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martedì 28 luglio 2026

UNO STATO SENZA ONORE

 


Un ringraziamento diretto da parte mia a tutti coloro i quali stanno sottoscrivendo la petizione in mio favore, affinchè la legge venga rispettata e il consiglio degli “ ordinistici di Pordenone mi reiscriva, come già aveva pure decretato nel lontano 29 dicembre 2022. Gli anni passano e le loro illegalità continuano a sussistere, senza  vergogna e senza che lo Stato si degni di rimuoverle.  Un grazie anche al tutto lo staff di Monitore Veneto e a tutte le realtà indipendentiste  venete militanti che con il loro impegno e con la loro presenza avanti al tribunale di Pordenone, hanno impedito che la mia vicenda venisse buttata nel cestino con due timbri, e un NO , come avevano programmato gli ordinistici anni fa. Pensavano mi rassegnassi e di spuntarla così , facile, facile.  Invece la “ questione Longo “ per loro rimane sempre aperta e non sanno più come venirne a capo, visto che né io rinuncio ai miei diritti garantiti da legge e decreti  - il diritto a riprendere il mio lavoro - , né i miei amici smettono di sostenermi, anzi : il passare del tempo li aumenta e qui ringrazio proprio in particolare Monitore Veneto con la sua campagna di continua contro-informazione, ininterrotta dal giugno di ben tre anni fa.  

Continuate a firmare la petizione attraverso gli “ atti formali di reclamo” anche durante il mese di agosto in cui questo blog, come ogni anno, resterà inattivo. La petizione è molto importante perché documenta come la illegalità che sto patendo è deprecata da un numero sempre crescente di persone. A settembre, la petizione , che non cesserà ancora, diventerà  operativa su molti fronti legali e giudiziari. Il modulo per scaricare, compilare ( anche modificandola ) , stampare e firmare la petizione , lo trovate qui  :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Ringrazio i vari firmatari dei Reclami che mi arrivano ogni giorno, in particolare dai Lettori della Lanterna , che spesso accompagnano le mail con bellissimi messaggi di vicinanza.  C'è chi mi scrive, come fa uno studioso dell' Emilia , dicendomi : " Ci mancherebbe, dovere. Grazie a Lei per i bellissimi libri che pubblica". Un dirigente di Cancelleria , che qui lascio anonimo, che non ha avuto timore a firmare il Reclamo, dal Veneto mi scrive :" Egregio avvocato, le invio la dichiarazione di supporto alla sua reiscrizione. Goccia dopo goccia speriamo che si ottenga il risultato già auspicato dai Latini : < Gutta cavat lapidem>. Un caro saluto. "

Ancora alcune riflessioni. In pratica , io sto subendo la illegalità  di sistema da parte di  uno Stato senza onore e dignità, che rinnega anche le proprie leggi e i propri decreti. Io lo avevo capito subito , fin dall’ inizio di questo calvario, nell’ estate di fuoco di quattro anni fa. Solo alcuni episodi che saranno approfonditi in vari post, un po’ alla volta .

1)      Venni deportato in carcere il 16 luglio 2022 e gia' solo dopo venti giorni avrei avuto il diritto di uscirne se avessi avuto un lavoro ( cd “ messa alla prova”)  e con l' obbligo di svolgere attività di volontariato. Quei venti giorni in più non sono stati uno scherzo beffardo del destino, ma furono calcolati apposta per gettarmi in galera. Pochi giorni dopo la mia incarcerazione, quando ero ancora in isolamento, mi pervenne dalla procura generale della Repubblica di Trieste,  la richiesta di cancellazione amministrativa dall’ albo degli avvocati per essere in stato di detenzione. Tempismo eccezionale. Alla domanda per essere rimesso in libertà ( che avevo predisposto in anticipo ) allegai anche questa comunicazione, aggiungendo che , essendo stata attivata la procedura di cancellazione amministrativa, ciò era un motivo espressamente previsto dalla  legge ( tutela costituzionale del diritto al lavoro ) per concedere d’ urgenza la messa alla prova  , prima che il diritto venisse pregiudicato . Il giudice di Sorveglianza , il giudice Cunial andata in pensione due anni fa, rigettò la mia istanza con un ragionamento invertito , rigettò la mia richiesta dicendo : “ poiché sta per perdere il lavoro, non si vedono motivi di urgenza”. Allucinante : io il lavoro lo avevo,  e avevo il diritto ad una scarcerazione urgente per poterlo conservare , è stata la voluta lentezza che me lo fece perdere. Il giudice fissò udienza per il marzo 2023 ( !), quando io nel frattempo ero già stato scarcerato a Padova. Udienza lontanissima, ben nove mesi dopo,  calcolata apposta per avere la certezza che nel frattempo l’ iter di cancellazione fosse stato completato.


2)      Nell’ ottobre 2022, mentre ero ancora nel carcerefogna di Udine , appresi che davanti al tribunale di Sorveglianza di Bologna era stata fissata udienza per concedermi la messa alla prova. Ne venni informato da un colloquio in carcere con una funzionaria dell’ Ufficio Penale di Udine , incaricata da Bologna di redigere il programma di volontariato e le modalità di espletamento del mio lavoro di avvocato. La funzionaria era felice nel darmi la notizia e ancora più felice nel constatare che io ero avvocato di associazioni politiche e quindi non avrei avuto contatto con elementi criminali. Detto, fatto: preparammo il programma in cui si stabiliva che, in caso di mie trasferte lavorative lontane , avrei eventualmente delegato mia moglie, anche lei avvocato. Non ero cancellato, perchè il presidente dell’ ordine dell’ epoca, a differenza di quello attuale, era un galantuomo che conosceva la mia posizione di perseguitato politico.  Pochi giorni dopo questa visita provvidenziale, il carcere di Udine mi trasferì al carcere di massima sicurezza di Padova, per “ ragioni di sicurezza”. Se non fosse una cosa tragica, verrebbe da ridere…

