martedì 29 luglio 2025

ANCHE VICENZA SALUTA


Caro Avvocato , quante cose sono cambiate in meno di dieci giorni…. In dieci giorni le hanno concesso tutti gli sconti dovuti, hanno fissato la fine della sua persecuzione, ha finito di tribolare  con l’ ufficio penale di Udine e non ha più  la sorveglianza. E' possibile, finalmente, dopo tre anni di crudeltà ? E’ quasi libero. Quel giudice però è stato bravo.  Non ci contavamo di vedere tutte queste cose in una settimana. Era un anno che tiravano alle lunghe questo strazio. Piangevamo in casa a leggere quante fatiche doveva patire lei e gli amici che combattevano per lei avanti al tribunale. Siete stati tutti forti e bravi.  Io, mio marito  e la mia famiglia siamo felici e speriamo di vederla presto di nuovo nei tribunali a difendere i diritti del popolo veneto. Siamo tutti martoriati. Forza e coraggio  e sempre viva San Marco che ci protegge. 

Una famiglia autodeterminata

Di Vicenza  

IL POPOLO CONTRO L' ORO

 


Caro Monitore, intanto voglio  manifestare il mio apprezzamento per il cambio di iconografia dei post : lo stile medievale mi appare molto adeguato, suggerisce una idea estetica di forza, vigore, che appartiene alle nostre Tradizioni : basta, in effetti, con toghe , parrucche, ciprie e tutto l’ apparato talmudico di ipocrisie, falsità , codicilli del menga, che corolla gli abusi del folle pianeta giustizia, del tutto scollegato con la realtà  e solo servo dei poteri senza volto e senza anima, per conto dei quali svolge la funzione di carceriere e persecutore ! E’ l’ ora che le sentenze non vengano più scritte con l’ inchiostro del Talmud, ma col sangue e la spada ! Non certo con il sangue degli innocenti o dei poveri sudditi , ma con quello putrido e nerastro dei corrotti di questa nave impazzita che va alla deriva e si chiama I-ta-lya, così come viene scritta  e pronunciata in ebraico dai padroni sionisti che ci perseguitano. Con la spada si salva il diritto e la giustizia ! Lo sapevano già i Romani. 

Vengo al punto : sono un Lettore delle Edizioni della Lanterna e vorrei salutare l’ amico Edoardo  Longo e dirgli che gli sono vicino. Dalla lettera che sto scrivendo lui capirà chi sono. Hanno ragione i Lettori del blog  a dire che è ora di fare giustizia per gli abusi patiti dal nostro amico, patiti fino allo sfinimento. Mi associo a questo coro. Sappiamo tutti che l’ avvocato Longo non è capace di “ vendetta” alcuna se non nei limiti della legge. Che abbia ragioni da vendere non si discute, ma vorrei dirgli di lasciar perdere. Per lui, per noi, non c’è giustizia da parte di questo Stato ! E’ inutile, avvocato, che sporga querele o prepari azioni legali ! I tribunali non le renderanno mai giustizia. Se lo dovesse fare, mi ricorderà quei kamikaze giapponesi pronti a lanciarsi con il loro ZERO sulle  navi americane e che prima di partire sfogliavano i petali di ciliegio vedendoli cadere, per una forma superiore di meditazione sul loro destino. Non  lo faccia ! Ogni querela verrà archiviata, sono solo petali di ciliegio,  sarà inutile e si dovrà attendere la violenza di Stato piombare di nuovo su di lei. 



[ Giudice italo - talmudico ]

Segua invece la strada politica che stava dando i suoi effetti. Mi riferisco ai volantinaggi dei suoi amici, che avevano mandato in paranoia fino al parossismo il palazzo dell’ indecenza : quelle toghe  hanno molto da nascondere  per il fatto di aver abusato del loro potere per condannare un innocente e togliergli il lavoro con imbrogli che fanno vergognare anche gli zingari più truffatori. Continui con queste azioni di protesta politica ,  fino a organizzare un Processo Popolare che coinvolga la gente. Mi pare di aver letto qualcosa sul blog in proposito. Assediare il palazzo d' Inverno. Assediare il palazzo dell' Indecenza.  Come aveva fatto il vostro Doge

Un ultimo consiglio per l' avvocato : giustamente Lei insisterà ancora per tornare a fare l’ avvocato. Deve farlo ! Di questo hanno paura, una paura fottuta, non desista dalla battaglia. Lei ha il diritto, la legge e la giustizia morale dalla sua. Piuttosto, mi consenta un suggerimento : faccia una raccolta di firme fra i suoi amici, ex clienti, sostenitori, per chiedere l’ applicazione , una buona volta, del suo diritto al lavoro. Impedendoglielo hanno fatto una porcata pazzesca, e solo della mobilitazione popolare hanno paura in quelle losche tane togate ! Il popolo contro l’ oro. Anzi : contro  loro. Lei ha già capito a chi  mi riferisco.

Un caro e cameratesco saluto ,

R.F.

Monfalcone

lunedì 28 luglio 2025

UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI GLI AMICI

 


La notizia della fissazione definitiva della fine della ingiusta pena inflitta all’ avvocato Edoardo Longo a seguito di una losca operazione a regia che ha avuto il suo epicentro operativo presso il palazzo di giustizia (? ) di Pordenone , è volata rapidamente fra i lettori di questo blog. Li ringraziamo tutti per i messaggi di solidarietà e felicitazioni inviati, di cui qui facciamo un richiamo solo ad alcuni dei tanti, i più significativi. Quelli più estesi, invece, li pubblicheremo un po’ alla volta integralmente. il primo a scriverci è stato Albert Gardin, da Venezia, e il suo messaggio lo abbiamo pubblicato separatamente. 

Da Roma ci scrive G.CP . : “ Adesso che è finito l’ incubo, siedi e aspetta di veder passare i cadaveri dei tuoi aguzzini”. Un sentimento molto diffuso, quello di richiedere quella giustizia nei confronti di chi si è accanito sparando “ con pallettoni da caccia all’ elefante” – espressione usata da Edoardo -  nei confronti dell’ avvocato dei ribelli… La replica del nostro amico : “ .. Per vederli passare debbo comunque dar loro una spinta per farli cadere in acqua..” Eh. Già.. quella è gente togata, veri paraculi, con mille agganci e protezioni nell’ ambito giudiziario.. Sperare che qualche magistrato si attivi nei loro confronti da solo, per tutti gli abusi che  hanno compiuto in 3 anni e oltre e stanno ancora compiendo, è pura chimera… Io, il vostro Monitore, aggiungo anche che, se anche cadono nel famoso fiume del proverbio, restano a galla : infatti la loro sostanza di cui son intrisi è per definizione “ galleggiante”. Per mandarli a fondo  andrebbe legata loro al collo con una catena una pietra…  

Il paragone con i “pallettoni da caccia all’ elefante “, ha colpito la fantasia dei nostri Lettori e da Gorizia uno ci scrive ricordando che “ gli elefanti hanno buona memoria..” Altrochè ! Ma ogni persona onesta e che ama la giustizia ha e avrà la stessa memoria dei tanti crimini togati patiti da Edoardo, perché c’è qua il vostro Monitore che li ricorda a tutti, in attesa di quel giudizio popolare – veneto e non solo – che dovrà incriminare e adeguatamente condannare tutti questi lestofanti in toga e alle dipendenze dello Stato. 

