sabato 28 febbraio 2026

UN APPELLO AGLI AMICI

 


Come avete letto nell’ ultimo post (https://monitore1980.blogspot.com/2026/02/di-noi-ti-puoi-fidar.html    ) , mi sto avvicinando ad un appuntamento  molto importante : la decisione che a metà marzo la Corte di Cassazione dovrà prendere sulla illegittimità del rifiuto di re-iscrizione frappostomi per ben due anni , con tenacia tanto ottusa quanto diabolica , da parte della cricca  ordinistica accampata  sulle rive del ridente fiume Noncello, a Pordenone.

Inesistenti gli argomenti giuridici da parte degli ordinistici, e se dico inesistenti, intendo dire proprio e letteralmente  questo : a loro sostegno non hanno potuto portare né una legge, né una sentenza, né una argomentazione, solo la protervia della loro alterigia tipica  di chi si crede legibus solutus, libero cioè di violare impunemente la legge. Così sono gli ordinistici. Da sempre.

Nonostante la forza del mio diritto, sono pessimista : questa gente ha avuto due anni di tempo per correre ai ripari, vista la mia resistenza, e cercare sponde e connivenze a livelli sempre più alti, man mano che la mia opposizione all’ abuso proseguiva. E, considerando le loro ambigue entrature , non ho dubbi che qualcosa ad alto livello abbiano certamente raccattato…

Per questa ragione io confido soprattutto nell’ intervento della mano di Dio, la sola che può scompigliare le carte ai potenti : “ Ha rimandato indietro  i ricchi a mani vuote – ha confuso i piani dei potenti”. Così insegna la Bibbia. Ed allora, poiché la mia  speranza risiede solo nell’ Altissimo, invito i miei amici a pregare. Sì a pregare : a pregare perché io ottenga vittoria, vittoria  che, però, avendo condiviso questo mio interminabile calvario con voi, amici, si riverbererà anche a vostro vantaggio , perché la vittoria di una persona   contro l’ Ingiustizia, apre la strada alla vittoria di tanti contro lo stesso nemico. Grazie a voi per le vostre preghiere. Dio ve ne renda merito. 

Edoardo

venerdì 27 febbraio 2026

DI NOI TI PUOI FIDAR...



“ Io sono la Volpe e lui è il Gatto

Siamo in società

Di noi ti puoi fidar… “

 

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

COMUNICAZIONE FINALE

E APPELLO ALLA LEGALITA’

Procedimento :

AVV. EDOARDO LONGO

VS

CONSIGLIO DELL’ ORDINE AVVOCATI PORDENONE

 

Ch.mo Presidente,

Illustri Consiglieri,

 

1)      Mi permetto di inviarVi questa mia comunicazione personale  conclusiva.

2)      Già sono state sviluppate dal mio difensore – e anche in tutta umiltà – anche dal sottoscritto, le argomentazioni, molto serie, che invocano il Vostro intervento perchè la legge venga rispettata da un organismo forense periferico molto riottoso a farlo, forte della supponenza e arroganza del suo ( abusato) ruolo. Non ritorno quindi sul punto. La legge impone la reiscrizione dell’ avvocato cancellato per difetto provvisorio dello status libertatis quando abbia recuperato la sua libertà personale e abbia gli altri requisiti : nel suo elenco non contempla altri requisiti oltre a quelli dell’ elenco dettagliato. la norma questo dice e questo chiede venga rispettato. Ed ha un senso : chi non abbia subito una cancellazione disciplinare – e io non la ho subita -  non deve essere sottoposto alle condizioni derivanti da essa. Ma non solo la legge : conforme alla legge sono a mio favore anche il decreto del COA di Pordenone del 29.12.2022, definitivo e passato in giudicato  dal 21.3.2024 che stabilisce come il sottoscritto abbia diritto alla reiscrizione dal momento della riacquistata libertà ( cioè dal 2.3.2023, giusto tre anni orsono) , lo stesso decreto 1.3.2023 della magistratura di sorveglianza di Venezia/Padova, che nel restituirmi alla libertà  mi autorizza allo svolgimento del mio lavoro, le stesse condanne penali che io ho espiato con la massima buona condotta possibile e svolgendo attività di volontariato per attività di “ sostegno alla legalità”, non hanno mai applicato condanne accessorie di tipo interdittivo dello svolgimento della mia professione.

