giovedì 11 luglio 2024

VIVA SAN MARCO

 


Stimato Avvocato Longo, ho letto su “ Il Monitore Veneto” di quello che le sta capitando e voglio esprimere a Lei la mia più grande vicinanza e solidarietà. Non si arrenda ! Ho letto la sentenza della Corte di Giustizia Veneta ( “ Quando ruggirà il Leone” ) e sono rimasto senza parole. Vogliono fermarla ? Continui la sua battaglia per una giustizia giusta, libera e onesta, rispettosa dei diritti politici dei cittadini, con il Tribunale Veneto  . Costituisca il tribunale veneto della Santa Vehme  ,  ci aiuti a rendere giustizia al nostro popolo, vittima di uno stato oppressore, tirannico e crudele quanto mai. Scenda in campo con il popolo veneto, lì faremo secchi tutti !

La sua vicenda smentisce un proverbio popolare molto noto che dice : “ senza soldi e senza cultura non si va da nessuna parte”. Mica vero. Lasciamo da parte i soldi, ma oggi in I-ta-lya senza cultura si può anche andare a fare il presidente degli avvocati accampati  in riva al Noncello ( NDR : il fiume di Pordenone), ma con la cultura, dove si va ? 

Si va in galera ! Lei, colpevole solo di 40 anni di professione forense libera e non asservita, al servizio del cittadino e non delle  massonerie,  30 libri scritti contro la malagiustizia , Editore che ha pubblicato 200 libri per amore della cultura, in galera la hanno mandata, per troppa cultura ! E ora le hanno pure tolto il lavoro, perché lei è troppo scomodo, troppo libero, troppo autorevole nelle aule di giustizia. Dà fastidio alle toghe corrotte e ai loro leccapiattini in veste di (pseudo) avvocati. Diceva Giovanni Guareschi : " quando la canaglia impera, la patria degli onesti è la galera". Eccome se imperano ! Eccome se non mandano in galera gli onesti !  Questa è l’ Italia ! Sempre quella della giustizia del gatto e della volpe di Collodi. O si disfa l' Italia o si muore !

WSM !

Un cittadino autodeterminato Veneto

martedì 9 luglio 2024

CHIAMALA, SE VUOI , MAFIA

 


Il libro è una fotografia precisa e documentata di una scandalosa condotta in voga diversi anni fa  presso il palazzo di giustizia di Pordenone. Per  oltre venti anni il consiglio dell' ordine forense di questa città, unico in tutta Italia, ha utilizzato  le aule di udienza penale per i processi ai propri dissidenti interni: avvocati politicamente scorretti invisi a lobbies di potere o giudiziarie o avvocati sulla cui clientela hanno messo gli occhi i settori affaristici che muovono gli ordini corporativi. Un uso illegale di strutture dello Stato, fuori da ogni parametro di legalità e fuori da ogni controllo, con la connivente complicità dell' autorità giudiziaria locale. Un costo che grava sulla collettività ignara. Uno scandalo di potere e di affari, del tutto " italiano". Chiamala, se vuoi, mafia...Il libro - denuncia è opera di meticolose ricerche ed indagini svolte dall' avvocato Edoardo Longo, da cui, fra l’ altro, risulta che l’ utilizzo delle aule d’ udienza penale per i farlocchi processi deontologici forensi, non è legale, non è autorizzato dal Ministero, non ha copertura assicurativa e il personale del palazzo di giustizia che presta assistenza lo fa senza contratto e copertura legale. Emerge anche che l’ utilizzo degli uffici del consiglio forense nei tribunali è  regolato da un contratto di locazione stipulato con il comune del luogo. Nel caso di Pordenone, quando gli accertamenti vennero fatti all’ inizio degli anni 2000, risultava che l’ ordine forense non pagava l’affitto da almeno DIECI anni e il Comune colluso non richiedeva neanche il pagamento, nè imponeva lo sfratto. Con ogni probabilità ciò avviene in molte città… Dopo la pubblicazione di questo libretto a Pordenone lo scandalo è finito. Non so però se i canoni arretrati siano stati pagati.. Non sarà mica che  i 10 anni di arretrati siano  diventati TRENTA ? .....provate voi a non pagare l' affitto per trent' anni e  ditemi cosa vi succede.....Penso non sarebbe male  una nuova investigazione…Da leggersi assolutamente per capire una delle tante ragioni per le quali la giustizia italiana non funziona e non potrà mai funzionare, essendo immersa profondamente in un guano di illegalità diffusa. Tant’ è vero che il testo di questo libro è costituito da una denuncia penale sporta presso la procura di Pordenone tanti anni fa e archiviata frettolosamente  senza indagini .... Come diceva Cronin : "...e le stelle stanno a guardare"....

Link da cui acquistare il libro :

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lunedì 8 luglio 2024

TERZA DIFFIDA ALL' ORDINE FORENSE DI PORDENONE

 

Pordenone, 05.07.2024

Al

CONSIGLIO DELL’ ORDINE DEGLI AVVOCATI

per Conoscenza :

Ch.mo Sig.

