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martedì 23 dicembre 2025

CORTE DI GIUSTIZIA VENETA

 


Accogliendo la richiesta di numerosi Lettori del blog Monitore Veneto , è stata resa operativa la Corte di Giustizia Veneta della quale è stato aperta anche una pagina per meglio segnalare la sua attività. La sua attività, i processi che prenderà in carico e porterà a sentenza, saranno comunicati al Popolo Veneto e a chiunque ne vorrà essere informato. La procedura giudiziaria rimarrà invece segreta, come vuole la normativa internazionale dell’ esercizio di una giurisdizione in stato di occupazione militare straniera.

Ricordiamo brevemente come opera la CGV   che ha avuto il suo battesimo sul sagrato della Basilica di Sant’ Antonio in Padova ( come tribunale Enzo Tortora) nel famoso processo contro i crimini giudiziari patiti dall’ avvocato Edoardo Longo, cittadino veneto per diritto di sangue  , 67 anni d’ età,   41 anni di professione forense  in ambito penale, da sempre difensore di imputati legati all' antagonismo politico di ogni segno  e difensore storico dell' indipendentismo triestino e veneto, professionista serio, coraggioso, rispettato, ricercatore culturale, autore di svariati libri sulla malagiustizia penale  italiana,  editore controcorrente,  già magistrato onorario del tribunale di Pordenone,   deportato ingiustamente in carcere il 16 luglio 2022 per essere scomodo e sgradito all’ establishment politico – giudiziario dominante. In quella circostanza i Liberi Giudici Veneti  vennero dispersi manu militari dalla Polizia Politica italiana e da  allora la CGV ha adottato il rito processuale segreto della millenaria Santa Vheme carolingia.

La CGV giudica sulla base di questi princìpi di diritto :

Ogni  procedimento  si svolge con il rito segreto derivante dallo stato di occupazione militare della Repubblica Veneta , rito previsto in questi casi dal diritto internazionale . Le udienze  quindi non saranno pubbliche  e potranno presenziarvi solo le parti che saranno convocate dalla CGV riservatamente. Il procedimento sarà anche regolato dal millenario rito  della Santa Vehme carolingia, il tribunale segreto più longevo in Europa e  giuridicamente mai abrogato e previsto per i crimini più gravi, in questo caso perpetrati nei territori della giurisdizione millenaria della Serenissima Repubblica di Venezia. ( …) . Come norme di riferimento, in assenza di un codice penale veneto repubblicano attuale, saranno applicati i principi del codice penale italiano vigente ( che gli imputati non potranno affermare di non conoscere) e i principi generali del diritto naturale e della morale cristiana cara alla repubblica di San Marco. ( …)  La sentenza, in considerazione dello stato di occupazione dei territori veneti da parte ora della repubblica italiana, non avrà valore esecutivo , ma solo morale, parificabile ad una consulenza giurata. Non è possibile a tutt’ oggi che la CGV possa pronunciare sentenze aventi valore esecutivo, perché la forza coercitiva di Stato è attualmente usurpata dallo Stato Italiano occupante. La sentenza sarà inappellabile,  come tutte le sentenze pronunciate secondo rito  vehmico”.




PER SAN MARCO

PER L' IMMORTALE REPUBBLICA VENETA

PER LA NOSTRA LIBERTA’

PER LA GIUSTIZIA DEI POPOLI

 E DEGLI UOMINI LIBERI

 

CGV

 

martedì 11 novembre 2025

SHYLOCK VUOLE LA LIBBRA DI CARNE

 



Quella che segue è una mail che trasmisi a un caro amico nonchè collaboratore delle Edizioni della Lanterna ( firma i suoi libri con lo pseudonimo di Anonimo Pontino ) il giorno primo aprile 2022, data sardonica in cui ricevetti la comunicazione che avviava la procedura blitz illegale che mi portò ad essere deportato in carcere nel luglio successivo. Sulla illegalità di questa procedura si pronuncerà presto con sentenza la Corte di Giustizia Veneta . Ho pubblicato integralmente la mail con tutti gli errori di ortografia dovuti alla mia pessima vista. 

Nonostante la mia miopia, era una mail preveggente, purtroppo.

 Nella mail si parla anche  di un grande sacerdote, Don Curzio Nitoglia,  che mi fu vicinissimo durante la carcerazione e sostenne la mia famiglia che soffriva. Qui lo ringrazio ancora per la sua presenza, il suo aiuto e le sue preghiere. In calce a questo post troverete la fotografia di un piccolo libretto di preghiere, appartenuto proprio a lui  : fu un graditissimo regalo di Don Curzio che ricevetti nel super carcere di Padova , segno della sua vicinanza.

 Quando lo ricevetti, il poliziotto - postino incaricato di consegnare la posta ai detenuti, allibì e aggrottò il volto nel vedere il nome del mittente : Don Curzio Nitoglia. Credeva che fosse un omaggio di qualche boss mafioso, tanta era la incredulità dei poliziotti a vedere in carcere un galantuomo per ragioni politiche e per odio giudiziario , tanto che tutti ipotizzavano qualcosa di losco dietro le quinte : dovetti aprire  il pacchetto, mostrargli e sfogliargli il Breviario e solo allora capì  che Don Curzio non era un boss, ma un sacerdote cattolico....

 Questa è l' Italia, ragazzi, questa la sua magistratura : se fa schifo, non è certo colpa mia.