3)      Vorrei richiamare la Vostra attenzione anche su un altro punto, molto serio. Io ho affrontato, subìto, espiato, una condanna senza fiatare, con la massima correttezza possibile, come ben aveva intuito lo stesso giudice di sorveglianza di Padova che nella sua ordinanza così scriveva : "...Considerate  la sua personalità e la sua lunga esperienza professionale , si ritiene che Edoardo Longo rispetterà le prescrizioni imposte con il dovuto scrupolo “. Avrei avuto molto da ridire sulla condanna, ingiusta sotto tutti i profili e comunque la si valuti, ma come Socrate ho bevuto la mia cicuta senza fiatare.

4)      Così è stato. Ma se lo Stato che condanna deve avere anche una funzione rieducativa che si esplica in primis nel richiedere il rispetto delle leggi ai cittadini, come può pretendere di svolgere detta funzione se quando il condannato esce dal carcere   nei suoi confronti viene violata  spudoratamente una legge come quella che è stata violata dal COA di Pordenone, che si è rimangiato uno stesso proprio decreto – corretto -  di pochi mesi prima ?  Che insegnamento viene dato a un poveraccio che esce dal carcere, autorizzato a svolgere il suo lavoro , con stretto in mano  il decreto COA del 29.12.2022 che gli ribadisce il suo diritto al lavoro , e lo sfortunato  pure rispetta le leggi fino alla virgola, con ottima condotta, addirittura svolge volontariato a “ sostegno della legalità” ( !!) , e pochi mesi dopo il medesimo  ente COA, con disprezzo, gli strappa in faccia detto decreto e lo butta sulla strada ?  Che effetto rieducativo sarebbe questo ? Che insegnamento ne deve trarre il poveraccio ( io) ? Che il rispetto della legge è solo ipocrisia e che lo Stato e le sue istituzioni possono violare impunemente le leggi perché sono più forti e  di un ex detenuto , sia pure con 41anni di avvocatura alle spalle , se ne fregano bellamente ? Che chi è più forte può fare quello che vuole, anche beffarsi della legge quando non gli comoda ? Che la sola legge che vale in Italia – addirittura nel mondo dei tribunali ! – è la legge del più forte ? Quale autorità morale può avere in questo contesto uno Stato del genere ? Si può chiamare ancora  Stato di legalità ? Quale ammaestramento dovrei trarne io, da tutta questa immorale vicenda ?

5)      Sono stato io un cretino a fidarmi delle istituzioni dello Stato ? Comincio seriamente a chiedermelo. E le mie due figlie in età scolare che insegnamento trarranno per la vita dalla vicenda capitata al padre ? Lo Stato ha delle responsabilità nei confronti dei suoi cittadini.

6)      Voi capite benissimo che quanto sto subendo io è inaccettabile, immorale ed illegale e sancisce il totale fallimento di ogni autorità morale e legittima delle istituzioni in ambito giudiziario. Quale rieducazione possono imporre ? Condannare una persona e riservarsi l’ arbitrio di violare le leggi quando sono  a  vantaggio del condannato , è immorale  e criminale.

7)      Chi altri ha il dovere di tutelare la applicazione della legge , eguale per tutti e che non conosce persone più eguali degli altri , se non Voi, Giudici della Suprema Corte di Cassazione ? Io chiedo giustizia e che la legge sia rispettata e non violata con i latinorum o opinazioni di manzoniana memoria , e chiedo di non vedere che in Italia il rispetto rigoroso della legge viene imposto solo ai poveracci e non a chi  ha nelle mani un potere di cui abusa contando sulla sua posizione sociale privilegiata . O vale sempre  il triste motto popolare per cui fatta la legge, trovato l’ inganno ? 

Si insiste pertanto nell’ accoglimento del presente ricorso per il rispetto della legge violata dal COA di Pordenone.

Rispettosamente.

Pordenone, 27 febbraio, 2026 . 