DOTT. CARLO NORDIO

MINISTRO DELLA GIUSTIZIA Via Arenula , 70 – ROMA 00186

per Conoscenza :

RACCOMANDATA RR

per Conoscenza :

Per

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’ UOMO

 

DIFFIDA AL CONSIGLIO DELL’ ORDINE FORENSE

DI PORDENONE – MESSA IN MORA RISARCITORIA

Il sottoscritto AVV. EDOARDO LONGO di Pordenone sporge la presente diffida nei confronti del Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati della città di Pordenone e per tale effetto preliminarmente

ESPONE :

1)      In data 29.12.2022 il sottoscritto veniva cancellato in via amministrativa ( non disciplinare ) dal COA di Pordenone in quanto posto dal 19.07.2022 in stato di detenzione muraria a seguito passaggio in giudicato di condanne penali ,

2)      In detto decreto di cancellazione ( qui allegato) si sottolineava come l’ assenza – provvisoria del requisito F per l’ iscrizione al’ albo ( stato di libertà personale) imponeva la cancellazione amministrativa, salvo il diritto alla reiscrizione quando detto requisito – la libertà personale – fosse stato riacquistato. Si riporta di seguito per praticità di consultazione il dispositivo di detta delibera :

 

3)      Ciò avveniva il successivo 1.3.2023 , data in cui la magistratura di Sorveglianza di Venezia/Padova rimetteva in libertà il sottoscritto con la concessione della misura dell’ affidamento in prova, non ostativa all’ esercizio della professione forense, come lo stato di detenzione.

4)      Autorizzato dalla stessa magistratura di Sorveglianza, il sottoscritto riprendeva subito il suo lavoro fino alla data del 21.3.2024 , quando passava in giudicato la sentenza del CNF a seguito impugnazione, la quale confermava la cancellazione amministrativa pronunciata per la situazione detentiva.

5)      Successivamente, in data 27.3.2024 il sottoscritto proponeva istanza di reiscrizione all’ albo degli avvocati di Pordenone, avendone diritto ai sensi dell’ art 17 c.15 LP che stabilisce anche l’ obbligo in capo al COA di una “ immediata” reiscrizione una volta venuto meno il fatto ostativo alla iscrizione all’ albo, id est esecuzione penale detentiva.

6)      Nonostante siano passati già tre mesi dalla istanza di reiscrizione e quasi 18 mesi dalla cessazione della detenzione, il COA di Pordenone, avendo anche sforato il termine di 30 giorni entro cui ha obbligo giuridico di decidere sulla istanza del 27 marzo us, ancora non si è pronunciato.

7)      Che tale ritardo è doloso, illegale ed inaccettabile ed è solo un atto emulativo volto a procrastinare la decisione al fine di danneggiare il più possibile il sottoscritto rallentando il più possibile il ritorno al proprio lavoro del sottoscritto richiedente, rallentando anche l’ inter di impugnazione , poiché il sottoscritto è convinto che il citato COA di Pordenone non rispetterà la legge e respingerà illegalmente ed illegittimamente la istanza di reiscrizione del sottoscritto.

8)      Ne consegue che il danno illecito che il COA di Pordenone sta producendo è molto grave. Per quanto concerne il danno inferto al sottoscritto, a 4 mesi dalla istanza inevasa per omissione dolosa, in danno consiste nell’ azzeramento della attività professionale del sottoscritto e relativo avviamento dello Studio, danno neppur verificatosi mentre il sottoscritto era in carcere. E’ stato incaricato un consulente tecnico di redigere una dettagliata perizia del danno e sua relativa  quantificazione fino alla data odierna. Con espressa riserva di procedere successivamente alla  conseguente azione risarcitoria.

9)      Ma vi è un secondo danno che qui viene segnalato. Si tratta del danno inferto alle associazioni indipendentiste che hanno me come riferimento legale e difensivo . Si tratta delle associazioni ( omissis ) L’ illecita omissione di decidere ( e decidere positivamente, trattandosi di fatto e di diritto di reiscrizione obbligatoria che la legge impone debba essere fatta “ con la maggior rapidità” – e sono già passati 18 mesi dalla rimozione del fattore impediente, cioè lo stato di detenzione ), ha costretto tutte queste realtà politiche a dover cambiare difensore ricorrendo a legali che non portano né ora, né in futuro all’ attenzione dei giudici le argomentazioni politiche degli imputati e la valorizzazione delle loro tesi ideali la cui rilevanza nel momento decisorio è fondamentale.  Hanno così dovuto rinunciare ad una difesa politica in processi politici, e a molti strumenti giuridici che la legge nazionale ed internazionale  consente loro di esercitare ( atti di ricusazione, istanze per il trasferimento di processi, consulenze di parte, eccezioni di giurisdizioni , denunce penali ed internazionali, ed altre )  per colpa della condotta illegittima del  COA di Pordenone o – meglio – del  suo attuale presidente, Visentin Igor ,  subentrato solo nel gennaio del 2023, peraltro politicamente impegnato attivamente in un partito politico che mai ha nascosto la sua avversione  al movimento indipendentista.

10)  Per quanto concerne il danno inferto al diritto alla Difesa di queste associazioni, le stesse si riservano la quantificazione e la messa in atto di tutte le iniziative politiche a loro tutela.

