mercoledì 26 novembre 2025

MENO DICIANNOVE GIORNI


 


Egregio Avvocato, mi auguro che la Sua battaglia contro gli acefali di qualsiasi ordine e grado, figli della vedova o di mammasantissima, prosegua fino alla vittoria finale 

Lettera firmata

dal Tribunale di Padova

venerdì 21 novembre 2025

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "DEPORTAZIONE "


Meno 24 giorni a una " libertà senza lavoro " che ormai sa da truffa e presa in giro :  grazie Stato e relativi suoi gangli mafiosi, come la cricca " ordinistica"... Per una sensibilizzazione alla mia vicenda mi sono proposto per  presentare il mio libro "Deportazione ", ma nessuno pare interessato. Non me ne stupisco. Farò ancora un appello in giro e poi mi tornerò a dedicare ai miei libri. I giorni della " vendetta " arriveranno più avanti, probabilmente in contesti nuovi ancora non affiorati. Buona serata a tutti. Chi fosse interessato a contattarmi per presentazioni del libro, mi scriva a : longolegal@libero.it   La recensione ufficiale di Deportazione la  trovate qui :  

https://www.lulu.com/it/shop/edoardo-longo/deportazione/paperback/product-gjde48q.html?page=1&pageSize=4

Buona serata a tutti.

Edoardo 

martedì 18 novembre 2025

NOVITA' DALLA LANTERNA

 


Numerose le opere programmate nel 2026 dalle Edizioni della Lanterna che interessano le tematiche di questo blog. Cominciamo con la quarta antologia degli scritti del Monitore Veneto. Poi l’ antologia di Edoardo Longo, “Minacce a toga armata” che raccoglierà gli scritti numerati di questo blog e che trattano della aggressione giudiziaria patita dall’ avvocato Longo mentre era in carcere e dopo, fino all’ imminente  “ fine pena” : minacce, ricatti, illegalità giudiziarie  e tutto il putridume che stiamo scoperchiando in queste settimane. Poi, ben due sentenze della Corte di Giustizia Veneta, che opera come una risorta Santa Vehme : la prima sentenza, già in elaborazione, condannerà l’ ordine giudiziario italiano per l’ illegale deportazione di Edoardo, evidenziando come i mandati di arresto fossero stati emessi in modo assolutamente illegale. La seconda, sarà emessa dopo il processo che sarà svolto a gennaio con la procedura del  Vehme- Gericht  ( Diritto Vemico, tratto dalla prassi dei tribunali Vemici della Westfalia) nei confronti dell’ ordine forense di Pordenone e avrà per imputazione nei loro confronti la loro illegale estromissione dal lavoro di avvocato di Edoardo Longo. Per concludere, veramente esplosivo sarà il testo dedicato al Protocollo Veneto , cioè al meccanismo  processuale in grado di bloccare in modo risolutivo ogni processo  secondo il rito penale italiano nei confronti di associazioni politiche o loro aderenti. Ideato per il movimento indipendentista veneto, è però adattabile ad ogni realtà politica antagonista, di qualunque segno. Questa tecnica, elaborata nella primavera del 2022 su richiesta del Comitato di Liberazione Nazionale Veneto, frutto della quarantennale esperienza processuale dell’ avvocato dei ribelli , è il compimento della sua tecnica difensiva libertaria e garantista. Doveva essere applicato nel 2023 nei tribunali veneti, ma ciò è stato reso impossibile prima dalla deportazione carceraria del professionista e poi dall’ impedimento all’ esercizio della professione svolto dai camerieri dell'  ente ordinistico  ,  venuti in soccorso prezzolato  di una autorità giudiziaria  claudicante e delegittimata. Non è escluso che la causa della deportazione blitz patita dal professionista sia avvenuta proprio per  evitare il collaudo giudiziario di questo  innovativo Protocollo difensivo . L’ avvocato Longo ha tenuto finora segreta la "ricetta" di questo meccanismo per comprensibile gelosia professionale, ma – vista la difficoltà estrema di poter riprendere la professione – ha deciso di esporne nel dettaglio i meccanismi e gli effetti, nella speranza che altri colleghi la riprendano e la applichino,  per il bene superiore della fine dei processi politici intentati dalla autorità giudiziaria italiana. Per quanto incredibile possa sembrare,  questo meccanismo è realmente in grado di bloccare in modo tombale un processo penale.  Notevole sarebbe vederlo eseguito a puntino.  Speriamo che l’ avvocato Longo rientri nei ranghi della avvocatura e possa portare in esecuzione questo Protocollo . Ma il Sistema glielo permetterà ? Se la partita in gioco è questa, la vediamo molto dura per lui...

MV

SOSTENETE LE NOSTRE EDIZIONI : 

https://www.lulu.com/spotlight/adriatica

https://www.lulu.com/spotlight/lanterna3


lunedì 17 novembre 2025

STATO ITALIANO, STATO ASSASSINO ( 6 )

 


I tribunali potranno anche dimenticarsi ( ?), poverini,  di pagare i debiti, ma non hanno la stessa lentezza nel vendicarsi nei confronti di chi chiede rispettino il dovere di pagare  debiti… 

Proprio oggi mi è stata notificata una intimazione di pagamento da parte di Agenzia delle Entrate avente per oggetto delle irregolarità nella dichiarazione dei pagamenti ricevuti dai tribunali. Nulla di esiziale per carità, ma per chi non lavora da quasi due anni pur avendone diritto e questo per accanimento dello stesso mondo giudiziario che ti pugnala alla schiena se chiedi di essere pagato, è una somma pesante. In sostanza, vanifica l’ importo pagato con fatica dall’ autorità togata nell’ anno di riferimento : in pratica, ti fottono un anno di lavoro per un errore di dichiarazione.  Con una mano lo Stato ti dà,  con l' altra ti toglie quello che ti ha  dato. 

La mia fregatura è dipesa dal fatto che sono incappato nell’uomo che sussurra ai vampiri , cioè agli esattori fiscali.  So per certo, infatti,  avendo letto certi atti – che non mi volevano far leggere  -  che l’ input ai grassatori di Stato è partito da un pubblico  ministero insediato nel FVG  e che non aveva gradito che io nel 2024 chiedessi uno sconto di pena per buona condotta di  135 giorni….Per dimostrare il suo apprezzamento verso la mia richiesta, oltre ad aver scritto di me che “ non manifesta rivisitazione critica  verso i crimini compiuti”,  ha chiesto agli esattori fiscali di farmi le pulci – udite udite ! – per l’ anno 2022, perché riteneva impossibile la bassa dichiarazione dei redditi di quel periodo. L’ esattore si è messo sull’ attenti e,  con massimo  godimento,  mi ha rivisitato l' anno 2022  ed ora mi è arrivata la mega sanzione. Con minaccia di peggio fare se non pago subito il malloppo in forma ridotta, ma sempre molto pesante per le mie tasche vuote : calcolate che le toghe non mi lasciano lavorare da quasi due anni...

