martedì 26 maggio 2026

UNA FARSA INDECENTE PURE FUORI TEMPO MASSIMO

 


(  Per l' avvocato Edoardo Longo
altri 135 giorni buttati nella spazzatura ...)


AL CONSIGLIO DELL’ ORDINE DEGLI AVVOCATI

AL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PORDENONE

AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI PORDENONE 


SEGNALAZIONE E SOLLECITO 

Dunque :

 

Il sottoscritto ha pacifico e indiscutibile  diritto alla reiscrizione all’ albo degli avvocati, giusta legge professione  così come ricordata e richiamata dalla delibera COA ancora del 29.12.2022, ( cfr   https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html   -  NDR )

Tale diritto è maturato ex lege e come sopra fin da 1.3.2023 , data in cui il sottoscritto è stato rimesso in stato di libertà, dopo ingiuste condanne e detenzione.

Ciò nonostante, l’ attuale COA (sigla che significa " Consiglio dell' ordine degli avvocati", cioè l' organismo ormai para-statale che governa l' avvocatura italiana e risale ai tempi del Fascismo e che i suoi componenti auto-celebrano come " ente ordinistico", ben noto per i suoi abusi - NDR )  , con sotterfugi e stratagemmi degni di miglior  causa , in tutti i modi ostacola il mio diritto, ancora oggi dopo TRENTOTTO MESI dacchè ho diritto alla reiscrizione, in perfetta noncuranza di violare la legge citata e financo  e la sua stessa delibera del 29.12.2022.

Tutto ciò è ben noto ai destinatari di questa comunicazione e non c’è bisogno che mi dilunghi sul punto, la cui gravità ed illegittimità  è palese , basta avere il coraggio di vederla, senza infingimenti.

Quello che qui io intendo evidenziare e segnalare è quanto segue :

I.                    In data 14 gennaio 2026 svolgevo nuova istanza di reiscrizione ex lege,

II.                 In data successiva, quasi un mese dopo, a ridosso del termine di trenta giorni per  decidere,   mi veniva comunicato un prerigetto motivato sulla assurda circostanza della pendenza avanti alla Corte di Cassazione che avrebbe reso non ammissibile una nuova istanza. Anche di questo grottesco stratagemma i destinatari sono informati. A differenza del mio diritto alla reiscrizione, la ben strana pensata del divieto di doppia istanza a medesimo ente  non trova conforto in nessuna legge dello Stato. ( cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/03/il-fiume-noncello-e-il-gioco-delle-tre.html    NDR )

III.              Chiedevo a questo punto un incontro diretto con il suddetto COA ( obbligatorio  ex lege in questi casi ) che avveniva in data 21 aprile us.

IV.              Ciò premesso, benchè sia passato oltre un mede da allora , nulla mi è stato comunicato, preferendo detto ente, in tutta evidenza, continuare  a praticare una condotta di tipo mobbistico che a  nulla giova se non a inasprire i rapporti e a procrastinare una mia reiscrizione che mi è dovuta per legge e alla quale non rinuncerò mai. Lo ribadisco perché sia ben chiaro a tutti i destinatari della presente.

V.                Sottolineo ancora una vota come la LP ( sigla per " legge  professionale"  che  regola la professione forense. Legge  dello  Stato, approvata dal Parlamento e che risale al 2012 - NDR) mponga a detto COA la decisione sulla domanda di reiscrizione entro e non oltre 30 giorni dall’ inoltro della domanda stessa e da tale dies a quo  sono decorsi ormai 135 giorni , non  30…. Anche a voler ritenere che una interruzione del termine perentorio di possa esser resa necessaria in virtù dell’ esperito colloquio, non v’è chi non veda che da esso è ormai  passato più di un mese e il termine legale ormai  spirato.

Non ritiene il sottoscritto che si possano bellamente ignorare tutte le leggi da me qui evocate e ben note a tutti i destinatari di questa comunicazione e pertanto

SOLLECITO

Il COA a pronunciarsi sulla  mia istanza, informando comunque le  Autorità Giudiziarie del Palazzo di giustizia di Pordenone di questa situazione, come ritengo sia doveroso  e quasi un atto dovuto.

Distinti saluti.

Pordenone, 25 maggio, 2026

Avv. Edoardo Longo

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