lunedì 7 ottobre 2024

LA TALPA CI RACCONTA

 


Numerose le lettere e mail che il Monitore riceve in questi giorni. Ne citiamo alcune. Una prima  ci viene da una nostra talpa nel mondo dei palazzi di giustizia ( ?) che lavora nell' ambito  della polizia giudiziaria e ci tiene a chiederci di mantenere assolutamente riservato il suo nome. Garantito. Dal suo punto di osservazione piuttosto qualificato ci dice che, a suo avviso, c’è  da aspettarsi un blocco ad oltranza delle  richieste dell’ avvocato Longo ad essere autorizzato  a spostamenti . La circostanza la abbiamo già verificata da qualche mese, dal  momento che nessuno  spostamento, al di fuori delle proprie abitazioni , gli viene concesso. Per la nostra informata talpa tale retromarcia nei confronti di una persona che ha rispettato fino all’ eccesso le prescrizioni impostegli trae origine da una circostanza : l’ avvocato Longo ha diritto a un MARE di sconti di pena e , se concessi, fra non moltissimo tempo ritornerebbe perfettamente libero e senza sorveglianza. Ci sarebbe il rischio che possa tornare al suo lavoro di avvocato, cosa che la solita magistratura del FVG  aborre come la morte. Bisogna quindi premere perché si spezzi la sua volontà  e – soprattutto – possa fare un passo falso che possa vanificargli la concessione degli sconti, che gli aprirebbero  la strada alla ripresa del lavoro. In questa ottica non verrà più autorizzato a NIENTE ( se non, forse, al suicidio, così toglierebbe il disturbo una volta per tutte ….) . In tal modo gli sconti di pena sarebbero allontanati di oltre un anno e si rallenterebbe di altrettanto la possibilità di essere reiscritto come avvocato.  In tal modo, negandogli ogni spostamento, si scongiura anche che possa fare domanda di iscrizione all’ albo degli avvocati di qualche altra città. Questa è l’ ipotesi che la nostra talpa ritiene la più gettonata dalle toghe. C’è anche la tesi di chi sostiene che si voglia  cosi impedirgli ogni contatto politico, anche per presentare il suo caso. Personalmente, il Monitore ritiene che una ipotesi non neghi l’ altra.

Ma, nascostamente,  qualcuno  spera che , esasperato da una sorta di arresto domiciliare dove gli si è tolto TUTTO ( lavoro e possibilità  di spostamento ) possa compiere qualche passo falso che gli possa far bruciare il giudizio maturato di buona condotta e - suprema speranza ! – magari ributtarlo in galera. E’ un momento difficile, in cui il deep state giudiziario ha ingaggiato un durissimo  braccio di ferro con l’ avvocato dei ribelli  cercando di spezzarlo definitivamente. 

Quanto sia immorale un braccio di ferro di questo tipo, ingaggiato dal  potere giudiziario ( e forense, aggregatosi con entusiasmo da zelota e leccapiattini …) compatto come un sol uomo e  nei confronti  un cittadino anziano, onestissimo, padre di famiglia,  reduce da una detenzione ingiusta e tormentosa per " lesa maestà giudiziaria " ,   già sorvegliato da due anni , sottoposto a limitazioni infinite di movimenti con tanto di coprifuoco serale, divieti vari di allontanamento, controlli notturni a sorpresa dei Carabinieri per appurare che sia in casa , cittadino a cui si è pure scippato con satanica perfidia il lavoro e a cui si  impediscono anche le occupazioni intellettuali di ripiego, non c’è bisogno di sottolinearlo. 

 


[ Attraversare il deep state giudiziario

significa incontrare tutti i mostri della malagiustizia :

dalla tecnica assassina di rubare il tempo,

fino a tutte le perfidie diaboliche possibili ] 


Ad avviso della nostra talpa , tutte le istanze saranno bloccate, senza essere decise : bloccate perchè non possono essere respinte essendo fondatissime, esattamente come avevamo ipotizzato ancora in primavera ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/07/ladri-di-tempo-ladri-di-stato.html  ), in una ottica di diniego sistematico di giustizia ad opera … della stessa giustizia !  . …. sperando a mani giunte  in un passo falso, una reazione sbagliata, da parte della vittima, da far passare così per l’ ennesima volta, da  criminale :  Tirare il sasso e nascondersi dietro la toga, ecco,  in parole povere,  la strategia che sarebbe  in atto.

Anche l’ Autorità Dogale veneta ci ha espresso questa preoccupazione con una mail . 

Ci scrive anche un collaboratore delle edizioni della Lanterna dal Lazio, amico  personale dell' avvocato Longo,  esprimendo lo stesso concetto  :“ Buongiorno a te, Edoardo. (..) Le attività vessatorie dell’ Avvocatura e simili ? Sono tutti presi a cercare di farti esplodere e sfruttare un tuo errore a loro vantaggio. Proprio come hanno fatto gli israeliani con i Palestinesi. ( ..) In verità non pensavo che il mondo della magistratura fosse così corrotto. Pensavo che, anche se falso , avesse un minimo di etica, pronto ad accettare la sconfitta dopo averci provato, ma dopo aver saputo le tue esperienze e quelle dei tuoi assistiti , mi ritraggo sdegnato , timoroso  più di prima di sporcarmi con il loro mondo “. Va sottolineato che chi ha scritto questa lettera, persona di elevata cultura la cui famiglia è stata distrutta dalla crudeltà della giustizia “ democratica” ,da molti anni si è ritirato in romitaggio volontario fra i monti del Lazio dedicando  le sue giornate a scrivere testi sulla efferatezza del sistema carcerario italiano.

