martedì 28 luglio 2026

UNO STATO SENZA ONORE

 


Un ringraziamento diretto da parte mia a tutti coloro i quali stanno sottoscrivendo la petizione in mio favore, affinchè la legge venga rispettata e il consiglio degli “ ordinistici di Pordenone mi reiscriva, come già aveva pure decretato nel lontano 29 dicembre 2022. Gli anni passano e le loro illegalità continuano a sussistere, senza che lo Stato si degni di rimuoverle.  Un grazie anche al tutto lo staff di Monitore Veneto e a tutte le realtà indipendentiste  venete militanti che con il loro impegno e con la loro presenza avanti al tribunale di Pordenone, hanno impedito che la mia vicenda venisse buttata nel cestino con due timbri, e un NO come avevano programmato gli ordinistici anni fa. Pensavano mi rassegnassi e di spuntarla così , facile, facile.  Invece la “ questione Longo “ per loro rimane sempre aperta e non sanno più come venirne a capo, visto che né io rinuncio ai miei diritti garantiti da legge e decreti  - il diritto a riprendere il mio lavoro - , né i miei amici smettono di sostenermi, anzi : il passare del tempo li aumenta e qui ringrazio proprio in particolare Monitore Veneto con la sua campagna di continua contro-informazione, ininterrotta dal giugno di ben tre anni fa.  

Continuate a firmare la petizione attraverso gli “ atti formali di reclamo” anche durante il mese di agosto in cui questo blog, come ogni anno, resterà inattivo. La petizione è molto importante perché documenta come la illegalità che sto patendo è deprecata da un numero sempre crescente di persone. A settembre, la petizione , che non cesserà ancora, diventerà  operativa su molti fronti legali e giudiziari. Il modulo per scaricare, compilare ( anche modificandola ) , stampare e firmare la petizione , lo trovate qui  :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Ringrazio i vari firmatari dei Reclami che mi arrivano ogni giorno, in particolare dai Lettori della Lanterna , che spesso accompagnano le mail con bellissimi messaggi di vicinanza.  C'è chi mi scrive, come fa uno studioso dell' Emilia , dicendomi : " Ci mancherebbe, dovere. Grazie a Lei per i bellissimi libri che pubblica". Un dirigente di Cancelleria , che qui lascio anonimo, che non ha avuto timore a firmare il Reclamo, mi scrive :" Egregio avvocato, le invio la dichiarazione di supporto alla sua reiscrizione. Goccia dopo goccia speriamo che si ottenga il risultato già auspicato dai Latini : < Gutta cavat lapidem>. Un caro saluto. "

Ancora alcune riflessioni. In pratica , io sto subendo la illegalità  di sistema da parte di  uno Stato senza onore e dignità, che rinnega anche le proprie leggi e i propri decreti. Io lo avevo capito subito , fi dall’ inizio di questo calvario, nell’ estate di fuoco di quattro anni fa. Solo alcuni episodi che saranno approfonditi in vari post, un po’ alla volta .

1)      Venni deportato in carcere il 16 luglio 2022 e gia' solo dopo venti giorni avrei avuto il diritto di uscirne con l’ obbligo di avere un lavoro ( cd “ messa alla prova”)  e di svolgere attività di volontariato. Quei venti giorni in più non sono stati uno scherzo beffardo del destino, ma furono calcolati apposta per gettarmi in galera. Pochi giorni dopo la mia incarcerazione, quando ero ancora in isolamento, mi pervenne dalla procura generale della Repubblica di Trieste,  la richiesta di cancellazione amministrativa dall’ albo degli avvocati per essere in stato di detenzione. Tempismo eccezionale. Alla domanda per essere rimesso in libertà ( che avevo predisposto in anticipo ) allegai anche questa comunicazione, aggiungendo che , essendo stata attivata la procedura di cancellazione amministrativa, ciò era un motivo espressamente previsto dalla  legge ( tutela costituzionale del diritto al lavoro ) per concedere d’ urgenza la messa alla prova  , prima che il diritto venisse pregiudicato . Il giudice di Sorveglianza , il giudice Cunial andata in pensione due anni fa, rigettò la mia istanza con un ragionamento invertito , rigettò la mia richiesta dicendo : “ poiché sta per perdere il lavoro, non si vedono motivi di urgenza”. Allucinante : io il lavoro lo avevo,  e avevo il diritto ad una scarcerazione urgente per poterlo conservare , è stata la voluta lentezza che me lo fece perdere. Il giudice fissò udienza per il marzo 2023 ( !), quando io nel frattempo ero già stato scarcerato a Padova. Udienza lontanissima, calcolata apposta per avere la certezza che nel frattempo l’ iter di cancellazione fosse stato completato.