3)      Il 24 novembre , mentre ero da pochi giorni al Due Palazzi di Padova , si tenne l’ udienza al tribunale di Sorveglianza di Bologna, ritenuto il più garantista e aperto del Nord- Italia.  Ero stato infilato in una udienza  in cui si trattava della posizione di affiliati alla Ndrangheta e di altre associazioni criminali, tutte piuttosto sanguinarie, come del resto erano pesantucce le posizioni di quelli di cui si discuteva  quel giorno : rapine, omicidi, sequestri, estorsioni, sparatorie, regolamenti  di conti  a mano  armata: mancava solo lo scioglimento di persone nell’acido, forse messo in calendario per altra udienza . Robetta , in confronto alla lesa maestà giudiziaria per cui ero stato condannato io a 4 anni e 1 mese. Per il vero , il procuratore generale della Repubblica di Bologna chiese l’ accoglimento del mio ricorso. L’ unico accoglimento che chiese quel giorno fu il mio . Il primo ricorso ad essere respinto invece  fu proprio  il mio , uno dei pochi respinti . Anche uno dei pochi casi in cui le richieste del Procuratore Generale non vengono accolte. Il trasferimento improvviso  di carcere aveva sortito il suo effetto, che era quello di impedirmi di uscire e riprendere il mio lavoro. Come era possibile rilasciarmi, quando pochi giorni prima ero stato trasferito d' urgenza per " motivi di sicurezza " ? Inutile fu l' intervento a mio favore del procuratore generale, evidentemente un magistrato onesto che conosceva bene i retroscena e la manovra in atto, o l' aveva intuita.   Il Tribunale di Bologna scrisse che era “ inquietante” vedermi in libertà.  Non era invece inquietante rimettere in libertà qualche pluriomicida della Ndrangheta.

4)      Uscii dal carcere il  2 marzo 2023, giorno fausto del capodanno veneto , con l’ autorizzazione del tribunale di Venezia/Padova a svolgere il mio lavoro. Dopo pochi giorni ebbi il mio primo colloquio con il funzionario dell’ Ufficio Penale di Udine cui ero stato assegnato. Era la dirigente dell’ ufficio, ben diversa da quella che venne da me nel carcere di Udine. La dirigente , senza tanti giri di parole , mi chiese a bruciapelo di rinunciare a svolgere il mio lavoro , quando si fosse trattato di udienze avanti al tribunale di Pordenone. L’ odor  di ricatto ancora non si percepiva. Ovviamente rifiutai , anche sgomento : come si fa a chiedere a un poveraccio che esce dalla galera ( peraltro ingiustamente affibbiata ) di rinunciare al proprio lavoro, quando la legge considera essenziale , per tenere un detenuto in libertà, che lavori e sia in grado di mantenere sé e la propria famiglia ? Un lavoro che era già stato autorizzato senza limiti da un magistrato di Sorveglianza ? Di che cosa avrei dovuto vivere? E la mia famiglia? Inoltre, un detenuto che rinuncia a lavorare ritorna spedito in galera. A questa gente, non importava ributtarmi in carcere nonostante la mia buona condotta. Lo appresi dopo. A loro interessava solo “ togliermi dai coglioni” , come ho sentito personalmente dire , con questo elegante eloquio, da un magistrato e da un cancelliere del tribunale penale di Pordenone.

5)      Nel frattempo, ricevetti pure una diffida tramite Carabinieri con relativa minaccia, neanche tanto implicita, di rigettarmi in carcere, da parte del giudice di Sorveglianza di Udine dott.ssa Cunial. Ero uscito da pochi giorni. Motivo della diffida minatoria : mi permettevo di inviare istanze al giudice scritte a mano ! Non sto scherzando, è tutto vero. Assurdo , ma vero  ! In carcere tutti  i detenuti scrivono le istanze a mano, nessun giudice si lamenta, nè mai si era lamentata la dott.ssa Cunial, ed io ero uscito dal carcere da pochi giorni e già mi ci volevano ributtare dentro.   Tenete presente che in dette istanze chiedevo di essere autorizzato di recarmi presso il mio studio legale in Pordenone ( io non abito a Pordenone), proprio per poter accedere, tra l' altro, anche al computer che ho lì, il solo che ha una tastiera sufficientemente grande che io possa usare agevolmente a causa dei miei problemi di vista. 

§

Questo per sottolineare come io non abbia alcuna fiducia nelle istituzioni di questo Stato, ordinistici compresi, perché ne sono semplicemente una componente ancillare : uno Stato infame, senza onore, che tradisce le sue proprie leggi,  bara al gioco anche coi disgraziati in carcere e non merita rispetto da nessuno e a nessuno ha alcunchè  da insegnare . E io lo ho sperimentato fin nelle viscere del sistema penitenziario, dove le persone sono considerate solo sacchi della spazzatura di una discarica sociale.   Uno stato delinquente , a tutti i livelli.  La repubblica italiana è un errore della Storia che si spera la Storia si affretti a cancellare.

Grazie, Amici, per il vostro sostegno che, capite, per me è cosa preziosa e la sola arma di cui dispongo. A saperla usare è un ‘arma potentissima. Noi non siamo spazzatura. 

Avv. Edoardo Longo

LINK PER ACCEDEREALLA PETIZIONE :

https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html


lunedì 17 novembre 2025

STATO ITALIANO, STATO ASSASSINO ( 6 )

 


I tribunali potranno anche dimenticarsi ( ?), poverini,  di pagare i debiti, ma non hanno la stessa lentezza nel vendicarsi nei confronti di chi chiede rispettino il dovere di pagare  debiti… 

Proprio oggi mi è stata notificata una intimazione di pagamento da parte di Agenzia delle Entrate avente per oggetto delle irregolarità nella dichiarazione dei pagamenti ricevuti dai tribunali. Nulla di esiziale per carità, ma per chi non lavora da quasi due anni pur avendone diritto e questo per accanimento dello stesso mondo giudiziario che ti pugnala alla schiena se chiedi di essere pagato, è una somma pesante. In sostanza, vanifica l’ importo pagato con fatica dall’ autorità togata nell’ anno di riferimento : in pratica, ti fottono un anno di lavoro per un errore di dichiarazione.  Con una mano lo Stato ti dà,  con l' altra ti toglie quello che ti ha  dato. 