Aveva ragione forse Carlo Marx a sostenere che “ la giustizia borghese è pura ipocrisia ed è soltanto il braccio esecutivo  che regola i rapporti di forza a favore della classe dominante “ ? Giusto per la cronaca, sono DIECI  le istanze inoltrate dall' avvocato Longo dal 4 settembre ad oggi. Nessuna ha avuto risposta.  Di alcune se ne è già parlato, delle altre nei prossimi giorni.  Da quando è stato sottoposto a sorveglianza , l' avvocato Longo ha fatto solo istanze per lavorare. Ha diritto a 137 giorni di sconto di pena, ma al momento gliene sono stati concessi solo 2,  dalla magistratura di Padova, due anni fa. E le stelle stanno a guardare. 

Il Monitore 



INTERVENTO DELL' UFFICIO DOGALE


 Al Giudice di sorveglianza presso il Tribunale di Udine

per conoscenza: avvocato  Edoardo Longo

L’Ufficio Dogale resta in attesa del completamento di una ricerca storico-giuridica commissionata all’avvocato Edoardo Longo. ( NB :  il riferimento è alla ricerca sulla extraterritorialità della Basilica di Sant' Antonio in Padova, di cui si parla nel seguente post " Questa ricerca non s' ha da fare ? " https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/questa-ricerca-non-s-ha-da-fare.html     - L' autorizzazione all' accesso alle biblioteche di Padova è stata richiesta da circa UN MESE dall' avv. Longo, ma  nessuno di è degnato di rispondere alla sua richiesta - Nota del Monitore Veneto ).

L’avvocato Edoardo Longo ci avverte di essere momentaneamente impedito a completare il lavoro per mancanza di un benestare del vostro Ufficio a effettuare gli spostamenti nelle biblioteche venete idonee agli approfondimenti necessari. Si prega dunque di mettere l’avvocato Edoardo Longo in condizioni di onorare l’incarico ricevuto.

Saluti.

Venezia, 1 ottobre 2024

Albert Gardin – CXXI Doge

ITALIA, CAMERIERA DI SION


Nuova edizione per questo libro che svela uno dei caratteri totalitari del “ sistema- Italia” meno conosciuti : la repressione giudiziaria delle posizioni critiche nei confronti della onnipresente “lobby che non esiste.: Il volume raccoglie tutte le  lettere inviate dal carcere da Mirko Viola all' amico avvocato Edoardo Longo, e nella seconda edizione trovano posto anche le lettere scritte dopo la prima edizione . In carcere duro e di isolamento, Mirko Viola è stato  un prigioniero politico della incipiente dittatura del pensiero unico, imposta dalla lobby ebraica che inibisce ogni diritto di critica e di ricerca storica. Difficile pensare che in un paese civile ed in uno stato di diritto un cittadino possa marcire in carcere per quasi QUATTROCENTO GIORNI (!!)  per mere accuse  d' opinione, ma in Italia ed in Europa succede molto spesso ed è una prassi sottaciuta ma accettata da una opinione pubblica ignara e controllata dal sistema . Un testo shokkante, ma necessario per risvegliare le coscienze civili. Almeno quelle poche che restano.

In vendita     da questo  link  :

https://www.lulu.com/it/shop/mirko-viola-and-edoardo-longo-and-maurizio-d-angelo/lettere-dal-carcere/paperback/product-zmmjzkv.html?page=1&pageSize=4

venerdì 4 ottobre 2024

PRIGIONIERO DEL BEL PAESE

 


Il post “Italia , Guantanamo” ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/10/italia-guantanamo.html     ) ha riscosso molto interesse e riportiamo brevemente alcuni dei commenti più significativi . Ci scrive un collaboratore laziale delle edizioni della Lanterna :“ Mi dispiace tanto che l’avvocato Longo abbia dovuto subire tutto questo . Queste istituzioni sono un ‘ orgia di traditori senza Dio”.  Un altro ci riporta una dichiarazione di Roberto Giachetti che sottolinea come i suicidi in carcere quest’ anno siano stati 72 - conteggiando anche i detenuti che si sono lasciati morire di fame -  cifra addirittura superiore a quella del 2023 , quando furono 48.Molti  lettori, infine,  ci chiedono altri dettagli della deportazione  dell’ avvocato Longo e in particolare che ne è stato dei Due Minotauri e dello Zingaro. Ringraziamo tutti i Lettori. A quelli interessati all’ arcipelago Gulag dell’ avvocato dei ribelli  diciamo che quello del post era solo un sintetico riassunto della situazione,  e molto altro potrà essere riportato sul Monitore . Invitate l’ avvocato Longo a esporvi in una conferenza la sua esperienza nel carcere e dopo il carcere e ne resterete  raggelati, circa i livelli di efferatezza cui è giunto il Belpaese , che non è terra di pizze e mandolini, ma pascolo di un efferato deep state di cui ancora poco si conoscono le imprese…Circa gli energumeni coccolati dalle guardie, possiamo anticipare che il karma si è già occupato di loro nelle immediatezze dei fatti e in modo abbastanza incisivo . Continuate a seguirci e a diffondere i  links del Monitore. Grazie della vicinanza . Attraverso l’ esperienza patita dall’ avvocato Longo,  liberiamo l’ Italia dal suo deep state criminale.