[ Cliccare la mail per ingrandire e leggere ]


Edoardo Longo



mercoledì 5 novembre 2025

QUANDO IL REGIME MORDE

 


Padova, gennaio  2023 : la Polizia Politica italiana
blocca la celebrazione dell' azione del 
Tribunale Enzo Tortora

 

Mercoledì 12 novembre 2025, davanti al Tribunale di Padova, saremo processati per aver messo allo scoperto un intrigo giudiziario contro un avvocato di Pordenone, Edoardo Longo, impegnato sul fronte dei diritti civili.

Le forze eversive, che operano occultamente all’interno delle istituzioni italiane, hanno cercato di soffocare la nostra denuncia ricorrendo a provvedimenti di polizia impropri e illegittimi e con denunce pretestuose che hanno portato al processo di mercoledì.

Il 12 novembre, davanti al Tribunale di Padova , ci comporteremo come sempre, con la sola preoccupazione di far emergere la verità dei fatti, mettendo in luce le manovre eversive di forze criminali che operano occultamente all’interno delle istituzioni italiane.

Dunque il processo contro di noi sarà un processo contro le trame eversive che si oppongono con l’uso improprio delle istituzioni al progresso, alla dinamica democratica, al rispetto delle leggi.

Ricordiamo di aver subito un “foglio di via” dal Comune di Padova per 2 anni, nel silenzio assoluto della “libera” stampa italiana. La nostra colpa? Aver attivato un “Tribunale contro i crimini giudiziari ‘Enzo Tortora’” sugli intrighi del caso Edoardo Longo.

Siamo patrioti della Repubblica Veneta, operiamo per un ritorno alla libertà, all’indipendenza e alla sovranità della Repubblica Veneta per contribuire alla costituzione di un’Europa unita, solidale, e contraria alle logiche e alle politiche di guerra.

Ufficio Dogale

Venezia




mercoledì 12 febbraio 2025

SI VIS PACEM PARA BELLUM

 


Nelle prossime settimane sarò impegnato nella redazione del testo di cui a questo post : https://monitore1980.blogspot.com/2024/10/crimini-giudiziari-nella-deportazione.html    e, poiché non potrò impegnarmi molto con questo blog, lo metto nel frattempo in manutenzione. Invito a comperare i libri che raccolgono tutti i post del Monitore da giugno a ottobre 2024. Ecco i titoli :

 

1)      “ Quando la canaglia impera “ : https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/quando-la-canaglia-impera.html

 

2)      “ cricche togate” : https://monitore1980.blogspot.com/2024/10/l-arcipelago-gulag-della-repubblica.html

Tra un mese circa in programma il terzo volume con i post successi.

A presto.

Il Monitore

lunedì 10 febbraio 2025

CRIMINI GIUDIZIARI NELLA DEPORTAZIONE DELL' AVVOCATO EDOARDO LONGO


 La Corte di Giustizia Veneta comunica di aver preso in carico la indagine istruttoria e relativa sentenza inerente la deportazione illegale dell' avvocato Edoardo Longo avvenuta nel luglio 2022 e durata fino al 1 marzo 2024, giorno fausto del capodanno veneto,  in cui il professionista venne liberato. La Corte si pronuncerà sui crimini giudiziari commessi dalla magistratura dello stato oppressore italiano per la illegale deportazione. La istruttoria, già in corso da mesi, e la successiva sentenza saranno   elaborate e depositate secondo la modalità di " stato di occupazione militare e guerra" e pertanto in forma segreta. La sentenza finale sarà resa pubblica attraverso il blog Monitore Veneto, canale ufficiale di ogni atto e comunicazione della Corte di Giustizia Veneta. Ricordiamo che attualmente la CGV ha pronunciato altra sentenza che può essere acquisita a questo link : 

https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-gjjwyqz.html?page=1&pageSize=4

CGV

mercoledì 2 ottobre 2024

ITALIA, GUANTANAMO

 


[ Il carcere di Udine : una via di mezzo 
fra una fogna e uno Spielberg asburgico ]

1)      In data 16 luglio 2022 sono stato gettato in carcere. Sono stato rinchiuso nel carcere di Udine, uno dei tanti carceri degradati che non fanno certo onore all’ Italia, considerando che è al di sotto del livello medio di standard di vita per i detenuti dei carceri del levante arabo e dei paesi balcanici, come  ho avuto pure modo di apprendere dai detenuti stessi.

2)      Sono stato recluso per circa una ventina di giorni in isolamento covid in celle dal livello igienico praticamente inesistente : di notte in esse fuoriuscivano blatte e scarafaggi lunghi anche 10 cm . Fuoriuscivano dagli scarichi  delle docce e dal bocchettone della fogna aperto sul pavimento del bagno. Ho trascorso le notti ad allontanare a colpi  di scopa blatte e scarafaggi dal letto.

3)      Poiché era impossibile bloccare la fuoriuscita delle blatte dagli scarichi semplicemente tappandoli con cartone o plastica, sono stato costretto a tappare gli accessi con i piatti di ferro che il carcere consegna ai detenuti per mangiare. Ovviamente, dato il loro utilizzo anti blatte , mi sono ben guardato dall’ utilizzare detti piatti per mangiare, foss’ anche dopo averli lavati .

4)      Poiché il carcere non mi consentiva durante i primi dieci giorni di avere piatti di plastica, ho praticamente dovuto quasi digiunare.