La mia fregatura è dipesa dal fatto che sono incappato nell’uomo che sussurra ai vampiri , cioè agli esattori fiscali.  So per certo, infatti,  avendo letto certi atti – che non mi volevano far leggere  -  che l’ input ai grassatori di Stato è partito da un pubblico  ministero insediato nel FVG  e che non aveva gradito che io nel 2024 chiedessi uno sconto di pena per buona condotta di  135 giorni….Per dimostrare il suo apprezzamento verso la mia richiesta, oltre ad aver scritto di me che “ non manifesta rivisitazione critica  verso i crimini compiuti”,  ha chiesto agli esattori fiscali di farmi le pulci – udite udite ! – per l’ anno 2022, perché riteneva impossibile la bassa dichiarazione dei redditi di quel periodo. L’ esattore si è messo sull’ attenti e,  con massimo  godimento,  mi ha rivisitato l' anno 2022  ed ora mi è arrivata la mega sanzione. Con minaccia di peggio fare se non pago subito il malloppo in forma ridotta, ma sempre molto pesante per le mie tasche vuote : calcolate che le toghe non mi lasciano lavorare da quasi due anni...

 Ma la bastardata togata ha dei risvolti ignobili che vanno evidenziati : anno 2022 , vi dice qualcosa ? 

A me sì, perché è l’ anno in cui sono stato deportato in galera. Quella toga lo sapeva benissimo.  Un po’ difficile pensare che quell' anno avessi raggranellato qualche soldo, stando  murato dentro la fogna del carcere di Udine. Impossibile anche adempiere a tutte le comunicazioni fiscali  stando dietro le sbarre, direi… qualcosa mi era sfuggito, Vostra Grazia. Ma va sottolineato che l’ usanza  di aggredire fiscalmente chi è in galera,  è una tattica giudiziaria consolidata e molto praticata  ,  non è un mio  caso sfortunato : la toga che sussurra ai vampiri  è una figura infame che agisce  molto spesso, per aggiungere dolore  a dolore a chi non si può neanche difendere, chiuso fra le sbarre.

Ricordo, quando mi trovavo nel super  carcere di Padova , un mio compagno di sezione che per oltre un mese riceveva cartelle esattoriali un giorno si e uno no,  provenienti tutte dallo stesso ufficio. Il poveretto, quando il poliziotto postino lo chiamava per consegnargli la posta , ogni volta sperava che fossero notizie da casa o dal suo avvocato, ma erano sempre e solo cartelle esattoriali, verdi come il vomito. Avrebbero potuto inviargliele tutte in una volta,  ma inviate una al giorno facevano piu' male. Lo stesso poliziotto postino era a disagio nel consegnargliele. Va ricordato che quel  mio povero compagno di detenzione    era malato di cancro in fase terminale ( non doveva neanche trovarsi in carcere per questo ) e gli avevano diagnosticato al massimo un paio di anni di vita. Doveva scontare ancora  sette  anni di pena.  Fu in quel periodo che decise di smettere di curarsi e ai medici carcerari spiegava che, se non lo facevano uscire , si sarebbe curato solo per morire in carcere, quindi ,  tanto valeva non curarsi, perché così sarebbe uscito dal carcere prima…ineccepibile. 

Ricevo quindi il regalo di una sanzione fiscale comminatami con efferata perfidia senza che mi siano arrivati invece, con pari tempestività e con gli interessi di anni,  i numerosi pagamenti cui ho diritto. Grazie. Sono questi i momenti in cui rimpiango di non  essere un delinquente, perché dopo il lungo stage che lo  Stato mi ha graziosamente donato nelle migliori università del crimine fra Udine e Padova, potrei benissimo far avere il meritato “giorno del ringraziamento” alla toga che sussurrava ai vampiri e procurarmi così il graditissimo trofeo di un suo dente canino , che conserverei con cura in una teca , con la scritta esplicativa : ““Canino con cui un essere umano evoluto  azzannava i suoi simili”. Uno strumento adatto alla meditazione sull’ “omnia  vanitas” dell’ Ecclesiaste anche migliore del famoso teschio dell’ Amleto. Ma accantono saggiamente questo umano sfogo nel reparto impossibile dei  Sogni di mezz’ estate.” Di quell’ estate in cui mi sono putrefatto in una fogna immerso nelle blatte e - chiuso fra le sbarre - non ho potuto fare una comunicazione fiscale che l’ uomo che sussurrava ai vampiri mi ha freddamente ricordato quando chiedevo lo sconto di pena cui avevo diritto. 

Verrà giustizia anche per noi, reietti della terra. 

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it  

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giovedì 13 novembre 2025

MORALITA' GIUDIZIARIE A CONFRONTO ( 5 )

 


“ Quanto ai fatti di cui ai titoli di condanna  , di gravità non particolare e che risalgono addirittura al 2007 e al 2010,  Edoardo Longo protesta fermamente ( come ricordato anche oggi in udienza dal suo Difensore) la propria innocenza rispetto ai reati che gli sono stati ascritti , non riconoscendo  di avere alcuna responsabilità , rappresentando al riguardo una ben  diversa versione dei fatti. Peraltro giova al riguardo la decisione della Corte di Cassazione ( sez 1 , Sentenza 2295 del 28.3.2020 CC) secondo cui “ ai fini della concessione di benefici penitenziari ( nella specie affidamento in prova al servizio sociale ), la mancanza di senso critico verso le condanne subite non può essere valutata negativamente quando sia frutto di una protesta di innocenza, che è diritto incontestabile di ciascuno, non soltanto in pendenza di un processo, ma anche dopo il passaggio in giudicato di una sentenza di condanna , considerata la possibilità di una revisione di essa “. ( ..) D’ altro canto  ( cfr. Sez 1- sentenza nr 10586 del 8.2.2019 CC) :  Ai fini dell’ affidamento in prova al servizio sociale ( Cioè : scarcerazione in corso di pena detentiva – NDR ) non configura una ragione ostativa la mancata ammissione degli addebiti , occorre solo valutare se il condannato abbia accettato la sentenza e la sanzione inflittagli”. Considerate  la sua personalità e la sua lunga esperienza professionale , si ritiene che Edoardo Longo rispetterà le prescrizioni imposte con il dovuto scrupolo “.