 Ma la bastardata togata ha dei risvolti ignobili che vanno evidenziati : anno 2022 , vi dice qualcosa ? 

A me sì, perché è l’ anno in cui sono stato deportato in galera. Quella toga lo sapeva benissimo.  Un po’ difficile pensare che quell' anno avessi raggranellato qualche soldo, stando  murato dentro la fogna del carcere di Udine. Impossibile anche adempiere a tutte le comunicazioni fiscali  stando dietro le sbarre, direi… qualcosa mi era sfuggito, Vostra Grazia. Ma va sottolineato che l’ usanza  di aggredire fiscalmente chi è in galera,  è una tattica giudiziaria consolidata e molto praticata  ,  non è un mio  caso sfortunato : la toga che sussurra ai vampiri  è una figura infame che agisce  molto spesso, per aggiungere dolore  a dolore a chi non si può neanche difendere, chiuso fra le sbarre.

Ricordo, quando mi trovavo nel super  carcere di Padova , un mio compagno di sezione che per oltre un mese riceveva cartelle esattoriali un giorno si e uno no,  provenienti tutte dallo stesso ufficio. Il poveretto, quando il poliziotto postino lo chiamava per consegnargli la posta , ogni volta sperava che fossero notizie da casa o dal suo avvocato, ma erano sempre e solo cartelle esattoriali, verdi come il vomito. Avrebbero potuto inviargliele tutte in una volta,  ma inviate una al giorno facevano piu' male. Lo stesso poliziotto postino era a disagio nel consegnargliele. Va ricordato che quel  mio povero compagno di detenzione    era malato di cancro in fase terminale ( non doveva neanche trovarsi in carcere per questo ) e gli avevano diagnosticato al massimo un paio di anni di vita. Doveva scontare ancora  sette  anni di pena.  Fu in quel periodo che decise di smettere di curarsi e ai medici carcerari spiegava che, se non lo facevano uscire , si sarebbe curato solo per morire in carcere, quindi ,  tanto valeva non curarsi, perché così sarebbe uscito dal carcere prima…ineccepibile. 

Ricevo quindi il regalo di una sanzione fiscale comminatami con efferata perfidia senza che mi siano arrivati invece, con pari tempestività e con gli interessi di anni,  i numerosi pagamenti cui ho diritto. Grazie. Sono questi i momenti in cui rimpiango di non  essere un delinquente, perché dopo il lungo stage che lo  Stato mi ha graziosamente donato nelle migliori università del crimine fra Udine e Padova, potrei benissimo far avere il meritato “giorno del ringraziamento” alla toga che sussurrava ai vampiri e procurarmi così il graditissimo trofeo di un suo dente canino , che conserverei con cura in una teca , con la scritta esplicativa : ““Canino con cui un essere umano evoluto  azzannava i suoi simili”. Uno strumento adatto alla meditazione sull’ “omnia  vanitas” dell’ Ecclesiaste anche migliore del famoso teschio dell’ Amleto. Ma accantono saggiamente questo umano sfogo nel reparto impossibile dei  Sogni di mezz’ estate.” Di quell’ estate in cui mi sono putrefatto in una fogna immerso nelle blatte e - chiuso fra le sbarre - non ho potuto fare una comunicazione fiscale che l’ uomo che sussurrava ai vampiri mi ha freddamente ricordato quando chiedevo lo sconto di pena cui avevo diritto. 

Verrà giustizia anche per noi, reietti della terra. 

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it  

PER CHI VOLESSE DARE UNA MANO A EDOARDO  - CUI LE TOGHE IMPEDISCONO DA QUASI DUE ANNI DI LAVORARE - INVITIAMO AD ACQUISTARE QUALCUNO DEI SUOI LIBRI  : 100 LETTORI POSSONO AZZERARE ANCHE LA "TOGA CHE SUSSURRAVA AI VAMPIRI".  DI SEGUITO IL LINK DA CUI ACQUISTARE  ( MV) :

https://www.lulu.com/spotlight/adriatica  


giovedì 13 novembre 2025

MORALITA' GIUDIZIARIE A CONFRONTO ( 5 )

 


“ Quanto ai fatti di cui ai titoli di condanna  , di gravità non particolare e che risalgono addirittura al 2007 e al 2010,  Edoardo Longo protesta fermamente ( come ricordato anche oggi in udienza dal suo Difensore) la propria innocenza rispetto ai reati che gli sono stati ascritti , non riconoscendo  di avere alcuna responsabilità , rappresentando al riguardo una ben  diversa versione dei fatti. Peraltro giova al riguardo la decisione della Corte di Cassazione ( sez 1 , Sentenza 2295 del 28.3.2020 CC) secondo cui “ ai fini della concessione di benefici penitenziari ( nella specie affidamento in prova al servizio sociale ), la mancanza di senso critico verso le condanne subite non può essere valutata negativamente quando sia frutto di una protesta di innocenza, che è diritto incontestabile di ciascuno, non soltanto in pendenza di un processo, ma anche dopo il passaggio in giudicato di una sentenza di condanna , considerata la possibilità di una revisione di essa “. ( ..) D’ altro canto  ( cfr. Sez 1- sentenza nr 10586 del 8.2.2019 CC) :  Ai fini dell’ affidamento in prova al servizio sociale ( Cioè : scarcerazione in corso di pena detentiva – NDR ) non configura una ragione ostativa la mancata ammissione degli addebiti , occorre solo valutare se il condannato abbia accettato la sentenza e la sanzione inflittagli”. Considerate  la sua personalità e la sua lunga esperienza professionale , si ritiene che Edoardo Longo rispetterà le prescrizioni imposte con il dovuto scrupolo “.

( Estratto della decisione motivazionale del Tribunale  di Sorveglianza di Venezia , che ha rimesso in libertà l’ avvocato Edoardo Longo in data 1.3.2023 – Presidente dott.ssa Linda Arata, Magistrato Estensore dott.ssa Lara Fortuna).

Abbiamo riprodotto questo estratto perché è interessante ancora oggi per sottolineare la illegalità con cui Magistratura  del  FVG e Ente ordinistico hanno accolto digrignando questa decisione, affannandosi o  a “gentilmente invitare” Edoardo a rinunciare al suo lavoro, facente parte assoluta delle prescrizioni,  o elaborando  addirittura  stratagemmi illegali per sfilarglielo di tasca con callidità zingaresca..