5)      In queste condizioni la mia vista, molto fragile e malata, ha cominciato a peggiorare sensibilmente, giungendo anche a un quadro clinico anticipante un imminente e possibile distacco di retina. Il tutto andava aggravandosi anche dalla circostanza che non mi veniva concesso di assumere i miei farmaci atti a frenare il degrado dell’ occhio. In circa 4 mesi di detenzione in Udine non mi fu concesso di assumere detti farmaci che potei prendere solo dopo il mio trasferimento alla casa di reclusione dei Due Palazzi di Padova.


[ Carcere di Udine : la scala che conduce alla Sezione di Isolamento al piano terra, 
infettata di blatte e dichiarata inagibile al catasto edilizio, 
ma stabilmente utilizzata per la reclusione .
 Nel novembre 2022 vi si è suicidato un detenuto in cella di isolamento ] 

6)      Venni poi trasferito in altra cella con altri tre detenuti. Eravamo in 4 in una cella per due persone. In questa cella, in cui fui assegnato dalle guardie carcerarie erano reclusi altri tre prigionieri : un giovane – persona civile – e altri due lì reclusi per fatti di violenza alle persone : uno per maltrattamenti alla sorella, l’ altro ( un polacco ) per scontare una lunga pena per tentato omicidio di un altro prigioniero recluso in cella con lui. Poiché i due avevano appreso che nella vita civile ero avvocato, ritenendomi ricco e facile da estorcere in quanto anziano, pretendevano che io comprassi un mare di cibo e di tabacchi ( genere che sostituisce la moneta in carcere ) per loro. Poiché non accettavo il ricatto , iniziarono maltrattamenti psicologici  culminati con maltrattamenti fisici ( schiaffi e sberle ) ad opera di uno dei due ( Il veneto) istigato dall’ altro ( il polacco). Inutile fu il ricorrere alle guardie , ma grazie agli altri detenuti ottenni quanto meno un rapido trasferimento di cella dopo circa un mese di queste sevizie. Tutti gli altri detenuti anziani che la polizia penitenziaria assegnava a questa cella, subivano il mio stesso trattamento da parte del veneto e del polacco . Periodicamente la polizia penitenziaria gettava in questa cella detenuti anziani, lasciando che i due ( il portogruarese e il polacco ) li estorcessero e maltrattassero . Ne ho conosciuti diversi di questi malcapitati che mi avevano preceduto. Uno di loro, un anziano professore di Udine, piuttosto che stare lì,  ha preferito andare nella sezione dei detenuti pakistani  e africani , denominata  dai detenuti italiani La Giungla, per il livello di degrado che la connotava.  Perché le guardie si comportavano così, quasi ad offrire un sacrificio umano a due Minotauri ? Qualcuno sottovoce suggeriva che era per compensare i due , che erano  in odor  di infamità e quindi periodicamente  gli offrivano a ringraziamento dei   loro servigi vittime da estorcere e derubare, scelte fra i detenuti che " gli stavano sui coglioni" . E i criminali sarebbero quelli dietro le sbarre ! 

7)      A volte ai malcapitati succedeva anche peggio ( in cella col polacco uno ha rischiato di essere  ammazzato ), cosa che non è successa a me solo  grazie alla totale solidarietà degli altri detenuti che hanno impedito altri maltrattamenti e mi hanno dato la possibilità di un rapido cambio di cella, nella indifferenza delle guardie . I detenuti della Terza Sezione   hanno dimostrato con me  un senso di civiltà maggiore di chi in quella cella mi aveva gettato.

8)      Nel frattempo ero andato dimagrendo  perdendo fra luglio e agosto 2022 circa 20 Kg di peso.

9)

10)  Tralascio  altri punti sgradevoli della detenzione in Udine  , ricordando che nel novembre 2022 venni trasferito per motivi di sicurezza ( Il pericolo sarei stato io !) presso la casa di reclusione Due Palazzi di Padova, carcere di massima sicurezza .

11)  Lì si ripetè quando era successo a Udine nella cella con i due energumeni. Le guardie carcerarie mi assegnarono una cella con un corpulento zingaro, il quale prese nei miei riguardi lo stesso comportamento dei suoi compari in Udine e per le stesse ragioni estorsive. Non arrivai a subire maltrattamenti fisici, ma solo psicologici , fra cui ricordo il divieto di leggere e scrivere in cella ( era la mia valvola di salvezza il leggere e lo scrivere) perché ciò lo disturbava dal momento che era assolutamente ed orgogliosamente analfabeta e il dover tenere aperta la finestra della cella posta sopra il mio letto, di notte, perché diceva che con la finestra chiusa non respirava. Era inverno ed io gelavo . Inutili le mie proteste. Ogni giorno trovava una scusa per vessarmi psicologicamente. Non ho mai amato tanto Hitler e la sua soluzione finale della questione zingari come in quei giorni. L’ energumeno, di oltre 140 kg di peso per due metri di altezza , era pure psicopatico , ma alla sera non assumeva gli psicofarmaci che gli portava l’ infermeria e aveva spesso accessi di ira nei quali mi minacciava di frantumarmi la testa nel water del bagno ( bagno  e cucina incorporati nel medesimo locale, aperto anche verso la stanza con i letti della cella e con metratura inferiore a quella imposta dalla Unione Europea, ma ritenuta adeguata dalla magistratura locale attraverso conteggi mediante matematica non convenzionale, dove 1+1+1 non dà tre, ma  5 …) se non gli avessi comperato più cibo e più tabacchi  : la situazione non precipitò solo perché intervennero gli altri detenuti che mi aiutarono a cambiare di cella. La psicologa del carcere di Padova , nel colloquio di accesso in carcere, sbiancò e  manifestò visibile preoccupazione quando apprese che ero stato messo in cella con questo soggetto.