Ed è lo Stato il vero e unico criminale di questa vicenda e di tante altre simili , come ci ricorda un Lettore auto-determinato Veneto che, a proposito della operazione per eliminare brutalmente l’ avvocato Longo, ci cita Hans Hermann Hoppe , il filosofo e politologo libertario ( che apprezziamo moltissimo), che così scrive : “ Lo stato può anche ordinare che tu sia ucciso per difendere se stesso o qualunque cosa che lo stato consideri difesa della sua proprietà statale”. Un avvocato scomodo, troppo battagliero e non per finta  ? Poichè la giustizia “ è cosa loro”, dello Stato e dei poteri mafio-togati e incappucciati che lo compongono,  può andare benissimo ucciso e tolto di mezzo : e tutte le marionette dello Stato e del sistema  ubbidiscono ed eseguono senza obiezione.

L’ idea della vendetta da compiere nei confronti di tutti questi banditi - che sarebbe più corretto definire giustizia, una giustizia che andrà cercata senza sperare nelle aule dei tribunali di Stato – accarezza molti dei nostri lettori e uno di loro, da Udine, il cui figlio è stato assassinato in carcere , dalla mala sanità penitenziaria che non gli diagnosticò un tumore se non quando era ormai all’ ultimo stadio ed incurabile – ci scrive con ironia : “ Anche la giustizia si consuma fredda…Lei, per ringraziamento , al momento giusto, la serva leggermente surgelata..” E ringraziamo ancora tutti gli altri che hanno fatto sentire la loro voce, a cominciare dall’ amico e collaboratore delle Edizioni che da Treviso  ha scritto : “ Bella notizia, era ora. Son contento per te che inizi a vedere un barlume di luce”.


Naturalmente ci ha scritto anche l’ amico affettuosamente soprannominato Talpa, l’ agente di polizia giudiziaria che lavora in un tribunale del FVG . Ci ha scritto molte volte, con preziose informazioni, ma noi ne abbiamo fatto tesoro senza citarlo per evitare che il suo anonimato fra le toghe malefiche venisse scoperto. E’ gente bastarda ( come ci scrive un dirigente del CLNV) , che non ha alcun disagio a fare più male possibile. Per il vero, non abbiamo citato l’ ultima profezia del buon Talpa , che per fortuna non si è avverata : Talpa aveva percepito il profondo disappunto fra le toghe sul fatto che l’ anno scorso, contro gli accordi presi in precedenza fra questi galantuomini , a Edoardo fossero stati concessi 135 giorni di sconto di pena per buona ( anzi, ottima), condotta e che lui avesse avuto l’ ardire di utilizzarli a suo favore per richiedere la re-iscrizione all’ albo degli avvocati, come è suo diritto. Lo avrebbero fatto tutti, ma lui “ non doveva farlo”. Infatti l’ ufficio penale di Udine a febbraio era riuscito a brigare perché non gli venissero concessi ed Edoardo " non ci riprovasse". Purtroppo per tutti questi galantuomini , il Giudice ha tagliato netto con questi ricatti e ha concesso tutti i giorni di sconto mancanti. 

Talpa sosteneva che sarebbe stata adottata una soluzione ambigua che avrebbe accontentato l’ ente ordinistico : non potendo non concedere gli sconti – peraltro sulla base di una ottima condotta certificata dalle relazioni dei Carabinieri, la sola istituzione seria in questa vicenda  – ne sarebbero stati concessi solo metà : Pertanto,  non sarebbero stati utili ai fini della reiscrizione all’ albo, perché agevolmente la nota cricca avrebbe messo l’ accento sulla parte negativa per vanificare quella positiva: giochetti talmudici in cui questi soggetti eccellono. Così non è stato grazie a Dio - e grazie ad una intensa attività difensiva di  Edoardo in questa primavera, ma di questo ne parleremo più avanti.. - e la battaglia finale , quella per recuperare il diritto al lavoro che è stato rubato con destrezza ladresca dall' ente ordinistico e dai suoi mentori , si riaprirà a settembre. Continuate  a seguirci !

Il Monitore

domenica 27 luglio 2025

DIES ILLA

 





Aggiorniamo il post https://monitore1980.blogspot.com/2025/07/verso-la-fine-della-illegalita.html  . In data odierna è stato notificato all' avvocato Edoardo Longo il giorno preciso del " fine pena"  dopo i due sconti ottenuti con fatica : 135 giorni l' anno scorso e gli ultimi 90 dovuti quest' anno. Il giorno é il 15 DICEMBRE 2025 .  Un  ottimo giorno per iniziare la propria VENDETTA

Il Monitore 

venerdì 25 luglio 2025

UN PASSO AVANTI VERSO LA LUCE

Un passo importante verso la luce ! La lotta continua ! Comunque il fronte mafioso rimane organizzato e avverso. Per noi il tuo caso rimane un fronte di lotta a dimostrazione dell’esistenza di tante camorre, tanti grumi mafiosi organizzati clandestinamente nel territorio che già fu, è e sarà della Repubblica  Veneta.