11)  Le medesime ragioni spingono a segnalare la situazione grave qui denunciata anche all’ Ill.mo Signor Ministro della Giustizia, che ben conosce questi Territori ,  perché attivi le sue iniziative ispettive presso il COA di Pordenone che alloggia in struttura giudiziaria della repubblica italiana .

12)  La grave situazione e la messa in pericolo dei diritti costituzionali al Lavoro , alla Difesa, alla libertà di opinione e di associazione politica, impongono  di segnalare fin da ora quanto sta succedendo alla Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo, garante del rispetto dei valori democratici degli stati dell’ Unione, fra cui anche la repubblica italiana.

Tutto  ciò premesso, il sottoscritto avvocato Edoardo Longo , avendo già pazientato anche troppo nell’ attesa di una deliberazione che tarda per motivazioni illegali , avendo preso atto anche dei danni gravi inferti ai propri assistiti ed esposti in premesse,

DIFFIDA

Il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone e il suo attuale presidente Visentin Igor , dal persistere nel presente comportamento omissivo della decisione , comportamento che non merita alcun apprezzamento giuridico ed è inqualificabile, a 4 mesi dalla proposizione della istanza e a 18 mesi dalla fine dell’ impedimento de quo.

SI RISERVA

Ogni tutela legale nei confronti del COA di Pordenone e del suo attuale presidente, nessuna esclusa, e in particolare tutela risarcitoria per il danno professionale derivante da 3 mesi di illecito mantenimento in stato di cancellazione amministrativa.

CHIEDE FORMALMENTE

Le dimissioni di Visentin Igor da presidente del consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone.

Ci si riserva ogni ulteriore istanza e azione legale.

Con osservanza

Avv. Edoardo Longo

 


IL SIGNORE DELLE TOGHE

 

Caro Avvocato Longo, le esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà per quello che Le sta accadendo e in particolare per essere stato estromesso dall' ordine degli avvocati di Pordenone ad opera del  suo attuale presidente.

 Guardi la foto che le invio e vedrà il presidente forzitaliota dell’ ordine forense di Pordenone che si fa un selfie con l’ aria estasiata vicino ad una giovane donna nera vestita con una toga di avvocato : E’ la prima donna africana del Ghana , candidata sindacA - trombata - militante dell' estrema sinistra,  diventata avvocato in Italia ! E, indovini un po’, dove ? A Pordenone ! Sotto l’ ala protettrice e accogliente del suo acerrimo avversario che così si appalesa come un estasiato e felice strumento  della sinagoga che fomenta l’ immigrazione per la distruzione dell’ Italia e degli italioti, che però se lo meritano essendo indifferenti a tutto quello che sta accadendo in Patria.

 Caro Avvocato Longo , ormai  per fare l’ avvocato in  Italia a quanto pare non basta avere 40 anni di esperienza professionale ed avere scritto 30 libri in materia di giustizia come Lei .. bisogna chiamarsi Balumba  o Gongoro ed avere la pelle nera, il resto non importa ! Altro che " la legge è uguale per tutti ", come recita la scritta ipocrita alle spalle dei due..... Italia ad bestias !

Un amico e Lettore dalla Russia

martedì 2 luglio 2024

LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI ?

 


Molti ci chiedono come sia possibile che un organismo, che vuole così tanto apparire zelante in termini di legalità, come il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone, possa rifiutarsi di decidere per circa QUATTRO MESI su una istanza di reiscrizione obbligatoria all’ albo, cagionando danni enormi al professionista richiedente, oltre che ai suoi assistiti, costretti a cambiare avvocato e dispersi. Senza parlare poi di altri danni , fra cui il disprezzo assoluto  della legalità che non vogliono applicare . Molti non si capacitano che ciò possa  succedere, all’ ombra dei tribunali  ( sulla legalità di questi ultimi, stendiamo per il momento un velo pietoso…). Eppure succede nel caso del’ avvocato Edoardo Longo, 40 anni di professione, penalista specializzato in procedimenti penali politici e di “ contrasto”. Crediamo che più di tante parole, basti leggere il dispositivo che sotto riproduciamo e che impone la sua reiscrizione  :

 


Fu pronunciato dal medesimo consiglio forense, nel dicembre 2022 , quando il professionista era ancora in carcere, sotto sequestro di persona effettuato dallo Stato con decreti di carcerazione illegali e al fine di “ liberarsi” ( parole testualmente udite dalla bocca di magistrati di Pordenone..) di lui . Il decreto è chiarissimo e non equivocabile : dichiara che per legge il professionista , essendo in carcere, andava sì  cancellato dall’ albo professionale, ma salvo essere reiscritto una volta cessata  la fase detentiva.

