Nei giorni scorsi ho
pubblicato una marea impressionante di atti e documenti inerenti il bruttissimo
episodio in cui sono stato vittima di minacce e pressioni affinchè facessi
smettere la campagna di volantinaggio in mio favore avanti al Palazzo dell’
Indecenza ( il tribunale di Pordenone ) per protesta della mia illegale
estromissione dal lavoro di avvocato. Un po’ alla volta passerò a commentare in
modo chiaro e per tutti gli aspetti illegali delle pressioni che ho avuto.
Ricordo che, quando le minacce di ritorsione sulla mia libertà personale mi vennero
profferite dal funzionario, a Udine, negli uffici dell’ Ufficio Penale Esterno di Viale Trento
67, dopo una intimidatoria convocazione , risposi : “ Voi volete farmi il servizio che avete fatto all’
Onorevole Alemanno, ma fate un grosso errore : primo perché io della galera non
ho paura ( risposta del funzionario : “ lo so “) e poi perché, se mi ributtate in galera, vi create con le vostre stesse mani un grosso problema da risolvere. Fatelo, e vediamo”. Ma ci torneremo in dettaglio su tutta la vicenda, perché essa ci porta
lontano, molto lontano, fino ai mandanti che hanno operato per “ togliermi di torno” dal
Tribunale di Pordenone e, per ricaduta, da tutti gli altri tribunali.
Esaminiamo ora gli esiti di un profilo della vicenda in oggetto, quello della mia impugnazione al rifiuto di concedermi gli sconti per buona condotta che mi competevano nel gennaio 25, rifiuto maturato subito dopo quell’ atroce colloquio di fine gennaio. Come sapete, io ho impugnato quel diniego. Ne parlai in questo post : https://monitore1980.blogspot.com/2025/05/nella-tana-di-shelob.html
Ora ho pubblicato il
testo stesso della impugnazione che anticipavo :
https://monitore1980.blogspot.com/2025/10/giustizia-assente-non-giutificata.html
E’ tecnica, ma è molto
chiara e scorrevole da leggere. Se ne capisce al volo il contenuto.
Attenzione a quello che
ne è seguito dopo, anzi , a quello che non ne è seguito e precisamente
la discussione e decisione del ricorso.
Riflettiamo : si trattava di un ricorso per concessione
di uno sconto di pena, allora non concesso. E’ ovvio anche senza essere
giuristi che detto ricorso doveva essere discusso PRIMA della fine della pena, perché se fosse stato
deciso dopo, sarebbe stato una autentica presa per i fondelli : che sconto vuoi
darmi, quando ho già finito di scontare la pena ? Ebbene, nonostante
questo ricorso andasse discusso entro poco tempo, e non oltre l’ estate decorsa
, non è stato neanche messo in calendario. Nel frattempo io, però, il mio
risultato lo ho ottenuto, in quanto il correttissimo giudice attuale della
sorveglianza di Udine ( il Giudice non è il Funzionario che mi ha minacciato,
occhio) , in 24 ore mi ha concesso tutti gli sconti alla fine di luglio, sia quelli
maturati prima e negati, sia quelli maturati dopo gennaio 2025.
Secondo voi cosa è successo
? Alla luce della mia esperienza azzardo
questa ipotesi.
Non scommettete perché perdereste
: è andata così al 98 %.
Dunque : la decisione sul mio ricorso deve essere
presa avanti alla sede distrettuale del tribunale di Sorveglianza e quindi a
Trieste. A decidere deve essere una pletora di soggetti : giudici, funzionari
di vario tipo e così via. Anche colleghi del funzionario che mi ebbe a minacciare
in un eccesso di feeling verso l’ ente ordinistico del
Menga che già conosciamo. Sarebbe uscito alla luce tutto il verminaio sotto traccia. La condotta che la funzionaria XY aveva tenuto era gravissima,
perchè mi aveva minacciato ingiustamente e si era rifiutata di rilasciarmi
copia di atti che avevo diritto di avere, cioè la comunicazione degli ordinistici
che ringhiavano contro i volantinaggi : per decidere il Tribunale di Trieste avrebbe
dovuto fare profondi accertamenti sul fatto , avrebbe dovuto acquisire i documenti
che la funzionaria occultava, avrebbe dovuto esporla davanti al Gotha
regionale della Sorveglianza e dell’ Ufficio Penale.
Soluzione ? Semplice : teniamo fermo il processo all’
infinito, non facciamo nessuna istruttoria, nel frattempo riconosciamo a quell’
anima nera di Longo tutti gli sconti cui ha diritto e festa
finita e vada affanculo . Nel frattempo il funzionario eviterà di contattare
quel malfattore di Longo perché ciò sarebbe molto rischioso , dal
momento che questi ha minacciato a sua volta di presentarsi a futuri colloqui alla presenza di un Osservatore Internazionale per
segnalare tutta la vicenda ad enti internazionali contro la repressione dei
diritti politici ed individuali, quali Amnesty International, Corte Europea e
chissà quanti altri. Non possiamo permettercelo .Quel malfattore di
Longo è capace di farlo di sicuro e di sicuro
le organizzazioni politiche che lo sostengono hanno i contatti giusti per farlo
e non si tirano indietro. Lo hanno dimostrato, fin da quando abbiamo sbattuto al
gabbio Longo.
Io ci scommetto che è
andata così. Gli sconti li ho avuti tutti ( li meritavo : lo hanno certificato
anche i Carabinieri ) e il funzionario è sparito dalla mia visuale
da quella volta. Né la mia impugnazione è stata mai chiamata in decisione. E’ ferma in un cassetto, a Trieste.
Ma io non ho ancora archiviato la vicenda : fra un mese sarò totalmente libero , ma libertà senza giustizia vale ben poco. E io voglio giustizia. Ad ogni costo. Ne ho una sete divorante, insaziabile . Queste cose non se le devono permettere con un uomo di 67 anni che ha dedicato tutta la vita al lavoro, alla cultura e alla famiglia. Sono aggressioni vili che gridano vendetta al cospetto di Dio. Devono pagare. E pagare tutto e senza scampo.
Qualcosa succederà.
Avvocato Edoardo Longo


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