martedì 1 settembre 2026

SI APRE UNA NUOVA FASE

 


Una nuova fase si apre ora nella battaglia di cui questo blog è testimone . Sono passati ormai due anni da quando è stato  bloccato illegalmente all’ avvocato Edoardo Longo l’ accesso alla sua professione ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html  ). Fino adesso la battaglia è stata portata avanti attraverso la proposizione di istanze di reiscrizione ( ben quattro : una langue ferma avanti alla corte di Cassazione – cfr   - , altre tre sono state risucchiate dal triangolo delle Bermude sulle rive del fiume Noncello : cfr  https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/il-fiume-noncello-e-il-triangolo-delle.html  ) , supportate dal sostegno politico di diversi gruppi dell’ area indipendentista e dalla diuturna contro-informazione di questo blog ( oltre 155.000 visite, senza pubblicità o casse di risonanza) che ha cercato – francamente con successo – di controbilanciare la azione diffamatoria portata avanti dalla banda ordinistica di Pordenone con i suoi spudorati ed illegali dinieghi di reiscrizione.

La situazione è attualmente questa : delle tre istanze non si sa più niente : una è letteralmente sparita nell’ ottobre scorso, un’ altra, di gennaio 2026 , dopo il confronto avvocato Longo Vs ordinistici dell’ aprile scorso, anziché essere decisa in un pugno di giorni come previsto dalla legge ( trenta giorni) è sempre ferma, imboscata in qualche cassetto. Una terza, del giugno scorso, è del pari sparita nel nulla : né respinta, né accolta, né fissato alcun doveroso colloquio. Il silenzio più totale, benchè la legge imponga tempi rigorosi per ogni decisione di questo tipo ( i ben noti 30 giorni) . Una situazione di assoluta illegalità  che peraltro sconcerta, perché nessun ente di interesse pubblico ( come si autocelebrano, peraltro, con grande pompa, gli ordinistici  che ci tengono a far sapere del loro legame strutturale con le “ istituzioni” ) si azzarderebbe a infilarsi in un cul-de-sac di una così sistematica, sfacciata, arrogante omissione di atti dovuti d’ ufficio. Come interpretarla ? Innanzi tutto è evidente che non se la sentono più di sostenere con decisioni folli una posizione, la loro, di assoluta illegalità, come le pagine di questo blog hanno reso ben noto. Al loro interno c’è evidentemente una frattura, che però non giunge al punto di riconoscere il pacifico diritto dell’ avvocato Longo, ma si avvita in una situazione di boicottaggio illegale alla reiscrizione mediante omissione totale e studiata di ogni decisione sul punto. Evidentemente volantinaggi e presìdi avanti al tribunale hanno colpito nel segno e  questa gente ansima, è alle corde. Probabilmente sperano anche in un soccorso da parte della Corte di Cassazione con una decisione che compiaccia le loro illegalità.


[ Volantinaggio avanti al tribunale di Pordenone ]


Nel frattempo è evidente, in modo macroscopico, che la loro condotta presta il fianco a numerose censure anche di ordine clamorosamente penale. Non puoi, se sei un ente di interesse pubblico, omettere sistematicamente per due anni ogni decisione su istanze che ti vengano inoltrate e che la legge stessa ti dice che devi decidere entro 30 giorni. Di fronte a una condotta del genere si resta a bocca aperta. Vabbè, se non sono 30 giorni, possiamo anche allungare un pochino, siamo in Italia, si sa che l’ amministrazione è sempre un po’ lentina, puoi arrivare a un termine di un paio di mesi, forse anche tre facendo finta di non vedere, ma un anno o due è francamente inaccettabile. Non credo che nessuna procura della repubblica, neanche a Pordenone, possa avvallare una simile condotta. Decidere sulle istanze, che riguardano poi l’ esercizio di un lavoro o professione ,  valore tutelato a livello costituzionale , essendo la repubblica italiana fondata sul lavoro, è assolutamente un atto dovuto. Non te la senti più di respingere, perché la illegalità dei tuoi dinieghi  è stata sgamata, anche pubblicamente ? E magari neanche tutti nel “ tuo” tribunale la condividono ?  E allora rassegnati ad accogliere le istanze, ci fai anche bella figura ! Il rispetto della legge, anche quando non ti comoda per losche ragioni, è sempre un valore condiviso fra le persone oneste, anche in un tribunale. Accontentati dei danni che hai già prodotto in questi due anni di illeciti divieti, che sono già abbastanza grandini e misurabili in circa 500mila euro di danni vari. In fondo Edoardo è generoso : se lo reiscrivi una buona volta come ha diritto  , si dimentica di farti causa per danni. Si accontenta così , di tirarsi su le maniche e riprendere a lavorare : non ha fatto altro in vita sua.

Eppure non è così. Ed è quindi necessario passare ad una fase ulteriore, quella delle denunce penali, Ormai il tempo decorso è così abnorme che nessuna procura della repubblica può più giustificarlo. Passi un mese, due, o tre, ma qua si ragiona ormai in termini di anni. Solleciti e diffide ne sono state inviate parecchie e quindi le messe in mora previste dal codice penale sono state tutte abbondantemente esaurite. Anche la pazienza è ormai finita da tempo. Ci sono persone che scambiano la pazienza per debolezza e forse siamo di fronte ad un caso del genere. Probabilmente qualcuno pensa che una persona che è stata in carcere non abbia più “diritto ad avere diritti” e che gli si possa sputare in faccia impunemente. E’ una tesi molto in voga nel mondo degli avvocati, ancor più che nel mondo dei magistrati o delle procure. Incredibile, ma è così. E non importa se in galera ci sei finito perchè sei un avvocato “ dei ribelli” cioè che tutela senza sconti per le toghe gli imputati nei processi politici, se “ rompi i coglioni” , insomma. In un mondo romantico che non esiste, l’ avvocato coraggioso dei deboli non viene schiacciato e irriso dai suoi colleghi, ma sostenuto ed indicato come esempio. Ma nell’ italico mondo alla rovescia , vediamo benissimo come vanno le cose, invece.


[ Presidio avanti al tribunale di Pordenone ]


Ed è per questa ragione che ora si passerà alle denunce penali : l’ art 328 del codice penale non è stato abrogato. Edoardo ha atteso tanto tempo proprio perché non vi fossero scappatoie per chi aveva scelto la via della illegalità e dell’ abuso corportativo come bussola del proprio agire. Non ci sono più giustificazioni accampabili .

 Se è ritenuto normale condannare un innocente come è capitato all’ avvocato Longo , perché non dovrebbe essere possibile incriminare dei responsabili   ? O forse in Italia la legge non è uguale per tutti e, come nella Fattoria degli Animali, c’è sempre chi è  più uguale degli altri ? 

Il Monitore