Il Monitore

alfatrac88@proton.me  



mercoledì 2 ottobre 2024

ITALIA, GUANTANAMO

 


[ Il carcere di Udine : una via di mezzo 
fra una fogna e uno Spielberg asburgico ]

1)      In data 16 luglio 2022 sono stato gettato in carcere. Sono stato rinchiuso nel carcere di Udine, uno dei tanti carceri degradati che non fanno certo onore all’ Italia, considerando che è al di sotto del livello medio di standard di vita per i detenuti dei carceri del levante arabo e dei paesi balcanici, come  ho avuto pure modo di apprendere dai detenuti stessi.

2)      Sono stato recluso per circa una ventina di giorni in isolamento covid in celle dal livello igienico praticamente inesistente : di notte in esse fuoriuscivano blatte e scarafaggi lunghi anche 10 cm . Fuoriuscivano dagli scarichi  delle docce e dal bocchettone della fogna aperto sul pavimento del bagno. Ho trascorso le notti ad allontanare a colpi  di scopa blatte e scarafaggi dal letto.

3)      Poiché era impossibile bloccare la fuoriuscita delle blatte dagli scarichi semplicemente tappandoli con cartone o plastica, sono stato costretto a tappare gli accessi con i piatti di ferro che il carcere consegna ai detenuti per mangiare. Ovviamente, dato il loro utilizzo anti blatte , mi sono ben guardato dall’ utilizzare detti piatti per mangiare, foss’ anche dopo averli lavati .

4)      Poiché il carcere non mi consentiva durante i primi dieci giorni di avere piatti di plastica, ho praticamente dovuto quasi digiunare.

5)      In queste condizioni la mia vista, molto fragile e malata, ha cominciato a peggiorare sensibilmente, giungendo anche a un quadro clinico anticipante un imminente e possibile distacco di retina. Il tutto andava aggravandosi anche dalla circostanza che non mi veniva concesso di assumere i miei farmaci atti a frenare il degrado dell’ occhio. In circa 4 mesi di detenzione in Udine non mi fu concesso di assumere detti farmaci che potei prendere solo dopo il mio trasferimento alla casa di reclusione dei Due Palazzi di Padova.


[ Carcere di Udine : la scala che conduce alla Sezione di Isolamento al piano terra, 
infettata di blatte e dichiarata inagibile al catasto edilizio, 
ma stabilmente utilizzata per la reclusione .
 Nel novembre 2022 vi si è suicidato un detenuto in cella di isolamento ] 

6)      Venni poi trasferito in altra cella con altri tre detenuti. Eravamo in 4 in una cella per due persone. In questa cella, in cui fui assegnato dalle guardie carcerarie erano reclusi altri tre prigionieri : un giovane – persona civile – e altri due lì reclusi per fatti di violenza alle persone : uno per maltrattamenti alla sorella, l’ altro ( un polacco ) per scontare una lunga pena per tentato omicidio di un altro prigioniero recluso in cella con lui. Poiché i due avevano appreso che nella vita civile ero avvocato, ritenendomi ricco e facile da estorcere in quanto anziano, pretendevano che io comprassi un mare di cibo e di tabacchi ( genere che sostituisce la moneta in carcere ) per loro. Poiché non accettavo il ricatto , iniziarono maltrattamenti psicologici  culminati con maltrattamenti fisici ( schiaffi e sberle ) ad opera di uno dei due ( Il veneto) istigato dall’ altro ( il polacco). Inutile fu il ricorrere alle guardie , ma grazie agli altri detenuti ottenni quanto meno un rapido trasferimento di cella dopo circa un mese di queste sevizie. Tutti gli altri detenuti anziani che la polizia penitenziaria assegnava a questa cella, subivano il mio stesso trattamento da parte del veneto e del polacco . Periodicamente la polizia penitenziaria gettava in questa cella detenuti anziani, lasciando che i due ( il portogruarese e il polacco ) li estorcessero e maltrattassero . Ne ho conosciuti diversi di questi malcapitati che mi avevano preceduto. Uno di loro, un anziano professore di Udine, piuttosto che stare lì,  ha preferito andare nella sezione dei detenuti pakistani  e africani , denominata  dai detenuti italiani La Giungla, per il livello di degrado che la connotava.  Perché le guardie si comportavano così, quasi ad offrire un sacrificio umano a due Minotauri ? Qualcuno sottovoce suggeriva che era per compensare i due , che erano  in odor  di infamità e quindi periodicamente  gli offrivano a ringraziamento dei   loro servigi vittime da estorcere e derubare, scelte fra i detenuti che " gli stavano sui coglioni" . E i criminali sarebbero quelli dietro le sbarre ! 

7)      A volte ai malcapitati succedeva anche peggio ( in cella col polacco uno ha rischiato di essere  ammazzato ), cosa che non è successa a me solo  grazie alla totale solidarietà degli altri detenuti che hanno impedito altri maltrattamenti e mi hanno dato la possibilità di un rapido cambio di cella, nella indifferenza delle guardie . I detenuti della Terza Sezione   hanno dimostrato con me  un senso di civiltà maggiore di chi in quella cella mi aveva gettato.

8)      Nel frattempo ero andato dimagrendo  perdendo fra luglio e agosto 2022 circa 20 Kg di peso.

9)

10)  Tralascio  altri punti sgradevoli della detenzione in Udine  , ricordando che nel novembre 2022 venni trasferito per motivi di sicurezza ( Il pericolo sarei stato io !) presso la casa di reclusione Due Palazzi di Padova, carcere di massima sicurezza .