( Estratto della decisione motivazionale del Tribunale  di Sorveglianza di Venezia , che ha rimesso in libertà l’ avvocato Edoardo Longo in data 1.3.2023 – Presidente dott.ssa Linda Arata, Magistrato Estensore dott.ssa Lara Fortuna).

Abbiamo riprodotto questo estratto perché è interessante ancora oggi per sottolineare la illegalità con cui Magistratura  del  FVG e Ente ordinistico hanno accolto digrignando questa decisione, affannandosi o  a “gentilmente invitare” Edoardo a rinunciare al suo lavoro, facente parte assoluta delle prescrizioni,  o elaborando  addirittura  stratagemmi illegali per sfilarglielo di tasca con callidità zingaresca..

Diciamo francamente, in conclusione,  che il Tribunale di Venezia - Padova era convinto della innocenza del nostro amico,  per le ragioni formali e sostanziali che abbiamo richiamato nel libro “ Quando il leone ruggirà” ( https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-459eg72.html?page=1&pageSize=4   )  e sintetizzate qui  :

https://lanterna88.blogspot.com/2022/10/appunti-per-la-corte-di-giustizia-veneta.html

 Il Tribunale di Venezia  non poteva certo smentire due condanne definitive, ma il senso sostanziale del riconoscimento di innocenza è intuitivo. Ricordiamo che , mentre giudici corrotti condannavano Edoardo alla pena folle di  4 anni e un mese di carcere ( il mese sopra ai 4 anni serviva a mandarlo in carcere concretamente .. ) per quelli che lo stesso Tribunale di Venezia definisce " fatti di non particolare gravità ", l' organismo disciplinare degli avvocati con sede a Trieste nel 2018 , non potendo assolverlo per via delle due solite condanne definitive, gli infliggeva solo 3 mesi di sospensione dal lavoro ( mica la cancellazione o peggio) , dichiarandoli anche non eseguibili : una cripto-assoluzione  di fatto, che ha fatto impazzire di rabbia  toghe sporche e nasi.. 

Debiti disciplinari Edoardo quindi non ne aveva proprio , e quelli che la cricca ordinistica di Pordenone gli ha caricato sulla schiena cancellandolo,  sono solo frutto di abuso ed  espressione di una volontà criminale ed illegale di farlo fuori a tutti i costi. 

Due morali a confronto : quella serena e lineare di un innocente  e di giudici onesti  e  quella contorta e malefica di chi invece serve oscuri padroni.

MV

 

mercoledì 12 novembre 2025

L' ORGOGLIO DELL' INCOERENZA ( 4 )

 


Rispondo in questo post ai vari Lettori che mi sottolineano come a sabotare il mio diritto al lavoro sia stato un organismo di varie persone , quello che si autocelebra come ente ordinistico, e non il solo Gran Maestro dello stesso, quel Visentin da Portogruaro , esponente veneziano in carriera  di Forza Italia. Giusta osservazione se non fosse che…  seguite  quanto vi espongo.

Ho guardato nei giorni scorsi due ordinanze : quella del 29 dicembre del 2022 che sanciva il mio diritto al lavoro e che ormai  tutti conoscono e ho guardato poi l’ ultima delibera di quei simpaticoni, del luglio scorso, con cui  sono arrivati  addirittura  al punto di deliberare che non avrebbero più risposto a mie istanze. Si sentono “ attinti” dal sottoscritto e soffrono tanto , poverini. 

Attenzione ora : Ho vouto verificare da chi erano composti i  due successivi organismi : la composizione dei membri di questo organismo è esattamente la stessa nel 2022 e nel 2025. Non è cambiato nessun membro ordinistico con una sola eccezione : l’ eccellente e correttissimo  avvocato  Rumiel , presidente dell’ organismo nel 22, scaduto il suo mandato nel gennaio 2023, non si è ripresentato e al suo posto vi è stata l’ elezione di altro membro ( uno su dodici) proveniente da un paesino della bassa caorlotta e privo di qualsiasi  rilevanza decisoria, se non numerica. Altra sorpresa: pure nell’ ente del 2022 era presente Visentin, con le leccorniose mansioni di Tesoriere , il che equivale a dire il ruolo di : Topo nel Formaggio. Nel gennaio 2023, esce l’ avv. Rumiel ed assurge al Trono Presidenziale  l’ ex tesoriere  Visentin. Invariata la numerosa pletora di membri  e Yes-men d’ ordinanza. 