2)      Nell’ ottobre 2022, mentre ero ancora nel carcerefogna di Udine , appresi che davanti al tribunale di Sorveglianza di Bologna era stata fissata udienza per concedermi la messa alla prova. Ne venni informato da un colloquio in carcere con una funzionaria dell’ Ufficio Penale di Udine , incaricata da Bologna di redigere il programma di volontariato e le modalità di espletamento del mio lavoro di avvocato. La funzionaria era felice nel darmi la notizia e ancora più felice nel constatare che io ero avvocato di associazioni politiche e quindi non avrei avuto contatto con elementi criminali. Facemmo il programma in cui si stabiliva che, in caso di mie trasferte lavorative lontane , avrei eventualmente delegato mia moglie. Non ero cancellato, perchè il presidente dell’ ordine dell’ epoca, a differenza di quello attuale, era un galantuomo che conosceva la mia posizione di perseguitato politico.  Pochi giorni dopo questa visita provvidenziale, il carcere di Udine mi trasferì al carcere di massima sicurezza di Padova, per “ ragioni di sicurezza”. Se non fosse una cosa tragica, verrebbe da ridere…

3)      Il 24 novembre , mentre ero da pochi giorni al Due Palazzi di Padova , si tenne l’ udienza al tribunale di Sorveglianza di Bologna, ritenuto il più garantista e aperto del Nord- Italia.  Ero stato infilato in una udienza  in cui si trattava della posizione di affiliati alla Ndrangheta e di altre associazioni criminali, tutte piuttosto sanguinarie, come del resto erano pesantucce le posizioni di molti di cui si discuteva  quel giorno : rapine, omicidi, sequestri, estorsioni, mancava solo lo scioglimento di persone nell’acido, forse messo in calendario per altra udienza . Robetta , in confronto alla lesa maestà giudiziaria per cui ero stato condannato io a 4 anni e 1 mese. Per il vero , il procuratore generale della Repubblica di Bologna chiese l’ accoglimento del mio ricorso. L’ unico accoglimento che chiese quel giorno fu il mio . Il primo ricorso ad essere respinto invece  fu proprio  il mio , uno dei pochi respinti . Il trasferimento improvviso  di carcere aveva sortito il suo effetto, che era quello di impedirmi di uscire e riprendere il mio lavoro. Come era possibile rilasciarmi, quando pochi giorni prima ero stato trasferito d' urgenza per " motivi di sicurezza " ? Inutile fu l' intervento a mio favore del procuratore generale, evidentemente un magistrato onesto che conosceva bene i retroscena e la manovra in atto, o l' aveva intuita.   Il Giudice di Bologna scrisse che era “ inquietante” vedermi in libertà.  Non era invece inquietante rimettere in libertà qualche pluriomicida della Ndrangheta.

4)      Uscii dal carcere il  2 marzo 2023, con l’ autorizzazione del tribunale di Venezia/Padova a svolgere il mio lavoro. Dopo pochi giorni ebbi il mio primo colloquio con il funzionario dell’ Ufficio Penale di Udine cui ero stato assegnato. Era la dirigente dell’ ufficio, ben diversa da quella che venne da me nel carcere di Udine, e , senza tanti giri di parole , mi chiese a bruciapelo di rinunciare a svolgere il mio lavoro , quando si fosse trattato di udienze avanti al tribunale di Pordenone. L’ odor  di ricatto ancora non si percepiva. Ovviamente rifiutai , anche sgomento : come si fa a chiedere a un poveraccio che esce dalla galera ( peraltro ingiustamente affibbiata ) di rinunciare al proprio lavoro, quando la legge considera essenziale , per tenere un detenuto in libertà, che lavori e sia in grado di mantenere sé e la propria famiglia ? Un lavoro che era già stato autorizzato senza limiti da un magistrato di Sorveglianza ? Un detenuto che rinuncia a lavorare ritorna spedito in galera. A questa gente, non importava ributtarmi in carcere nonostante la mia buona condotta. Lo appresi dopo. A loro interessava solo “ togliermi dai coglioni” , come ho sentito personalmente dire , con questo elegante eloquio, da un magistrato e da un cancelliere del tribunale penale di Pordenone.

5)      Nel frattempo, ricevetti pure una diffida tramite Carabinieri con relativa minaccia implicita di rigettarmi in carcere, da parte del giudice di Sorveglianza di Udine dott.ssa Cunial. Ero uscito da pochi giorni. Motivo della diffida minatoria : mi permettevo di scrivere istanze al giudice scritte a mano ! Non sto scherzando !  Tenete presente che in dette istanze chiedevo di essere autorizzato di recarmi presso il mio studio legale in Pordenone ( io non abito a Pordenone), proprio per poter accedere, tra l' altro, anche al computer che ho lì, il solo che ha una tastiera grande che io posso usare agevolmente.

§

Questo per sottolineare come io non abbia alcuna fiducia nelle istituzioni di questo Stato, ordinistici compresi, perché ne sono semplicemente  i camerieri : uno Stato infame, senza onore, che tradisce le sue proprie leggi e che non merita rispetto da nessuno e a nessuno ha alcunchè  da insegnare . E io lo ho sperimentato fin nelle viscere del sistema penitenziario, dove le persone sono considerate solo sacchi della spazzatura di una discarica sociale.   Uno stato delinquente , a tutti i livelli.  La repubblica italiana è un errore della Storia che si spera la Storia si affretti a cancellare.

Grazie, Amici, per il vostro sostegno che, capite, per me è cosa preziosa e la sola arma di cui dispongo. A saperlo usare è un ‘arma potentissima. Noi non siamo spazzatura. 

Avv. Edoardo Longo

LINK PER ACCEDEREALLA PETIZIONE :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html


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