Diciamo francamente, in conclusione,  che il Tribunale di Venezia - Padova era convinto della innocenza del nostro amico,  per le ragioni formali e sostanziali che abbiamo richiamato nel libro “ Quando il leone ruggirà” ( https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-459eg72.html?page=1&pageSize=4   )  e sintetizzate qui  :

https://lanterna88.blogspot.com/2022/10/appunti-per-la-corte-di-giustizia-veneta.html

 Il Tribunale di Venezia  non poteva certo smentire due condanne definitive, ma il senso sostanziale del riconoscimento di innocenza è intuitivo. Ricordiamo che , mentre giudici corrotti condannavano Edoardo alla pena folle di  4 anni e un mese di carcere ( il mese sopra ai 4 anni serviva a mandarlo in carcere concretamente .. ) per quelli che lo stesso Tribunale di Venezia definisce " fatti di non particolare gravità ", l' organismo disciplinare degli avvocati con sede a Trieste nel 2018 , non potendo assolverlo per via delle due solite condanne definitive, gli infliggeva solo 3 mesi di sospensione dal lavoro ( mica la cancellazione o peggio) , dichiarandoli anche non eseguibili : una cripto-assoluzione  di fatto, che ha fatto impazzire di rabbia  toghe sporche e nasi.. 

Debiti disciplinari Edoardo quindi non ne aveva proprio , e quelli che la cricca ordinistica di Pordenone gli ha caricato sulla schiena cancellandolo,  sono solo frutto di abuso ed  espressione di una volontà criminale ed illegale di farlo fuori a tutti i costi. 

Due morali a confronto : quella serena e lineare di un innocente  e di giudici onesti  e  quella contorta e malefica di chi invece serve oscuri padroni.

MV

 

mercoledì 12 novembre 2025

L' ORGOGLIO DELL' INCOERENZA ( 4 )

 


Rispondo in questo post ai vari Lettori che mi sottolineano come a sabotare il mio diritto al lavoro sia stato un organismo di varie persone , quello che si autocelebra come ente ordinistico, e non il solo Gran Maestro dello stesso, quel Visentin da Portogruaro , esponente veneziano in carriera  di Forza Italia. Giusta osservazione se non fosse che…  seguite  quanto vi espongo.

Ho guardato nei giorni scorsi due ordinanze : quella del 29 dicembre del 2022 che sanciva il mio diritto al lavoro e che ormai  tutti conoscono e ho guardato poi l’ ultima delibera di quei simpaticoni, del luglio scorso, con cui  sono arrivati  addirittura  al punto di deliberare che non avrebbero più risposto a mie istanze. Si sentono “ attinti” dal sottoscritto e soffrono tanto , poverini. 

Attenzione ora : Ho vouto verificare da chi erano composti i  due successivi organismi : la composizione dei membri di questo organismo è esattamente la stessa nel 2022 e nel 2025. Non è cambiato nessun membro ordinistico con una sola eccezione : l’ eccellente e correttissimo  avvocato  Rumiel , presidente dell’ organismo nel 22, scaduto il suo mandato nel gennaio 2023, non si è ripresentato e al suo posto vi è stata l’ elezione di altro membro ( uno su dodici) proveniente da un paesino della bassa caorlotta e privo di qualsiasi  rilevanza decisoria, se non numerica. Altra sorpresa: pure nell’ ente del 2022 era presente Visentin, con le leccorniose mansioni di Tesoriere , il che equivale a dire il ruolo di : Topo nel Formaggio. Nel gennaio 2023, esce l’ avv. Rumiel ed assurge al Trono Presidenziale  l’ ex tesoriere  Visentin. Invariata la numerosa pletora di membri  e Yes-men d’ ordinanza. 

Attenzione ancora : Nel 2022 tutti i membri ( Visentin compreso ! ) votano per  il mio diritto alla reiscrizione, allunanimità, Visentin compreso. Nel 2024 , uscito Rumiel e insediato Visentin, votano tutti , ancora una volta allunanimità, contro il mio diritto al lavoro. Mi sfugge la logica e la coerenza  di come si possa votare una volta a favore e poco dopo esattamente al  contrario e di sicuro non ha niente a che fare con il concetto di Onore  , ma quello che balza all’ occhio sono due cose : primo la assoluta passività dei membri alle decisioni dei Presidenti , secondo, che è stato proprio Visentin il motore della mia aggressione , una volta insediatosi nel ruolo direttivo. E nonostante avesse votato pure a mio favore un anno prima. E’ chiaro che è proprio costui il problema . Nulla è cambiato in un anno , se non la variazione del presidente. Ergo…

Cosa è successo nel frattempo ? Alcuni colleghi di Pordenone mi hanno parlato di forti pressioni sull’ ente ordinistico per liquidarmi. Non metto in dubbio, questo è evidente, delibere e dati alla  mano. Ma io ritengo in realtà che dette pressioni ci fossero state anche all’ epoca della Presidenza Rumiel con l’ unica differenza che quest’ ultimo ha saputo opporre un valido argine alle ingerenze indebite e ha fatto rispettare ai suoi sottoposti la legge e il mio diritto garantito dalla stessa, nella ordinanza del dicembre 2022, poco prima della scadenza del suo mandato. Sicuramente pressioni e ingerenze erano molto più forti quando ero in galera che quando ero uscito con l’ autorizzazione giudiziaria che mi consentiva di fare l’ avvocato. Ma a quel punto non c’era più Rumiel a fermare le pressioni, ma l’ ex Tesoriere di Portogruaro, che mi pare fuori di ogni dubbio non abbia opposto alcuna resistenza. Anzi  ! Ci ha messo molto di suo nello zelo per "togliermi di mezzo"...

Come volevasi dimostrare. Il futuro ci dirà se  ci sarà un ritorno alla legalità o l’ ente ordinistico vorrà affrontare uno scontro molto duro. Intanto lorsignori rispondano alla mia diffida di cui si parla qui :  

https://monitore1980.blogspot.com/2025/11/riflessioni-di-fine-stagione.html

Il primo dicembre arriva  presto.

Avvocato Edoardo Longo 

longolegal@libero.it

martedì 11 novembre 2025

SHYLOCK VUOLE LA LIBBRA DI CARNE

 



Quella che segue è una mail che trasmisi a un caro amico nonchè collaboratore delle Edizioni della Lanterna ( firma i suoi libri con lo pseudonimo di Anonimo Pontino ) il giorno primo aprile 2022, data sardonica in cui ricevetti la comunicazione che avviava la procedura blitz illegale che mi portò ad essere deportato in carcere nel luglio successivo. Sulla illegalità di questa procedura si pronuncerà presto con sentenza la Corte di Giustizia Veneta . Ho pubblicato integralmente la mail con tutti gli errori di ortografia dovuti alla mia pessima vista. 

