sabato 8 novembre 2025

UNO SGUARDO DIETRO LE QUINTE ( 2 )

 


Ripercorrere la lunga serie di ricatti, minacce , estorsioni e tentate estorsioni, patite per colpa  della famigerata magistratura del FVG in questi tre anni, non è cosa facile : e’ un dedalo verminoso e vomitoso in cui è difficile mettere ordine e soprattutto renderlo chiaro ai “ non addetti ai lavori”,  ma ci proverò. Come ho già scritto, tempo libero ne ho parecchio, dopo che mi è stato sottratto con furbizia zingaresca il mio lavoro da una cricca togata adusa a turlupinare il prossimo abusando del latinorum manzoniano e , soprattutto, godendo di ampie coperture giudiziarie di pochi scrupoli che li proteggono dall’ essere “ attinti” nello svolgimento dei loro intrallazzi.

Partirò in questa lunga carrellata di orrori  giudiziari da quanto ho già documentato e quindi dal mio interfacciarsi con Ufficio Penale in questi quasi tre anni di libertà in regime di sorveglianza . Ufficio Penale è stata la longa manus della famigerata magistratura del FVG non tanto con il fine di misurare il livello della mia onestà ( già di gran lunga più elevato di quello dei miei sorveglianti, censori, giudici e ladri di lavoro..) , quanto di eseguire i loro desiderata occulti, cioè quelli ben noti di “ farmi fuori” dal mio lavoro e dai tribunali di questa lercia repubblica. Partendo da qui , possiamo agevolmente capire tutte le manovre accadute da quel luglio 2022 ad oggi.

La prima caratteristica della pena che ho subito  , che si coglie agevolmente dagli scritti del Monitore , è che la stessa non è stata una pena  normale. Uno pensa che, una volta condannato e sbattuto in galera, innocente o colpevole che uno sia,  l’ attacco giudiziario sia finito. Si subisce la condanna, si sconta la pena cercando di alleggerirla nel miglior modo possibile, fino alla sua fine. Nel mio caso non è stato così : Dietro le quinte, fin dal primo giorno che sono stato in galera e ancor più da quando sono stato liberato , alle mie spalle c’è stato tutto un formicolare di toghe velenose che giorno dopo giorno le hanno studiate tutte per combattere ogni mio passo verso la libertà e verso il mio lavoro. Non hanno avuto pace neanche un giorno. Un accanimento verso una persona in galera,  condannata ingiustamente e pure più onesta di loro,  che fa schifo. Un odio e una violenza di sistema da far vomitare . In certi momenti, quando temevano uscissi di galera e potessi riprendere il mio lavoro, hanno preso delle posizioni alla luce del sole con imbrogli illegali smaccati che mi hanno aperto gli occhi sull’ accanimento che covava indefesso alle mie spalle. E non è ancora finito. Un po’ alla volta questi intrighi emergeranno tutti. Non gli bastava  gettarmi in galera e buttare via la chiave. Volevano proprio finirmi.

Torniamo ora al momento in cui, con loro grande scorno, un magistrato che non controllavano , sfuggendo ai loro desiderata , mi ha scarcerato autorizzandomi a riprendere la mia attività di avvocato. Già questo ha creato loro gravi scompensi . Si sono sentiti tutti “ attinti” da questo magistrato che così facendo ha messo in luce quello che era già evidente e che le toghe del FVG cercavano di nascondere : non vi era collegamento alcuno fra le condanne ( ingiuste e illegittime . Vedasi  i libri “ Quando ruggirà il leone” e “ Io accuso”) e l’ esercizio della professione forense. Mai, né nelle condanne , né nel decreto di scarcerazione , nessuno ha mai fatto un simile collegamento. Mai ho avuto alcuna condanna penale che contemplasse anche  il divieto di esercitare la professione forense, neanche un divieto provvisorio. 

Nel marzo 2023 sono letteralmente impazziti, pensavano di aver buttato via la chiave della mia cella  : uscivo dal carcere e potevo riprendere a difendere nei processi politici  ? Gli indipendentisti ? Altri nemici del sistema ? I poveracci vittime di malagiustizia ? L’ avvocato dei ribelli ritornava nei tribunali ? Quell' anima nera di Longo ? Un ORRORE ! E non potevano farci niente, i meschini togati, perché un loro collega – e pure con un ambito di giurisdizione più elevato ed ampio del loro in Furlania – mi aveva autorizzato ! Che fare ? Hanno perso il sonno per questo. Ed hanno fatto la loro prima mossa. Arrogante, come era da prevedere.

12 marzo, 2023. Udine, Ufficio Penale.