Ciò avvenne il successivo 1 marzo 2023 ( giorno del Capodanno Veneto), quando il tribunale di Venezia/Padova lo scarcerò espressamente autorizzandolo a svolgere la sua professione. Eppure, nonostante siano passati ben  18 mesi dalla fine dell’ impedimento detentivo e 4 mesi dalla istanza di reiscrizione svolta dal professionista,  il COA di Pordenone – retto attualmente da Visentin Igor, politico forzaitaliota di Portogruaro, insediatosi sulla imbottita poltrona di capo degli avvocati delle rive del fiume Noncello al posto del precedente presidente - ora  omette dolosamente di decidere sulla istanza di obbligatoria reiscrizione, dopo che il nuovo presidente ha declamato dappertutto   che giammai avrebbe reiscritto il professionista. Neanche ha l’ ardire di rigettare l’ istanza che pur va accolta, ma propria nasconde la testa, come gli struzzi, fra le odorose pieghe delle toghe e ha deciso di non decidere, al fine di bloccare l’ impugnazione del legale all’ eventuale rigetto , impugnazione che sarebbe doverosamente accolta . Intanto passa il tempo e il professionista scomodo viene macellato giorno dopo giorno, per la gioia sadica di qualcuno.

Come se  tutto ciò fosse legale. Come se fosse legale l’ omissione di atti dovuti d’ ufficio. Come se fosse legale togliere il lavoro a tempo infinito a un lavoratore che ne ha diritto, sancito da un decreto definitivo. Come se fosse lecito danneggiare le associazioni indipendentiste costringendole a cambiare avvocato e ha rinunciare, così, a difese penali politiche troppo scomode per le toghe italiche. Come se fosse legale violare pure  la legge che impone la “ reiscrizione immediata” in casi del genere. Immediata ? Sono passati già 18 mesi dalla scarcerazione del professionista. Come se fosse lecito, in buona sostanza, violare tutte le leggi possibili immaginabili . Forse perché ciò giova a chi non gradisce difese penali scomode a tutela di organizzazioni politiche anti-sistema ? E da dove deriva tanta arroganza  da sentirsi esentati dal rispetto della legalità e impuniti ?

Terremo informati i cittadini che invitiamo a sostenere  l’ avvocato Edoardo Longo inviandogli lettere di solidarietà e vicinanza. Poche righe scritte col cuore sono sufficienti, ma hanno una forza grandiosa.  La forza del Popolo è invincibile. Ogni lettera è una goccia d’ acqua che andrà a formare un fiume tumultuoso  che spazzerà inevitabilmente l’ arroganza del potere .

Il Monitore

alfatrac88@proton.me

IL LUPO PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO

 


Un libro a lungo atteso , per molti temuto e sabotato da altri :  assolutamente unico nell' editoria italiana e non solo. Un libro di denuncia politica della corruzione del mondo forense che si legge rimanendo a bocca aperta . L' Anonima Estorsioni – cioè le cricche forensi dell’ avvocatura ufficiale - e il suo strano concetto di giustizia ( che tanto assomiglia a quella della mafia ) sono descritti dalla penna salace dell' avvocato Edoardo Longo, attraverso una serie di racconti basati su vicende assolutamente vere. Uno spaccato degli orrori, della criminalità di stampo mafioso delle " cupole" forensi che controllano l' avvocatura italiana e sono al servizio di poteri loschi, di appetiti corporativi, di ambienti di malaffare politico e settori giustizialisti della magistratura : lobbies e manette, il binomio di questo losco sottobosco di potere, sempre attuale, poiché è vero il detto popolare che “ il lupo perde il pelo, ma non il vizio”….. Un libro unico e irripetibile, arricchito da oltre cento note esplicative, documenti autentici e dalle salaci caricature di Ludwig.. Ovviamente  : Edizioni della Lanterna.

In vendita  da questo  link  :

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SOLIDARIETA' ALL' AVVOCATO EDOARDO LONGO

 


Esprimo attraverso queste righe la mia profonda solidarietà verso l'uomo e verso il professionista avvocato  Edoardo Longo, ad oggi escluso dall'albo forense di Pordenone. Ad Edoardo mi lega una stima sincera, motivata dalla sua tenace voglia di libertà, che permette anche agli altri, incluso lo scrivente, di poter esprimere. Mi auguro che sia proprio il senso di libertà ad ispirare le prossime decisioni, e che ad Edoardo, che abbraccio fortemente, venga restituito il diritto di svolgere il suo lavoro , diritto oggi schiacciato da cricche senza dignità e senza scrupoli.

Daniele Proietti

 autore e collaboratore delle Edizioni della Lanterna

 

BIBLIOGRAFIA EDITORIALE DI DANIELE PROIETTI :

https://edoardolongo3.blogspot.com/search/label/Daniele%20Proietti

lunedì 1 luglio 2024

SOLIDARIETA' ALL' AVVOCATO EDOARDO LONGO

Con la presente vorrei esprimere la mia delusione e la mia solidarietà.

Delusione nei confronti di chi dovrebbe rappresentare e tutelare la legge :  la giustizia.

Solidarietà nei confronti di un professionista il quale, spinto dalla passione per la storia, la verità e la libertà, ha avuto il coraggio di continuare a credere e lottare per degli ideali comuni a tante persone.

Condivido con l’Avvocato Longo la passione per la storia, il credo nell’autodeterminazione dei Popoli  , nella libertà e nella giustizia. Spero che il caso si risolva presto, che l’Avvocato Longo possa riprendere l’  esercizio della sua professione quarantennale di avvocato , e che tutti possiamo continuare a credere e ad aver fiducia nella Giustizia.