12)  Venni scarcerato il giorno 1  marzo 2023 dopo 8 mesi di detenzione  a seguito di mia istanza di concessione di affidamento in prova. Nel frattempo, la mia vista aveva avuto un progressivo peggioramento. Il mio  compagno di cella,  mio coetaneo ed ex sottufficiale dell ' esercito, poche  settimane dopo ha perso un occhio. Attendeva vanamente di essere visitato da un oculista per i suoi problemi cronici di diabete. 

13)  Ho trovato più umanità e sensibilità  verso un anziano avvocato di 66 anni finito in carcere a causa della malagiustizia italiana nei detenuti reclusi, che mi hanno pure aiutato ad evitare maltrattamenti fisici e psicologici in cella , che non da parte di tutte le persone perbene delle strutture penitenziarie e giudiziarie alla cui mercè ero stato posto. Giova ricordare che i detenuti che mi hanno maltrattato erano noti per questo comportamento reiterato che ponevano in essere con tutti i compagni di detenzione anziani e fragili che venivano loro assegnati in cella dalla polizia penitenziaria , sia a Udine che a Padova, e la polizia penitenziaria lo sapeva e , pertanto, mi ci ha ficcato in mezzo dolosamente e scientemente, proprio perché subissi quel calvario. Grazie, Stato italiano.

14)   La magistratura di Padova mi conferì il diritto a svolgere il mio lavoro e ripresi subito la mia professione che non avevo abbandonato neanche in carcere. La mia famiglia aveva bisogno del mio lavoro.

15)  Purtroppo, nel marzo scorso è accaduto un fatto che sta rendendo molto incerto, cupo e gravoso il futuro della mia famiglia. Ho perso il lavoro essendo stato cancellato amministrativamente dall’ albo degli avvocati a causa della mia detenzione. Ci tengo a sottolineare che un tanto non è una misura di tipo disciplinare ( non avevo conti in sospeso con l’ autorità disciplinare forense ) , ma una misura amministrativa in quanto la legge stabilisce che l’ avvocato, durante il periodo di una detenzione, non possa rimanere iscritto all’ albo in quanto la limitazione alla libertà personale è ostativa all’ esercizio della professione. Come sia stato possibile che io venissi cancellato nel marzo 2024 quando ero già uscito dal carcere nel marzo dell’ anno prima, resta per me un mistero che di giuridico ha poco. Sottolineo come la legge , ribadita dal Consiglio nazionale forense, considera ostativa alla professione forense la detenzione, non le misure alternative al carcere ( alternative, appunto ) quali l’ affidamento in prova.

16)  Comunque sia, dal marzo scorso io non posso svolgere la professione che ho svolto per 41 anni e non sono in grado di mantenere né me, né la mia famiglia. A 66 anni, con una dura e avvilente esperienza carceraria ( peraltro ingiusta, debbo dirlo) appena lasciata alla spalle e con un fine pena che verrà a  scadere fra circa due anni da questo momento in cui vergo questo memoriale , la situazione è molto pesante. E , diciamolo pure, anche francamente molto, molto ingiusta.

17)  Io ho sempre lavorato e non conosco altro modo di guadagnarsi da vivere se non il lavoro, punto ribadito anche dalla nostra Costituzione nel suo primo articolo e avendo due figlie in età scolare, la circostanza è molto pesante.

18)  Né la ipotetica pensione che la cassa forense ( l’ organismo previdenziale degli avvocati ) potrebbe erogarmi ,  mi permette di mantenere la famiglia e neanche di mantenere me stesso, poiché si aggira sui 650 euro mensili. Da fame.

19)  Necessito pertanto di poter riprendere il lavoro quanto prima, ma questa possibilità, già remota alla mia età , è resa molto difficile dalle limitazioni logistiche e di movimento che mi impone la misura in atto che , sia pur concedendomi di vivere fuori dal carcere, mi limita nei miei spostamenti, necessari per potermi cercare un lavoro, peraltro compatibile con la mia età, le mie condizioni fisiche, i miei studi.

20)   In fondo , dei 4 anni ( e 16 giorni : io sono finito nel girone carcerario proprio per questi beffardi 16 giorni elargitimi scientemente  in sovrappiù ..) , ne ho già scontati oltre 2 e finora ho fruito solo di 2 giorni di sconto di pena, essendo  mancata fino ad oggi ogni  valutazione giudiziaria della mia buona condotta e -  non avendo   potuto documentare finora in alcun modo all’ ordine forense un  andamento penale di buona condotta con riduzione progressiva del fine pena – sono finito  così agevolmente cancellato dal mio lavoro dopo 41 anni di iscrizione.