Attenzione ancora : Nel 2022 tutti i membri ( Visentin compreso ! ) votano per  il mio diritto alla reiscrizione, allunanimità, Visentin compreso. Nel 2024 , uscito Rumiel e insediato Visentin, votano tutti , ancora una volta allunanimità, contro il mio diritto al lavoro. Mi sfugge la logica e la coerenza  di come si possa votare una volta a favore e poco dopo esattamente al  contrario e di sicuro non ha niente a che fare con il concetto di Onore  , ma quello che balza all’ occhio sono due cose : primo la assoluta passività dei membri alle decisioni dei Presidenti , secondo, che è stato proprio Visentin il motore della mia aggressione , una volta insediatosi nel ruolo direttivo. E nonostante avesse votato pure a mio favore un anno prima. E’ chiaro che è proprio costui il problema . Nulla è cambiato in un anno , se non la variazione del presidente. Ergo…

Cosa è successo nel frattempo ? Alcuni colleghi di Pordenone mi hanno parlato di forti pressioni sull’ ente ordinistico per liquidarmi. Non metto in dubbio, questo è evidente, delibere e dati alla  mano. Ma io ritengo in realtà che dette pressioni ci fossero state anche all’ epoca della Presidenza Rumiel con l’ unica differenza che quest’ ultimo ha saputo opporre un valido argine alle ingerenze indebite e ha fatto rispettare ai suoi sottoposti la legge e il mio diritto garantito dalla stessa, nella ordinanza del dicembre 2022, poco prima della scadenza del suo mandato. Sicuramente pressioni e ingerenze erano molto più forti quando ero in galera che quando ero uscito con l’ autorizzazione giudiziaria che mi consentiva di fare l’ avvocato. Ma a quel punto non c’era più Rumiel a fermare le pressioni, ma l’ ex Tesoriere di Portogruaro, che mi pare fuori di ogni dubbio non abbia opposto alcuna resistenza. Anzi  ! Ci ha messo molto di suo nello zelo per "togliermi di mezzo"...

Come volevasi dimostrare. Il futuro ci dirà se  ci sarà un ritorno alla legalità o l’ ente ordinistico vorrà affrontare uno scontro molto duro. Intanto lorsignori rispondano alla mia diffida di cui si parla qui :  

https://monitore1980.blogspot.com/2025/11/riflessioni-di-fine-stagione.html

Il primo dicembre arriva  presto.

Avvocato Edoardo Longo 

longolegal@libero.it

martedì 11 novembre 2025

IL LAVORO RENDE LIBERI ( 3)

 


“Caro collega, quello che scrivi sul tuo blog (  https://monitore1980.blogspot.com/2025/11/uno-sguardo-dietro-le-quinte.html ) mi lascia basito.

Io svolgo la professione a Terni da 30 anni e seguo  in particolare il diritto penitenziario, ma è la prima volta che vedo uno sconcio come questo . Mi riferisco al fatto che appena uscito dal carcere UEPE ti abbia chiesto , gentilmente ( ma in quel contesto la gentilezza è solo apparente , sa da avvertimento…) di rinunciare al tuo lavoro, per il quale la Sorveglianza di Padova ti aveva autorizzato e fatto uscire. Una richiesta del genere è immorale da far spezzare il cuore. Ma nel tuo blog dovresti anche dire che è ILLEGALE. Come sai e come devono sapere i tuoi lettori, è il Giudice di Sorveglianza che, quando fa uscire un detenuto non per fine pena, ma prima, “ in prova” , come è capitato a te, lo fa solo se ha un lavoro “ fuori" e se quel lavoro lui lo autorizza. Per capirsi : uno zingaro non lo manderebbero mai a lavorare  come commesso in una gioielleria, o un rapinatore a fare l’ usciere in una banca…. Tu sei stato autorizzato a fare l’ avvocato, perché hai superato ogni vaglio  di professionalità e UEPE ( L’  Ufficio Penale – NDR ) non si deve permettere di contestare una decisione giudiziaria di Sorveglianza ! Di più : tu non hai solo diritto a fare l’ avvocato, ma hai un dovere di farlo. Il Lavoro è considerato dal codice penale e penitenziario il miglior strumento per il reinserimento  sociale di una persona che è stata in carcere e per chi è un delinquente – non è il tuo caso, ma così si esprime la legge – è il metodo rieducativo per eccellenza  ai valori morali e di legalità : il lavoro rende liberi, no ? E non un lavoro qualsiasi, ma solo quello indicato dal giudice nel decreto di scarcerazione “ in prova”. Tentare di fartelo abbandonare approfittando  della tua fragilità di persona appena uscita dal carcere e in libertà, ma  “ in prova” , è stato un crimine, anche dal punto di vista legale, perché è un abuso . Saresti stato un pazzo a rinnegare in tuo danno il giudice che ti aveva liberato, col rischio pure,  rifiutandoti  di svolgere il lavoro che ti aveva indicato, di ritornare in galera per “ violazione delle prescrizioni “. Che messaggio viene dato con questo ? Che lo Stato che con una mano ti dà il tuo lavoro, con l’ altra poi te lo toglie ? Ma uno Stato che si comporta così è uno stato immorale,  che non può dare lezioni di legalità a nessuno , è uno Stato infame, che bara al gioco e non ha alcun diritto di rieducare nessuno ! Rieducare a cosa , a fregare i più deboli in barba alla  stessa legge ? Se le cose stanno come le hai scritte e non ho motivo di dubitare, quel funzionario andrebbe rimosso . Considera l’ ipotesi di denunciarlo. Se vuoi, io sono a tua disposizione per darti una mano. E’ scandaloso poi che il tuo ordine territoriale non abbia preso le tue difese chiedendo al Ministro la rimozione di un siffatto funzionario e abbia, addirittura, agito da sponda per eseguire l’ obiettivo di toglierti il lavoro  non avendo tu, per dignità e diritto, rinunciato ad esso. Un caro saluto. Forza e avanti.

