giovedì 24 settembre 2026

ASPETTANDO GIUSTIZIA

 


" Aspettando giustizia " : un nuovo libro sulle vicissitudini dell’ avvocato Edoardo Longo[1], ma questa volta scandagliate  guardando ad  una angolazione particolare : quella della faccia nascosta della vicenda  : la faccia palese è quella dei dinieghi, imbrogli, sotterfugi del consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone con cui siffatto ente nega la legge e il diritto indiscutibile  alla reiscrizione. [2]

La faccia nascosta è quella che si cerca di illuminare per far luce sul  ruolo dell’ autorità giudiziaria in tutta questa triste vicenda, intrecciata da abusi, sopraffazioni, sotterfugi e manovre sotterranee, mai limpide.

Fin dall’ inizio, fin dalla sua illegale deportazione carceraria [3], Edoardo ha notato delle situazioni che non rientravano nella normalità delle vicende carcerarie, che lui ha esplorato come avvocato penalista per oltre 40 anni. Che ci fosse la volontà giudiziaria di fargli più male  possibile , di impedirgli di ritornare in libertà ( lui ne aveva diritto legale dopo soli 40 giorni di detenzione, essendo incensurato e di buona condotta, nonché in possesso di attività lavorativa, la sua,  quella che dà tanto fastidio alle toghe...) lo aveva capito fin da subito. Ed è questa percezione – purtroppo corretta – che traspare dalle  pagine del suo scritto dal titolo “ Uno stato senza onore” ( NDR : https://monitore1980.blogspot.com/2026/07/un-ringraziamento-diretto-da-parte-mia.html   ),  che pubblichiamo proprio ad illustrazione del senso di questo libro. Dalle pagine di quello scritto si capisce che molto presto il nostro amico ha colto con raccapriccio  che tutta la operazione a regia che lo aveva colpito era finalizzata proprio a togliergli la possibilità di esercitare la professione di avvocato penalista . Difensore di imputati in processi politici, doveva apparire agli occhi della magistratura più forcaiola, illiberale e retriva proprio un “ avversario micidiale”, da cui liberarsi una volta per tutte ,  come gli ha confessato un magistrato onesto a Trieste, un paio di anni fa [4].

Ma chi voleva eliminarlo dalla scena professionale  ?

Non pareva essere volontà del consiglio forense, che ancora  nel 2022, quando era in carcere , aveva emesso una ordinanza che ribadiva il diritto legale dell’ avvocato Longo a riprendere la sua professione una volta uscito dal carcere. [5] Ma qualcosa doveva essere successo, dopo il cambio del Presidente avvenuto nel gennaio 2023, dal momento che il nuovo presidente è risultato essere il perno attorno cui, con un voltafaccia illegale, il consiglio ordinistico ( !) gli ebbe poi a negare oltre ogni decenza il rientro al lavoro. Se poi si considera che la composizione dell’ organismo del 2022 e quello del 2023 era la stessa  con la sola variante del presidente [6], è la stessa logica elementare a dirci che vi erano state delle forti pressioni esterne sugli ordinistici per imporre loro un autentico golpe contro la legalità.

Ma chi era stato a svolgere pressioni così forti e convincenti su quei nove labili soggetti drappeggiati in toghe secentesche, come in una grottesca farsa pirandelliana , “ personaggi in cerca d’ autore “ ? [7]

Qui gli interrogativi possono essere molti, tanto è sfaccettata la personalità dell’ avvocato Longo.

            


Potrebbe essere una pressione politica, in  considerazione dei numerosi libri scomodi che egli pubblica , in particolare critici verso la lobby ebraica , che già in passato aveva fatto inquietanti dichiarazioni pubbliche per eliminarlo dalla scena professionale ? L’ attuale presidente, in effetti, è un esponente territoriale di quel partito, Forza Italia , che è da sempre in prima fila nel combattere i critici verso l’ establishment sionista nazionale ed internazionale . Magari una pressione politica anche per il ruolo di difensore degli indipendentisti del Nord – Est, da Trieste al Veneto, ruolo che nelle aule di giustizia penale Edoardo ha svolto per quindi anni, anche svolgendo istanze che contestavano la legittimità della giurisdizione italiana? [8]

E questo ci porterebbe ad ipotizzare la manina di qualche barbafinta del Ministero degli interni, più ancora che la semplice politica partitocratica.

Ma forse, più di tutte le ipotesi, quella giudiziaria appare essere la più credibile : infatti, chi altri se non potenti magistrati possono muovere colleghi in quel losco balletto sulla pelle di un detenuto che traspare dallo scritto “ Uno stato senza onore” ? Chi altri potrebbe farsi interprete delle barbefinte della Digos che intrecciano da anni una losca guerra nascosta contro l’ indipendentismo veneto ? Chi altri potrebbe accontentare settori della nasal-democrazia  nella loro foja  di voler togliere di mezzo  un loro critico giudicato " antisemita" ?  Chi altri potrebbe garantire l’ impunità giudiziaria agli ordinistici per le violazioni  che essi compiono quasi ogni giorno per impedire la reiscrizione agli albi professionali dell’ avvocato Edoardo Longo ?