21)  Ho più e più volte richiesto alla magistratura del FVG le dovute dichiarazioni di buona condotta con relativi sconti di pena, perché sarebbero state una utile moneta da spendere per rimanere iscritto all’ albo degli avvocati, ho spiegato queste serie motivazioni,  ma ogni mia istanza finora  è stata vana : mai presa in considerazione con la dichiarazione “ decideremo più avanti”…In pratica  un bel :  “ oggi non si fa credito domani sì…” Voi ci credereste ? In ogni caso il danno è fatto , perché io ora sono cancellato. Io ritengo francamente che vi sia stata una unione di intenti fra cricca forense noncellese e magistratura del FVG : una tattica sinergica per togliere di mezzo un professionista scomodo al potere giudiziario. Nessuna comprensione , nessuna indulgenza per l' avvocato dei ribelli nella italica " democrazia" giudiziaria. Come scriveva il grande Poeta Brasillach, fucilato nel 1945 dai vincitori " democratici",  " Il mio paese mi ha fatto del male". 

Pordenone , 1 ottobre, 2024.

Avvocato Edoardo Longo

Estratto di un prossimo testo dell’ avvocato Edoardo Longo. Ricordiamo che il professionista è disponibile a tenere incontri e conferenze per esporre la sua esperienza carceraria nell’ arcipelago Gulag italiano, di cui questo è solo un sunto estremamente contenuto. Le Edizioni della Lanterna hanno pubblicato numerosi testi sul problema carcerario in Italia. Di seguito il Link con l’ elenco dei testi che invitiamo a leggere e a diffondere :

https://lanterna88.blogspot.com/search/label/Arcipelago%20Gulag



[ Una delle " migliori " celle del carcere di Udine, chiamata " cellulare". 
Non dispone di finestre  ] 

martedì 1 ottobre 2024

QUESTA RICERCA NON S' HA DA FARE ?

  


La Basilica di Sant' Antonio in Padova

è extra - territoriale o no ? 

Ricordate la vicenda del processo popolare sui  crimini giudiziari patiti dall’ avvocato Edoardo Longo, organizzato dall’ Ufficio Dogale a Padova, per reclamare la liberazione del professionista, deportato in carcere per motivi politici ?Accadeva nel lontano gennaio 2023 , nel sagrato della Basilica di Sant’ Antonio in Padova. Ne ha parlato Dissonanze e facciamo rinvio a quella pagina del blog : https://lanterna88.blogspot.com/2024/03/quando-il-leone-ruggira.html  Nonostante i tentativi liberticidi della Digos di Padova che disperse i presenti e tentò di impedire il processo , la Corte di Giustizia Veneta, in modalità di stato d’assedio, pronunciò la sua sentenza contro lo Stato occupante. Ecco il Link del testo ( “ Quando il Leone ruggirà”) :   https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-gjjwyqz.html?page=1&pageSize=4

Ok ? bene. Andiamo avanti . La Corte di Giustizia Veneta ha ricevuto incarico dall’ ufficio della Procura delle libere istituzioni venete repubblicane di pronunciarsi sui crimini compiuti dalla Polizia Politica italiana in quella occasione. L’ avvocato Edoardo Longo ha l’ incarico di svolgere una attenta consulenza che valorizzi il principio della extra territorialità della Basilica del Santo in Padova ai fini del giudizio che sta per pronunciare  la CGV. Eh, già, perchè se extra -territoriale , la Polizia Politica non poteva farvi irruzione , bloccare i presenti, denunciarli , disperderli come malfattori e imporre un foglio di via da Padova di anni, come fossero immigrati clandestini. Immigrati clandestini loro ? Veneti liberi e a casa propria  ? se c'era qualcuno lì clandestino, quella era  proprio la Digos...


[ I Giudici Veneti mentre fanno benedire le bandiere nel santuario, prima della celebrazione del processo ]

Poiché Però l' avv. Longo  è ancora in stato di stretta sorveglianza benchè libero, non può recarsi in Veneto senza autorizzazione e in data  4 settembre   la ha debitamente  richiesta alla magistratura del FVG. Eccone il passaggio centrale : “Il sottoscritto, infatti, intende svolgere una ricerca, finalizzata alla pubblicazione di un libro, sul tema : “Extraterritorialità della area della basilica di sant’ Antonio in Padova, successiva alla cessione della stessa allo Stato del Vaticano con il Concordato del 1929”. 

Concludeva l’ avvocato Longo per il rilascio di una autorizzazione permanente per recarsi presso le biblioteche civiche ed universitarie di Padova. Praticamente una sorta di passaporto interno , più o meno come accade ai sudditi della Repubblica Popolare  Cinese, perché a questa satrapia comunista orientale è ridotta ormai la repubblica italiana che tiene in sorveglianza i galantuomini. 

Motivo della richiesta encomiabile ( studi finalizzati a una pubblicazione libraria ), soggetto qualificato ( avvocato e studioso di diritto , autorizzato in tal senso già dalla magistratura italiana  di Padova l' 1.3.2023  ) e correttissimo, luogo oltre ogni sospetto privo di qualsivoglia valenza “ criminale” ( biblioteche, Basilica di Sant' Antonio, Università di stato ), ma …. 

La domanda venne inoltrata in data 4 settembre, ma ancora il silenzio più assoluto, che non depone positivamente.  Che pensare ? Intanto MONITORIAMO  e SEGNALIAMO che sono passati vanamente

VENTOTTO   GIORNI .

E le stelle stanno a guardare.