Nonostante la mia miopia, era una mail preveggente, purtroppo.

 Nella mail si parla anche  di un grande sacerdote, Don Curzio Nitoglia,  che mi fu vicinissimo durante la carcerazione e sostenne la mia famiglia che soffriva. Qui lo ringrazio ancora per la sua presenza, il suo aiuto e le sue preghiere. In calce a questo post troverete la fotografia di un piccolo libretto di preghiere, appartenuto proprio a lui  : fu un graditissimo regalo di Don Curzio che ricevetti nel super carcere di Padova , segno della sua vicinanza.

 Quando lo ricevetti, il poliziotto - postino incaricato di consegnare la posta ai detenuti, allibì e aggrottò il volto nel vedere il nome del mittente : Don Curzio Nitoglia. Credeva che fosse un omaggio di qualche boss mafioso, tanta era la incredulità dei poliziotti a vedere in carcere un galantuomo per ragioni politiche e per odio giudiziario , tanto che tutti ipotizzavano qualcosa di losco dietro le quinte : dovetti aprire  il pacchetto, mostrargli e sfogliargli il Breviario e solo allora capì  che Don Curzio non era un boss, ma un sacerdote cattolico....

 Questa è l' Italia, ragazzi, questa la sua magistratura : se fa schifo, non è certo colpa mia.


[ Cliccare la mail per ingrandire e leggere ]


Edoardo Longo



IL LAVORO RENDE LIBERI ( 3)

 


“Caro collega, quello che scrivi sul tuo blog (  https://monitore1980.blogspot.com/2025/11/uno-sguardo-dietro-le-quinte.html ) mi lascia basito.

Io svolgo la professione a Terni da 30 anni e seguo  in particolare il diritto penitenziario, ma è la prima volta che vedo uno sconcio come questo . Mi riferisco al fatto che appena uscito dal carcere UEPE ti abbia chiesto , gentilmente ( ma in quel contesto la gentilezza è solo apparente , sa da avvertimento…) di rinunciare al tuo lavoro, per il quale la Sorveglianza di Padova ti aveva autorizzato e fatto uscire. Una richiesta del genere è immorale da far spezzare il cuore. Ma nel tuo blog dovresti anche dire che è ILLEGALE. Come sai e come devono sapere i tuoi lettori, è il Giudice di Sorveglianza che, quando fa uscire un detenuto non per fine pena, ma prima, “ in prova” , come è capitato a te, lo fa solo se ha un lavoro “ fuori" e se quel lavoro lui lo autorizza. Per capirsi : uno zingaro non lo manderebbero mai a lavorare  come commesso in una gioielleria, o un rapinatore a fare l’ usciere in una banca…. Tu sei stato autorizzato a fare l’ avvocato, perché hai superato ogni vaglio  di professionalità e UEPE ( L’  Ufficio Penale – NDR ) non si deve permettere di contestare una decisione giudiziaria di Sorveglianza ! Di più : tu non hai solo diritto a fare l’ avvocato, ma hai un dovere di farlo. Il Lavoro è considerato dal codice penale e penitenziario il miglior strumento per il reinserimento  sociale di una persona che è stata in carcere e per chi è un delinquente – non è il tuo caso, ma così si esprime la legge – è il metodo rieducativo per eccellenza  ai valori morali e di legalità : il lavoro rende liberi, no ? E non un lavoro qualsiasi, ma solo quello indicato dal giudice nel decreto di scarcerazione “ in prova”. Tentare di fartelo abbandonare approfittando  della tua fragilità di persona appena uscita dal carcere e in libertà, ma  “ in prova” , è stato un crimine, anche dal punto di vista legale, perché è un abuso . Saresti stato un pazzo a rinnegare in tuo danno il giudice che ti aveva liberato, col rischio pure,  rifiutandoti  di svolgere il lavoro che ti aveva indicato, di ritornare in galera per “ violazione delle prescrizioni “. Che messaggio viene dato con questo ? Che lo Stato che con una mano ti dà il tuo lavoro, con l’ altra poi te lo toglie ? Ma uno Stato che si comporta così è uno stato immorale,  che non può dare lezioni di legalità a nessuno , è uno Stato infame, che bara al gioco e non ha alcun diritto di rieducare nessuno ! Rieducare a cosa , a fregare i più deboli in barba alla  stessa legge ? Se le cose stanno come le hai scritte e non ho motivo di dubitare, quel funzionario andrebbe rimosso . Considera l’ ipotesi di denunciarlo. Se vuoi, io sono a tua disposizione per darti una mano. E’ scandaloso poi che il tuo ordine territoriale non abbia preso le tue difese chiedendo al Ministro la rimozione di un siffatto funzionario e abbia, addirittura, agito da sponda per eseguire l’ obiettivo di toglierti il lavoro  non avendo tu, per dignità e diritto, rinunciato ad esso. Un caro saluto. Forza e avanti.

Un collega da Terni

( mail firmata) “


 

Non ho molto da aggiungere alla lettera inviatami da questo Collega, se non una  considerazioni che conferma  la gravità di quanto  ho patito in quella circostanza.  Nel novembre, 2022 , venne in carcere a conferire con me altro funzionario UEPE del medesimo ufficio, ma su incarico della magistratura bolognese, non friulana. Pendeva infatti in quella città una vecchia istanza di “ affidamento” e il tribunale di Bologna voleva calibrare come potessi svolgere il mio lavoro di avvocato. Nessun divieto : per gli spostamento fuori regione si ipotizzavano autorizzazioni di volta in volta e il problema del divieto di contatto con “ pregiudicati”, tipica prescrizione in questi casi difficile da osservare per un avvocato penalista, venne risolta per il fatto che il contatto era dovuto per ragioni professionali e non criminali : sarebbe stato come impedire a un medico di curare i malati con la fedina penale sporca. Ricordo che sottolineai alla funzionaria come io fossi difensore penale di associazioni politiche  per cui i lori iscritti erano  ..per lo  più persone oneste e incensurate, imputate  solo per ragioni politiche e non criminali”. La funzionaria si tranquillizzò moltissimo a quella mia precisazione: non si trattava di spacciatori di droga, rapinatori, violentatori e cosi via. Ma solo di onesti idealisti che sognavano un Veneto Libero. Stesso ufficio penale, diversi funzionari, ma soprattutto diversi mandanti ,cioè diversi tribunali che avevano conferito l’ incarico di relazionare sul mio lavoro.  Ciò che per Bologna era un motivo positivo  ( avvocato onesto e difensore di  imputati politici) , per il Friuli era un motivo negativissimo , tale da tenermi dentro e togliermi il lavoro.