11)  Lì si ripetè quando era successo a Udine nella cella con i due energumeni. Le guardie carcerarie mi assegnarono una cella con un corpulento zingaro, il quale prese nei miei riguardi lo stesso comportamento dei suoi compari in Udine e per le stesse ragioni estorsive. Non arrivai a subire maltrattamenti fisici, ma solo psicologici , fra cui ricordo il divieto di leggere e scrivere in cella ( era la mia valvola di salvezza il leggere e lo scrivere) perché ciò lo disturbava dal momento che era assolutamente ed orgogliosamente analfabeta e il dover tenere aperta la finestra della cella posta sopra il mio letto, di notte, perché diceva che con la finestra chiusa non respirava. Era inverno ed io gelavo . Inutili le mie proteste. Ogni giorno trovava una scusa per vessarmi psicologicamente. Non ho mai amato tanto Hitler e la sua soluzione finale della questione zingari come in quei giorni. L’ energumeno, di oltre 140 kg di peso per due metri di altezza , era pure psicopatico , ma alla sera non assumeva gli psicofarmaci che gli portava l’ infermeria e aveva spesso accessi di ira nei quali mi minacciava di frantumarmi la testa nel water del bagno ( bagno  e cucina incorporati nel medesimo locale, aperto anche verso la stanza con i letti della cella e con metratura inferiore a quella imposta dalla Unione Europea, ma ritenuta adeguata dalla magistratura locale attraverso conteggi mediante matematica non convenzionale, dove 1+1+1 non dà tre, ma  5 …) se non gli avessi comperato più cibo e più tabacchi  : la situazione non precipitò solo perché intervennero gli altri detenuti che mi aiutarono a cambiare di cella. La psicologa del carcere di Padova , nel colloquio di accesso in carcere, sbiancò e  manifestò visibile preoccupazione quando apprese che ero stato messo in cella con questo soggetto.

12)  Venni scarcerato il giorno 1  marzo 2023 dopo 8 mesi di detenzione  a seguito di mia istanza di concessione di affidamento in prova. Nel frattempo, la mia vista aveva avuto un progressivo peggioramento. Il mio  compagno di cella,  mio coetaneo ed ex sottufficiale dell ' esercito, poche  settimane dopo ha perso un occhio. Attendeva vanamente di essere visitato da un oculista per i suoi problemi cronici di diabete. 

13)  Ho trovato più umanità e sensibilità  verso un anziano avvocato di 66 anni finito in carcere a causa della malagiustizia italiana nei detenuti reclusi, che mi hanno pure aiutato ad evitare maltrattamenti fisici e psicologici in cella , che non da parte di tutte le persone perbene delle strutture penitenziarie e giudiziarie alla cui mercè ero stato posto. Giova ricordare che i detenuti che mi hanno maltrattato erano noti per questo comportamento reiterato che ponevano in essere con tutti i compagni di detenzione anziani e fragili che venivano loro assegnati in cella dalla polizia penitenziaria , sia a Udine che a Padova, e la polizia penitenziaria lo sapeva e , pertanto, mi ci ha ficcato in mezzo dolosamente e scientemente, proprio perché subissi quel calvario. Grazie, Stato italiano.

14)   La magistratura di Padova mi conferì il diritto a svolgere il mio lavoro e ripresi subito la mia professione che non avevo abbandonato neanche in carcere. La mia famiglia aveva bisogno del mio lavoro.

15)  Purtroppo, nel marzo scorso è accaduto un fatto che sta rendendo molto incerto, cupo e gravoso il futuro della mia famiglia. Ho perso il lavoro essendo stato cancellato amministrativamente dall’ albo degli avvocati a causa della mia detenzione. Ci tengo a sottolineare che un tanto non è una misura di tipo disciplinare ( non avevo conti in sospeso con l’ autorità disciplinare forense ) , ma una misura amministrativa in quanto la legge stabilisce che l’ avvocato, durante il periodo di una detenzione, non possa rimanere iscritto all’ albo in quanto la limitazione alla libertà personale è ostativa all’ esercizio della professione. Come sia stato possibile che io venissi cancellato nel marzo 2024 quando ero già uscito dal carcere nel marzo dell’ anno prima, resta per me un mistero che di giuridico ha poco. Sottolineo come la legge , ribadita dal Consiglio nazionale forense, considera ostativa alla professione forense la detenzione, non le misure alternative al carcere ( alternative, appunto ) quali l’ affidamento in prova.

16)  Comunque sia, dal marzo scorso io non posso svolgere la professione che ho svolto per 41 anni e non sono in grado di mantenere né me, né la mia famiglia. A 66 anni, con una dura e avvilente esperienza carceraria ( peraltro ingiusta, debbo dirlo) appena lasciata alla spalle e con un fine pena che verrà a  scadere fra circa due anni da questo momento in cui vergo questo memoriale , la situazione è molto pesante. E , diciamolo pure, anche francamente molto, molto ingiusta.

17)  Io ho sempre lavorato e non conosco altro modo di guadagnarsi da vivere se non il lavoro, punto ribadito anche dalla nostra Costituzione nel suo primo articolo e avendo due figlie in età scolare, la circostanza è molto pesante.

18)  Né la ipotetica pensione che la cassa forense ( l’ organismo previdenziale degli avvocati ) potrebbe erogarmi ,  mi permette di mantenere la famiglia e neanche di mantenere me stesso, poiché si aggira sui 650 euro mensili. Da fame.

19)  Necessito pertanto di poter riprendere il lavoro quanto prima, ma questa possibilità, già remota alla mia età , è resa molto difficile dalle limitazioni logistiche e di movimento che mi impone la misura in atto che , sia pur concedendomi di vivere fuori dal carcere, mi limita nei miei spostamenti, necessari per potermi cercare un lavoro, peraltro compatibile con la mia età, le mie condizioni fisiche, i miei studi.