Il Monitore



[ Sbirri della Digos armati e in borghese bloccano
l' accesso dei fedeli alla Basilica del Santo ]


giovedì 5 settembre 2024

E' L' ORA DELLA GIUSTIZIA DEL POPOLO VENETO


Riceviamo questa foto dal Canton Dolomitico, comunità bellunese della Repubblica Veneta e la pubblichiamo con raro piacere e convinzione. La foto è accompagnata da un proposito che è anche il nostro e che condividiamo fino in fondo  : pronto il Tribunale del popolo veneto per giudicare i crimini dello stato italiano oppressore. 

 E' ora che la ipocrita giustizia italica, corrotta, fasulla e immorale, marxianamente volta solo a consolidare il potere della sua classe dirigente apolide, venga soppiantata, delegittimata e moralmente destituita in nome di una giustizia vera, sincera, conforme alle leggi morali e della miglior tradizione giuridica bimillenaria occidentale e veneta . Una Santa Vehme Veneta . Una giustizia data al popolo, non emessa come un fiato intestinale da una corrotta casta di toghe al fine di dominare e sottomettere il popolo sovrano. Una giustizia in nome del popolo veneto e DEL popolo veneto. 

Il Monitore è vicino a questo progetto cui conferirà le proprie pagine  l' esperienza professionale dell' avvocato Edoardo Longo : esperienza  quarantennale di avvocato, di perseguitato politico e anche  di magistrato. Sì, perchè dal 1986 al 1992 l' avvocato Longo è anche stato Vice Pretore onorario della ex pretura di Pordenone. 

Chiunque vorrà partecipare al progetto di creare la Giustizia alternativa del Leone di San Marco, sia che sia cittadino del popolo marciano o no, ci contatti a questa mail : alfatrac88@proton.me 

Il Monitore 

sabato 17 agosto 2024

SANTA VEHME

 


Esiste anche la Corte di Giustizia Veneta, erede del tribunale Tortora, che ha già pronunciato questa sentenza :

https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-gjjwyqz.html?page=1&pageSize=4

Di essa il nome dei giudici sarà segreto, come nella Santa Vehme, a tutela dei magistrati veneti a tutela dalla violenza dello stato occupante. La CGV ha in carico altro procedimento del quale sarà resa pubblica la sentenza a settembre. Imputato lo stato italiano occupante

Poco alla volta nelle terre della Serenissima, ritornerà la giurisdizione Veneta . Ai corrotti magistrati della repubblica italiana rivolgiamo l ' antico monito dogale contro le condanne agli innocenti:" ricordatevi del fornaretto di Venezia ", perché presto il leone tornerà a ruggire e non avrà pietà dei corrotti e disonesti.

Il Monitore

domenica 28 luglio 2024

UNA DOPPIA " G" E LE TRE FACCE DELLO STATO AGGRESSORE

 


Caro Avvocato,

chi Le scrive da Roma con il solito pseudonimo è quel Suo lettore che la segue fin dai tempi del blog “ antizog” del 2006, ricorda ? Io le inviai i primi file pdf dei libri del cattolicesimo anti-giudaico dell' ' 800  che Lei prima pubblicò sul blog e poi utilizzò per inaugurare la Sua splendida e coraggiosa attività editoriale. Dei tempi di “ antizog”, però, mi mancano i suoi sulfurei scritti contro quella che io chiamo la lobby della doppia G : La lobby dei Giudici  & dei Giudei… Sono legate assieme, perché dove ci sono soldi sporchi da spartire si gettano a pesce, come tacchini sul granoturco…. Le scrivo per manifestarle la mia solidarietà e per dirLe che la seguo da quei tempi lontani e temevo che prima o poi Le succedesse quello che Le è successo… carcere compreso. Le voglio esporre anche quanto io altri camerati romani pensiamo circa la manina che la ha messa KO, almeno per il momento, perché lei non è tipo da arrendersi.

Nel mondo giudiziario si annidano tre poteri. E’ un nodo centrale, la giustizia : se perde potere  e legittimità casca tutto il baraccone. Ovvio che le pantegane – come dite in Veneto -  del sistema  si trovino annidate lì tutte. Prima di tutti c’è il potere delle toghe. I magistrati sono un potere eversivo dello stato  e sono protetti nei loro crimini dall’ impunità assoluta, che trae origine addirittura dalla legge sulle guarEntigie che risale ancora ai tempi dei Savoia, prima del  Fascismo.

Poi c’è il potere delle massonerie. Uso il plurale, perché ce ne è più d’ una e non sempre vanno d’ amore e d’ accordo, avendo a volte interessi particolari contrastanti. E’ un potere annidato soprattutto negli ordini forensi e ha il compito di spartirsi denaro, influenze, potere ,  clientele intrecciando proficue amicizie giudiziarie al costo di qualche diploma massonico. E' un potere legatissimo ai partiti politici. Gli  ordini forensi  furono istituiti dal Fascismo con la funzione di controllare l’ avvocatura e garantire che fosse allineata con il nuovo regime e non con le massonerie che Mussolini aveva abolito e che infarcivano il mondo  puteolento degli avvocati . Ironia della sorte, benchè corporativi e anticostituzionali, gli ordini forensi sono ancora lì , mica aboliti dalla Repubblica democratica, e assolvono ancora il loro compito e servono zelanti anche  il nuovo regime, affinchè nessun  avvocato sgarri. Se lo fa, lo fanno fuori. Lei ne sa qualcosa. Ovviamente, abolito il Fascismo e ripristinate le massonerie, gli ordini forensi  sono tornati agli antichi amori e  ad essere emanazione delle logge . Ogni ordine segue la propria obbedienza d’ origine e le direttive ( balaustre, nel loro gergo autocelebrativo  ) che gli detta . Come nelle logge :  e infatti sono strutturati allo stesso modo.