Un collega da Terni

( mail firmata) “


 

Non ho molto da aggiungere alla lettera inviatami da questo Collega, se non una  considerazioni che conferma  la gravità di quanto  ho patito in quella circostanza.  Nel novembre, 2022 , venne in carcere a conferire con me altro funzionario UEPE del medesimo ufficio, ma su incarico della magistratura bolognese, non friulana. Pendeva infatti in quella città una vecchia istanza di “ affidamento” e il tribunale di Bologna voleva calibrare come potessi svolgere il mio lavoro di avvocato. Nessun divieto : per gli spostamento fuori regione si ipotizzavano autorizzazioni di volta in volta e il problema del divieto di contatto con “ pregiudicati”, tipica prescrizione in questi casi difficile da osservare per un avvocato penalista, venne risolta per il fatto che il contatto era dovuto per ragioni professionali e non criminali : sarebbe stato come impedire a un medico di curare i malati con la fedina penale sporca. Ricordo che sottolineai alla funzionaria come io fossi difensore penale di associazioni politiche  per cui i lori iscritti erano  ..per lo  più persone oneste e incensurate, imputate  solo per ragioni politiche e non criminali”. La funzionaria si tranquillizzò moltissimo a quella mia precisazione: non si trattava di spacciatori di droga, rapinatori, violentatori e cosi via. Ma solo di onesti idealisti che sognavano un Veneto Libero. Stesso ufficio penale, diversi funzionari, ma soprattutto diversi mandanti ,cioè diversi tribunali che avevano conferito l’ incarico di relazionare sul mio lavoro.  Ciò che per Bologna era un motivo positivo  ( avvocato onesto e difensore di  imputati politici) , per il Friuli era un motivo negativissimo , tale da tenermi dentro e togliermi il lavoro.

Come andò a finire  con il tribunale di Bologna, uno dei più liberali d’ Italia  ? Male, perché nel frattempo intervenne la solita magistratura friulana e forse qualche barbafinta : fecero  pressioni  a  Bologna , e all’ udienza  del novembre 22,   la mia istanza venne rigettata. Udienza con trenta imputati  che chiedevano misure  alternative al carcere. Tutti con curriculum penali da far paura: rapine,  omicidi, sparatorie,  aggressioni,  estorsioni,  usure,  gambizzazioni, spaccio di droga,  conflitti a fuoco,  sequestri di persona... Molti erano affiliati a qualche cosca.  L’ unica istanza cui il procuratore Generale diede parere favorevole per l’ accoglimento fu la mia . Molte furono accolte, nonostante il parere negativo. Non la mia . Ero l’ unico che non aveva precedenti penali o curriculum penali inquietanti.  Puoi sciogliere i bambini nell’ acido e troverai clemenza presso i magistrati italiani. Però non se le toghe ti considerano reo di lesa maestà giudiziaria. Per te non ci sarà mai scampo.

Ma ci torneremo su…

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it

 

sabato 8 novembre 2025

UNO SGUARDO DIETRO LE QUINTE ( 2 )

 


Ripercorrere la lunga serie di ricatti, minacce , estorsioni e tentate estorsioni, patite per colpa  della famigerata magistratura del FVG in questi tre anni, non è cosa facile : e’ un dedalo verminoso e vomitoso in cui è difficile mettere ordine e soprattutto renderlo chiaro ai “ non addetti ai lavori”,  ma ci proverò. Come ho già scritto, tempo libero ne ho parecchio, dopo che mi è stato sottratto con furbizia zingaresca il mio lavoro da una cricca togata adusa a turlupinare il prossimo abusando del latinorum manzoniano e , soprattutto, godendo di ampie coperture giudiziarie di pochi scrupoli che li proteggono dall’ essere “ attinti” nello svolgimento dei loro intrallazzi.

Partirò in questa lunga carrellata di orrori  giudiziari da quanto ho già documentato e quindi dal mio interfacciarsi con Ufficio Penale in questi quasi tre anni di libertà in regime di sorveglianza . Ufficio Penale è stata la longa manus della famigerata magistratura del FVG non tanto con il fine di misurare il livello della mia onestà ( già di gran lunga più elevato di quello dei miei sorveglianti, censori, giudici e ladri di lavoro..) , quanto di eseguire i loro desiderata occulti, cioè quelli ben noti di “ farmi fuori” dal mio lavoro e dai tribunali di questa lercia repubblica. Partendo da qui , possiamo agevolmente capire tutte le manovre accadute da quel luglio 2022 ad oggi.

La prima caratteristica della pena che ho subito  , che si coglie agevolmente dagli scritti del Monitore , è che la stessa non è stata una pena  normale. Uno pensa che, una volta condannato e sbattuto in galera, innocente o colpevole che uno sia,  l’ attacco giudiziario sia finito. Si subisce la condanna, si sconta la pena cercando di alleggerirla nel miglior modo possibile, fino alla sua fine. Nel mio caso non è stato così : Dietro le quinte, fin dal primo giorno che sono stato in galera e ancor più da quando sono stato liberato , alle mie spalle c’è stato tutto un formicolare di toghe velenose che giorno dopo giorno le hanno studiate tutte per combattere ogni mio passo verso la libertà e verso il mio lavoro. Non hanno avuto pace neanche un giorno. Un accanimento verso una persona in galera,  condannata ingiustamente e pure più onesta di loro,  che fa schifo. Un odio e una violenza di sistema da far vomitare . In certi momenti, quando temevano uscissi di galera e potessi riprendere il mio lavoro, hanno preso delle posizioni alla luce del sole con imbrogli illegali smaccati che mi hanno aperto gli occhi sull’ accanimento che covava indefesso alle mie spalle. E non è ancora finito. Un po’ alla volta questi intrighi emergeranno tutti. Non gli bastava  gettarmi in galera e buttare via la chiave. Volevano proprio finirmi.

Torniamo ora al momento in cui, con loro grande scorno, un magistrato che non controllavano , sfuggendo ai loro desiderata , mi ha scarcerato autorizzandomi a riprendere la mia attività di avvocato. Già questo ha creato loro gravi scompensi . Si sono sentiti tutti “ attinti” da questo magistrato che così facendo ha messo in luce quello che era già evidente e che le toghe del FVG cercavano di nascondere : non vi era collegamento alcuno fra le condanne ( ingiuste e illegittime . Vedasi  i libri “ Quando ruggirà il leone” e “ Io accuso”) e l’ esercizio della professione forense. Mai, né nelle condanne , né nel decreto di scarcerazione , nessuno ha mai fatto un simile collegamento. Mai ho avuto alcuna condanna penale che contemplasse anche  il divieto di esercitare la professione forense, neanche un divieto provvisorio. 

