La stagione di cui si
parla nel titolo è l’ annus horribilis iniziato con la mia illegale
deportazione in carcere del 19 luglio 2022, proseguito con la successiva liberazione del 2.3.2023
autorizzato dal tribunale di Padova a svolgere il mio lavoro , successivo
affidamento a Ufficio Penale sorvegliante dove il 12 marzo 2023 venni “ caldamente
“ invitato dalla ormai nota funzionaria
dott.ssa XY a “ rinunciare spontaneamente “ al mio lavoro per il quale
ero stato autorizzato, invito gentilmente rifiutato , successivo rapido intervento dell’ ente ordinistico
del Noncello che il 21.03,.2024 , giorno rituale dell’ equinozio di primavera, mi impedisce illegalmente di lavorare.
Poi , altri motivi di rieducazione , oltre alla sottrazione ladresca del lavoro per il quale ero
autorizzato , me ne sono stati offerti altri, tutti molto elevati, quali : il
rifiuto per due anni di concedermi sconti di pena per buona condotta ( “ decideremo
alla fine” – per fregarmi meglio..) , , il rifiuto di concedermi altri sconti dopo
che il nuovo giudice mi aveva concesso gli arretrati , le minacce su perorazione
della cricca ordinistica se
non avessi impedito – IO ! - le
manifestazioni politiche in mio favore , il rifiuto di rilasciarmi gli atti processuali
per difendermi dai deliri della nota cricca , il rifiuto financo di conteggiare
i miei crediti insoluti per oltre due anni da parte del tribunale di Pordenone
e… ho dimenticato qualcosa ? - Sì certo,
i numerosi imbrogli della magistratura del FVG nel periodo 2022-2023,
per tenermi in carcere il più a lungo possibile e farmi cancellare dalla professione, ma di queste nobili manovre “ a toga armata” ne parleremo in seguito da qui a dicembre. Il tempo libero
non mi manca , grazie a lorsignori…
Alla fine, l' annus horribilis verrà a conclusione il 15 dicembre
e le ingerenze giudiziarie finiranno
di martoriare la mia vita e come saldi di fine stagione mi sono già arrivati : tutti gli sconti di
pena residui dopo mia aspra battaglia; si è chiusa anche la fase della sorveglianza con la sparizione dell’ Ufficio Penale dopo mia vigorosa
reazione. Poi : finito anche il relativo
contenzioso con il Tribunale di
Sorveglianza con l’ insabbiamento del
mio ricorso. Poi : finito anche il contrasto con il tribunale di Pordenone, mio debitore, che si è
rassegnato ad ammettere i debiti . Quanta grazia. E speriamo che pure li paghi…
Resta sempre aperto il
conto con la cricca ordinistica
che vorrebbero loro sì –
illusi – considerare anche loro chiusa la partita con me dopo avermi cancellato e dopo aver deliberato a luglio , con una mitica adunanza surreale – tipo quelle del Coniglio Bisestile
del libro “ Alice nel paese delle Meraviglie” – di “ non rispondere più alle
istanze dell’ avvocato Longo” , dopo essersi pure lamentati che “ L’ avvocato Longo continua
ad attingere l’ ex ordine di appartenenza “,che, in parole meno scombicchierate, non significa che hanno aperto una Cantina Sociale con damigiane di vin bon , ma che l’
avvocato Longo continua a rivolgersi a loro con istanze e richieste di cui loro
proprio non vogliono saperne. Del resto, il vezzo del Visentin di non
rispondere alle mail, pare essersi
trasmesso come un virus anche a un suo vice
, che nega risposta da settimane al sottoscritto che chiede un incontro
chiarificatore.
Ma io continuo maleducatamente
ad “attingere “ anche se so che troverò aceto e non verduzzo
, e in data 13 ottobre ho svolto una messa in mora ultimativa agli ordinistici, dove intimavo la reiscrizione
d’ ufficio del sottoscritto all’ albo degli avvocati, indicando il termine dei 1 dicembre 2025 ad un tanto :
“Tutto ciò premesso, il
sottoscritto pone termine a questo ente acchè proceda alla reiscrizione d’
ufficio entro il giorno 1.12.2025, informando che, in difetto, procederà alla tutela giudiziaria del proprio diritto e alla
azione risarcitoria relativa in tutte le sedi civili e penali , ulteriori a
quella già attivata avanti alla Corte di Cassazione “.
Non senza aver prima sottolineato
:
“…come la legge espressamente stabilisca
che detto diritto alla reiscrizione debba essere posto in essere con la massima celerità, mentre l’ intestato COA protrae l’ attesa da quasi venti
mesi , cagionando con ciò un gravissimo danno al sottoscritto.”
E’ chiaro che io voglio sì attingere , ma non alle
loro auliche persone, ma ai loro conti correnti, poiché so per certo che non
sono assicurati per i danni che infliggono a terze persone quando agiscono non come avvocati , ma come deontologhi
e ordinistici ,che è funzione ben diversa che non ha niente a che vedere
con la professione forense ( e si vede..).
La partita con loro resta
aperta. E come faranno adesso che non c’è più Ufficio Penale a venirgli in
aiuto quando “soffrono “, quando si sentono " attinti" ? Scommettiamo che il popolo fa paura anche a loro ?
Avv. Edoardo Longo

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