Lendinara (RO), 30/06/2024

Laura Corciulo (Traduttrice)

domenica 30 giugno 2024

SOLIDARIETA' ALL' AVVOCATO EDOARDO LONGO

 Esprimo la mia piena solidarietà nei confronti dell’Avvocato Edoardo Longo. La sua drammatica vicenda dimostra come l’onestà e l’amore per la “verità” sia un rimprovero per certe persone, da qui il loro odio e accanimento, e quando possono anche l’abuso e la prevaricazione. “Coscienza retta” è quella che ricerca onestamente la verità in ogni ambito ed è pronta ad adeguarvisi nella misura in cui giunge a conoscerla, anteponendola ad opinioni, convinzioni e pregiudizi. Posso affermare che l’Avvocato Edoardo Longo ha una “coscienza retta”, qualità assai rara oggi in ogni categoria sociale e soprattutto in determinati ambienti. In tutta franchezza, se oggi dovessi affidare a qualcuno la mia difesa non avrei dubbi, sceglierei lui. Esprimo inoltre la mia grande stima perché ha sempre difeso la libertà di pensiero contro il “pensiero unico”, in cui puoi attaccare con la penna solo chi nel copione è nel ruolo dei “cattivi”, mentre sulle ipocrisie dei “buoni” devi tacere se non vuoi perdere tutto, libertà personale compresa.

Anonimo Pontino

studioso di dinamiche economiche

collaboratore delle Edizioni della Lanterna

IBLIOGRAFIA DI ANONIMO PONTINO : 

https://edoardolongo3.blogspot.com/search/label/Anonimo%20Pontino


LA FORZA DEL POPOLO VENETO

 


Nella sezione “ diario di bordo” del blog Dissonanze,  oltre a notizie periodiche riguardanti l’ attività del blog, sono racchiusi tutti i post inerenti la carcerazione illegale patita dall’ avvocato Edoardo Longo ad opera di toghe fuori controllo della vergognosa repubblica manettara di Forcolandia, cioè della repubblica italiana.

Vittima di un autentico sequestro di persona  a seguito di una operazione a regia per togliersi di torno lo scomodo ed integerrimo avvocato dei ribelli, con oltre quarant’ anni di esperienza di processi politici italic style,  al momento della aggressione giudiziaria il legale  stava lavorando ad una nuova tecnica processuale, legittima e collegata ai diritti di autodeterminazione dei popoli , e motivata dalla  illegalità aggressiva dell' ordine giudiziario italiano.  Obiettivo : bloccare per sempre i processi politici italic style. 

l’ avvocato Edoardo Longo ha fruito di una commovente solidarietà di popolo.

I Veneti autodeterminatisi nella loro  indipendenza   ne hanno invocato la libertà davanti ai tribunali e alle carceri per lunghi 8 mesi, hanno creato dal nulla la Corte Veneta che ha condannato l’ ordine giudiziario italiano per reati di crimini giudiziari ( Se ne legga la sentenza : “ Quando il Leone ruggirà”) , non hanno mai abbandonato e lasciato solo il loro legale rinchiuso nell’ arcipelago Gulag di questa corrotta repubblica e si sono stretti a lui come non mai. Tutti i post che documentano questa eccezionale solidarietà sono leggibili , in attesa di essere raccolti a breve  in un nuovo volumetto dedicato alla vicenda. Il link :

https://lanterna88.blogspot.com/search/label/Diario%20di%20bordo

 

Il Monitore

alfatrac88@proton.me

sabato 29 giugno 2024

NUOVA DIFFIDA ALL' ORDINE FORENSE DI PORDENONE

 


In data odierna l’ avvocato Edoardo Longo ha allargato i destinatari cui inviare per conoscenza la diffida al consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone qui riprodotta : https://monitore1980.blogspot.com/2024/06/diffida-al-consiglio-dell-ordine.html  . E’ stata trasmessa anche al Presidente del  tribunale di Pordenone e al procuratore capo della locale procura dott. Pietro Montrone, oltre che al Consiglio distrettuale di disciplina perché apra un fascicolo a carico del COA di Pordenone e al suo presidente pro tempore, il forzitaliota Visintin Igor che, abbarbicato alla carica   di presidente cui si è insediato dal gennaio 2023,  si ostina  negare il diritto al lavoro all’ avvocato Longo, rifiutandosi di applicare la legge e i decreti del  suo predecessore che lo consentono, già da 18 mesi circa. Presidente del tribunale e Procuratore della Repubblica hanno il compito istituzionale di garantire che gli uffici amministrativi ospitati del palazzo di giustizia rispettino la legge a tutela dei cittadini e non la viòlino per indicibili interessi corporativi. fra questi enti, anche il consiglio dell' ordine che non può chiamarsi fuori dal rispetto della legalità repubblicana, come fosse una autocrazia di tempi che furono. 

