giovedì 12 settembre 2024

SULLE RIVE DEL NONCELLO

 


[ giurisprudenza sulla rive del Noncello : 

da Pordenone allo Zambia andata e ritorno,

passando per Busto Arsizio ]

Come ampiamente previsto e segnalato sul Monitore, in data 9.9.2024 la cricca forense accampata sulle rive del fiume Noncello  di Pordenone, capitanata dalla eroica toga venuta dalle paludi della bassa padana, compatta come un sol uomo, con enorme sprezzo del pericolo dovendo  impedire a un pericolosissimo criminale di accedere al suo lavoro svolto per 41 anni, ha respinto la richiesta dell' avvocato Edoardo Longo  di reiscrizione all’ albo degli avvocati. Giubilino tutti i magistrati, giudici, pubblici ministeri che avevano invocato pure Satana per " toglierselo dalle scatole" ! Festa grande al palazzo di giustizia (?) di Pordenone ! Uccideranno il vitello grasso per la gioia !

Doti di taumaturgo del Monitore ? Neanche per idea. Il presidente della lieta brigata in toga, lo aveva urlato con la bava alla bocca, a tutti, in incontri privati  e per iscritto, che non avrebbe mai permesso all’ avvocato Longo di riprendere il suo lavoro. Un uomo d' onore, decisamente. Un eroe della toga. Non ci voleva molto a prevedere l' esito, quindi . Sbagliano però  le toghe, forensi e giudiziarie, a ritenere che ora la partita con l’ odiato avvocato dei ribelli sia chiusa. L’ impugnazione a siffatto delirio togato è  in elaborazione   e si protrarrà fini ai massimi gradi dell’ ordinamento. A breve sarà anche composto un dossier tratto dalle pagine del Monitore, intitolato “ quando la canaglia impera” e che sarà trasmesso anche alle autorità internazionali, già allertate della situazione di illegalità qui descritta e che grida vendetta al cospetto del Cielo.

Motivazioni del rigetto ? Insostenibili , deliranti e infondate. Per il vero, tecnicamente manca pure una motivazione. Più sotto abbiamo riprodotto il decreto dell’ ordine forense che il 29.12.2022 cancellava sì l’ avvocato Longo perché era in galera ( per lesa maestà giudiziaria, non per crimini reali ) . Il diritto alla reiscrizione è chiaro e definitivo : essa è un ATTO DOVUTO fin dal 1.3.2023 , quando l’ avvocato Longo è stato rimesso in libertà. Ed è conforme alla legge forense,  a una sentenza del Consiglio Nazionale Forense che stabilisce, dall’ ottobre 2022, che l’ avvocato, sia pur sottoposto a condanna penale, ha diritto all’ esercizio della professione e non può essere cancellato, se non in stato detentivo. Ma la cricca forense di Pordenone , andando contro la legge, il decreto dello stesso ordine ( diverso presidente, più corretto e limpido del suo paludato successore campestre ), del Consiglio Nazionale Forense , ha rigettato la domanda perché “ il richiedente trovasi in stato di esecuzione penale sia pur non detentiva”. Aggiungendo anche la comica finale come nei filmati di Ridolini di una volta : “ non sappiamo neanche se ha studio legale in Pordenone, essendo residente in Codroipo”. Il mio studio legale a Pordenone è attivo fin dal 1991, come ben sanno : https://controinformazione2.myblog.it/media/02/00/3408249997.pdf.  Farebbero ridere, se con simili deliri non rovinassero la vita a un professionista con 41 anni di esercizio della professione ( giusto  il DOPPIO di loro) e alla sua famiglia, danneggiando, giusto per passare il tempo, anche i suoi clienti e le associazioni politiche che l’ avvocato Longo difendeva.


La  motivazione del rigetto  dimostra però chiaramente di essere  di ispirazione giudiziaria, se non addirittura dettata da qualche magistrato del FVG, perché il livore e il disprezzo per una persona che è finita in carcere  che ne trasuda , non è che tipico delle perversioni mentali di qualche magistrato, in particolare pubblico ministero o detentore di manette… Sta molto male in bocca a un avvocato  forzaitaliota che si professa garantista in ciò che resta del partito garantista di Berlusconi, che uno così lo avrebbe allontanato  a pedate dal suo partito…

 Immagino sia chiaro perché all’ avvocato Longo la magistratura del FVG non ha voluto concedere neanche un giorno di sconto di pena  : farlo, avrebbe significato certificarne la sua  assoluta buona condotta  e dare quel segnale verde alla reiscrizione che in questa “ operazione a regia” è aborrito come la morte. I conti tornano, ma non si possono fare i conti senza l’ oste, l’ avvocato Longo, il quale il suo conticino – per i danni che sta subendo – lo presenterà a chi dovere …

Qualcuno potrebbe dire : ma su quali riferimenti giuridici si fonda , siffatta pseudo/decisione, contraria alla legge, al Consiglio Nazionale Forense, al medesimo decreto del 29.12.2022 che impone la rapida reiscrizione, al principio costituzionale del diritto al lavoro ( art. 1 ), al principio per cui  la pena - sia pur ingiusta - dovrebbe essere rieducativa, attraverso il lavoro e che rischia pure di rimandare in carcere l' avvocato Longo che , grazie al lavoro,  dal carcere era uscito   ? 

Certo, riferimenti legali autorevolissimi non mancano all' ordine del Noncello , come no,  mica si tratta di un delirio , fatto per compiacere qualche toga giudiziaria, assolutamente no ! Che diamine ! C’è un profondo substrato giuridico che si fonda su un precedente illustre, una decisione , pensate un po’ , nientepopodimeno che … dell’ ordine forense di Busto Arsizio ! Mica poco, ragazzi ! Fonti autorevolissime , apicali ,  che fanno legge e dottrina, davanti alle quali è doveroso inchinarsi e omaggiare  ! Riuscite a non ridere ? Io no, e qui  smetto di scrivere, perché non vorrei mai che qualcuno pensasse che il Monitore sia l’ avvocato Longo e, sull’onda dello spirito di onestà morale  che trasuda da questa  bella cricca di toghe del Noncello , lo risbattano in galera, poveraccio, a scontare la sua indipendenza morale dalle cricche verminose del sistema – Italia. In fondo, non sono mica cattivi : gli basta solo farlo morire di fame.

Il Monitore

alfatrac88@proton.me

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