Come andò a finire  con il tribunale di Bologna, uno dei più liberali d’ Italia  ? Male, perché nel frattempo intervenne la solita magistratura friulana e forse qualche barbafinta : fecero  pressioni  a  Bologna , e all’ udienza  del novembre 22,   la mia istanza venne rigettata. Udienza con trenta imputati  che chiedevano misure  alternative al carcere. Tutti con curriculum penali da far paura: rapine,  omicidi, sparatorie,  aggressioni,  estorsioni,  usure,  gambizzazioni, spaccio di droga,  conflitti a fuoco,  sequestri di persona... Molti erano affiliati a qualche cosca.  L’ unica istanza cui il procuratore Generale diede parere favorevole per l’ accoglimento fu la mia . Molte furono accolte, nonostante il parere negativo. Non la mia . Ero l’ unico che non aveva precedenti penali o curriculum penali inquietanti.  Puoi sciogliere i bambini nell’ acido e troverai clemenza presso i magistrati italiani. Però non se le toghe ti considerano reo di lesa maestà giudiziaria. Per te non ci sarà mai scampo.

Ma ci torneremo su…

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it

 

sabato 8 novembre 2025

UNO SGUARDO DIETRO LE QUINTE ( 2 )

 


Ripercorrere la lunga serie di ricatti, minacce , estorsioni e tentate estorsioni, patite per colpa  della famigerata magistratura del FVG in questi tre anni, non è cosa facile : e’ un dedalo verminoso e vomitoso in cui è difficile mettere ordine e soprattutto renderlo chiaro ai “ non addetti ai lavori”,  ma ci proverò. Come ho già scritto, tempo libero ne ho parecchio, dopo che mi è stato sottratto con furbizia zingaresca il mio lavoro da una cricca togata adusa a turlupinare il prossimo abusando del latinorum manzoniano e , soprattutto, godendo di ampie coperture giudiziarie di pochi scrupoli che li proteggono dall’ essere “ attinti” nello svolgimento dei loro intrallazzi.

Partirò in questa lunga carrellata di orrori  giudiziari da quanto ho già documentato e quindi dal mio interfacciarsi con Ufficio Penale in questi quasi tre anni di libertà in regime di sorveglianza . Ufficio Penale è stata la longa manus della famigerata magistratura del FVG non tanto con il fine di misurare il livello della mia onestà ( già di gran lunga più elevato di quello dei miei sorveglianti, censori, giudici e ladri di lavoro..) , quanto di eseguire i loro desiderata occulti, cioè quelli ben noti di “ farmi fuori” dal mio lavoro e dai tribunali di questa lercia repubblica. Partendo da qui , possiamo agevolmente capire tutte le manovre accadute da quel luglio 2022 ad oggi.

La prima caratteristica della pena che ho subito  , che si coglie agevolmente dagli scritti del Monitore , è che la stessa non è stata una pena  normale. Uno pensa che, una volta condannato e sbattuto in galera, innocente o colpevole che uno sia,  l’ attacco giudiziario sia finito. Si subisce la condanna, si sconta la pena cercando di alleggerirla nel miglior modo possibile, fino alla sua fine. Nel mio caso non è stato così : Dietro le quinte, fin dal primo giorno che sono stato in galera e ancor più da quando sono stato liberato , alle mie spalle c’è stato tutto un formicolare di toghe velenose che giorno dopo giorno le hanno studiate tutte per combattere ogni mio passo verso la libertà e verso il mio lavoro. Non hanno avuto pace neanche un giorno. Un accanimento verso una persona in galera,  condannata ingiustamente e pure più onesta di loro,  che fa schifo. Un odio e una violenza di sistema da far vomitare . In certi momenti, quando temevano uscissi di galera e potessi riprendere il mio lavoro, hanno preso delle posizioni alla luce del sole con imbrogli illegali smaccati che mi hanno aperto gli occhi sull’ accanimento che covava indefesso alle mie spalle. E non è ancora finito. Un po’ alla volta questi intrighi emergeranno tutti. Non gli bastava  gettarmi in galera e buttare via la chiave. Volevano proprio finirmi.

Torniamo ora al momento in cui, con loro grande scorno, un magistrato che non controllavano , sfuggendo ai loro desiderata , mi ha scarcerato autorizzandomi a riprendere la mia attività di avvocato. Già questo ha creato loro gravi scompensi . Si sono sentiti tutti “ attinti” da questo magistrato che così facendo ha messo in luce quello che era già evidente e che le toghe del FVG cercavano di nascondere : non vi era collegamento alcuno fra le condanne ( ingiuste e illegittime . Vedasi  i libri “ Quando ruggirà il leone” e “ Io accuso”) e l’ esercizio della professione forense. Mai, né nelle condanne , né nel decreto di scarcerazione , nessuno ha mai fatto un simile collegamento. Mai ho avuto alcuna condanna penale che contemplasse anche  il divieto di esercitare la professione forense, neanche un divieto provvisorio. 

Nel marzo 2023 sono letteralmente impazziti, pensavano di aver buttato via la chiave della mia cella  : uscivo dal carcere e potevo riprendere a difendere nei processi politici  ? Gli indipendentisti ? Altri nemici del sistema ? I poveracci vittime di malagiustizia ? L’ avvocato dei ribelli ritornava nei tribunali ? Quell' anima nera di Longo ? Un ORRORE ! E non potevano farci niente, i meschini togati, perché un loro collega – e pure con un ambito di giurisdizione più elevato ed ampio del loro in Furlania – mi aveva autorizzato ! Che fare ? Hanno perso il sonno per questo. Ed hanno fatto la loro prima mossa. Arrogante, come era da prevedere.

12 marzo, 2023. Udine, Ufficio Penale.

Primo colloquio del sottoscritto con la dott.ssa XY , incaricata dalla magistratura del FVG , di sorvegliare sul sottoscritto, sulla sua condotta , sulle attività di volontariato che dovevo espletare. In quella circostanza, dopo i salamelecchi di rito , rimuginando sul decreto che mi rimetteva in libertà proprio perché avevo un lavoro, quello di avvocato, la dott.ssa XY, con aria fintamente affabile , mi  chiese a bruciapelo di rinunciare volontariamente al mio lavoro, quanto meno di non svolgerlo avanti al tribunale di Pordenone. Una cosa inaccettabile, francamente illegale, perché andava contro la disposizione di un magistrato, quello che mi aveva liberato. Inoltre, ben sapeva l Ufficio Penale  che senza lavorare un detenuto rientra immediatamente in carcere , perché la libertà è condizionata proprio all’ esercizio del lavoro : niente lavoro, niente libertà.