La prossima settimana verrà anche depositato un atto di querela verso i citati soggetti forensi del consiglio dell' ordine,  per i reati che si intuiscono , quali l'  omissione di atti dovuti d’ ufficio, violenza privata aggravata e attentato ai diritti civili ( diritto al lavoro) dell’ avvocato Edoardo Longo e dei suoi assistiti ( diritto alla difesa) , in primis gli iscritti alle associazioni della Repubblica Veneta , aggrediti giudizialmente perché reclamano la loro indipendenza della repubblica i-ta-lyana. Difficile fingere di non vedere che dietro l’ ostinazione delle cricche forensi vi è una spinta dei boiardi giudiziari e di stato…

 Se perdurerà lo stato di illegale omissione di decisione, che perdura da oltre 2 mesi oltre il  limite di 30 giorni  imposto dalla legge, l’ avvocato Longo chiederà che questa situazione - che arriva fino a violare il diritto al lavoro garantito costituzionalmente – venga posta in stato di osservazione internazionale e attiverà gli organismi internazionali posti a controllo del tasso di violazione ai principi democratici e di legalità del collassato sistemaItalia. L’ avvocato Longo ci chiede di far sapere che ringrazia tutte le persone civili che gli vanno manifestando vicinanza e solidarietà . L’ avvocato Longo ha esercitato la professione forense ininterrottamente  dal 1984 fino al 21 marzo 2024 , per circa 40 anni , fino a  quando si è insediato a capo del mondo forense in riva al Noncello il citato Visentin Igor che cova una ostentata ostilità verso il professionista che neanche conosce e non ha mai visto neanche una volta in vita sua. 

Il Monitore

alfatrac88@proton.me 



[ manifestazione indipendentista per la libertà dell' avvocato Longo avanti al tribunale di Pordenone nell' ottobre 2022 . L' avvocato verrà liberato il successivo 2 marzo 2023 ]


venerdì 28 giugno 2024

SOSTEGNO DAL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE

 


Lettera di solidarietà ed appoggio al collega avvocato Edoardo Longo

Mi sento solidale con il collega Longo che ha diritto di combattere contro l'esclusione professionale dall'Albo del Foro di Pordenone. Gli manifesto il mio appoggio per la sua resistenza nella verità e nella libertà del pensiero che animano il suo cuore e lo rendono valoroso. Se tutti noi possiamo pensare ciò che vogliamo, dire quasi tutto ciò che pensiamo e scrivere poco meno di quanto diciamo lo dobbiamo anche alla tenacia del Collega Longo. Non conosco il dettaglio tecnico del provvedimento di esclusione del Collega, ma auspico che la lite si conclude presto nel segno della verità e della libertà.

Devin-Nabrezina, 28 giugno 2024.

 Avvocato Turco Giuseppe

mercoledì 26 giugno 2024

DIFFIDA AL CONSIGLIO DELL' ORDINE FORENSE DI PORDENONE

 Pordenone, 21.06.2024

Al

CONSIGLIO DELL’ ORDINE DEGLI AVVOCATI 

per Conoscenza :

Al

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE 

per Conoscenza :

 

Ch.mo Sig.

DOTT. CARLO NORDIO

MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

 

DIFFIDA AL CONSIGLIO DELL' ORDINE 

DEGLI AVVOCATI DI PORDENONE

Il sottoscritto AVV. EDOARDO LONGO di Pordenone sporge la presente diffida nei confronti del Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati della città di Pordenone e per tale effetto preliminarmente

ESPONE :

1)      In data 29.12.2022 il sottoscritto veniva cancellato in via amministrativa ( non disciplinare ) dal COA di Pordenone in quanto posto dal 19.07.2022 in stato di detenzione muraria a seguito passaggio in giudicato di condanne penali ,

2)      In detto decreto di cancellazione ( qui allegato) si sottolineava come l’ assenza – provvisoria del requisito F per l’ iscrizione al’ albo ( stato di libertà personale) imponeva la cancellazione amministrativa, salvo il diritto alla reiscrizione quando detto requisito – la libertà personale – fosse stato riacquistato.

3)      Ciò avveniva il successivo 1.3.2023 , data in cui la magistratura di Sorveglianza di Venezia/Padova rimetteva in libertà il sottoscritto con la concessione della misura dell’ affidamento in prova, non ostativa all’ esercizio della professione forense, come lo stato di detenzione.

4)      Autorizzato dalla stessa magistratura di Sorveglianza, il sottoscritto riprendeva subito il suo lavoro fino alla data del 21.3.2024 , quando passava in giudicato la sentenza del CNF a seguito impugnazione, la quale confermava la cancellazione amministrativa pronunciata per la situazione detentiva.

5)      Successivamente, in data 27.3.2024 il sottoscritto proponeva istanza di reiscrizione all’ albo degli avvocati di Pordenone, avendone diritto ai sensi dell’ art 17 c.15 LP che stabilisce anche l’ obbligo in capo al COA di una “ immediata” reiscrizione una volta venuto meno il fatto ostativo alla iscrizione all’ albo, id est esecuzione penale detentiva.

6)      Nonostante siano passati già tre mesi dalla istanza di reiscrizione e quasi 17 mesi dalla cessazione della detenzione, il COA di Pordenone, avendo anche sforato il termine di 30 giorni entro cui ha obbligo giuridico di decidere sulla istanza del 27 marzo us, ancora non si è pronunciato.