Albert Gardin

Ufficio Dogale,  Venezia 


mercoledì 23 luglio 2025

VERSO LA FINE DI UN SEQUESTRO DI PERSONA


In data odierna il giudice di Sorveglianza di Udine   ha concesso all' avvocato Edoardo Longo  lo sconto finale di pena, nonostante il ben noto ostruzionismo che abbiamo documentato a lungo su questo blog : 90 giorni, il massimo previsto e concedibile per l' ultimo e finale anno appena decorso . Fine pena e fine sorveglianza  nella prima decade di dicembre, come da comunicazione precisa del giorno che verrà notificata dalla Procura Generale di  Trieste da un momento all' altro . Il decreto di liberazione anticipata ( questo è il nome tecnico) è  stato pronunciato il giorno 21 luglio, pochi giorni dopo la recezione di  una istanza in tal senso pervenuta in data 18 luglio  da parte dell' avvocato Longo. In tutta evidenza  il Giudice ha bypassato con la sua autorità l' ostruzionismo frapposto da febbraio  dall' ufficio penale - molto vicino all' ente ordinistico di Pordenone -  che aveva fatto anche  rigettare analoga istanza del gennaio scorso. Il Giudice di Sorveglianza ora   si è pronunciato favorevolmente e in tempo reale, neanche tre giorni dopo, mettendo la parola fine ad ogni ostruzionismo.   Sul  precedente rigetto pende ancora impugnazione avanti al Tribunale di Sorveglianza di Trieste che andrà a pronunciarsi, ovviamente, per la " cessazione della materia del contendere" essendo nel frattempo stato concesso lo sconto di pena richiesto ( 45 giorni) , oltre a quello successivo e finale appena maturato di altri 45 giorni. Abbiamo chiesto parere all' avvocato Longo che ci ha risposto così : " Sono lieto del decreto di sconto di pena, ovviamente,  e anche perchè così giustizia è stata fatta. Negarlo per le pressioni contrarie ricevute, sarebbe stato immorale. Mi rimane comunque un gran  senso di vomito per una condanna che non andava pronunciata, perchè io ero innocente e le risultanze processuali lo confermavano, oltre ogni dubbio. Nessun giudice  onesto avrebbe potuto condannarmi. Perchè  giustizia sia completa , mi deve ancora essere restituito il mio lavoro che mi è stato sottratto l' anno scorso con modalità ladresche ed illegali dall' attuale consiglio forense di Pordenone, su evidente pressing di qualcuno. La mia battaglia continua e ringrazio tutti quelli che in questi anni di trincea mi hanno manifestato vicinanza e sostegno.  "

Il Monitore 


mercoledì 16 luglio 2025

ARCIPELAGO GULAG

 


Non solo libri sul degrado disumano delle carceri italiane : questa collana  documenta , attraverso diari di detenuti, lo scandalo dei processi politici ai dissidenti in Italia e nel libero Occidente  : Indipendentisti del Veneto, revisionisti, fascisti, studiosi, singole personalità ribelli, tutti reclusi per intolleranza politica di regime , dall’ Italia, alla illuminata  Francia, fino alla pacifica Svizzera dove puoi finire a 80 anni in carcere duro per avere dubitato della autenticità del cd olocausto ebraico. Questa è la democrazia  del “Libero uccidente “ Documentazione  unica introvabile altrove :

https://lanterna88.blogspot.com/search/label/Arcipelago%20Gulag  

mercoledì 9 luglio 2025

PAROLA D' ONORE


Pordenone, martedì 24 giugno 2025

AL


CONSIGLIO DELL’ ORDINE DEGLI AVVOCATI

Largo Giustiniano – 33170 PORDENONE

RACCOMANDATA RR

 

SOLLECITO DI RICHIESTA DI CHIARIMENTO

 

Premesso :

1)      Che in data 14.01.2025 ( ! ) il sottoscritto trasmetteva richiesta formale di chiarimento ( qui allegata ex novo per praticità) con la quale chiedevo mi venisse data risposta in modo chiaro ed univoco al seguente quesito più che legittimo, atteso anche che il sottoscritto è stato iscritto a codesto ordine per 41 anni consecutivi :

“ se detto ente è intenzionato o meno a reiscrivere il sottoscritto all’ albo degli avvocati quando la esecuzione penale in atto, non muraria, sarà cessata”.

2)      Considerato che la vostra risposta contenuta nella delibera ( …)  datata 21 marzo 2025,  appare vaga, generica, incerta e quindi l’ esatto contrario di quanto richiestovi, essendo del tutto generico ed incomprensibile il richiamo ad una sentenza del CNF,

3)      Considerato che codesto COA ha tenuto nel tempo nei miei riguardi, sotto la presidenza Visentin , un comportamento che non si può definire improntato a chiarezza, rispetto  e linearità, avendo negato istanza di auto-annullamento della cancellazione in considerazione della pendenza della connessa impugnazione, avendo negato una prima istanza di reiscrizione sul presupposto che la cancellazione in quel momento non era definitiva essendo  pendente una impugnazione, avendo negato in varie circostanze lì applicabilità del principio del diritto alla iscrizione di professionista non in esecuzione penale muraria ma in stato di libertà, avendo negato il diritto alla reiscrizione post cancellazione amministrativa ormai  definitiva e derivante da stato provvisorio di detenzione ( finita l’ 1.3.2023) un tanto contra norma legislativa sul punto e, più recentemente, avendo ammesso in una memoria ante la Corte di Cassazione di aver violato detta norma specifica, in nome peraltro di ragioni pretestuose su cui al momento non mi soffermo in virtù della citata pendenza ancora in essere, è evidente che non può essere ritento esaustivo un generico richiamo da parte Vostra a sentenza che peraltro ha altro  in oggetto, ma si rende doverosa da parte di codesto ente una risposta chiara  e diretta al chiarimento richiesto.

4)      Va da sé che non è discrezionale decidere sul diniego di accesso ad una professione o lavoro a qualunque lavoratore/professionista  che abbia superato ogni esame di abilitazione in tal senso e che abbia esercitato detta professione/lavoro per oltre 40 anni ,  essendo quello alla indicazione precisa di una data di ripresa dell’ attività lavorativa ,   un diritto costituzionalmente garantito , atteso inoltre  che è pacifico ed evidente che le condanne infertemi ( peraltro ingiustamente ed illegittimamente  ) non sono ostative ex lege alla reiscrizione , per le quali il solo requisito ostativo ex lege  alla re-iscrizione ( stato di detenzione ) è venuto meno fin dal 1 marzo 2023. E siamo al luglio 2025.

5)      Un tanto senza rinuncia alcuna né all’ azione intrapresa avanti alla Corte di Cassazione, né al connesso diritto alla reiscrizione amministrativa  tout court  derivante dalla legge professionale  e dal medesimo decreto di cancellazione di questo ente del 29.12.2022 e dal relativo richiamo normativo alla LP in esso contenuto  .

Resto in attesa di un riscontro chiaro come è dovuto ed entro il termine di giorni 15 dalla presente richiesta.

Distinti saluti.

Avv. Edoardo Longo 


COMUNICAZIONE INVIATA IL 24 GIUGNO 2025. SI ATTENDE RISPOSTA, MA DUBITIAMO CHE ARRIVI...