Chi altri potrebbe indurre un funzionario dell’ ufficio penale a cercare di imporre ad un povero ex detenuto di rinunciare spontaneamente ( !!!)  al proprio lavoro di avvocato, autorizzato dalla stessa magistratura veneta e in particolare di non farsi più vedere presso il tribunale di Pordenone ? [9]

E tutto ciò senza ricordare sia la confessione riservata del giudice triestino già riportata e le ripetute dichiarazioni in pubblico di un magistrato pordenonese sul fatto che “… non riusciamo a toglierci dai coglioni l’ avvocato Longo..” quando questi era ritornato in libertà,   [10] e analoghe dichiarazioni sputate in faccia ad Edoardo da personale della cancelleria penale, cui Edoardo non ribattè perché, trovandosi ancora sotto sorveglianza all’ epoca ( anno 2023) , poteva rischiare di trovarsi in una trappola e rigettato in galera. Una preoccupazione che poi  si è rivelata sensata.

Questo libro raccoglie proprio una serie di istanze trasmesse ad autorità giudiziarie pordenonesi. Il fine è stato quello di voler informare delle illegalità che l’ Autore aveva patito e stava patendo. Chi doveva informare, se non i “ tutori della legalità” della sua città ?  Da escludere la speranza di un intervento attivo a suo favore ,  perchè non c’ era da sperarlo .  Di certo l’ obiettivo di rendere edotti di queste illegalità i vertici delle autorità giudiziarie di Pordenone era un obiettivo raggiungibile ed è stato raggiunto. L’ avvocato Longo vuole assolutamente ritenere che i destinatari delle sue comunicazioni fossero e siano estranei a maneggi a suo danno , altrimenti non avrebbe scritto loro, e ha sperato e spera che, costoro, informati di quanto leggerete, possano rafforzare  un giudizio positivo nei suoi riguardi che certamente non può che avere riverberi positivi per la sua posizione di vittima delle  sopraffazioni ordinistiche e di chi le ha in tutta evidenza spronate e che rimane ancora celato. Nessuno ormai in quel palazzo può dire di “ non aver saputo”. Se la situazione resta così incancrenita, anche i vertici di quel Palazzo se ne devono assumere inevitabilmente  le responsabilità .

Risposte a queste istanze ? Nessuna. Neanche alla civile e garbata richiesta dell’ anziano leader indipendentista Albert Gardin di un colloquio di mediazione.

In mano a Edoardo non resta altro che il silenzio più assoluto. Un silenzio imbarazzante, ma non per lui , evidentemente. Un silenzio sui cui riflettere , attendendo giustizia.

E le stelle stanno a guardare.

Maurizio Rossetti

 

Questa è la presentazione al libro “ Aspettando giustizia”. Il volume è acquistabile al seguente link : https://www.lulu.com/it/shop/maurizio-rossetti-and-edoardo-longo/aspettando-giustizia/paperback/product-95vjk6y.html?page=1&pageSize=4



[1] La bibliografia sul punto comincia ad essere piuttosto cospicua, fra opere dello stesso Longo, antologie documentarie di  atti processuali, libri di Monitore Veneto ( alias Maurizio Rossetti ), e di Corte di Giustizia Veneta. In appendice abbiamo pubblicato una nota che le riporta .

 

[2]  A questo tormentoso braccio di ferro fra l’ avvocato Longo, armato solo del suo diritto e della legge che glielo conferisce e la cricca ordinistica che, con tutta la sua forza palese ed occulta, glielo nega, sono consacrate le pagine del Diario , pubblicato in vari volumi dalle Edizioni della Lanterna. E’ da poco stato pubblicato il sesto volume della raccolta. ( NDE).

 

[3] A cui è dedicato, appunto, il volume “ Deportazione”. ( NDE) : https://www.lulu.com/it/shop/edoardo-longo/deportazione/paperback/product-gjde48q.html?page=1&pageSize=4

 

[5] Questo decreto è più volte richiamato e pubblicato nel corso di questo libro. ( NDA).

 

[6] Quello onesto del 2022 non si era più ricandidato nell’ organismo in oggetto.

 

[7] E alla evidente ricerca di “ argomenti” così accattivanti da convincerli a gettare alle ortiche con determinazione e noncuranza il proprio onore.

 

[8] Alcune di queste istanze sono pubblicate in suoi libri, quali “ Rotte di libertà”, “ Non sei il mio giudice”, “ La giustizia negata”. ( NDE).

 

[9] Vedasi la relazione pubblicata in appendice e il capitolo “ accanimento inaudito”.

 

[10] Questo magistrato non ci risulta più in organico presso il tribunale di Pordenone da un paio d’ anni. ( NDA).

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