È passato un mese dalla
ultima istanza dell’ avvocato Longo ed è scaduto il termine per decidere o
quanto meno per fissare un dovuto confronto. ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2026/07/prigioniero-in-una-bolla-di-illegalita.html
). Da indiscrezioni ricevute, pare che gli “ ordinistici” abbiano molta agitazione emozionale
e preoccupazione per un secondo confronto
unito a un presidio, davanti al
tribunale: non si sono ancora ripresi dal primo , dell’ aprile scorso, poverini, che brutta sorpresa gli ha combinato quel cattivone delinquente dell' avvocato Longo … Eh già,
è bello fare le carognate illegali alle spalle di un poveraccio neanche uscito
di galera , è molto divertente, forse anche proficuo, ma è tanto, tanto brutto che si venga a sapere, non è da persone perbene faro sapere : “ Perché
mai quella carogna dell’ avvocato Longo non si vergogna di essere un delinquente
e non tiene tutto nascosto, standosene buono buono in un angolino a mangiare croste di pane, senza rendere noti così anche i nostri piccoli, piccoli maneggi ?Ma che scorretto che è ! Che brutta persona ! Che incivile !” Non è da escludere neppure che lo stesso tribunale se la sia presa con gli “ ordinistici” perché li espongono ai " presìdi
" che neanche ai giudici piacciono tanto davanti a casa loro e sono per loro imbarazzanti. Con quelle Bandiere di San
Marco a garrire al vento , poi ! Orrore !
Ma se anche gli “ordinistici”
tengono tutto imboscato all’ infinito , non risolvono il loro problema: fuori
ci sarà sempre la gente che li aspetta, ma nel frattempo l’ orologio corre e
sono ben 2OO i giorni
dalla istanza di gennaio, oltre 40 da quella di giugno! Non né che sono un po’
allergici ai diritti degli altri e alla democrazia proprio ? Anche se tengono
tutto imboscato, per un po’ evitano confronti e presìdi, ma Il reato di " omissione di atti
dovuti d ufficio "( non abrogato) è indiscutibile : loro
non sono un organismo privato, ma un ente di interesse pubblico o addirittura
un ente pubblico, visto che amano declamarsi come “ ente ordinistico”.
Sono tenuti pertanto per legge a
rispondere alle istanze a pena di compiere il reato suddetto. Non possono considerare le istanze di reiscrizione per lavorare, come " cosa loro". Messe in mora ne
hanno avute. Adesso
è il tempo giusto per querelarli. Speriamo che Edoardo si decida a farlo . A
questo punto, penso cadrà per forza ogni loro copertura giudiziaria : nessun magistrato può
avallare una condotta smaccatamente illegale e addirittura un reato, pena esserne
correo. E già l’ immagine pubblica del tribunale di Pordenone non è che sia da
anni delle più brillanti del pur folle pianeta - giustizia.....
Il diavolo fa le pentole,
ma non i coperchi....
Voglia Iddio che cada la
torre del loro orgoglio, là, nel Palazzo
dell' Indecenza, sulle rive del fiume Noncello.
Monitore Veneto

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