Primo colloquio del sottoscritto con la dott.ssa XY , incaricata dalla magistratura del FVG , di sorvegliare sul sottoscritto, sulla sua condotta , sulle attività di volontariato che dovevo espletare. In quella circostanza, dopo i salamelecchi di rito , rimuginando sul decreto che mi rimetteva in libertà proprio perché avevo un lavoro, quello di avvocato, la dott.ssa XY, con aria fintamente affabile , mi  chiese a bruciapelo di rinunciare volontariamente al mio lavoro, quanto meno di non svolgerlo avanti al tribunale di Pordenone. Una cosa inaccettabile, francamente illegale, perché andava contro la disposizione di un magistrato, quello che mi aveva liberato. Inoltre, ben sapeva l Ufficio Penale  che senza lavorare un detenuto rientra immediatamente in carcere , perché la libertà è condizionata proprio all’ esercizio del lavoro : niente lavoro, niente libertà.

Rimasi allibito che mi si potesse chiedere una cosa del genere ( leggasi la mia segnalazione in proposito : https://monitore1980.blogspot.com/2025/10/fare-luce-su-strani-retroscena.html   ) e con molto garbo e diplomazia rifiutai il gentile invito , che poi tanto gentile non era, trattandosi di un invito a far la fame… la cosa finì lì, ma poco dopo si mise in moto la macchina dell’ ente ordinistico che, facendosi beffe del contrario decreto del medesimo  ente  - con diverso presidente - del dicembre 22 – mi impedì di continuare il mio lavoro autorizzato in via giudiziaria. L' operazione giungeva a compimento il giorno rituale del 21 marzo, 2024, giorno dell' equinozio di primavera ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/come-ti-stronco-il-ribelle.html  ). Le toghe sentitamene ringraziano del fraterno aiuto ricevuto.  

Un invito del genere era profondamente ingiusto, immorale e anche illegale , perché pretendeva di rendere inapplicabile  il decreto giudiziario veneto del 2.3.2023, conforme per di più al decreto dell’ ordine forense del 29.12.2022, che veniva reso inapplicato anch’ esso.

 Il fatto che tale larvato ricatto/minaccia  – perché tale era, provenendo da autorità di sorveglianza -  sia stato con tanta spudoratezza formulato, dice molte cose.

 Intanto , provenendo da un dipendente del ministero della giustizia che collabora con il tribunale di Sorveglianza – friulano, in questo caso – fa capire che , non essendo certo farina del sacco del funzionario , era un desiderata di qualche esponente giudiziario. E' probabile che sia stato il suo superiore gerarchico,  quel  giudice di Sorveglianza di Udine, che già mi aveva manifestato enorme ostilità fin da quando venni incarcerato  ( e vedremo come ) , con il quale peraltro non avevo mai avuto contatti professionali di sorta, quindi anche lui era un portavoce , ovviamente di altri magistrati, i soli che potrebbero imporre simili violazioni a disposizioni giudiziarie definitive.

Quali magistrati  ? Io direi che l’ accento sul tribunale di Pordenone, ci indirizzi a trovare la toga illegale proprio lì . E solo una toga, e di alto vertice pure , potrebbe avere l’ ardire di vanificare una sentenza di altro suo collega. E, se  si aggiunge quanto è a mia diretta conoscenza e cioè che nel tribunale di Pordenone c’erano all’ epoca giudici penali  e funzionari delle medesime  cancellerie che pubblicamente dichiaravano con soddisfatta ostentazione  che volevano “ togliersi dai coglioni Longo “,  credo che ci stiamo avvicinando all’ epicentro sismico di questa operazione a regia.

Agiva in proprio, o per ragioni ambientali, o era portavoce di altri ambienti, magari politici o nasuti o legati ai Servizi , il magistrato che ha suggerito questo bel ricatto da fare a un poveraccio di 67 anni che usciva in quel momento dal carcere ?

Al momento non sono in grado di poter rispondere con certezza, devo consultare il mio amico poliziotto Talpa,  ma il fatto che ci siano tracce  di sinergia di intenti fra questo Burattinaio sconosciuto ed altri suoi colleghi e funzionari, fa propendere per questa seconda ipotesi, calcolando  che io di nemici ne ho parecchi, sia come difensore penale degli indipendentisti, sia per la mia attività culturale assolutamente controcorrente.

Al momento, però, per connessione logica , dobbiamo passare ad evidenziare una curiosa circostanza , contemporanea a quel marzo 2023, che riguarda l’ ente ordinistico di Pordenone. Al prossimo post, quindi.

 

Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it

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