Ricordiamo ancora una volta che l' avvocato Edoardo Longo ha diritto a riprendere la sua professione come stabilisce la legge e  lo stesso decreto dell' ordine forense del 29.12.2022 che fissava il diritto alla ripresa lavorativa fin da primo giorno di restituzione alla libertà, in conformità alla legge ! I nostri lettori conoscono perfettamente questo decreto, ma per qualche smemorato lo riproduciamo per la centesima volta :


Nonostante ciò, la attuale direzione forense di Pordenone, sfidando la legge  e i decreti del precedente consiglio, ormai definitivi da 2 ANNI E 5 MESI , impedisce, con continui e farlocchi pretesti e sotterfugi,  all' avvocato Edoardo Longo  di lavorare, e ciò fin dal 21 marzo 2024, data in cui detto decreto è divenuto definitivo ed esecutivo . 16 MESI senza poter lavorare, pur avendone diritto certificato. 

Tuttavia  nel testo del primo rigetto di reiscrizione di circa un anno fa  - impugnato e attualmente in attesa del giudizio della Corte di Cassazione -  scrissero che la domanda  sarebbe stata accolta dopo la fine della esecuzione penale in atto pur essendo libero , ma lo scrissero in modo sibillino e ambiguo, probabilmente al solo di fine di indurre una speranza e che il rigetto non venisse impugnato. Non era il primo sotterfugio utilizzato per nascondere la volontà illecita di non permettere il lavoro, confidando in una vaga rassicurazione per il futuro.  Dato il carattere sfuggente della dichiarazione e la poca linearità e attendibilità  di chi lo aveva pronunciato, che già si era fatto un baffo del chiarissimo decreto del 29.12.2022,   l' avvocato Longo richiese un chiarimento che avvenne nello stesso modo sfuggente. A fronte di  questa catena di sotterfugi adesso l' avvocato Longo ha chiesto, come è suo diritto, un pronunciamento esplicito. Arriverà ? Più probabile che si recidano i testicoli, piuttosto che  essere chiari e onesti  ....

Di tutto ciò  dovranno prima o poi renderne conto. 
Il Monitore 

TOGHE E FORCHETTE, LA GIUSTIZIA ALL' ITALIANA

 


“Evaso il 26enne Andrea Cavallari, condannato a 11 anni e 10 mesi di reclusione per la strage della "Lanterna Azzurra" a Corinaldo: il magistrato di sorveglianza lo aveva autorizzato a uscire dal carcere per discutere la tesi, senza la scorta della polizia penitenziaria.Nel dicembre del 2018, durante il concerto di Sfera Ebbasta, morirono 6 persone: Emma Fabini di 14 anni, Eleonora Girolimini sui 39 anni, Asia Nasoni di 14 anni, Mattia Orlandi di 15 anni, Daniele Pongetti di 16 anni e Benedetta Vitali di 15 anni.La banda, della quale Cavallari faceva parte, spruzzò spray al peperoncino, generando il panico, per rapinare i ragazzi che affollavano il locale.”

 



RIFLETTIAMO : 11 anni per  una strage e 4 anni per  aver offeso un giudice, pure alquanto scadente  : la strana idea di giustizia della magistratura italiana. Il presunto" onore " di un giudice  per le toghe italiane vale 4 anni di carcere, tale è la pena inflitta all’ avvocato Edoardo Longo, reo di “ lesa maestà giudiziaria” . La VITA di un singolo ragazzo ammazzato  vale invece meno di 2 anni. 11 se ne ammazzi  6. Pure lo sconto... In Italia, la giustizia è proprio uguale per tutti. Ma c‘è sempre qualcuno più uguale degli altri. Buon appetito, giudice.  

Il Monitore

 

lunedì 30 giugno 2025

L' INFINITA ECLISSE DELLA GIUSTIZIA

 


Da oggi 30 giugno 2025, si è aperta quella inquietante finestra di cui abbiamo parlato qualche giorno fa (https://monitore1980.blogspot.com/2025/06/l-inquietante-finestra.html     ). 

Si è chiuso anche l’ ultimo semestre integrale di pena esecutiva all’ avvocato Longo, con le sue limitazioni, per lo più agli spostamenti. La legge impone, da oggi fino al 15 settembre , che il giudice sorvegliante calcoli la buona condotta tenuta dal condannato nell’ ultimo periodo ancora non osservato e che corrisponde all’ ultimo anno passato. Se sussiste, come sussiste, la buona condotta tenuta, è obbligato a concedergli uno sconto di pena pari a 90 giorni, sconto finale. Se a dare giudizio fossero i Carabinieri, cui è dato verificare la condotta, non c’è dubbio che il parere sarebbe favorevole , essendosi già espressi in tal senso  ancora nel gennaio scorso.

 Purtroppo, il problema è nell’ Ufficio Penale che pare essere portavoce dei desiderata di una amabile cricca in toga che, sulle rive del fiume Noncello , non vuole “ complicazioni” alla faticata e raggiunta liquidazione dell’ avvocato Longo, escluso illegalmente dalla  possibilità di lavorare .

E così, proprio per non danneggiare l’ ente ordinistico pordenonese ( l' Ufficio Penale ha scritto proprio così : " danneggiare" -  credetemi !)  , già mesi fa, con un vile stratagemma ( cfr https://monitore1980.blogspot.com/2025/05/novita-dal-palazzo-dell-indecenza.html     ) , l’ Ufficio Penale   aveva già messo  il giudice in condizione di non pronunciarsi favorevolmente nei confronti di Edoardo. Praticamente si era rifiutato di certificarne la evidente buona condotta, pur di non fargli avere lo sconto. Vediamo cosa si inventerà adesso, perchè questi non si arrendono di fronte alla verità o alla giustizia o al diritto altrui. 

Non riconoscergli lo sconto finale di pena per buona condotta , che non hanno negato neanche a Giovanni Brusca, quello che scioglieva i bambini nell' acido,  è la sola vendetta che certa gente può maturare in questo contesto per il fatto che  Edoardo non ha impedito, come gli volevano imporre,  l’ attività politica in suo favore di Ufficio Dogale  avanti al tribunale di Pordenone. E finalmente, alla chiusura della finestra ( che avverrà, immaginiamo, il più tardi possibile per protrarre al massimo la sofferenza della vittima ) , non potranno più essere spiccati ricatti a Edoardo o le infinite  minacce a toga armata che hanno contrassegnato tutta la fase di esecuzione penale del nostro tosto amico  che ci ha autorizzato, un po’ alla volta, a raccontarle TUTTE, a cominciare dagli  imbrogli giudiziari della magistratura del FVG ancora nel lontano luglio 2022, quando fu deportato illegalmente in carcere. Si può trarre un auspicio  di come si chiuderà la finestra ?  E chi può dirlo ? La partita fra onestà e abuso, quando c’è di mezzo lo Stato italiano, propende sempre verso il secondo fattore della equazione…Intanto registriamo la strana (?) circostanza che da circa un mese Ufficio Penale non evade più le richieste di autorizzazioni di  Edoardo, neanche  quelle per recarsi nelle sue abitazioni…Cosa dite voi, che sia un avvertimento ? Fatto sta che  l’ Ufficio è sempre in ferie….beati loro ! Pensino alle ferie coatte cui Edoardo – che invece,  lui sì,  lavorare vuole – è costretto da 16 mesi per illegale volontà dei loro amici dell’ ente ordinisticoad majora... Noi non dimentichiamo NIENTE  e chiederemo conto di TUTTO.