 Terzo Potere : lo Stato, attraverso i vari gangli dei servizi del ministero degli Interni , che fa sì che vengano condannati gli imputati politici che interessa allo Stato distruggere e opera affinchè  vengano aperti processi allo stesso fine. Lo Stato manovra nell’ ombra e fa sì che in ogni ufficio di procura ci sia un pubblico ministero al loro servizio e che esegua gli ordini, aprendo processi, chiedendo e ottenendo condanne e assolvendo gli “ amici”, per esempio di sinistra o adepti delle loro  logge. Io penso che Lei li abbia individuati, questi magistrati al servizio di loschi interessi di Stato. Non Le dico niente di nuovo, probabilmente.

Nel suo caso, lei è entrato nel mirino di tutti  questi tre poteri sinergici. Un allineamento malefico micidiale. E’ inviso allo Stato perché tutela energicamente imputati politici antisistema, è inviso ai magistrati al servizio di logge e servizi di Stato per le istanze che svolge nei processi ed è inviso alle massonerie che sono in simbiosi con questi altri due poteri e di cui non accetta il modo losco di gestire la professione forense.  Non era per caso un massone quel caporione forense di cui ho letto in “ Quando ruggirà il leone” e che sotto traccia si è lavorato i giudici di Bologna e di Pordenone perché la condannassero  ? Ha fatto anche caso che il giudice che la ha denunciata era amicone   conclamato dei capibastone dell’ ordine forense di Pordenone ai quali non lesinava   successi a pioggia nelle aule dove giudice era lui ? Adesso è andato in pensione e starà contando i tanti trenta denari che ha accumulato in una laboriosa esistenza . E’ un lavoro faticoso anche quello, sa ? E poi Lei non sa, probabilmente, di dove pare fosse  originaria  la bisnonna di questo bel soggetto : ma così, facendo, dovremmo aprire un capitolo sulla seconda G…..Sarà per un ‘ altra volta…ma Io credo che le massonerie la avversino da molto tempo prima… A mio avviso, sono loro che hanno attivato da tanti anni i magistrati sul loro libro paga per distruggerla. Poi il resto è venuto da sé. E’ la prima pietra di una valanga quella difficile da far cadere giù : le altre vengono trascinate per forza di gravità ( e di mazzette) . E nessuno si tira indietro, di lor Signori, nel tirare la propria pietra, proprio come scrive il Vangelo a proposito  dei giudei moralisti che volevano lapidare la vittima di turno. Forse sbaglierò, ma non credo di tanto. Ne ho viste parecchie di orrende situazioni.

Tenga duro e non si arrenda. Vorrei incoraggiarLa ricordandoLe  If” di Kipling, ma credo Lei lo conosca già. Qui a Roma, i vecchi camerati che conoscono la sua situazione sono tutti  con Lei.

Un amico di Roma

sabato 20 luglio 2024

RIFLESSIONI DI MEZZ' ESTATE

 


Ringrazio gli amici che gestiscono il Monitore e li ringrazio per il sostegno che mi danno. Una chicca che potrebbe interessare i Lettori : ormai un mese fa ho svolto richiesta al Giudice di Sorveglianza di Udine per essere autorizzato a recarmi alla Biblioteca Marciana in Venezia per le mie ricerche sulla storia della Serenissima. Sono sempre stato autorizzato in tal senso, ma questa volta è passato un mese e l’ autorizzazione ancora non si vede. Strano : che c'entri qualcosa il mio contrasto insanabile con le illegalità della Banda Bassotti in toga noncellese e il sostegno massiccio che ricevo dai Veneti Autodeterminati ? Forse perchè Venezia è la Capitale e  c’è il timore che lì  possa incontrare i vertici delle  organizzazioni indipendentiste  lì stabilite, quali l’ Ufficio Dogale o  i membri del Maggior Consiglio Repubblicano ? Forse la mia è solo malignità, ma – come diceva Andreotti - a pensar male si fa peccato ma si indovina sempre…..D’ altro canto, durante la mia deportazione nelle galere di  Udine e di Padova,  ci furono loschi contatti tra ambienti giudiziari, e ordine forense,  soprattutto dopo la intronazione dell’ attuale presidente forense noncellese. Il precedente presidente era una persona degna e ha sempre respinto le losche richieste giudiziarie in mio danno, in primis quella di impedirmi di svolgere la mia professione di Avvocato . Cosa che si sta adesso esattamente realizzando.  Ma di questo si occuperà la Corte di Giustizia Veneta in autunno…

Con l’ occasione ricordo i libri da me editi in tema di Storia della Repubblica Serenissima e Indipendenza Veneta. Sono previste imminenti novità. Sostenete questo progetto editoriale :

https://lanterna88.blogspot.com/search/label/Identit%C3%A0%20Veneta 

 

Grazie del sostegno e della ospitalità. Buona giornata a tutti !

