lunedì 7 settembre 2026

UNA IMPORTANTE NOVITA' LEGISLATIVA

 


Una nuova legge che regola l’ avvocatura è entrata in vigore in agosto: si tratta della legge 28.07.2026 nr. 137. E’ opportuno esaminarla per quanto riguarda la posizione dell’ avvocato Edoardo Longo, illegalmente cancellato dall’ albo, e di cui tratta sostanzialmente questo blog. Innanzi tutto, diciamo subito che non intacca minimamente il diritto di Edoardo ad essere reiscritto. Come prima, essendo stato cancellato non per ragioni disciplinari ma solo amministrative per la perdita provvisoria dello status libertatis, dal momento del ritorno in libertà aveva ed ha il diritto ad essere riammesso a lavorare nei processi nei tribunali. Quindi dal 1 marzo 2023 aveva diritto alla reiscrizione. Non c’è dubbio che dopo il varo di questa legge , l’ avvocato Longo vede rafforzata anche la sua volontà di denunciare penalmente il mare di abusi che sta patendo ad opera della banda ordinistica della sua città .

Ma c’è dell’ altro in questa nuova legge? Sì, c’è ed è tutto a favore di Edoardo. Questa legge nasce anche con l’ obiettivo di far finire gli abusi dei vari enti ordinistici nei confronti di avvocati cancellati disciplinarmente che avrebbero comunque il diritto di essere reiscritti. E’ ben vero che non è il caso che ci riguarda, perché Edoardo non è stato cancellato disciplinarmente, ma solo per motivi amministrativi, ma abbiamo visto che, caso unico in Italia (   cfr https://monitore1980.blogspot.com/2026/02/un-caso-unico-in-italia.html   ) , viene trattato in modo diverso, come se avesse avuto la sanzione della cancellazione, mentre ha avuto solo la sanzione della sospensione dal lavoro per mesi tre , sanzione che non implica cancellazione, tanto è vero che Edoardo , da quando ha avuto detta sanzione ( che gli è stata poi anche cancellata per prescrizione) nel 2017, ha sempre lavorato, fino al settembre 2024 quando, con un vero e proprio golpe,  il nuovo organismo forense ha deciso di non reiscriverlo mai più, in smaccata violazione di legge .

Ma se la nuova legge permette agli avvocati duramente sanzionati ( l’ avvocato Longo è stato invece solo blandamente sanzionato dall’ organismo distrettuale disciplinate che di fatto lo aveva ritenuto penalmente innocente, ma in presenza di condanne penali definitive benchè ingiuste non poteva assolverlo, ma solo ridurre al minimo la sanzione, rendendola per di più inoffensiva con la prescrizione) , di ritornare al lavoro, è evidente che finirà con l’ essere di giovamento anche in questo caso , in realtà molto diverso e più lieve.

In che modo , direte voi ? Presto detto. Nel caso di avvocati cancellati per pena disciplinare , l’ ente ordinistico ha il diritto discrezionale di decidere se iscriverli o no. Tale diritto spesso scivola nel’ arbitrio e nell’ abuso : ma tale diritto discrezionale ha un limite , in quanto è legato alla pregressa condanna disciplinare di cancellazione. Senza  la condanna  non è possibile alcuna discrezionalità. La legge 2026 introduce l’ istituto – esistente nel  diritto penale – della cd riabilitazione : passato del tempo, qualche anno  , gli effetti della condanna disciplinare vengono meno e non può più essere sfruttata per negare il diritto al lavoro. Niente condanna perché tolta di mezzo dalla riabilitazione, niente discrezionalità, obbligo di reiscrizione. Se la legge ora stabilisce questo a favore degli avvocati che hanno avuto praticamente il massimo delle condanne disciplinari ( cancellazione  effettuata per i reati più gravi quali : omicidio, spaccio di droga, incendio , rapina, associazione mafiosa, e così via…) , come sarà possibile negare la reiscrizione una volta che Edoardo abbia avuto la riabilitazione per una banale sanzione di tre mesi di sanzione disciplinare per fatti di lesa maestà giudiziaria che risalgono al 2008 ( quasi venti anni fa , vi rendete conto ?) ? Se si riabilitano per decorso del tempo  le cancellazioni disciplinari , come si fa a non riabilitare mere sanzioni di tre mesi di sospensione dal lavoro, che di per sè non sono neanche ostative alla professione ? 

Abbiamo già capito che in I-ta-lya ferire il prestigio di uno scalcagnato magistrato onorario ( cioè che non ha superato l’ esame di idoneità ed è tale solo per dubbi meriti..) , è considerato  più grave di omicidi , rapine ed estorsioni a mano armata, ma direi che sarebbe ora che questa assurda ed illegale vendetta del sistema , abbia un termine , perché è già andata ben oltre la decenza e l’ accettabilità,  direi…

In conclusione ?

In conclusione, nuova legge alla mano, ci sta che, oltre ad avvocati mafiosi, rapinatori, spacciatori di droga ed assassini, venga riammesso a lavorare anche un avvocato che ha pagato a durissimo e vergognoso prezzo la sua onestà e la sua determinazione nel difendere senza imbrogli o paure i perseguitati politici del Sistema. Un combattente, quasi un eroe in tempi di azzeccarbugli pavidi e maneggioni, di certo uno  sconsiderato idealista : esattamente quello che odiano le toghe e i loro camerieri ordinistici.....La legge attuale però  toglie ogni pretesto immorale ed illegale agli ordinistici, ma è opportuna molta prudenza, perché non sappiamo quali trame ci siano dietro l’ accanimento nei confronti di un avvocato onesto e coraggioso che il Sistema ha deciso di distruggere. 

Di sicuro, se Edoardo otterrà giustizia come ogni persona onesta e per bene si augura, non sarà tanto presto, perché l’ istituto della riabilitazione disciplinare è stato solo fissato, ma i dettagli di come questo principio verrà applicato sono stati demandati ad una legge delega che dovrà essere pronunciata fra sei mesi…. E come tutti sanno, Il diavolo si annida nei particolari e nei particolari di una legge si annida sempre la perfidia diabolica di un sistema giudiziario corrotto come quello italiano. E dei suoi camerieri. Lo sapremo fra sei mesi. 

Per adesso, la battaglia continua e continua con il vostro aiuto e le vostre sottoscrizioni alla petizione i cui dati trovate qui : https://monitore1980.blogspot.com/2026/06/ora-basta-la-parola-al-popolo.html

Sempre avanti fino alla vittoria. I conti li faremo alla fine.

Il Monitore

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