Rimasi allibito che mi si potesse chiedere una cosa del genere ( leggasi la mia segnalazione in proposito : https://monitore1980.blogspot.com/2025/10/fare-luce-su-strani-retroscena.html   ) e con molto garbo e diplomazia rifiutai il gentile invito , che poi tanto gentile non era, trattandosi di un invito a far la fame… la cosa finì lì, ma poco dopo si mise in moto la macchina dell’ ente ordinistico che, facendosi beffe del contrario decreto del medesimo  ente  - con diverso presidente - del dicembre 22 – mi impedì di continuare il mio lavoro autorizzato in via giudiziaria. L' operazione giungeva a compimento il giorno rituale del 21 marzo, 2024, giorno dell' equinozio di primavera ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/come-ti-stronco-il-ribelle.html  ). Le toghe sentitamene ringraziano del fraterno aiuto ricevuto.  

Un invito del genere era profondamente ingiusto, immorale e anche illegale , perché pretendeva di rendere inapplicabile  il decreto giudiziario veneto del 2.3.2023, conforme per di più al decreto dell’ ordine forense del 29.12.2022, che veniva reso inapplicato anch’ esso.

 Il fatto che tale larvato ricatto/minaccia  – perché tale era, provenendo da autorità di sorveglianza -  sia stato con tanta spudoratezza formulato, dice molte cose.

 Intanto , provenendo da un dipendente del ministero della giustizia che collabora con il tribunale di Sorveglianza – friulano, in questo caso – fa capire che , non essendo certo farina del sacco del funzionario , era un desiderata di qualche esponente giudiziario. E' probabile che sia stato il suo superiore gerarchico,  quel  giudice di Sorveglianza di Udine, che già mi aveva manifestato enorme ostilità fin da quando venni incarcerato  ( e vedremo come ) , con il quale peraltro non avevo mai avuto contatti professionali di sorta, quindi anche lui era un portavoce , ovviamente di altri magistrati, i soli che potrebbero imporre simili violazioni a disposizioni giudiziarie definitive.

Quali magistrati  ? Io direi che l’ accento sul tribunale di Pordenone, ci indirizzi a trovare la toga illegale proprio lì . E solo una toga, e di alto vertice pure , potrebbe avere l’ ardire di vanificare una sentenza di altro suo collega. E, se  si aggiunge quanto è a mia diretta conoscenza e cioè che nel tribunale di Pordenone c’erano all’ epoca giudici penali  e funzionari delle medesime  cancellerie che pubblicamente dichiaravano con soddisfatta ostentazione  che volevano “ togliersi dai coglioni Longo “,  credo che ci stiamo avvicinando all’ epicentro sismico di questa operazione a regia.

Agiva in proprio, o per ragioni ambientali, o era portavoce di altri ambienti, magari politici o nasuti o legati ai Servizi , il magistrato che ha suggerito questo bel ricatto da fare a un poveraccio di 67 anni che usciva in quel momento dal carcere ?

Al momento non sono in grado di poter rispondere con certezza, devo consultare il mio amico poliziotto Talpa,  ma il fatto che ci siano tracce  di sinergia di intenti fra questo Burattinaio sconosciuto ed altri suoi colleghi e funzionari, fa propendere per questa seconda ipotesi, calcolando  che io di nemici ne ho parecchi, sia come difensore penale degli indipendentisti, sia per la mia attività culturale assolutamente controcorrente.

Al momento, però, per connessione logica , dobbiamo passare ad evidenziare una curiosa circostanza , contemporanea a quel marzo 2023, che riguarda l’ ente ordinistico di Pordenone. Al prossimo post, quindi.

 

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it

venerdì 7 novembre 2025

RIFLESSIONI DI FINE STAGIONE

 


La stagione di cui si parla nel titolo è l’ annus horribilis iniziato con la mia illegale deportazione in carcere del 19 luglio 2022, proseguito con la successiva liberazione del 2.3.2023 autorizzato dal tribunale di Padova a svolgere il mio lavoro , successivo affidamento a Ufficio Penale sorvegliante dove il 12 marzo 2023 venni “ caldamente “ invitato dalla ormai  nota funzionaria dott.ssa XY a “ rinunciare spontaneamente “ al mio lavoro per il quale ero stato autorizzato, invito gentilmente rifiutato , successivo rapido  intervento dell’ ente ordinistico del Noncello che il 21.03,.2024 , giorno rituale dell’ equinozio di primavera,  mi impedisce illegalmente di lavorare.

Poi  , altri  motivi di rieducazione  , oltre alla sottrazione ladresca del lavoro per il quale ero autorizzato , me ne sono stati offerti altri, tutti molto elevati, quali : il rifiuto per due anni di concedermi sconti di pena per buona condotta ( “ decideremo alla fine” – per fregarmi meglio..) ,  , il rifiuto di concedermi altri sconti dopo che il nuovo giudice mi aveva concesso gli arretrati , le minacce su perorazione  della cricca ordinistica se non avessi impedito – IO ! -  le manifestazioni politiche  in mio favore , il rifiuto di rilasciarmi gli atti processuali per difendermi dai deliri della nota cricca , il rifiuto financo di conteggiare i miei crediti insoluti per oltre due anni da parte del tribunale di Pordenone e… ho dimenticato qualcosa ?  - Sì certo, i numerosi imbrogli della magistratura del FVG nel periodo 2022-2023, per tenermi in carcere il più a lungo possibile  e farmi cancellare dalla professione,   ma di queste nobili manovre “ a toga armata”  ne parleremo  in seguito da qui a dicembre. Il tempo libero non mi manca , grazie a lorsignori

Alla fine, l' annus horribilis verrà a conclusione  il 15 dicembre  le ingerenze giudiziarie finiranno di martoriare la mia vita e come saldi di fine stagione mi sono già arrivati  : tutti gli sconti di pena residui dopo mia aspra battaglia; si è chiusa anche la fase della sorveglianza con la sparizione  dell’ Ufficio Penale dopo mia vigorosa reazione. Poi : finito anche  il relativo contenzioso con il  Tribunale di Sorveglianza con l’ insabbiamento  del mio ricorso. Poi : finito anche  il contrasto con il tribunale di Pordenone, mio  debitore, che si è rassegnato ad ammettere i debiti . Quanta grazia.  E speriamo che pure li paghi…