Nel marzo 2023 sono letteralmente impazziti, pensavano di aver buttato via la chiave della mia cella  : uscivo dal carcere e potevo riprendere a difendere nei processi politici  ? Gli indipendentisti ? Altri nemici del sistema ? I poveracci vittime di malagiustizia ? L’ avvocato dei ribelli ritornava nei tribunali ? Quell' anima nera di Longo ? Un ORRORE ! E non potevano farci niente, i meschini togati, perché un loro collega – e pure con un ambito di giurisdizione più elevato ed ampio del loro in Furlania – mi aveva autorizzato ! Che fare ? Hanno perso il sonno per questo. Ed hanno fatto la loro prima mossa. Arrogante, come era da prevedere.

12 marzo, 2023. Udine, Ufficio Penale.

Primo colloquio del sottoscritto con la dott.ssa XY , incaricata dalla magistratura del FVG , di sorvegliare sul sottoscritto, sulla sua condotta , sulle attività di volontariato che dovevo espletare. In quella circostanza, dopo i salamelecchi di rito , rimuginando sul decreto che mi rimetteva in libertà proprio perché avevo un lavoro, quello di avvocato, la dott.ssa XY, con aria fintamente affabile , mi  chiese a bruciapelo di rinunciare volontariamente al mio lavoro, quanto meno di non svolgerlo avanti al tribunale di Pordenone. Una cosa inaccettabile, francamente illegale, perché andava contro la disposizione di un magistrato, quello che mi aveva liberato. Inoltre, ben sapeva l Ufficio Penale  che senza lavorare un detenuto rientra immediatamente in carcere , perché la libertà è condizionata proprio all’ esercizio del lavoro : niente lavoro, niente libertà.

Rimasi allibito che mi si potesse chiedere una cosa del genere ( leggasi la mia segnalazione in proposito : https://monitore1980.blogspot.com/2025/10/fare-luce-su-strani-retroscena.html   ) e con molto garbo e diplomazia rifiutai il gentile invito , che poi tanto gentile non era, trattandosi di un invito a far la fame… la cosa finì lì, ma poco dopo si mise in moto la macchina dell’ ente ordinistico che, facendosi beffe del contrario decreto del medesimo  ente  - con diverso presidente - del dicembre 22 – mi impedì di continuare il mio lavoro autorizzato in via giudiziaria. L' operazione giungeva a compimento il giorno rituale del 21 marzo, 2024, giorno dell' equinozio di primavera ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/come-ti-stronco-il-ribelle.html  ). Le toghe sentitamene ringraziano del fraterno aiuto ricevuto.  

Un invito del genere era profondamente ingiusto, immorale e anche illegale , perché pretendeva di rendere inapplicabile  il decreto giudiziario veneto del 2.3.2023, conforme per di più al decreto dell’ ordine forense del 29.12.2022, che veniva reso inapplicato anch’ esso.

 Il fatto che tale larvato ricatto/minaccia  – perché tale era, provenendo da autorità di sorveglianza -  sia stato con tanta spudoratezza formulato, dice molte cose.

 Intanto , provenendo da un dipendente del ministero della giustizia che collabora con il tribunale di Sorveglianza – friulano, in questo caso – fa capire che , non essendo certo farina del sacco del funzionario , era un desiderata di qualche esponente giudiziario. E' probabile che sia stato il suo superiore gerarchico,  quel  giudice di Sorveglianza di Udine, che già mi aveva manifestato enorme ostilità fin da quando venni incarcerato  ( e vedremo come ) , con il quale peraltro non avevo mai avuto contatti professionali di sorta, quindi anche lui era un portavoce , ovviamente di altri magistrati, i soli che potrebbero imporre simili violazioni a disposizioni giudiziarie definitive.

Quali magistrati  ? Io direi che l’ accento sul tribunale di Pordenone, ci indirizzi a trovare la toga illegale proprio lì . E solo una toga, e di alto vertice pure , potrebbe avere l’ ardire di vanificare una sentenza di altro suo collega. E, se  si aggiunge quanto è a mia diretta conoscenza e cioè che nel tribunale di Pordenone c’erano all’ epoca giudici penali  e funzionari delle medesime  cancellerie che pubblicamente dichiaravano con soddisfatta ostentazione  che volevano “ togliersi dai coglioni Longo “,  credo che ci stiamo avvicinando all’ epicentro sismico di questa operazione a regia.

Agiva in proprio, o per ragioni ambientali, o era portavoce di altri ambienti, magari politici o nasuti o legati ai Servizi , il magistrato che ha suggerito questo bel ricatto da fare a un poveraccio di 67 anni che usciva in quel momento dal carcere ?

Al momento non sono in grado di poter rispondere con certezza, devo consultare il mio amico poliziotto Talpa,  ma il fatto che ci siano tracce  di sinergia di intenti fra questo Burattinaio sconosciuto ed altri suoi colleghi e funzionari, fa propendere per questa seconda ipotesi, calcolando  che io di nemici ne ho parecchi, sia come difensore penale degli indipendentisti, sia per la mia attività culturale assolutamente controcorrente.

Al momento, però, per connessione logica , dobbiamo passare ad evidenziare una curiosa circostanza , contemporanea a quel marzo 2023, che riguarda l’ ente ordinistico di Pordenone. Al prossimo post, quindi.

