venerdì 7 novembre 2025

LIBERTA' AD OROLOGERIA ( 1 )

 


Nei giorni scorsi ho pubblicato una marea impressionante di atti e documenti inerenti il bruttissimo episodio in cui sono stato vittima di minacce e pressioni affinchè facessi smettere la campagna di volantinaggio in mio favore avanti al Palazzo dell’ Indecenza ( il tribunale di Pordenone ) per protesta della mia illegale estromissione dal lavoro di avvocato. Un po’ alla volta passerò a commentare in modo chiaro e per tutti gli aspetti illegali delle pressioni che ho avuto. Ricordo che, quando le minacce di ritorsione sulla mia libertà personale mi vennero profferite dal funzionario, a Udine, negli uffici dell’ Ufficio  Penale Esterno di Viale Trento 67, dopo una intimidatoria convocazione  , risposi : “ Voi volete farmi il servizio che avete fatto all’ Onorevole Alemanno, ma fate un grosso errore : primo perché io della galera non ho paura ( risposta del funzionario : “ lo so “)  e poi perché, se mi ributtate in galera, vi create con le vostre stesse mani  un grosso problema da risolvere. Fatelo, e vediamo”. Ma ci torneremo in dettaglio  su tutta la vicenda, perché essa ci porta lontano, molto lontano,  fino ai mandanti che hanno operato per “ togliermi di torno” dal Tribunale di Pordenone e, per ricaduta, da tutti gli altri tribunali.

Esaminiamo ora gli esiti di un profilo della vicenda in oggetto, quello  della mia impugnazione al rifiuto di concedermi gli sconti per buona condotta che mi competevano nel gennaio 25, rifiuto maturato subito dopo quell’ atroce colloquio di fine gennaio. Come sapete, io ho impugnato quel diniego. Ne parlai in questo post : https://monitore1980.blogspot.com/2025/05/nella-tana-di-shelob.html 

Ora ho pubblicato il testo stesso della impugnazione che anticipavo  :

https://monitore1980.blogspot.com/2025/10/giustizia-assente-non-giutificata.html

E’ tecnica, ma è molto chiara e scorrevole da leggere. Se ne capisce al volo il contenuto.



[ L' Ufficio Penale Esterno di Udine ] 


Attenzione a quello che ne è seguito dopo, anzi , a quello che non ne è seguito e precisamente la discussione e decisione del ricorso.

Riflettiamo : si trattava di un ricorso per concessione di uno sconto di pena, allora non concesso. E’ ovvio anche senza essere giuristi che detto ricorso doveva essere discusso PRIMA della fine della pena, perché se fosse stato deciso dopo, sarebbe stato una autentica presa per i fondelli : che sconto vuoi darmi, quando ho già finito di scontare la pena ? Ebbene, nonostante questo ricorso andasse discusso entro poco tempo, e non oltre l’ estate decorsa , non è stato neanche messo in calendario. Nel frattempo io, però, il mio risultato lo ho ottenuto, in quanto il correttissimo giudice attuale della sorveglianza di Udine ( il Giudice non è il Funzionario che mi ha minacciato, occhio) , in 24 ore mi ha concesso tutti gli sconti alla fine di luglio, sia quelli maturati prima e negati, sia quelli maturati dopo gennaio 2025.

Secondo voi cosa è successo ?  Alla luce della mia esperienza azzardo questa ipotesi.

Non scommettete perché perdereste : è andata così al 98 %.

Dunque : la decisione sul mio ricorso deve essere presa avanti alla sede distrettuale del tribunale di Sorveglianza e quindi a Trieste. A decidere deve essere una pletora di soggetti : giudici, funzionari di vario tipo e così via. Anche colleghi del funzionario che mi ebbe a minacciare in un eccesso di feeling verso l’ ente ordinistico del Menga che già conosciamo. Sarebbe uscito alla luce tutto il verminaio  sotto traccia. La condotta che la funzionaria XY   aveva tenuto era gravissima, perchè mi aveva minacciato ingiustamente e si era rifiutata di rilasciarmi copia di atti che avevo diritto di avere, cioè la comunicazione degli ordinistici che ringhiavano contro i volantinaggi :  per decidere il Tribunale di Trieste avrebbe dovuto fare profondi accertamenti sul fatto , avrebbe dovuto acquisire i documenti che la funzionaria occultava, avrebbe dovuto esporla davanti al Gotha regionale della Sorveglianza e dell’ Ufficio Penale.

Soluzione ? Semplice : teniamo fermo il processo all’ infinito, non facciamo nessuna istruttoria, nel frattempo riconosciamo a quell’ anima nera di Longo tutti gli sconti cui ha diritto e festa finita e vada affanculo . Nel frattempo il funzionario eviterà di contattare quel malfattore di Longo perché ciò sarebbe molto rischioso , dal momento che questi ha minacciato a sua volta  di presentarsi a futuri colloqui alla presenza di un Osservatore Internazionale per segnalare tutta la vicenda ad enti internazionali contro la repressione dei diritti politici ed individuali, quali Amnesty International, Corte Europea e chissà quanti altri. Non possiamo permettercelo .Quel malfattore di Longo è capace di farlo  di sicuro e di sicuro le organizzazioni politiche che lo sostengono hanno i contatti giusti per farlo e non si tirano indietro. Lo hanno dimostrato, fin da quando abbiamo sbattuto al gabbio Longo.

Io ci scommetto che è andata così. Gli sconti li ho avuti tutti ( li meritavo : lo hanno certificato anche i Carabinieri )   e il funzionario è sparito dalla mia visuale da quella volta. Né la mia impugnazione è stata mai chiamata in decisione.  E’ ferma in un cassetto, a Trieste.

Ma io non ho ancora archiviato la vicenda : fra un mese sarò totalmente libero , ma libertà senza giustizia vale ben poco. E io voglio giustizia. Ad ogni costo. Ne ho una sete divorante, insaziabile .  Queste cose non se le devono permettere con un uomo di 67 anni che ha dedicato tutta la vita al lavoro, alla cultura e alla famiglia. Sono aggressioni vili che gridano vendetta al cospetto di Dio. Devono pagare. E pagare tutto e senza scampo. 

Qualcosa succederà.

Avvocato Edoardo Longo

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