Avv. Edoardo Longo



giovedì 26 febbraio 2026

VERRANNO I GIORNI DELL' IRA



Presento volentieri questo lavoro dell’ amico Edoardo che prosegue il mio lungo diario che ha già  consegnato alle stampe ben quattro volumi. In questa nuova antologia, la quinta, Edoardo  ci descrive la fase finale del suo arcipelago Gulag di dissidente politico-culturale e avvocato integerrimo e coraggioso, l’ antitesi del modello di avvocato oggi in voga, quello ricalcato dai Protocolli di Sion e che si è ridotto, in cambio di una pagnotta anche molto succosa per il vero, ad essere mero “ impiegato della giustizia” che si accorda non con il cliente per la difesa – cosa proibitissima oggi ! Al cliente bisogna mentire sulle sue chanches di assoluzione, in modo che pieghi il capo rassegnato alle toghe – ma con chi lo processa e lo accusa.

Queste pagine di Diario ripercorrono il periodo che va dal settembre 2025 fino al 15 dicembre dello stesso anno. Pagine in cui cresce il fuoco della sacra aspirazione alla vendetta verso il potere togato e verso i suoi camerieri “ ordinistici” per la infinita serie di abusi ed illegalità perpetrati contro l’ avvocato dei ribelli. Il libro ce ne documenta molti e in particolare nella sezione “ documenti” dove sono raccolti gli esposti e le segnalazioni inoltrate da Edoardo per i ricatti, le minacce e le violenze psicologiche dell’ Ufficio Penale di Udine  che, su  istigazione della cricca ordinistica,  pretendeva che Edoardo facesse smettere la campagna di solidarietà a suo favore sotto minaccia di essere ributtato in carcere. Vendetta ? Diciamo piuttosto giustizia purificatrice. Ben vengano quindi i giorni dell’ ira. Saranno i giorni della Giustizia, in cui gli empi non troveranno un rifugio dove trovare scampo al braccio di una giustizia che non siede nei tribunali.

Con questa vilissima e violentissima tentata estorsione, il sistema delle toghe e degli “ordinistici” ha veramente toccato il fondo della miseria morale e della criminalità. C’è da chiedersi se sono più criminali i protagonisti togati della giustizia ( ? ) oppure  le persone che costoro confinano nei carceri. Questa è la democrazia italiana : un errore abominevole della Storia che attende un Ercole che, come con le puteolenti stalle di Augia, le dia fuoco per purificare il popolo italiano da tanto fetore e schifo.

Maurizio Rossetti

 

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sabato 21 febbraio 2026

PROSSIMI AGGIORNAMENTI

 



Seguite i prossimi aggiornamenti del Monitore Veneto, saranno molto interessanti.  :  svelati nuovi episodi circa l' aggressione togata alla attività contro la malagiustizia dell' avvocato Longo : le indagini contro l' associazione Enzo Tortora e  il Comitato Thule contro gli abusi giudiziari, fra gli anni 90 e 2000. I tentativi delle procure della Repubblica di Pordenone e Udine di corrompere i clienti dell' avvocato Longo per carpire notizie di queste associazioni. Il sistema delle scatole cinesi per distruggere fino allo sfinimento  una persona onesta ma sgradita con una pioggia a catena di accuse insensate, una legata all' altra. Utilizzato dalla Procura di Pordenone e dalla cricca "ordinistica".  Ritornano i post sulle " Minacce a toga armata" patite da  Edoardo in carcere e durante la sua esecuzione penale . Il prossimo confronto al tribunale di Pordenone fra l' avvocato Longo e l' ente ordinistico. Posta in gioco : la ripresa della professione da parte dell' avvocato Longo, osteggiata da camarille giudiziarie e corporative.  

Contro lo schifo di una Italia ridotta a satrapia di toghe disoneste , al prossimo referendum sulla giustizia vota SI'. 

E' un primo passo avanti per il ritorno della Giustizia Giusta
MV


giovedì 19 febbraio 2026

UN SACRIFICIO RITUALE

 


Terribile lesa maestà giudiziaria nel comportamento che portò l’ avvocato Longo  in carcere ? Assolutamente no, e questo libro lo dimostra. 