Resta sempre aperto il conto con la cricca ordinistica  che vorrebbero loro  – illusi – considerare anche loro chiusa la partita con me dopo avermi cancellato e   dopo aver deliberato a luglio ,  con una mitica adunanza surreale  – tipo quelle del Coniglio Bisestile del libro “ Alice nel paese delle Meraviglie” – di “ non rispondere più alle istanze dell’ avvocato Longo” , dopo essersi pure  lamentati che “ L’ avvocato Longo continua ad attingere l’ ex ordine di appartenenza “,che, in parole meno scombicchierate,  non significa che hanno aperto una Cantina Sociale con damigiane  di vin bon , ma che  l’ avvocato Longo continua a rivolgersi a loro con istanze e richieste di cui loro proprio non vogliono saperne. Del resto, il vezzo del Visentin di non rispondere alle mail,  pare essersi trasmesso come un virus  anche a un suo vice , che nega risposta da settimane al sottoscritto che chiede un incontro chiarificatore.

Ma io continuo maleducatamente ad “attingere “ anche se so che troverò aceto e non verduzzo , e in data 13 ottobre ho svolto una messa in mora ultimativa  agli ordinistici,  dove intimavo la reiscrizione d’ ufficio del sottoscritto all’ albo degli avvocati, indicando il termine dei 1 dicembre 2025 ad un tanto :

“Tutto ciò premesso, il sottoscritto pone termine a questo ente acchè proceda alla reiscrizione d’ ufficio entro il giorno 1.12.2025, informando che, in difetto,  procederà alla  tutela giudiziaria del proprio diritto e alla azione risarcitoria relativa in tutte le sedi civili e penali , ulteriori a quella già attivata avanti alla Corte di Cassazione “.

Non senza aver prima sottolineato :

 “…come la legge espressamente stabilisca che detto diritto alla reiscrizione debba essere  posto in essere  con la massima celerità, mentre l’  intestato COA protrae l’ attesa da quasi venti mesi , cagionando con ciò un gravissimo danno al sottoscritto.”

E’ chiaro che  io voglio sì attingere , ma non alle loro auliche persone, ma ai loro conti correnti, poiché so per certo che non sono assicurati per i danni che infliggono a terze persone  quando agiscono non come avvocati , ma come deontologhi e ordinistici ,che è funzione ben diversa che non ha niente a che vedere con la professione forense ( e si vede..). 

La partita con loro resta aperta. E come faranno adesso che non c’è più  Ufficio Penale a venirgli in aiuto quando  soffrono “,  quando si sentono " attinti" ? Scommettiamo che il popolo fa paura anche a loro ? 

Avv. Edoardo Longo


LIBERTA' AD OROLOGERIA ( 1 )

 


Nei giorni scorsi ho pubblicato una marea impressionante di atti e documenti inerenti il bruttissimo episodio in cui sono stato vittima di minacce e pressioni affinchè facessi smettere la campagna di volantinaggio in mio favore avanti al Palazzo dell’ Indecenza ( il tribunale di Pordenone ) per protesta della mia illegale estromissione dal lavoro di avvocato. Un po’ alla volta passerò a commentare in modo chiaro e per tutti gli aspetti illegali delle pressioni che ho avuto. Ricordo che, quando le minacce di ritorsione sulla mia libertà personale mi vennero profferite dal funzionario, a Udine, negli uffici dell’ Ufficio  Penale Esterno di Viale Trento 67, dopo una intimidatoria convocazione  , risposi : “ Voi volete farmi il servizio che avete fatto all’ Onorevole Alemanno, ma fate un grosso errore : primo perché io della galera non ho paura ( risposta del funzionario : “ lo so “)  e poi perché, se mi ributtate in galera, vi create con le vostre stesse mani  un grosso problema da risolvere. Fatelo, e vediamo”. Ma ci torneremo in dettaglio  su tutta la vicenda, perché essa ci porta lontano, molto lontano,  fino ai mandanti che hanno operato per “ togliermi di torno” dal Tribunale di Pordenone e, per ricaduta, da tutti gli altri tribunali.

Esaminiamo ora gli esiti di un profilo della vicenda in oggetto, quello  della mia impugnazione al rifiuto di concedermi gli sconti per buona condotta che mi competevano nel gennaio 25, rifiuto maturato subito dopo quell’ atroce colloquio di fine gennaio. Come sapete, io ho impugnato quel diniego. Ne parlai in questo post : https://monitore1980.blogspot.com/2025/05/nella-tana-di-shelob.html 

Ora ho pubblicato il testo stesso della impugnazione che anticipavo  :

https://monitore1980.blogspot.com/2025/10/giustizia-assente-non-giutificata.html

E’ tecnica, ma è molto chiara e scorrevole da leggere. Se ne capisce al volo il contenuto.



[ L' Ufficio Penale Esterno di Udine ] 


Attenzione a quello che ne è seguito dopo, anzi , a quello che non ne è seguito e precisamente la discussione e decisione del ricorso.

Riflettiamo : si trattava di un ricorso per concessione di uno sconto di pena, allora non concesso. E’ ovvio anche senza essere giuristi che detto ricorso doveva essere discusso PRIMA della fine della pena, perché se fosse stato deciso dopo, sarebbe stato una autentica presa per i fondelli : che sconto vuoi darmi, quando ho già finito di scontare la pena ? Ebbene, nonostante questo ricorso andasse discusso entro poco tempo, e non oltre l’ estate decorsa , non è stato neanche messo in calendario. Nel frattempo io, però, il mio risultato lo ho ottenuto, in quanto il correttissimo giudice attuale della sorveglianza di Udine ( il Giudice non è il Funzionario che mi ha minacciato, occhio) , in 24 ore mi ha concesso tutti gli sconti alla fine di luglio, sia quelli maturati prima e negati, sia quelli maturati dopo gennaio 2025.

Secondo voi cosa è successo ?  Alla luce della mia esperienza azzardo questa ipotesi.

Non scommettete perché perdereste : è andata così al 98 %.

