Ripercorrere la lunga
serie di ricatti, minacce , estorsioni e tentate estorsioni, patite per colpa della famigerata magistratura del FVG in questi tre anni,
non è cosa facile : e’ un dedalo verminoso e vomitoso in cui è difficile mettere
ordine e soprattutto renderlo chiaro ai “ non addetti ai lavori”, ma ci proverò. Come ho già scritto, tempo
libero ne ho parecchio, dopo che mi è stato sottratto con furbizia zingaresca il
mio lavoro da una cricca togata adusa a turlupinare il prossimo abusando
del latinorum manzoniano e , soprattutto, godendo di ampie coperture
giudiziarie di pochi scrupoli che li proteggono dall’ essere “ attinti” nello
svolgimento dei loro intrallazzi.
Partirò in questa lunga
carrellata di orrori giudiziari da
quanto ho già documentato e quindi dal mio interfacciarsi con Ufficio Penale
in questi quasi tre anni di libertà in regime di sorveglianza . Ufficio Penale
è stata la longa manus della famigerata magistratura del FVG non
tanto con il fine di misurare il livello della mia onestà ( già di gran lunga
più elevato di quello dei miei sorveglianti, censori, giudici e ladri di
lavoro..) , quanto di eseguire i loro desiderata occulti, cioè quelli
ben noti di “ farmi fuori” dal mio lavoro e dai tribunali di questa lercia
repubblica. Partendo da qui , possiamo agevolmente capire tutte le manovre
accadute da quel luglio 2022 ad oggi.
La prima caratteristica della
pena che ho subito , che si coglie
agevolmente dagli scritti del Monitore , è che la stessa non è stata una pena normale. Uno pensa che, una volta condannato
e sbattuto in galera, innocente o colpevole che uno sia, l’ attacco giudiziario sia finito. Si subisce
la condanna, si sconta la pena cercando di alleggerirla nel miglior modo
possibile, fino alla sua fine. Nel mio caso non è stato così : Dietro le quinte,
fin dal primo giorno che sono stato in galera e ancor più da quando sono stato
liberato , alle mie spalle c’è stato tutto un formicolare di toghe velenose
che giorno dopo giorno le hanno studiate tutte per combattere ogni mio passo
verso la libertà e verso il mio lavoro. Non hanno avuto pace neanche un giorno.
Un accanimento verso una persona in galera, condannata ingiustamente e pure più onesta di
loro, che fa schifo. Un odio e una violenza
di sistema da far vomitare . In certi momenti, quando temevano uscissi di galera
e potessi riprendere il mio lavoro, hanno preso delle posizioni alla luce del
sole con imbrogli illegali smaccati che mi hanno aperto gli occhi sull’
accanimento che covava indefesso alle mie spalle. E non è ancora finito. Un po’
alla volta questi intrighi emergeranno tutti. Non gli bastava gettarmi in galera e buttare via la chiave. Volevano
proprio finirmi.
Torniamo ora al momento in
cui, con loro grande scorno, un magistrato che non controllavano , sfuggendo ai
loro desiderata , mi ha scarcerato autorizzandomi a riprendere la mia
attività di avvocato. Già questo ha creato loro gravi scompensi . Si
sono sentiti tutti “ attinti” da questo magistrato che così facendo ha
messo in luce quello che era già evidente e che le toghe del FVG
cercavano di nascondere : non vi era collegamento alcuno fra le condanne (
ingiuste e illegittime . Vedasi i libri “
Quando ruggirà il leone” e “ Io accuso”) e l’ esercizio della professione forense.
Mai, né nelle condanne , né nel decreto di scarcerazione , nessuno ha mai fatto
un simile collegamento. Mai ho avuto alcuna condanna penale che contemplasse
anche il divieto di esercitare la
professione forense, neanche un divieto provvisorio.
Nel marzo 2023 sono letteralmente
impazziti, pensavano di aver buttato via la chiave
della mia cella : uscivo dal carcere e
potevo riprendere a difendere nei processi politici ? Gli indipendentisti ? Altri nemici del
sistema ? I poveracci vittime di malagiustizia ? L’ avvocato dei ribelli
ritornava nei tribunali ? Quell' anima nera di Longo ? Un ORRORE ! E non potevano farci niente, i meschini togati,
perché un loro collega – e pure con un ambito di giurisdizione più elevato ed
ampio del loro in Furlania – mi aveva autorizzato ! Che fare ? Hanno
perso il sonno per questo. Ed hanno fatto la loro prima mossa. Arrogante, come
era da prevedere.
12 marzo, 2023.
Udine, Ufficio Penale.