Il Monitore

SCANDALO GIUDIZIARIO A PORDENONE


 Il COA (Consiglio Ordine Avvocati), presieduto dall’avv. Igor Visentin, impedisce illegalmente  la reiscrizione dell’avvocato Edoardo Longo all’Album professionale per impedirne la pratica forense, ritenuta avversa agli interessi della cupola che agisce con arroganza e prepotenza  all’ombra del Tribunale di Pordenone.

L’Ufficio Dogale esprime la sua solidarietà all’avvocato Edoardo Longo, denuncia la discriminazione che subisce, chiede le immediate dimissioni dell’attuale dirigenza del COA di Pordenone e il reintegro dell’avvocato Edoardo Longo nell’Albo forense di Pordenone.

Ricordiamo che Edoardo Longo è avvocato di lungo corso con oltre 40 anni di carriera giudiziaria sempre al servizio di persone e movimenti impegnati in battaglie di giustizia e di libertà.

L’Ufficio Dogale denuncia anche lo stato di disinformazione e di censura praticata dalla stampa di regime che supporta l’illegalità del comportamento COA di Pordenone sul caso Edoardo Longo.

Pordenone, 29 giugno 2025

Albert Gardin

UFFICIO DOGALE - VENEZIA

giovedì 26 giugno 2025

UN TRONO DA ROVESCIARE

 


Terzo volume della  odissea di un dissidente, ,l’ avvocato  Edoardo Longo , maciullato dalle mascelle e dagli artigli del sistema giudiziario  togato e arrogante  . Il volume contiene commenti, note, documenti , lettere di  cittadini, di ex clienti dell’ avvocato Longo, di associazioni indipendentiste , tutte pubblicate per la conoscenza  della vicenda dello scomodo legale che , per il suo coraggioso impegno professionale a favore degli oppositori politici al sistema massacrati da processi penali politici , ha subito una violenta aggressione giudiziaria, due condanne pesantissime pur essendo innocente, la deportazione in carcere di massima sicurezza e, infine, perché non abbandonava la sua professione di avvocato esercitata con passione per 41 anni, anche una illegale estromissione dall’ albo forense , messa in atto con violazione di leggi , di decreti, abusi, sotterfugi che gridano vendetta al cospetto di Dio e che in uno stato normale  e civile avrebbero portato i  responsabili avanti a un tribunale. Nel volume : l’ analisi di scottanti documenti della operazione a regia  . Inoltre :  i documenti, le foto, i volantini e i manifesti  della  difesa pubblica e politica dell’ avvocato organizzata dal gruppo di Ufficio Dogale davanti ai tribunale di Pordenone . Una strenua denuncia che  ha scatenato l’ ira colpevole  del locale gruppo giudiziario e forense  di potere : il Trono del Pavone, appunto. Una sconcertante vicenda di abusi  e violenza  corporativa.

 

LINK PER L’ ACQUISTO DEL LIBRO :

https://www.lulu.com/it/shop/monitore-veneto-and-edoardo-longo/il-trono-del-pavone/paperback/product-jey2dp2.html?page=1&pageSize=4   



martedì 24 giugno 2025

CON OSSEQUIO

 


Quella che vedete sopra è una lettera che svela molti passaggi della operazione che ha portato alla illegale estromissione dell’ avvocato Edoardo Longo dal suo albo professionale, condannandolo ad una situazione di disoccupazione che si protrae ormai da 15 mesi nella perfetta indifferenza dell’ illustre ente ordinistico di Pordenone nello stabilire la data di ripresa del lavoro. Letta così, questa lettera  potrebbe non dire molto, ma essa va collocata nel preciso contesto cronologico e letta con attenzione tecnica, perché, rigo per rigo, svela molte cose. Ho parlato a lungo con Edoardo ed ora penso di potervela illustrare in modo adeguatamente chiaro. Andiamo con ordine.

Si vede di primo acchito che è una lettera dell’ ente ordinistico a firma del suo presidente ( provvisorio) appena venuto dal ridente paese rurale  di Portogruaro e appena  sedutosi sul Trono Ordinistico. E’ rivolta al Giudice di Sorveglianza di Venezia/Padova che nei giorni successivi scarcerò  Edoardo, deportato nel carcere di massima sicurezza di Padova. La data è quella del 17 febbraio 2023. Edoardo, rinchiuso nel famigerato Due Palazzi, aveva avuto ai primi di gennaio, un lungo colloquio con il Giudice, dal quale era emerso in modo indiretto che lo stesso era intenzionato a scarcerarlo il più presto possibile. Lo stesso Giudice informò il prigioniero in quella circostanza che aveva personalmente fissato udienza a tal fine , non potendo decidere per mere ragioni processuali sul momento. La data era quella  del 1 marzo 2023, che, casualmente, coincide pure con il Capodanno Veneto ed era la più vicina possibile. “ Mi resta solo la formalità di una richiesta informativa all’ ordine degli avvocati”, disse il giudice congedando cordialmente il prigioniero. Siamo al 5 di gennaio 2023, l’ udienza era fissata al 1 marzo successivo : è ragionevole supporre che il Giudice abbia sbrigato subito la formalità informativa ( già conosceva la posizione professionale dell’ avvocato, ancora iscritto all’ ordine forense) , dal momento che il tempo era poco. Da qui già si assume un dato interessante  : il  Visentin, insediatosi sul Trono Forense più o meno negli stessi  giorni di questo colloquio,  tardò un mese circa a rispondere al Giudice . Non aveva fretta. Tutta questa vicenda è connotata dalla volontà degli ordinistici legati al Visentin di sabotare ogni diritto di Edoardo attraverso tutte le tecniche  dilatorie del caso.