Dunque : la decisione sul mio ricorso deve essere presa avanti alla sede distrettuale del tribunale di Sorveglianza e quindi a Trieste. A decidere deve essere una pletora di soggetti : giudici, funzionari di vario tipo e così via. Anche colleghi del funzionario che mi ebbe a minacciare in un eccesso di feeling verso l’ ente ordinistico del Menga che già conosciamo. Sarebbe uscito alla luce tutto il verminaio  sotto traccia. La condotta che la funzionaria XY   aveva tenuto era gravissima, perchè mi aveva minacciato ingiustamente e si era rifiutata di rilasciarmi copia di atti che avevo diritto di avere, cioè la comunicazione degli ordinistici che ringhiavano contro i volantinaggi :  per decidere il Tribunale di Trieste avrebbe dovuto fare profondi accertamenti sul fatto , avrebbe dovuto acquisire i documenti che la funzionaria occultava, avrebbe dovuto esporla davanti al Gotha regionale della Sorveglianza e dell’ Ufficio Penale.

Soluzione ? Semplice : teniamo fermo il processo all’ infinito, non facciamo nessuna istruttoria, nel frattempo riconosciamo a quell’ anima nera di Longo tutti gli sconti cui ha diritto e festa finita e vada affanculo . Nel frattempo il funzionario eviterà di contattare quel malfattore di Longo perché ciò sarebbe molto rischioso , dal momento che questi ha minacciato a sua volta  di presentarsi a futuri colloqui alla presenza di un Osservatore Internazionale per segnalare tutta la vicenda ad enti internazionali contro la repressione dei diritti politici ed individuali, quali Amnesty International, Corte Europea e chissà quanti altri. Non possiamo permettercelo .Quel malfattore di Longo è capace di farlo  di sicuro e di sicuro le organizzazioni politiche che lo sostengono hanno i contatti giusti per farlo e non si tirano indietro. Lo hanno dimostrato, fin da quando abbiamo sbattuto al gabbio Longo.

Io ci scommetto che è andata così. Gli sconti li ho avuti tutti ( li meritavo : lo hanno certificato anche i Carabinieri )   e il funzionario è sparito dalla mia visuale da quella volta. Né la mia impugnazione è stata mai chiamata in decisione.  E’ ferma in un cassetto, a Trieste.

Ma io non ho ancora archiviato la vicenda : fra un mese sarò totalmente libero , ma libertà senza giustizia vale ben poco. E io voglio giustizia. Ad ogni costo. Ne ho una sete divorante, insaziabile .  Queste cose non se le devono permettere con un uomo di 67 anni che ha dedicato tutta la vita al lavoro, alla cultura e alla famiglia. Sono aggressioni vili che gridano vendetta al cospetto di Dio. Devono pagare. E pagare tutto e senza scampo. 

Qualcosa succederà.

Avvocato Edoardo Longo

UNA RISPOSTA A LUNGO ATTESA

 


Tanto tuonò che piovve - Oddio, non piovvero i soldi di cui sono creditore del tribunale di Pordenone ( https://monitore1980.blogspot.com/2025/05/i-debiti-vanno-pagati-anche-da-parte.html   ), ma almeno piovve la risposta circa i miei accorati solleciti di riepilogo della situazione , il cui ultimo è quello qui pubblicato : https://monitore1980.blogspot.com/2025/09/toghe-sovrane.html

Dopo circa un anno e mezzo il tribunale di Pordenone si è degnato di rispondere che “ Sì, sono dovuti dei pagamenti all’ avvocato Edoardo Longo “ . Risposta che ricomprende anche i miei crediti verso la dependance di codesto tribunale, cioè il locale Giudice di pace con sede sulle rive del fiume Noncello. – In attesa di esaminare  la relazione del Presidente nel dettaglio, credito per credito, mi chiedo : “Ma Non esiste un organo disciplinare per l' autorità giudiziaria che sanzioni i tribunali che si comportano in questo modo, cioè omettono  i pagamenti dei debiti ( ma solo verso i creditori che vogliono loro..) e omettono pure di dare riscontro per quasi due anni a chi, come il falegname del Marchese Del Grillo , chiede umilmente di essere pagato ?" Forse esiste e forse anche prende delle decisioni oneste ( sarebbe il Ministro..), ma  non sottilizziamo troppo questa omissione di atti dovuti, inutile perdere tempo : meglio andare al sodo e pensare a farsi pagare. Perchè sì, hanno fatto l’ elenco dei ( loro) debiti , ma moneta sonante ancora da questi gentiluomini non si è vista…

Cosa avrà smosso la risposta ? Sicuramente la loro  alta coscienza morale che si è fatta sentire, ma io ho come una ideuzza che detta togata  e alata coscienza si sia data una mossa dopo l’ ultima mia  richiesta , dove educatamente, chiudevo il sollecito scrivendo : “ Posso sperare in un riscontro positivo rapido  o sarò costretto  a organizzare dei pacifici sit in di protesta avanti al tribunale ?

Sanno benissimo che Autorità Dogale è in grado di farlo, lo ha già fatto e lo farà ancora  e , abbiamo visto, vedono queste iniziative come la peste… Ancora una volta si è dimostrato come la presenza del popolo sul territorio indirizza sulla retta via anche le toghe…..

A buon rendere, a tutti.

Avvocato Edoardo Longo

mercoledì 5 novembre 2025

QUANDO IL REGIME MORDE

 


Padova, gennaio  2023 : la Polizia Politica italiana
blocca la celebrazione dell' azione del 
Tribunale Enzo Tortora

 

Mercoledì 12 novembre 2025, davanti al Tribunale di Padova, saremo processati per aver messo allo scoperto un intrigo giudiziario contro un avvocato di Pordenone, Edoardo Longo, impegnato sul fronte dei diritti civili.

Le forze eversive, che operano occultamente all’interno delle istituzioni italiane, hanno cercato di soffocare la nostra denuncia ricorrendo a provvedimenti di polizia impropri e illegittimi e con denunce pretestuose che hanno portato al processo di mercoledì.

Il 12 novembre, davanti al Tribunale di Padova , ci comporteremo come sempre, con la sola preoccupazione di far emergere la verità dei fatti, mettendo in luce le manovre eversive di forze criminali che operano occultamente all’interno delle istituzioni italiane.

Dunque il processo contro di noi sarà un processo contro le trame eversive che si oppongono con l’uso improprio delle istituzioni al progresso, alla dinamica democratica, al rispetto delle leggi.

Ricordiamo di aver subito un “foglio di via” dal Comune di Padova per 2 anni, nel silenzio assoluto della “libera” stampa italiana. La nostra colpa? Aver attivato un “Tribunale contro i crimini giudiziari ‘Enzo Tortora’” sugli intrighi del caso Edoardo Longo.

Siamo patrioti della Repubblica Veneta, operiamo per un ritorno alla libertà, all’indipendenza e alla sovranità della Repubblica Veneta per contribuire alla costituzione di un’Europa unita, solidale, e contraria alle logiche e alle politiche di guerra.

Ufficio Dogale

Venezia