20)   In fondo , dei 4 anni ( e 16 giorni : io sono finito nel girone carcerario proprio per questi beffardi 16 giorni elargitimi scientemente  in sovrappiù ..) , ne ho già scontati oltre 2 e finora ho fruito solo di 2 giorni di sconto di pena, essendo  mancata fino ad oggi ogni  valutazione giudiziaria della mia buona condotta e -  non avendo   potuto documentare finora in alcun modo all’ ordine forense un  andamento penale di buona condotta con riduzione progressiva del fine pena – sono finito  così agevolmente cancellato dal mio lavoro dopo 41 anni di iscrizione.

21)  Ho più e più volte richiesto alla magistratura del FVG le dovute dichiarazioni di buona condotta con relativi sconti di pena, perché sarebbero state una utile moneta da spendere per rimanere iscritto all’ albo degli avvocati, ho spiegato queste serie motivazioni,  ma ogni mia istanza finora  è stata vana : mai presa in considerazione con la dichiarazione “ decideremo più avanti”…In pratica  un bel :  “ oggi non si fa credito domani sì…” Voi ci credereste ? In ogni caso il danno è fatto , perché io ora sono cancellato. Io ritengo francamente che vi sia stata una unione di intenti fra cricca forense noncellese e magistratura del FVG : una tattica sinergica per togliere di mezzo un professionista scomodo al potere giudiziario. Nessuna comprensione , nessuna indulgenza per l' avvocato dei ribelli nella italica " democrazia" giudiziaria. Come scriveva il grande Poeta Brasillach, fucilato nel 1945 dai vincitori " democratici",  " Il mio paese mi ha fatto del male". 

Pordenone , 1 ottobre, 2024.

Avvocato Edoardo Longo

Estratto di un prossimo testo dell’ avvocato Edoardo Longo. Ricordiamo che il professionista è disponibile a tenere incontri e conferenze per esporre la sua esperienza carceraria nell’ arcipelago Gulag italiano, di cui questo è solo un sunto estremamente contenuto. Le Edizioni della Lanterna hanno pubblicato numerosi testi sul problema carcerario in Italia. Di seguito il Link con l’ elenco dei testi che invitiamo a leggere e a diffondere :

https://lanterna88.blogspot.com/search/label/Arcipelago%20Gulag



[ Una delle " migliori " celle del carcere di Udine, chiamata " cellulare". 
Non dispone di finestre  ] 

LONTANO DALLA CONNECTION

 


Caro avvocato Longo, Io credo che l'unica possibilità di rientrare nell'avvocatura sia quella di accedere attraverso un ordine professionale lontano dalla magistratura del FVG  . Io  credo - attraverso una serie di strane coincidenze - che esista un vero e proprio ufficio della magistratura che si occupi di attuare attacchi attraverso procedimenti falsati ed accuse inesistenti rivolte a particolari soggetti che si distinguono per le loro attività giudiziarie giuste. Mi spiego meglio : agisce  come un vero e proprio governo che gestisce il potere dello Stato italiano del quale si è appropriato ovviamente col consenso di qualche grande potenza mondiale, hanno costituito l'ufficio che segue tutti i procedimenti penali civili ed amministrativi d'Italia che riguardano i nemici della Magistratura, e fanno di conseguenza intervenire qualunque organismo periferico centrale che possa recare danno ai soggetti oppositori, ovviamente ordinando quando è necessario l'intervento della asservita polizia giudiziaria.

Un Lettore,

da Napoli 

martedì 1 ottobre 2024

QUESTA RICERCA NON S' HA DA FARE ?

  


La Basilica di Sant' Antonio in Padova

è extra - territoriale o no ? 

Ricordate la vicenda del processo popolare sui  crimini giudiziari patiti dall’ avvocato Edoardo Longo, organizzato dall’ Ufficio Dogale a Padova, per reclamare la liberazione del professionista, deportato in carcere per motivi politici ?Accadeva nel lontano gennaio 2023 , nel sagrato della Basilica di Sant’ Antonio in Padova. Ne ha parlato Dissonanze e facciamo rinvio a quella pagina del blog : https://lanterna88.blogspot.com/2024/03/quando-il-leone-ruggira.html  Nonostante i tentativi liberticidi della Digos di Padova che disperse i presenti e tentò di impedire il processo , la Corte di Giustizia Veneta, in modalità di stato d’assedio, pronunciò la sua sentenza contro lo Stato occupante. Ecco il Link del testo ( “ Quando il Leone ruggirà”) :   https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-gjjwyqz.html?page=1&pageSize=4

Ok ? bene. Andiamo avanti . La Corte di Giustizia Veneta ha ricevuto incarico dall’ ufficio della Procura delle libere istituzioni venete repubblicane di pronunciarsi sui crimini compiuti dalla Polizia Politica italiana in quella occasione. L’ avvocato Edoardo Longo ha l’ incarico di svolgere una attenta consulenza che valorizzi il principio della extra territorialità della Basilica del Santo in Padova ai fini del giudizio che sta per pronunciare  la CGV. Eh, già, perchè se extra -territoriale , la Polizia Politica non poteva farvi irruzione , bloccare i presenti, denunciarli , disperderli come malfattori e imporre un foglio di via da Padova di anni, come fossero immigrati clandestini. Immigrati clandestini loro ? Veneti liberi e a casa propria  ? se c'era qualcuno lì clandestino, quella era  proprio la Digos...