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it 


giovedì 11 luglio 2024

VIVA SAN MARCO

 


Stimato Avvocato Longo, ho letto su “ Il Monitore Veneto” di quello che le sta capitando e voglio esprimere a Lei la mia più grande vicinanza e solidarietà. Non si arrenda ! Ho letto la sentenza della Corte di Giustizia Veneta ( “ Quando ruggirà il Leone” ) e sono rimasto senza parole. Vogliono fermarla ? Continui la sua battaglia per una giustizia giusta, libera e onesta, rispettosa dei diritti politici dei cittadini, con il Tribunale Veneto  . Costituisca il tribunale veneto della Santa Vehme  ,  ci aiuti a rendere giustizia al nostro popolo, vittima di uno stato oppressore, tirannico e crudele quanto mai. Scenda in campo con il popolo veneto, lì faremo secchi tutti !

La sua vicenda smentisce un proverbio popolare molto noto che dice : “ senza soldi e senza cultura non si va da nessuna parte”. Mica vero. Lasciamo da parte i soldi, ma oggi in I-ta-lya senza cultura si può anche andare a fare il presidente degli avvocati accampati  in riva al Noncello ( NDR : il fiume di Pordenone), ma con la cultura, dove si va ? 

Si va in galera ! Lei, colpevole solo di 40 anni di professione forense libera e non asservita, al servizio del cittadino e non delle  massonerie,  30 libri scritti contro la malagiustizia , Editore che ha pubblicato 200 libri per amore della cultura, in galera la hanno mandata, per troppa cultura ! E ora le hanno pure tolto il lavoro, perché lei è troppo scomodo, troppo libero, troppo autorevole nelle aule di giustizia. Dà fastidio alle toghe corrotte e ai loro leccapiattini in veste di (pseudo) avvocati. Diceva Giovanni Guareschi : " quando la canaglia impera, la patria degli onesti è la galera". Eccome se imperano ! Eccome se non mandano in galera gli onesti !  Questa è l’ Italia ! Sempre quella della giustizia del gatto e della volpe di Collodi. O si disfa l' Italia o si muore !

WSM !

Un cittadino autodeterminato Veneto

domenica 30 giugno 2024

LA FORZA DEL POPOLO VENETO

 


Nella sezione “ diario di bordo” del blog Dissonanze,  oltre a notizie periodiche riguardanti l’ attività del blog, sono racchiusi tutti i post inerenti la carcerazione illegale patita dall’ avvocato Edoardo Longo ad opera di toghe fuori controllo della vergognosa repubblica manettara di Forcolandia, cioè della repubblica italiana.

Vittima di un autentico sequestro di persona  a seguito di una operazione a regia per togliersi di torno lo scomodo ed integerrimo avvocato dei ribelli, con oltre quarant’ anni di esperienza di processi politici italic style,  al momento della aggressione giudiziaria il legale  stava lavorando ad una nuova tecnica processuale, legittima e collegata ai diritti di autodeterminazione dei popoli , e motivata dalla  illegalità aggressiva dell' ordine giudiziario italiano.  Obiettivo : bloccare per sempre i processi politici italic style. 

l’ avvocato Edoardo Longo ha fruito di una commovente solidarietà di popolo.

I Veneti autodeterminatisi nella loro  indipendenza   ne hanno invocato la libertà davanti ai tribunali e alle carceri per lunghi 8 mesi, hanno creato dal nulla la Corte Veneta che ha condannato l’ ordine giudiziario italiano per reati di crimini giudiziari ( Se ne legga la sentenza : “ Quando il Leone ruggirà”) , non hanno mai abbandonato e lasciato solo il loro legale rinchiuso nell’ arcipelago Gulag di questa corrotta repubblica e si sono stretti a lui come non mai. Tutti i post che documentano questa eccezionale solidarietà sono leggibili , in attesa di essere raccolti a breve  in un nuovo volumetto dedicato alla vicenda. Il link :

https://lanterna88.blogspot.com/search/label/Diario%20di%20bordo

 

Il Monitore

alfatrac88@proton.me

lunedì 24 giugno 2024

QUANDO IL LEONE RUGGIRA'

 


21 gennaio, 2023 : avanti al sagrato della Basilica di S. Antonio in Padova, faceva irruzione armata la polizia politica italiana , violando la sacralità del luogo ( pure extraterritoriale in virtù dei Patti Lateranensi) per impedire la celebrazione del processo popolare disposto dal tribunale Enzo Tortora, emanazione della magistratura libera, sovrana e indipendente della mai morta Repubblica Veneta di San Marco. Il processo era nei confronti dello stato italiano, reo di crimini giudiziari quali l’ abuso giudiziario e il sequestro di persona, compiuti per gettare in carcere lo scomodo avvocato Edoardo Longo, difensore storico degli oppositori al sistema e attualmente determinato difensore dei Veneti che reclamano la loro storica indipendenza statuale. Una pagina buia di repressione poliziesca in soccorso della malagiustizia italica, un irrespirabile clima da dittatura sudamericana . Bloccato il processo, non è stata bloccata la pronuncia della sentenza , la cui ampia motivazione ( svolta in circa 80 punti ),  qui resa nota  in via ufficiale  , condanna moralmente lo stato italiano, inchiodandolo alle sue indicibili  responsabilità . In attesa che il popolo veneto riacquisti la sua libertà  millenaria  e si svincoli  dal giogo della “ repubblica nata dalla resistenza” e vissuta nella criminalità istituzionalizzata.

LINK PER L’ ACQUISTO DEL LIBRO :

https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-gjjwyqz.html?page=1&pageSize=4