Una raccolta impressionante di documenti che prova come la magistratura ebbe a condannarlo innocente.  Ben sapendolo. Il volume raccoglie e commenta gli atti incriminati e li pone  alla valutazione  del Lettore che si renderà conto di come fossero atti assolutamente legittimi e pure assai fondati . Inappuntabili, benchè certamente molto sgraditi perché toccavano il nerbo di potenti illegalità ambientali e chiedevano il trasferimento del processo in altra sede o quanto meno la sostituzione del giudice che prendeva evidenti imbeccate dietro le quinte dopo le quali revocava ogni provvedimento preso che fosse a favore dell’ imputato.    

Va ricordato anche che le istanze incriminate e per le quali l' avvocato Longo fu condannato con rara e studiata ferocia, furono redatte anche in nome e per conto della Rivista Giustizia Giusta, organo della associazione per la giustizia e il diritto " Enzo Tortora", di cui era presidente e direttore all' epoca il compianto prof. Paolo Signorelli, prima vittima di malagiustizia in Italia che abbia avuto un risarcimento per ingiusta detenzione. l' avvocato Longo era referente per la sua regione sia della Rivista che della associazione cui segnalava casi di malagiustizia  della zona. Nel testo troviamo le istanze originali timbrate e vergate col logo della associazione che  da sempre sosteneva l' avvocato Longo nella sua battaglia  di resistenza alla ferocia giudiziario-ordinistica che lo aggrediva da anni. Massacrando l' avvocato a loro inviso, volevano queste jene scatenate liberarsi anche dell' osservatorio contro la malagiustizia che operava attraverso di lui.  In branco lo attaccarono, mentre era debole e sotto processo,  per farla finita  con lui e con l' associazione Enzo Tortora di cui era referente regionale. 




" Macelleria  giudiziaria" documenta nel dettaglio  anche  le oltre 50 illegalità poste in essere invece  in quel processo da un giudice che dimostrava  nei fatti la propria insostenibile  leggerezza del giudicare , rifiutando ogni accertamento richiesto dalla difesa, fra cui la prova di chi avesse fornito il libro incriminato agli esponenti “ ordinistici” che denunciarono l’ avvocato Longo .

 

Chi ha fornito il libro ? Per il giudice era “ Irrilevante”. Chi ne era l’ autore ? “ Irrilevante “ anch’ esso, tanto alla sbarra c’era chi si riteneva essere l’ autore e tanto bastava per soddisfare i querelanti che lo volevano condannato ad ogni costo .  Il libro lo aveva letto qualcuno ? “ Irrilevante provarlo,  perché L’ entità percepisce lo stesso  le offese” : quando il diritto sfocia nel paranormale e nel linciaggio mortale dei dissidenti.

 

 L’ avvocato Longo : condannato prima senza prove e giusto processo per un libro di denuncia del malcostume in ambito giudiziario e  pure  condannato poi a due anni e 4 mesi di carcere per essersi opposto al suo linciaggio processuale chiedendo il trasferimento del processo e il cambio del giudice e , soprattutto, perché la prima condanna non era sufficiente a farlo fuori. 

    Un doppio  processo che fu un rito sacrificale : giudiziario, massonico e kosher.

 

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martedì 17 febbraio 2026

CONTRO UN UOMO LIBERO

 


Quarto volume  del diario scritto da Monitore Veneto  osservatore  della odissea giudiziaria patita dall’ avvocato Edoardo Longo, reo di “ lesa maestà giudiziaria”, agli occhi del nuovo tiranno giudiziario che prospera in Italia. Questo volume percorre il periodo che va dal luglio 2025 al settembre dello stesso anno, praticamente alle soglie della fine di questo arcipelago Gulag italiano. Ultimo volume a firma Monitore Veneto, perché il diario proseguirà, come spiega Monitore nel suo commiato, direttamente attraverso la penna del protagonista che, nel luglio 2025, cominciava a sfuggire ai ricatti dell’ autorità giudiziaria e della cricca ordinistica che ambiva a ributtarlo in galera, premendo sulla prima, per impedire le manifestazioni politiche dell’ Ufficio Dogale a sostegno dello sfortunato legale.  Orribili pagine di una Italia dell’ orrore che vogliamo vedere sparire dallo Storia per la sua indegnità morale assoluta.