[ I Giudici Veneti mentre fanno benedire le bandiere nel santuario, prima della celebrazione del processo ]

Poiché Però l' avv. Longo  è ancora in stato di stretta sorveglianza benchè libero, non può recarsi in Veneto senza autorizzazione e in data  4 settembre   la ha debitamente  richiesta alla magistratura del FVG. Eccone il passaggio centrale : “Il sottoscritto, infatti, intende svolgere una ricerca, finalizzata alla pubblicazione di un libro, sul tema : “Extraterritorialità della area della basilica di sant’ Antonio in Padova, successiva alla cessione della stessa allo Stato del Vaticano con il Concordato del 1929”. 

Concludeva l’ avvocato Longo per il rilascio di una autorizzazione permanente per recarsi presso le biblioteche civiche ed universitarie di Padova. Praticamente una sorta di passaporto interno , più o meno come accade ai sudditi della Repubblica Popolare  Cinese, perché a questa satrapia comunista orientale è ridotta ormai la repubblica italiana che tiene in sorveglianza i galantuomini. 

Motivo della richiesta encomiabile ( studi finalizzati a una pubblicazione libraria ), soggetto qualificato ( avvocato e studioso di diritto , autorizzato in tal senso già dalla magistratura italiana  di Padova l' 1.3.2023  ) e correttissimo, luogo oltre ogni sospetto privo di qualsivoglia valenza “ criminale” ( biblioteche, Basilica di Sant' Antonio, Università di stato ), ma …. 

La domanda venne inoltrata in data 4 settembre, ma ancora il silenzio più assoluto, che non depone positivamente.  Che pensare ? Intanto MONITORIAMO  e SEGNALIAMO che sono passati vanamente

VENTOTTO   GIORNI .

E le stelle stanno a guardare.

Il Monitore



[ Sbirri della Digos armati e in borghese bloccano
l' accesso dei fedeli alla Basilica del Santo ]


lunedì 30 settembre 2024

EUPOL COPPS : TOGHE A MANO ARMATA

 


Vorremmo rispondere al Lettore che ci ha scritto “La vicenda giudiziaria dello stimato Avvocato Longo purtroppo ricorda quella vissuta alcuni decenni fa dai reggenti del Fronte Nazionale di Franco Freda, perché la ingiusta magistratura giudaico-massonica è sempre la stessa di allora.”

§

Ringraziamo per l’ efficace messaggio che ci ha mandato, perché esso in poche parole rende efficacemente i termini della vicenda dell’ avvocato Longo. Poiché questo è la seconda lettera che svolge un parallelo fra la vicenda di Franco Giorgio Freda e quella dell’ avv. Edoardo Longo, ci vuole un breve accenno al fatto che l’ avvocato Longo conosce il dott. Freda dal 1980, e nel periodo della aggressione giudiziaria al Fronte Nazionale ( 1991-1993) , pur non essendo iscritto al FN, era collaboratore delle Edizioni del dott. Freda, di tal che fu oggetto, come disse  ironicamente Freda in una celebre testimonianza a favore dell’ avvocato  avanti al tribunale di Pordenone nel 2005, di una “ ‘moderata’ attenzione “ da parte degli organi repressivi dl Stato. Il parallelo non è quindi del tutto astratto. 

Divenuta da “ moderata” a “ smodata” detta attenzione dopo il 2001, va ricordato che il Lettore ha ragione a sottolineare il problema della ColoniaItalya  che nelle sue istituzioni giudiziarie è infiltrata e diretta da esponenti giudiziari di dubbia imparzialità e legalità. Entriamo nel merito della nostra risposta : esiste la ingiusta magistratura giudaico-massonica in Italia , come scrive il nostro Lettore ? Giudicate un po' voi.

Nel caso dell’ avvocato Longo di cui ci occupiamo in questo blog, abbiamo già segnalato la  violenta schedatura subita ad opera di centrali sioniste che lo hanno tacciato poco poco di essere un terrorista antisemita per le sue ricerche culturali  . Cfr il post “ Le toghe di Giuda e la cancel cultur  “ :

https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/le-toghe-di-giuda-e-la-cancel-cultur.html

Fra i vari magistrati riconducibili a questa connection vogliamo qui segnalare il pubblico ministero che diede la svolta finale alla operazione a regia che ha condotto l’ avvocato Longo al carcere e alla morte civile professionale, in quanto se ne parla a lungo nel libretto “ Io accuso” , scritto nel 2010 e che oggi appare profetico. Ecco il link del libro :

https://www.lulu.com/shop/edoardo-longo/io-accuso/paperback/product-w9nvgy.html?page=1&pageSize=4

[ Il pubblico  ministero "italiano" è la donna in piedi in prima fila, vicino alla negra con la divisa militare USA ]