Veniamo ora al contenuto della lettera. Il Giudice aveva chiesto se l’ avvocato poteva esercitare. Il Visentin non può negare la circostanza e precisa che, si , vi era una impugnazione al decreto del dicembre precedente di cancellazione, ma tale impugnazione permetteva l’ esercizio della professione. Abbiamo qui chiaro già come il Visentin si trovasse su una posizione di feroce ostilità verso l’ avvocato Longo, perché omette completamente di dire al Giudice che, sì Edoardo era stato cancellato , ma che il decreto di cancellazione, pronunciato dal Presidente che lo aveva preceduto, stabiliva anche che l’ avvocato Longo aveva il diritto alla automatica reiscrizione una volta scarcerato. In conformità alla legge.  Ve lo ricordate voi, vero, il decreto ? Lo abbiamo pubblicato sul blog più volte, ma lo ripubblichiamo ancora  per comodità di lettura :

 


 

A fronte di  una dimenticanza (?) gravissima, Visentin si concede però in cambio  lo zelo di aggiungere una cosa che non esiste in diritto, ma che nella sua mente non proprio limpida, avrebbe dovuto impressionare il Giudice e farlo recedere da ogni decisione a favore di Edoardo ( che lui non conosceva essere già decisa  e peraltro non sospettava neanche.. ) : aggiunge un perfido inciso : “ Si segnala inoltre che allo stato non sono pervenuti dal Consiglio Distrettuale di Trieste provvedimenti di carattere cautelare”. 

Cosa vuol dire ? Adesso ve lo spieghiamo con un po’ di pazienza. Non si tratta di provvedimenti disciplinari. Per inciso, non ce ne erano. E’ ovvio che , se , per esempio, fosse stato in viaggio una sanzione disciplinare che bloccava per un periodo di tempo il lavoro a Edoardo, nessun giudice gli avrebbe concesso di uscire dal carcere, perché la legge prevede che un condannato possa essere “ graziato” dalla detenzione solo ed unicamente se fuori abbia un lavoro che lo aspetta . La cancellazione non era operativa ( e in un regime forense normale sarebbe anche stata auto-revocata dal momento che, uscendo dal carcere , ne venivano meno i presupposti) , sanzioni disciplinari non ve ne erano, Visentin era in grado di capire che esistevano tutte le possibilità per Edoardo di uscire e di lavorare. Ne aveva pieno diritto, del resto . Nessuno gli stava regalando niente. Edoardo nella sua vita regali non ne ha mai ricevuti, del resto. Ha sempre sudato per avere quello di cui aveva diritto. 

Ma la perfidia è in agguato : il Visentin aggiunge un cenno a misure cautelari : Le misure cautelari sono misure particolari che bloccano l’ esercizio della professione in casi particolari, ma nella situazione in oggetto non sono previste dalla legge  che , anzi, consente anche agli avvocati in  misura penale non detentiva di lavorare. Le misure cautelari riguardano altri casi.  Visentin lo sa di certo, ma vuole inquietare il giudice e seminare sabotaggi sulla via della liberazione di Edoardo. Confida, evidentemente, nel fatto che ben pochi , anche fra i Giudici , sono a conoscenza delle regole professionali forensi e che il Giudice si trovi a pensare che, magari, esiste la possibilità di una misura cautelare che, da un momento all’ altro ( si noti la perfidia di quel “ allo stato non ve ne sono “ , come dire “ oggi no, ma domani potrebbero essercene “) , potrebbe inibire il lavoro all’ avvocato Longo e che, quindi, scarcerare un detenuto sul presupposto della esistenza  del lavoro, di un lavoro che , magari due settimane dopo, potrebbe venir meno, potrebbe non essere tanto regolare. Con la conseguenza che non lo avrebbe scarcerato. Ma il Giudice non era ignorante e il Visentin , sia pure con le sue arti serpentine e bifide, era cascato male. Il Giudice scarcerò nel giro di pochi giorni l’ avvocato. 

L' aveva giocata proprio  sporca, però, l' omino assiso  sul Trono Ordinistico : invece di dire al Giudice, in sostanza : " L' avvocato Longo è stato cancellato, ma se esce ha diritto ad essere reiscritto immediatamente ,come anche ha deciso questo ente giusto 40 giorni fa" ; ha detto invece  : " E' stato cancellato, e potrebbe pure arrivargli una misura cautelare addosso da un giorno all' altro". Non faccio commenti perchè Visentin Igor da Portogruaro riesce a commentarsi  da solo con quello che scrive. Posso solo dire che vomito. 

Ma non è finita. La lettera ci dice anche dell’ altro. Guardate un po’ l’ intestazione della lettera del Visentin : C’è scritto : “ procedimento fissato (..) il 29 MARZO 2023 “. Ma l’ udienza era stata fissata il 1 marzo, tant’è che il giorno dopo l’ avvocato uscì dalla galera ! Un errore ?  No, per niente, seguitemi con pazienza.

La data del 1 marzo per la udienza a Padova non era stata ancora notificata a nessuno, ai primi di febbraio. E di certo il Giudice non la aveva segnalata all’ ente ordinistico per ragioni di riservatezza. Né il decreto di fissazione- udienza viene notificato ad enti ordinistici o altri ciarlatani, ma solo all’ interessato e al procuratore della  repubblica. L’ ente ordinistico non poteva sapere niente della udienza. E, infatti, niente sapeva, perché la data era sbagliata e di certo nessun giudice segnala una data sbagliata. Ma quel 29 marzo non è stato scritto a caso :  corrisponde, infatti, ad altra udienza, questa da tenersi a TRIESTE e che era stata fissata IL PIU’ TARDI POSSIBILE , nell’ agosto 2022 , dal giudice di sorveglianza di Udine, quella dott.ssa Cunial andata in pensione l’ anno scorso e che non voleva concedere sconti di pena ad Edoardo, che invece li ebbe dal suo subentrante .

Ricapitolando : l’ ente ordinistico non sapeva nulla della udienza di Padova del 1 marzo, e infatti sbaglia data, ma aveva ben segnalata la data di diversa udienza, successiva, in Trieste, che confusero con Padova. L’ udienza di Trieste venne fissata nell’ agosto del 2022, il più lontano possibile ( per i detenuti, il termine massimo è di un paio di mesi dalla istanza, come correttamente aveva fatto il giudice di Padova) , per tenere in carcere il più possibile l’ avvocato dei ribelli . Ma resta sempre aperta la questione : come faceva la cricca forense di Pordenone ad avere la data di Trieste se essa era riservata e , per inciso, non era ancora stata notificata formalmente al prigioniero ? E’ una spiegazione che non dovete chiedere a me, ma  alla cricca che dovrebbe darla per primo ad un pubblico ministero, dal momento che si tratta di un dato riservato che non poteva e non doveva essere in loro possesso. Ma ci troviamo in questo degradato paese che si chiama Italia e nessun pubblico ministero indagherà mai chi siede sul Trono Ordinistico..