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giovedì 12 febbraio 2026

UN CASO UNICO IN ITALIA

 


Caro Avvocato, come le ho anticipato al telefono, il suo caso è assolutamente unico in tutta Italia e le posso assicurare che ho esaminato tutto il data – base dei precedenti del Consiglio Nazionale Forense senza trovare altro caso simile . Tutti gli avvocati cancellati in via amministrativa sono sempre reiscritti dopo  due o tre mesi dal venir meno dei vari impedimenti al mantenimento nelle liste abilitanti all’ esercizio della professione. Intendiamoci : ci sono certo casi di avvocati cancellati che non vengono reiscritti – vengono reiscritti dopo anni , ma – come lei sa – si tratta di cancellazioni disciplinari che sono cosa molto diversa dal suo caso . E ‘ indubbio che chi ha voluto callidamente generarle questa situazione illegale  ciurla nel manico, cioè vuole generare artefatta confusione per mascherare l'  illecito che hanno escogitato in suo danno. Lei ha trattato più volte la questione nel suo blog , ma come mi ha richiesto,  le svolgo una chiara illustrazione del punto, in modo da fugare ogni equivoco in chi non ha dimestichezza con questi artifizi legali.

Cosa significa cancellazione dall’ albo ? Significa che l’ avvocato cancellato, pur rimanendo abilitato, non può svolgere alcuna attività professionale, in particolare avanti all’ autorità giudiziaria nei processi, per tutto il periodo in cui è sottoposto a questa misura.

Esistono due tipi di cancellazione : quella amministrativa e quella disciplinare . Quella amministrativa  non è un giudizio sull’ avvocato , ma si verifica quando viene meno uno dei requisiti previsti dalla legge per svolgere detta professione. Per esempio, quali sono questi requisiti ? La cittadinanza italiana, il possesso di uno studio legale per lavorare, il non contemporaneo svolgimento di attività incompatibile con l’ avvocatura ( esempio : essere impiegato pubblico ) , lo status libertatis, cioè l’ essere libero e non detenuto in carcere. Attenzione : lo stato detentivo non rileva qui a ragioni disciplinari che sono altra cosa, ma solo perché l’ avvocato in carcere non può godere di quella privacy che si ritiene essenziale per lo svolgimento  di detto lavoro. Lo ha ribadito il Consiglio  Nazionale Forense proprio nel suo caso ( Sentenza  63-24 del 21.3.2024 ).  Ed infatti, tutto ciò lo troviamo richiamato nella decisione del 29.12.2022 che, sia pur cancellandolo perché deportato in carcere, ribadiva il suo diritto alla reiscrizione una volta libero , esattamente come stabilisce la legge ( art. 17 comma 15, legge professionale 147-2012 )  :



Infatti , quando il professionista ritorna in  possesso del requisito mancante , ha diritto ad essere reiscritto immediatamente, senza indugio e in forma di fatto automatica.

Diversa è la cancellazione disciplinare. Essa non riguarda l’ esistenza o meno di un dato di fatto necessario per lavorare come quella amministrativa , ma è una sanzione punitiva a tutti gli effetti e viene pronunciata alla fine di un procedimento disciplinare , quando, ritenuto che il professionista abbia compiuto una violazione, anche particolarmente grave, viene punito con la sanzione della cancellazione che è fra le misure più gravi. L’ avvocato cancellato per punizione, può essere reiscritto a pura discrezione dell’ ente forense , quello che i suoi avversari  chiamano pomposamente per autocelebrarsi “ ente ordinistico “.