Io credo che pochi persecutori giudiziari abbiano nel loro curriculum professionale dati più espliciti della loro funzione al servizio della lobby sionista americana : già dipendente da magistrato italiano dal ministero della difesa degli Stati Uniti d’ America in quanto comandante onorario della base USAF- NATO di Aviano ( provincia di Pordenone), assicuratasi nel 2015 la duplice condanna penale che portò l’ avvocato Longo in carcere , entrò in una neonata struttura ispettiva del Ministero della Giustizia, mutuata dagli USA,  per poi approdare in una struttura di polizia giudiziaria  internazionale denominata EUPOL COPPS , sotto controllo USA e UE e stanziata dallo zio Sam a svolgere i suoi servizi di intelligenza  a favore dell’ entità sionista israeliana e a danno del popolo palestinese e precisamente a Tel  Aviv, come risulta dal suo stesso profilo professionale dove si qualifica "giurista esperta"  (  già, perchè "spia" pareva brutto) :

https://il.linkedin.com/in/annita-sorti-122454245  

Attualmente i suoi serviGi sono richiesti in altra colonia e precisamente in Ucraina dove, sempre come elemento del EUPOL COPPS  sarà destinata prossimamente , come risulta dalla pagina del Consiglio Superiore della Magistratura e del Ministero della Giustizia Coloniale Italiana  ( “Annita Sorti, attualmente fuori ruolo quale resident twinning advisor Palestina: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo quale senior adviser on prosecution presso al missione EUAM Ukraine “)  :

https://www.csm.it/web/csm-internet/dettaglio/-/asset_publisher/kPfLeBsi9DD1/content/brevi-dal-pl-260?inheritRedirect=false

Suo braccio destro presso la procura di Pordenone un ispettore di polizia con diplomi della Base Usaf – Nato di Aviano e con una benemerenza conferitagli dal presidente della repubblica italiota per l’ eroica impresa di aver tratto giù dal Campanile di San Marco i famosi Serenissimi – disarmati ! - nella altrettanto loro famosa impresa…

Sono queste toghe che hanno deciso del destino dell’ avvocato Longo. Assolutamente attendibili, imparziali e indipendenti. Sì, indipendenti. Indipendenti dalla legalità e dalla giustizia. COPPS, sbirri , appunto…

Il Monitore



sabato 28 settembre 2024

SI PROCEDE CON L' APPELLO CONTRO L' ORDINE DI PORDENONE

 


In data  25 settembre  2024 è stato depositato atto di impugnazione nei confronti della delirante decisione di non iscrizione all’ albo pronunciata dalla cricca forense accampata sulle rive del fiume Noncello ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/sulle-rive-del-noncello.html )  . La scombicchierata pseudo-motivazione viola la norma che impone la reiscrizione automatica del professionista uscito dal carcere , del resto richiamata dallo stesso decreto che disponeva la cancellazione temporanea ( vedi immagine qui sopra) che ribadiva a chiare lettere  che all’ uscita dal carcere l’ avvocato Edoardo Longo aveva diritto alla reiscrizione automatica . Riportiamo la parte conclusiva del ricorso dell' avvocato Longo :

 “….dopo un decreto di cancellazione amministrativa che espressamente dichiara il diritto del professionista alla reiscrizione una volta tornato in libertà, per un colpo di testa del COA di  Pordenone, gli si nega l’ esercizio di un diritto al lavoro che ha svolto per QUARANTUNO ANNI E PER QUASI VENTI DAI FATTI DI CUI AL CONTESTO. Incredibile , allucinante, illegale. In ambito amministrativo si parla di “ diritti quesiti” a tutela dei colpi di testa cui un lavoratore potrebbe essere esposto a causa di poteri impazziti. Qualcosa del genere va invocato anche nel caso di specie. Non è ammissibile che un lavoratore, dopo 41 anni e 20 dai fatti in oggetto sia esposto a simili arbitri, contro ogni normativa che lo tutela. Non è concepibile in uno stato di diritto e di legalità.  (…)  Dopo quasi  venti anni dai fatti delle condanne , condanne avvenute in una fase di assoluta persecuzione come conferma la citata sentenza del CNF del 2010, l’ avvocato Longo ha ampiamente diritto a conservare la sua professione. Venti anni non sono un giorno, venti anni sono quasi una vita. Di certo una vita professionale,  che non può essere gettata nel cestino per un colpo di testa di un organismo territoriale che smentisce se stesso, nega la legge, nega il diritto, nega l’ evidenza e nega anche la propria dignità,  sconfessandosi indecorosamente.  Quella che si impugna è una decisione scandalosa che butta alle ortiche tutto il sistema repubblicano di legalità, di diritto, di dignità, di civiltà.”

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Purtroppo, la decisione d’ appello a Roma non sarà certo presa prima di un anno, perché non ci saranno toghe che ne supplicheranno una rapida decisione, anzi… Anche le toghe del Noncello  sanno di aver partorito una cagata , ma il loro obiettivo non è far rispettare una legge ( che dice il contrario di loro) o mantenere la parola d’ onore da loro presa un anno prima ( questa gente sa cos’è il portafoglio, ma non l ‘ Onore) , a loro, da bravi camerieri in toga , interessava servire la  testa del professionista su un vassoio d’ argento alla magistratura del FVG. Obiettivo raggiunto, assieme alla dispersione della clientela dell’ Avvocato, tolto di mezzo per i processi politici che seguiva. Muoia di fame lui e la famiglia e magari se ne torni in galera. Nella speranza, che sarà frustrata, che – magari fra un anno o due – logorato dal sadico  trattamento inflittogli nel frattempo dalla solita magistratura furlana ( https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/come-ti-stronco-il-ribelle.html ) - decida di ritirarsi a vita privata…

Potranno tanto affannate toghe dormire tranquille per almeno un anno o due, essendosi “ tolti dai coglioni” ( si esprimono così, con rara e togata finezza,  presso il tribunale di Pordenone) l’ inviso legale ? Si illudono. Per adesso facciano pure il ruttino soddisfatti , ma il loro godimento durerà per poco. Al netto da altre iniziative e della presenza quotidiana di questo fastidioso  Monitore, convitato di pietra che ricorderà ogni giorno i loro crimini, l’ avvocato Edoardo Longo la prossima istanza di reiscrizione la presenterà fra 20 giorni. A Pordenone.