7)      Che tale ritardo è doloso, illegale ed inaccettabile ed è solo un atto emulativo volto a procrastinare la decisione al fine di danneggiare il più possibile il sottoscritto rallentando il più possibile il ritorno al proprio lavoro del sottoscritto richiedente, rallentando anche l’ inter di impugnazione , poiché il sottoscritto è convinto che il citato COA di Pordenone non rispetterà la legge e respingerà illegalmente ed illegittimamente la istanza di reiscrizione del sottoscritto.

§

Tutto  ciò premesso, il sottoscritto, avendo già pazientato anche troppo nell’ attesa di una deliberazione che tarda per motivazioni illegali ,

DIFFIDA

Il consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone e il suo attuale presidente Visentin Igor , dal persistere nel presente comportamento omissivo della decisione , che non merita alcun apprezzamento giuridico ed è inqualificabile, a 3 mesi dalla proposizione della istanza e a 17 mesi dalla fine dell’ impedimento de quo.

SI RISERVA

Ogni tutela legale nei confronti del COA di Pordenone e del suo attuale presidente, nessuna esclusa, e in particolare tutela risarcitoria per il danno professionale derivante da 3 mesi di illecito mantenimento in stato di cancellazione amministrativa.  Oltre, chiaramente,  alla impugnazione della futura decisione del citato COA, non confidando il sottoscritto che il citato ente rispetterà la legge che garantisce il diritto del sottoscritto alla reiscrizione all’ albo.

RICORDA

Al suddetto COA che già nell’ anno 2001 , di fronte ad comportamenti illegali anche meno gravi  dello stesso ente,  ebbe già a richiedere il commissariamento dell’ ente al Ministro della Giustizia e non si esclude di procedere ex novo in tal senso anche ora.

INVITA

Sia il Consiglio Nazionale Forense che l’ ecc.mo Sig. Ministro della Giustizia ad esercitare fin d’ ora i poteri ispettivi di loro competenza nei confronti del Consiglio dell’ ordine degli avvocati di Pordenone per i fatti qui esposti. Evidenza come dall’ autunno scorso sia già stata proposta una impugnazione avanti al CNF per il medesimo comportamenti dell’ ente COA da quando è presieduto dall’ attuale presidente Visentin Igor.

Ci si riserva ogni ulteriore istanza e azione legale.

Si allega copia della chiarissima ed ineludibile delibera di cancellazione amministrativa ( non disciplinare) del 29.12.2022  che sancisce, come per legge, il diritto alla reiscrizione all’ albo del sottoscritto.

Con osservanza . 

Avv. Edoardo Longo

 

Abbiamo riportato integralmente una diffida spiccata dall' avvocato Edoardo Longo nei confronti della consorteria degli avvocati di Pordenone che, violando in modo sfrontato la legge, sabota il diritto al lavoro del professionista, Tutto ciò accade dopo il cambio di presidenza e tanta arroganza fa riflettere e rende evidente come dietro questo illegale comportamento vi sia la spinta di settori totalitari del mondo giudiziario che vuole impedire al professionista di applicarsi ancora alla difesa di imputati  di processi politici, in particolare appartenenti al mondo indipendentista. Terremo informati i Lettori del seguito della vicenda. Nel frattempo, invitiamo a sostenere l' avvocato Longo, in questo difficile momento causato dalla protervia di " toghe" che, in teoria, dovrebbero " stare" dalla parte dei diritti civili, ma preferiscono " stare" dalla parte della magistratura più illiberale.

Un sostegno concreto al professionista - senza lavoro da tre mesi e con un futuro estremamente incerto  a causa della  ritorsione politico/giudiziaria dei suoi " colleghi" -  può essere quello di acquistare i libri della sua scomoda casa editrice, le Edizioni della Lanterna. Ne segnaliamo qui il catalogo :

https://catalogolanterna.blogspot.com/

Il Monitore

alfatrac88@proton.me  



martedì 25 giugno 2024

SOSTEGNO ALL' AVVOCATO EDOARDO LONGO DALL' AUTORITA' DOGALE

 


Consiglio dell’Ordine degli Avvocati

Pordenone

Sull’esclusione insensata dell’avvocato Edoardo Longo dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Pordenone.

La Repubblica Veneta, che abbiamo l’onore di rappresentare, venuta a conoscenza della grave condotta del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pordenone, di escludere dall’albo dei professionisti l’avvocato Edoardo Longo, dichiara la sua contrarietà a tale grave e incomprensibile decisione, in netta contraddizione con l’etica professionale del mondo forense.

Si ricorda che la Repubblica Veneta aveva già preso posizione contro le trame e gli intrighi pseudo-giudiziari che avevano portato l’avvocato Longo a subire una detenzione, rimasta sostanzialmente incomprensibile anche al Tribunale di Sorveglianza di Venezia che intervenne a correggere il caso, rimettendo il legale a riprendere la sua attività professionale.