Non è il caso che la riguarda perché lei non ha mai avuto una cancellazione disciplinare , pronunciata alla fine di un processo disciplinare, ma è stato cancellato per essere in carcere, con il diritto alla reiscrizione una volta uscitone. Lei non ha alcuna pendenza disciplinare in atto, come ho verificato consultando gli atti anche presso il Consiglio Disciplinare Distrettuale di Trieste. Lei ebbe sì due procedimenti disciplinari nel 2018  come ricaduta delle due condanne penali per le quali avevano studiato di buttarla in carcere, ma,  come ho consultato personalmente, questi due procedimenti si sono conclusi con condanne molto lievi in rapporto ai 4 anni ( e un mese beffardo, calcolato proprio per gettarla in carcere ) e cioè a due condanne disciplinari di 3 mesi e 2 mesi di mera sospensione dal lavoro. Dette condanne non furono neanche mai poste in esecuzione per intervenuta prescrizione e in ogni caso non si trattava neanche lontanamente di cancellazione che è la misura estrema punitiva. Di fatto, il Consiglio di Disciplina la ha ritenuta innocente dei fatti di cui alle condanne penali , ma non potendo eludere l’ effetto preclusivo all’ assoluzione derivante  da due condanne penali definitive, le ha comminato le sanzioni più leggere, quelle dei due mesi di sanzione meramente sospensiva, peraltro, non rendendole neanche esecutive, per intervenuta prescrizione. Lei non ha nessuna cancellazione disciplinare da scontare. Nè il Consiglio Distrettuale di Disciplina di Trieste , nè di altrove, ha mai pronunciato una siffatta sanzione disciplinare , la sola che concederebbe agli ordinistici il diritto di torturarla così.  Non si può infliggere ad una persona una sanzione che non è mai stata pronunciata. Non credo che neanche nei tempi oscuri del Medioevo qualcuno avesse mai avuto l' ardire di fare una cosa simile. Quando ho studiato la sua vicenda sono rimasto allibito e costernato. Non ho mai visto una cosa simile. 

Lei ha quindi assoluto e pacifico diritto per legge  a riprendere subito il suo lavoro, lo aveva fin dal 1 marzo, 2023, quando è stato scarcerato   . Non solo : Lei non è stato mai  interdetto in alcun modo, neanche provvisorio,  dall’ esercizio della professione, neanche nelle sentenze che la hanno condannata o dal tribunale di Sorveglianza, tanto è vero che è stato rimesso in libertà con il diritto di svolgere la sua professione, diritto che ha pacificamente esercitato dal 1.3.2023 al 21.3.2024, data in cui la cancellazione amministrativa ( provvisoria) è divenuta definitiva.

Dirò di più : la mera cancellazione amministrativa vale solo per il periodo della mancanza del requisito assente , nel suo caso lo status libertatis che Lei non ebbe dal  luglio 2022 al febbraio 2023. Avrebbero dovuto revocare la cancellazione amministrativa dal 1 marzo 2023, quando uscì dal carcere, perché era di nuovo libero. Ciò è la prassi in tutti i casi come il suo. Sicuramente ciò sarebbe avvenuto, visto che era stato messo nero su bianco questo percorso di ripristino del suo lavoro, previsto dalla legge, ancora nel dicembre 2022 quando lei era addirittura ancora in carcere  , ma il suo problema è stato il cambio di Presidente ordinistico perché il subentrante si è piegato in tutta evidenza a pressioni indecenti in suo danno che prima non avevano trovato udienza . Pressioni a mio avviso molto forti, tali da indurre il cenacolo ordinistico a un comportamento molto grave, cioè quello di violare scientemente la legge dello Stato e di perdurare per anni in detto atteggiamento. L' ente "ordinistico " di Pordenone sta compiendo un illecito da lasciare a bocca aperta perchè tratta in modo del tutto arbitrario e a proprio capriccio come fosse una  cancellazione  disciplinare  un mero caso di cancellazione amministrativa con diritto alla reiscrizione immediata. Non esistono precedenti simili, nè possono esistere, perchè la legge regola minuziosamente le due diverse fattispecie senza possibilità di confusione fra le stesse. 