Primo colloquio del
sottoscritto con la dott.ssa XY , incaricata dalla magistratura del FVG , di
sorvegliare sul sottoscritto, sulla sua condotta , sulle attività di
volontariato che dovevo espletare. In quella circostanza, dopo i salamelecchi
di rito , rimuginando sul decreto che mi rimetteva in libertà proprio perché avevo
un lavoro, quello di avvocato, la dott.ssa XY, con aria fintamente affabile ,
mi chiese a bruciapelo di rinunciare volontariamente
al mio lavoro, quanto meno di non svolgerlo avanti al tribunale di Pordenone. Una
cosa inaccettabile, francamente illegale, perché andava contro la disposizione
di un magistrato, quello che mi aveva liberato. Inoltre, ben sapeva l Ufficio
Penale che senza lavorare un detenuto
rientra immediatamente in carcere , perché la libertà è condizionata proprio
all’ esercizio del lavoro : niente lavoro, niente libertà.
Rimasi allibito che mi si
potesse chiedere una cosa del genere ( leggasi la mia segnalazione in proposito
: https://monitore1980.blogspot.com/2025/10/fare-luce-su-strani-retroscena.html
) e con molto garbo e diplomazia rifiutai
il gentile invito , che poi tanto gentile non era, trattandosi di
un invito a far la fame… la cosa finì lì, ma poco dopo si mise in moto
la macchina dell’ ente ordinistico che, facendosi beffe del contrario
decreto del medesimo ente - con diverso presidente - del dicembre 22 –
mi impedì di continuare il mio lavoro autorizzato in via giudiziaria. L' operazione giungeva a compimento il giorno rituale del 21 marzo, 2024, giorno dell' equinozio di primavera ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/come-ti-stronco-il-ribelle.html ). Le toghe sentitamene ringraziano del fraterno aiuto ricevuto.
Un invito del genere era
profondamente ingiusto, immorale e anche illegale , perché pretendeva di
rendere inapplicabile il decreto
giudiziario veneto del 2.3.2023, conforme per di più al decreto dell’ ordine
forense del 29.12.2022, che veniva reso inapplicato anch’ esso.
Il fatto che tale larvato ricatto/minaccia – perché tale era, provenendo da autorità
di sorveglianza - sia stato con tanta spudoratezza
formulato, dice molte cose.
Intanto , provenendo da un dipendente del
ministero della giustizia che collabora con il tribunale di Sorveglianza –
friulano, in questo caso – fa capire che , non essendo certo farina del sacco
del funzionario , era un desiderata di qualche esponente giudiziario. E' probabile che sia stato il suo superiore gerarchico, quel giudice di Sorveglianza di Udine, che già mi aveva manifestato
enorme ostilità fin da quando venni incarcerato
( e vedremo come ) , con il quale peraltro non avevo mai avuto contatti
professionali di sorta, quindi anche lui era un portavoce , ovviamente di altri
magistrati, i soli che potrebbero imporre simili violazioni a disposizioni
giudiziarie definitive.
Quali magistrati ? Io direi che l’ accento sul tribunale di
Pordenone, ci indirizzi a trovare la toga illegale proprio lì . E solo una toga,
e di alto vertice pure , potrebbe avere l’ ardire di vanificare una sentenza di
altro suo collega. E, se si aggiunge
quanto è a mia diretta conoscenza e cioè che nel tribunale di Pordenone c’erano
all’ epoca giudici penali e funzionari delle
medesime cancellerie che pubblicamente dichiaravano con soddisfatta ostentazione che volevano “ togliersi dai coglioni Longo “, credo che ci stiamo avvicinando all’ epicentro sismico di questa
operazione a regia.
Agiva in proprio, o per
ragioni ambientali, o era portavoce di altri ambienti, magari politici o nasuti
o legati ai Servizi , il magistrato che ha suggerito questo bel ricatto da fare
a un poveraccio di 67 anni che usciva in quel momento dal carcere ?
Al momento non sono in
grado di poter rispondere con certezza, devo consultare il mio amico poliziotto
Talpa, ma il fatto che ci siano
tracce di sinergia di intenti fra
questo Burattinaio sconosciuto ed altri suoi colleghi e funzionari, fa propendere
per questa seconda ipotesi, calcolando che
io di nemici ne ho parecchi, sia come difensore penale degli indipendentisti,
sia per la mia attività culturale assolutamente controcorrente.
Al momento, però, per
connessione logica , dobbiamo passare ad evidenziare una curiosa circostanza ,
contemporanea a quel marzo 2023, che riguarda l’ ente ordinistico di Pordenone.
Al prossimo post, quindi.
Avv. Edoardo Longo

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