Dichiariamo perciò la nostra vicinanza e la nostra solidarietà all’avvocato Edoardo Longo che ha avuto sempre il coraggio di mettere la sua professione al servizio di importanti cause di giustizia e di libertà, fuori dai riflettori, meritando così una stima e riconoscenza del mondo civile e nostre in particolare.

Invitiamo perciò la direzione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pordenone di revocare l’esclusione dell’avvocato Edoardo Longo dall’albo dei professionisti, di assumere una posizione coerente con l’etica del mondo del diritto e di non farsi prendere da logiche di bassa massoneria, di intrighi, di colpi bassi che discrediterebbero il mondo della giustizia di cui l’avvocatura è chiamata – per sua stessa natura – ad essere la maestra.

Venezia, 23 giugno 2024

Albert Gardin – CXXI Doge

 

 

TOGHE E FORCHETTE

 


Quarta edizione per  " Toghe e forchette. La strana idea di giustizia dell’ordine forense" : Il libro 'maledetto' che è l' incubo dei palazzi di giustizia e la cui prima edizione venne tolta dalla circolazione per le minacce della cupola forense sul primo editore. Ristampato integralmente. Questo testo squarcia il drappo di omertà sul reale degrado della giustizia anche ad opera dell' ordine forense, non da oggi  fiancheggiatore di Forcolandia  e di tutti i poteri liberticidi e giustizialisti. La verità sulle cupole mafiose dell' avvocatura e i loro metodi per distruggere gli avvocati scomodi e politically incorrect, su comando dei poteri forti e della lobby giudiziaria più forcaiola ed incivile .Dal fascismo che i consigli degli ordini li ha inventati, fino alla democrazia mondialista, le cricche forensi al servizio  dei potere di turno.  La persecuzione patita  dall’ avvocato Edoardo Longo è emblematica e qui è descritta in tutte le sue  fasi iniziali,  dal 1987 all’ anno 2000. Notevole la parte documentaria con le interpellanze di deputati e senatori di Alleanza Nazionale, Lega Nord, Liga Veneta  , le testimonianze di uomini politici della destra missina del tempo , di persone comuni, di sindacalisti e organi di stampa, dell’ associazione Enzo Tortora. Scomode testimonianze di una persecuzione accanita e feroce.  Un testo impressionante. Un atto di accusa implacabile e documentato nei confronti della più torva corruzione forense. Sempre di angosciante attualità e su un tema di cui è proibito parlare. E’ questo libro, una delle ragioni della incarcerazione dell’ avv. Edoardo Longo : il giudice corrotto che lo processò come presunto autore del libro, non potè condannarlo pesantemente perché il libro diceva la verità, ma decise – su imbeccatura della cricca forense criticata nel testo – di denunciarlo perché si era permesso di criticare il suo modo belluino di gestire il processo. Cosicchè, nel mentre la Corte di Appello di Trieste assolveva in via definitiva l' avv. Longo per il libro, cancellando la condanna del giudice corrotto, quest' ultimo lo denunciava per " lesa maestà giudiziaria " nei suoi confronti . Una curiosissima coincidenza : nel processo al libro, il pubblico ministero chiese una condanna due anni di reclusione e il processo per lesa maestà si concluse con la folle condanna di due anni e quattro mesi di carcere !.  La cricca ottenne il risultato voluto e per il quale il giudice corrotto era stato incaricato.... Un libro, questo da leggere e meditare.

Il volume è fuori commercio ed è  posto in vendita assolutamente riservata. Per richiederlo, inviare una mail al seguente indirizzo :

alfatrac88@proton.me

lunedì 24 giugno 2024

QUANDO IL LEONE RUGGIRA'

 


21 gennaio, 2023 : avanti al sagrato della Basilica di S. Antonio in Padova, faceva irruzione armata la polizia politica italiana , violando la sacralità del luogo ( pure extraterritoriale in virtù dei Patti Lateranensi) per impedire la celebrazione del processo popolare disposto dal tribunale Enzo Tortora, emanazione della magistratura libera, sovrana e indipendente della mai morta Repubblica Veneta di San Marco. Il processo era nei confronti dello stato italiano, reo di crimini giudiziari quali l’ abuso giudiziario e il sequestro di persona, compiuti per gettare in carcere lo scomodo avvocato Edoardo Longo, difensore storico degli oppositori al sistema e attualmente determinato difensore dei Veneti che reclamano la loro storica indipendenza statuale. Una pagina buia di repressione poliziesca in soccorso della malagiustizia italica, un irrespirabile clima da dittatura sudamericana . Bloccato il processo, non è stata bloccata la pronuncia della sentenza , la cui ampia motivazione ( svolta in circa 80 punti ),  qui resa nota  in via ufficiale  , condanna moralmente lo stato italiano, inchiodandolo alle sue indicibili  responsabilità . In attesa che il popolo veneto riacquisti la sua libertà  millenaria  e si svincoli  dal giogo della “ repubblica nata dalla resistenza” e vissuta nella criminalità istituzionalizzata.

LINK PER L’ ACQUISTO DEL LIBRO :

https://www.lulu.com/it/shop/corte-di-giustizia-veneta/quando-il-leone-ruggira/paperback/product-gjjwyqz.html?page=1&pageSize=4