E’ evidente quindi che chi ha compiuto questo orrore giuridico cerca in tutti i modi, nell’ ambiente giudiziario pordenonese in primis ed in quello dei propri iscritti e laddove ne abbia l’ opportunità nell’ opinione pubblica , di ingenerare confusione giuridica, spacciando la sua cancellazione amministrativa con una cancellazione disciplinare , perché giammai alcun organismo disciplinare ha mai pronunciato una siffatta condanna. E la pronuncia della sola cancellazione a lei inflitta, quella amministrativa,   è quella riportata più sopra , nel dicembre 2022 , dove è peraltro scritto espressamente che , una volta uscito dal carcere , lei aveva – ed ha ! – il diritto a  essere reiscritto.

 Lei mi ha anche chiesto quale sia l’ ammontare del danno che le è stato inflitto dal consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone. Le ho spedito separatamente la mia relazione dettagliata sul punto e qui richiamo solo le mie conclusioni : considerando che oramai due anni di cancellazione effettiva ( dal 21 marzo 2024 ad oggi), hanno di fatto azzerato il suo avviamento professionale, considerato che Ella ha svolto attività di avvocato per 41 anni, la perdita totale di avviamento di uno studio legale di 41 anni di attività, mica un giorno, oltre ai mancati redditi di due anni considerando il suo stato di disoccupazione che si protrae dal 21 marzo 2024, non è assolutamente esagerato calcolare un danno complessivo orientativamente nella misura di euro 500.000 ( cinquecentomila). Ed andrà aumentando ulteriormente finchè si protrarrà l’ attuale situazione di illegale blocco della obbligatoria reiscrizione.

Credo di essere stato sufficientemente chiaro ed esaustivo. A questo punto, il mio consiglio è quello di dar corso all’ azione civile risarcitoria, trovandosi un avvocato capace e onesto da cercare lontano dal foro boario di Pordenone . Perché le dico questo ? Nello svolgimento dell’ incarico accertativo che lei mi ha conferito , ho potuto appurare che a Pordenone vige un passaparola fra i suoi colleghi, non so da dove partito ,ma non credo ci voglia molta immaginazione a sospettarlo – che consiste nel non prestarle alcuna forma di aiuto, neanche relazionandole dei retroscena di questa vicenda , che in realtà non sono neanche tanto segreti e lei facilmente potrebbe venire a conoscenza di chi è stato a mestare nel torbido per giungere a questa allucinante situazione di illegalità che, le ripeto, mi risulta essere unica in Italia.

Rimango a sua disposizione e  la saluto cordialmente .

Comunicazione originale sottoscritta

ROMA

 

mercoledì 4 febbraio 2026

COMPIUTA GIACENZA

 


" Compiuta giacenza ". Ecco la fine che fanno le istanze di reiscrizione dell' avvocato Longo: non vengono neanche ritirate per disprezzo dalla banda  " ordinistica ", violando ogni regola e omettendo cosi l’ atto dovuto di valutarle. Un disprezzo anche maggiore del respingerle. Ma anche perchè  respingerle è assai problematico poiché sono fondate e si sa che l’ avvocato Longo “ non molla”. Meglio risputargliele in faccia ? Magari, a 67 anni e dopo tre anni di esecuzione penale,  sto avanzo di galera si sente finalmente umiliato e si ritira, piegato,  dal chiedere il suo diritto.

Restituita oggi una istanza del 19 dicembre scorso per rifiuto di riceverla.  Quando l’ arroganza sconfina nella illegalità. Chi protegge questi personaggi che si sentono evidentemente  impuniti? C’è un giudice a Berlino , oppure esiste solo il tribunale del popolo, cioè  la forza dell’ opinione pubblica?

Comunque  nei prossimi giorni partirà  segnalazione al procuratore della repubblica e al ministro per questi atteggiamenti illegittimi e di disprezzo. Un organismo di interesse pubblico come l’ ordine degli avvocati, che pure si autocelebra fuor di misura e decenza  come “ ente ordinistico”, non può buttare al macero le istanze che riceve. Non nutriamo soverchia fiducia né nella giustizia, né nella politica, ma di certo questi appelli danno un fastidio enorme a lorsignori.. 

