giovedì 13 novembre 2025

MORALITA' GIUDIZIARIE A CONFRONTO ( 5 )

 


“ Quanto ai fatti di cui ai titoli di condanna  , di gravità non particolare e che risalgono addirittura al 2007 e al 2010,  Edoardo Longo protesta fermamente ( come ricordato anche oggi in udienza dal suo Difensore) la propria innocenza rispetto ai reati che gli sono stati ascritti , non riconoscendo  di avere alcuna responsabilità , rappresentando al riguardo una ben  diversa versione dei fatti. Peraltro giova al riguardo la decisione della Corte di Cassazione ( sez 1 , Sentenza 2295 del 28.3.2020 CC) secondo cui “ ai fini della concessione di benefici penitenziari ( nella specie affidamento in prova al servizio sociale ), la mancanza di senso critico verso le condanne subite non può essere valutata negativamente quando sia frutto di una protesta di innocenza, che è diritto incontestabile di ciascuno, non soltanto in pendenza di un processo, ma anche dopo il passaggio in giudicato di una sentenza di condanna , considerata la possibilità di una revisione di essa “. ( ..) D’ altro canto  ( cfr. Sez 1- sentenza nr 10586 del 8.2.2019 CC) :  Ai fini dell’ affidamento in prova al servizio sociale ( Cioè : scarcerazione in corso di pena detentiva – NDR ) non configura una ragione ostativa la mancata ammissione degli addebiti , occorre solo valutare se il condannato abbia accettato la sentenza e la sanzione inflittagli”. Considerate  la sua personalità e la sua lunga esperienza professionale , si ritiene che Edoardo Longo rispetterà le prescrizioni imposte con il dovuto scrupolo “.

( Estratto della decisione motivazionale del Tribunale  di Sorveglianza di Venezia , che ha rimesso in libertà l’ avvocato Edoardo Longo in data 1.3.2023 – Presidente dott.ssa Linda Arata, Magistrato Estensore dott.ssa Lara Fortuna).

Abbiamo riprodotto questo estratto perché è interessante ancora oggi per sottolineare la illegalità con cui Magistratura  del  FVG e Ente ordinistico hanno accolto digrignando questa decisione, affannandosi o  a “gentilmente invitare” Edoardo a rinunciare al suo lavoro, facente parte assoluta delle prescrizioni,  o elaborando  addirittura  stratagemmi illegali per sfilarglielo di tasca con callidità zingaresca..

Diciamo francamente, in conclusione,  che il Tribunale di Venezia - Padova era convinto della innocenza del nostro amico,  per le ragioni formali e sostanziali che abbiamo richiamato nel libro “ Quando il leone ruggirà” ( https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-459eg72.html?page=1&pageSize=4   )  e sintetizzate qui  :

https://lanterna88.blogspot.com/2022/10/appunti-per-la-corte-di-giustizia-veneta.html

 Il Tribunale di Venezia  non poteva certo smentire due condanne definitive, ma il senso sostanziale del riconoscimento di innocenza è intuitivo. Ricordiamo che , mentre giudici corrotti condannavano Edoardo alla pena folle di  4 anni e un mese di carcere ( il mese sopra ai 4 anni serviva a mandarlo in carcere concretamente .. ) per quelli che lo stesso Tribunale di Venezia definisce " fatti di non particolare gravità ", l' organismo disciplinare degli avvocati con sede a Trieste nel 2018 , non potendo assolverlo per via delle due solite condanne definitive, gli infliggeva solo 3 mesi di sospensione dal lavoro ( mica la cancellazione o peggio) , dichiarandoli anche non eseguibili : una cripto-assoluzione  di fatto, che ha fatto impazzire di rabbia  toghe sporche e nasi.. 

Debiti disciplinari Edoardo quindi non ne aveva proprio , e quelli che la cricca ordinistica di Pordenone gli ha caricato sulla schiena cancellandolo,  sono solo frutto di abuso ed  espressione di una volontà criminale ed illegale di farlo fuori a tutti i costi. 

Due morali a confronto : quella serena e lineare di un innocente  e di giudici onesti  e  quella contorta e malefica di chi invece serve oscuri padroni.

MV

 

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