 

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it

venerdì 7 novembre 2025

LIBERTA' AD OROLOGERIA ( 1 )

 


Nei giorni scorsi ho pubblicato una marea impressionante di atti e documenti inerenti il bruttissimo episodio in cui sono stato vittima di minacce e pressioni affinchè facessi smettere la campagna di volantinaggio in mio favore avanti al Palazzo dell’ Indecenza ( il tribunale di Pordenone ) per protesta della mia illegale estromissione dal lavoro di avvocato. Un po’ alla volta passerò a commentare in modo chiaro e per tutti gli aspetti illegali delle pressioni che ho avuto. Ricordo che, quando le minacce di ritorsione sulla mia libertà personale mi vennero profferite dal funzionario, a Udine, negli uffici dell’ Ufficio  Penale Esterno di Viale Trento 67, dopo una intimidatoria convocazione  , risposi : “ Voi volete farmi il servizio che avete fatto all’ Onorevole Alemanno, ma fate un grosso errore : primo perché io della galera non ho paura ( risposta del funzionario : “ lo so “)  e poi perché, se mi ributtate in galera, vi create con le vostre stesse mani  un grosso problema da risolvere. Fatelo, e vediamo”. Ma ci torneremo in dettaglio  su tutta la vicenda, perché essa ci porta lontano, molto lontano,  fino ai mandanti che hanno operato per “ togliermi di torno” dal Tribunale di Pordenone e, per ricaduta, da tutti gli altri tribunali.

Esaminiamo ora gli esiti di un profilo della vicenda in oggetto, quello  della mia impugnazione al rifiuto di concedermi gli sconti per buona condotta che mi competevano nel gennaio 25, rifiuto maturato subito dopo quell’ atroce colloquio di fine gennaio. Come sapete, io ho impugnato quel diniego. Ne parlai in questo post : https://monitore1980.blogspot.com/2025/05/nella-tana-di-shelob.html 

Ora ho pubblicato il testo stesso della impugnazione che anticipavo  :

https://monitore1980.blogspot.com/2025/10/giustizia-assente-non-giutificata.html

E’ tecnica, ma è molto chiara e scorrevole da leggere. Se ne capisce al volo il contenuto.



[ L' Ufficio Penale Esterno di Udine ] 


Attenzione a quello che ne è seguito dopo, anzi , a quello che non ne è seguito e precisamente la discussione e decisione del ricorso.

Riflettiamo : si trattava di un ricorso per concessione di uno sconto di pena, allora non concesso. E’ ovvio anche senza essere giuristi che detto ricorso doveva essere discusso PRIMA della fine della pena, perché se fosse stato deciso dopo, sarebbe stato una autentica presa per i fondelli : che sconto vuoi darmi, quando ho già finito di scontare la pena ? Ebbene, nonostante questo ricorso andasse discusso entro poco tempo, e non oltre l’ estate decorsa , non è stato neanche messo in calendario. Nel frattempo io, però, il mio risultato lo ho ottenuto, in quanto il correttissimo giudice attuale della sorveglianza di Udine ( il Giudice non è il Funzionario che mi ha minacciato, occhio) , in 24 ore mi ha concesso tutti gli sconti alla fine di luglio, sia quelli maturati prima e negati, sia quelli maturati dopo gennaio 2025.

Secondo voi cosa è successo ?  Alla luce della mia esperienza azzardo questa ipotesi.

Non scommettete perché perdereste : è andata così al 98 %.

Dunque : la decisione sul mio ricorso deve essere presa avanti alla sede distrettuale del tribunale di Sorveglianza e quindi a Trieste. A decidere deve essere una pletora di soggetti : giudici, funzionari di vario tipo e così via. Anche colleghi del funzionario che mi ebbe a minacciare in un eccesso di feeling verso l’ ente ordinistico del Menga che già conosciamo. Sarebbe uscito alla luce tutto il verminaio  sotto traccia. La condotta che la funzionaria XY   aveva tenuto era gravissima, perchè mi aveva minacciato ingiustamente e si era rifiutata di rilasciarmi copia di atti che avevo diritto di avere, cioè la comunicazione degli ordinistici che ringhiavano contro i volantinaggi :  per decidere il Tribunale di Trieste avrebbe dovuto fare profondi accertamenti sul fatto , avrebbe dovuto acquisire i documenti che la funzionaria occultava, avrebbe dovuto esporla davanti al Gotha regionale della Sorveglianza e dell’ Ufficio Penale.

Soluzione ? Semplice : teniamo fermo il processo all’ infinito, non facciamo nessuna istruttoria, nel frattempo riconosciamo a quell’ anima nera di Longo tutti gli sconti cui ha diritto e festa finita e vada affanculo . Nel frattempo il funzionario eviterà di contattare quel malfattore di Longo perché ciò sarebbe molto rischioso , dal momento che questi ha minacciato a sua volta  di presentarsi a futuri colloqui alla presenza di un Osservatore Internazionale per segnalare tutta la vicenda ad enti internazionali contro la repressione dei diritti politici ed individuali, quali Amnesty International, Corte Europea e chissà quanti altri. Non possiamo permettercelo .Quel malfattore di Longo è capace di farlo  di sicuro e di sicuro le organizzazioni politiche che lo sostengono hanno i contatti giusti per farlo e non si tirano indietro. Lo hanno dimostrato, fin da quando abbiamo sbattuto al gabbio Longo.

Io ci scommetto che è andata così. Gli sconti li ho avuti tutti ( li meritavo : lo hanno certificato anche i Carabinieri )   e il funzionario è sparito dalla mia visuale da quella volta. Né la mia impugnazione è stata mai chiamata in decisione.  E’ ferma in un cassetto, a Trieste.

Ma io non ho ancora archiviato la vicenda : fra un mese sarò totalmente libero , ma libertà senza giustizia vale ben poco. E io voglio giustizia. Ad ogni costo. Ne ho una sete divorante, insaziabile .  Queste cose non se le devono permettere con un uomo di 67 anni che ha dedicato tutta la vita al lavoro, alla cultura e alla famiglia. Sono aggressioni vili che gridano vendetta al cospetto di Dio. Devono pagare. E pagare tutto e senza scampo. 

Qualcosa succederà.

Avvocato Edoardo Longo