Ricordate quando, un anno fa, segnalarono all’ ufficio penale che l’ avvocato Longo “ osava” ( !) segnalare il loro comportamento al Consiglio Nazionale forense, al Procuratore della repubblica e al Ministro ? Ricordate che per questa lesa maestà  - sentendosi “ attinti” come botti di vin bon – chiedevano a gran voce che si prendessero provvedimenti sulla misura esecutiva cui era sottoposto all’ epoca  Edoardo ? Il che – detto senza tanti giri di parole – significava chiedere di ributtarlo in galera…. Evidentemente, non avendo più un referente cui rivolgersi per minacciare un avvocato di 67 anni vittima di un abuso grande  come un palazzo ( vedi : https://monitore1980.blogspot.com/2025/12/scandalo-al-tribunale-di-pordenone.html   ) , adesso chiedono aiuto al cestino della spazzatura.

Discariche sociali quali i carceri, per gettarvici direttamente l’ avvocato Longo, al momento non se ne vedono più all’ orizzonte, purtroppo per loro : " compiuta giacenza " anche per l' avvocato Longo, che adesso è tornato alla libertà.  E alla sua mai sopita determinazione. 

Domanda finale : può una segretaria omettere di ritirare la corrispondenza raccomandata dell' Ufficio in cui lavora? RISPOSTA: ovviamente no. Salvo che l’ ORDINE di farlo non gli provenga dal datore di lavoro. ALTRA DOMANDA: chi è il datore di lavoro,  cioè il rappresentante legale nel caso di specie ? RISPOSTA: il Presidente dell’ Ordine degli avvocati di Pordenone. CVD. 

Ma esiste ancora una magistratura in questa allucinata città ?

MV

lunedì 2 febbraio 2026

RITORNO A ITACA

 


In data di ieri, 1 febbraio, nella sala delle conferenze dell’ Hotel Tuan alle porte di Pordenone, si è tenuta la conferenza dell’ avvocato Edoardo Longo, organizzata dalla associazione culturale Marciana , in cui è stato anche presentato il libro “ Deportazione”, che narra alcune fasi della  odissea dello scomodo avvocato negli ultimi anni, partendo dalla sua illegale deportazione in carcere. Affollatissima la partecipazione di pubblico, venuto anche dalla più lontane località del Veneto. Al tavolo dei relatori, oltre all’ autore, vediamo i rappresentanti della associazione Marciana, organizzatrice dell’ incontro e i rappresentanti delle altre organizzazioni per l’ indipendenza del Veneto : il Comitato di Liberazione Nazionale Veneto, l’ Ufficio Dogale ( che i nostri lettori conoscono  per gli arditi volantinaggi ) , il Maggior Consiglio.

Il tema della Odissea è stato lo spunto per la conferenza, in cui l’ autore ha rimarcato che anche lui ha affrontato la sua moderna odissea affrontando mostri giudiziari e la vendetta feroce  degli dèi togati nemici ( “ …oggi però , parafrasando il titolo di un film famoso,  il diavolo non veste Prada, ma veste la toga”). Al rientro a casa, dopo la deportazione carceraria,  ha però subito l’ attacco più vile, alle spalle , incontrando anche lui una banda di proci , cioè la cricca “ordinistica “ degli avvocati della sua città, che, con l’ arroganza, l’ imbroglio e la illegalità, gli impediscono da tre anni di svolgere la sua professione.

 Conclusione finale del nostro amico : “ Da tutta questa vicenda durata oltre tre anni , si può concludere che l’ unico, vero, autentico criminale che oggi  alligna in Italia è lo stato italiano, nelle  sue varie articolazioni,  che non ha neanche il pudore di rispettare le proprie leggi ,pur di imporre la sua prepotenza”. Onore ai combattenti del Veneto Libero che hanno accompagnato il loro difensore e sostenitore fin dal primo giorno di aggressione dei maligni dèi togati , fino ad oggi, al suo ritorno ad una Itaca infestata dai proci. Anche le Terre Venete di  San Marco, come Itaca, sono infestate da proci , dalle bande occupanti  di quella  Repubblica Italiana che il rappresentante dell' Ufficio Dogale ha definito quasi un errore della Storia , imposta come fu con la  violenza  dalle armate americane nel 1945 ad un popolo sconfitto. WSM.

MV

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