venerdì 7 novembre 2025

RIFLESSIONI DI FINE STAGIONE

 


La stagione di cui si parla nel titolo è l’ annus horribilis iniziato con la mia illegale deportazione in carcere del 19 luglio 2022, proseguito con la successiva liberazione del 2.3.2023 autorizzato dal tribunale di Padova a svolgere il mio lavoro , successivo affidamento a Ufficio Penale sorvegliante dove il 12 marzo 2023 venni “ caldamente “ invitato dalla ormai  nota funzionaria dott.ssa XY a “ rinunciare spontaneamente “ al mio lavoro per il quale ero stato autorizzato, invito gentilmente rifiutato , successivo rapido  intervento dell’ ente ordinistico del Noncello che il 21.03,.2024 , giorno rituale dell’ equinozio di primavera,  mi impedisce illegalmente di lavorare.

Poi  , altri  motivi di rieducazione  , oltre alla sottrazione ladresca del lavoro per il quale ero autorizzato , me ne sono stati offerti altri, tutti molto elevati, quali : il rifiuto per due anni di concedermi sconti di pena per buona condotta ( “ decideremo alla fine” – per fregarmi meglio..) ,  , il rifiuto di concedermi altri sconti dopo che il nuovo giudice mi aveva concesso gli arretrati , le minacce su perorazione  della cricca ordinistica se non avessi impedito – IO ! -  le manifestazioni politiche  in mio favore , il rifiuto di rilasciarmi gli atti processuali per difendermi dai deliri della nota cricca , il rifiuto financo di conteggiare i miei crediti insoluti per oltre due anni da parte del tribunale di Pordenone e… ho dimenticato qualcosa ?  - Sì certo, i numerosi imbrogli della magistratura del FVG nel periodo 2022-2023, per tenermi in carcere il più a lungo possibile  e farmi cancellare dalla professione,   ma di queste nobili manovre “ a toga armata”  ne parleremo  in seguito da qui a dicembre. Il tempo libero non mi manca , grazie a lorsignori

Alla fine, l' annus horribilis verrà a conclusione  il 15 dicembre  le ingerenze giudiziarie finiranno di martoriare la mia vita e come saldi di fine stagione mi sono già arrivati  : tutti gli sconti di pena residui dopo mia aspra battaglia; si è chiusa anche la fase della sorveglianza con la sparizione  dell’ Ufficio Penale dopo mia vigorosa reazione. Poi : finito anche  il relativo contenzioso con il  Tribunale di Sorveglianza con l’ insabbiamento  del mio ricorso. Poi : finito anche  il contrasto con il tribunale di Pordenone, mio  debitore, che si è rassegnato ad ammettere i debiti . Quanta grazia.  E speriamo che pure li paghi…

Resta sempre aperto il conto con la cricca ordinistica  che vorrebbero loro  – illusi – considerare anche loro chiusa la partita con me dopo avermi cancellato e   dopo aver deliberato a luglio ,  con una mitica adunanza surreale  – tipo quelle del Coniglio Bisestile del libro “ Alice nel paese delle Meraviglie” – di “ non rispondere più alle istanze dell’ avvocato Longo” , dopo essersi pure  lamentati che “ L’ avvocato Longo continua ad attingere l’ ex ordine di appartenenza “,che, in parole meno scombicchierate,  non significa che hanno aperto una Cantina Sociale con damigiane  di vin bon , ma che  l’ avvocato Longo continua a rivolgersi a loro con istanze e richieste di cui loro proprio non vogliono saperne. Del resto, il vezzo del Visentin di non rispondere alle mail,  pare essersi trasmesso come un virus  anche a un suo vice , che nega risposta da settimane al sottoscritto che chiede un incontro chiarificatore.

Ma io continuo maleducatamente ad “attingere “ anche se so che troverò aceto e non verduzzo , e in data 13 ottobre ho svolto una messa in mora ultimativa  agli ordinistici,  dove intimavo la reiscrizione d’ ufficio del sottoscritto all’ albo degli avvocati, indicando il termine dei 1 dicembre 2025 ad un tanto :

“Tutto ciò premesso, il sottoscritto pone termine a questo ente acchè proceda alla reiscrizione d’ ufficio entro il giorno 1.12.2025, informando che, in difetto,  procederà alla  tutela giudiziaria del proprio diritto e alla azione risarcitoria relativa in tutte le sedi civili e penali , ulteriori a quella già attivata avanti alla Corte di Cassazione “.

Non senza aver prima sottolineato :

 “…come la legge espressamente stabilisca che detto diritto alla reiscrizione debba essere  posto in essere  con la massima celerità, mentre l’  intestato COA protrae l’ attesa da quasi venti mesi , cagionando con ciò un gravissimo danno al sottoscritto.”

E’ chiaro che  io voglio sì attingere , ma non alle loro auliche persone, ma ai loro conti correnti, poiché so per certo che non sono assicurati per i danni che infliggono a terze persone  quando agiscono non come avvocati , ma come deontologhi e ordinistici ,che è funzione ben diversa che non ha niente a che vedere con la professione forense ( e si vede..). 

La partita con loro resta aperta. E come faranno adesso che non c’è più  Ufficio Penale a venirgli in aiuto quando  soffrono “,  quando si sentono " attinti" ? Scommettiamo che il popolo fa paura anche a loro ? 

Avv. Edoardo Longo


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