Il Monitore

giovedì 26 settembre 2024

COME TI STRONCO IL RIBELLE

 


Vorremmo rispondere al Lettore che ci ha scritto : ... “Ma come si fa a liberare dal carcere un uomo   per poi togliergli  il lavoro, confinarlo a casa e impedirgli pure di trovarsi un’ altra occupazione ! Ma scherziamo ? E’ onestà morale questa ? Ma siamo in un paese civile o mussulmano ?  Mi ricorda una parabola taoista in cui si libera una persona dalla prigione per portarla in un infinito deserto e gli si dice : “ Ora sei libero”. Ma è libertà questa ? Come si può vivere in un deserto? A chi si può chiedere un aiuto se non c'è nessuno e non si hanno né viveri,  né acqua ? 

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Precisiamo : questa situazione allucinante che è  esattamente l’ opposto di quanto prescrive l’ ordinamento in materia di misure alternative al carcere, è il frutto del sovrapporsi dell’ intervento di DUE magistrature  con obiettivi contrapposti : quella legalitaria di Padova che ha scarcerato l’ avvocato Longo autorizzandolo alla sua professione di avvocato penalista  e quella ostile del FVG che ha sempre avuto l’ obiettivo opposto : quello di impedirgli il lavoro di penalista . Per uscire dal carcere , l’ avvocato Longo doveva avere un lavoro ( e lo aveva ) ed essere autorizzato a svolgerlo. Così è stato. Per scrupolo, l’ avvocato Longo, che delle toghe non si fida,  ha anche chiesto l’ autorizzazione a svolgere in subordine anche   l’ attività di editore e ricercatore culturale. Autorizzato anche a questa. Una volta fuori dal carcere , non c’è alcun bisogno di autorizzazioni  a svolgere qualsiasi attività , proprio perché ciò rientra nei diritti di ogni persona libera. Ma se la magistratura veneta ( dello Stato italiano) liberava e autorizzava , la magistratura del FVG osteggiava silenziosamente , perché non voleva svolgesse l’ attività di avvocato penalista. Infatti, in carcere da innocente ce lo avevano deportato  per questo motivo.  Si ricordi, come documenteremo nei prossimi giorni , che l’ avvocato Longo non fu liberato dal carcere di Udine per QUATTRO MESI semplicemente perché la magistratura del FVG non lo autorizzava a fare l’ avvocato. La situazione si sbloccò passando alla giurisdizione veneta nel novembre 2022.   Scarcerato nel marzo 2023,  riprese il suo lavoro e anche la magistratura del FVG riprese i suoi magheggi , trovando nel nuovo presidente della cricca forense di Pordenone un soggetto molto duttile, sensibile alle richieste e maneggevole, molto comprensivo con i desideri di quelle mammolette dei magistrati.  Siamo giunti quindi al colpaccio del 21 marzo scorso  ( giorno rituale dell’ equinozio di primavera, chi ha orecchi per intendere intenda…) con cui all’ avvocato Longo con un colpo di mano forense-giudiziario  è stato impedito il suo lavoro.


[ Il famigerato carcere di Udine :

una via di mezzo fra una fogna e una sorta di Spielberg asburgico ]

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Ora però potrebbe , almeno, in attesa di tornare al suo lavoro,  fare il ricercatore culturale, essendone stato autorizzato ma – stranamente – non vengono  concesse le relative autorizzazioni agli spostamenti, assolutamente necessarie, anche per la presentazione di libri e tenere  conferenze , cosa che li terrorizza letteralmente...( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/liberta-e-lavoro-possono-aspettare.html   ). Di fatto, all’ avvocato Longo viene impedita anche la seconda attività culturale  . Perché ? Ovviamente per comprimere al massimo  i suoi ambiti di libertà, per impedirgli attività culturale sospettando che abbia risvolti politici ( Come no ! Ma non siamo in democrazia ?)  , per rendergli più difficile anche la reiscrizione all’ albo degli avvocati, magari presso sede diversa da quella di Pordenone : se non si può spostare, non può neanche iscriversi all’ ordine forense di altre città.

 Siamo maliziosi ? Il tempo , purtroppo, ci sta dando ragione. Intanto, l’ avvocato Longo attende ancora la concessione dei 135 giorni di sconto di pena a tutt’ oggi maturati (https://monitore1980.blogspot.com/2024/09/il-lavoro-redne-liberi.html  )  , che gli sarebbero molto utili per la ripresa del lavoro sfuggendo a queste elaborate tenaglie che lo stringono. Di fatto tutte le autorizzazioni del 2023 gli sono state tolte silenziosamente, senza ufficialmente revocarle perchè non sarebbe stato legalmente possibile . L' avvocato Longo è l' unico ex detenuto in Italia che , due anni dopo esser stato scarcerato, gode di meno diritti e libertà di quando era recluso. Forse, forse  perchè è un   prigioniero politico ?   L’ avvocato Longo è stato così ridotto di fatto allo stato di detenzione domiciliare... di fatto gli è concesso solo recarsi presso le proprie abitazioni, proprio come negli arresti domiciliari. "Detenzione domiciliare" un po’ allargata, ma senza possibilità di fare alcunchè di produttivo. E di fastidioso per le delicate toghe del FVG.  Bel colpo, vero ? E la chiamano “ democrazia”…

E le stelle stanno a guardare questo cupo cielo italiota che è, come direbbe il Poeta, un atomo opaco del male.

Il Monitore

alfatrac88@proton.me