Ma la fuga di notizie dalla magistratura del FVG c’è stata ed è documentata. Da fonti riservate ma ultra – attendibili abbiamo saputo che all’ udienza di Trieste non sarebbe stata concessa la libertà al prigioniero e sarebbe stato invece applicato il ben noto protocollo del decidere di non decidere che avrebbe protratto la prigionia di Edoardo  fino alla soglia dei due anni di carcere , dopo la quale sarebbe stato rimesso non in libertà, ma agli arresti domiciliari fino al fine pena. Con gli arresti domiciliari non aveva diritto di svolgere il suo lavoro, come se fosse stato rimesso in libertà.   Il Palazzo dell' Indecenza voleva essere sicuro di averlo fatto fuori una volta per tutte. 

Quello che risulta evidente e documentato dalla lettera che stiamo esaminando  è che fra magistratura del FVG e ente ordinistico vi erano rapporti molto stretti di collaborazione , venuti meno con passaggio alla magistratura padovana, seria e super partes ,  ma questa qualità   il Visentin non la conosceva ancora , essendosi appena insediato all' ordine e pensando di avere a che fare con qualcuno tipo magistratura del FVG . Nella sua lettera forniva volonterosamente  il piatto più ricco che poteva – condito di gustose ipotesi cautelari deliranti -  per far restare in carcere il professionista “ maledetto”. Pensava probabilmente di fare il miglior servigio possibile,  tant’è che la lettera si chiude con un saluto molto devoto , nella miglior tradizione  togata servente    : “ con ossequio".  Sarò paranoico, ma chissà perché mi viene in mente a scriverlo l’ immagine di una persona che si inchina fino a terra, con ossequio , appunto. Immaginate questa persona ad apprendere 15 giorni dopo  che l’ avvocato Longo era uscito dal carcere e aveva ripreso la sua attività ?  Molto prima, pure della data  della udienza che loro conoscevano ?  Non occorre immaginarlo : Il Doge ci ha informati che il 2 marzo 2023, la redazione del giornale padovano Il Mattino venne subissata da telefonate di “avvocati “ di Pordenone ( ma  secondo me si trattava di UNO SOLO... ) che volevano sapere , atterriti, se era vero che Longo era uscito dal carcere.. 

Con ossequio, Visentin Igor .

Il Monitore

lunedì 23 giugno 2025

IL TRONO DEL PAVONE

 


Rispondendo a vari Lettori, informiamo che la terza antologia degli scritti di questo blog sarà pronta entro il mese di luglio. Abbiamo un po’ tardato perché volevamo raccogliere in essa i post e le foto delle due campagne di volantinaggi effettuate da Ufficio Dogale avanti ai tribunali di Pordenone e di Venezia. Ci facciamo anche portavoci di Edoardo nel ringraziare, ancora una volta, Ufficio Dogale , il Doge Albert Gardin  e tutti i suoi militanti per la grandiosa iniziativa, voce di giustizia e di coraggio civile nei confronti di un mondo, quello dei tribunali, dove regna sovrana la protervia e l’ arroganza, totalmente scollegato dalla realtà e da ogni afflato di onestà, legge e giustizia.

Proprio a questo ignobile mondo di sepolcri imbiancati dedichiamo  copertina e  titolo di questo terzo volume dell’ Arcipelago Gulag , della triste odissea di un dissidente , Edoardo, maciullato dalle mascelle e dagli artigli di questo sistema togato e arrogante  . 

Il Trono del Pavone , era il titolo del Soglio Regale dei re persiani, simbolo del delirio di onnipotenza di questa casata. La prosopopea di questo Trono, arricchito da oro, gioielli e dal simbolo occulto del Pavone, suscitò l’ invidia di altre case regnanti in Europa che, nell’ 800, fecero a gara ad allestirsi anche loro un Trono del Pavone ( quello della copertina appartenne all’ Imperatore di Prussia), ritenuto molto trendy , un accessorio indispensabile per ogni Re che si rispetti.  Simbolo di potenza e arroganza opulenta, ornato da immagini di poveri pavoni divenuti nei secoli simbolo del potere occulto del demonio , ben si adatta oggi   ai parvenu di un certo mondo forense che sognano di poter appoggiare le loro terga togate su troni simili, magari come soddisfatti  Gran Maestri dell’ Ente Ordinistico e Nobili Cerimonieri del Tovagliolo di Mensa

Lo facciano, lo hanno fatto, lo faranno, sic semper tyrannis , ma si ricordino : Quel trono non porta fortuna : tutti i potenti che vi si sono assisi sono finiti male : l’ ultimo di loro, l’ Imperatore di Persia , ha salvato le proprie terga e le proprie penne ( di pavone….) per un soffio, sfuggendo all’ ira del popolo iraniano che lo ha detronizzato malamente . Gli altri regnanti europei che hanno assiso le loro loffie  terga su simili troni deliranti, non hanno fatto fine migliore. I poveri pavoni, colpevoli solo delle loro rutilanti penne, da simbolo di orgoglio e arroganza sono tornati ad essere dei tranquilli gallinacei che zampettano nei prati, caracollando in cerca di vermi e non più simboli del potere di questo mondo. Zampettano,  grassottelli e impettiti , tacchini  in attesa che arrivi qualcuno a tirargli il collo.

Così sempre  finiscono  i potenti di questo mondo. Puoi essere un Re, puoi anche avere un culo togato  e assiderti come Gran Maestro del  Trono Ordinistico in un' aula di tribunale fra Pavoni ed Ermellini ,  inebriarti di potere ed arroganza, pavoneggiandoti  di andare sottobraccio a pubblici ministeri e di fare l’ occhiolino a presidenti di tribunale e a Gran Maestri , ma il karma non ti perde di vista e  prima poi ti ghermirà , e  arriverà anche per te la giustizia del popolo.

Il Trono del  Pavone  sarà disponibile entro luglio. Invitiamo i nostri Lettori a sostenere questo blog, del tutto volontaristico, acquistando nel frattempo  i precedenti volumi pubblicati e che potrete trovare a questo link. Stateci vicini. La battaglia continuerà USQUE AD INFEROS :

https://lanterna88.blogspot.com/search/label/opere%20di%20Monitore%20Veneto  

sabato 21 giugno 2025

L' INQUIETANTE FINESTRA

 


Ancora pochi giorni ( 8 ) e si aprirà , fino alla metà di settembre, l’ inquietante finestra

