eguale per nessuno   ]

I Lettori di questo blog sono a perfetta conoscenza della illegalità del  comportamento della cricca forense di Pordenone che ha insabbiato una legittima richiesta di reiscrizione amministrativa all’ albo degli avvocati avanzata ancora nel marzo scorso e ancora oggi bloccata.  L' avvocato Longo era già stato autorizzato dalla magistratura veneta a riprendere la sua professione ed era così uscito dal carcere il primo marzo 2023. Il lavoro gli è stato poi sottratto in data 21 marzo 2024  con azione illegale dall' attuale presidente della cricca forense di Pordenone, certo Visentin Igor, discusso esponente veneziano di Forza Italia. Possono comunque leggere il post  https://monitore1980.blogspot.com/2024/07/la-legge-e-uguale-per-tutti.html    per i dettagli sulla scandalosa vicenda.

Sei mesi dopo, all’ avvocato Longo è stato sottratto callidamente tutto il lavoro e l’ avviamento professionale di 40 anni.  In data odierna , quindi , il professionista ha spiccato una formale richiesta risarcitoria alla cricca forense del Noncello e al suo presidente in primis .Facciamo un po’ di conti del danno infertogli.  Il calcolo è del  resto dettagliato. Per sei mesi di mancato esercizio della professione forense il danno può essere determinato in 90.000 euro. Questo si chiama nel codice civile  lucro cessante ed indica il mancato guadagno per aver impedito il lavoro. Ancora più significativo è il cd danno emergente , cioè il danno strutturale arrecato all’ attività dello Studio Legale Longo , attraverso l’ azzeramento totale dell’ avviamento del professionista che, si ricordi , ha 40 anni di professione alle spalle, non un giorno . La dispersione totale della sua clientela senza una ipotesi di soluzione, può essere determinato, secondo i parametri del codice civile, in 150.000 euro di danni, restando bassi. Si parla, in fondo, di un avviamento professionale di 40 anni…..


Ma i danni sono ancora di più . Poiché essi derivano da un comportamento di sabotaggio di indiscusso rilievo penale ( omissione di atti dovuti d’ ufficio ), perpetrato attraverso la sevizie di un insabbiamento indecente e protratto senza decenza, si profila anche una responsabilità penale per maltrattamenti continuati e aggravati. A parte la responsabilità penale che seguirà un corso diverso da quello civile, non si può ritenere che il danno da reato, possa essere risarcito con somma inferiore a euro 20.000. Abbiamo quindi un totale risarcitorio di euro 260.000 euro. E la cifra è destinata a crescere esponenzialmente , dal momento che la situazione non si sblocca, perché la volontà è di negare – del tutto illegalmente – la reiscrizione ed è interesse di questa cricca rallentare anche i tempi della successiva impugnazione  che sarà inevitabile. La responsabilità civile di tutto questo ricade sul Presidente dell’ ordine e su tutti quei suoi consiglieri che ne stanno approvando l’ operato e la cui firma è del resto rilevabile dai verbali. Uomini tutti d’ un pezzo costoro, dalla coerenza granitica, perché a tutt’ oggi approvano questa follia , dopo aver approvato il contrario  nel dicembre 2022, quando il presidente non era quello attuale.

Uno scherzetto da poco, quello dell’ ordine forense di Pordenone. Veramente una simpatica  burla goliardica, che solo un incivile come l' avvocato Longo si ostina a non apprezzare.  Ma siamo sicuri che piacerà altrettanto anche   agli avvocati iscritti sulle rive del fiume Noncello , dal momento che ne mina sia la credibilità ( già scarsa ) che le risorse finanziarie ? Perchè alla fine il conticino andrà pagato... Perché una cosa è certa : l’ avvocato Longo non si incarterà certo un danno così devastante arrecatogli con uno sprezzo della legalità che fa impressione per la sua evidenza e il suo carattere macroscopico. Questa è l’ Italia, bellezze…..Scarsamente distinguibile dall' Uganda...Stesso stile tribale di intendere la giustizia e i diritti ( degli altri, ovviamente).