Di quale finestra parliamo ? Di quella cronologica di cui al post https://monitore1980.blogspot.com/2025/06/la-crono-finestra-finale.html ,      che indica il periodo nel quale il giudice di Sorveglianza deve, per legge, pronunciarsi sulla condotta tenuta dall’ avvocato Longo nell’ ultimo anno di esecuzione penale in cui è stato incastrato. Se la condotta verrà giudicata buona , gli spetta uno sconto di pena di 90 giorni che anticiperà  la fine di questa comica sorveglianza esecutiva di un uomo onesto , alla meta' di dicembre 2025. Questo dice la legge, ma – si è visto – in questa allucinante vicenda lo Stato, nelle sue articolazioni istituzionali e in quelle mafiose dell’ "ente  ordinistico" , la legge non la rispetta mai e costringe a patirne la durezza solo la sua vittima, esattamente come fa il gatto con il topo. Un bell’ esempio da parte di uno Stato che dovrebbe rieducare un losco criminale…Ma , dopo il processo a Pinocchio, sappiamo tutti benissimo che l’ unico criminale in questi contesti è solo  lo Stato. La condotta di Edoardo è stata anche troppo  corretta e zelante, ma lo scetticismo è d’ uopo  per chi ha letto il post   https://monitore1980.blogspot.com/2025/05/novita-dal-palazzo-dell-indecenza.html 

Intendiamoci : il giudice di Sorveglianza lo sconto lo darebbe volentieri, come ha già concesso nel 2024 135 giorni di sconto che hanno fatto infuriare il Palazzo dell’ Indecenza…  ne concederebbe ancora ,  tant’è che, quando l’ avvocato Longo svolse istanza di sconto per motivi di lavoro a dicembre, immediatamente il Giudice , senza tergiversazioni defatigatorie, chiese la relazione ai carabinieri che risposero ultra-positivamente , certificando una ottima condotta. Il problema è che il Giudice appare condizionato dall’ ufficio penale di Udine, che invece appare contrario allo sconto (avendolo già negato con un pretesto ), perché questa è la volontà espressa dall’ ente ordinistico che teme che le certificazioni di buona condotta e gli sconti di pena possano giovare all’ avvocato Longo per la reiscrizione all’ albo forense dal quale da 15 mesi è stato estromesso illegalmente. Edoardo ci ha scritto recentemente questo messaggio : “Bene. Adesso comincerò a raccontare tutte le minacce che ho subito in questi due anni.  Il mio problema è che non so da che parte cominciare.  È un ginepraio, una ragnatela immonda...” – Se è difficile narrare questi fatti per Edoardo , che conosce questi soprusi per averli patiti in presa diretta ed è pure avvocato, figurarsi per il vostro Monitore che deve farseli spiegare con pazienza, orientarsi in essi e poi riportarli in modo chiaro…  ed avvocato manco lo è …

Farò quello che posso, partendo da un altro messaggio di Edoardo che risale al febbraio scorso : “ Io oggi sono a Udine. Il tempismo e l’ urgenza della convocazione avanti all' ufficio penale mi allarma un po’...sospetto un pressing per  far smettere il volantinaggio... il palazzo è in convulsione per lo " stato d’ assedio ".... ma sono i magistrati che assediano la società civile....avanti USQUE AD INFEROS”.

Fu buon profeta il nostro amico : in quella circostanza venne pesantemente  minacciato di ritorsioni sulla misura di libertà in atto se non si fosse adoperato a far smettere il volantinaggio di Autorità Dogale avanti al tribunale di Pordenone che risultava sgradito all’ ente ordinistico attraverso una segnalazione rivolta all’ ufficio penale del FVG. L’avvocato Longo in quella circostanza incassò minacce e aggressioni verbali di tutti i tipi, al punto di star male e non ci fu verso di ottenere la copia della comunicazione farlocca degli ordinistici che lo accusavano , benchè ne avesse diritto e la mancata consegna sia una violazione molto grave, mai vista finora in un ufficio giudiziario . Gli fu impedito così di difendersi e di replicare. E’ stato possibile solo ottenere , presso altro ufficio, copia dei volantini trasmessi con sdegno ed orrore dall ‘ ente ordinistico all’ ufficio penale che neanche si sogna di dare gli atti alla sua vittima, ma quello che gli comoda lo fa invece girare… Ecco uno dei volantini che hanno sconvolto le menti degli ordinistici del Noncello, che si sono trovati a sorpresa  nella condizione del  Re Nudo della favola…. Avrei voluto vederne le facce livide , in quelle splendide giornate  di volantinaggio. Grazie, Doge , Dio ti benedica per il tuo coraggio civile 

A mio avviso questo è il volantino  meglio riuscito di tutta la campagna dogale :

 


Noterete , in calce al volantino, il timbro forense . Indica che il volantino è stato raccolto da qualche " ordinistico ", protocollato e trasmesso all' ufficio penale allo scopo intuibile che questo ufficio, mediante adeguate,  pesanti ed efficaci minacce, costringesse l' avvocato Longo a dire  ai suoi amici di smettere,  altrimenti si sarebbero vendicati su di lui.  Eh già...facile prendersela con chi è debole. 

L’ avvocato Longo non ha preso parte all’ iniziativa di Ufficio Dogale (peraltro lecita), ciascuno risponde delle proprie azioni, non di quelle di altri,  e non è legale ricattare LUI  di sanzioni limitative della sua provvisoria libertà  per i volantinaggi dogali e – francamente – ci pare poco in linea anche  con uno stato democratico pretendere, sotto minacce di sanzioni a persona esterna e ricattabile per la sua condizione di condannato in libertà sostanzialmente provvisoria , pretendere di far cessare una libera e pacifica manifestazione di dissenso politico, promossa e gestita da altri ,  come quella di Ufficio Dogale. Incredibile. Che brillante esempio rieducativo da parte di funzionari che dipendono dal ministero della giustizia. Alla faccia di tutti loro, il volantinaggio è continuato fino alla scadenza programmata. 

Ma su questa vicenda ritorneremo in dettaglio più avanti . Al momento ci pareva opportuno spiegare perché c’è tanto scetticismo sulla concessione di sconti di pena ad Edoardo, benchè la sua condotta sia stata esemplare, come hanno certificato pure i Carabinieri e la assoluta assenza di violazioni alle prescrizioni, che – per inciso – non prevedono l’ “obbligo di far cessare pacifiche manifestazioni politiche democratiche in proprio favore”.

Edoardo non ha chiesto ad Ufficio Dogale di smettere, anzi, per  cui è rassegnato a vedersi protrarre illegalmente la esecuzione penale per ulteriori 90 giorni. E’ abituato a veder violare la legge da parte delle istituzioni al fine di danneggiarlo. Già da 15 mesi gli è impedito con l’ inganno e il sopruso di poter lavorare. Cosa volete che sia per l’ oliato sistema istituzionale di soprusi giudiziari ,  allungargli l’ esecuzione penale di 90 giorni ? L' inquietante finestra si chiuderà male, l' ingiustizia domina. Questa è l’ Italia, ragazzi… se fa schifo non è colpa mia…

Il Monitore

 alfatrac88@proton.me